«Si metta il cotone nelle orecchie signora”

Questo orrore mi era sfuggito, anche se sicuramente la maggioranza dei lettori ne sarà al corrente.A Villafranca Padovana, il sindaco, la signora Beatrice Piovan dell’Udc, ha chiesto alle scuole di saltare un giorno di lezione per festeggiare la pugnalata alle spalle che il governo italiano – senza consultare il proprio parlamento – commise ai danni dell’impero austroungarico; l’uccisione di seicentomila italiani per ordine dello stesso governo, nonché di un numero imprecisato di austriaci, ungheresi, croati e sloveni; le decimazioni dei militari che si rifiutavano di uccidere e di farsi uccidere; la prigionia di 600.000 italiani in condizioni tremende, considerati in blocco “disertori”, con tanto di sequestro dei beni dei loro familiari e processi di massa; il furto di terre non italiane, o che comunque non avevano alcun desiderio di finire sotto l’Italia. E una battaglia, quella di Vittorio Veneto, vinta con tonnellate di gas iprite francese, contro un nemico il cui stesso stato si era dissolto alcuni giorni prima.[1]A questa apologia di crimini contro l’umanità, il sindaco affiancava un alzabandiera (ricordiamo che il Veneto fu regalato dalla Prussia nel 1866 a un’Italia sconfitta), una messa (sì, c’era anche un prete per celebrare quella che Benedetto XV definì “l’inutile strage”) e – a dispetto di ogni cronologia – pure una cerimonia in onore degli occupanti italiani uccisi in un’azione di resistenza in Iraq. Quelli che avevano come motto, “Luca annichiliscilo!”  [2]

Il consiglio dell’istituto comprensivo di Villafranca Padovana

non ha deliberato l’interruzione delle attività didattiche per far partecipare tutta la scuola alle celebrazioni (non ritenendo neppure opportuno imporre un rito religioso cattolico agli studenti non cattolici della scuola), ma è stata lasciata libertà di scelta, tanto che sette – quattro terze medie e tre quinte elementari – hanno comunque deciso di prendere parte alle iniziative.”

Conseguenze di questa mitissima presa di non posizione?

Prima di tutto, sono arrivati alla scuola i carabinieri.

Poi il sottosegretario all’ambiente (?) ha chiesto la rimozione della direttrice scolastica.

I giovani di Alleanza Nazionale hanno tappezzato la scuola di bandiere tricolore.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha mandato un ispettore; e se interpreto le parole poco chiare del Mattino di Padova, persino la Cgil, la Cisl e la Uil hanno chiesto le dimissioni della direttrice scolastica.

Poi, come probabilmente sapete, è intervenuto anche il ministro della difesa Ignazio La Russa. Un signore che conosciamo per prodezze poco militari, ad esempio alla discoteca Twiga dove il Vieux Fasciste fa il cretino tra le Jeune-Fille:

Difficile fare una lista dei personaggi famosi che fanno tappa al Twiga. Facendo una violenta sintesi possiamo ricordare Aida Yespica, Alba Parietti, Elena Santarelli, Eleonora Pedron, Emilio Fede, Eros Ramazzotti, Ignazio la Russa, Marco Balestri, Marco Predolin, Stefano Masciarelli, Susanna Messaggio ed infiniti altri.

La discoteca Twiga rappresenta un must nelle calde estati della Versilia ed è meta assolutamente imperdibile per chi ama giornate all’insegna del lusso in mezzo alla clientela più “in” che si possa trovare in Italia.”

Ignazio La Russa non ha combattuto né a Vittorio Veneto né a Nassiriya; ma in compenso ha condotto una dura lotta contro la polizia di Milano, in difesa del diritto dei proprietari di discoteche a turbare l’ordine pubblico.

Scrive una lettrice di Repubblica:

“Sono stata ai Navigli, c’ erano anche gli onorevoli Ignazio La Russa e De Corato. Ho cortesemente chiesto al dottor La Russa cosa intendesse fare contro il disturbo alla quiete pubblica causato dalle discoteche. La risposta è stata: «Si metta il cotone nelle orecchie signora”.

