Sterminare gli abitanti di Gaza

Riprendo dal blog di Uriel la  proposta di sterminare gli abitanti di Gaza con il gas (iprite, per la precisione).

Premetto che non mi scandalizzo mai per le opinioni forti espresse in modo chiaro e non ipocrita, e sono sempre contrario alle leggi che reprimono i reati di opinione. Nonché alle demenziali campagne di denuncia contro parole in libertà che appaiono sui blog.

Inoltre, Uriel rappresenta solo se stesso, è un amante dello stile provocatorio e ironico e non è  portavoce di nessuno. Evitiamo quindi le letture scandalizzate e le esplosioni di sdegno. Anche le "prese di distanza" e tutto il resto del circo del politicamente corretto.

Né mi interessa polemizzare con l’autore, che esprime spesso idee forti e paradossali in molti campi.

Ma il suo discorso riassume alla perfezione alcuni punti decisivi della nostra epoca.

Prima di tutto, la maniera in cui i media ci presentano le notizie porta inevitabilmente a pensarla come Uriel. Non tutti hanno la faccia tosta di dirlo, ma un certo modo di rappresentare la storia, la scelta dei titoli e delle immagini conduce inesorabilmente a questo esito.

Secondo, tutto ciò che lui dice, i conquistatori l’hanno già detto, dalla metà dell’Ottocento in poi, a proposito dei popoli nativi.  Leggetevi i preziosi libretti di Sven LindqvistSei morto!, Terra di nessuno, diversi - e capirete perfettamente di cosa sto parlando.

Ovunque, nei resoconti di chi conduceva le spedizioni, nei film in bianco e nero, nei primi fumetti, come nei ragionamenti e nelle battute di spirito delle belle menti, il dato fondante di ogni discorso era che i popoli extraeuropei fossero dei pazzi Mullà, dei danzatori dello spirito che si credevano immuni ai proiettili (grandi risate, poi, a trovare i gri-gri o i mantra sui cadaveri crivellati dai Maxim), dei bonzi insensibili al dolore, menti sommerse nella nebbia e nella follia.

Ovunque. Amazzonia, Algeria, Angola, Araucania, Annam, fino allo Zambesi.

A un certo punto, se sembra un dato di fatto che gli altri siano scemi, o deficienti, o suicidi, o matti pericolosi, e tutto il mondo ti è mercato, viene da chiederti, e cosa ne farà poi l’Evoluzione di costoro? La risposta di Uriel, "Ma che facciano la fine del Dodo, che se la meritano tutta….", non ha nulla di originale.

Il terzo punto è il ruolo cruciale di Israele nell’immaginario mondiale. Chi ha capito perfettamente questo ruolo è il poeta e saggista israeliano, Yitzhak Laor, nel suo libro Filosemitismo. Il nuovo filosemitismo europeo e il «campo della pace» in Israele, (edizioni Le Nuove Muse).

Israele è un paese a larga maggioranza araba (se sommiamo musulmani, cristiani, drusi e sefarditi), e non è certo il centro del mondo.

Ma Israele assume un’importanza immensa nell’immaginario occidentale, perché ne legittima tutte le pulsioni, permettendo di prendere un tema che di per sé dovrebbe portare a esiti universalistici (la denuncia dello sterminio degli ebrei, sotto Hitler, con il giudizio che implica sul razzismo e sul colonialismo) e di volgerlo in nuovo fondamento dell’ideologia di dominio e di supremazia.

Tutto ciò che è permesso immaginare su Israele – il diritto di escludere per motivi razziali, di impossessarsi delle cose altrui, di uccidere, di attaccare altre nazioni e di fare tutto ciò sentendosi nel giusto – rispecchia ciò che si immagina su se stessi.

Il link al post di Uriel è http://www.wolfstep.cc/173/no-non-hanno-il-diritto-di-esistere/, ma se volete vedere l’originale, non fate clic sul link: copiatelo e incollatelo nel browser, altrimenti vi si aprirà un sito porno, è una specie di scherzo del proprietario del blog (almeno un po’ di tempo fa era così, e non ho voglia di controllare).

Vista tutta questa complessità nell’accesso al testo, riporto sotto il suo post, senza tagli o aggiunte.


No, le teste di cazzo non hanno il diritto di esistere.
http://www.wolfstep.cc/173/no-non-hanno-il-diritto-di-esistere/

C’e’ grossa apprensione verso i cosiddetti “palestinesi della striscia di Gaza” , dal momento che sono chiusi dentro un secchio mentre qualcuno gli spara. Si trovano cioe’ in una condizione di assoluta inferiorita’ militare dalla quale hanno scatenato una guerra dichiarando chiusa una tregua. In altre parole, sono un popolo di  potentissime, infinite teste di cazzo.

Voglio dire, ci sono popoli piu’ portati alla poesia di altri, ci sono popoli piu’ portati alla navigazione di altri; perche’ non ammettere che ci siano popoli che , insomma, sono una massa di teste di cazzo?

Ecco, questo e’ quello che voglio dire: se sei chiuso dentro un secchio come un pesce nel barile, con un tizio che ti puo’ sparare a iosa, finche’ vuole, quanto vuole e come vuole, l’ultima cosa che puoi fare e’ minacciarlo. Capite che se il mio pesce rosso inizia a gridare proclami contro di me io nella media dei casi sorridero’, se inizia a lanciare schifezze artigianali per tutta la mia cucina, beh, non ha molta speranza di sopravvivere.

