Ribellarsi è normale

Tre ragazze alla manifestazione di solidarietà per Gaza a Milano, dal sito del Corriere.

Trovo affascinante la loro banalissima normalità adolescenziale e allo stesso tempo, la coscienza così diversa che provoca il fatto di essere nati tra la gente sbagliata.

Conforta vedere come in questi giorni i meteci stiano mettendo da parte la paura e il senso di subordinazione sempre dovuta.

E fa piacere che qualcuno cominci ad agitarsi: sul Giornale, Michele Brambilla racconta angosciato come ci fossero dei musulmani a manifestare in Piazza Duomo a Milano, anziché a lavar vetri e fare pizze.

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25 Responses to Ribellarsi è normale

  1. Ulisse9 says:

    Miguel, ma questo Brambilla (milanese doc dal nome) è imparentato con la più famosa Michela Vittoria?

    Certo che la demenzialità della pravda di Berluconi non ha più limiti.

    Sicuramente lo shopping a Milano non ha nulla a che vedere con il massacro dei palestinesi di Gaza. Non c’era bisogno che ce lo spiegasse Brambilla.

    ma è anche infinitamente meno importante. Almeno per le persone che hanno un senso di umanità.

    Ciao.

  2. utente anonimo says:

    Scoccia, invece, che abbiano scelto quella piazza, davanti a quella chiesa, per pregare.

    Credo che ti frequenti troppo poco Gerusalemme per avere la sensibilità topografico-religiosa necessaria per cogliere il significato. Come per notare che dovevano fermarsi in piazza San Babila o che hanno pregato lì “solo perchè era l’ora” (ma questo lo leggo sul Corriere).

    Peraltro, credo che di pizzaioli copti non ce ne fossero tanti.

    Saluti

    Francesco

    PS ricordi la innocente passeggiata di Sharon?

  3. utente anonimo says:

    Ma avete letto i commenti all’ articolo di Brambilla ?

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=318624

    Roba da matti

  4. utente anonimo says:

    A me più che un affronto alle chiese cristiane sembra un tributo e forse anche un segno dei tempi… in fondo quanti sono i cristiani che vanno in chiesa per pregare oggi? Almeno gli islamici le userebbero per il loro fine…

    Stefano

  5. utente anonimo says:

    per la precisione a san petronio a bologna ci si poteva tranquillamente entrare (se non fosse per le oscene impalcature messe sui gradoni per impedire che qualche studente possa, quelle horreur!, sedersi sui gradoni medesimi….)

    quello che è devastante di questo articolo è il materialismo (del tutto inconscio, quindi genuino) di brambilla.

    la chiesa? è una piazza che si deve occupare a titolo esclusivo

    natale? è il presepe o la canzoncina che si insegna a scuola

    l’occidente? è una fetta di prosciutto a scuola….

    roberto

  6. utente anonimo says:

    > quello che è devastante di questo articolo è il materialismo (del tutto inconscio, quindi genuino) di brambilla.

    Eppure il suo cruccio è che non crediamo più “né in una filosofia che non sia quella del godersi la vita, né in una morale che non sia quella del secondo me”.

    A parte che effettivamente, tra le radici dell'”occidente”, le filosofie del “godersi la vita” hanno un ruolo non di secondo piano; la debolezza dell’articolo, come di altri simili, sta forse nell’essere questo tipo di richiami troppo sui generis. E nel fatto di non potere essere che così.

    Il che magari nasconde il materialismo gretto, chissà.

    lamb-O

  7. utente anonimo says:

    x Stefano

    trovo curioso che il fine delle chiese sia quello di permettere ai seguaci di un’altra religione di pregare il loro Dio.

    anche un tantino preoccupante, in fondo, perchè come pensiero asimmetrico è decisamente perdente.

    basta, ho già difeso troppo la Brambilla. donna decisamente “laica” per i miei gusti

    Francesco

  8. utente anonimo says:

    Attenzione, non è la mattanza di Gaza che dovrebbe distrarre i pendolari dell’outlet, ma le manifestazioni violente dei musulmani….per impadronirsi dei nostri luoghi di culto.

    articolo orribilmente delirante di uno che non ha ancora capito una mazza della sua vita.

    riporto lo stralcio dell’articolo del brambilla

    “Ma la vera notizia, quella che ci ha indotti – a distanza ormai di due giorni – ad «aprire» il giornale con la foto che avete visto in prima pagina, è la distrazione, il disinteresse, il deprimente silenzio che ha accompagnato le invasioni di piazza Duomo e piazza Maggiore. I saldi e le code agli outlet valgono ben di più, nel nostro media-system, di un Duomo trasformato in moschea.”

