Il punto di vista israeliano su xxxxx

Siccome non vorremmo essere accusati di essere troppo di parte, ripresentiamo qui il punto di vista israeliano sul confitto a Gaza di questi giorni.

Il fatto che il testo sia stato scritto parecchi anni fa e non sia stato minimamente modificato dimostra la meravigliosa flessibilità della propaganda sionista, che presenta pochi semplici concetti, sempre validi. Cambiate i nomi datati citati nell’articolo (come Agnoletto) e potrete presentare questo discorso anche nel 2084 quando Israele dovrà difendersi dalla minaccia paraguayana.

Visto che ci siete, potete dare un’occhiata anche alla Questione dei Parazzi e all’articolo di Michael Neumann sul rapporto tra antisemitismo e conflitto israelo-palestinese.



Di Fiamma Nait e Deborah Firenstein

Caro, simpatico popolo italiano (un bacino a Oriana!), siamo due nonne israeliane. Proprio come voi, viviamo in villette a schiera con i nanetti nel giardino e le telecamere sopra i cancelli. Proprio come voi, mandiamo i nostri nipotini a lezione di pianoforte e di nuoto, sapeste come sono vispi! E proprio come voi, purtroppo, abbiamo tanti extracomunitari: la nostra vita sarebbe un piccolo paradiso, se non ci fossero loro.

Voi non sapete come stanno veramente le cose qui, perché noi non siamo bravi come gli extracomunitari a fare pubbliche relazioni. Sappiamo tutti come vanno le cose in Italia, dove sei reti TV su sei appartengono ai comunisti. Sappiamo anche quello che succede tutti i giorni al “Corriere della Sera”: come i terroristi pakistani, travestiti da venditori di fiori, entrano nel ristorante sotto la sede del giornale e mettono il sonnifero nel cibo dei redattori che stanno cenando, mentre i loro compari tunisini, fingendo di vendere accendini, entrano direttamente dentro le redazioni, inserendo nei computer notizie false, degne di Goebbels.

Insomma, da voi regna sovrana e incontestata la più becera propaganda antisemita. E per rispondere, noi due abbiamo deciso di scrivere la vera storia d’Israele. Una storia obiettiva e non di parte. Ve la raccontiamo in breve, perché anche noi nonnine abbiamo molto da fare: adesso Fiamma sta stirando i pantaloni di quel birichino di Avi, mentre io devo spolverare sotto i centrini.

Tutto è cominciato il 21 marzo del 2.044 avanti era volgare, quando D-o ha convocato nel suo ufficio il nostro bis-bis-bisnonno, assieme a un notaio. Hanno stilato un documento con cui D-o ha regalato l’intero Medio Oriente al nostro avo. Gli arabi e i comunisti fanno finta di non saperlo, ma sono bravi a mentire: le loro sono bugie degne di Streicher. Infatti, D-o, che non per niente è quello che è, aveva previsto tutto: fece giurare a tutti sulla Bibbia, mica quella in ebraico che non la capisce nessuno, ma sulla King James Version in inglese, che l’inglese lo capiscono tutti. Anche quelli di noi che sono atei – perché Israele è una democrazia laica, non lo sapevate? – sanno che il Contratto è vero. E se lo capisce anche uno che a D-o non ci crede, quei fanatici di musulmani che passano metà giornata con il sedere per aria a pregare dovrebbero capirlo a maggior ragione.

La terra è di D-o e lui ne fa quello che vuole, non vi pare? Ma un sacco di gente ci è rimasta male. Erano gelosi per via del petrolio e delle benedizioni e dei datteri, che se li prendevano tutti gli ebrei, e a loro niente. Così tre giorni dopo il Contratto, il Mufti di Gerusalemme si è riunito con i suoi camerati in una birreria e ha fondato l’Antisemitismo. Il Mufti era un tedescone di Schweinfurt che trincava dalla mattina alla sera, ma all’epoca andava in giro con una curatissima barba a riccioli di tipo assiro.

