Con Kilombo ho chiuso

Ogni tanto, mi ricordo di essere iscritto a Kilombo, metablog delle sinistre.

Oggi ricevo questo allucinante messaggio dalla redazione di Kilombo:

"Cari Kilombisti è necessaria questa precisazione in quanto fraintesa da parte
di alcuni quella in cui annunciavamo l’adesione
a "Fermiamo il massacro a
Gaza" la nostra adesione era per fermare la strage di civili, specie di
bambini ­ d’ambo le parti.

L’andamento di alcune manifestazioni (solo a
Milano…) con le bandiere bruciate ci induce a dissociarci da ogni
manifestazione antiebraica e razzista.
Certamente siamo tutti preoccupati
anche per l’evolversi tragico di questa situazione ma ribadiamo che non è
questa la via per risolvere i problemi.
In ogni caso non si puo mai più
mettere in discussione la liceità  dello stato d’Israele ad esistere.
Partendo
da ciò sarà  possibile la risoluzione del secolare problema.
La redazione"

Cinque punti:

Uno, non c’è un "ambo le parti". C’è un massacro consumato e commesso da una parte, ordinato da un governo. Come non c’era un un ambo-le-parti ai tempi della rivolta degli schiavi in Brasile o in Haiti.

Due, sostengo il libero diritto di bruciare qualunque pezzetto di stoffa. E’ un’attività moralmente indifferente quanto quella di giocare a bocce.

Tre, si può "mettere in discussione la liceità di qualunque stato ad esistere". Dal Regno delle Due Sicilie all’Italia, dalla Jugoslavia al Kosovo, dall Repubblica Democratica Tedesca a Israele.

Quattro, dopo aver dato dei "razzisti" ai lavoratori immigrati che hanno manifestato a Milano, i lavoratori che pagano i vostri stipendi e le vostre pensioni, i redattori di Kilombo vadano a lavarsi le mani.

Cinque, con Kilombo ho chiuso.

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39 Responses to Con Kilombo ho chiuso

  1. utente anonimo says:

    Vabbè, però, la presa di posizione di Kilombo rientra in una visione della questione, in assoluta imparzialità. Il che non è un male.

    prep

  2. utente anonimo says:

    Mostrarsi ” equidistanti ” in certe situazioni ( come questa ) significa solo schierarsi con il piu’ forte .

    hai fatto bene

  3. utente anonimo says:

    as fattu beni

    fabrizio

  4. equoasciacca says:

    Comprendo. La mia posizione l’ho già espressa con questa mail a Kilombo (in cc a bloggers@kilombo.org non è andata a buon fine, posso eventualmente aggiungere a richiesta la notifica automatica ricevuta):

    -

    -

    Cari Kilombisti è necessaria questa precisazione in quanto fraintesa da parte

    di alcuni quella in cui annunciavamo l’adesione

    a “Fermiamo il massacro a

    Gaza”; la nostra adesione era per fermare la strage di civili, specie di

    bambini – d’ambo le parti.

    -

    […]

    -

    In ogni caso non si può mai più

    mettere in discussione la liceità dello stato d’Israele ad esistere.

    Partendo

    da ciò sarà possibile la risoluzione del secolare problema.

    La redazione

    -

    -


    Spett. Redazione,

    -

    mai dire mai: a quando l’ulteriore precisazione della precisazione?

    -

    Resto senza altre parole che queste: perchè aggiungere benzina al fuoco – sterpi alle braci?

    -

    Giuseppe Boscarino

    -

    (cfr. il post ISRAELE /GAZA http://maninrete.blogspot.com/2008/12/israele-gaza.html)

  5. Hey “prep”,

    Dichiarare l’assoluta liceità di Israele a prescindere non è imparzialità.

    Di tutti i parenti ebrei che ho (alcuni vivono in Israele), nessuno di loro mi ha mai persuaso o indirizzato verso fonti da cui potessi desumere delle argomentazioni CONVINCENTI per la liceità della creazione di Israele.

    Fino ad allora, io la riterrò un’operazione neo-coloniale. E mi sono stufato di essere considerato antisemita per questo.

    Le argomentazioni filo-israeliste in Europa sono tipiche del centro-destra: un segnale in più di come la sinistra italiana abbia subito un’inquietante mutazione genetica.

  6. ComProlRes says:

    Abbiamo letto con disgusto anche noi quel comunicato della Redazione.

    Scriveremo in serata il nostro punto di vista sulla questione, ma sin da ora annunciamo la nostra fuoriuscita da Kilombo.

