“E dire che avremmo potuto vivere in pace”

Commentando un mio post – e rispondendo a un’interlocutrice sionista – Pino Mamet ha scritto questo splendido testo ironico, che merita di essere portato in primo piano.

Buon anno ai sopravvissuti.





Dunque, fatemi capire bene.

Da una parte ci sono gli israeliani.

Hanno ragione: perché l’Olocausto, perché le discriminazioni, perché mio zio, perché sì.

Fanno, per dirla in italiano, un po’ quel cazzo che gli pare: vogliono più terra? Embè, la buona educazione prevede che prima gli si dica "ma no, è illegale", ma piano, e dopo un escamotage si trova e diventa legale.

Bon. Se uno dice "e no, che cazzo, è proprio illegale", allora ritorniamo al punto uno: gli israeliani hanno ragione, dai, non sarai mica antisemita?

Poi ci sono i palestinesi. Chissà perché, a uno che gli frega la terra e gli distrugge casa, e tanta manna se non ti lancia un razzo in testa, dovrebbero "offrire pace". E in cambio dovrebbero magari ottenere un pezzettino di terra LORO.

Il bello è che qualche palestinese lo fa davvero! Sono quelli che odio di più, rovinano tutto il gioco. Allora se dovete fare così non venite neppure a giocare.

Naturalmente, lo sanno benissimo tutti, su quel pezzettino domani ci costruirà casa un coglione di colono, me ne frego il cazzo se c’ha gli avi in Iraq o in Minnesota o in Lituania.

"ma, no, dai, per favore, è illegale".

Eh, ma gli arabi sono tanto cattivi. Stamattina mi hanno tirato un sasso. Adesso gli spiano casa, così poi diventa legale farci la mia. Mi offrissero pace, quei trogloditi, potrei offrirgli un pezzettino del pezzettino di prima. Sono tanto buono, io! La mia famiglia è sempre stata di sinistra, sono gli arabi che non lo capiscono. Trogloditi.

A forza di fare così, MI TOCCHERA’ cacciarli tutti.

Mi piange il cuore al pensiero, ma al contempo sono sollevato, perché SE LA SONO VOLUTA LORO.

Io, di mio, non li avrei mica cacciati: cribbio, sono di sinistra!

Affamati sì, picchiati sì, impediti di andare a scuola e all’ospedale sì, tolte strade acqua campi luce sì, ma cacciati no, eh?

C’è un limite a tutto. Se ne andassero da soli: non caccio nessuno, io.

A qualcuno potrebbe capitare di pensare ad alta voce, e dire che costruire lì uno stato che non c’entrava una cippa di cazzo non è stata una grande idea, dopo tutto, visto che continuano a menarsele di brutto dopo sessant’anni.

Una volta si perdeva tempo a dirgli che invece è stata una grande idea, basta aspettare che tutti gli arabi si convincano a "offrire pace", beninteso dopo essersi levati dai coglioni.

Adesso si fa prima (il progresso) e gli si risponde "antisemita": si intona su tutto.

Magari qualcun altro potrebbe dire, e vabbè, perché non facciamo un bello stato unico, con gli stessi diritti per tutti? In fondo, il paese è piccolo, tipo il Lazio o l’Emilia, farci su due stati non ha proprio tanto senso; i belgi parlan due lingue ma vivono insieme tutto sommato bene, per gli irlandesi ci sono speranze, persino i sudafricani hanno dato gli stessi diritti a tutti.

Oh, non è che sarai un po’ antisemita?

Non so i negri del Sudafrica, ma quei trogloditi degli arabi pensano solo a scopare, ci riempiranno di figli, che è una cosa come tutti sanno che una democrazia non può permettersi (gli arabi che scopano, voglio dire): non si può fare.

Ma hai studiato la storia?

Lo sanno tutti che le democrazie restano tali solo in presenza di arabi non scopanti.

Garantire gli stessi diritti a tutti non si può: scherzi, dare diritti ai trogloditi?

Sono evoluto io, sono di sinistra: non si può fare.

Beh, ma facciamo due stati allora.

Eh, la fai facile. Poi va a finire che mi tirano un razzo in periferia, chissà perchè incazzati di stare in uno stato senza risorse, controllato dal mio, affamati e senza possibilità di sviluppo (sottosviluppati!) invece di ringraziarmi.

Niente, te l’ho detto, mi toccherà cacciarli tutti.

Che peccato!

E dire che avremmo potuto vivere in pace.

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13 Responses to “E dire che avremmo potuto vivere in pace”

  1. utente anonimo says:

    LA PACE LA VOGLIONO I POPOLI MA NON I GOVERNI!