Ma, come dice De Andrè,

Spesso gli sbirri e i Carabinieri
al proprio dovere vengono meno
ma non quando sono in alta uniforme

A Villafranca, per affermare tutta la potenza del governo contro la scuola timidamente insubordinata, Ignazio La Russa è andato di persona.

Estorcendo, peraltro, il pubblica pentimento della direttrice didattica peccaminosa, che pare abbia acconsentito a celebrare il massacro.

Note:

[1] L’uso dei gas tossici in guerra fu introdotto dai tedeschi, ma imitato con entusiasmo dagli italiani. Segnaliamo tra le imprese che hanno mostrato più patriottismo in questo campo la Società Elettrochimica Italiana, lo stabilimento di Rumianca dell’ingegner Vitale, la Società Italiana Prodotti Azotati, la Società Elettrochimica Pomilio, gli stabilimenti Caffaro di Brescia, la Società del Cloruro di Calce di Collestatte, la ditta Candia e Solona di Milano, nonché l’Istituto di chimica farmaceutica e tossicologica dell’università di Napoli del professor Arnaldo Piutti che, a differenze del suo collega tedesco, il dottor Mengele, si è guadagnato anche l’onore di una strada a Udine.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento: Filippo Cappellano, Basilio Di Martino, La guerra dei gas. Le armi chimiche sui fronti italiano e occidentale nella Grande Guerra, Gino Rossato Editore, Novale, 2006.

[2] Preciso che non considero delinquenti i ragazzi che a vent’anni decidono di arruolarsi tra i parà o altrove e che in situazioni di stress usano le armi che altri hanno messo loro in mano. Delinquente è chi ce li manda.

 

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45 Responses to «Si metta il cotone nelle orecchie signora”

  1. utente anonimo says:

    Complimenti, il tuo blog è stato selezionato per far parte di Karl Marx Platz, il nuovo aggregatore della sinistra.

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    Puoi trovare ulteriori informazioni e precisazioni nel form “Perché Karl Marx Platz?” che si trova nella colonna di sinistra del nostro sito.

    Per qualsiasi chiarimento potete contattarci all’indirizzo di posta elettronica: jeanpierrelafitte@gmail.com

  2. kelebek says:

    Per tutti…

    il commento n. 1 ha un aspetto un po’ stilizzato, e un incipit un po’ antipatico – “Complimenti, il tuo blog è stato selezionato…” – per cui si potrebbe pensare a qualcosa di pubblicitario.

    Invece, mi sembra che sia un’ottima iniziativa.

    Andate a visitare l’aggregatore segnalato.

    Miguel Martinez

  3. controlL says:

    Non capisco che c’entri il tricolore con gl’immigrati. La bandiera deve far schifo agli italiani. È per questo che non bisogna partecipare a quelle bolge lì. Nel 1914 (notare la data), per la vittoria alle amministrative milanesi della lista socialista, “l’avanti” di benito mussolini direttore titolò così: “barbarossa padrone di milano”. Quel mussolini è ancora parte del nostro patrimonio storico di partito.p

  4. kelebek says:

    Per ControIL

    Il tricolore c’entra solo come mistificazione:

    1) gli insegnanti della scuola, che probabilmente su Risorgimento e seguito sono abbastanza conservatori, si fermano timidamente alla soglia di obbligare gli studenti ad andare a messa.

    2) Questo, che è un problema di pura laicità istituzionale italiana viene proiettato sugli alunni stranieri, perché è inimmaginabile che esistano italiani che non siano cattolici

    3) Quindi, sono gli insegnanti sobillatori che impediscono ai bambini di andare alla celebrazione del 4 novembre per “rispetto degli stranieri”.

    4) ed ecco dimostrato che gli stranieri odiano il 4 novembre e quindi la Patria.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Miguel

    è l’unica guerra che l’Italia ha vinto da quando è caduto l’impero romano (o almeno dalla sconfitta di Barbarossa), cerca di essere meno pedante!

    :)

    Francesco

    PS su La Russa hai il mio pieno appoggio morale, peraltro

  6. utente anonimo says:

    Francesco, abbiamo vinto anche nel ’91 riuscendo a liberare il Q8 assieme agli alleati angloamericani grazie al determinante appoggio dei nostri possenti tornado coi loro arditi piloti (come dimenticare gli eroici Bellini e Cocciolone, che con raro sprezzo del pericolo fuggirono alla barbara prigionia saracena?).