    In questo momento buioi della storia del Medioriente non possiamo essere equidistanti. O si sta con gli assassini invasori o si sta con la Resistenza patriottica.

    Noi stiamo con Hamas e con tutte le forze della legittima Resistenza!

    Gaza vivrà!

    Saluti

  7. Questa è stata la mia risposta alla solerte redazione “minchiona”

    Oltre che stupendi siete anche geometri per le coordinate di tiro.

    Intanto andate a leggere da qualche parte la differenza tra antisemitismo ed antisionismo. Non c’entra un cazzo la questione ebraica con quella dello stato d’Israele.

    Per fortuna qualcuno le palle per bruciare la bandiera di uno stato fascista ce l’ha. Poi mi spiegate, filosofi , come è che siete contro l’uccisone dei soli civili? Quindi per voi, fenomeni, quelli che i cittadini palestinesi hanno votato come legittimi rappresentanti possono essere ammazzati? Anche i poliziotti ed i vigili (come testimonia Arrigoni)? Io credo che della solidarietà di quattro sclerati ai palestinesi non possa fregare meno che un cazzo!

    Saluti e non rompete più i coglioni.

  8. Gabrielita says:

    grandioso quel pacato, sereno, equidistante “bambini d’ambo le parti…”

    kelebek, kilombo? futtetenne…

  9. controlL says:

    Frignoni e fregnoni. La bandiera nazionale è simbolo non d’un popolo, ma del controllo politico d’uno stato. Lo dimostra tra l’altro lo stato italiano che ha cambiato bandiera passando da repubblica a monarchia. Uno stato è precisamenete il controllo politico d’un territorio. Si può volere la distruzione d’un controllo politico senza per questo volere la distruzione del territorio che controlla. Inutile fare esempi. Basterebbe che costoro accostassero un mappamondo di vent’anni fa e uno d’oggi. Però è vero che in una concezione razzista il controllo politico dello stato s’ammanta di identità territoriale: sangue e suolo, appunto. Ma è proprio la concezione di stato che si ricava dalle opinioni di costoro che danno del razzista ad altri. Frignoni e fregnoni.p

  10. utente anonimo says:

    Liceità è sinonimo di diritto. Per qual motivo affermare ciò equivale a una dichiarazione di parte –

    quella per Israele – proprio non lo comprendo. Forse è concetto comprensibile a sole menti “sinistrate”?, per non dire “desinistrate”, uso il prefisso “de”, tanto per coniare un termine riferibile a illogici sillogismi, soliti a una tribuna politica affetta da una morbosità deviante.

    prep

  11. utente anonimo says:

    scrive il com.8:

    “Non c’entra un cazzo la questione ebraica con quella dello stato d’Israele.”

    E Già! è come affermare che il Vaticano non c’entra un fico secco con l’Italia. Anche i polli di allevamento prima di finire confezionati e poi in padella, sanno che non è così!!!

    prep

  12. azor314 says:

    Scusate, mi ero accorto che eravate giovani. E passi.

    Mi ero accorto che stavate usando una parola Kilombo che significa – qui dove vivo a Montevideo in Uruguay – bordello, casino dove ci stanno le puttane. Kilombo e’ anche sinonimo di confusione di bordello nel senso lato.

    Armar un kilombo significa provocare un caos.

    Ci siete riusciti.

    Mi dispiace. Se volete essere di sinistra e rispettare la parola sinistra, ancora dovete leggere leggere leggere e viaggiare e conoscere e capire e guardarsi allo specchio e sentirsi ancora piccolo e quindi reagire sempre per crescere.

    Nell’ attesa stacco la spina.

    Con Kilombo e con i ragazzini che ci stanno.

    Azor,

    ps come adesione alle ragioni esposte di questo blog

  13. utente anonimo says:

    Sono perplesso sull’indifferenza morale del bruciare una bandiera (il che, a differenza che giocare a bocce, ha una sua carica simbolica – e gli atti simbolici non sono moralmente neutri).

    La legittimità è un altro discorso, ovviamente.

    lamb-O

  14. azor314 says:

    ATTENZIONE . IL COMMENTO NUMERO 13 TREDICI FATTO DA AZOR NON E’ ALTRO CHE UNA NOTA INDIRIZZATA AI RAGAZZINI DI KILOMBO.

    IL CHIARIMENRO E’ NECESSARIO PER CON CREARE CONFUSIONE.