    Il mondo soffre di una forte “astenia”: C’É’ L’URGENZA DI RIDISEGNARE I CONFINI DEGLI STATI.

    Per chi non l’avesse compreso: siamo alle prove di forza del prossimo conflitto mondiale. Ma forse sto solo esagerando!!! …e me lo auguro.

    luminol

  2. controlL says:

    Che dire: happy new fear, come ho letto, o felice danno nuovo? C’e da scegliere in più lingue, a quanto pare. Speriamo in meglio. Buon dodici mesi futuri.p

  3. utente anonimo says:

    I palestinesi il loro stato ce l’hanno già e si chiama Giordania. Perché non se ne vanno lì?

    Masada Boy

  4. Django1 says:

    “E dire che avremmo potuto vivere in pace”

    si, se Hamas non esistesse, l’Iran avesse un governo laico e democratico e AlQaida fosse eliminata

  5. utente anonimo says:

    @Masada Boy

    “I palestinesi il loro stato ce l’hanno già e si chiama Giordania. Perché non se ne vanno lì?”

    Dunque vediamo.

    Domani arrivano gli austriaci con l’intento di (ri)colonizzare l’Italia e ti dicono: “ma voi italiani avete già il vostro stato, si chiama SVIZZERA, perché non ve ne andate lì?”

    Andresti in Isvizzera o li prenderesti, come è giusto, a rutti in faccia?

    Manuel

  6. utente anonimo says:

    o.k., regalero’ parole di vento come petali volteggianti nell’euforia del creato. Auguri invisibili, incomprensibili, immateriali, nascosti, naviganti sulle onde del dolore che hanno, lo so, il privilegio di purificare e rendono idonei a capire il segreto dell’eternità, il vero tesoro che nessun soldo potrà mai comprare e nessun’arma mai distruggere. Auguri, anche se mi sembra aver dimenticato cosa vuol dire! jam

  7. iperhomo says:

    Caro Pino,

    onore a Miguel, che ha dato al tuo intervento il meritato risalto.

    Con amara ironia, puntualizzi quel che ormai tutti dovrebbero aver capito: “antisemitismo = antisionismo”. L’equazione l’ha ufficializzata anche il nostro Capro dello Stato e, sebbene sbagliata, non è più possibile sottrarvisi (tant’è che il solo tipo di ebreo antisionista è quello che – secondo la propaganda fide – “odia se stesso”).

    E allora?

    Allora mi pare che si sia costretti a sottostare a questa imposizione del regime mondiale – regime di Sion – ed ammettere che, se si è antisionisti, si deve guardare all’ebreo con estrema diffidenza. L’ebreo è fondamentalmente, forse geneticamente, cattivo. Questa conclusione non è mia, ma di Gilad Atzmon (ovviamente, un “ebreo che odia se stesso”). Ciò comporta, in pratica, che l’ebreo possa sì rabbonirsi, ma che, per farlo, deve faticare assai più di chi ebreo non è.

    Detto incidentalmente, fino a mezzo secolo fa questa era la posizione della Chiesa. E c’è ancora qualcuno, tipo don Nitoglia, che sostiene bellamente quanto segue: “Il diavolo può servirsi di chiunque, ma, potendo scegliere, preferisce l’ebreo”.

    Certo, poi figura anche il delirio senile del filo-giudaico cardinal Martini. Nella Chiesa c’è posto per tutti (perfino per chi, come me, venera il Profeta).

    Ciò premesso, non pretendo che un laico si permetta il lusso – concesso ad un credente – di parlare di Satana. Dico solo che sarebbe illuminante vedere quanto oggi accade in Terrasanta come l’attuazione dei prodromi della profezia che vuole l’Anticristo insediato nel ricostruito [grazie ai sionisti] Tempio di Gerusalemme.

    È detto in maniera brutale, ma, se è vero che “chi non è con Me è contro di Me”, il tempo dei distinguo e delle sottigliezze interpretative è finito.

    Ciao. Ipo

    P.S. Se Miguel cancella questo commento non mi offendo affatto. Anzi, gli darò ragione.

  8. kelebek says:

    Per Iperhomo n. 7

    Non censuro mai i contenuti, se espressi con un minimo di garbo.

    A mio avviso, però, le tue ipotesi sono semplicemente lo specchio del giudeocentrismo imperante, che deriva a sua volta dalla Bibbia e dalla sua cultura.

    Quando il mondo comincerà a guardare a Israele e agli ebrei con la stessa indifferenza – nel bene e nel male – con cui guarda ai Quechua e al Perù, avremo fatto un buon passo avanti.

    Infatti, io non trovo una particolare differenza morale tra il comportamento degli israeliani a Gaza e quello, poniamo, dei birmani nei confronti dei Karen.

