Rupert Murdoch, il Berlusconi planetario

Sul suo blog, Upuaut ci segnala un caso interessante di autentica opposizione politica in Italia.

Il vero protagonista è Rupert Murdoch; in secondo piano, recita il centrosinistra.

Rupert Murdoch, ricordiamo, è il proprietario di 175 quotidiani in tutto il mondo, nonché di Sky TV e della Fox News: sta insomma al pianeta come Silvio Berlusconi sta all’Italia, o come le cose serie stanno alle cialtronate. E infatti, Murdoch e Berlusconi hanno fatto spesso e volentieri affari insieme.

Rupert Murdoch, ricordiamo, non è solo l’oscuro signore delle anime affatturate dal calcio. E’ anche stato il più potente promotore dell’attacco statunitense contro l’Iraq; il principale generatore mondiale dell’islamofobia e dello scontro di civiltà; i suoi media hanno sempre appoggiato Israele; sono stati i fondi di Rupert Murdoch a mettere in piedi il movimento neocon negli Stati Uniti;  e oggi i suoi media promuovono l’ipotesi di un attacco americano all’Iran.

Aggiungiamo le infinite tragedie e miserie indotte dal neoliberismo di cui  Murdoch si è fatto ovunque sostenitore. E le morti provocate direttamente dalla macchina dello scandalo murdochiana.

Sempre pronto a scommettere sul cavallo vincente, Rupert Murdoch oggi elogia Obama, pur criticandone la politica economica come troppo "di sinistra".

Bene, Upuaut ci racconta che Silvio Berlusconi, che a suo tempo regalò a Sky TV una clamorosa e ingiustificata riduzione dell’IVA, oggi ci ripensa e decide di far pagare le tasse a Murdoch.

Il centrosinistra non ci sta.

Sì, avete capito bene. Il centrosinistra dice che il magnate australiano deve continuare a non pagare le tasse sui soldi che guadagna.

Il nuovo avvocato fiscalista di Murdoch in Italia è il nostro vecchio conoscente, Roberto Cuillo, responsabile Industria Culturale del PD. Se vi chiedevate cosa vuol dire "Industria culturale", adesso lo sapete. Dice infatti Roberto Cuillo:

“Il presidente del consiglio Berlusconi sbaglia quando dice che colpendo Sky si colpisce un privilegio […]. In poche parole, Sky si è affermata anche come industria culturale di primo piano per questo Paese. E la cultura non è mai un privilegio ma un diritto di tutti. Con questi provvedimenti il governo umilia una delle industrie più vitali e dinamiche in Italia. [1] […] Il governo colpisce al cuore l’industria culturale italiana: quella dell’intero sistema televisivo. Sembra un paradosso ma è la realtà. Berlusconi spegne le tv italiane”.

Insomma, se un’industria è "vitale e dinamica", non va tassata. Lo diceva Bush e lo ripete Cuillo.

Non so se Roberto Cuillo sia emiliano, ma chi è vissuto in Emilia-Romagna riconoscerà subito quel particolarissimo linguaggio [2] che si è sedimentato nel lento slittamento dal culto dell’Unione Sovietica al culto dell’impresa, mentre è restato immutato l’animo del funzionario stalinista. Solo che una volta il "diritto di tutti" era quello di partecipare; mentre oggi è quello di consumare.

Nessun giudizio moralistico da parte mia. Berlusconi ha capito per primo che la politica è  ormai un sottoprodotto dell’industria culturale, una branca della mediologia; e adesso ci è arrivato anche il Partito Democratico.

Il compito del Partito Democratico è di mettere la propria gente al governo e mandare a casa quella degli altri; e quindi fanno benissimo a cercare i voti di milioni di Murdoch-dipendenti arrabbiati. E come Forza Italia dipende dai soldi Mediaset, al PD potrebbero fare comodo i soldi del miliardario mediatico australiano.

Però, nella malaugurata ipotesi che ci sia qualche abbonato a Sky TV tra i lettori di questo blog, ricordo che non è troppo tardi per salvarsi:

“È Natale e c’è una buona notizia per i consumatori: recedere in qualsiasi momento da Sky costa al massimo 10,48 [euro]”: comincia così una nota di Adiconsum, che esprime tutta la soddisfazione dell’associazione dei consumatori per la conclusione di “una vicenda iniziata nel 2007 da una denuncia di Adiconsum all’Agcom che chiedeva la corretta applicazione della Legge Bersani da parte di Sky. Dopo la delibera n. 484/08/CONS, pubblicata il 29 luglio 2008 dall’Autorità delle Comunicazioni, Sky si oppose al Tar del Lazio chiedendo la sospensione della decisione che imponeva alla tv di ridurre, considerevolmente,  i costi di recesso”.

Ora il Tar ha respinto l’opposizione di Sky e quindi ecco i consigli di Adiconsum per recedere dal contratto senza problemi. "

P.S.

Ultime notizie… pare che a Rupert Murdoch gli daranno tre anni di tempo per arrivare a pagare la stessa IVA che paga Miguel Martínez, traduttore di manuali tecnici, dal giorno in cui ha aperto la partita IVA.

PP.SS. (8 dicembre)

Pietro ha scritto un commento piuttosto lungo a questo post, che vale la pena riportare per intero, perché chiarisce molti aspetti della vicenda:

La cosa bella è che si parla di bugiardi matricolati scambiando i loro balletti d’opinioni per convincimenti politici o economici di non so quale pensiero filosofico.

Quando nacque berlusconiana, la pay-tv ebbe il previlegio dell’iva al 4% dal governo andreotti. Fu il governo tecnico di lamberto dini, altro bel tomo di cui tacer è bello, a portare l’iva di telepiù, non più di berlusconi, ma berlusconiana nei suoi dirigenti, al 10%. I comunisti furono indispensabili a ottenere questo, oggi detto privilegio, in quanto il governo dell’ultracomunista lambertow la voleva al 19%. Furono essenziali in parlamento i voti di rifondazioni per far passare l’emendamento che la fissava al famigerato 10% odierno.