Ora, cosa posso pensare di questo branco di mezzo milione di coglioni? Che i palestinesi come popolo non valgano un cazzo lo sospettavo gia’ quando ho cercato di capire quale sia stato il loro contributo al progresso dell’umanita’: persino un popolo di inetti e sfigati quanto i tibetani almeno ha creato qualche opera d’arte, e’ riuscito a scrivere qualche libro, a costruire qualche palazzo, a dare un contributo al sapere. Coi palestinesi non trovo proprio nulla di tutto cio’, il che gia’ mi faceva pensare male.

Vederli poi chiusi dentro un secchio che minacciano quelli che stanno fuori col fucile, beh, mi ha convinto di una semplice cosa: si tratta di un popolo di teste di cazzo. Mi sembra una prova definitiva. Nessuna persona piu’ intelligente di una seppia minaccerebbe in quelle condizioni,  ne’ farebbe la voce grossa. Ma neanche una seppia vi minaccia, se la chiudete in un secchio e le puntate addosso un fucile.

Fossero soltanto, che so, “guerrafondai”, o “terroristi”, sicuramente bisognerebbe andare per il sottile, cercare di analizzare, di discutere.

Ma con un popolo di teste di cazzo, no. La testa di cazzo, infatti, ha una capacita’: di mandare in merda qualsiasi cosa. Non importa “cosa”. La testa di cazzo non e’, come il terrorista, uno che sfrutta la corrente elettrica che gli dai per cercare di ucciderti. E’ uno che se la appiccica ai coglioni e ti viene incontro sforzandosi di abbracciarti mentre agonizza, e poi dice che e’ colpa tua che gli hai dato la corrente elettrica.

Gli volete dare la liberta’? Embeh? Tanto, se gli date le automobili si sforzeranno di farle andare con le ruote quadrate, e moriranno in incidenti stradali. Gli mancano gli ospedali? Perche’, voi vi fidereste a dare il bisturi in mano a dei coglioni del genere? Ma evete idea che state parlando di individui che si sforzano di colpire una nazione con tubi da stufa pieni di polvere da sparo e razzi Grad del ‘43, mentre quelli li bombardano con bombe al laser, e ciononostante sono sicuri di vincere? E gli date un bisturi,  ad uno così?

La mia personale opinione e’ che la testa di cazzo sia naturalmente destinata a scomparire , perche’ essendo una testa di cazzo trovera’ qualche attivita’ demenziale, mortalmente pericolosa e pedissequamente stupida, tale da toglierlo di mezzo. Votare Hamas, per esempio.

Ci troviamo, pero’, in una incredibile situazione, che non ha mai avuto precedenti: abbiamo concentrato dentro una striscia di terra mezzo milione di teste di cazzo. (No, non sto parlando dell’ Abruzzo). Le persone che sono li’ hanno LOTTATO per viverci, ben sapendo che la “liberta’” che Gaza poteva dare loro sarebbe consistita nel dipendere dai propri nemici per energia, acqua e sicurezza. Solo un cretino ci sarebbe entrato. E solo un cretino sarebbe rimasto a viverci quando gli israeliani avevano iniziato ad abbandonare la striscia: io avrei sacrificato in pezzo di minchia, mi sarei messo un centrotavola in testa e avrei cercato di svignarmela dopo che il primo israeliano aveva iniziato a lasciare la striscia, se fossi stato in loro. Nessuna persona sensata sarebbe rimasta a Gaza vedendo gli israeliani che sgomberavano.

Infatti, ci sono rimasti quasi tutti. E hanno pure festeggiato quando li hanno chiusi dentro da soli, “liberi di autogestirsi” quando sapevano benissimo di non saper gestire neanche il loro stesso buco del culo.

Comunque, adesso l’umanita’ ha una possibilita’ incredibile. Potrebbe liberarsi, in un colpo solo, di mezzo milione di teste di cazzo. Pensate: mezzo milione di Mastella in meno. Mezzo milione di Borghezio, mezzo milione di Veltroni , mezzo milione di Allevi in meno, mezzo milione di Morgan dei bluvertigo in meno, mezzo milione di Bertinotti in meno,  mezzo milione di Asia Argento e di Elisabetta Gregoraci in meno. Sono tutti li’ dentro. Fermi. Non possono muoversi. E non solo: vi lanciano petardi addosso, dandovi la scusa per premere il pulsante.

Se li lasciate li’, si riprodurranno. Avrete forse un milione di teste di cazzo. Lanceranno razzi e compreranno musica di Allevi, grideranno proclami contro l’occidente e diverranno seguaci di Ahmadinejad e Morgan dei Bluvertigo, faranno attentati mentre guardano l’ Isola dei famosi,  andranno a pregare ascoltando i proclami deliranti degli Imam, o peggio manderanno in onda le repliche del Maurizio Costanzo Show. Si faranno saltare in aria nei supermercati di israele o investiranno passanti guidando il SUV in centro a duecento all’ora,  insomma:  faranno tutto quello che fanno le teste di cazzo.

