L’embargo egiziano a Gaza

Gaza confina con due stati, e non con uno solo.

E tutti e due gli stati impongono lo stesso embargo a Gaza.

Alcuni mesi fa, un convoglio di aiuti per la striscia di Gaza, raccolti in Egitto, è stato intercettato già alla partenza al Cairo. Dopo l’intercettazione, gli organizzatori del Comitato Popolare per eliminare il blocco della Striscia di Gaza si sono rivolti ai tribunali amministrativi. Il tribunale amministrativo aveva sentenziato l’illegalità dell’intercettazione.

Forti di questa sentenza, sabato scorso è partito un nuovo convoglio, accompagnato da ben 50 parlamentari. Il convoglio è stato bloccato di nuovo al punto di partenza, nella piazza antestante il Consiglio di Stato nel Cairo. Due giornalisti sono stati arrestati.

Susanne Scheidt, esperta conoscitrice del conflitto israelo-palestinese, fa una ricostruzione chiara del decisivo ruolo dell’Egitto nell’embargo a Gaza. Si tratta di un messaggio in un forum, scritto di getto,  per rispondere a una domanda, quindi mancano le fonti: in realtà Susanne Scheidt segue direttamente la stampa in lingua araba e ha numerosi contatti da quelle parti.



Re: Quando la voce è grossa per nascondere la vergogna…
Inviato da: "Susanne Scheidt"
Data: Gio 11 Dic 2008 2:18 am

Il regime di Mubarak si mantiene in piedi solo grazie agli USA che in pratica coprono le spese per l‘intero apparato di "sicurezza", polizia inclusa. Il giorno che questo finanziamento non arrivasse più, il goffofaraone ed i parassiti che lo circondano, verrebbero spazzati via.

In Egitto c’è un’intera squadra di "esperti" del Pentagono che gestiscono la chiusura del confine con la Striscia di Gaza. Per proteggere questi "esperti" nel loro "lavoro", il regime di Mubarak ha arrestato senza mandato migliaia di residenti del Sinai. Centinaia sono ancora in prigione, senza accusa, per cui senza possibilità di difendersi.

Per risparmiare agli "esperti" americani che "lavorano" lungo il Philadelphi Road l’imbarrazzo di imbattersi nei convogli che vorrebbero portare aiuti ai palestinesi della Striscia di Gaza, il regime intercetta questi convogli già alle porte del Cairo.

Su disposizione degli USA il governo egiziano si rifiuta di adempiere ad una sentenza emessa dal Tribunale in novembre, che aveva dichiarato illegale un affare concluso nel 2005 tra i regimi di Tel Aviv e del Cairo, senza l’approvazione da parte del parlamento: si tratta della vendita di gas egiziano ad Israele, ad un prezzo di circa un quarto rispetto al prezzo del gas naturale sul mercato mondiale; questa svendita del gas egiziano al regime di Tel Aviv procura all’ Egitto una perdita di 9 milioni di dollari al giorno.

Così come sono iniziate le forniture di gas a prezzi stracciati, quest’anno, la collossale sovvenzione delle forniture ad Israele è stata fatta pagare alle masse popolari egiziani con il ritiro delle sovvenzioni sul prezzo del grano, causando l’esplosione del prezzo  del pane.

Il regime cerca di contenere l’inevitabile protesta popolare contro il suo ruolo da pedina dell’asse USA-Israele perseguitando i Fratelli Musulmani, arrestandoli e sequestrando i loro beni.

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7 Responses to L’embargo egiziano a Gaza

  1. utente anonimo says:

    Mi sfugge il motivo per cui l’Egitto venderebbe in perdita il proprio gas a Israele.

    Lo starebbe facendo davvero solo dietro pressione USA e senza nessun vantaggio in cambio?

    Rock & Troll

  2. utente anonimo says:

    R&T”….senza nessun vantaggio in cambio?”

    ricambiano il favore

    “Il regime di Mubarak si mantiene in piedi solo grazie agli USA che in pratica coprono le spese per l’intero apparato di “sicurezza”, polizia inclusa. Il giorno che questo finanziamento non arrivasse più, il goffofaraone ed i parassiti che lo circondano, verrebbero spazzati via.”

    il vantaggio c’è, soprattutto se il costo di questa vendita in perdita è pagata dalla popolazione

    “la collossale sovvenzione delle forniture ad Israele è stata fatta pagare alle masse popolari egiziani con il ritiro delle sovvenzioni sul prezzo del grano”

    nix

  3. utente anonimo says:

    non sapevo che il giornalismo “a la agente Betulla” avesse seguaci fin così lontano.

    Francesco

  4. kelebek says:

    I commenti sull’ortografia di persone non nate in Italia non sono graditi.

    Miguel Martinez, censore

  5. RitvanShehi says:

    >Si tratta di un messaggio in un forum, scritto di getto, per rispondere a una domanda, quindi mancano le fonti..Miguel Martinez< Alla gentil donzella manca anche un buon correttore ortografico in dolce idioma dantesco, a quanto pare:-). >”lavorano” lungo il Philadelphi Road l’imbarrazzo….< “Philadelphi(a)” a parte, “imbarrazzo” è forse il cuggino imbarazzato di Marrazzo?:-) >un affare concluso nel 2005 tra i regimi di Tel Aviv e del Cairo< Beh, visto che “il regime di Tel Aviv” è in realtà da qualche anno “il regime di Gerusalemme”, allora tanto vale non fare la cerchiobottista e chiamarlo anche “entità sionista” invece che “Israele”, no?:-) >la collossale sovvenzione delle forniture ad Israele è stata fatta pagare alle masse popolari egiziani< “collossale”, nel senso che alle care masse egizianE (non “egizianI”) è stata caricata sul collo?:-) P.S. Caro il mio Miguel Martinez Il Censore del #4, come ben sai nench’io sono nato in Itaglia:-), pertanto pav condicio. E avevo fatto il salvataggio “preventivo” senza dirti nulla, tié!:-)

  6. utente anonimo says:

    Se i commenti non sono graditi, non lo sono a prescindere.

    Non è che se io sfotto un africano che parla un cattivo italiano è una brutta cosa ma se lo fai tu diventa una cosa più simpatica ;-)

    Z.

    PS: Naturalmente se mi paghi bene posso sostenere la tesi esatta e contraria :D

  7. RitvanShehi says:

    >Se i commenti non sono graditi, non lo sono a prescindere. Z.< Questo lo dici tu. >Non è che se io sfotto un africano che parla un cattivo italiano è una brutta cosa ma se lo fai tu diventa una cosa più simpatica ;-)< E, invece, secondo la teoria migueliana dei “dominati-dominatori” applicata allo sfottò se tu, un “dominatore” per eccellenza, sfotti un bovero afrigano, non è satira, è razzismo, mentre se il sullodato bovero afrigano sfotte te, e Sacrosanta Satira.
    Siccome – fino a prova contraria e siempre kelebekianamente parlando- anche nosotros albanesi sul gommone apparteniamo alla categoria dei “dominati”, esattamente come l’africano di cui sopra, io posso sfottere lui (e anche lui me, ci mancherebbe) senza che nessuno ci possa accusare di “razzismo”. T’è capi’?:-)

    >PS: Naturalmente se mi paghi bene posso sostenere la tesi esatta e contraria :D< Non ho il minimo dubbio, sennò che leguleio saresti?:-)

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