In un gioioso giro di valzer, allora i seguaci di valter attaccarono rifondazione per quella scelta: (vincenzo vita: «È squallido che Bertinotti abbia permesso un simile regalo a questo nuovo trust della comunicazione, figlio della Fininvest»). Naturalmente i berlusconiani ritenevano un attacco alle più sacre leggi capitaliste quell’aumento d’iva dal 4%. Di murdoch finora nemmeno l’ombra. Poi telepiù fallì e fu rilevata da sky di murdoch. E siamo ai nuovi balletti d’oggi di cui è inutile fare storia. L’unico a dire cose sensate è murdoch stesso, in questo bailamme di falsificatori di tutto:

All’editore non è affatto piaciuto che le sue televisioni, come in preda a un riflesso pavloviano, siano partite lancia in resta attaccando il governo a suon di martellanti spot che ogni piè sospinto invitavano gli abbonati a protestare intasando di mail i computer di palazzo Chigi, nonché di vistose intemerate dei suoi conduttori di grido. Se si comincia usando subito l’artiglieria pesante, questo il suo ragionamento, si annulla ogni spazio di dialogo e mediazione, e si rischia di trovarsi – come puntualmente avvenuto con alleati di cui Murdoch avrebbe fatto volentieri a meno.

Non tanto perché lui, conservatore per indole ma spregiudicatamente pragmatico nell’azione disdegni la compagnia della Sinistra là dove è strumentale al consolidamento del suo business, ma perché la polemica ha subito preso l’unica piega che voleva evitare, quella del conflitto di interessi. Il magnate ha fatto due ragionamenti, uno ontologico e uno strategico.

Il primo lo ha argomentato dicendo che il conflitto di interessi c’è a prescindere dall’episodio in sé,ma che il tema riguarda il dibattito politico italiano e non il suo gruppo. Il secondo sostenendo che comunque questo governo che gli ha aumentato l’Iva resta per Sky un interlocutore fondamentale con cui discutere su questioni di merito.

Per esempio: se legittimamente l’esecutivo legifera creando le premesse per una importante caduta di redditività della filiale italiana del gruppo, si risponde con l’unica arma dialettica disponibile. Ovvero, gli si fa presente che a una contrazione dei bilanci consegue necessariamente il rischio di ridimensionamento delle attività esistenti e la sicura riduzione degli investimenti.

Perché, e questo un presidente del Consiglio che è anche un capitalista di rango lo capisce molto bene, non si può scommettere su un paese che ti complica la vita. In fondo Murdoch, che è capitalista planetario, ha la fortuna di poter bilanciare le province dell’impero a seconda dell’accoglienza che gli riservano i singoli stati. Se Sky insomma non risultasse gradita in Italia tanto da non poter sviluppare appieno le sue potenzialità, si possono indirizzare gli investimenti verso luoghi più accoglienti.

Sono temi che sicuramente il fresco neo editore del Wall Street Journal affronterà nel prossimo incontro (ma non c’è ancora una data)con Berlusconi, temi cui per altro ha accennato nella lettera personale inviata all’amico di lunga data. Ovvero colui che, nell’ormai lontano 1998, stava per vendergli in blocco Mediaset, se a scongiurare l’operazione non fossero insorti i figli del Cavaliere all’unisono con laSinistra tutta che gridava al pericolo di colonizzazione dell’italica etere. (paolo madron, il sole 24 ore, finanza).

Direi che la cosa migliore invece di dar retta a chiacchiere di bugiardi, schierandosi per l’una o l’altra panzana, sia di lasciare a uno che ci sa fare di sbrogliarsi le sue cose coll’attuale governo.

Nota:

[1] Va dato atto a Cuillo di ammettere che la cultura italiana attuale è la televisione, altro che Manzoni o Boccaccio. E che la televisione è un’industria. Però le industrie non si umiliano: fanno i soldi o li perdono. Comunque Cuillo dice una sciocchezza. Rupert Murdoch minaccia di far ricadere l’aumento delle tasse sui propri consumatori. E i propri consumatori ovviamente pagheranno: il calcio-spettacolo, come l’eroina, è una merce a consumo fisso, a prescindere dal prezzo.

[2] Un linguaggio divertentissimo per noi traduttori. Che quando siamo di cattivo umore, traduciamo letteralmente.

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53 Responses to Rupert Murdoch, il Berlusconi planetario

  1. PinoMamet says:

    Vivo in Emilia-Romagna, e a quel linguaggio sono talmente abituato che non mi suona neppure strano:

    mi pare il normale modo di esprimersi della classe dei politici-amministratori e affini, quelli che un giorno devono a tutti i costi convincerti (peggio, convincersi) che la tal cosa è rotonda, e quello appresso invece che è quadrata, sempre stata così.

    Forse nel caso emiliano-romagnolo ha influito la sovietudine;

    ma in generale in Italia una buona parte del merito o colpa di questa speciale retorica va allo strano componimento detto “tema”, una cosa che si faceva nelle scuole fino a non molto tempo fa, con la quale gli studenti erano attivamente incoraggiati a dire bene di argomenti che odiavano e mostrare competenza in cose che ignoravano, in una parola a compiacere ai gusti particolari della classe professorica.

    La prima vittima di questo è la concisione, per la quale a dire il vero gli italiani non hanno particolare propensione (la avevano al tempo di Cicerone e Cesare).

    Al politico di scuola emiliana non basta prendere le decisioni, comunque: vuole convincervi che ha ragione, sulla base di fatti inoppugnabili e utilizzando il ragionamento.

    Mirabile sintesi di quel comico, non ricordo il nome:

    “e con questo, cosa volevo dire? Non lo so, però c’ho ragione!”

    Ciao!

  2. PinoMamet says:

    Fantastico comunque sentire la sinistra che ripete gli argomenti del Feroce Nano, Colui che farà rinascere il fascismo, ecc. ecc.

    Ciao!

  3. kelebek says:

    Per Pino Mamet n. 1

    Bella riflessione.

    Comunque è un linguaggio che nasce nel contesto della Buona Amministrazione.

    Cioè l’infinita serie di convegni tra Interlocutori Sociali, dove partiti, sindacati, associazioni degli imprenditori, cooperative si trovano a Confrontarsi sui Progetti (se possibili pagati dall’Unione Europea).

    Non è di per sé un male, e bisogna sempre fare il confronto con altre amministrazioni dove la massima ambizione è scappare subito con la cassa.

    Però ti forma un tipo umano molto particolare, cauto, astuto, scivoloso e grigio, sempre alla ricerca del “meno peggio” e del modo di cooptare ogni asperità.

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    Aaaah il tema :-)

    Ai tempi dei Romani si rifilavano agli scolari temi del tipo “immagina di essere Patroclo che scrive una lettera ad Achille spiegandogli perché gli ha rubato le armi per combattere i Troiani”.

    E Seneca, sconsolato, concludeva: non si studia per la vita, si studia per la scuola.

    E se era vero già 2000 anni fa…

    Z.