Se invece passiamo col napalm, li abbiamo tolti dai coglioni per sempre.

Ma non solo questa opportunita’ di eliminare mezzo milione di teste di cazzo ci rende unica l’occasione: e’ che abbiamo un capro espiatorio collaudato nei secoli. Gli ebrei. Cioe’, se oggi l’aereonautica italiana partisse e iniziasse a radere al suolo Gaza col Napalm, e magari con l’ Iprite, tutti darebbero la colpa, come sempre, agli ebrei. No, loro ci sono abituati, l’hanno gia’ messo in conto,  un’accusa piu’ una meno non gli fara’ cosi’ differenza. Figurati se uno che viene accusato di aver ammazzato Dio , di aver mangiato i bambini, di voler fal saltare Mosca minando le fogne , di voler impadronirsi del mondo, di voler sterilizzare i cristiani propagandando l’omosessualita’, figuriamoci se si incazza se ci aggiungiamo di aver lanciato Napalm o Iprite sui palestinesi. Risponderanno “aggiungi pure al conto che passo domani a pagare”.

Quindi, ho un’idea: approfittiamo del casino. Riprendiamo qualche bombola di sana, vecchia Iprite, che sono certo che da qualche parte ce le abbiamo  ancora.  Aggiungiamo fosforo e napalm. Scarichiamo abbestia un’iradiddio sulla striscia di Gaza, eliminando dal pianeta mezzo milione di teste di cazzo in un colpo solo. Tanto, sarebbero morti il sabato sera, guidando ubriachi e drogati di ritorno dalla discoteca, chevvefrega?

Fatto questo, il mondo sara’ migliore. Mezzo milione di teste di cazzo in meno.

Cioe’: ho detto tutto. Mezzo milione di teste di cazzo in meno. Come li definireste, altrimenti, degli elementi cosi’? Gente che pianifica di bombardare una centrale nucleare, ben sapendo che in caso di fuga nucleare gli israeliani verrebbero evacuati mentre loro sono dentro una gabbia, ma ve lo diceva gia DARWIN, che sarebbero scomparsi!

Ma che facciano la fine del Dodo, che se la meritano tutta….

Uriel

Print Friendly
This entry was posted in Censura e controllo globale, Israele Palestina Canaan and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

44 Responses to Sterminare gli abitanti di Gaza

  1. …Lo so che gli urielli esistono! Secondo te che lavoro fa un elemento del genere? L’ultimo spaghettifresser del genere l’ho incontrato nel sottoscala di un negozio di pc. L’avevan messo a recuperare ram e dischi da vecchie macchine… non supero’ la settimana di prova.

  2. utente anonimo says:

    il post di Uriel mi dà il la per fare una domanda ai vari sostenitori di hamas: cosa pensate della strategia di hamas? cioè, non vi sto chiedendo un giudizio morale, eh, vi sto proprio chiedendo specificamente un’opinione sulla strategia.

    Obiettivi a breve, medio e lungo termine.

    rosalux

  3. utente anonimo says:

    Anche volendo prenderlo sul serio, aldilà dell’indignazione, il post di Uriel è una cazzata. Perchè è accaduto molto spesso, in passato che la parte che in partenza era più debole sia risultata alla fine vincitrice. Così può accadere in Palestina. Molti notano come queste prove di muscoli di Israele nascondano invece debolezza sul fronte interno, per il rigetto di questi metodi da parte di una fetta di popolazione, cosa che crea divisione. Inoltre, c’è il problema demografico. Senza contare che sembra che negli Usa cominci a farsi strada l’idea che gli Usa dovrebbero sganciarsi dal sostegno incondizionato a Israele, se non altro a livello di opinioni, con qualche adesione a livello politico. Non è affatto escluso che, alla lunga, la vincano proprio i palestinesi. No, quello di Uriel mi sembra solo un post inutilmente provocatorio.

    A.

  4. utente anonimo says:

    quindi, secondo A., la strategia di hamas è letale a breve e medio termine e forse efficace a lungo termine, premesso che l’obiettivo non sia “salviamo i bambini palestinesi” o “creiamo benessere” o “costruiamo lo stato palestinese” ma sia piuttosto “cancelliamo Israele dalla faccia della terra”.

    E’ possibile, che A. abbia ragione, infatti non penso di essere d’accordo con la sostanza del post di Uriel – al di là dell’aspetto epater le bourgois.

    Per chi condivide il secondo obiettivo i morti di Gaza sono da accogliere con gioia, sono una vittoria, dico bene?

    E com’è allora che qui vi lamentate, se la strategia di Hamas vi sembra efficace secondo i loro e i vostri obiettivi?

  5. utente anonimo says:

    il precedente è mio.

    rosalux

  6. kelebek says:

    Mmmh…

    Io approfitto dell’intervento di Rosalux per chiedere cosa pensa della proposta di Uriel.

    Chiaramente è libera di rispondere che si tratta di una provocazione letteraria; e ovviamente io sarò libero di copiare la sua risposta quando lei mi proporrà domande simili.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    1) ma non sono un milione e mezzo gli abitanti di Gaza?

    2) certo che qualcosa Uriel non coglie: nel breve periodo la strategia di Hamas mantiene al potere Hamas, nel lungo potrebbe distruggere Israele, stato che si regge su equilibri molto fragili (o meglio facilmente modificabili).