    Rock & Troll

  7. utente anonimo says:

    In realtà l’hanno vinta gli alleati per noi.

    Noi, come al solito, ci siamo limitati a fare dei debiti :-)

    Z.

  8. PinoMamet says:

    Beh non sono mica uno storico

    ma se ti riferisci alla I Guerra Mondiale, il contributo degli alleati sul fronte italiano non mi sembra sia stato così determinante (anzi…); al solito, la LORO propaganda (ogni occasione è buona per dare contro ai latini) dice diversamente.

    Ciao!!

  9. kelebek says:

    Per Francesco n. 5

    Non è vero… c’è stata:

    1) la brillante vittoria a cannonate di Raffaele Cadorna sulla città di Palermo nel 1866

    2) la schiacciante vittoria di Bava Beccaris a Milano nel 1898

    3) la riuscitissima invasione della Repubblica di San Marino nel 1957 in stile sovietici-in-Afghanistan, con tanto di colpo di stato pilotato all’estero.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_di_Rovereta

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    Dimenticavo che l’esercito italiano è riuscito anche a realizzare un’impresa che neanche Rommel si sarebbe sognato: quella di distruggere fisicamente una nazione, “L’Insulo de la Rozoj” con 675 chili di tritolo nel 1969.

    Miguel Martinez

  11. falecius says:

    Miguel: e vuoi mettere la Gloriosa Difesa della Zona Rossa di Genova il 22 luglio 2001 contro l’Orda Barbara dei Noglobbal Cattivi?

  12. controlL says:

    So bene che quel “rispetto” per gl’immigrati è un modo mistificato per dire che è ovvio che gl’italiani sono tutti per la bandiera/dei tre colori/è sempre stata la più bella/noi vogliamo sempre quella/noi vogliam la libertà. Ma è appunto quest’ovvietà che va confutata. C’è stato persino un mussolini che usava la figura del “cattivo” barbarossa contro la retorica risorgimentale e postrisorgimentale dell’italia unita. Chi non ricorda “il parlamento” di carducci? Invece la vittoria dei socialisti a milano è indicata da mussolini come la rivincita di barbarossa. Grande benito. Tra l’altro questo indica fino a che punto di degrado siano giunti i comunisti e socialisti che hanno rispolverato garibaldi come loro simbolo.p

  13. utente anonimo says:

    effettivamente il post di prima ha anche una funzione “pubblicitaria” (anche se non ci guadagno nulla, ovviamente, sia chiaro) oltre che quella di comunicare, come corretto, l’inserimento di un blog altrui in un aggregatore anche se come sottolineo anche in KMP inserire dei link a siti altrui senza consenso è comunque lecito.

    ti segnalo, in modo che tu possa rispondere se lo ritieni opportuno che qualcuno qui ( http://karlmarxplatz.blogspot.com/2008/11/nasce-il-baretto-della-politica.html) ha contestato l’inserimento dei tuoi blog in quelli “di sinistra”. io la pensa diversamente nei limiti ovviamente di chi cerca di inquadrare le idee che sono sempre difficilmente inquadrabili. mi sembra che a grandi linee andiamo siamo daccordo sulla maggior parte dei temi, quindi… benvenuto

    Jean Lafitte

  14. PinoMamet says:

    Questo di destra, uno alla volta, non sarebbero neanche male.

    Da quel poco che ho visto (sono anni che non reggo il programma, che d’altronde è morto da anni) La Russa se la cava ad esempio bene con situazioni tipo Le Iene e tutto il mondo televisivo.

    Però, tutti assieme, fanno il Fascismo.

    Non identico; quello è impossibile per tanti motivi; ma ancora molto simile a quello del tempo che fu, con l’alzabandiera, il prete che benedice i balilla e il gerarca che tolto il fez va a divertirsi con le “signorine”.

    E i carabinieri che invece di proteggere il cittadino, per vecchio vizio, proteggono neppure lo Stato, ma l’ideologia.

    Quindi, “compagni”, gioiamo: rottici i coglioni di alzabandiera e di preti benedicenti, avremmo forse la Resistenza, nella forma soft che merita il fascismo soft, l’unica del resto che potremmo fare noialtri.