    PS: Si fa ancora, a quanto mi dicono. Le brutte abitudini son dure a morire :-)

  5. controlL says:

    L’unica critica sensata al provvedimento “liberticida” di berlusca, non c’è. Se fa appelli al consumo per risollevare l’economia “reale” (sono ormai d’una stupidità allibente), ha senso tassare di più il consumo televisivo nella logica si dice di perseguire? Nessuna, per vero dire. Invece c’è un’invereconda confusione di tutti i piani. Se la cultura è un diritto (di tutti per giunta) perché si vende? Semmai il diritto è di poter vendere e comprare liberamente la merce/cultura; cosa che il provvedimento non intacca. Ma poi, se berlusca voglia davvero (stanno freschi) spegnere le tv italiane, questi lagnoni che il rincoglionimento dei medesimi ricade in gran parte su quelle, di che si lamentano? Dovrebbero accelerare il processo, proponendo una tassazione ben più alta per tutte le forme televisive. Come si concili poi che lo stesso mezzo sia il “cuore dell’industria culturale italiana” e nel contempo la zucchificazione degli italiani, è fiato sprecato chiederlo a chi ha assorbito fin nelle midolla la creatività stalinista di contro all’invarianza (dogma, se si vuole) ortodossa.p

  6. utente anonimo says:

    due cose

    1) saper scrivere un tema richiede la padronanza di ortografia, grammatica, sintassi e pure la capacità di condurre un ragionamento. tutte cose che se ci sono è meglio. al massimo porrei dei limiti MASSIMI di lunghezza e una ampia attività di riassunti.

    Oltre ad introdurre il reato di “annoiamento della Corte” per gli avvocati e i PM :)

    2) come faccio a NON votare Berlusconi quando l’alternativa sono simili figure o Oskar Lafontaine? in fondo, è meglio martellarsi i cosiddetti con un martello di gommapiuma invece che di ferro …

    Francesco

    PS io ho ridotto il mio consumo di calcio in TV, con quello che costa.

  7. Tlaxcala says:

    http://tlaxc

    [..] Su Achtung Banditen Le email di Reyes? Mai esistite di Gianluca Bifolchi Ma guarda… questa è bella. Il capitano dell’esercito colombiano e investigatore antiterrorista Ronald Coy Ortiz, ha dichiarato di fronte al Procuratore Generale della Na [..]

  8. utente anonimo says:

    Il danno non è per Murdoch direttamente, ma per il consumatore, perchè l’Iva la paga il consumatore finale. Quindi, il costo ricadrà per forza di cose sull’abbonato. Il danno per Murdoch potrebbe venire, ma indirettamente, con eventuali disdette di abbonamenti.

  9. kelebek says:

    Per n. 8

    Se io potessi risparmiarmi l’IVA, potrei fare dei prezzi più interessanti ai miei clienti, per cui avrei più lavoro; e potrei nel contempo aumentare i miei prezzi.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    Ovvio che potresti fare come credi, Miguel. Resta che l’aumento dell’ Iva ricade direttamente sul consumatore e non su Murdoch. Quindi, dire che con l’aumento dell’Iva si colpisce Murdoch, senza specificare che l’Iva ricade invece automaticamente sul consumatore finale, è un modo parziale di dire le cose. Parziale nel senso di dire una parte della verità. Volendo, potrebbe essere parziale pure nel senso di ” partigiano”, ma questo mi interessa poco, devo dire.

    n.8

  11. utente anonimo says:

    Mio Dio!!! Sta a vedere che il popolo bue non voterà più per Berlusconi dopo questa grave cattiveria sociale inflittagli. Quelli che fanno fatica ad arrivare alla terza settimana, ma divorano la propria retribuzione mensile tra un abbonamento per la palestra e la rata del finanziamento del tv al plasma, per godersi in bella visione, in barba alla crisi economica e gli stipendi da fame, i canali di Sky.

    luminol

  12. kelebek says:

    Per n. 10

    Teoricamente è come dici tu.

    In pratica, non credo che molti consumatori di calcio stiano lì a calcolare l’IVA come elemento distinto nel prezzo, e ben pochi potranno scalarla per qualche motivo.

    Per cui IVA, tasse e guadagno di Murdoch costituiscono concretamente un unico blocco per il consumatore medio.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    per post di anonimo nr 8

    i consumatori di tv a pagamento non avranno problemi a pagare due breccole in più, non sono quelli che non arrivano a fine mese per cui il centrosinistra pare strappare lacrime ogni giorno.

    Scusa ma su pane e pasta non si paga l’iva?

    Ed il centro sinistra se ne fa un cruccio?

    Grandioso articolo Kebelek!

  14. utente anonimo says:

    mig

    per caso non hai un tag “marchette”?

    perchè è vero che io sono molto parziale ma la definirei l’ipotesi meno offensiva per l’intelligenza e la moralità dei politici di sinistra in questo paese.

    ciao

    Francesco

  15. utente anonimo says:

    ” consumatori di tv a pagamento non avranno problemi a pagare due breccole in più,”

    Ma sì, chissenefrega, questi sono priviliegi. In fondo, gran parte degli abbonati sono persone che pagano la bellezza di circa 15 euro al mese. Vogliamo preoccuparci di questi straricchi? E vogliamo preoccuparci di chi cerca media alternativi a Rai e mediaset?

    A me fa senso questo puntare sul preteso aspetto ” ludico”, o solo superfluo. sulla tassa in più. In realtà, non è tutto calcio, e chi ne fruisce non è per forza benestante, ma se voi avete deciso che va bene così, chi sono io per contestare le vostre opinioni?

    n.8

  16. kelebek says:

    Per Luminol n. 11

    Io sono un tele-esente (l’oggetto in casa c’è, solo che resta spento, figuriamoci se lo murdochizzo).

    Quindi non so se Sky sta conducendo un’attiva campagna per l’autoesenzione fiscale.

    Se non fa una campagna, ovviamente, la gente pagherà senza rendersene nemmeno conto, come fa con le cose che contano davvero.

    Comunque, se Sky la conducesse sul serio, sarebbe un colpo molto più serio per Berlusconi di tutti i suoi processi, della distruzione della scuola, della precarizzazione del lavoro o tutto il resto.

    In questo senso, credo che il Partito Democratico faccia bene – dal proprio punto di vista – a sfruttare l’occasione.

    Solo che noi, per fortuna, abbiamo un altro punto di vista.