    Francesco

    PS il nostro è poi molto dilettantesco nel suggerire come sterminare i palestinesi. Che lo faccia, è l’ennesima e inutile riprova che Israele non lo sta facendo. Ma a che pro ribadirlo?

  8. utente anonimo says:

    La “proposta di Uriel”?

    Cioè, tu che – come me – leggi la Valent vuoi davvero farmi credere che non sai fare la tara, quando leggi che Allevi, Morgan e i palestinesi (o gli italiani, nel caso della Valent e anche di Uriel) dovrebbero essere sterminati?

    Guarda, io non amo particolarmente quello stile ma sono in grado di capirlo, e secondo me anche tu: Uriel sta dicendo che Hamas ha una strategia autodistruttiva, e mi piacerebbe – tanto – sapere cosa ne pensi di quello che ha detto davvero, non del teatro di burattini che riprendi seriosamente rischiando di passare per il fesso che non sei.

    Cosa ne pensi della strategia a breve, medio e lungo termine di Hamas?

    rosalux

  9. utente anonimo says:

    ” Uriel sta dicendo che Hamas ha una strategia autodistruttiva,”

    Rosa, bisognerebbe intendersi. Io non credo che la strategia di Hamas sia ” letale”. Credo che al momento sia l’unica possibile. Perchè se non si ribellano, Israele si prende tutte le terre ( o la maggior parte), mandando via con le buone o con le cattive gran parte dei palestinesi, mentre QUESTA strategia gli permette( rebbe) ai palestinesi di resistere e , a lungo andare, vincere. In realtà, stiamo parlando come se fosse possibile, da parte dei palestinesi o di Hamas, fare progetti a lungo termine. Forse i progetti possiamo permtterci di farli noi, non chi deve lottare giorno per giorno per sopravvivere.

    Vin.

  10. utente anonimo says:

    9 era A.

    Tra l’altro, Rosa, io credo che Israele non abbia nessun interesse a “costruiamo lo stato palestinese”.

    A.

  11. kelebek says:

    Per Rosalux n. 8

    Il concetto era quello, però mi serviva una frase più sintetica da copiare e tirare fuori ogni volta che si dice che qualche antisionista ha detto qualcosa sopra le righe.

    Grazie comunque dello sforzo.

    Miguel Martinez

  12. utente anonimo says:

    L’unica mia opinione sul post di Uriel e che verrà sempre (giustamente) ignorato dai media importanti.

    Se invece qualcuno si sognasse di scrivere le stesse cose contro Israele potrebbe – sottolineo il condizionale – essere preso ad esempio dell’antisemitismo montante nel paese e occasione di una serie di prese di distanza da parte degli esponenti istituzionali che contano.

    satyajit

  13. kelebek says:

    Per Satyajit n. 12

    No.

    Non sarebbe semplicemente “preso come esempio”.

    Sarebbe oggetto di un drammatico intervento personale del presidente della Repubblica, nonché in prima pagina su tutti i quotidiani. E non solo in Italia.

    E’ già successo, e non poche volte, ma tante.

    Miguel Martinez

  14. Leggendo il sito ISRAELE.NET da un articolo scritto da Richard Falk si legge che Hamas non aveva nessun interesse a trasgredire la tregua, i missili li lanciavano estremisti di altre fazioni e non quelli di Hamas…

    Piu’ o meno lo dice anche Richard Falk, inviato dell’ONU per i diritti umani, cacciato da Israele, lui dice ad un giornalista del giornale LA STAMPA:

    L’aggressività di Israele nei miei confronti dimoostra la volontà dello Stato ebraico di impedire alla comunità internazionale di sapere cosa sta succedendo a Gaza. Il relatore speciale per i diritti umani dell’ Onu,Richard Falk, fermato e cacciato qualche settimana fa da Israele, nonostante le credenziali del Palazzo di Vetro, dice:

    «Mi hanno impedito di denunciare la grave violazione dei diritti umani nei territori occupati. E le conseguenze le paga la popolazione civile palestinese».

    Ma Israele non si sta difendendo?

    La risposta di Israele ai presunti attacchi di Hamas non è giustificabile. Il rapporto tra le vittime israeliane e quelle palestinesi è assolutamente sproporzionate. Da parte di Gerusalemme c’è stata una aggressione che ha portato a una serie scioccante di atrocità compiute con armi moderne contro una popolazione inerme che già sopporta da mesi un duro embargo.

    Perché usa la parola presunti?

    Perché non si capisce qual è il legame tra la Jihad e il movimento palestinese.

    Vuoi dire che ci sono infiltrazioni terroristiche che Hamas non controlla?

    Hamas era pronto a rinnovare il cessante il fuoco. Israele ha ignorato questa ipotesi e ha continuato l’opera di taglieggiamento degli aiuti umanitari provocando una risposta con i lanci di razzi. Sospetto che la responsabilità di questi tiri non sia di Hamas ma di elementi fuori controllo della Jihad. Il problema è capire che legame c’è tra la Jihad islamica e Hamas. Di fatto Israele ne ha approfittato per condurre un attacco che rappresenta una violazione degli accordi di Ginevra, e il bilancio delle vittime civili lo dimostra.

