Obama è messicano, ho deciso

Quando ero piccolo, portavo a spasso il cane. E un signore, guardando l’animale con simpatia, disse, "certo, gli manca solo la parola per essere un cristiano!"

Questa ossessione da dermatologi, con tutti che ripetono meravigliati che il giovane avvocato di successo che è diventato presidente degli Stati Uniti è nero, mi sembra una cosa del genere.

Per cui ho deciso che Barack Obama è messicano. Anche noi messicani sappiamo fare i presidenti, e lo abbiamo ampiamente dimostrato: solo tra il 1829 e il 1855, ne abbiamo avuti 48.

Nella foto sotto, vediamo una folla di messicani radunati nello stadio di Città del Messico nel 1942: sono stati accettati come braceros, manodopera temporanea nei campi degli Stati Uniti per sostituire gli uomini mandati in guerra. Stanno ascoltando le condizioni del loro contratto.

Il vero papà di Barack Obama si riconosce subito. Scommetto che non si è fatto rimpatriare alla fine della guerra.

Magari io sono più cuggino di Obama di quanto non lo sia Walter Veltroni.

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44 Responses to Obama è messicano, ho deciso

  1. utente anonimo says:

    A proposito di ossessioni dermatologiche, ho trovato (http://en.wikipedia.org/wiki/Johann_Wilhelm_Trollmann) un ottimo esempio di pelle sbiancata (con la farina) risalente a decenni prima di Michael Jackson:

    Johann Wilhelm Trollmann (December 27, 1907 – February 9, 1943) was a German Sinto boxer.

    The charismatic Trollmann became prominent in the late 1920s and was a special favorite of female fans, with whom he flirted even during fights. On June 9, 1933, he fought for the German light-heavyweight title and although he clearly led by points over his opponent Adolf Witt, the fight was judged “no result”. The audience rebelled, and the Nazi officials were forced to acknowledge Trollmann as the victor. Six days later, however, he was again stripped of the title. A new fight was scheduled for July 21, with Gustav Eder as Trollmann’s opponent. Trollmann was threatened that he had to change his “dancing” style or lose his license. Trollmann, of Sinti heritage, arrived the day of the match with his hair dyed blond and his body whitened with flour, the caricature of an Aryan. He took the blows of his opponent for five rounds before he collapsed.

    The persecution of Sinti and Roma in Germany dramatically increased in the following years. Sterilization often prevented their internment in concentration camps, and Trollmann too underwent this operation. In 1939 he was drafted into the Wehrmacht, and fought on the eastern front. After returning wounded in 1941, the Gestapo arrested him in June 1942 and he was interned in Neuengamme concentration camp, where he was humiliated and ultimately killed.

    In 2003 the German boxing federation decided to recognize Trollmann as the winner of the 1933 championship.

    Andrea Di Vita

  2. utente anonimo says:

    Posso confermare con lo scoop del giorno di repubblica:

    http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/pelo-cane/1.html

    L’hanno “disfrazado” da peruano per nascondere il pinche complotto mexica ma giá circolano rumori che sia un pinche Xoloitzcuintle rincarnazione del mero mero Tonatiuh, güey.

    O sea, no…la Reconquista ha llegado a la casa blanca! cabrones!!!

    Le vamos a reventar la madre…

    La neta, carnal.

    UNAM-CHAVO

  3. kelebek says:

    Per n. 2

    Notevole :-)

    Per coloro cui fosse sfuggita l’allusione allo Xoloitzcuintle:

    http://kelebek.splinder.com/post/4337376/Di+Xoloitzcuintli,+imperi+e+sq

  4. utente anonimo says:

    Pensavo scherzassi ma l’uomo con la camicia bianca in alto a sn é proprio obama!

    Giá che si parla di Mexico e ti sei dichiarato per il 911 un irriducibile anticomplottista, che pensi (o meglio pensasti…e chi ci pensa piú?) del subcomediante marcos e l’ezln?

    chavo

  5. utente anonimo says:

    Ci farà presto notare le sue vere origini saudite! É nero anche dentro come il petrolio.

    xbr

  6. Niente affatto, Miguel !!!

    Barack O’Bama è IRLANDESE!!!

    Vedi:

    http://www.youtube.com/watch?v=EADUQWKoVek

    Ceffo.

  7. Ritvanarium says:

    E la storia dell’ Obama Falasha non l’ ha presa sul serio nessuno ?

    by DavidRitvanarium

    (Devo scappare … ciao !)

