Gaza, chi ha violato la tregua?

La tesi ufficiale israeliana, secondo cui Israele si sarebbe dovuto difendere da un lancio continuo di razzi palestinesi, è passata pienamente nei media, dove la discussione è solo, se la giusta e legittima reazione israeliana sia stata però sproporzionata.

Questa discussione fa sembrare che ci sia un "dibattito", con la prevedibile divisione tra destra ("puniteli fino in fondo!") e sinistra ("ma no, sono cattivi anche perché hanno sofferto, ci vuole più pietà").

Invece è la tesi stessa a essere falsa, e lo dimostra una fonte davvero insospettabile.

Su Huffingtonpost, infatti, Nancy Kanwisher, Johannes Haushofer e Anat Biletzki hanno preso i dati forniti dal consolato d’Israele a New York riguardante il numero di lanci di razzi e i colpi di mortaio provenienti da Gaza verso Israele.

Il risultato è questa tabella.

gaza-violence-who-started

Come vedete, appena è stata stabilita la tregua, i colpi sparati cessano praticamente del tutto, con nessun lancio da parte di militanti di Hamas.

A novembre si vede un’improvvisa impennata. In realtà, il mese è iniziato tranquillamente.

Poi (ma questo il documento del consolato israeliano ovviamente non lo dice) il 4 novembre, gli israeliani hanno ucciso un palestinese.

C’è stata un’immediata risposta palestinese; e subito dopo, gli israeliani hanno ucciso sei palestinesi, innescando ulteriori attacchi israeliani e ulteriori risposte palestinesi, fino alla degenerazione completa della tregua.

Curiosamente, lo stesso consolato israeliano segnala che tutte le azioni palestinesi successive – con l’eccezione di un lancio il 28 novembre rivendicato anche ma non solo da Hamas –  sono state rivendicate dal Jihad Islamico e dalla sinistra palestinese (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e Fronte Democratico).

Gli autori dell’articolo su Huffingtonpost scoprono che si tratta di un modello ricorrente.

Usando questa volta dati di B’Tselem, analizzano tutto il periodo che va dal settembre del 2000 all’ottobre del 2008.

Solo dal giugno 2008, si può parlare di tregua; ma prima ci sono state molte "conflict pauses", definite come periodi di uno o più giorni in cui non veniva ucciso nessuno.

E qui i risultati sono inequivocabili:

"Nel 79% dei casi, le pause nel conflitto sono state interrotte quando Israele ha ucciso un palestinese, mentre solo nell’8% dei casi sono state interrotte da un attacco palestinese (nel rimanente 13% dei casi, l’interruzione è avvenuta da entrambe le parti nello stesso giorno [1]). Inoltre, abbiamo visto che questa tendenza – dove è probabile che Israele uccida per primo dopo una pausa nel conflitto – diventa più marcata dopo periodi di pausa più lunghi. Infatti, su 25 periodi di non violenza che sono durati più di una settimana, Israele ne ha interrotti 24 unilateralmente – pari al 96% – e ha interrotto unilateralmente il 100% dei 14 periodi di nonviolenza durati più di 9 giorni".

Il titolo a questo post lo abbiamo messo per semplificare: in realtà non è per motivi moralistici che ci chiediamo "chi ha cominciato", come si fa all’asilo.

Ha cominciato Israele sessant’anni fa, e sono sessant’anni che ogni singolo palestinese subisce espropri, miseria, bombardamenti, perquisizioni, e che ogni singolo palestinese ha almeno un parente stretto morto assassinato, mutilato o torturato in carcere.

Sono sessant’anni che gli abitanti di Gaza sono chiusi dentro una bottiglia, e i massacri che hanno dovuto subire non risalgono certamente a oggi.

Quindi anche se fosse stato Hamas "a cominciare", avrebbe avuto tutto il diritto morale di farlo; e se fosse stato Israele, non avrebbe fatto nulla di diverso da ciò che ha sempre fatto.

Casomai è interessante cercare di capire perché il governo di Israele ha voluto cominciare e dove vuole arrivare devastando la già devastata Gaza; e soprattutto perché questo progetto è stato approvato da tutto il complesso che possiamo definire "occidentale", dagli Stati Uniti ai paesi della NATO.

