Notizie dalla Somalia

Come sapete, l’occupazione della Somalia avviene ufficialmente con la consacrazione dell’ONU.

E il responsabile dell’ONU per la Somalia è un certo Dumisani Kumalo.

Venerdì scorso, Dumisani Kumalo ha dato un’interessante notizia alla BBC: oltre l‘80% dei soldati e delle forze di polizia del cosiddetto "governo transitorio federale" della Somalia "ha disertato, alcuni portando con sé armi, divise e veicoli" e rifornendo la resistenza.

Inoltre, il signor Kumalo spiega anche un altro particolare.

Dunque, il mondo, tramite le Nazioni Unite, paga il "governo" somalo. Il 70% del bilancio del governo somalo viene speso per ciò che si chiama "sicurezza". E invece scompare quasi tutto nelle tasche degli uomini del "governo". Che non pagano nemmeno gli stipendi ai soldati.

E’ un interessante e per certi versi gradevole modello di pacifismo: mettete lo champagne nei vostri cannoni, per capirci.

Uganda e Burundi, nel frattempo, affermano, smentiscono e riaffermano che anche loro ritireranno le loro truppe non appena se ne andranno gli etiopi,  lasciando il "governo" tutto solo.

Il conflitto potrebbe quindi trovare un’equa soluzione: lasciare le ville (magari all’estero) al "governo" e il paese alla resistenza. Invece, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu a giorni dovrà decidere sulla proposta statunitense di mandare una "piena forza ONU di peacekeeping" in Somalia: questa nuova occupazione dovrebbe colpire insieme i pirati – di grande interesse mediatico – e la resistenza politica, che pure non ha nulla a che fare con la pirateria.

Non sappiamo ancora come andrà a finire, visto che pochi paesi hanno voglia di scontrarsi con i somali; comunque la Cina appoggia la proposta americana.[1]

Intanto, il "presidente" dell’Etiopia, che ormai controlla solo la città di Baidoa e parte di Mogadishu, ha licenziato il proprio "primo ministro", accusandolo di non aver saputo "mantenere la sicurezza nel paese", che ci sembra francamente un eufemismo. Il primo ministro si è rifiutato di dimettersi ed è stato rieletto da quello che si fa chiamare il "parlamento", anche se non ci sono mai state, ovviamente, elezioni di alcun genere.

Consiglio a chi fosse interessato alla situazione somala di leggere una breve analisi di  Abu Abdallaah al-Haaj che racconta in termini molto chiari i punti forti e quelli deboli della resistenza.

Tra i punti forti:

1) il sostegno occidentale a un regime corrotto di massacratori e saccheggiatori;

2) la frammentazione tribale della Somalia fa sì che i somali possano unirsi solo attorno all’Islam;

3) quando gli shabaab conquistano un territorio, radunano gli abitanti, nominano un dirigente locale, ma tengono in mano la sicurezza;

4) gli shabaab trattano i briganti con estrema durezza, ma anche imparzialità;

5) non tollerano opposizioni, e questo sembra che in un paese abituato a 18 anni di conflitto sia una cosa ben vista;

6) somigliano (ed è un interessante paradosso) ai repubblicani americani nel rispetto per la proprietà privata da una parte, e nel moralismo dall’altra. In tutto il mondo islamico, infatti, gli islamisti – con uno spirito che in Europa potremmo definire un po’ protestante – rappresentano i ceti imprenditoriali contrapposti ai ceti che detengono il potere statale e militare.

Tra i punti deboli:

1) Gli shabaab – figli giovanissimi di un paese in cui le scuole non esistono più – hanno una visione assai semplicistica dell’Islam;

2) tra di loro ci sono persone che vorrebbero un jihad internazionale, e questo attira le pesanti attenzioni occidentali;

3) ci sono tendenze puritane che tendono a reprimere il sufismo, la stregoneria, i fumatori, la musica, il consumo del qat: insomma vanno contro comportamenti assai diffusi nella società somala;

4) sanno poco o nulla del mondo;

5) non hanno capi.

Nota:

[1] Esistono molte, ottime persone che sostengono qualche forma di euriasiatismo, contrapponendo un possibile blocco di potenze all’impero statunitense. Un’idea che nella sua variante più moderata è anche condivisibile: tutti respirano meglio quando non si vive in un monopolio del potere.