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    insomma, Miguelito, vorresti far passare Berlusconi per un eroe antimperialista che difende gli italiani dal bieco Murdoch, che si merita ogni legge possibile per bloccarlo perchè è di destra, antislamico e liberista. Insomma, un po’ come chiamare partigiano lo strozzino che mette la dinamite alla banca….

  18. kelebek says:

    Per l’anonimo murdochiano n. 17

    Strano, mi sembra che tu sappia scrivere in italiano. Dovresti anche riuscire a leggere l’italiano.

    Prova a rileggere quello che ho scritto, non ci dovresti mettere più di un paio d’ore.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    Per un approfondimento della questione Berlusconi-Iva-Sky, segnalo l’articolo di Peter Gomez e Marco Lillo sull’Espresso:

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Berlu-Sky:-la-vera-storia/2051167&ref=hpsp

    Saluti da Marcello Teofilatto

  20. kelebek says:

    Per Marcello n. 19

    Interessante… dunque, il furto all’erario risalirebbe al 1991, grazie a un favore fatto illegalmente a Berlusconi.

    Perfettamente plausibile. E dunque oggi il centrosinistra si batte per mantenere il favore fatto illegalmente a Berlusconi.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Quando si dice: eterogenesi dei fini. M.T.

  22. mariak says:

    Cuillo mi pare un cretino di suo, perchè scomodare tradizioni politiche che ai loro tempi avevano bel altre gatte da pelare che l’aumento di due o tre euro a un canone televisivo!

  23. utente anonimo says:

    1. definire un’aliquota ridotta un “furto all’erario” mi sembra da giornalista di repubblica (absit iniura verbis). o almeno meriterebbe di essere spiegato perché se faccio l’abbonamento alla scala pago il 10% di iva e se faccio l’abbonamento a sky dovrei pagarne il 20%, se non voglioessere accusato di furto all’erario…

    2. murdoch non paga l’iva, esattamente come tu (in quanto traduttore) non paghi l’iva: vi limitate a raccoglierla da chi si serve dei vostri servizi.

    l’iva la paga il cliente (o meglio, il consumatore finale)

    roberto

  24. kelebek says:

    Per roberto n. 23

    Non so se sia giusta o no l’esenzione della Scala, comunque si tratta di un’istituzione piuttosto diversa da Sky.

    Per quanto riguarda l’IVA, anche il resto è un costo per il cliente.

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    sei particolarmente criptico.

    che la Scala non sia la stessa cosa che sky lo vedrebbe anche un paramecio sbronzo, come direbbe ritvan ma, perché merita un trattamento iva diverso da sky?

    se io lavoro in una solfatara siciliana e non ho né i soldi né il tempo per andare a milano, perché devo essere penalizzato se voglio vedere l’opera* rispetto ad una sciura impellicciata?**

    invece la frase sull’iva non l’ho proprio capita.

    roberto

    *non so se sky faccia veramente vedere l’opera, ma spero che il mio ragionamento si capisca

    **non dico che non ci debba essere questa differenza, ma vorrei capire perché, secondo te, ci deve essere. Semplice antipatia per murdoch?

  26. Ullikummi says:

    BERLUSCONI, MURDOCH, L’EUROPA E GLI OMINICCHI

    [..] QUELLO CHE MERITANO I QUACQUARACQUÀ La penosissima vicenda Silvio-IVA-Sky riassume in modo esemplare la situazione del nostro sistema informativo. Il Governo aumenta l’IVA sulle pay tv (cioè Sky) e l’opposizione “sco [..]

  27. utente anonimo says:

    >> si tratta di un’istituzione piuttosto diversa da Sky.

    questa proprio non la capisco: perchè lo Stato dovrebbe intervenire con misure fiscali nelle mie scelte tra andare a sentire l’opera, guardarmi il calcio o un telefilm su Sky, comprare L’Avvenire o Lando il Camionista e quant’altro?

    QUESTI saranno bene fatti miei!

    Francesco

  28. utente anonimo says:

    “questa proprio non la capisco: perchè lo Stato dovrebbe intervenire con misure fiscali nelle mie scelte tra andare a sentire l’opera, guardarmi il calcio o un telefilm su Sky, comprare L’Avvenire o Lando il Camionista e quant’altro?

    QUESTI saranno bene fatti miei! ”

    E’ opinabile :). In fondo, i gusti non sono affatto questione di gusti, e la loro portata non si esaurisce in un inesistente disinteressato giudizio estetico…

  29. utente anonimo says:

    >> i gusti non sono affatto questione di gusti,

    beh, decisamente sono del parere contrario.

    Francesco

  30. RitvanShehi says:

    Da quel che ho capito, le cose sono andate più o meno così:

    1. C’è stato un richiamo all’Italia da parte dell’UE (cosa di cui stranamente qui nessuno parla!) in merito alla disparità di trattamento fiscale (aliquota IVA applicata) sulle pay tv in Italia.

    2. Sky di Murdoch pagava il 10% di IVA, mentre p.es. Mediaset Premium (una pay tv anch’essa) di Berlusconi ne pagava il 20%.

    3. Per evitare la procedura d’infrazione (con conseguente salatissima multa che avremmo pagato TUTTI NOI CONTRIBUENTI), Berlusconi aveva sostanzialmente solo due vie:

    a) Applicare anche a Sky la stessa aliquota IVA applicata alla sua Mediaset Premium, ovvero il 20%.

    b) Applicare anche alla sua Mediaset Premium la stessa aliquota IVA fino ad ora applicata a Sky, ovvero il 10%.

    3. Berlusconi ha scelto l’ipotesi a). Facendo scatenare ad minchiam i sinistrorsi che pavlovianamente strillano al “conflitto d’interessi”. Io avrei voluto vedere i suddetti se Berlusconi avesse scelto l’ipotesi b), ovvero abbassare l’aliquota della sua Mediaset Premium al 10% invece del 20% che paga ora! Credo che la canea sarebbe stata d’intensità addirittura quadrupla!:-)

    P.S. Ci sarebbe stata anche la famosa “terza via”, ispirata al detto latino “in media stat virtus” (trattandosi, appunto, di “media”:-) ), ovvero far pagare A TUTTI un’aliquota IVA del 15%. Però, i sinistrorsi avrebbero urlato pavlovianamente lo stesso e avendo ben due “argomentazioni” al posto di uno:-): ovvero che il bieko Berluska aveva nel contempo favorito la sua MP (“sconto” IVA dal 20% al 15%) e penalizzato Sky (aumento IVA dal 10% al 15%).

