Il mondo globale della Fincantieri

Ogni tanto, ci sono dei piccoli quadri che ti spiegano il mondo intero.Il curatore del blog Bye-bye Uncle Sam è intervenuto ieri tra i commenti, per spiegare la genesi di un suo post che io avevo citato qui, riguardante l’ingresso della Fincantieri nel mercato militare statunitense.

Ecco cosa ha scritto.

Vorrei aggiungere alcune brevi precisazioni.

L’articoletto che segnali è frutto di una visita guidata alla Fincantieri di Monfalcone (GO), in occasione del centenario del cantiere.

Dopo aver goduto del ricco museo interno che descrive la storia del cantiere dalle origini ad oggi, la guida ci ha prima condotto, caschetto in testa, a vedere una fase della lavorazione (una delle poche ancora in corso, era tardo pomeriggio ed ormai il grosso del personale aveva finito il proprio turno) poi, ma solo dall’esterno, l’allestimento dell’ultima nave da crociera.

A quel punto la guida ci ha informato che la vita media di tali imbarcazioni difficilmente supera i sette anni di vita e che in soli tre anni mediamente l’armatore recupera l’investimento, dopodiché è tutto profitto. Il destino della nave è infine quello di essere “spiaggiata” sulle coste dell’India, dove abilissimi senza casta la smonteranno pezzo a pezzo per poi rivenderli sul mercato locale.

E’, o – a quanto parebbe – era, il magico mondo della globalizzazione liberalcapitalista.

molto cordialmente,
bbus

p.s.: dopo qualche settimana dalla visita, abbiamo appreso che un operaio delle tante ditte terziste che lavorano nel cantiere era rimasto ucciso a seguito di un incidente occorso proprio durante gli ultimi lavori sulla nave di cui sopra, la cui inaugurazione doveva essere fatta solo pochi giorni dopo.

alang5Il cantiere di Alang nel Gujarat, dove finiscono le navi della Fincantieri

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4 Responses to Il mondo globale della Fincantieri

  1. irSardina says:

    Mi pare strano che una nave, pure se da crociera, duri solo circa sette anni. Mi pare logico, invece, che dopo tale data ritorni ai cantieri navali per una ristrutturazione.

    Ho dato un’occhiata al sito Gujarat Maritime Board che parla del cantiere di Alang come di un cantiere per il riciclo del materiale proveniente dalle navi in disarmo. Dalle foto si deduce che risparmiano molto sull’alaggio delle navi destinate alla demolizione.

    Ho potuto, inoltre, vedere degli operai al lavoro che indossano il casco, altri che assistono a un corso sulle norme da osservare in caso d’incidente, che c’è un ospedale della croce rossa, un’unità mobile di pronto soccorso e persino un’aiuolina, non ho capito bene se, in uno spartitraffico.

    Dato che non conosco tanto bene l’inglese non ho potuto capire se i lavoratori sono effettivamente fuori casta o di altra organizzazione sindacale:-)

    Riporto una battuta di un utente del sito Betasom (XI Gruppo Sommergibili Atlantici) che si firma Drakkar: “QESTA SI CHE E’ EVOLUZIONE….. MIN….IA.. SONO PIU’ AVANTI DI NOI CON LA RACCOLTA DIFFERENZIATA…

    Sardina

  2. utente anonimo says:

    per vedere quanto “vive” una nave non c’è niente di meglio di questo sito

    http://www.faktaomfartyg.se/

    unica controindicazione: è in svedese ma qui da voi non dovrebbero esserci problemi:-)

    qui invece si possono vedere parte delle navi costruite da Fincantieri alla fine degli anni ’90-inizio 2000, sono ancora tutte in attività

    http://www.faktaomfartyg.se/costa_crociere.htm

    le navi passeggeri hanno in realtà una vita molto lunga, ci sono ancora in circolazione navi costruite negli anni ’60, al contrario delle navi mercantili che possono davvero essere demolite dopo pochi anni di vita, forse comunque troppi visto che ogni tanto qualche petroliera si spezza

    per capire se una nave è stata demolita o meno cercare la parola “upphuggning”

    troll buono

  3. kelebek says:

    Grazie dei due commenti “scettici” :-)

    Immagino che alla Fincantieri si riferissero a un tipo specifico di nave.

    Miguel Martinez

  4. Notizia in corso di indagini da parte dei Carabinieri di San Michele Mondovì in quanto diverse gru prodotte da questa multinazionale : Manitowoc Potain Grove Crane Group di Niella Tanaro dove un tecnico Morando ha scoperto che su moltisssime gru MANCAVANO tante e diverse saldature e molte erano soffiate bucate e non passanti in bisellature saldatori senza i requisiti del RINA etc etc è stato mandato tuuto sul mercato nazionale ed intyernazionale le maestranze sono state ampiamente avvertite ma tutto venduto ugualmente con gravi rischi di infortunio si prega pertanto di aiutarci a diffonderne la notizia internazionalmente grazie.

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