    Ciao!

  15. utente anonimo says:

    L’esercito italiano durante il Ventennio è riuscito anche a fare ridere il mondo! E per quanto ne so, da allora le cose non son migliorate; degli esperti militari inglesi hanno definito l’operato degli italiani a Nassirya “roba da dilettanti”.

    imperversum

  16. PinoMamet says:

    Comincia l’altro grande sport italiano, vedo:

    parliamo tanto male di noi stessi.

  17. utente anonimo says:

    Che bello,

    dopo terroristi islamonazicomunisti, stregoni medievali e spie guatemalteche sono arrivati quaggiù financo i pirati dei Caraibi!

    Chi sarà il prossimo? Il feroce Roc Brasiliano, il gentiluomo Stede Bonnet o lo sventurato Capitan Kidd?

    Z.

  18. utente anonimo says:

    Per PinoMamet n.16 e Miguel Martinez n.10

    Concordo con PinoMamet. Ricordo un volta alla BBC l’intervista a un pluridecorato mutilato di guerra britannico, in occasione dell’abbattimento di un elicottero militare italiano della forza multinazionale in Bosnia. Al cronista che malignava su una presunta incapacità del pilota italiano, il mutilato rispose grugnendo che lui poteva testimoniare del valore italiano, che ad El Alamein gli aveva fatto saltare un braccio e una gamba.

    Quanto alla faccenda dell”unica guerra vinta dal’Italia” il mio professore di tedesco, berlinese doc, citava il 1870 come ”unica guerra vinta dalla Germania”. Ammesso che la questione abbia un senso, non credo sia stato più glorioso per la Prussia attaccare e vincere la Danimarca nel 1863 o la Baviera nel 1867 di quanto lo fosse per la (ben più povera) Italia attaccare la Turchia nel 1911.

    La verità è che le stereotipo dell’Italiano vigliacchetto e disorganizzato è, appunto, uno stereotipo: tanto vale goderne i vantaggi, come quello di venire risparmiati (stando a quello che si è letto sui giornali di ieri) dai terorristi di Mumbai.

    Quanto all’Isola delle Rose ricordata da Miguel Martinez (http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_delle_Rose_(micronazione)), si potrebbe ribattere che finora l’Italia si è mostrata (giustamente) molto tollerante col sedicente Principato di Seborga (http://it.wikipedia.org/wiki/Seborga), oltre che coi vari Sammarinesi, Tirolesi, Vaticani ecc. Se la distruzione dell’Isola delle Rose è stata aggressione, allora quello del Belgio con Moresnet (http://it.wikipedia.org/wiki/Moresnet) cos’e’ stato, un crimine contro l’umanità? :-)

    Andrea Di Vita

  19. kelebek says:

    Per Andrea n. 18

    Grazie… comunque stavo solo scherzando, senza l’intenzione di dimostrare nulla di particolare, per quanto riguarda le “guerre” più recenti.

    Altro è il discorso sul bombardamento di Palermo e di Milano, che rientra nella storia rimossa. E che ovviamente non dimostra alcuna particolare incapacità militare italiana.

    Casomai, è interessante notare come tutte le guerre italiane siano state guerre di aggressione, a partire dalla partecipazione dei Savoia alla guerra di Crimea. Questo a prescindere se tali guerre fossero giuste o meno: ad esempio, si potrebbe sostenere che fosse giusta la dichiarazione di guerra dell’Italia nel 1945 al Giappone (credo senza alcuna conseguenza concreta), comunque non si può dire che i giapponesi avessero attaccato l’Italia.

    Questo fatto non è particolarmente immorale – tutti hanno fatto guerre di aggressione – ma è interessante confrontarlo con l’autorappresentazione pacifica dell’Italia.

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    MM,

    – Casomai, è interessante notare come tutte le guerre italiane siano state guerre di aggressione, a partire dalla partecipazione dei Savoia alla guerra di Crimea. Questo a prescindere se tali guerre fossero giuste o meno: ad esempio, si potrebbe sostenere che fosse giusta la dichiarazione di guerra dell’Italia nel 1945 al Giappone (credo senza alcuna conseguenza concreta), comunque non si può dire che i giapponesi avessero attaccato l’Italia. —

    Beh, a dire il vero quasi tutti gli stati del mondo – presto o tardi – dichiararono guerra all’Asse. Inclusa l’Argentina, che certo non simpatizzava per gli Alleati :-)

    Quanto all’aggressione, bisogna notare che la Germania nazista visse la dichiarazione di guerra di Francia e Regno Unito come una vera e propria aggressione – peraltro decisamente inaspettata, visti i precedenti di Austria, Cecoslovacchia e Lituania.