Il Mufti diffuse il suo farneticante credo di odio in tutto il mondo, ed è grazie a lui che oggi, purtroppo, gli antisemiti sono tanti. Molti ci chiedono, come si fa a riconoscere un antisemita? Già la domanda di per sé è un po’ antisemita, ma la risposta comunque è semplice, non vi potete sbagliare. Se qualcuno pensa che gli ebrei siano diversi dagli altri per qualche motivo, si tratta chiaramente di antisemitismo: e che, ci avete presi per extraterrestri? Anche se qualcuno pensa che gli ebrei siano come tutti gli altri esseri umani, si tratta lo stesso di antisemitismo: e che, siamo così banali? Ci volete assimilare, per caso?

A quei tempi, Eretz Yisrael era l’unica democrazia in Medio Oriente, con tanto di re, di nome Salomone. C’erano allevamenti estensivi con mucche biologiche, le banane sugli alberi, piste ciclabili ed ecoincentivi per tutti, ed enormi parchi giochi, che avrebbero fatto invidia a Disneyland. L’unico pericolo era quello di cadere in un fiume di latte e miele, grosso come il Po, restando invischiati.

Solo che alle frontiere premeva un miliardo e duecentomilioni di arabi, gelosissimi di tutte le cose belle che avevamo. Un giorno sono entrati e hanno rotto tutto. Mica vogliamo sembrare razziste, però è un fatto che gli arabi sono stupidi, e quindi anche quella volta, non ce l’avrebbero mai fatta, se alla testa delle legioni arabe non si fosse messo il Mufti di Gerusalemme, travestito da centurione romano, con tanto di gonnellino.

Voi lo sapete come sono gli arabi, li avete anche voi in casa: ci misero meno di un secolo a trasformare la Terra Promessa in un deserto. Ma mica un bel deserto a colori, con le dune. No, un deserto tutto grigio e piatto, proprio come la pista di Linate, senza le righe bianche.

Per duemila anni, è rimasto così. Vuoto. Anche i gabbiani che arrivavano dal mare sorvolavano la terra, per dieci metri sì e no, e poi scappavano terrorizzati. Ogni tanto, gli arabi dall’altra parte della frontiera tiravano sassi sulla pista, sperando di beccare un ebreo, ma non c’era nessuno da colpire. Questo è perché gli arabi tirano sassi per abitudine, però non sono abbastanza evoluti da guardare mentre lo fanno.

Un giorno, all’inizio del Novecento, un gruppo di ebrei avventurosi ha preso un demolitore e ha cominciato a perforare l’asfalto che ricopriva il terreno. Sudavano sotto il sole, ma avevano il coraggio dei grandi progetti. E la fortuna, o meglio D-o, fu dalla loro parte: a mezzo metro di profondità, l’asfalto finiva, e sotto c’era – Eureka! – una rigogliosa terra che sembrava la provincia di Treviso. E nemmeno un extracomunitario in vista.

Vi potete immaginare come l’hanno presa gli arabi. Infatti, erano tutti accampati appena fuori dalla Terra Promessa, mantenuti a spese della Civiltà Occidentale. All’inizio si sono limitati a ululare, a gridare Allahu Akbar e a bruciare bandiere americane, sotto gigantografie di Hitler, Pol Pot e Agnoletto. Gli psicologi e gli etnologi hanno confermato che queste sono le attività più conformi al particolare tipo di cervello che hanno gli arabi; e se hanno fatto un po’ di città in passato, era solo un tentativo di sublimare i loro desideri – ancora impossibili da soddisfare – di dare fuoco alle bandiere USA.

Insomma, appena oltre il Giordano, un miliardo e duecentomilioni di fanatici in una gigantesca bolgia, che la propaganda terzomondista chiama “campo profughi”: non è vero che scappavano, stavano cercando di entrare in Israele!

Lasciati da soli, gli arabi dopo un po’ si sarebbero stancati e sarebbero andati a chiedere l’elemosina o fare la pipì altrove. Però c’era il Mufti di Gerusalemme, travestito questa volta da mufti di Gerusalemme, e un gruppo di consiglieri tedeschi, rimasti indifferenti alla seconda guerra mondiale e alla distruzione della Germania, incorruttibili nonostante la CIA e l’Unione Sovietica se li contendessero all’asta.