    GRAZIE E SALUTI

  15. La questione ebraica è l’ideologia dello stato di Israele. Finiti i rapporti tra l’essere ebrei e l’entità sionista.

    Il fatto che moltissimi ebrei non concordano affatto con quest’ideologia già dovrebbe dire molto sulla qualità della stessa.

    Bruciare bandiere è un atto simbolico, come tale la sua significatività è legata alla dimensione antropologica: non ha nulla di universale,sempre condivisibile. E’ in senso simbolico, infatti che viene bruciata, non per farsi caldo.

    Ma viceversa, il valore della sopravvivenza umana (cui l’incarnazione del “simbolo” attenta continuamente, in una disparità di forze che ha paragoni solo nella guerra tra Incas e Spagnoli) ha valore universale.

    cloro

  16. kelebek says:

    Ho cancellato un commento che riporta a un blog di derisione personale contro un redattore di Kilombo.

    La mia è un’obiezione politica e me ne sbatto di polemiche personali e fattacci vari, che qui non devono mai trovare sponda.

    Miguel Martinez

  17. lameduck says:

    Azz, ho letto la precisazione solo adesso. Un capolavoro di cerchiobottismo cagasotto.

    Io in Kilombo ci rimango ancora un po’ a rompere i coglioni. Anzi, voglio che siano loro a buttarmi fuori. Ce la metterò tutta.

  18. Santaruina says:

    A quanto pare la redazione in questione “tiene famiglia”

    E comunque, questa richiesta di fermare il massacro rivolta “ad entrambe le parti” ormai provoca solo conati di vomito.

  19. ComProlRes says:

    Anche noi siamo ufficialmente usciti da Kilombo.

    Potete leggere il nostro comunicato qui:

    http://cpr.splinder.com/post/19492668/Perch%C3%A9+chiudiamo+il+rapporto+

    http://cpr.splinder.com

    Saluti antimperialisti ed antisionisti

  20. Prep, devo essere proprio sinistrato allora, visto che non vedo proprio la liceità di esistere di Israele come stato.

    Non che teorizzi il massacro degli israeliani, per carità. Vorrei solo che i miei cugini tornassero a casa e smettessero di fingere di non essere italiani, lasciando la terra di Palestina a chi non ne ha un’altra.

    Se questo è essere sinistrato, io sono un sinistrato. O forse tu sei un criptofascista che considera gli israeliani una “razza” superiore alla “razza” dei palestinesi e come tale moralmente legittimata a riprendersi una terra che fu degli Ebrei duemila anni fa.

    In base a questo criterio, però, occorrerebbe restituire Puglia e Calabria ai Greci, il lombardo-veneto all’Austria, la toscana agli Etruschi (se riusciamo a trovarli).

    Oppure noi Romani potremmo rivendicare il possesso di tutta l’Europa fino al Reno. In fin dei conti, era ancora tutta roba nostra quando gli Ebrei avevano già lasciato Israele.

  21. kelebek says:

    Per Illuminismo n. 21

    Qui nessuno deve “tornare a casa”, se non vuole.

    La cosa fondamentale è che si instauri la democrazia e il diritto di voto per tutti, tra il Giordano e il mare.

    Poi sarebbe anche giusto che chi è stato cacciato di casa, potesse tornare.

    La questione palestinese riguarda i palestinesi e non certo tutti gli arabofoni del pianeta.

    Però mi piacerebbe anche un accordo tra i paesi arabi e Israele che permettesse agli ebrei emigrati in Israele di riacquistare la propria cittadinanza (marocchina, egiziana, yemenita, irachena, ecc.).

    Senza che nessuno sia obbligato ad andare via da nessun posto.

    Miguel Martinez

  22. controlL says:

    Già. La più classica soluzione borghese/liberale. E tutti questi liberali dell’ultima ora, che pretendono di dar lezioni di liberalismo venendo dallo stalinismo praticato, non la sanno vedere. Sanno solo ripetere frasi fatte di soluzioni che hanno ampiamente dimostrato di non funzionare da ben prima che esistesse lo spauracchio hamas.

    Io temo che sia ormai troppo tardi. Una condizione essenziale esterna è che la comunità internazionalile la prenda in considerazione, finalmente. L’altra, interna, è che nasca un forte movimento trasversale in israele e palestina che ne faccia la meta politica. Difficile dire quale delle due sia più improbabile che sorga, oggi come oggi. Ma improbabile non vuol dire impossibile, peraltro.p

  23. liberameri says:

    Sarebbe bello se non esistesse il senso di appartenenza. Nel mio mondo ideale, ad esempio, non esistono religioni. E neppure etnie, usi o costumi che possano impedire ad esseri umani diversi di aiutarsi vicendevolmente e di vivere in pace. Tuttavia, il mio mondo ideale non esiste.