Ma per il resto, è meglio non farsi illusioni – l’intreccio tra tutti coloro che detengono il potere nel mondo è tale, che al dunque agiranno sempre in concerto tra di loro. E la Cina sosterrà l’occupazione della Somalia, ad esempio.

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51 Responses to Notizie dalla Somalia

  1. utente anonimo says:

    beh, mi tocca appoggiare l’ostilità alla stregoneria.

    Francesco

    PS bellissimo che condanni l’imperialismo cinese non in quanto imperialismo ma in quanto colluso con l’imperialismo americano … non ti suona strano?

  2. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    La Cina avrà tanti difetti, ma non mi sembra una potenza imperialista.

    Non vedo basi militari cinesi in giro per il mondo e tantomeno in Italia.

    Poi non è detto che un giorno anche la Cina non diventi imperialista.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    – 1) Gli shabaab – figli giovanissimi di un paese in cui le scuole non esistono più – hanno una visione assai semplicistica dell’Islam; —

    Si può chiedere un ampliamento di questo punto? In cosa si traduce in concreto questa “visione assai semplicistica”? E perché sarebbe un punto debole?

    Mi interessa.

    Rock & Troll

  4. kelebek says:

    Per Rock& Troll n. 3

    L’articolo citato dice:

    “The Al-Shabaab group’s knowledge of Islam is limited especially when it comes to the area of Sharia law. For example, some of their followers may kill women for not wearing a proper Hijab forgetting or unaware killing is more deadly sin than not wearing a proper Hijab. Remember, I said some of their followers not all. They are too fast to reach conclusion in carrying out Qisaas (killing) to minor crimes that may not reach that level under Islamic Sharia.”

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    La Cina […] non mi sembra una potenza imperialista.

    mah, direi che questa frase, a parte il Tibet, è in ritardo di una decina d’anno sulla politica estera di Pechino.

    a meno che tu non definisca imperialismo come “la politica estera degli Stati Uniti”

    c’è modo e modo di asservire ai propri interessi quelli di altri popoli

    ciao

    Francesco

    PS il regime cinese HA molti difetti

  6. kelebek says:

    Per Francesco n. 5

    Vedo che hai una definizione un po’ trotzkista di cosa è l’imperialismo :-)

    E’ chiaro che la Cina fa una sua politica estera e cerca risorse nel mondo.

    Non mi sembra che questa politica sia – per ora – accompagnata da occupazioni militari, basi, manipolazione dei mercati mondiali, obblighi di monocultura, controllo del sistema finanziario e tutto il resto.

    Non è un complimento: semplicemente io, a differenza dei trotzkisti, vedo un’unica potenza imperialista seria oggi. Decenni fa, c’erano ovviamente anche l’Inghilterra e la Francia.

    Miguel Martinez

  7. daciavalent says:

    Io spero solo che la Somalia venga lasciata ai somali.

    Sono davvero felice che finalmene qualcuno (anche se sono ragazzetti ignoranti o quel che l’è…) si stiano facendo strada.

    Non vedo un futuro talebano in Somalia, perché sono le donne a gestire la società (gli uomini di solito si limitano a bere thé e discutere di politica).

    Pur essendo vera la questione della divisione in Kabile, la Somalia è l’unico paese in Africa dove tutti parlano la stessa lingua e condividono la stessa religione.

    Basterebbe che ci lasciassero in pace.

    Poi, chiaramente, va ricordato che la nostra resistenza ha avuto ragione, con pietre, lance, bazooka residuati della seconda guerra mondiale e 6 kalashnikov delle truppe americane di Restore Hope.

    Direi che adesso può bastare.

    Dacia Valent

  8. utente anonimo says:

    – mah, direi che questa frase, a parte il Tibet, è in ritardo di una decina d’anno sulla politica estera di Pechino. —

    Ma perché tutti si dimenticano sempre dell’Uiguristan?! :-(

    Bisogna per forza avere un omino vestito di rosso dal sorrisetto dolce che va in giro per il mondo per poter godere della definizione di “popolo oppresso dalla dittatura cinese”?