  9. utente anonimo says:

    lamb-O,

    “godersi la vita” non è in se indice di materialismo (te la puoi godere pure facendo l’asceta o oziando seminudo sulla spiaggia)

    materialismo è fare una guerra di religione sul prosciutto alla mensa (senza accorgersi del valore del permettere aui suinofobi di non mangiare la carne dell’aborrito animale), o sulla presenza di simboli non cristiani nel presepe (senza pensare che in catalogna il presepe è immancabilmente caratterizzato da un caganer http://it.wikipedia.org/wiki/Caganer

    e a napoli un presepe senza ciccio bacco sulla botte non è un presepe)

    roberto

  10. utente anonimo says:

    > “godersi la vita” non è in se indice di materialismo (te la puoi godere pure facendo l’asceta o oziando seminudo sulla spiaggia)

    Non stavo mica biasimando il “godersi la vita”. Ma non importa.

  11. comictadpole says:

    Di quell’articolo ho visto la foto stamani all’alba, nella rassegna stampa del TG5, e sono rabbrividito_

    Sarebbe da denunciare per ‘istigazione all’odio razziale’, ‘allarmismo ingiustificato’ e ‘calunnia’_ Da parte di qualsiasi cittadino che avesse un minimo di amor proprio, dignità e senso civico_

    Fa il pari con quell’articolo obbrobrioso di Ida Magli intitolato ‘Il progetto ebraico’, apparso 2 settimane fa_

    E’ vero che sono un po’ pessimista di natura, purtroppo, ma ho l’impressione che stiamo scendendo in folle verso un tunnel completamente buio – in giro c’è un clima da inizio secolo scorso_

    Io per contro, come persona che ritiene di avere certi valori e appartenere a una cultura ben precisa, e anche in virtù del fatto che condivido la causa palestinese, sono orgoglioso che dei miei concittadini siano stati capaci di fare una manifestazione così incisiva, rispettosa e appassionata_

    + + + +

    Mi dispiace sentire da Francesco, che spesso fa osservazioni intelligenti e capaci di far guardare le cose da prospettive diverse, un paragone ‘ad peram’ come quello con la camminata di Sharon_

    Sharon non doveva manifestare contro nulla, e fece quella camminata, che non aveva nessun altro scopo pratico, col solo obiettivo di ‘provocare’, dato che era un momento molto particolare per la tensione fra Israele e i Palestinesi_ Tra l’altro con l’accompagnamento di tutta una manfrina bizzosa nei giorni precedenti_ E anche in quel caso fu un atto che aveva come obiettivo principale l’acquisto di consenso elettorale, quindi tutto interno ai capricci di potere della politica israeliana_ Motivo che è stato palesemente uno dei motori anche di questa escalation militare di oggi, solo condotto con molta più ottusità e goffaggine, criminali, dal governo attuale – peraltro debolissimo e quindi tordamente pericoloso fin dal suo insediamento_

    I musulmani di Milano invece stavano protestando contro un determinato atto politico, e come ogni tipo di manifestazione, il successo è tanto maggiore quanto più si riesce a mettere in atto qualcosa di eclatante, ma senza scontrarsi fisicamente con lo spazio privato di chi non partecipa, della ‘società silenziosa’_ Ebbene, quell’intenzione di ‘scontro’ e provocazione credo ce l’abbiano vista solo i 2 o 3 soliti bulletti dell’intellighenzia e qualche tipica ‘zucca di marmo’ locale_ In questo, i manifestanti musulmani sono stati molto più efficaci, intelligenti e rispettosi di qualunque pischello no-global chic che si metta a fare a sprangate in Piazza Navona o che si diverta a incendiare banche, auto e fast-food_ La paragonerei casomai alla colorazione di rosso della Fontana di Trevi_

    E ti dirò, visto che in qualsiasi paese civile del pianeta, come lo sono gli USA a volte, o l’inghilterra o la Francia, sarebbe impensabile che i musulmani di una metropoli come Milano non potessero avere una moschea degna di questo nome, a me sembra che avrebbero avuto perfino motivo per essere molto più incazzati_ Si vede che hanno capito in che pericolose spirali si finisce con certe dinamiche, e molto saggiamente si impegnano per non cadere in stupide provocazioni_

    L.M. (Leonardo Migliarini)

  12. comictadpole says:

    Condivido l’osservazione geniale di Roberto (n.5) sul materialismo ‘bigotto’ e ottuso a cui riduciamo spesso tutto da queste parti del mondo_

    L.M.

  13. Gabrielita says:

    ot, ciao miguel, sai qualcosa di questo “antico” memorandum?

    se sì, com’è probabile, sai dove poter trovare materiale ad esso inerente?

  14. utente anonimo says:

    d’accordo con Leonardo che è disgustoso e ingiusto che i musulmani a Milano non abbiano una moschea.

    ciò detto, la scelta di piazza Duomo per pregare è decisamente di pessimo gusto, come anche quella di pregare ad una manifestazione politica.

    è invece gravissimo che qualcuno non se ne renda neppure conto

    Francesco

  15. utente anonimo says:

    Ci son già troppe chiese da bruciare figuriamoci quanta benzina da sprecare se ci fossero pure le moschee. Va bene che il prezzo è calato… però! Comprensibile il vostro interessamento per la questione isr/pal, ma, pare che la maggioranza degli italiani sia interessata più ai saldi. Mi chiedo se questo, sia più un dramma o un bene.

    prep

  16. utente anonimo says:

    Scusate, ma i maomettani hanno pregato *dentro* il duomo o in una piazza che, davanti a sé, aveva il duomo? La piazza è pubblica o proprietà del duomo (o della Chiesa Cattolica)? In Italia quante sono in percentuale le piazze che non abbiano una chiesa davanti?