    Z.

  21. utente anonimo says:

    Andrea,

    l’Italia non è intollerante con il “Principato di Seborga” perché Seborga è a tutti gli effetti un comune di Imperia :-)

    Se Casalecchio dichiarasse di volersi costituire in Granducato, per poi continuare a vivere nello stesso identico modo, non penso che le Camere si darebbero pena di deliberare lo stato di guerra. Se poi questo implicasse vestire i vigili urbani in pittoresche e ingombranti uniformi, tali da rendere più difficile l’attività quotidiana di cecchinaggio multe, i cittadini ne sarebbero persino entusiasti :-)

    Z.

  22. Miguel, non capisco dove stia il problema.

    Unicuique suum.

    I sudditi dello stato che occupa la penisola italiana hanno votato per chi gli prometteva di levare i negri dalle strade, ché con le loro brutte facce fanno diminuire il prestigio degli immobili, fregandosene di tutto il resto.

    Si meriterebbero anche peggio di La Russa.

  23. kelebek says:

    Per Z n. 20

    Dimenticavo… contrariamente a quanto sostengono tutti coloro che dicono che gli Stati Uniti arrivarono da queste parti per liberare gli italiani dal fascismo, fu Benito Mussolini a dichiarare guerra agli Stati Uniti, che fino a quel momento non avevano fatto torti particolari all’Italia.

    Si può dire che Mussolini era vincolato da una catena di alleanze, ma è comunque tragicamente divertente pensarci.

    Miguel Martinez

  24. utente anonimo says:

    MM #23,

    hai perfettamente ragione :-)

    A volte mi chiedo quanti credano davvero che gli Yanquis siano venuti quaggiù per “liberarci dal fascismo”…

    Z.

  25. utente anonimo says:

    Per Miguel Martinez n.19

    ”è interessante notare come tutte le guerre italiane siano state guerre di aggressione”

    Concordo in pieno.

    Mi ha molto colpito il fatto che gli anni fra la battaglia di Adua e la guerra di Libia siano stati quelli di maggiore emigrazione via dall’Italia, il che significa che l’aggressività è stata maggiore quando maggiore era la povertà. Credo che sia una caratteristica di chi si sente con le pezze al sedere. (Un’altra nazione del genere mi pare la Serbia).

    Ricordo una frase del Gauleiter nazista di Danzica (cit. in ”Hitler m’a dit”, di Rauschning): ‘l’arte di vincere è quella di scegliersi il nemico più debole di noi”.

    A rigore, sono di aggressione anche le guerre Risorgimentali pre-unitarie (le Guerre di Indipendenza, la campagna dei Mille, la presa di Roma). Alcuni chiamavano la stessa Prima Guerra Mondiale ”Quarta Guerra d’Indipendenza”.

    Andrea Di Vita

  26. utente anonimo says:

    Per Z. n.21

    Puo’ anche darsi che tu abbia argione: ma temo ci siano molti posti al mondo in cui atteggiamenti come quello di Seborga finirebbero sulla forza o con parecchi anni di detenzione.

    Andrea Di Vita

  27. utente anonimo says:

    Per Martinez n.23

    Mussolini ha giocato contro gli USA esattamente la stessa carta che Cavour gioco’ contro la Russia ai tempi della Crimea e contro l’Austria ai tempi di Palestro (che gli odierni detrattori del patriottismo nazionale tendono a dimenticare): ”mi bastano poche migliaia di morti per sedere al tavolo della pace”.

    Ancora adesso, è un fondamentale cinismo che a volte guida la nostra politica estera (che passa dal ruolo di onesto sensale come nel caso di Mozambico a quello di àscaro scodinzolante come in Iraq). Il punto è che si tratta del cinismo dei deboli, quindi facilmente sputtanabile (non esistono la Fox e la CNN italiane) e scarsamente dotato di quella flessibilità capace di riconoscere le ragioni altrui e di creare quindi consenso.

