Il Giorno delle Cravatte

Allora, un noto fascista entra nel negozio di un ebreo.

Non nasconde di farlo per motivi puramente razziali,cioè solo perché quello è il negozio di un ebreo.Fa la spesa, si prende pure un libro ed esce senza pagare.

E poi c’è qualcuno che si chiede, dopo il volantino della Flaica-Cub, “a quando la Notte dei cristalli?

Leggete qui:

«Ecco sindaco [Alemanno], questo glielo regalano i commercianti», lo accolgono alla Mondadori di via del Corso, donandogli “Viva Israele” di Magdi Allam. Poi tutti in fila in due camicerie: «Per il sindaco una 39, “m”», dice la commessa porgendogli due camicie, una bianca e una azzurra. E in un´altra camiceria si rifà le cravatte: «Le vuole pagare, tranquillo», scherza Pacifici. Il sindaco si rivolge ai giornalisti: «È un dovere dare un chiaro segnale di solidarietà alla comunità ebraica – dice – in particolare ai commercianti, rispetto a questa idea folle e criminale del sabotaggio dei negozi ebrei e comunque dei prodotti di Israele. Così cominciò la discriminazione nazista, queste cose nella nostra città non possono esistere».

P.S. Notate l’astutissima maniera in cui Gianni Alemanno si para il lungo naso da pinocchio, preparandosi la scappatoia: “…e comunque dei prodotti di Israele”. E’ così che si diventa sindaci.

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