    Rock & Troll

  9. utente anonimo says:

    >> Poi, chiaramente, va ricordato che la nostra resistenza ha avuto ragione, con pietre, lance, bazooka residuati della seconda guerra mondiale e 6 kalashnikov delle truppe americane di Restore Hope.

    mi mancava giusto qualche emulo dei “sei milioni di baionette” e della staraciate!

    una belinata come questa tira sul il morale anche ad un tifoso del Milan di questi tempi

    Francesco

  10. utente anonimo says:

    >> Non mi sembra che questa politica sia – per ora – accompagnata da occupazioni militari, basi, manipolazione dei mercati mondiali, obblighi di monocultura, controllo del sistema finanziario e tutto il resto.

    caro il mio furbetto del quartierino, le occupazioni militari (con un paio di eccezioni) sono poco praticabili nell’attuale quadro militare, in cui la Cina è ancora un sei di picche con briscola a bastoni. Ma per il resto, dalla manipolazione dei mercati al controllo delle culture/miniere non mi pare si faccia mancare nulla.

    Dovresti avere maggiore fiducia nel draghetto sorgente.

    Francesco

    PS io troverei maggiormente interessante la mancanza di un’altra faccia della medaglia nell’imperialismo cinese, a differenza di quello USA. ma mi pare di ricordare che hai deciso di ignorare quell’aspetto del mondo perchè collide con le tue idee :)

    ciao

  11. RitvanShehi says:

    >..mi mancava giusto qualche emulo dei “sei milioni di baionette”..Francesco< Veramente erano 8 milioni:-). (e così Miguelito spero la pianti di accusarmi surrettiziamente:-) di correggere solo i suoi amichetti:-) )
    Ciao

    Ritvan

    P.S. A proposito di imperialismo cinese, perché non ricordi a Miguel cosa sta facendo il regime di Pechino in Africa orientale, esportazione di “coloni” cinesi compresa!

  12. kelebek says:

    Per Rock & Troll n. 8

    Assolutamente d’accordo.

    Spero di trovare il tempo per fare un po’ di ricerche in merito all’Uygurstan e scrivere qualcosa di minimamente decente in merito.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    P.S. A proposito di export albanese, perché non ricordi a Miguel cosa sta facendo il regime diTirana in Italia orientale, esportazione di “coloni” albanesi compresa!

    jujuman

  14. utente anonimo says:

    Per Dacia Valent n.7

    Bellissima cosa l’autodeterminazione: ma proprio nel caso somalo temo che non sia vista così dappertutto. Mi spiego con un esempio.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’occupazione italiana della Somalia Britannica (l’unico fronte che vide sconfitti gli Inglesi in Africa Orientale) spinse il naviglio britannico da e per l’India lontano dalle coste africane. Infatti gli Inglesi ignoravano che i Tedeschi non avevano piazzato propri U-Boot nei territori occupati dali Italiani; e temevano dunque incursioni sottomarine dell’Asse nell’Oceano Indiano.

    Oggi, una vittoria ‘fondamentalista’ (uso questo termine non in senso polemico ma per brevità) ha due implicazioni, che ricordano quella lontana situazione bellica:

    a) dal punto di vista dei commerci marittimi, coincide con la crescente incidenza della pirateria (da genovese, leggo sulla stampa della mia città portuale continui e crescenti allarmi al riguardo) e dei conseguenti ricatti al Flusso Globale di merci cui tanta attenzione dedica Miguel Martinez.

    b) dal punto di vista militare, crea un avamposto ‘fondamentalista’ (e sicuramente considerato antistatunitense in occidente) sulla punta estrema di una linea immaginaria che sull’atlante collega la punta estrema del Puntland, le estremità sudorientali della penisola arabica e il Belucistan pakistano: tutte regioni queste dove quello che si conviene chiamare col nome collettivo di ‘fondamentalismo islamico’ è ben presente (grazie anche al pasticcio combinato da USA e alleati in Afghanistan).

    Semplificando, uso il linguaggio da giocatore di Risiko: è come se Bin Laden o chi per lui avesse deciso di controllare tutti i territori che stanno fra i giacimenti petroliferi di Arabia e Mesopotamia e il mare aperto.

    In prospettiva, non è una prospettiva che faccia dormre sonni tranquilli a Washington, Bruxelles e dintorni. L’esperienza delle Tigri Tamil dimostra che basta poco per munirsi di una deterrenza aerea, e l’esperienza Italiana della Base San Marco (che pure era operativa in zona) dimostra che non bisogna essere delle superpotenze per mettere in orbita un satellite partendo da quelle parti (magari con un vettore nordcoreano).

    Fantasie da film di terz’ordine certo: ma fantasia non troppo diverse hanno di recente motivato guerre sanguinose. Il recente indebolimento statunitense e l’ancora acerba potenza militare cinese lasciano ad eventuali aspiranti Goldfinger col turbante troppo spazio in Somaia e dintorni per non allarmare l’America della ‘guerra al terrorismo’ e i suoi àscari.