    Crede che ci sia un legame tra ciò che è successo a lei due settimane fa e la guerra in atto?

    Non penso ci sia un legame diretto. Ma sicuramente il fatto che mi sia stato impedito di entrare a Gaza e l’essere stato trattenuto all’aeroporto Ben Gurion per venti ore e poi rispedito a casa fa parte di una strategia di Israele volta a impedire alla comunità internazionale di sapere cosa sta succedendo a Gaza.

    Che cosa è successo quel pomeriggio di metà dicembre?

    Arrivato alla dogana di Tel-Aviv, un funzionario del ministero degli Interni israeliano mi ha detto che la mia visita non era gradita, nonostante avessi un mandato dell’Onu. Era una direttiva del ministro degli Esteri, sono stato portato in un ufficio dove vengono radunate le persone da deportare. Ero con altri cinque uomini. La mattina seguente sono stato imbarcato su un aereo per gli Stati Uniti.

    Israele nasconde qualcosa?

    Vuole evitare che la comunità internazionale conosca le violazioni dei diritti umani e teme le ripercussioni che questa rivelazione potrebbe avere dal punto di vista mediatico».

    Qual è la situazione a Gaza adesso?

    Disperata. Il 46 per cento dei bambini soffre di polmonite dovuta alle polveri dei bombardamenti e 1’80 per cento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.

    Quello che le è successo era mirato?

    Direi che mi hanno rIservato un trattamento speciale, probabilmente per il mio passato. Ma di fatto è la prima che volta che hanno adottato una misura di questo genere con un inviato in possesso di un mandato conferito dall’Onu».

    Qual è l’obiettivo di Israele?

    Demolire l’ambizione di Hamas di rappresentare il popolo palestinese e impedire la lotta contro l’occupazione dei territori. In secondo luogo Israele vuole indebolire le ambizioni dei movimenti integralisti a Gaza e in Cisgiordania. Di fatto è un comportamento inaccettabile dal punto di vista dei diritti umani e delle leggi internazionali.

  15. 23/12/08

    ISRAELE.net

    Da un articolo di Ali Waked

    Hamas, al momento in cui scriviamo queste righe, a differenza di altri gruppi terroristici della striscia di Gaza non ha ancora lanciato un solo missile Qassam verso Israele da quando è finita la “tregua”. L’ala militare di Hamas, le Brigate Izz-al-Din al-Qassam, non hanno lanciato razzi su Ashkelon né su Sderot, accontentandosi di fare fuoco coi mortai sulle località israeliane attorno alla striscia di Gaza. Anche le granate di mortaio possono uccidere, ma Hamas le usa per inviare un messaggio: siamo ancora interessati a una “tregua”, purché alle nostre nuove condizioni.

    Israele conosce bene le condizioni di Hamas: apertura completa dei valichi di confine della striscia di Gaza, alleggerimento del blocco. Israele non è disposto ad accogliere queste richieste (perlomeno non prima che Hamas accetti le famose tre condizioni poste dal Quartetto: riconoscimento del diritto di esistere di Israele, ripudio del terrorismo, rispetto degli accordi già firmati fra Israele e palestinesi). Per questo Hamas permette ai gruppi minori di lanciare i loro Qassam.

    Il ritorno a un fuoco intenso permette a Hamas di reclamare il titolo di “movimento di resistenza”, un po’ appannato nei mesi scorsi. Per non restare esclusa dal ciclo della “resistenza” e della lotta armata, Hamas prende parte alla nuova ondata di fuoco usando i mortai. Intanto, però, tiene in serbo i suoi missili per il momento in cui l’eventualità di un intervento militare israeliano passasse dalle parole ai fatti.

    I gruppi palestinesi a Gaza sostengono che questi attacchi sono la risposta alle azioni israeliane, ma – a parte l’eccezionale uccisione di un capo della Jihad Islamica la scorsa settimana in Cisgiordania – non si sono visti motivi immediati per questa nuova ripresa dei lanci. Appare dunque chiaro che il vero, principale obiettivo di Hamas è quello di riformulare le regole del gioco, vale a dire le regole della “tregua”. (Non bisogna dimenticare che Hamas ha ben pochi successi da vantare, con il suo metodo dello scontro e del sequestro di ostaggi – Gilad Shalit – a differenza dell’Autorità Palestinese di AbuMazen-Fayyed che ha ottenuto la scarcerazione di centinaia di detenuti, il ritorno di legge e ordine nelle città palestinesi, una ripresa economica e turistica in Cisgiordania ecc: Hamas ha dunque urgente bisogno di qualche risultato.)

    Naturalmente Hamas tiene conto del fatto che, in un periodo di campagna elettorale in Israele vi sono esponenti tentati dall’idea di imbracarsi in un’operazione anti-terrorismo su vasta scala. Ma il gruppo palestinese valuta che, prima dell’avvio di una tale operazione, l’Egitto sarebbe in grado di calmare le tensioni.

    Il problema è che i rapporti Egitto-Hamas sono molto deteriorati da quando, nel giugno scorso, è entrata in vigore la “tregua”. Non è detto che l’Egitto abbia poi molto da ridire se Israele dovesse sferrare un duro colpo contro “l’emirato di Hamas” a Gaza, i cui fan hanno già inscenato nei giorni scorsi mal sopportate manifestazioni di protesta davanti alle ambasciate egiziane in giro per il mondo.