Il Mufti diceva, “butteremo gli ebrei a mare!” Questo piaceva molto agli arabi, perché loro si eccitano quando vedono tanti cadaveri. Ma c’era il trucco: il Mufti in realtà sapeva benissimo che a raccogliere gli ebrei ci sarebbero stati aerei e navi, che li avrebbero riportati in Europa. Ora, l’antisemitismo esiste ovunque. Cosa vi credete, che i contadini del Laos quando fumano l’oppio non sognino di uccidere ebrei, o che gli Yaqui di Sonora, ogni volta che vendemmiano il peyote, non si sentano superuomini di pura razza ariana? Ma l’antisemitismo aumenta ancora di più quando gli ebrei ci sono veramente: se l’Europa si fosse ripopolata di ebrei, in breve tempo sarebbe diventata nazicomunista per reazione, e il Mufti si sarebbe impossessato del mondo.

Il progetto del Mufti fallì, almeno al primo tentativo. Con le nude mani, quaranta contadini-poeti misero in fuga a suon di schiaffoni sette milioni di arabi, armati di alabarda spaziale con puntatore laser. Alla fine della guerra, il miliardo e duecentomilioni di arabi si accampò di nuovo appena fuori di Eretz Yisrael, fingendosi vittime per farsi dare i soldi dall’ONU. Ora l’ONU è un organismo mantenuto dai contribuenti di tanti paesi; per quanto riguarda l’Italia, dall’onesto e laborioso lavoratore padano. Quando c’era la dittatura cattocomunista in Italia, i commissari politici andavano di casa in casa raccogliendo le tasse per diffondere il maoismo e i cliché antisemiti nel mondo, e per mantenere gente oziosa a Sabra e a Chatilla.

Ma oggi il Mufti cerca di nuovo di distruggere lo stato d’Israele. Ha mandato in giro per il mondo squadre di agit prop, di islam prop e di nazi prop che hanno diffuso il mito dell’esistenza di un “popolo palestinese”. Di notte, la Luftwaffe sorvola Israele, paracadutando non solo topi e vipere transgeniche, ma anche le temibili mamme-bomba, capaci di produrre fino a due arabi ogni nove mesi, come ha documentato uno straordinario reportage di “Libero”.

Saddam sta per occupare gli Stati Uniti, la più antica democrazia del mondo. In tutto il mondo, terroristi curdi travestiti da arabi e terroristi arabi travestiti da curdi stanno sbarcando dagli scafi, per distruggere l’Occidente colpevole di amare la libertà. Bertinotti blatera ogni giorno gli stereotipi antisemiti del “popolo deicida”. I pacifisti marciano in formazione militare sotto i ritratti di Stalin, preparando la resa dell’Occidente. I no global e i comunisti in toga rossa inneggiano alla razza ariana, e si permettono di insultare le multinazionali. O tempora, o mores! Purtroppo, come se non bastasse vivere in un mondo abitato da sei miliardi di antisemiti, ci sono anche gli ebrei odiatori di se stessi, degni eredi di Marx e dei kapò, che fanno finta che gli extracomunitari viaggino in giro per il mondo solo perché cercano lavoro, “poverini”, dicono loro…

Ma c’è sempre speranza. Esistono persone meravigliose come Oriana Fallaci, a cui queste due nonnine mandano un secondo tenero bacino. O come Mario Borghezio, che ha capito quanto sia pericoloso il farneticante razzismo antisemita e antiitaliano degli immigrati, e quanto sia importante salvare la nostra civiltà giudaicocristiana, basata sui diritti umani, la ragione, la verità e l’amore per il prossimo. Però a Mario il bacino non lo mandiamo.

Ma ora dobbiamo andare a dare da mangiare ai nostri dobermann. Si chiamano Schutzi e Schatzi e sono proprio dei tesori.

Vi vogliamo tanto bene.