    L’insultante citazione (”Unire la Somalia tanto insensato quanto unire l’Equatore”) che Churchill fa di Metternich (”L’Italia è una espressione geografica”) rafforza agli occhi dell’Occidente (di quella parte di Occidente che legge e scrive, quantomeno) la percezione che ad unire i Sòmali sia ancora e solo il temuto Islam.

    Oggi pochi protesterebbero nelle piazze, temo, di fronte ad una nuova e meno impacciata Restore Hope.

    Andrea Di Vita

  15. RitvanShehi says:

    >A proposito di export albanese, perché non ricordi a Miguel cosa sta facendo il regime diTirana in Italia orientale, esportazione di “coloni” albanesi compresa! jujuman< Senti troglione imbecille ed ignorante, il tuo paragone è altamente ad minchiam per le seguenti ragioni: 1. I coloni cinesi in Africa vivono in territori COMPRATI dal governo di Pechino e che godono de facto di una sorta di “extraterritorialità”.
    2. La Cina ha 1,3 miliardi di abitanti, la stragrande maggioranza dei quali non se la passa molto bene e sarebbe – presumibilmente – felice di fungere da “coloni”. Mentre L’INTERA Africa, di abitanti ne ha solo circa 900 milioni.

    3. L’Italia ha una popolazione di circa 57 milioni di abitanti, mantre l’Albania ne ha circa 3,5 milioni.

    4. Visto il punto 3, se anche l’intera popolazione albanese decidesse di venire in Italia – a pulire culi di vecchietti ecc., mica a fare i signori e padroni in terre comprate dal Governo di Tirana – gli albanesi in Italia resterebbero sempre solo un’insignificante minoranza etnica.

    Hai capito la differenza, cerebroleso, o ti devo fare anche un disegnino?

  16. utente anonimo says:

    Francesco,

    – c’è modo e modo di asservire ai propri interessi quelli di altri popoli —

    Certo, specie quando si vuol sostenere che siccome siamo tutti imperialisti allora nessuno lo è (uhm, mi ricorda qualcosa :-) ) E in particolare, quale sarebbe l’impressionante svolta imperialista dell’ultimo decennio della Cina?

    Z.

  17. utente anonimo says:

    Z.

    un consiglio: apri una rivista di politica internazionale o di economia, qualsiasi numero dell’ultimo decennio, purché siano pubblicazioni serie, e avrai tutte le risposte

    Francesco

    PS tutti sono imperialisti, solo gli americani portano la democrazia ai loro infelici sottoposti. che infatti in grande maggioranza NON li odiano (a differenza dei poveri imperialisti concorrenti, così poco popolari)

  18. Santaruina says:

    Se dovessi scrivere un romanzo di fantapolitica descriverei un futuro prossimo in cui negli Stati Uniti scoppia una devastante guerra civile, ed una forza di pace composta da soldati iraniani cinesi e libici si reca negli States per riportare l’ordine.

    In fondo gli imperi si avvicendano, nella storia.

  19. utente anonimo says:

    Francesco,

    – un consiglio: apri una rivista di politica internazionale o di economia, qualsiasi numero dell’ultimo decennio, purché siano pubblicazioni serie, e avrai tutte le risposte —

    Magari il lavoro mi lasciasse spazio a tanto gaio cazzeggio culturale :-)

    – tutti sono imperialisti —

    Q.E.D.

    Chiamatemi Z., il Mago del Savena :-)

    – solo gli americani portano la democrazia ai loro infelici sottoposti. —

    Insomma: son tutti ladri, ma solo i nobilissimi Yanquis ridistribuiscono ai poveri.

    Pare di leggere l’Unità degli anni ’40 quando parlava di Stalin :D

    Francè, Francè :-)

    Z.

  20. dalovi says:

    Letture preventive – Lettere dal Sudan

    [..] Nel mentre, immagino al riparo dalla diffusione delle notizie con i comuni canali disinformativi assai impegnati a parlare di pirati (quale nuova scusa dopo le guerre umanitarie per alimentare i signori della guerra somali), la Somalia brucia questo bl [..]

  21. è necessario distinguere due piani.

    quello della diplomazia formale, in sede ONU, ormai svuotata di ogni contenuto sostanziale.

    dall’altro lato, c’è il rapporto di forza, innanzitutto di carattere militare.