    Inzomma, qualsiasi cosa avesse fatto, come nella canzone di Antoine, su di lui le pietre sinistrorse si sarebbero sempre abbattute….

  31. utente anonimo says:

    ritvan,

    il fatto è che le pietre sinistrose si scagliano perche viene il leggero sospetto che la scelta di alzare l’iva al proprio concorrente non sia stata fatta semplicemente tirando la monetina

    giustamente dici che sarebbe stato lo stesso se la scelta del nano fosse stata l’altra.

    ma potrei ribatterti che quando qualche Kommunista diceva che il conflitto di interessi avrebbe portato a qualche problemuccio, beh, si pensava proprio a situazioni come questa.

    insomma, hai voluto il conflitto di interessi e ti becchi le pietre.

    trovo un po’ fastidioso essere costretto a sospettare che il nostro beneamato lider minimo adotti delle scelte di politica fiscale in base a dei ragionamenti che con la politica fiscale non hanno nulla a che vedere.

    roberto

    ps. sono doppiamente maligno perché ovviamente non credo al fatto che “io non sapevo nulla, è tremonti che decide”….

  32. RitvanShehi says:

    x robby (#31)

    Lo trovo il tuo commento meno riuscito (come so’ bravo con gli eufemismi:-) ) da molto tempo a questa parte.

    Primo, quel “nano” non si addice al tuo rango da eurocrate:-). Secondo, siempre da eurocrate, mi aspettavo una conferma da parte tua della frase da me messa in grassetto; e invece assordante silenzio (è pur vero quello che mi ha detto Z., ovvero che tendo a sovrastimarlo e mi pare che io faccia altrettanto anche con te, ma tant’è:-) ).

    Terzo, la scelta di Berlusconi (o chi per lui) io la trovo LA MIGLIORE per l’Erario. E questo dovrebbe far destinare a miglior occasione l’esternazione del riflesso pavloviano detto “conflitto d’interessi”, visto che nel caso in questione Berlusconi ha fatto principalmente L’INTERESSE DELLA COSA PUBBLICA.

  33. utente anonimo says:

    Mi sono reso conto di non aver firmato il mio 28… chiedo venia

    E.M.

  34. utente anonimo says:

    beh, sul tuo punto 1 non ho confermato prima di tutto perché mi sembrava un’informazione nota a tutti, confermata autorevolmente dall’amico lászló ieri sera, e poi perché non c’entra nulla con il mio discorso.

    provo ad esprimermi diversamente:

    1. la situazione andava cambiata? yes

    2. il puffo (va meglio cosi’ :-)? ) aveva varie possibilità di scelta?

    certo

    3. la scelta presa è quella migliore per la collettività?

    ecco, questo già faccio fatica a dirlo.

    innanzittutto ti rimando alle considerazioni generali di cui al post 25 e 23.

    ma aggiungo: supponi che l’aumento dell’iva scoraggi un numero di potenziali abbonati tale da rendere inutile l’aumento dell’aliquota (o magari addirittura da rendere *dannoso* per l’erario tale aumento). siamo sicuri che questi calcoli siano stati fatti? e questo ci porta al punto 4.

    4. la decisione è stata presa nell’interesse della collettività o in quello di una ditta presa a caso?

    tu sei sicuro che il bene della collettività sia stato l’unico fattore preso in considerazione?

    se una decisione del genere l’avesse presa andreotti 20 anni fa, la risposta al punto 3 e 4 sarebbe stata nettamente più semplice, non credi?

    roberto

  35. utente anonimo says:

    nel caso in questione Berlusconi ha fatto principalmente L’INTERESSE DELLA COSA PUBBLICA.

    non posso che citare il grande gommonista Ritvan e aggiungere che, a mio modesto avviso, è stato Tremonti, che il Berluska non avrebbe resistito alla tentazione di abbassarsi le tassesu ordine della UE!

    Ciao

    Francesco

  36. utente anonimo says:

    se una decisione del genere l’avesse presa andreotti 20 anni fa, la risposta al punto 3 e 4 sarebbe stata nettamente più semplice, non credi?

    no, ci sarebbe voluto un pochino di più per scoprire chi era l’amico di Andreotti. insomma, stesso schifo e meno trasparenza.

    per la questione della elasticità degli abbonamenti a Sky al prezzo, scommetto su un robusto incremento delle entrate.

    ciao

    Francesco l’economista

  37. RitvanShehi says:

    >beh, sul tuo punto 1 non ho confermato prima di tutto perché mi sembrava un’informazione nota a tutti,…roberto < QUI non ne ha parlato nessuno (tranne il sottoscritto, ovviamente). >confermata autorevolmente dall’amico lászló ieri sera,< Beh, allora l’amico lászló non dev’essere molto popolare fra i fans di kelebek:-) >e poi perché non c’entra nulla con il mio discorso.< Insomma, per le famose 99 ragioni di medievale memoria (la sai la storia, vero?:-) ) >provo ad esprimermi diversamente:

    1. la situazione andava cambiata? yes< Bontà tua!:-). Altrimenti l’amico lászló (o chi per lui) faceva all’Italia nu mazzo tanto:-) >2. il puffo (va meglio cosi’ :-)? )< No. Perché i puffi erano notoriamente dei komunisti. Riprova!:-) >aveva varie possibilità di scelta?

    certo< Aribontà tua:-) >3. la scelta presa è quella migliore per la collettività?

    ecco, questo già faccio fatica a dirlo.< Dislessia acuta?:-) >innanzittutto ti rimando alle considerazioni generali di cui al post 25 e 23.< Oh, il famoso paragone fra La Scala e Lo Sky? C’entra come il culo coi 40 giorni: l’UE mica ha imposto l’allineamento delle aliquote IVA dei teatri d’opera con quelle delle pay-tv o viceversa, sai. >ma aggiungo: supponi che l’aumento dell’iva scoraggi un numero di potenziali abbonati tale da rendere inutile l’aumento dell’aliquota (o magari addirittura da rendere *dannoso* per l’erario tale aumento).< E tu supponi che domani cada sulla terra un meteorite, tipo quello che fu causa della scomparsa dei dinosauri, così non ci pensiamo più per niente alla pay-tv:-)
    Logica vuole che gli amanti dei moderni “circenses” (abbonati a Sky) si scoraggino in misura insignificante da un aumento di circa il 10% del costo dell’abbonamento. Piuttosto, per compensare, rinunciano a uno dei 5 o 6 telefonini che tengono in tasca:-).

    >siamo sicuri che questi calcoli siano stati fatti?< Credo di sì. Se te li ho appena fatti io arrivato sul gommone…:-) > e questo ci porta al punto 4.