  8. PinoMamet says:

    Però non so se tutto questo rimarcamento del fatto che Obama sia nero sia una mera ossessione dermatologica.

    Il colore della sua pelle avrebbe comunque giocato un ruolo nella sua campagna elettorale, anche se nessuno ci avesse insistito più di tanto.

    Che il ruolo giocato fosse poi in positivo, e non in negativo, è un fatto che continua a sembrarci abbastanza nuovo; io credo che sia lo stupore per questo fatto che ci sembra insolito (specialmente a noi europei, e ancora di più a noi italiani, non così abituati a sindaci e governatori di colore) che genera quel tipo di reazione abbastanza naif che abbiamo nella nostra stampa (“to’, è nero”, “è una grande democrazia”, “secondo me non è davvero nero”, e “tanto non cambia niente”).

    Io non credo alla retorica della Grande Democrazia, e neanche a quella dell’Impero del Male; credo invece che gli Stati Uniti siano una Democrazia Come le Altre, che come ogni paese ha le sue caratteristiche peculiari.

    Una di queste, a mio parere, è quella di Crederci; gli americani ci credono, tutto sommato, alla loro democraticità e alla loro libertà.

    Se hanno ragione o torto, sono principalmente fatti loro; però credo che sia questo Crederci, più che lo specifico colore della pelle di Obama (o meglio, nella sua incarnazione nel personaggio Obama) che ha fatto sì che gli americani lo votassero, e anche, per le loro abitudini, in tanti.

    Sì, sono un nero; se vinco io, allora questo paese è davvero democratico; se è davvero democratico, tutti possono farcela; è questo quello che volete credere; è questo il sogno americano, e sicuramente voi VOLETE che sia vero (anche se poi, nello specifico, la minoranza sotto casa vi può stare antipatica).

    Più o meno credo sia per un non-detto come questo che la gente lo ha votato.

    nero era la minoranza giusta al posto giusto; e come al solito Berlusconi, con le sue battute da imprenditore lombardo in viaggio d’affari (aspettate un secondo, non è proprio quello che è?) che a noi, padronissimi, stanno sul cazzo, ha colto nel segno: giovane, bello, abbronzato.

    Ci si possono fare affari, certamente.

    Ciao!

  9. PinoMamet says:

    Come mi capita spesso (prima scrivo, poi pensso ;-) )

    riassumo in una frase:

    non l’hanno perché sono una Grande Democrazia, ma perché pensano di esserlo.

    Ciao! :-)

  10. utente anonimo says:

    Pino,

    – Se hanno ragione o torto, sono principalmente fatti loro; però credo che sia questo Crederci, più che lo specifico colore della pelle di Obama (o meglio, nella sua incarnazione nel personaggio Obama) che ha fatto sì che gli americani lo votassero, e anche, per le loro abitudini, in tanti. —

    Mah… io invece sono d’accordo con Zucconi. Con gli avversari che aveva, se Obama fosse stato bianco avrebbe preso il 90% e passa, secondo me…

    Z.

  11. utente anonimo says:

    x Z.

    se lo dice Zucconi, è sbagliato. Se parla dell’America, è pure falso.

    Ricordo che Obama ha vinto perchè Bush ha deciso, sbagliando, di lasciar fallire Lehman e la crisi finanziaria è esplosa.

    A quel punto, tra due incompetenti gli americani hanno scelto quello che sembrava ancora vivo.

    Zucconi .. oh my God

    Francesco

  12. PinoMamet says:

    Z.

    non ho letto Zucconi, ma fido pienamente della tua sintesi :-)

    Però non sono d’accordo, mi sa.

    Gli avversari non erano granché?

    Vero, ma ricordiamoci gli americani hanno eletto Georre W. Bush: due volte!

    E poi, questo McCain non mi sembrava niente affatto male (ovvio che io non l’avrei votato), e anche quella pazzoide pericolosa della Palin aveva il suo seguito.

    Rimane il punto: fosse stato bianco lo avrebbero votato di più?

    Cioè, più di così?

    Che non è il 90%, ma è comunque parecchio, lo hanno sottolineato tutti.

    No, non credo.

    Un presidente giovane, belloccio, energico, bianco, ce l’hanno già avuto.

    All’epoca era e cattolico: non malaccio.

    No, no, stavolta l’hanno votato proprio perché era nero.

