Dedicato ad Abu Mazen

Riprendo integralmente dal blog più censurato d’Italia. La dedica però è tutta mia.

Mi fa piacere ricordare che Malcolm X è stato presentato al pubblico italiano dal mio fraterno amico e maestro, Roberto Giammanco. Che ha anche conosciuto personalmente Malcolm X. Lo so, è un legame tenue e indiretto, però sono contento che esista.




Devo dire una cosa, poi mi siedero’. Quando c’era la schiavitù, quando la gente come me parlava agli schiavi, i bianchi non la uccidevano; le mandavano dietro qualche vecchio negro domestico per disfare quello che aveva detto. Per capire questo bisogna leggere la storia della schiavitù.

Allora c’erano due tipi di negri: il vecchio negro domestico e il negro dei campi. Il negro domestico faceva sempre la guardia per il suo padrone. Quando i negri dei campi uscivano troppo dai ranghi, li rimetteva in riga. Li riportava alla piantagione.

Il negro domestico poteva permettersi di fare cosi’, perché viveva meglio del negro dei campi. Mangiava meglio, vestiva meglio e viveva in una casa migliore. Viveva vicinissimo al padrone… nella soffitta o nel seminterrato. Mangiava il cibo del padrone e indossava i suoi stessi abiti. Il negro domestico poteva parlare come il padrone e aveva una buona dizione. Amava il padrone più di quanto il padrone amasse se stesso. Questo è il motivo per cui non voleva che al padrone capitasse qualcosa.

Se il padrone stava male, diceva: "Cosa c’è padrone? Siamo ammalati?". Se la casa del padrone andava in fiamme, cercava di spegnere il fuoco. Non voleva che la casa del padrone bruciasse. Non avrebbe mai voluto che la proprietà del padrone fosse minacciata. Ed era più sulla difensiva di quanto lo fosse il suo padrone. Ecco cos’era il negro domestico.

Poi c’erano i negri dei campi, che vivevano in capanne e non avevano niente da perdere. Avevano i peggiori vestiti. Mangiavano il cibo peggiore. Vivevano una vita d’inferno. Pativano il tormento della frusta. Odiavano questa terra. Sapete cosa facevano? Se il padrone si ammalava, pregavano che morisse; se la casa del padrone andava a fuoco, pregavano perché soffiasse il vento. Questa era la differenza tra il negro domestico e il negro dei campi.

E oggi ci sono ancora i negri domestici e i negri dei campi.

Io sono un negro dei campi. Se non posso vivere in una casa come un essere umano, prego perché soffi il vento. Se il padrone non mi tratta giustamente e si ammala, indichero’ al medico un’altra casa. Ma se tutti noi potremo vivere come esseri umani, allora sono per una società di esseri umani che possa praticare la fratellanza.

Prima di sedermi, voglio ringraziarvi per avermi ascoltato. Spero di non aver messo in imbarazzo nessuno di voi. Non volevo tentare di eccitarvi per farvi fare qualcosa che non avreste comunque fatto.

Prego che Allah benedica tutto cio’ che fate. Prego perché cresciate intellettualmente, cosi’ da poter capire i problemi del mondo e come vi possiate collocare nella maniera migliore in questo quadro del mondo.

E prego che svanisca tutta la paura che oggi si manifesta nel vostro cuore; e quando capirete che il bianco – quando l’avrete conosciuto – non è che un codardo, non avrete più paura di lui. Se non fosse un codardo, non si comporterebbe da banda contro di voi. Agiscono in bande, e questo è da codardi. Si mettono il lenzuolo per non farsi riconoscere, e questo è da codardi.

Verrà il tempo in cui quel lenzuolo sarà strappato via. Se il governo federale non glielo strapperà, lo strapperemo via noi. Grazie.

Selma, Alabama, Stati Uniti d’America,
4 febbraio 1965

El-Hajj Malik Al-Shabazz (Malcolm X)
(1932-1965),
che Allah l’Altissimo abbia misericordia di lui

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