Debby e Fiammy

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29 Responses to Il punto di vista israeliano su xxxxx

  1. utente anonimo says:
  2. utente anonimo says:

    Ciao,

    premesso che non sono riuscito a leggerlo per intero, non riesco neanche a capire se si tratti di un testo serio o paradossale, credo e spero che ci siano sostenitori della politica estera israeliana un po’ meno stupidi, nel senso che, se il testo è da prendere sul serio, la quantità di idiozie presenti lo rende del tutto insignificante in sé, e per nulla utile alla dialettica delle opinioni. Particolarmente mi ha colpito questo passaggio:

    “Molti ci chiedono, come si fa a riconoscere un antisemita? Già la domanda di per sé è un po’ antisemita, ma la risposta comunque è semplice, non vi potete sbagliare. Se qualcuno pensa che gli ebrei siano diversi dagli altri per qualche motivo, si tratta chiaramente di antisemitismo: e che, ci avete presi per extraterrestri? Anche se qualcuno pensa che gli ebrei siano come tutti gli altri esseri umani, si tratta lo stesso di antisemitismo: e che, siamo così banali? Ci volete assimilare, per caso?”

    (Una risposta allo stesso livello intellettuale sarebbe “L’antisemitismo non esiste, siete voi che siete ebrei”).

    Dice una cosa intelligente (che la si condivida o no) “Se qualcuno pensa che gli ebrei siano diversi dagli altri per qualche motivo, si tratta chiaramente di antisemitismo” (secondo me si tratta di razzismo, definirlo antisemitismo sarebbe equivalente a sostenere che essere razzisti verso gli ebrei è diverso dall’essere razzisti verso altre etnie, cioè essere implicitamente razzisti), ma la circonda di idiozie e contraddizioni.

    Diverso è, se lo si legge come si leggerebbe una storia zen o taoista.

    Il testo che hai proposto, credo che testimoni molto meglio la limitata capacità riflessiva delle autrici, che la debolezza ideologica del sionismo.

    ps: non pensavo che avrei riprovato il disgusto sentito leggendo “la forza della ragione”

    Marco p.

  3. utente anonimo says:

    è un testo “spiritoso” di qualche illuminata anima antisionista, visto che bisogna precisarlo.

    Miguel, la tua totale mancanza di empatia con gli israeliani è un pochetto patologica. Eppure dovresti sapere qualcosa sulla perversione dei meccanismi di disumanizzazione: o sono perversi solo in un senso?

    Ciao

    Francesco

  4. utente anonimo says:

    Grazie per la precisazione ;)

    Dopo aver letto Oriana tutto mi sembra possibile.

    Marco p

  5. utente anonimo says:

    Il puntodi vista cattolico su Gaza:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=13435&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

    mi meraviglia che nella Chiesa postconciliare ci sia ancora qualcuno che dice la verità.

    Cari saluti,

    Marco

  6. utente anonimo says:

    Miguel

    tu cosa pensi di quello che dice il cardinal Martino (non certo un muio beniamino)?

    Francesco

    PS mi dovrò rileggere la Fallaci, il ricordo che ne ho è sempre molto positivo, vuol dire che non c’ho capito nulla?

  7. utente anonimo says:

    per Francesco #6,

    non ricordo i dettagli, dato che è passato un po’ di tempo, ma ad un certo punto Oriana sosteneva che i mussulmani progettano di conquistare il mondo, e uno dei modi di conquista era lo stupro delle infedeli.

    Lo stupro fa orrore a molti, ma è del tutto inspiegabile come stuprare le donne infedeli favorisca la causa della diffusione dell’islam. Questa (che mi è rimasta impressa) e altre chicche di pari finezza, sono, io credo, sufficienti a stimolare un’opinione non favorevole alle tesi espresse in quel libro, non a Oriana Fallaci in persona, della quale non mi interesso molto.

    Marco p.