    Capirai, dopo Guantanamo, bisognava pure ricordarsi di essere una democrazia.

    Ciao!!

  13. utente anonimo says:

    hai qualche sondaggio sulla impopolarità di Guantanamo negli USA?

    ciao

  14. utente anonimo says:

    Pino,

    a parte che il #13 forse non ha tutti i torti, non è che i numeri di McCain siano i numeri di una disfatta. Che il sistema elettorale in vigore abbia enfatizzato il distacco è altra storia.

    Pensare che Obama sia stata votata perché l’America redenta ha scelto un nero mi pare un po’ come pensare che la condotta di guerra in Iraq sia criticata perché l’America si è riscoperta pacifista.

    E naturalmente, se McCain avesse vinto, le stesse persone che oggi danno lezione sul perché ha vinto Obama darebbero lezione sul perché ha vinto McCain, fingendo la stessa competenza e ostentando la medesima sicumera ;-)

    Sai, una volta scoperte le carte sono buoni tutti a dire chi ha giocato come, e perché chi ha vinto non poteva che vincere (era ovvio che Tizio aveva scala, era ovvio che Caio non era servito). Dopo son buoni tutti :-)

    Z.

  15. utente anonimo says:

    Francesco,

    come mai tanto astio verso Zuc? :-)

    Z.

  16. PinoMamet says:

    “Pino,

    a parte che il #13 forse non ha tutti i torti, non è che i numeri di McCain siano i numeri di una disfatta. Che il sistema elettorale in vigore abbia enfatizzato il distacco è altra storia. ”

    Infatti, ho scritto: lo hanno votato, per le loro abitudini, in tanti.

    Per le loro abitudini.

    Il 90%? Via, è una cifra bulgara; non la avrebbe presa neanche un bianco solo per il fatto di essere un bianco.

    Avrebbe preso comunque di più? Secondo me no.

    “Pensare che Obama sia stata votata perché l’America redenta ha scelto un nero mi pare un po’ come pensare che la condotta di guerra in Iraq sia criticata perché l’America si è riscoperta pacifista. ”

    mai pensato e mai scritto l’idea di un’America “redenta”.

    Penso invece che la novità di un nero, carica dei suoi significati simbolici, abbia fatto da catalizzatore dei democratici svogliati e di una fetta dei numerosi non-votanti.

    Un bianco a mio parere non avrebbe sortito lo stesso effetto: già visto.

    A meno che non avesse avuto qualche altro elemento peculiare che servisse a risvegliare dall’apatia elettorale.

    Donna? Perché no: infatti, Hillary ha dato parecchio filo da torcere a Obama nelle primarie.

    Gay, disabile, altro, non sa/non risponde?

    No, non è ancora il momento, mi pare.

    “ai, una volta scoperte le carte sono buoni tutti a dire chi ha giocato come, e perché chi ha vinto non poteva che vincere (era ovvio che Tizio aveva scala, era ovvio che Caio non era servito). Dopo son buoni tutti :-)

    Verissimo, infatti non mi sono mai finto profeta, tento solo di analizzare i fatti.

    E gioco malissimo a carte, lo sanno tutti.

    Ciao! :-)

  17. PinoMamet says:

    E sì, penso che la maggioranza dei votanti di Obama sia contro Guantanamo.

    Il che non avrà nessun effetto sulle decisioni che Obama prenderà in merito, peraltro.

    Troppa distanza tra gli elettori e gli eletti.

    Col sistema americano, il voto per il meno peggio mi sembra la norma, più che l’eccezione.

    Ciao!!

  18. controlL says:

    Yes we can (controcanto)



    più facile a dirsi,

    e infatti te lo dico.



    La sposa occidentale che sembra quasi ridere

    e invece lei respira,

    quasi piangere ma gira

    dall’altra parte il viso ma ritorna

    portando sue notizie inaspettate

    amando tutto ciò che adora

    chiama con nomi fittizi le cose

    così semmai le rose

    son spasimi per ora…

    La sposa occidentale (battisti/panella)

    http://it.youtube.com/watch?v=VVeJi-ooy4U&feature=related

    p

    e un di loro, quasi da ciel messo,

    ‘Veni, sponsa, de Libano’ cantando

    gridò tre volte, e tutti li altri appresso

    (dante alighieri, purgatorio, xxx, 19,12)