    Gli uomini di Hamas hanno parecchio da perdere. Se la “tregua” non dovesse riprendere e Israele dovesse decidere di lanciarsi in un’operazione davvero di ampia portata, i capi di Hamas rischiano la vita e Hamas stessa potrebbe finire col perdere Gaza. Ma la striscia di Gaza viene considerata una preziosa base politico-diplomatico-militare per portare avanti il tentativo di Hamas di legittimarsi come un’importante soggetto sul piano regionale e internazionale. Inoltre la striscia di Gaza riveste enorme importanza rispetto alla strategia islamista di Hamas, come base fondamentalista da allargare in futuro alla Cisgiordania e ad altre regioni.

    Il desiderio di Hamas di mantenere la presa sulla striscia di Gaza è stato il motivo per cui aveva scatenato una lotta senza quartiere contro chiunque cercasse di violare la “tregua”. Il problema è che le elezioni israeliane si avvicinano e ancora di più si avvicina la data del 9 gennaio, il girono n cui Hamas non riconoscerà più nemmeno formalmente la presidenza di Mahmoud Abbas (Abu Mazen). I calcoli di altri soggetti nella regione possono finire col provocare davvero un’operazione su vasta scala, il cui obiettivo a questo punto sarebbe quello di rovesciare il regime di Hamas a Gaza. La reazione di Hamas sarebbe il ricorso ai missili (non qualche decina, ma centinaia) e agli attentati suicidi all’interno di Israele, più un raddoppiato sforzo per demolire l’Autorità Palestinese.

    Il paradosso è che un’operazione militare che non riuscisse ad eliminare completamente Hamas servirebbe solo a incrementarne la popolarità, mentre la continuazione della “tregua” permetterebbe a Hamas di rafforzare il suo regime su Gaza.

    Secondo l’opinione di un commentatore di Gaza, gli esperti palestinesi sono convinti che Hamas possa essere colpita anche duramente, ma è molto difficile pensare che possa essere eliminata. Un’operazione, per quanto ampia e pesante, non modificherebbe l’ordine interno palestinese, che è ciò che influenza la situazione rispetto a Israele. Qualunque progresso sul fronte interno palestinese potrebbe essere ottenuto solo attraverso un dialogo che peraltro, in questo momento, non si intravede all’orizzonte.

    Pertanto, se non compariranno iniziative egiziane o europee intese a mediare tra le parti, e se considerazioni tattiche continueranno a impedire di discutere una nuova “tregua”, allora i missili centineranno a cadere, con i palestinesi in attesa del raid israeliano.

    (Da: YnetNwes, israele.net, 23.12.08)

  16. utente anonimo says:

    I palestinesi o per lo meno la maggior parte di loro sono dei fallachim: ignoranti e retrogradi. Israele non ha investito nella loro educazione quando era possibile farlo. Si trattava di territori occupati per cui perche’ spendere soldi nel migliorare le loro condizioni culturali. In piu’ c’era l’idea che un popolo ignorante fosse piu’ facilmente controllabile. Il risultato e’ l’appoggio piu’ o meno incondizionato ad un partito dichiaratamente islamico che incita al sacrificio gli shaidim nella prospettiva della pace eterna e 70 vergini con le quali soddisfare le voglie terrene difficilmente sanabili nella societa’ araba. I palestinesi non comprendono che la reale questione e’ il denaro. Ne’ all’ ANP e tanto meno a Hamas (parlo della dirigenza ovviamente) puo’ fregare meno dei poveri fallachim. Quello che conta sono i fondi economici enormi in gioco che potrebbero arrivare ai palestinesi (in teoria) da ogni dove e che fanno ovviamente gola ad entrambi. A dimostrazione di quanto i fallachim non capiscano un cavolo e’ il fatto che ancora oggi idolatrino un farabutto ladrone come Arafat.

    Un Israeliano mangia bambini

  17. utente anonimo says:

    Uhm…tipo che – chessò – lo statuto di Hamas quando dice che vuole annientare lo stato di israele scherza? Nah, puoi pure farlo naturalmente, ma difficilmente sarai credibile.

    Mi spiace poi che tu non dia la tua opinione sulla sostanza, del post, ma io non demordo: cosa pensi della stategia di Hamas, a breve medio e lungo termine?

  18. kelebek says:

    Per Rosalux n. 17

    Per quanto riguarda la “strategia di Hamas”, la risposta è semplicissima: Hamas è una serie di organismi molto diversi tra di loro (la divisione più evidente è tra quelli in Palestina e quelli fuori, ma non è affatto l’unica), che collaborano tra di loro ma non hanno certo un comando unico.

    Sostanzialmente, l’obiettivo concreto della corrente principale di Hamas all’interno della Palestina oggi è di raggiungere il ritiro israeliano sulle frontiere del ’48.

    Un obiettivo che io non condivido, perché sostengo lo stato unico multietnico e non confessionale.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    – Sostanzialmente, l’obiettivo concreto della corrente principale di Hamas all’interno della Palestina oggi è di raggiungere il ritiro israeliano sulle frontiere del ’48.