La cerchia piuttosto ristretta di persone che possono decidere su questioni come questa può certamente commettere anche grandi errori. Ma comunque decide sempre in base a ragionamenti e calcoli precisi.

Perché quindi Israele e tutto il complesso-Occidente hanno voluto l’attacco a Gaza?

E’ una domanda a cui non ho una risposta precisa e sicura.

Ma anche il capo del governo della Turchia ha dovuto apprendere dal telegiornale – o poco ci manca – che Israele aveva attaccato Gaza.

P.S. Aveva già trattato in dettaglio la questione di Gaza uno dei primi studiosi mondiali di scienze politiche, Fedro (ringrazio Santaruina dell’idea):

"Un lupo ed un agnello erano giunti al medesimo fiume spinti dalla sete ; più in alto stava il lupo e di gran lunga più in basso l’agnello.

Spinto dalla gola malvagia il lupo cercò un pretesto di lite.

"Perché" disse "mi hai reso torbida l’acqua che bevo?".

Il lanuto di rimando : "come posso , di grazia, fare ciò di cui ti lamenti , o’ lupo? L’acqua scorre da te fino alla mia bocca".

Quello respinto dalle forze della verità disse: "sei mesi fa hai parlato male di me".

Disse quello:"Ma non ero ancora nato!".

" Tuo padre, per Ercole, ha parlato male di me" disse quello.

E così dopo averlo azzannato, lo sbrana con ingiusta uccisione."

Nota:

[1] Evidentemente un responsabile c’è sempre, ma l’azione e la rappresaglia hanno avuto luogo lo stesso giorno, mentre i dati sono solo suddivisi per giorno.

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11 Responses to Gaza, chi ha violato la tregua?

  1. utente anonimo says:

    Perché quindi Israele e tutto il complesso-Occidente hanno voluto l’attacco a Gaza?

    perché al fatah, accondiscendente, cacciato dalla porta possa rientrare dalla finestra scalzando hamas.

    se ci fai caso, c’è un altro mantra che gira: mentre i civili muoiono, i terroristi se ne stanno ben protetti nei bunker.

    nonostante al fatah sia corrotto e abbia tutti i difetti di questo mondo, nei gazawi bisogna instillare l’italico detto “si stava meglio quando si stava peggio”.

  2. utente anonimo says:

    (ASCA-AFP) – Gerusalemme, 10 gen – Il Cairo ha proposto che una forza palestinese fedele al presidente Mahmud Abbas sia dispiegata lungo il confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto nell’ambito di un accordo per mettere fine al conflitto nell’enclave sotto controllo di Hamas. Lo hanno riferito all’Afp fonti ufficiali israeliane. Il piano prevede anche il dispiegamento lungo la parte egiziana della frontiera di una forza che include soldati egiziani e che sarebbe aiutata da specialisti stranieri nel compito di distruggere i tunnel utilizzati per il contrabbando. La proposta egiziana, ha spiegato un responsabile della difesa, e’ una ”versione aggiornata” dell’accordo del 2005 per il valico di Rafah che chiedeva la presenza di forze dell’Anp e di osservatori dell’Unione europea. Il Cairo, ha precisato un alto responsabile governativo, propone ora che l’Anp dispieghi una forza piu’ numerosa con responsabilita’ accresciute. Allo stesso tempo, l’Egitto si offre di dispiegare altri soldati lungo il suo confine con Gaza, un passo che richiederebbe una modifica del patto di pace del 1979 tra Israele ed Egitto che limita il numero di soldati de Il Cairo nella penisola del Sinai. Israele, secondo il responsabile della difesa, sarebbe favorevole a tale accordo.

  3. utente anonimo says:

    Nulla di nuovo sotto il sole.

    Nel Luglio/Agosto 2006 a ”la zanzara” di radio24 il Cruciani sosteneva che erano stati i missili di Hiz’ bulla a causare l’aggressione (ovviamente lui non la definiva cosi’) al Libano e non viceversa.

    Ma evidentemente per l’unica democrazia del vicino oriente gli effetti precedono le cause.

    Vs. Rassegnato Stampa.

  4. Tlaxcala says:

    Da leggere oggi

    [..] Su Kelebek Gaza, chi ha violato la tregua? di Miguel Martinez La tesi ufficiale israeliana, secondo cui Israele si sarebbe dovuto difendere da un lancio continuo di razzi palestinesi, è passata pienamente nei media, dove la discussione &egrave [..]