    E’ la politica del ‘Finchè c’e’ guerra c’e’ speranza’ di Sordi: inutile per contare davvero, ottima per sopravvivere come e più degli altri.

    Mi sono sempre stupito del fatto che, pur dopo averne ispirato il comportamento con l’esempio, l’Italia del 1945 non fosse nelle condizioni della Germania e del Giappone dello stesso anno, non sia stata divisa in due, ecc.

    Una testimonianza personale. Sul sito di Micromega http://temi.repubblica.it/micromega-online/ si puo’ scaricare il filmato BBC sui crimini di guerra fascisti, ‘Fascist legacy’. Mio padre vide in Inghilterra quel filmato quando fu proiettato, e scrisse per protesta ai giornali ricordando agli Inglesi che avevano poco di chemontare in cattedra: subito dopo quei fatti gli Inglesi si macchiarono della consegna a tradimento ai Sovietici presso il confine ungherese dei reduci della Armata collaborazionista di Vlasov loro prigionieri, rifugiatisi negli stessi luoghi che erano stati teatro dei crimini fascisti. Il crimine britannico è ricordato che io sappia …in un film di 007, dove il cattivo che vuole distruggere l’Inghilterra è il figlio di uno dei seguaci di Vlasov, che furono bruciati vivi dai Sovietici (storico).

    Ve lo immaginate voi un film italiano sui reduci di Vlasov?

    Andrea Di Vita

  28. RitvanShehi says:

    >Miguel (la I GM-ndr.) è l’unica guerra che l’Italia ha vinto da quando è caduto l’impero romano (o almeno dalla sconfitta di Barbarossa), cerca di essere meno pedante! :) Francesco< >Non è vero… c’è stata:

    1) la brillante vittoria a cannonate di Raffaele Cadorna sulla città di Palermo nel 1866

    2) la schiacciante vittoria di Bava Beccaris a Milano nel 1898

    3) la riuscitissima invasione della Repubblica di San Marino nel 1957 in stile sovietici-in-Afghanistan, con tanto di colpo di stato pilotato all’estero. Miguel Martinez< Miguel, apprezzo molto il fatto che non vuoi infierire su quei “bieki servi di Bush” che sono gli albanesi:-), ma potevi anche ricordare la Gloriosa Vittoria Italica delle “8 milioni di baionette” del DVX il 7 aprile 1939, contro un manipolo di guardie di frontiera albanesi lasciato lì dal Re Zog a fare una “resistenza simbolica” all’occupazione dell’Albania. P.S. Ma non sei il solo che se ne frega di quella Gloriosa Vittoria. Qualche mese fa Aldo Cazzullo faceva su “Corriere Magazine” un dettagliato “inventario” delle nefandezze commesse dal regime del DVX in politica estera. “Stranamente” mancava la Gloriosa Invasione dell’Albania. Gli scrissi, chiedendogli per quale motivo l’avesse omesso, ma se ne fregò di rispondermi.

  29. RitvanShehi says:

    >A volte mi chiedo quanti credano davvero che gli Yanquis siano venuti quaggiù per “liberarci dal fascismo”… Z.< Ma lo sanno anche i bambini che, invece, sono venuti per il rinomato petrolio italiano!:-)

  30. utente anonimo says:

    Nah :-)

    Sono venuti qua per piallarci, come d’altronde era giusto che fosse. Sè la ghèrr ;-)

    Z.

  31. utente anonimo says:

    Andrea,

    – Puo’ anche darsi che tu abbia argione: ma temo ci siano molti posti al mondo in cui atteggiamenti come quello di Seborga finirebbero sulla forza o con parecchi anni di detenzione. —

    In Occidente dubito assai che accadrebbe. Per la Cina non garantisco :D

    Z.

  32. falecius says:

    Z: in Russia ci fu un periodo, con El’cin, in cui queste cose erano ampiamente tollerate, ma Putin vi ha messo uno stop con mezzi abbastanza drastici.

  33. utente anonimo says:

    tutte le guerre italiane siano state guerre di aggressione …

    credevo che la guerra di Crimea fosse un intervento in difesa dell’Impero Ottomano assalito da quello Russo, non una guerra di aggressione.