    Di fronte al dato di fatto di un dispiegamento massiccio nell’area di unità navali (e non solo) da parte di USA, NATO, UE… Cina e Russia non vogliono restare fuori dal gioco, visto che in Africa hanno importanti interessi economici. ed il golfo di Aden rappresenta un passaggio obbligato per molti cargo che vanno e vengono dalla Cina stessa, su una importantissima rotta commerciale spesso sottovalutata.

    alla luce di ciò, che “tutti coloro che detengono il potere nel mondo (…) agiranno sempre in concerto tra di loro” mi sembra un’affermazione semplicisticamente (s)consolante.

    al di sotto della superficie, il conflitto multipolare si fa sentire in misura sempre maggiore, ed è probabile che sia il motore della storia per qualche decennio.

    cordiali saluti,

    bbus

  22. utente anonimo says:
  23. utente anonimo says:

    – tutti sono imperialisti, solo gli americani portano la democrazia ai loro infelici sottoposti. che infatti in grande maggioranza NON li odiano —

    In Sudamerica la pensano proprio così…

    Rock & Troll

  24. utente anonimo says:

    >> Pare di leggere l’Unità degli anni ’40 quando parlava di Stalin :D

    c’ho qualche dubbio che l’Unità ammettesse lati oscuri nella figura di Stalin :)

    nel frattempo che verifico, contiamo i paesi “imperializzati” dagli USA in cui i cittadini leggono e votano liberamente e magari hanno pure scelto governi di sinistra e ben poco filo USA?

    certo, se l’unica prova di non essere burattini amerikani è essere gente come Chavez o Castro, se alla fine Chirac finisce nel mazzo degli imperiali, allora abbiamo qualche problema di definizione (e in peino revival staliniano quelli che chiamereste “veri oppositori” io li chiami “pericolosi squilibrati mentali”)

    Ciao

    Francesco

  25. RitvanShehi says:

    >E in particolare, quale sarebbe l’impressionante svolta imperialista dell’ultimo decennio della Cina? Z.< Leggi i miei commenti 11 e 15 e lo saprai.

  26. RitvanShehi says:

    Ue’, Miguelito, lo so che non suoni a richiesta:-), ma della scarpata sul biekissimo Bush (nonché dell’epiteto “cane” a lui rivolto, cosa che ha fatto fremere d’indignazione la mia coscienza di medico veterinario) in quel d’Iraq ne vogliamo parlare?

  27. utente anonimo says:

    Sarebbe anche da parlare delle costole rotte (e altro) che di seguito s’è ritrovato lo scarparo, trascinato via dalle guardie di sicurezza iraqene…

    Guardie che sicuramente provano grande amore per la democrazia importata e i corrispettivi importatori… ma si sa che quando l’amore sfocia in passione diventa difficilmente distinguibile dalla follia.

    Rock & Troll

  28. Harmachis says:

    Miguel, la tua nota finale capita giusto a proposito per una questione che volevo sottoporti, quella delle potenze rivali. Infatti a me sembra che l’esistenza di un’unica superpotenza sia una condizione che permette meno possibilità di resistenza che in presenza di varie potenze più o meno rivali. E’ vero, potrai citare il periodo del colonialismo in cui i paesi europei si sono spartiti il mondo, ma senza le guerre mondiali tra questi stessi paesi le colonie forse esisterebbero ancora. Inoltre ho l’impressione che raramente le rivolte abbiano successo senza appoggi esterni. Anche l’esempio iracheno è emblematico: sicuramente una resistenza determinatissima, che ha usato tutti i mezzi a disposizione per combattere…ma pensa cosa avrebbero potuto con un pugno di moderni missili anticarro!

  29. mariak says:

    Sarebbe anche da parlare delle costole rotte (e altro) che di seguito s’è ritrovato lo scarparo, trascinato via dalle guardie di sicurezza iraqene…

    maria

    pare che lo scarparo rischi qualche annetto di galera, evidentemente lanciare scarpe è peggio che lanciare bombe, come ha fatto il colpito in base a “prove” false.

    Busch, poi, visto che aveva detto di essersi sbagliato, se non altro, poteva fare il bel gesto di sdrammatizzare; mi duole dirlo ma il cavaliere mostrò una maggiore classe quando un imbecille gli tirò dietro il treppiede della macchina fotografica

  30. utente anonimo says:

    Bush è un capo di Stato e immagino che il giornalista abbia violato un tot di leggi, tirandogli addosso le scarpe. Dal vilipendio in giù.