    Un obiettivo che io non condivido, perché sostengo lo stato unico multietnico e non confessionale. —

    Mi chiedo quale dei due sia più irrealistico, considerando la situazione sul terreno…

    Rock & Troll

  20. kelebek says:

    Cara Rosalux,

    Adesso che ho risposto alla tua manovra diversiva, torniamo al tema del mio post.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Per n. 17.

    Anche Israele dice di voler distruggere Hamas. La differenze sono due.

    1) Hamas lo scrisse oltre vent’anni fa nel suo statuto, moltissime cose sono cambiate da allora e nell’ultima campagna elettorale non ne ha fatto menzione, segnalando tutt’altre priorità; per Isralele è l’obiettivo attuale

    2) Hamas non ha alcuna possibilità concreta di farlo, si tratta di un obiettivo del tutto irrealistico; Israele sta provando a farlo proprio in questi giorni e ha notevoli possibilità di riuscita.

    satyajit

  22. utente anonimo says:

    Uhm, il tema del post non era la strategia di Hamas? Quella di provocare da una situazione di debolezza, esponendo colpevolmente il suo popolo alle rappresaglie israeliane?

    Quella strategia sulla cui efficacia a lungo, medio, breve termine ti ostini a non dare pareri?

    E allora qual è il tema del post?

    rosalux

  23. Io chiedo ma HAMAS ha ancora valida la carta fondamentale del 18 agosto 1988? il famoso manifesto con cui si invoca la Jihad? con cui non si riconosce lo stato di Israele, e con cui si rifiuta modernita’ e laicismo…e la morte in nome di Allah il piu’ dolce dei suoi desideri…nessuna parte della Palestina deve essere ceduta…ecc. ecc. ecc.

  24. utente anonimo says:

    satyajit: stai mescolando le mele con le pere, è chiaro che l’addizione non ti riesce.

    rosalux

  25. kelebek says:

    Per Rosalux n. 22

    No, ti sei confuso con alcuni post precedenti.

    Il tema di questo post sta nell’incipit:

    “Riprendo dal blog di Uriel la proposta di sterminare gli abitanti di Gaza con il gas (iprite, per la precisione).”

    I post riguardanti la strategia di Hamas sono quelli precedenti.

    Miguel Martinez

  26. controlL says:

    Uhm, il tono è scherzoso, e possiamo prendere come una buotade di cattivo gusto l’idea di sterminare d’un colpo solo gaza. Ma il concetto che sta dietro lo scherzo è serio e vecchio e possiamo trovarlo esplicitamente scritto nell’incipit di questo capitolo d’un testo tratto dalla lezione finale (s’insegnava nelle università, insomma) del corso d’antropologia di enrico morselli, psichiatra trai più importanti tra ottocento e novecento (“bellino” anche il titolo dell capitolo, così disinvoltamente indifferente alla foglia di fico del politically correct post seconda guerra mondiale):

    La estinzione dei tipi etnici inferiori (protomorfi)

    Noi assistiamo oggi consapevolmente, ma quasi con indifferenza, a un grande fatto etnologico e storico, che pur avrà una portata enorme per i destini dell’Umanità: ed è la scomparsa delle popolazioni e razze antropologicamente inferiori.

    Chi vuole leggersi tutto il testo da cui è tratto questo mirabile specimen (latino, please), lo può scaricare qui: http://www.edizionitrabant.it/lumanita-dellavvenire/

    Piccole scoperte di chi traffica siti retrogradi e “borbonici”, che sanno ben mostrare le meraviglie dell’italia democratica prefascista.p

  27. Non si potrebbe intervistare qualcuno di Hamas al TG. ! di Riotta ex del Manifesto? senza filtri…cosi si saprebbe che intenzioni anno…visto che le intenzioni degli israeliani si sono viste…(…)

  28. Visto che in Tv hanno intervistato Olindo e Rosa per i fatti di Erba, azuz o come diavolo si chiama uscito dal carcere dopo aver scontato una condanna per spaccio di droga intervistato come un divo, o come un personaggio importante, intervistare uno di Hamas dovrebbe essere normale, è sempre specchio di una volonta’ popolare palestinese…come avere Berlusconi è frutto di una volonta’ popolare italiana e cè lo cucchiamo!

  29. utente anonimo says:

    Mi sembra interessante lo scritto preso da israele.net. Uno scritto profondamente propagandistico in cui si dice

    1)che Hamas non vuole riconoscere Israele

    2)che Hamas avrebe dei “missili” da tirare quando Israele passerà dalle parole ai fatti

    3)che la strategia di Hamas è “costringere a Israele a venire a patti sulle condizioni detentive dei palestinesi” e siccome sa che Israele non cedera’ mai su cio’ permette ai “gruppi minori” di tirare inutili kassam ai confini di Gaza.

    Questo è lo spessore informativo di Israele.net. La prima cosa che viene da pensare è che se i palestinesi sono dei falachim ignoranti, la maggior parte dei destinatari di queste, chiamiamole, analisi informative non è meglio. Se gli israeliani (e i sionisti) si bevono ste palle, non sono meglio di chi segue le vicissitudini dei tronisti di Maria de Filippi. Che, rispetto ad un canone di “evoluzione culturale” non sono molto meglio di quelli che considerano il fanatismo religioso come modus vivendi migliore di altri.

    cloro

  30. utente anonimo says:

    Scusate la domanda ma…

    Sento le tv dire che israele ha ucciso solo cento civili su 400 e passa ammazzati ..

    domanda , ma chi stabilisci se un morto è di hamas oppure è un civile ?