  8. utente anonimo says:

    Proprio oggi che si stanno pubblicando notizie confuse sul lancio di missili dal libano, il sito ufficiale di hezbollah (hizbollah.tv) non é ragggiungibile.

    http://english.hizbollah.tv/index.php

    qualcuno conosce un mirror o un sito alternativo di hezbollah?

  9. utente anonimo says:

    non mi interessano molto le cavolate della Fallaci sui muslmani (o sulla Chiesa cattolica), mi piaceva la riflessione su di noi.

    Però dovrei aver voglia di rileggerla.

    Ciao

    Francesco

  10. RitvanShehi says:

    x Marco p. (#2)

    E’ naturalmente una parodia, firmata Miguel Martinez.

  11. utente anonimo says:

    e ben poco divertente, oserei aggiungere.

    Francesco

  12. RitvanShehi says:

    >…non ricordo i dettagli, dato che è passato un po’ di tempo, ma ad un certo punto Oriana sosteneva che i mussulmani progettano di conquistare il mondo, e uno dei modi di conquista era lo stupro delle infedeli. Lo stupro fa orrore a molti, ma è del tutto inspiegabile come stuprare le donne infedeli favorisca la causa della diffusione dell’islam…Marco p.< Mmmm…provo io a immergermi nella psiche aberrante fallaciana per risponderti. Ecco, p.es., si potrebbe ipotizzare una conversione in massa all’islam delle pulzelle “infedeli” (e naturalmente anche dei loro altrettanto infedeli – in senso “islamico”, eh – congiunti) come unico modo per sfuggire a siffatto “stupro religioso”. Però, io credo che la castroneria fallaciana risieda piuttosto in altro luogo. Per gli islamici – come per i cristiani ed ebrei, del resto – qualsiasi rapporto sessuale al difuori del matrimonio (o “dei matrimoni” per i soli islamici) è un peccato. Ma questo la Fallaci, nella sua crassa ignoranza in materia, non era tenuta a saperlo. P.S. Questa storia mi fa venire in mente una vera alla quale ho assistito nell’Albania comunista.
    Si processava in tribunale un tizio che aveva stuprato una ragazza di famiglia “nemica del popolo”. Per alleggerire la sua posizione e approffittare anche lui della cosiddetta “politica penale” di matrice wishynskijana applicata di solito dai tribunali comunisti, il ragazzotto disse in sua difesa: “Il Partito ci insegna di non trascurare mai la lotta di classe contro i nemici del popolo, in tutti i campi, politico, ideologico, economico e morale. Ebbene, io ho applicato l’insegnamento in campo morale, contro quella ragazza di famiglia nemica del Popolo”.

    Il giudice – che pure di menzogne propagandistiche comuniste ne doveva aver inghiottito e profferito a iosa – non ne poté più ed esclamo: “Senti, ragazzo, lo so meglio di te che il Partito insegna ad applicare la lotta di classe, ma non mi risulta che abbia mai detto di applicarla anche col cazzo!”. E lo condannò al massimo della pena prevista.

  13. RitvanShehi says:

    >e ben poco divertente, oserei aggiungere. Francesco< Beh, diciamo che diverte israeliani e loro amici più o meno allo stesso livello in cui divertivano musulmani e loro amici le famigerate vignette “satiriche” danesi su Maometto:-).

  14. utente anonimo says:

    cioè un livello infamemente basso, spero vorrai convenire

    ciao

    Francesco

  15. RitvanShehi says:

    >Il punto di vista cattolico su Gaza:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=13435&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

    mi meraviglia che nella Chiesa postconciliare ci sia ancora qualcuno che dice la verità.

    Cari saluti, Marco< Beh, che Gaza sia diventata, purtroppo, una specie di “campo di concentramento” è un dato di fatto che nessuna persona con un minimo d’intelligenza potrebbe negare: il problema, semmai, è di stabilire per colpa di chi (o principalmente di chi) lo è diventato.
    Quello che, invece, io trovo molto apprezzabile – forse perché lo vado dicendo anch’io da anni qui ed altrove – nelle parole del cardinale è il seguito, che cito:

    “….Lanciando l’ennesimo appello del Vaticano al dialogo, Martino ha affermato che, per trovare una soluzione al conflitto, «occorre una volontà da tutte e due le parti, perché tutte e due sono colpevoli. Israeliani e palestinesi sono figli della stessa terra e bisogna separarli, come si farebbe con due fratelli. Ma questa è una categoria che il mondo, purtroppo, non comprende. Se non riescono a mettersi d’accordo, allora qualcun altro deve sentire il dovere di farlo. Il mondo non può stare a guardare senza far nulla».”