    Il fatto che abbia osato farlo, che si sia visto in TV, che rischi un PROCESSO e una pena in base alla legge sono, a mio modesto giudizio, prove che le cose oggi in Iraq non vanno così male, paragonate a quando c’era lui.

    Il fatto che lo abbiano rovinato di botte, invece, è una brutta notizia.

    Sempre che sia vera (però potrebbe esserlo, le sòle arabe sono arricchite con agenti sionisti infiltrati in ogni dove peggio che i komunisti nei discorsi di Berlusconi).

    Francesco

    x Harmachis: la cosa si può leggere anche al contrario, ogni resistenza che accetta l’aiuto di un altro imperialismo ne diventa inevitabilmente complice, come i partigiani con gli Alleati in Italia. Ci liberarono dai nazifasci per farci precipitare sotto il tallone di ferro degli anglo-americani, i tapini!

  31. utente anonimo says:

    – E’ vero, potrai citare il periodo del colonialismo in cui i paesi europei si sono spartiti il mondo, ma senza le guerre mondiali tra questi stessi paesi le colonie forse esisterebbero ancora —

    Allora avevano ragione i Giapponesi quando durante la IIGM dicevano di voler solo liberare i “fratelli” asiatici dal giogo coloniale dei diavoli bianchi!!

    Rock & Troll

  32. roseau says:

    Per Miguel # 4: odio dirlo, ma mi verrebbe da preferire l’imperialismo americano, se fossi una donna somala. Anche se “solo alcuni” degli shabaab ritenessero uccidermi per una violazione del codice di abbigliamento ‘islamico’.

    Per Dacia: mi risulta che il popolo del Rwanda parli la stessa lingua (il Kinyarwanda, se ricordo bene) e sia la grande maggioranza della st essa religione (cattolica) anche se dopo il genocidio del 1994 un numero significativo di Tutsi superstiti si è convertito all’Islam.

    Credo che una simile omogeneità vi sia anche in Burundi, ma non sono sicurissimo. Comunque a quel che ne so minoranze non somalofone di una qualche consistenza esistono sia nel sudest che nel nordovest del paese (inteso nelle sue frontiere, ora teoriche dell’epoca di Barre; non sono molto sicuro di quale sia la situazione sul terreno).

  33. kelebek says:

    Per Roseau n. 33

    Penso che anche la grande maggioranza dei somali maschi preferirebbero vivere in un villino unifamiliare negli Stati Uniti, piuttosto che in un campo profughi in Somalia senza aiuti.

    E’ che bisogna distinguere tra vita negli Stati Uniti, e vita sotto gli occupanti etiopi e i signori della guerra, pagati dagli Stati Uniti.

    Miguel Martinez

  34. utente anonimo says:

    Francesco,

    – c’ho qualche dubbio che l’Unità ammettesse lati oscuri nella figura di Stalin :)

    Dipende dalla data del giornale :D

    – nel frattempo che verifico, contiamo i paesi “imperializzati” dagli USA in cui i cittadini leggono e votano liberamente e magari hanno pure scelto governi di sinistra e ben poco filo USA? —

    Non son certo di aver capito il senso della frase – mi facci qualche esempio.

    – certo, se l’unica prova di non essere burattini amerikani è essere gente come Chavez o Castro —

    Via, “burattini” è una parola grossa, che va bene per il governo Quisling.

    – se alla fine Chirac finisce nel mazzo degli imperiali —

    Cioè? perdonami, la stanchezza sotto Natale si fa sentire…

    Z.

    PS:

    – Il fatto che abbia osato farlo, che si sia visto in TV, che rischi un PROCESSO e una pena in base alla legge sono, a mio modesto giudizio, prove che le cose oggi in Iraq non vanno così male, paragonate a quando c’era lui. —

    Il fatto che il termine abituale di paragone di Bush, per i suoi sostenitori, sia Saddam Hussein, mi sembra la prova che non ci sia molto di cui andar fieri ;-)

  35. a proposito di Cina:

    BEIJING, December 18 (RIA Novosti) – China is planning to send navy vessels to the Gulf of Aden to fight pirate attacks off the coast of Somali, a Foreign Ministry spokesman said on Thursday.

    China’s Global Times newspaper said that Beijing would send three ships to the Gulf of Aden “in the near future,” although that figure has not been confirmed. The Global Times is run by China’s Communist Party.