  5. utente anonimo says:

    scusa Miguel, ma non ricordi le parole di Biden?

    “Mark my words: it will not be six months before the world tests Barack Obama like they did John Kennedy,”

    che vincesse Obama era scontato, e i poteri forti non aspettano il 20 gennaio per mettere il nuovo presidente e il suo staff al corrente di quello che accade (o sta per accadere) in giro per il mondo. Biden sapeva già tutto (del resto Barak ha ammesso candidamente che l’operazione era pronta da 6 mesi) e l’ha detto in perfetto stile gesuitico, ovvero “se non puoi dire la verità, per non fare peccato dinne solo metà”. E come Andreotti che ammette di avere sei segreti di stato, ma non dice quali, così il cattolico Biden ha detto una cosa vera, ma solo a metà

  6. utente anonimo says:

    BTW, il ”nuovo filosofo” André Glucksmann

    http://www.step1.it/index.php?id=5031-glucksmann–l-ipocrisia-della-reazione-sproporzionata-

    ha cambiato idea sul concetto di reazione sprozionata dal lontano tempo della crisi Ossezia -Georgia-Russia

    Ed io, illuso, che pensavo che l’assassinio di un paio di centinaia di bambini valessero quantomeno un inchiesta di un Tribunale Penale Internazionale.

    Invece servono a fermare Siria ed Iran….

    dal Vs. Rassegnato Stampa.

  7. utente anonimo says:

    ” se ci fai caso, c’è un altro mantra che gira: mentre i civili muoiono, i terroristi se ne stanno ben protetti nei bunker. ”

    Da aggiungere ad altre due luoghi comuni

    1. E mentre a Gaza donne e bambini muiono, i capi di Hamas stanno al sicuro in qualche altro paese arabo.

    2. I ” capi ” di Hamas si fanno scudo dei civili. in Gaza.

    Quindi, se i capi di Hamas rimangono in Gaza è perchè vogliono farsi scudo dei civili, se vanno via è perchè sono vigliacchi che fanno morire altri al posto loro. Ma ci sarà un modo ” giusto”, per questi supposti capi di Hamas di comportarsi o no? E quale sarà , questo modo ” giusto” di comportarsi, andare in giro con un bersaglio sul corpo che dica ” yuhu, israeliani, sono un capo terrorista di Hamas, abbattetemi”?

    A.

  8. idea3online says:

    Dalla Bibbia nascono le 3 principali religioni monoteistiche

    Dalla Bibbia nascono le 3 principali religioni monoteistiche, ovvero l’ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam. L’ebraismo prende per buono solo l’Antico Testamento, che è anche la parte più consistente, ma di particolare valore per tutte le correnti ebraiche è il Pentateuco, chiamato anche Torah, composto dai primi 5 libri della Bibbia. Per l’Islam è un po’ più semplice, visto che dà un’interpretazione un po’ diversa del testo sacro, tenendo fede ad alcuni precetti ed escludendone altri, riconoscendo poi anche la figura di Gesù ma trovando la pienezza solamente nel Corano. Ad ogni modo, dalla Bibbia è nato qualcosa senza paragoni. Il Gesù della tradizione musulmana, viene tuttavia considerato il più grande dei profeti, anche se non l’ultimo, quindi la sua rivelazione (peraltro in parte diversa nel Corano rispetto a quella riferita dai Vangeli) é sorpassata da quello di Maometto. I fatti del Pentateuco sarebbero accaduti a partire dal 1800 a.C. Il Corano sarebbe stato dettato a Maometto nel 600 d.C. Il Corano contiene un riassunto dei libri dell’Antico Testamento insieme ad una revisione islamica dei fatti del Vangelo cristiano. L’Islam in parte segue alcune prescrizioni ebraiche (circoncisione, niente carne suina), fatte proprie anche dai giudaizzanti, ed in parte dà loro un contenuto nuovo adattandole alla mentalità araba. Il suo attaccamento all’identità araba, purgata dal politeismo, lo ha portato ad allontanarsi sempre più dal giudaismo o dai giudaizzanti. Vittorio Messori («Pensare la storia», San Paolo, 1992, pagina 624) scrive: «La polemica ebraica è convinta che il Vangelo in se stesso costituisca una fonte perenne di ostilità antigiudaica. (…). L’islamismo non è invece considerato rischioso per gli ebrei (…). Per il passato vi fu uno stretto legame tra islam ed ebraismo in funzione anticristiana». Egli conclude che lo scontro tra Stato d’Israele e Palestina e poi mondo arabo, non ha nulla di teologico ma è una questione politica-sociale-economica: l’invasione e l’esproprio della terra dei palestinesi da parte del sionismo.