    E pure la prima guerra mondiale “liberò” pezzi di territorio abitati da italiani etnici dal dominio degli austroungarici.

    su quella in Afganistan non vale la pena disquisire, più difensiva di quella guerre neppure quelle dei Sioux contro i bianchi

    ciao

    Francesco

  34. utente anonimo says:

    Francesco,

    chi è stato aggredito dagli Afghani? :-)

    Z.

    PS: La guerra del 1991 contro l’Iraq fu una guerra difensiva, caso mai, al di là di ogni considerazione possibile in materia…

  35. utente anonimo says:

    Falecius,

    beh, mi voglio augurare che come democrazia liberare noi si sia messi un po’ meglio che la Russia :-)

    Z.

    PS: Non usare i simboli fonetici con me, ché altrimenti ogni volta mi serve un dizionario per tradurre :D

  36. 6by9add6add9 says:

    l’inutile strage?

    mamma mia messe assieme rendono l’idea davvero.. chi puo’ coniare tale simile affermazione.

    passavo per caso ..

    Ciao.

  37. utente anonimo says:

    x Z 30

    e DOPO ci hanno portato la democrazia e la cioccolata e quelli che c’erano sono diventati una generazione filoamericana in misura impressionante, cosicchè sia i nostalgici fascisti sia i tifosi di Stalin sono stati alieni in casa propria per lungo tempo.

    a voler essere modesti, gli americani sono stati i migliori invasori che abbiamo mai avuto (e si parla di un millennio e mezzo di esperienza nel campo dell’essere invasi!)

    ciao

    Francesco

  38. utente anonimo says:

    Francesco,

    – e DOPO ci hanno portato la democrazia e la cioccolata —

    Sul DOPO si potrebbe tranquillamente discutere: direi anzi che a distanza di tanti anni dalla guerra civile a mio avviso non solo si potrebbe, ma anzi si dovrebbe farlo.

    Detto questo, pur apprezzando la tua dedizione lealista, non è del “dopo”, ma del “durante” che si stava parlando ;-)

    Z.

  39. kelebek says:

    Per Francesco

    “gli americani sono stati i migliori invasori che abbiamo mai avuto”

    Meglio dei piemontesi?

    Comunque, gli ostrogoti non erano male.

    Miguel Martinez

  40. utente anonimo says:

    >> Sul DOPO si potrebbe tranquillamente discutere

    d’accordo, lo mettiamo in coda dopo la discussione se la luna sai fatta di gruviera e prima di quella sul sesso degli angeli :)

    Durante c’è stata una guerra, come ben sappiamo.

    Ciao

    Francesco

  41. utente anonimo says:

    Francesco,

    – d’accordo, lo mettiamo in coda dopo la discussione se la luna sai fatta di gruviera e prima di quella sul sesso degli angeli :)

    Sulla discussione sul sesso degli angeli non sono ben informato, da miscredente diabolico qual sono :-) Credo che una discussione storica sulla democrazia in Italia, in ogni caso, abbia ricadute molto più concrete :-)

    – Durante c’è stata una guerra, come ben sappiamo. —

    Nella quale siamo andati per sonare e siam rimasti sonoramente sonati. Questo è quanto, il resto è propaganda :-)

    Z.

  42. utente anonimo says:

    Z

    sulla guerra d’accordo al 100% ma la liberazione dal fascismo e la protezione dal comunismo sono stati effetti collaterali, paradossali, forse imprevisti, di certo quelli di gran lunga più rilevanti e rilevati.

    “discussione storica sulla democrazia in Italia”: trovo l’espressione intrigante ma ambigua …

    ciao

    Francesco

  43. utente anonimo says:

    Francesco,

    – la liberazione dal fascismo e la protezione dal comunismo sono stati effetti collaterali, paradossali, forse imprevisti, di certo quelli di gran lunga più rilevanti e rilevati. —

    Certo. L’importante è ricordare che si tratta di effetti collaterali e contingenti.

    Z.

    PS: Più che essere ambigua l’espressione sono presumibilmente differenti le rispettive opinioni sul secondo dopoguerra in Italia – ma se così non fosse, perbacco, che discussione sarebbe? :-)

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