    “Preparations are underway and once they are ready, more concrete information will be distributed. I think we need to wait just a few more days,” Foreign Ministry spokesman Liu Jianchao told a news briefing on Thursday.

    The UN Security Council adopted a resolution on Tuesday authorizing countries and multinational organizations involved in tackling piracy to “undertake all necessary measures in Somalia, including in its airspace” to prevent “acts of piracy and armed robbery at sea.”

    Resolution 1851 (2008), which was drafted by the United States, will be in effect for one year.

    The Chinese spokesman said that the actions of the Somali pirates “are threatening maritime safety and are destroying normal trade and economic activities in the region.”

    He also pointed out that over the last 11 months, 1,265 commercial vessels have passed through the Gulf of Aden and approximately 20%, including Chinese ships, have been attacked by Somali pirates.

    20%: ecco la ragione per cui i cinesi vogliono esserci.

    è il nuovo Grande Gioco di kyplinghiana memoria…

  36. RitvanShehi says:

    Sicuramente il gestaccio del giornalista baathista va contro i princìpi tradizionali dell’ospitalità araba (che è molto simile a quella albanese). Princìpi che impongono che anche col nemico (o presunto tale), in una riunione ufficiale, ci si deve comportare educatamente.

    Però, io, da medico veterinario, più della “scarpata” ho trovato particolarmente ignobile l’epiteto – dalle intenzioni chiaramente ingiuriose – “cane” scagliato addosso a Bush. Pertanto, anche a nome e per conto dei miei pazienti quattrozampe, deploro vivamente il comportamento del giornalista “talebano”.

  37. RitvanShehi says:

    >Il fatto che il termine abituale di paragone di Bush, per i suoi sostenitori, sia Saddam Hussein, mi sembra la prova che non ci sia molto di cui andar fieri ;-) Z.< Beh, ti ricordo poco umilmente:-) che quel paragone si fa nell’ambito dell’Iraq, che come forse:-) saprai, prima dell’intervento del biekissimo Bush era governato dal sullodato Saddam. Dici che forse sarebbe il caso di andare anche più indietro nel tempo e paragonare Bush, chessò, a Haroun Al Rashid o addirittura a Nabucodonosor?:-) :-)

  38. roseau says:

    Scusate: mi ero dimenticata di fare logout dal computer di Falecius, quindi Fal ha commentato, al nr. 33, col mio account. Pertanto, il nr. 33 NON è farina del mio sacco. Commento troppo puntuale, su argomenti di cui io so poco o nulla per poter dire cose sensate.

  39. irSardina says:

    “Bush è un capo di Stato e immagino che il giornalista abbia violato un tot di leggi, tirandogli addosso le scarpe. Dal vilipendio in giù.”

    Forse il giornalista avrebbe voluto prenderlo a pesci in faccia ma non li aveva a portata di mano…

    Però che schivata! Mi sarei aspettata, proprio perché è un capo di stato, che rimanesse impettito dicendo, magari: “Mirate al cuore!…”

    Invece mi ha dato l’idea di uno avvezzo a prenerle, le scarpate, magari in famiglia. Mi immagino la madre Barbara che ogni tanto, esasperata, non riuscendo a raggiungerlo col mestolo…

    Anche seppur con delle scarpe se Bush avesse, non lo so, un po’ di dignità potrei dire che, comunque, l’ha ucciso…

    Sardina

  40. utente anonimo says:

    Z

    hai evitato di commentare giusto giusto la frase decisiva e chiarissima dl mio post! :)

    Su L’Unità gli anni ’40 non li avevo messi io ma tu.

    Su Bush-Saddam ti ha risposto Ritvan.

    Ciao e riposati

    Francesco

  41. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Beh, ti ricordo poco umilmente:-) che quel paragone si fa nell’ambito dell’Iraq, che come forse:-) saprai, prima dell’intervento del biekissimo Bush era governato dal sullodato Saddam. —

    Certo. Quel che volevo dire, appunto, è che prima di De Gasperi l’Italia era governata da Mussolini, ma nessuno che volesse criticare De Gasperi si sognerebbe di dire “beh, tutto sommato Mussolini era anche peggio”…

    Quanto al lancio della scarpa, mi pare sia stato compiuto da un privato cittadino, e nemmeno Bush ne ha fatto una tragedia. Certamente sarebbe stato più grave se fosse stato commesso da un pubblico ufficiale o da chi si trovasse lì per rappresentare le istituzioni irachene (o le “istituzioni irachene”, a seconda dei punti di vista). E certamente né Bush né altri capi di stato l’avrebbero presa altrettanto sportivamente :-)

    Z.