    Ciò che è grave, e ci tocca tutti direttamente, è che il nostro paese partecipa all’embargo contro le vittime di Israele, che i nostri media appoggiano l’aggressione, che la nostra Unione Europea ha un rapporto speciale con Israele e che se qualcuno brucia una bandiera israeliana, i politici si fanno prendere da crisi isteriche.

    Questo è l’elemento inaccettabile.

    Miguel Martinez

  9. iperhomo says:

    Ciò che è grave, e ci tocca tutti direttamente, è che il nostro paese partecipa all’embargo contro le vittime di Israele, che i nostri media appoggiano l’aggressione, che la nostra Unione Europea ha un rapporto speciale con Israele e che se qualcuno brucia una bandiera israeliana, i politici si fanno prendere da crisi isteriche.

    Questo è l’elemento inaccettabile.

    Certo che è inaccettabile. Ma è la diretta conseguenza del fatto che Sion non è il Perù e che gli ebrei non sono come i birmani. È la diretta conseguenza del fatto che i politici USA, UE e – soprattutto – UK sono fantocci di Sion (e non del Perù). È la diretta conseguenza del fatto che, tramite la finanza e la massoneria (la scuola, la TV, il cinema, i giornali, sia quelli a pagamento che quelli che ti infilano gratis sottobraccio), il mondo non troglodita – per dirla con Genseki – è in mano agli ebrei. E non ai birmani.

    Hai presente i funghi? C’è una vasta gamma di tossicità, che va dall’indigestione alla morte, attraverso la cacarella.

    Ciao. Ipo

  10. RitvanShehi says:

    >I palestinesi il loro stato ce l’hanno già e si chiama Giordania. Perché non se ne vanno lì? Masada Boy< Glielo dici tu al re di Giordania questa sensazionale scoperta storica? Perché vedi, a me risulta che – in accordo con Israele e dopo diversi conflitti armati – la Giordania ha rinunciato a qualsiasi pretesa sulle terre al di là del fiume Giordano e, ovviamente, anche sugli uomini che le abitano.

  11. Harmachis says:

    Questa discussione mi ispira ad aggiungere un’osservazione che capita veramente a proposito anche perchè rappresenta in qualche modo la situazione simmetrica a quella che descrive ora Ritvan.

    In realtà i “potenti” dell’occidente non sono necessariamente tutti filo-semiti (del resto la storia dell’europa è piena di episodi di antisemitismo).

    E’ che nessuno li rivuole più indietro gli Ebrei che sono andati in Israele.

  12. GEOPARDY says:

    Personalmente,

    ritengo sacrosanata la resistenza ad un invasore e ad un oppressore, però, dopo lunghe riflessioni ho capito che i palestinesi stanno sbagliando.

    Infatti, se se ne andassero, di lì a qualche anno, potrebbero ritornare tranquillamente, tanto nel farttempo non costituirebbero più un problema, dato che, credo, si scannerebbero tra loro, poichè, una volta che non avranno più un capro espiatorio e si dovranno rubare la terra a vicenda, saranno dolori, vista la quasi totale estraneità delle varie tipologie culturali e fisionomiche in esso agglomerate e l’assolutismo cieco di cui sono ben equipaggiati.

    Un a volta le dicevo per scherzo queste cose, ora mi sto convincendo sempre di più che questa potrebbe essere la realtà e la meriterebbero tranquillamente, oltretutto sarebbe la fine del mantra che antisionismo=antisemitismo, anzi credo proprio che diventerebbero tutti “ebrei che odiano se stessi”.

    Ciao

    Geo

  13. GEOPARDY says:

    Scusate mi si era cancellato il soggetto del secondo pensiero

    Personalmente,

    ritengo sacrosanata la resistenza ad un invasore e ad un oppressore, però, dopo lunghe riflessioni ho capito che i palestinesi stanno sbagliando.

    Infatti, se se ne andassero, di lì a qualche anno, potrebbero ritornare tranquillamente, tanto, nel farttempo, gli israeliani non costituirebbero più un problema, dato che, credo, si scannerebbero tra loro, poichè, una volta che non avranno più un capro espiatorio e si dovranno rubare la terra a vicenda, saranno dolori, vista la quasi totale estraneità delle varie tipologie culturali e fisionomiche in esso agglomerate e l’assolutismo cieco di cui sono ben equipaggiati.

    Un a volta le dicevo per scherzo queste cose, ora mi sto convincendo sempre di più che questa potrebbe essere la realtà e la meriterebbero tranquillamente, oltretutto sarebbe la fine del mantra che antisionismo=antisemitismo, anzi credo proprio che diventerebbero tutti “ebrei che odiano se stessi”.

    Ciao

    Geo

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