La polizia entrerà nei computer senza bisogno di autorizzazione

Evito in genere di costruire il blog con dei copincolla, sarebbe troppo facile. Però questa notizia ci riguarda proprio tutti.

Il problema non è solo l’accesso della polizia in quanto tale: che un poliziotto ligio alle regole guardi nel mio computer, poco importa.

Molto più della polizia, sono da temere gli infiniti giri informali su cui si fonda la società.

Ad esempio, il poliziotto che è cugino del piccolo aspirante giornalista, o del blogger psicopatico, o di chiunque altro. Perché una volta che qualcuno accede al tuo computer, tutto ciò che è lì dentro è come se fosse già nel Grande Flusso, a disposizione per ora e per sempre del pianeta intero.

Vedremo come si scontrerà questa direttiva con le regole piuttosto rigorose sulla privacy che vigono nel nostro paese.

Ma il giorno in cui vorranno introdurre questa nuova norma anche in Italia, parleranno a destra del "pericolo terrorismo", a sinistra del "pericolo negazionisti", ai cattolici e alle famiglie del "pericolo pedofili". E voglio vedere il garante della privacy che cerca di tenere testa a tutto ciò.

Qui potete consultare una documentazione più approfondita.

Via libera agli hacker-sbirri

L’Unione Europea ha autorizzato le forze di polizia a compiere perquisizioni a distanza sui Pc dei cittadini.

[ZEUS Newswww.zeusnews.com – 07-01-2009]

Il Consiglio dei Ministri Europeo ha dato l’assenso e subito Inghilterra e Germania si sono mosse per adeguarsi con gioia al nuovo corso: nell’Unione Europea è ora possibilie l’hacking di Stato.

Le forze di polizia degli Stati membri non hanno più bisogno di un mandato e di essere in possesso di prove per perquisire da remoto i computer dei cittadini: ora hanno ufficialmente il permesso di avviare una "sorveglianza intrusiva della proprietà privata" in maniera del tutto autonoma e anonima.

I gruppi in difesa dei diritti umani, Liberty in testa, stanno insorgendo. Shami Chakrabarti, membro di Liberty, sostiene che "Non è diverso dall’irrompere a casa di qualcuno, analizzare i suoi documenti e sequestrare l’hard disk". Solo che in questo modo il sospettato (se ancora così lo si può definire) non ne ha nemmeno coscienza.

Ovviamente, intromettersi nel computer di qualcuno è un’attività che richiede la compromissione del sistema che opera su quel determinato Pc: assisteremo forse all’invio di mail che contengono virus da parte delle forza dell’ordine? E i produttori di antivirus e software per la sicurezza come si porranno in questa situazione?

Nonostante il Ministero dell’Interno inglese si sia subito attivato per sminuire la portata di questo provvedimento ma senza negare le conseguenze paventate, non solo la privacy dei cittadini viene messa a rischio (qualcuno potrebbe anche dire "Ma tanto io non ho nulla da nascondere") ma la sicurezza stessa dei loro computer.

Senza contare, poi, le sempre presenti possibilità di abuso di un potere esercitabile senza bisogno dell’autorizzazione di alcuno.

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4 Responses to La polizia entrerà nei computer senza bisogno di autorizzazione

  1. 6by9add6add9 says:

    I controllori di rete esistono gia’ da diverso tempo.., le connessioni vengono accertate controllate e verificate.., senza che tu neanche te ne accorga.., i controllori possono penetrare leggere e verificare ogni minimo movimento che si effettua nei nodi.., ed ancor piu’ facile controllare cosa possiede la tua ram e rom e Dram etc..

    niente viene tralasciato.., dalla semplice chat al download.. ed altro ancora.., la privacy in rete non esiste da tempo assai remoto.

    un saluto.

    ps: grazie per gli sforzi che fai per Gaza.

  2. utente anonimo says:

    ” è ora possibilie l’hacking di Stato”

    ‘nzomma…

    dal comunicato ufficiale si legge:

    “The Council of ministers of the European Union adopted today *the Council’s strategy* to reinforce the fight against cyber crime. The strategy proposes a series of operational measures, such as cyber patrols, joint investigation teams and remote searches to become part of the fight against cybercrime in the next five years”

    fai bene ad occupartene sin da ora, ma oggi l’hacking di stato non è possibile

    roberto

    http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/08/1827&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=fr

    ps tradotto dall’eurocratese la “council’s strategy” non è una “legge” ma appunto un piano di lavoro (o a volte un whishful thinking)

  3. utente anonimo says:

    Allora, come si diceva una volta, salutiamo la Questura. Miguelito, fai ciao ciao con la manina.

    Marcello Teofilatto

  4. utente anonimo says:

    E magari qualche porcata te la caricano loro sul pc da remoto. Per poi incriminarti.

    Come già fanno abbondantemente col pear to pear!

    shitting

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