    Giuni russo e coro di carmelitane scalze: la sposa:

    http://it.youtube.com/watch?v=PXZgzrxpEqc

  19. utente anonimo says:

    guantanamo verrà chiusa

    troppo deleterio insistere,

    ma come si riparerà il danno ai diritti civili ed umani?

    ed le vittime? (da ricordare che non ci sono soli casi conosciuti, indagati e magari non risolti come quello di mio marito, ma molto più numerosi quelli rimasti nell’ombra).

    mi permetto di consigliare la lettura di:

    Clive Stafford Smith, L’inferno di Guantanamo, Newton Comton, 2008

    Alfred W. McCoy, Una questione di tortura, Ed. Socrates, 2008

    un saluto khadija

  20. correttamente: Newton Compton

    khadija

  21. kelebek says:

    Mi sembra una sciocchezza dire che Obama l’hanno votato “perché nero”, a parte ovviamente lo stesso elettorato nero.

    Casomai, è corretto notare come l’essere neri non sia più un elemento così importante da averne impedito la vittoria.

    Miguel Martinez

  22. PinoMamet says:

    Permettimi,

    ma perché per l’elettorato bianco sarebbe una sciocchezza, e per l’elettorato nero no?

    Se esiste il nero che pensa “sì, finalmente uno come me al potere!”, esiste benissimo, credo, anche il bianco che pensa “oh che bello, posso votare per una minoranza e sentirmi bene”;

    come esiste il nero che pensa “chissenefrega, io voto McCain” e il bianco che magari odia le minoranze e altri casi infiniti.

    Un prodotto è un prodotto, in tutte le sue caratteristiche.

    Se piace, piace.

    Obama è piaciuto.

    Obama bianco non avrebbe avuto lo stesso appeal, mi sa;

    (e ricordiamoci che ci sono bianchi- io tra tutti- che non toccherebbero la cucina nazionale con un bastone, ma vanno pazzi per l’hummus e il cibo indonesiano)

    Poi, voi guardate le cose importanti; io sono una vittima delle pubblicità, e vedo solo prodotti.

    Quando ci sono le pubblicità delle macchine, magari qualcuno pensa “questa consuma troppo”, “l’offerta rateale è vantaggiosa” o “troppo pochi cavalli”;

    io penso

    “fiiiga, ha il tettuccio trasparente!”.

    E manco, mi piacciono, le macchine. :-)

    Voglio dire, ho la mentalità del consumatore.

    Ciao!

  23. PinoMamet says:

    Sarebbe come dire che i film con Shaft piacevano solo ai neri, insomma! :-)

  24. PinoMamet says:

    Comunque, per chiarire, non credo che l’abbiano votato “perché nero”;

    ma per l’insieme di fattori (uno tra i quali, non secondario, l’appartenere a una minoranza) che hanno facilitato il risveglio del “gusto di sentirsi democratici”.

    Ciao!

  25. utente anonimo says:

    Credo che Miguel (#21) abbia centrato esattamente il punto.

    Oltre tutto, ho il dubbio che il bianco che vota il nero apposta perché è nero esista più nella nostra fantasia di europei per bene che non nella realtà degli Stati Uniti. Ce ne saranno, non discuto: ma sono convinto che il bianco che non vota il nero perché è nero sia molto più comune.

    Inoltre, mi pare di aver letto che nelle comunità di afroamericani i votanti non sono aumentati a dismisura come qualcuno presumeva sarebbe accaduto.

    Insomma, Pino, sul fatto che l’abbiano votato perché è nero non mi convinci :-)

    Z.

  26. utente anonimo says:

    Cara Khadija: hai visti che l’ACLU è già partita all’attacco?

    Sarebbe interessante il sondaggio di cui al post n. 13, anche nella versione italiana.

    Confortante il tuo ottimismo!

    ciao

    Francesca

  27. utente anonimo says:

    correttamente: hai visto…

    F

  28. PinoMamet says:

    “Oltre tutto, ho il dubbio che il bianco che vota il nero apposta perché è nero esista più nella nostra fantasia di europei per bene che non nella realtà degli Stati Uniti. Ce ne saranno, non discuto: ma sono convinto che il bianco che non vota il nero perché è nero sia molto più comune. ”

    Io ho avuto l’impressione esattamente opposta, da cui forse le valutazioni diverse.

    Ma, per tornare a un vecchio tema, l’amico nero di Big Jim non era comprato solo dai neri; i Jefferson e i Robinson non erano guardati solo dai neri e così via.