    L’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam sono sorte in tempi e luoghi definiti ed hanno avuto come fondatori personalità storiche ben individuate: Mosè, Gesù e Maometto. Condividono una città santa, Gerusalemme, attraverso il Muro Occidentale, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia. Gerusalemme è la città santa per gli ebrei, perché Davide la scelse come capitale del regno unito e in essa Salomone edificò il Tempio; santa per i cristiani, perché qui Cristo soffrì la passione, morì e risorse. Infine, la Sura XVII del Corano ricorda il viaggio notturno di Maometto dalla Mecca a Gerusalemme: qui, dalla roccia conservata nella cosiddetta Moschea di Omar, il Profeta ha iniziato il suo viaggio celeste. Esse, infine, condividono la convinzione che le loro dottrine siano il frutto di un intervento diretto di Dio nella storia e non di una riflessione dell’Uomo sull’Uomo.

    http://www.museointerreligioso.it/italiano/museo/la-visita/sala-delle-radici-storiche/

    E’ giusto mettere in evidenza, che se ci soffermiamo sulla struttura formale dell’Islām, ben presto ci rendiamo conto, che il suo sistema religioso si compone di parte di quelli ebraico e cristiano, per la filosofia ed il relativo pensiero teologico basi sono da ricercarsi nella scolastica medievale, mentre, per quanto concerne la mistica (sufismo), parte è da considerarsi continuazione della tradizione ellenistica e cristiana. Con tali parole non bisogna cadere nell’errore già perpetrato nel Medioevo, dove non pochi cristiani credevano che l’Islām fosse un’eresia del credo biblico e di conseguenza blasfema e perseguibile; né bisogna affermare o sottintendere che il Corano, in quanto “segno tangibile” dell’Islām, possa sembrare un libro cristiano, solo perché ricorrono in esso, idee, personaggi ed avvenimenti comuni alla Bibbia sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. Proprio perché totalizzante, l’Islām non è soltanto religione, ma anche storia, cultura, etica e diritto, in senso normativo, del popolo cui Dio ha rivelato la Sua Parola (Il Corano). Eppure Bibbia e Corano, hanno molte cose in comune. Basti pensare alla presenza in ambedue i testi, dei nomi dei Patriarchi e dei Profeti biblici, tra i quali ritroviamo Gesù, prescelto tra i “preferiti di Dio”. Ciò che accomuna quindi, cristiani e musulmani, è la rivelazione e genesi del testo sacro.

    http://www.tesionline.com/intl/pdfpublicview.jsp?url=../__PDF/8664/8664p.pdf

    http://euro-holocaust.splinder.com/post/18911027

    Da Israele a Gesù

    Nuova Riveduta:

    Genesi 49:10

    Lo scettro non sarà rimosso da Giuda,

    né sarà allontanato il bastone del comando dai suoi piedi,

    finché venga colui al quale esso appartiene

    e a cui ubbidiranno i popoli. C.E.I.:

    Genesi 49:10

    Non sarà tolto lo scettro da Giuda

    né il bastone del comando tra i suoi piedi,

    finché verrà colui al quale esso appartiene

    e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli. Nuova Diodati:

    Genesi 49:10

    Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Sciloh; e a lui ubbidiranno i popoli. Riveduta:

    Genesi 49:10

    Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo, e al quale ubbidiranno i popoli. Diodati:

    Genesi 49:10

    Lo Scettro non sarà rimosso da Giuda, Nè il Legislatore d’infra i piedi di esso, Finchè non sia venuto colui al quale quello appartiene; E inverso lui sarà l’ubbidienza de’ popoli.