    4. la decisione è stata presa nell’interesse della collettività o in quello di una ditta presa a caso?< Come già detto, ridetto e stradetto, l’interesse della “ditta presa a caZZo”:-) sarebbe stato far abbassare ad essa l’aliquota al 10%, invece del 20% che paga attualmente. Se la matematica non è un’opinione…. >tu sei sicuro che il bene della collettività sia stato l’unico fattore preso in considerazione?< In primis. In secundis probabilmente anche il fatto che allineare al ribasso (al 10%) l’aliquota della “ditta presa a cazzo” sarebbe stato – quello sì – un validissimo pretesto per strillare al “conflitto d’interessi”.
    Insomma, il Berlusca ha unito l’utile per lo Stato al dilettevole di essersi mostrato al disopra del “conflitto d’interessi”:-).

    >se una decisione del genere l’avesse presa andreotti 20 anni fa, la risposta al punto 3 e 4 sarebbe stata nettamente più semplice, non credi?< Dici che Andreotti, da buon democristiano, avrebbe messo l’aliquota al 15% e non se ne parli più?:-). Di sicuro Berlinguer avrebbe avuto maggior pudore per scendere in campo in difesa del “povero” Murdoch a cui veniva aumentata l’IVA di 5 punti percentuale:-). Ma non ci sono più i komunisti di una volta!:-)

  38. RitvanShehi says:

    Ehmmm…scusate la mia difesa ad oltranza del bieko psiconano:-), che qui viene visto in generale come il fumo negli occhi, ma forse sono ancora sotto l’effetto della sua promessa fatta qualche giorno fa durante la visita a Tirana (visita di cui i media italici se ne sono altamente fregati, tanto che ce n’importa di quei trogloditi d’albanesi?:-) ):”L’Italia sarà l’avvocato dell’Albania per il suo ingresso nell’UE”.

  39. RitvanShehi says:

    >…a mio modesto avviso, è stato Tremonti, che il Berluska non avrebbe resistito alla tentazione di abbassarsi le tassesu ordine della UE!Francesco< Invece, a mio immodesto avviso di Grande Gommonista:-) nel Governo non si muove foglia se Berlusca non voglia. E perché Berlusca ha voluto così è spiegato nel mio #37: ha anteposto la sua reputazione di statista (oltre all’interesse generale) all’interesse pecuniario della ditta di famiglia.

  40. utente anonimo says:

    sul 39:

    mi do una bella grattata ai gioielli di famiglia visto che il bassotto aveva detto la stessa cosa sulla turchia.

    a domani per il resto

    roberto

  41. RitvanShehi says:

    >sul 39: mi do una bella grattata ai gioielli di famiglia visto che il bassotto aveva detto la stessa cosa sulla turchia. roberto< Io no. Non sono superstizioso: l’essere porta male:-)

  42. utente anonimo says:

    Per Ritvan, n. 41):

    >Io no. Non sono superstizioso: l’essere porta male:-)

    “L’esserlo” (oppure “Esserlo”). :-)

    Saluti da Marcello Teofilatto

  43. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan, n. 41):

    >Io no. Non sono superstizioso: l’essere porta male:-)

    “L’esserlo” (oppure “Esserlo”). :-)

    Saluti da Marcello Teofilatto< Grazie. Difatti mi suonava male, ma poi mi son detto: “Se qualche bieko itagliano:-) mi cazzia, di sicuro Miguel lo cancella dalla faccia del blog, visto che io sono straniero”:-) :-).
    Del resto, nessuno è perfetto.

    Ciao

  44. utente anonimo says:

    ritvan

    tu sopravvaluti berlusconi

    se fossi milanista sapresti che non è più il caso :(

    ciao

    Francesco

  45. RitvanShehi says:

    >ritvan tu sopravvaluti berlusconi

    Francesco< No, sono losotros qui (roberto compreso e mi dispiace) che hanno un’inspiegabile idiosincrasia nei suoi confronti.
    Lui è il meglio (o il meno peggio, per pav condicio:-) ) che il popolo italico ha saputo/potuto esprimere in alternativa a una sinistra ideologizzata e fallimentare. E siccome ogni popolo ha il governo che si merita, si abbia almeno la decenza di star zitti e non sparare in modo pavloviano:-) castronerie antiberlusconiane anche quando non è proprio il caso.

  46. utente anonimo says:

    Per Rtivan (n. 43):

    Prego. Per questo ho cercato di non essere né troppo bieko, né troppo sprezzante :-). Spero di esserci riuscito.

    Ciao da Teofilatto l’itagliano

  47. utente anonimo says:

    Ritvan,

    proviamo a prendere la questione partendo da qui:

    “Come già detto, ridetto e stradetto, l’interesse della “ditta presa a caZZo”:-) sarebbe stato far abbassare ad essa l’aliquota al 10%, invece del 20% che paga attualmente. Se la matematica non è un’opinione…. ”

    ora né io né te siamo nel consiglio d’amministrazione di mediaset, ma hai mai pensato che potrebbe essere nell’interesse di mediaset avere un piccolo danno restando con l’iva al 20% su una parte minuscola della loro attività e contemporaneamente dare una forte mazzata al concorrente (che ricordiamo ha *solo* pay tv)?

    no, bnon credo che tu ci abbia pensato…

    poi, tu dici che “nel Governo non si muove foglia se Berlusca non voglia” e su questo sono d’accordissimo. il problema è che non credo che ci sia nulla, ma proprio nulla che iddu fa a caso, e ormai il telecrate di arcore ha ampiamente dimostrato di fottersene nella maniera più totale dell’interesse generale o della reputazione di statista.

    la mia idiosincrasia per berlusconi deriva proprio da questo: è la prima volta nella storia d’italia che troviamo qualcuno che non gliene po’ frega’ de meno dell”interesse generale”. la sua politica da sempre è stata un semplice “quello che va bene per le mie imprese va bene per tutti”

    mi stupisce il *tuo* riflesso pavloviano di vedere in ogni critica fatta a quell’attila un riflesso pavloviano di un sinistroso

    roberto

  48. RitvanShehi says:

    >Ritvan, proviamo a prendere la questione partendo da qui:

    “Come già detto, ridetto e stradetto, l’interesse della “ditta presa a caZZo”:-) sarebbe stato far abbassare ad essa l’aliquota al 10%, invece del 20% che paga attualmente. Se la matematica non è un’opinione…. ”

    ora né io né te siamo nel consiglio d’amministrazione di mediaset, ma hai mai pensato che potrebbe essere nell’interesse di mediaset avere un piccolo danno restando con l’iva al 20% su una parte minuscola della loro attività e contemporaneamente dare una forte mazzata al concorrente (che ricordiamo ha *solo* pay tv)?