    In quello reale c’è la Storia, che rende tutti colpevoli di qualcosa. La Storia, che non ammette innocenza, neppure in un bambino. E c’è uno stato che la democrazia – come la intendiamo noi, cioé come possibilità periodica di votare tra a e b – ce l’ha, ma non la sa utilizzare. O meglio; la utilizza come la utilizzano da decenni molte altre grandi democrazie di riferimento. Questo stato è Israele.

    Poi, nello stato di Israele galleggiano dei territori crivellati. Degli enormi bantustan. All’interno, c’è un popolo insorto, che vorrebbe indietro la terra da cui è stato e continua ad essere cacciato, e che spera di recuperare, assieme a condizioni di vita più umane. Non è dissimile dalla situazione sudafricana vigente fino a pochi anni fa, purtroppo.

    La democrazia non serve a niente. Come sempre, è una questione di forze in campo e di interessi incrociati. La soluzione non si trova proprio per questo: perché le forze in campo sono troppo sbilanciate da un lato. Perché anche se i territori palestinesi fossero delle meravigliose democrazie liberali e compiute, resterebbero comunque delle democrazie liberali, compiute e pezzenti. Economicamente e strategicamente. Quindi, senza un vero esercito, senza un arsenale degno di questo nome, senza un’arma atomica che bilanci quella del proprio, ostile vicino. Stando così le cose, i Palestinesi non hanno alcun potere contrattuale. Quindi, il contratto – l’accordo – non si fa. Se un popolo ha un territorio…ma anzi, facciamo pure uno stato, che sia spezzettato, demograficamente saturo, povero, le cui risorse vengono dragate dal vicino ricco, nato su territori sottratti con la guerra, con amici potenti ed esso stesso armato fino ai denti, a che serve che quel popolo possa andare a votare ogni quattro anni?

    Io, una soluzione non la vedo. E credo che la causa si giocherà, in ultima istanza, con il classico scontro muscolare. Israele è superiore da ogni punto di vista. Ma è circondata, e l’Iran è alle porte. Cosa faranno gli altri stati arabi (perché io credo che la questione centrale sia questa. Purtroppo)? Cosa farà la pop-star Obama, il sorriso più bianco d’America? Io credo che non faranno nulla. Che Israele continuerà il suo massacro, e che tornerà a controllare militarmente Gaza, con la scusa di dover eliminare la minaccia terroristica di Hamas.

    Ps: Miguel, hai fatto bene. L’equidistanza è un modo peloso e unticcio di stare col più forte.

  24. erremme68 says:

    Concordo ampiamente con l’utente anonimo(commento n.6);

    Vergognoso il documento della redazione di Kilombo,ormai la sinistra non esiste più poichè è geneticamente trasformata in stile salotto e capitale..;

    Esprimo tuttavia, solidarietà a chi si è comunque dissociato da Kilombo, ormai bisogna solo isolare chi dice falsità e usa la mistificazione come giustificazione.

    Considerato che è la prima volta che esprimo un commento su questo blog, saluto con affetto i Compagni delle CPR e saluto con estremo rispetto il Sig. Miguel Martinez, curatore di un’ottimo blog.

    Saluti resistenti

    Palestina libera – Gaza vivrà – Hamas resisterà!

  25. controlL says:

    Liberameri, qui la soluzione prospettata è uno stato unico di israeliani e palestinesi in tutto il territorio oggi diviso in quel modo infame. Sotto le stesse leggi valide per tutti, stessi diritti e doveri, ebrei e arabi, ebraici o musulmani o cristiani o altro di religione. È questa la classica soluzione liberale di quel territorio. Le altre, oltre a dimostrare di non poter essere conseguite dal 48 a oggi, hanno tutte dentro il germe razzista, sancendo la separazione tra uno stato d’ebrei e uno d’arabi. L’istituzionalizzazione del problema di cui siamo andati vedendo sempre meglio le conseguenze. Ce la si può fare, se si esce dall’empasse mentale dei “due popoli, due stati”. Perché non si può vedere l’amministrazione dei territori ex-occupati come il primo passo, non della creazione d’un buntistan palestinese, che neppure si riesce a creare, ma della confluenza in uno stato unico di tutte le terre? Che una tregua a gaza sia il primo passo verso questa stessa soluzione? E le tregue si fanno tra nemici, va detto agli ignoranti anzi poppanti di storia, in cui s’è visto di recente usa e urss avere rapporti diplomatici regolari (altro che tregua) pur ritenendo entrambi gli stati proprio compito distruggere l’altro. La smettano di dire sciocchezze sesquipedali (ormai conosci la parola) a difesa dello status quo; si può difendere qualunque posizione senza bisogno di scendere a livello di poppanti. Perché non è possibile avviare colloqui di pace da questa base e a questo fine? Era la posizione del fronte democratico per la palestina di hawatmeth, per esempio, e certamente sono esistite in israele forze politiche, per quanto minoritarie, che sostenevano posizioni analoghe. Oggi l’abbattimento dell’urss renderebbe ancora più praticabile questa possibilità, essendo dissolta l’idea di farne uno stato socialista come intendeva hawatmeth, se fosse seriamente presa in considerazione dalla comunità internazionale, lasciando perdere una volta per tutte la serie di soluzioni territoriali pasticciate messe in piedi dall’onu e altri organismi internazionali, su cui invano ci si accapiglia tra diplomatici (e in loco avviene ciò che è sotto gli occhi di tutti) da oltre mezzo secolo. Cosa impedisce di vedere questa soluzione e cercare di conseguirla se non, chiamiamola col suo nome, una forma mentis razzista? È questa che ha dominato e sta dominando ogni idea tentata di soluzione istituzionale di quelle terre. Coi risultati, se c’è una lezione da trarre da quella tragica storia, che vediamo.p

  26. sono uscita da kilombo qualche tempo fa perché lo trovavo piatto, senza stimoli, più orientato a mantenere inalterato lo status quo, piuttosto che a favorire l’incontro tra pensieri diversi…la mail redazionale inviata ai membri d kilombo rinforza la mia scelta…avevo visto giusto, solo mi chiedevo come mai nessun altro avesse colto quello che mi sembava evidente…kilombo no è altro che una vetrina e la redazione è quanto più di cerchiobottista esista…senza capacità aggregativa, né abilità orientativa.
    Sostengo le tue ragioni e mi rallegro della scelta effettuata :-)

  27. Tlaxcala says:

    Da leggere oggi

    [..] Su Achtung Banditen Se Hamas non esistesse di Jennifer Loewenstein tradotto da Gianluca Bifolchi Chiariamo una cosa definitivamente. Se la degradazione e la mutilazione all’ingrosso di Gaza continuerà; se la volontà di Israele è [..]

  28. RitvanShehi says:

    >Cinque, con Kilombo ho chiuso. Miguel Martinez< Veramente non avresti mai dovuto “aprire”: che ci faceva uno come te – nel senso di “non di sinistra” -nel “metablog delle sinistre”?:-). Però, meglio tardi che mai….

  29. ComProlRes says:

    I democratici kilombisti hanno rimosso il nostro comunicato…mentre il tuo rimane…che ne pensi?

  30. liberameri says:

    Per il mio amico sesqipede:)

    Io sono d’accordo con te. Ripeto: aspiro ad un mondo senza frontiere. Ma davvero, mi sembra fuori dalla rosa concreta delle possibilità. Per la totale, incolmabile distanza fra le parti. Per la storia degli ultimi sessant’anni. Per lo squilibrio delle forze in campo. Per quale ragione Israele dovrebbe confluire in uno stato unico con i palestinesi, quando lei, uno stato, lo è già? Per avere maggiore sicurezza? Per finire, magari, come gli afrikaans del Sudafrica post-’95? Perché è chiaro che i Palestinesi si riproducono più rapidamente degli occidentalissimi israeliani. E avere una “bomba demografica” in casa propria, non ha senso. Se si fantastica sullo stato unico, si dimentica il motivo per cui gli ebrei di mezzo mondo sono conlfuiti, nel corso del XX secolo, in Palestina. Ci sono confluiti perché, stanchi di essere una minoranza perseguitata e mal tollerata ovunque fossero, avessero finalmente un territorio dove loro, e loro soltanto, rappresentassero la maggioranza. Herzl voleva questo, dal 1896. Non per motivi religiosi – lui era laicissimo e socialista – ma per questioni etniche e storiche. E ti dirò, non mi sento nemmeno di biasimarlo, visto quello che è accaduto in Europa con l’avallo degli europei. Io ho sempre avuto una stima profonda e sincera verso il popolo ebraico, e nonostante tutto, continuo ad averla.