    Giuda sarebbe stata la tribù reale, la tribù da cui il Messia Principe sarebbe disceso.* Il Messia, quella Discendenza promessa per mezzo del quale la terra sarebbe stata benedetta, “il pacifico e il florido”, “il Salvatore”, verrà da Giuda. Così morendo, Giacobbe o Israele* a grande distanza vide il giorno di Cristo ed ebbe conforto e sostegno sul suo letto di morte. Finché Cristo doveva venire, Giuda possedette autorità, ma dopo la morte dello stesso Gesù lo scopo di Giuda come nazione.

    Le scritture della Bibbia indicano perché Dio si servì di Giuda, infatti sino a quando non sarebbe arrivato Gesù questa nazione era usata da Dio per preservare una speranza per l’umanità cioè la venuta del Messia, ma quando Cristo arrivò e morì, lo scettro è stato rimosso da Giuda, ed è stato consegnato a Gesù alla destra di Dio, la conseguenza è la nascita della nazione universale dei cristiani.

    * Matteo 1:1

    LIBRO della generazione di Gesù Cristo, figliuolo di Davide, figliuolo di Abrahamo.

    * Matteo 1:17

    Così da Abramo fino a Davide sono in tutto quattordici generazioni; e da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.

    * Genesi 32,29

    Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!».

    Da Gesù ai Cristiani

    Nuova Riveduta:

    Daniele 9,25

    Sappi dunque e comprendi bene: dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, ci saranno sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazza e mura, ma in tempi angosciosi. C.E.I.:

    Daniele 9,25

    Sappi e intendi bene,

    da quando uscì la parola

    sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme

    fino a un principe consacrato,

    vi saranno sette settimane.

    Durante sessantadue settimane

    saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,

    e ciò in tempi angosciosi. Nuova Diodati:

    Daniele 9,25

    Sappi perciò e intendi che da quando è uscito l’ordine
    di restaurare e ricostruire Gerusalemme, fino al Messia, il principe, vi saranno sette settimane e altre sessantadue settimane; essa sarà nuovamente ricostruita con piazza e fossato, ma in tempi angosciosi. Riveduta:

    Daniele 9,25

    Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi. Diodati:

    Daniele 9,25

    Sappi adunque, ed intendi, che da che sarà uscita la parola, che Gerusalemme sia riedificata, infino al Messia, Capo dell’esercito, vi saranno sette settimane, e altre sessantadue settimane, nelle quali saranno di nuovo edificate le piazze, e le mura, e i fossi; e ciò, in tempi angosciosi.

    La Profezia di Daniele indicava la venuta del Messia con relativo arco temporale dalla restaurazione del Tempio di Gerusalemme avvenuta dopo la liberazione da parte di Ciro.

    Queste altre scritture indicano lo scopo di tutti i profeti del vecchio Testamento, lo scopo era annunciare la fede nel Messia o Salvatore.

    Isaia 7:14

    Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele.

    Matteo 1:23

    Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele, che, interpretato, vuol dire: «Iddio con noi».

    Nuova Riveduta:

    Galati 3,24

    Così la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede. C.E.I.:

    Galati 3,24

    Così la legge è per noi come un pedagogo che ci ha condotto a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Nuova Diodati:

  9. utente anonimo says:

    Perché quindi Israele e tutto il complesso-Occidente hanno voluto l’attacco a Gaza?

    Nella speranza che il conflitto si allarghi. Ma Hezbollah non interviene e, il nano iraniano s’è ammutolito.

  10. talib says:

    http://talib

    [..] — @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –> Due documenti, precedenti il genocidio in corso in Palestina. Uno è di Michelguglielmo Torri, e risponde alla domanda: Perchè i Palestinesi non adotta [..]

  11. Castruccio says:

    Non mi pare che ci siano novità rispetto al passato.

    La regola di strumentalizzare i fatti non vale più, infatti sono direttamente i fatti a non essere veri(escalation dei lanci da parte dei palestinesi).

    Non solo, da notare anche la coda di paglia, o il politically correct come si vuole chiamarlo, da parte di chi nei grandi media si permettono di criticare Israele:tutti si affrettano a dire innanzitutto che “amano Israele e vogliono che sia garantita la sua sicurezza” eccetera eccetera, quasi a dire “anche se non siamo daccordo, lo siamo lo stesso…”.

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