    no, bnon credo che tu ci abbia pensato… roberto< Sì che c’ho pensato, caro. Però, anche essendo noi due fuori dal CdA Mediaset qualche considerazione logica si potrebbe fare lo stesso.
    Come dici giustamente tu, per Mediaset la pay-tv è “una parte minuscola della loro attività”. Allora, perché scatenare una colossale bagarre per una “parte minuscola”? Solo per fare un dispetto a Murdoch? Mi sembra poco probabile e, visto che agire per invidia contro la ricchezza altrui è un tratto prettamente attribuibile a chi sappiamo:-), la tua ipotesi mi sembra gravemente influenzata da un tuo probabile:-) pregiudizio ideologico di un certo stampo:-)

    >poi, tu dici che “nel Governo non si muove foglia se Berlusca non voglia” e su questo sono d’accordissimo.< E ci mancherebbe altro, è il Premier! >il problema è che non credo che ci sia nulla, ma proprio nulla che iddu fa a caso,< Mi sembra un complimento per uno statista:-) >e ormai il telecrate di arcore ha ampiamente dimostrato di fottersene nella maniera più totale dell’interesse generale o della reputazione di statista.< Ma perché, tu hai anche bisogno di “ampie dimostrazioni” per aborrire il “telecrate di arcore”??!! Non ti basta solo la sua stessa “esistenza in vita” per affermare quanto sopra?:-) >la mia idiosincrasia per berlusconi deriva proprio da questo: è la prima volta nella storia d’italia che troviamo qualcuno che non gliene po’ frega’ de meno dell”interesse generale”. la sua politica da sempre è stata un semplice “quello che va bene per le mie imprese va bene per tutti”.

    Come volevasi dimostrare:-)

    >mi stupisce il *tuo* riflesso pavloviano di vedere in ogni critica fatta a quell’attila un riflesso pavloviano di un sinistroso< Falso. Non “in ogni critica”. In QUESTA CRITICA. Pertanto, il “riflesso pavloviano” è tutto tuo, visto che quello scatta SEMPRE in presenza dello stimolo, mentre il mio “riflesso” è scattato SOLO QUESTA VOLTA. Studia meglio la riflessologia pavloviana, mio caro!:-)
    Ciao

  49. controlL says:

    La cosa bella è che si parla di bugiardi matricolati scambiando i loro balletti d’opinioni per convincimenti politici o economici di non so quale pensiero filosofico. Quando nacque berlusconiana, la pay-tv ebbe il previlegio dell’iva al 4% dal governo andreotti. Fu il governo tecnico di lamberto dini, altro bel tomo di cui tacer è bello, a portare l’iva di telepiù, non più di berlusconi, ma berlusconiana nei suoi dirigenti, al 10%. I comunisti furono indispensabili a ottenere questo, oggi detto privilegio, in quanto il governo dell’ultracomunista lambertow la voleva al 19%. Furono essenziali in parlamento i voti di rifondazioni per far passare l’emendamento che la fissava al famigerato 10% odierno. In un gioioso balletto di valzer, allora i seguaci di valter attaccarono rifondazione per quella scelta: (vincenzo vita: «È squallido che Bertinotti abbia permesso un simile regalo a questo nuovo trust della comunicazione, figlio della Fininvest»). Naturalmente i berlusconiani ritenevano un attacco alle più sacre leggi capitaliste quell’aumento d’iva dal 4%. Di murdoch finora nemmeno l’ombra. Poi telepiù fallì e fu rilevata da sky di murdoch. E siamo ai nuovi balletti d’oggi di cui è inutile fare storia. L’unico a dire cose sensate è murdoch stesso, in questo bailamme di falsificatori di tutto:

    All’editore non è affatto piaciuto che le sue televisioni, come in preda a un riflesso pavloviano, siano partite lancia in resta attaccando il governo a suon di martellanti spot che ogni piè sospinto invitavano gli abbonati a protestare intasando di mail i computer di palazzo Chigi, nonché di vistose intemerate dei suoi conduttori di grido. Se si comincia usando subito l’artiglieria pesante, questo il suo ragionamento, si annulla ogni spazio di dialogo e mediazione, e si rischia di trovarsi – come puntualmente avvenuto con alleati di cui Murdoch avrebbe fatto volentieri a meno. Non tanto perché lui, conservatore per indole ma spregiudicatamente pragmatico nell’azione disdegni la compagnia dellaSinistra là dove è strumentale al consolidamento del suo business, ma perché la polemica ha subito preso l’unica piega che voleva evitare, quella del conflitto di interessi. Il magnate ha fatto due ragionamenti, uno ontologico e uno strategico. Il primo lo ha argomentato dicendo che il conflitto di interessi c’è a prescindere dall’episodio in sé,ma che iltema riguarda il dibattito politico italiano e non il suo gruppo. Il secondo sostenendo che comunque questo governo che gli ha aumentato l’Iva resta per Sky un interlocutore fondamentale con cui discutere su questioni di merito. Per esempio: se legittimamente l’esecutivo legifera creando le premesse per una importante caduta di redditività della filiale italiana del gruppo, si risponde con l’unica arma dialettica disponibile. Ovvero, gli si fa presente che a una contrazione dei bilanci consegue necessariamente il rischio di ridimensionamento delle attività esistenti e la sicura riduzione degli investimenti. Perché, e questo un presidente del Consiglio che è anche un capitalista di rango lo capisce molto bene, non si può scommettere su un paese che ti complica la vita. In fondo Murdoch, che è capitalista planetario, ha la fortuna di poter bilanciare le province dell’impero a seconda dell’accoglienza che gli riservano i singoli stati. Se Sky insomma non risultasse gradita in Italia tanto da non poter sviluppare appieno le sue potenzialità, si possono indirizzare gli investimenti verso luoghi più accoglienti.

    Sono temi che sicuramente il fresco neo editore del Wall Street Journal affronterà nel prossimo incontro (ma non c’è ancora una data)con Berlusconi, temi cui per altro ha accennato nella lettera personale inviata all’amico di lunga data. Ovvero colui che, nell’ormai lontano 1998, stava per vendergli in blocco Mediaset, se a scongiurare l’operazione non fossero insorti i figli del Cavaliere all’unisono con laSinistra tutta che gridava al pericolo di colonizzazione dell’italica etere. (paolo madron, il sole 24 ore, finanza).