    Grazie !

  31. dantem says:

    http://segni

    [..] Un Problema di Testa SdT: Eccovi dal blog Kelebek una chicca del modo di ‘pensare’ dell’uomo senza coscienza o magari di quel tipo di persone rintronate dalle notizie flash, esche costruite per appiattire le capacità critiche delle masse. Un pr [..]

  32. utente anonimo says:

    In ogni caso questa guerra ( o massacro per dirla tutta ) ha mostrato che i mass media di casa nostra sono schierati piu’ o meno totalmente con israele .

  33. utente anonimo says:

    Premetto di non essere né filo di qua né filo di là. Rispetto il popolo palestinese di Gaza ma, non vorrei essere nei panni di un cittadino israeliano. Vivere nella paura che un razzo cada sulla tua testa o che parte del mondo islamico ti caschi in casa per ridurti in cenere non dev’essere un clima di vita sereno.

    A leggerne solo l’intestazione del post di URIEL si presuppone che sia la sintesi di un testo che emana solo insensatezza, e analizzandolo, se ne può per l’appunto intuire quanto sia insipido di contenuti. Questo mi invita a far comprendere all’autore che forse noi italici sarebbe meglio che evitassimo di sparare in modo drastico contro altri popoli facili giudizi e sentenze da frenetici boia ornati di orgoglio e onore che non possediamo. Ricordando allo stesso che, nella città di Pulcinella, girovagano ancora bande di inutili militi in pseudo funzione deterrente anti camorra, causa insufficienza a livello istituzionale, non in ultimo, per ovvia generale incompetenza dello Stato italiano. Allora cosa facciamo… sterminiamo tutti i cittadini napoletani come via risolutiva?

  34. utente anonimo says:

    il com. 34 è mio

    L’attuale operazione militare di Isarele è probabilmente una prova di forza, della sua però. La mia idea è che stia sfruttando la questione dei razzi per testare le proprie forze militari, in vista di un qualcosa di ben più grande che avverrà in futuro. L’attacco di terra, se avverrà, sarà un test determinante per Israele. Poichè non è invincibile, e se perdesse, sa bene che rischia la sua sopravvivenza.

    twilight

  35. utente anonimo says:

    sterminiamo tutti i cittadini napoletani come via risolutiva?

    devo dire che l’idea ha un suo fascino perverso …

    Francesco

    :(

  36. utente anonimo says:

    in vista di un qualcosa di ben più grande che avverrà in futuro

    puntano anche loro a conquistare Roma? o vogliono piallare Mecca e Medina sperando così che tutti i musulmani ostili svaniscano come d’incanto?

    mah

    Francesco

  37. daciavalent says:

    twilight,

    premetto di essere filo di qua e anti di là, e non vorrei essere un “cittadino” (considerato che il termine cittadini suppone diritti che le democrazie borghesi hanno ben codificato mi pare) palestinese, che muore nella paura che un razzo cada o che tutta la comunità internazionale consenta di cascarti in casa per ridurti in cenere non dev’essere un clima di vita sereno.

    E nemmeno di morte serena, di quelle che si fanno circondati dai propri cari che piangono e non che sono morti insieme a te per tranquillizzare qualche colono.

    Dacia Valent

  38. utente anonimo says:

    Ho letto un dato alquanto sconcertante , tra il 2000 ed il 2008 i razzi palestinesi hanno ucciso 19 ( diciannove ) israeliani . A Gaza in pochi giorni l’ unica democrazia del medioriente ha sterminato piu’ di 400 palestinesi

  39. utente anonimo says:

    @ #31

    chi fà la cernita tra cadaveri per dire chi era di chi?

    ovviamente il comando militare del katz (ebreo).

    pura propaganda.

    tanto a verificare chi cazzo ci và?

    il “nostro” (o meglio loro) pagliara?

    e se hamas smentisce noi dell’occidente smentiamo loro perchè sono terroristi e quindi bugiardi.

    in definitiva come sempre la storia viene scritta dai vincitori (dò purtroppo per scontato che gli ebrei la faranno franca).

    Andrea

  40. utente anonimo says:

    A proposito , quelli che si lagnano perche’ alcune bandiere israeliane sono state bruciate durante alcune manifestazioni hanno detto qualche cosa a proposito dei 400 e passa palestinesi morti ammazzati ? Tanto per saperlo

  41. utente anonimo says:

    E’ un vanesio provocatore.

    Forse addirittura l’intervento l’ha scritto il suo paranoico pesce rosso.

    Che schifo!

  42. RitvanShehi says:

    Il post citato lo trovo provvisto di eccellenti proprietà…emetiche. Dopo le abbuffate delle feste, causa di pesantezza di stomaco, ci voleva proprio!:-)

  43. utente anonimo says:

    ragazzuoli..

    a me serivrebbe un commento su qsta strage…ki mi aiutaa??

    non ce la faccio proprio!

    cocca

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>