    E poi, alla fine, visto anche quello che sta succedendo in medioriente, sinceramente: chissenefrega se i maomettani pregano e dove pregano!!

    Scandalizzarsi per il muslimmo che prega in una piazza con vicino una chiesa è tanto quanto infastidirsi che il muslimmo in questione disturba i saldi.

    Rock & Troll

  17. utente anonimo says:

    No, R&T, è molto diverso.

    Per i cattolici, of course, gli “amici pelosi” non mi interessano.

    Francesco

  18. utente anonimo says:

    Benissimo, d’accordo, peccato che l’Italia non sia (non dovrebbe essere) proprietà *esclusiva* dei cattolici, piazze comprese.

    Se poi uno si sente offeso nella sua sensibilità, tanti saluti.

    E mi sembra si possa trascurare se c’è chi si sente offeso nella sua sensibilità per una preghiera in piazza di una religione “allogena” mentre dall’altro lato del mediterraneo ci sono centinaia di persone che in pochi giorni sono state MORTALMENTE offese, e non in senso simbolico. Specie considerando che la preghiera in piazza era parte di una manifestazione per attirar l’attenzione su quei morti.

    Prendersela con la preghiera è guardare il proverbiale dito e ignorare del tutto la luna. Ma in fondo giornalisti come quelli del Giornale forse volevano proprio questo…

    Rock & Troll

  19. utente anonimo says:

    Loro immagino di sì, io voglio guardare le due lune. Forse soprattutto quella di casa mia.

    Francesco

  20. utente anonimo says:

    …”da qualsiasi parte vi volgiate li é la faccia di Dio”. pregare in piazza duomo é un respiro benedetto ed illuminante, cercare luce, giustezza, in tanta confusione. Non pregarci sarebbe scandalosamente dimenticanza di Colui che ci rende degni di ricordare. Chi si scandalizza perché si prega sulla terra di Dio sembrerebbe non conoscere la grandezza unificante dell’amore il rispetto la generosità, ma piuttosto l’invidia, l’egoismo, la mistificazione di voler far passare per inferiori persino le preghiere diverse dalle proprie! Quelli che si vorrebero far passare per inferiori sono in effetti al di là di questo cattivo gusto razzista, e cercano l’umiltà di chiedere aiuto a Dio e di lodarLo. Pregare nel deserto, sulla montagna, alla spiaggia, nella piazza, nella chiesa, nella moschea , dappettutto é non dimenticarsi di Lui, e quello che Lui ama di é più é appunto questo RICORDO. I re magi arrivano portano regali di paesi lontani, diversi tipi di preghiere, perché sono essenze di verità che se ci dimentichiamo di considerare siamo perduti. aiuto ho parlato troppo! bisous! jam

  21. utente anonimo says:

    jam

    io non andrei a pregare dentro, nè davanti ad un moschea, in condizioni pari a quelle odierne

    per rispetto o per limite mio

    Francesco

  22. RitvanShehi says:

    Questa è una delle rare volte che sono in disaccordo con Francesco. France’, ti assicuro che se tu andassi a pregare Gesù davanti a una moschea nessun musulmano “normale” lo prenderebbe come una “mancanza di rispetto”. Anzi. Oh, se ci andassi col maiale al guinzaglio, tipo Calderoli, allora sarebbe tutto un altro paio di maniche:-)

    Ciao

  23. utente anonimo says:

    Cara jam, ci andrei a pregare Gesù vero uomo e vero Dio, e ho come l’impressione che qualche musulmano potrebbe sentir qualche stridore.

    Certo, dipende dal contesto: dovessi protestare contro un’ordinanza di chiusura della moschea, magari con folli e violente motivazioni di stampo leghista, allora ci sarebbe una solidarietà tra uomini religiosi.

    Ma ci vedo anche la concreta possibilità di un uso molto meno “amichevole ” della pubblica preghiera proprio sotto il naso dell'”altro”.

    Avessero pregato in San Babila, io non avrei trovato nulla da ridire come cristiano, benchè anche lì ci sia una chiesa. A differenza di chi ha protestato pur non mettendo piede in chiesa dal 1963 …

    Ciao

    Francesco

  24. utente anonimo says:

    scusate

    andavo molto di fretta e ho preso Ritvan per jam

    Francesco

  25. RitvanShehi says:

    >scusate andavo molto di fretta e ho preso Ritvan per jam. Francesco< Massì, fa niente, tanto nosotros siamo tutti barbuti, intabarrati e assetati di sangue cristianuccio:-) :-). Scherzi a parte, nessun musulmano “normale” metterebbe becco nella tua preghiera e ti chiederebbe se consideri Gesù uomo, Dio….o UFO:-). Ciao

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