    Ti racconto un episodio. A Parigi, un mio carissimo amico israeliano, Yaron, era fidanzato da tre anni con una ragazza francese di origine algerina. Lui ebreo (i suoi nonni erano ucraini, scampati fortunosamente ai campi di sterminio), lei musulmana. Un giorno mi disse, guardando la sua fidanzata: “Peccato che non sarà mai mia moglie”. Io: “ma Yaron, ne sei così innamorato!”. E lui: “Sì, ma non è ebrea. E l’appartenenza si trasmette in linea materna”. Io: “Ma che ti importa…voglio dire…devi anzitutto essere felice! E non sei nemmeno praticante!” E lui: “tu non puoi capire. Quello che hanno passato i miei nonni per il fatto di essere ebrei. E i miei genitori, dopo di loro. Io non tradirò mai la mia storia”.

    Lo ricordo benissimo, anche perché Yaron è una di quelle persone che si incontrano raramente nella vita, di un’intelligenza straordinaria. Eppure, queste sono state le sue parole.

  31. utente anonimo says:

    Ma care anime candide e belle, non vi viene in mente che se i Belgi, i Canadesi, gli Italiani stessi, fanno una gran fatica a vivere assieme nello stesso stato liberale, pur avendo differenze scarse e non odiandosi a morte gli uni gli altri, sarà vieppiù impraticabile ogni astratta soluzione liberale per la Palestina?

    Trovo impressionante che esista qualcuno che pone a base del ragionare “a me piacerebbe che non ci fosse il senso di appartenenza” o “bruciare stracci non ha valenza maggiore che giocare a bocce”. Solipsismo da età decadente, caro P.?

    Saluti

    Francesco

  32. liberameri says:

    Francesco, hai ragione. E anche se odio il senso di appartenenza e le frontiere (LO RIBADISCO, magari con le scocche rosse e il sorriso ebete di Pollyanna), sono tristemente realista. Ma so che se gli uomini fossero sempre stati cinici e amari come te – e in parte me – staremmo ancora con la clava in mano a litigarci le femmine, le grotte e le carcasse nella foresta. Evviva le anime belle.

  33. RitvanShehi says:

    >Ma so che se gli uomini fossero sempre stati cinici e amari come te – e in parte me – staremmo ancora con la clava in mano a litigarci le femmine, le grotte e le carcasse nella foresta. Evviva le anime belle.

    liberameri< Oddio, aver semplicemente sostituito le clave prima con spade e balestre e poi con kalashnikov, cannoni, missili e testate nucleari non è che deponga molto a favore delle tue amate “anime belle”, sai:-)

  34. utente anonimo says:

    Dearest liberameri

    io non ho affatto in odio le appartenenze (anzi, trovo che nulla sarebbe più disumanizzante e subdolo e cinico di un mondo di individui senza appartenza, cioè senza identità), e provo una mediocre avversione per le frontiere (di più adesso, che il Milan avrebbe bisogno di Thiago Silva e non può solo perchè è brasiliano!!!).

    però non sono affatto cinico e amaro, se non quando l’ingenuità è la via per il disastro e sottintende uno smisurato orgoglio.

    ciao

    Francesco

  35. DAL BLOG DI MIGUEL MARTINEZ

    [..] Le vere cause della strage di Gaza La differenza tra persone pensanti e buonisti sta nel capire che le guerre non sono come gli tsunami, una roba che scoppia e fa Vittime e Vittimi e noi mandiamo gli SMS di solidarietà. No, le guerre richiedon [..]

  36. utente anonimo says:

    ECCO BRAVO!

    segui la cometa!

  37. ComProlRes says:

    Abbiamo letto che Dacia Valent ci ha invitato tutti a rientrare in Kilombo. Speriamo, al contrario, che ne esca pure lei, perché ufficialmente la Redazione dell’aggregatore ha espresso una posizione inconciliabile con l’antimperialismo e, sicuramente, con la legittima resistenza di un popolo invaso.

  38. x liberameri: (rif 31):

    ma oggi, ‘sto Yaron che fa? Magari l’ufficiale dell’IDF? No, perchè io tutto il discorso l’avrei pure (faticosamente) capito, a livello emotivo se la tipa fosse stata, che so, tedesca. Ma il fatto che

    lui considerasse “tradire” la sua gente sposarsi con un’algerina, mi sembra alla fine un pregiudizio di sapore razzista. Insomma: una bella imbottitura del reale funzionamento dei neuroni…Con rispetto parlando…

    cloro

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