    Direi che la cosa migliore invece di dar retta a chiacchiere di bugiardi, schierandosi per l’una o l’altra panzana, sia di lasciare a uno che ci sa fare di sbrogliarsi le sue cose coll’attuale governo.p

  50. kelebek says:

    Per “p” n. 49

    Ho inserito il tuo commento direttamente nel testo del post. Grazie.

    Miguel Martinez

  51. controlL says:

    Ti ringrazio, miguel. Se puoi, fa solo una correzione. Quel “balletti di valzer” è una svista. Avevo in mente “giri di valzer”, che è il termine venuto in uso per indicare la propensione italiana a cambiare alleanze secondo i comodi. Come sia nata l’espressione, ho trovato una bellissima nota di montanelli in risposta a un lettore dal corsera del 9 gennaio 1977. Credo sia “divertente” leggerla.

    La politica dei giri di valzer. Caro Montanelli, Nel resoconto del discorso di un parlamentare di Bonn, ho letto questa frase relativa all’Italia e alla sua politica: “Non capisco come ci si possa fidare di un Paese che sa ballare un

    solo ballo: il valzer…”. Ne ho chiesto a parenti e conoscenti tedeschi che mi hanno detto di non aver capito. Lei che della storia d’Italia sa tutto, puo’ spiegarmi il significato di quella frase, certamente pronunziata in tono poco amichevole? Dieter Ardenzi, Monaco di Baviera (Germania) Caro Ardenzi, Si disinganni: io della Storia d’Italia non so tutto. So soltanto alcune cose. Fra le quali pero’ credo di poter annoverare, se ho ben capito l’allusione, quella del valzer. Essa risale al tempo della Triplice Alleanza, dell’Italia con la

    Germania e l’Austria – Ungheria. Questa Alleanza era stata una conseguenza della politica aggressiva di Crispi che ci aveva alienato le simpatie della Francia, e

    quindi anche dell’Inghilterra, legata alla Francia dalla cosiddetta Entente, l’Intesa. Poi Crispi era uscito di scena; al suo posto, dopo Giolitti, era venuto Zanardelli, uomo del Risorgimento, e come tale fervente anti – austriaco,

    e la Francia aveva mandato come ambasciatore a Roma uno dei suoi piu’ abili diplomatici, Barrere, col compito di ricucire ad ogni costo i buoni rapporti con l’Italia. Col ministro degli Esteri Prinetti, Barrere stilo’ un accordo segreto con cui l’Italia s’impegnava a lasciare alla Francia mano libera in Marocco, e

    la Francia mano libera all’Italia in Libia e Cirenaica. Formalmente l’accordo non contravveniva agli impegni della Triplice, ma sostanzialmente rappresentava

    una scorrettezza, come dimostrava la sua segretezza. Austria e Germania ne ebbero tuttavia sentore, e fu allora che il Cancelliere tedesco von Bulow,

    piuttosto filoitaliano perche’ aveva sposato una figlia di Minghetti,

    rispondendo in Parlamento ad una interpellanza, disse che “un marito non deve dare in smanie se per una volta sua moglie fa un giro di valzer con un altro cavaliere”. Da allora la “politica del giro di valzer” entro’ nel linguaggio europeo come sigla di quella italiana. Le cose non si fermarono li’. In occasione del rinnovo della Triplice (1907), l’Italia chiese ch’essa assumesse

    un carattere puramente difensivo e che vi venissero aggiunti degli accordi commerciali piu’ favorevoli alle nostre esportazioni. Stavolta anche a Bulow scappo’ la pazienza. “In diplomazia – disse – ognuno ha diritto al tradimento,

    ma al premio per il tradimento, no”. Zanardelli e Prinetti rinnovarono

    ugualmente il trattato della Triplice, ma stilarono con Barrere un altro

    accordo, anche questo da tenere segretissimo, con cui l’Italia s’impegnava a non partecipare ad una guerra contro la Francia nemmeno se fosse stata questa ad

    attaccare uno dei suoi due alleati. Come si possa sostenere che questo impegno non contrastava con quelli della Triplice, lo sanno soltanto Dio e certi storici italiani (ce ne furono e ce ne sono) che avallano questa tesi. Essi pero’ non

    spiegano come mai questo impegno con la Francia fu retrodatato in modo da farlo apparire contratto prima che la Triplice fosse rinnovata. Come vede, caro Ardenzi, non abbiamo di che risentirci per l’accusa dei giri di valzer. Nei nostri “giri” c’e’ altro che il valzer!*

  52. utente anonimo says:

    in linea generale:

    “Non ti basta solo la sua stessa “esistenza in vita” per affermare quanto sopra?:-) ”

    echemmefotteammé del nano bischero? io in italia non ci vivo, non ci tornero’ mai (se non da turista), non c’ho né proprietà né interessi e, a partire dal 2009, manco ci voto più!

    :-)

    più nel dettaglio (non ritvanizzo il tuo testo solo per mancanza di tempo :-)

    “Allora, perché scatenare una colossale bagarre per una “parte minuscola”? Solo per fare un dispetto a Murdoch? ”

    beh, se io potessi danneggiare un diretto concorrente (e se fossi un po’ carogna) lo farei. mica solo per fargli un dispettuccio è giusto che meno gente guarda sky più gente guarda mediaset.

    roberto

  53. RitvanShehi says:

    >echemmefotteammé del nano bischero? io in italia non ci vivo, non ci tornero’ mai (se non da turista), non c’ho né proprietà né interessi e, a partire dal 2009, manco ci voto più! :-) roberto< Ma difatti, io mica ho detto che la tua nei confronti del Berlusca sia una posizione dettata da logica o da interesse: la tua è ideologia allo stato puro:-). >beh, se io potessi danneggiare un diretto concorrente (e se fossi un po’ carogna) lo farei. mica solo per fargli un dispettuccio è giusto che meno gente guarda sky più gente guarda mediaset. < Abbiamo dimenticato tanto presto che l’allineamento dell’aliquota IVA l’ha imposta Bruxelles? P.S. Nessuno qui – mi pare – ha menzionato il fatto che l’abbonamento a Sky è aumentato del 10 % (toh, che coincidenza:-) ) da settembre 2008 e nessuno a quel tempo si è stracciato le vesti per i poveri e derelitti:-) abbonati Sky che – impossibilitati a pagare l’aumento – si sarebbero diretti in massa verso Mediaset:-)

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