  42. utente anonimo says:

    Francesco,

    io non ha evitato di commentare frase chiarissima di tuo post. Forse io è un po’ rincoglionito dalla convalescenza, ma io – come ha scritto – non la trova tanto chiarissima.

    Se tu fare qualche esempio io magari la capisce! :-)

    Z(ukov)

  43. utente anonimo says:

    roseau,

    – Scusate: mi ero dimenticata di fare logout dal computer di Falecius, quindi Fal ha commentato, al nr. 33, col mio account. —

    In effetti ero a dir poco putrefatto da quanto la passione per le lingue paresse radicata in tutta la famiglia! :-)

    Z.

  44. RitvanShehi says:

    >Quel che volevo dire, appunto, è che prima di De Gasperi l’Italia era governata da Mussolini, ma nessuno che volesse criticare De Gasperi si sognerebbe di dire “beh, tutto sommato Mussolini era anche peggio”…Z.< Appunto!:-). Anche chi oggi critica Bush non si sogna mai di dire:”beh, tutto sommato Saddam era anche peggio”! O no?:-)

  45. RitvanShehi says:

    P.S. al mio #45: Inoltre, il paragone zoppica anche per il fatto che De Gasperi non aveva alcun merito nella caduta del regime di Mussolini.

  46. controlL says:

    Qualche merito nel ’22 però de gasperi l’ha avuto, diamogliene atto, nel far governare mussolini.p

  47. falecius says:

    Per Rock & Troll: in Indonesia, il periodo di occupazione giapponese è ricordato generalmente peggio della dominazione olandese, che pure fu brutale e devastante. In Indonesia, Birmania e Vietnam vi fu una resistenza organizzata anticolonialista che sia contro i giapponesi che contro gli europei, che vedeva nei giapponesi quello che erano, cioè dei colonizzatori. La loro propaganda panasiatica attecchì poco, anche se riuscirono comunque a mettere in piedi un tiepido governo collaborazionista in Indonesia e per qualche tempo in Birmania e a reclutare alcuni radicali bengalesi. Sono un settore dell’élite Thai si legò davvero al loro carro, pagandone le conseguenze (la Thailandia era un alleato minore dell’Asse). Sukarno in Indonesia fu oppurtonista, ma non credette mai ai giapponesi e mantenne sempre contatti gli Alleati e non vide mai in giapponesi come liberatori.

    Tuttavia la presenza giapponese diede uno scossone alle strutture del dominio europeo. Senza che questo fosse nelle intenzioni della corte imperiale, fu davvero un aiuto per l’indipendenza dell’Asia, ma solo in senso indiretto.

  48. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Appunto!:-). Anche chi oggi critica Bush non si sogna mai di dire:”beh, tutto sommato Saddam era anche peggio”! O no?:-) —

    Mi sa che non ci siamo capiti :-)

    Intendo dire: per quanto si possa criticare De Gasperi, non verrebbe in mente di paragonarlo a Mussolini, nemmeno ai suoi critici. A maggior ragione, nessuno lo difenderebbe dicendo: “Sì, beh, De Gasperi non sarà il massimo, ma sotto Er Puzzone si stava ancora peggio”.

    Mentre per difendere Bush, i suoi (timidi e scansati) sostenitori dicono regolarmente: beh, quando c’era Saddam era peggio, quindi Bush non è così male dopotutto.

    – Inoltre, il paragone zoppica anche per il fatto che De Gasperi non aveva alcun merito nella caduta del regime di Mussolini.–

    Beh, mica vero. De Gasperi contribuì alla caduta nel fascismo – come attivista della resistenza, come leader della DC clandestina, coordinando le attività con quelle degli Alleati e assicurandosi il loro appoggio politico.

    Non fu l’unico, naturalmente: ma questo vale anche per Bush…

    Z.

  49. utente anonimo says:

    p.,

    – Qualche merito nel ’22 però de gasperi l’ha avuto, diamogliene atto, nel far governare mussolini. —

    Anche questo è vero :-)

    Z.

  50. utente anonimo says:

    Z

    non per difendere Bush, per difendere il nuovo corso in Iraq e giustificare (magari parzialmente) l’invasione.

    Poi se i nuovi capi iracheni sono quasi al livello di Saddam è soprattutto un problema iracheno.

    Francesco

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