  16. RitvanShehi says:

    >cioè un livello infamemente basso, spero vorrai convenire. ciao Francesco< A buon intenditor poche parole, mio caro!:-) P.S. Perché vuoi farmi litigare per forza con Miguel? Lo sai che lui, da buon democratico qual è, sopporta pazientemente le nostre critiche per così dire “ideologiche”, ma temo che la sua suscettibilità di aspirante scrittore mal sopporti critiche “distruttive” come la tua sul livello artistico dei suoi pezzi letterari:-).

  17. utente anonimo says:

    ma la mia è una critica squisitamente politica! non certo letteraria, poi io per tradizione codina e bigotta sono poco sensibile alla libertà artistica ….

    Francesco

    PS se MM si immagina che sotto sotto tutti quelli che non lo condividono siano come le “due nonnine”, credo commetta il suo maggior errore

  18. PinoMamet says:

    A me è piaciuto, specialmente la parte dove il Muftì di Gerusalemme fonda “l’Antisemitismo”.

    Ciao!!

  19. kelebek says:

    Per Francesco n. 3

    Guarda che non è un discorso generico sugli israeliani, che per la maggior parte sono persone di cultura araba che conducono una vita cento volte migliore di quella dei nativi palestinesi, ma non certo di lusso.

    E che non hanno una cultura “occidentale” se non nella misura in cui il discorso dominante israeliano cerca di farli vergognare di “essere arabi”.

    Qui stiamo parlando invece del discorso da “occidentali per occidentali” con cui la propaganda israeliana si interfaccia con l’Occidente.

    E che non è un discorso nemmeno “ebraico” in senso religioso, casomai gioca a metà tra perbenismo piccoloborghese e rimandi alla finzione “giudeocristiana”.

    Miguel Martinez

  20. PinoMamet says:

    Non vi conto balle: vi dico quello che mi è successo, papale papale.

    Io do passaggi a tutti. Tutti mi dicono di non farlo, che è pericoloso e non sai mai chi incontri ti rapinano e ti stuprano (“come l’omino di Montauro”, aggiungono sempre, ma voi non sapete dov’è Montauro e cosa è successo all’omino) ma io sono incosciente e li do lo stesso.

    Finora non mi è successo niente, ma voi non fatelo lo stesso.

    Sarà stato Settembre o Ottobre, e vedo un ragazzo con i capelli rasta e un cartello per Piacenza. Io per andare a Piacenza dovevo pure allungare la strada, ma il passaggio glielo ho dato lo stesso.

    Salta fuori che è israeliano e torna dall’India, e questo non mi sorprende, perché pare che dopo il militare in tanti vadano in India (ma anche in Indonesia o in Australia, dove una mia amica li ha trovati antipatici, spocchiosi e machisti).

    Questo mi dice che ha fatto il militare, tre anni, non a Cuneo ma guarda un po’ a Gaza, o sul confine o qualcosa del genere.

    Dice che non ne poteva più: odiava gli arabi.

    La cosa peggio, è che era arabo anche lui, di origine: cioè, ebreo originario di qualche paese arabo. Mi ha detto il suo nome israeliano, che non riporto per privacy, e quello arabo, che poi è la traduzione (ho controllato a casa, con qualche “googlata”: pare proprio vero).

    Il problema è che la sua ragazza è francese. Lui va in Francia, e si trova circondato da arabi. Sfido io. E si accorge che li odia, e si accorge che lo fa senza un motivo e che la cosa è particolarmente stupida.

