Gaza, l'urbanistica imperiale

Dopo aver bombardato per otto giorni e notti una delle zone più densamente popolate del mondo, del tutto impossibilitata a difendersi, Israele oggi ha lanciato l’attacco da terra a Gaza.

Mettendo da parte la rabbia, sarà un caso di enorme importanza di urbanistica imperiale, che insegnerà molte lezioni ai dominanti su come sottomettere il pianeta degli slum.

Su Zic.it si trovano alcune riflessioni estremamente interessanti sulla funzione industriale ed economica di una simile impresa.

Un’anticipazione, l’articolo andrebbe letto per intero:

"Ma in questo campo anche le industrie italiane stanno facendo progressi grazie alla collaborazione con le omologhe israeliane (ed anch’esse riceveranno un utile contributo dal fiume di sangue che sgorga oggi da Gaza) ma che già adesso hanno sfornato i loro prodotti d’avanguardia come le protezioni aggiuntive e le torrette telecomandate montate sulle autoblinde Puma ed inviate in Afghanistan ma anche , primi al mondo, a far rifornire in volo un velivolo non pilotato a getto come lo Sky-X dell’Alenia Aeronautica: un ottimo passo per le guerre robotiche future, quelle in cui le macchine opportunamente programmate decideranno chi è il nemico del giorno e come e quando colpirlo in qualunque ora del giorno e della notte."

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3 Responses to Gaza, l'urbanistica imperiale

  1. controlL says:

    Be’, adesso sappiamo perché una tregua non era possibile. Era già pronto l’attacco da terra. Oltretutto ben trovato il momento, in questa specie d’interregno tra due presidenti americani. E le stelle stanno a guardare.p

  2. utente anonimo says:

    Ma sono solo ipotesi di guerra combattuta nei fumetti della Marvel, e soprattutto contro eserciti militarmente non all’altezza. Tanto progresso tecnologico ma totale assenza di un vero fronte operativo capace di combattere soffrire e sacrificarsi (qualità essenziali per la vittoria). La guerra nasconde dei concetti che per essere vincente richiede molta più presenza degli umani nel teatro operativo di quanto si pensi. Lo sanno bene gli americani che dopo i kamikaze giapponesi e la batosta subita in campo vietnamita, avere una macchina da guerra all’avanguardia non equivale a una garanzia di vittoria.

    twilight

  3. utente anonimo says:

    concordo con l’ultima frase di tuailait, quella dopo l’ultima virgola

    Francesco

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