    Così, mi dice, va in Marocco: dove tutti lo trattano bene, e gli dicono però di stare attento a quelli del villaggio vicino, che sono delinquenti, e lui va nel villaggio vicino e lo trattano ancora meglio, e così via.

    Così finisce di odiare gli arabi.

    E se ne va in India, non in vacanza post-militare come tanti suoi compatrioti ma perchè intrippato con le cose orientali, e anche in Cina (mi dice) perchè ama le arti marziali. Giuro, tutto vero. magari mi ha raccontato un sacco di fregnacce lui in inglese, ma aveva l’aria sincera e gli ho creduto e non mi ha rapinato. Neanche stuprato (non siamo passati da Montauro, però).

    E insomma ora finito il viaggio in oriente (anche gli israeliani hanno un oriente) tornava in Francia dalla ragazza, ma a Roma gli hanno fregato i soldi e perciò tornava in autostop. Telefona alla ragazza e fatti mandare i soldi, no? No, dice lui, è un problema suo e deve risolverlo da solo. Giuro. Di gente strana ce n’è.

    Mi sono ricordato il nome e la faccia, capitasse di vederlo a Chi l’ha visto.

    Ma insomma, la cosa che mi ha colpito (tra tante altre che non vi sto a dire) è questa, che era arabo e si era accorto di odiare gli arabi.

    Ciao!!

  21. utente anonimo says:

    Ritvan #12,

    vedi qual era il vero orrore dell’Albania comunista?

    l’assenza di avvocati!

    :-)

    Z.

  22. paniscus says:

    Ma vi stupisce così tanto?

    Quanti ce n’è di sussiegosi brianzoli perbenuccio con villetta a schiera e nani da giardino, che sono sinceramente spaventati e indignati dai terroni, che hanno votato Lega Nord appassionatamente…

    …e dei quali poi si scopre che si fanno chiamare “Jerry”, ma il loro vero nome è Calogero? :)

    Lisa

  23. PinoMamet says:

    Anche questo è vero… :-)

    ma, a parte l’effetto distanza (il terrone leghista, figura tipica che ormai potrebbe stare anche nel Presepe, ce l’abbiamo più sotto gli occhi dell’israeliano arabo) c’è anche il fatto che, tutto sommato, Jerry ancora non spara su suo cugino Pasquale.

    Invece Aviram spara su Khaled…

    Ciao!!

  24. utente anonimo says:

    …che la fallaci sapesse di come le donne del paradiso terrestre, vedi tahiti, s’innamorarono dei loro ‘stupratori’ e non potevano fare a meno di seguirli? Il pittore Paul Gauguin nel suo libro noa-noa dice: ” tutte le tahitiennes vogliono essere prese, prese nella maniera maori, senza parole, brutalmente, tutte hanno in qualche modo il desiderio dello stupro ecc…” ma il vecchio saggio Orou, consapevole che quel modo fosse una degenerazione occidentale dice all’uomo bianco: ” tu sei venuto ad accendere dentro di loro dei furori sconosciuti e sono diventate folli fra le tue braccia, e tu sei diventato feroce fra le loro ecc..” ciao, jam

  25. utente anonimo says:

    per Jam #24, che lo sapesse Oriana passi, ma per giustificare la sua posizione doveva saperlo anche maometto (o chi ha redatto il corano)

    ;)

    Marco p

  26. utente anonimo says:

    Bentornate, Debby e Fiammy!

    Ho riso come la prima volta :-)

    Lady D

  27. RitvanShehi says:

    >…doveva saperlo anche maometto (o chi ha redatto il corano) ;) Marco p< Lo ha scritto Allah in persona e trasmesso a Maometto in copia conforme, tramite l’arcangelo Gabriele, miscredente infedele!:-)

  28. DAL BLOG DI MIGUEL MARTINEZ

    [..] domenica, 18 gennaio 2009 Frustare l’acqua non ferma il fiume Ieri, si è manifestato. Al Cairo, dove la polizia ha fatto cinquanta arresti tra chi protestava contro il massacro di Gaza. A Bolzano, dove Mario Borghezio manifestava per i [..]

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