    Prendi John Shaft, e tutti i film della blaxploitation.

    Per il pubblico nero, certo. Ma non solo.

    e i bianchi che li guardavano, e li guardano, non lo fanno NONOSTANTE siano film “di neri”, ma PERCHE’ sono film di neri.

    Cosa c’è di diverso tra comprare un biglietto del cinema o noleggiare un DVD e dare il voto a un candidato?

    Si tratta comunque di effettuare una scelta.

    Mi potresti obiettare che io stesso ho detto che gli americani sono abituati a votare per il meno peggio.

    Vero.

    Sono abituati però anche a non votare per niente.

    Invece lo hanno fatto più del solito: il prodotto piaceva, nero e tutto quanto.

    Ciao!!

  29. PinoMamet says:

    Poi, onestamente:

    le primarie le ha vinte lui (minoranza: nero)

    non la Clinton (minoranza: donna).

    Potevano fare il contrario, se proprio volevano.

    Invece hanno voluto un candidato appartenente a una mionranza, e proprio quella minoranza lì.

    No, mi dispiace:

    io credo che il biancaccio americano sotto sotto sempre razzista sia più nella nostra fantasia di europei che vogliono sentirsi superiori piuttosto che nella realtà.

    :-)

    Ciao!!!

  30. Il fatto che siamo noi qui in europa a farci mille discorsi sul colore di Obama, molto piu’ che in USA, dovrebbe dirla lunga riguardo a chi sia piu’ razzista. Per me comunque la vittoria di Obama non e’ la vittoria dei Martin Luther King, Malcom X e Black Panther – e’ piu’ in linea col pensiero di Duke Ellington.

  31. falecius says:

    Io credo che dovremmo liberarci anche da questa cosa di dire che le donne sono una “minoranza”. Hillary Clinton non appartiene ad una “minoranza” perché donna, nello specifico, e non solo perché le donne mi pare siano seppure di poco la maggioranza della popolazione, mondiale ed americana.

  32. PinoMamet says:

    Da un certo punto di vista credo che tu abbia ragione

    (“minoranza” non è inteso in senso puramente numerico, del resto, quanto in termini di accesso al potere e riconoscimento);

    ma a me pare che non ce ne siamo ancora completamente liberati.

    Ciao!!

  33. PinoMamet says:

    No, no, cavolo

    davvero non mi capacito :-)

    come dire che un americano medio guardava The Godfather nonostante fosse un film di italo-americani!

    O che un ipotetico candidato italo-americano eletto non potrebbe far ricorso a tutto l’ambaradan del suo retaggio culturale (quello positivo, no la mafia, ma Leonardo e compagnia); per affascinare gli italo-americani, certo; ma anche tutti gli altri!

    Poi, dire che l’hanno votato per questo sarebbe eccessivo, certo (si deve pur sintetizzare, lo ammetterete); ma se gli desse tanto fastidio, se fosse una cosa che generasse così tanti “nonostante” invece che così tanti “sì, dai, che figo”, ci rinuncerebbe.

    E avrebbero scelto la Clinton.

    O non è che sotto sotto ci piace pensarli sempre un po’ razzistelli, ‘sti americani?

    No, no: rimango fedele alla mia “sciocchezza”.

    Ciao!!

  34. irSardina says:

    Miguel, potrei anche io esternare una teoria secondo cui Obama sarebbe di origini sarde… Anche noi i presidenti non ce li siamo fatti mancare… Ma il punto è: dove vuoi andare a parare?

    Mica l’ho capito, sai!

  35. kelebek says:

    Ho scritto una cosa molto lapidaria al n. 21, però non trovo insensate le obiezioni di PinoMamet.

    Certamente, nero vuol dire anche “libero” nella cultura bianca americana, un po’ come “zingaro” in Italia: il nero fa tutte cose divertenti e immorali tipo cantare, ballare, vestirsi con cose colorate, fare il tonto agli esami e non preoccuparsi del domani: non a caso si porta via le donne, insomma.

    E’ evidente quanto un simile immaginario si leghi al ruolo subordinato del nero, tipo “io so fare i soldi, lui invece sa correre come il vento, come lo invidio!”

    Questo immaginario è un fattore potente nella moda giovanile. Non saprei che effetto abbia, invece, sulle scelte elettorali.

    Miguel Martinez

  36. kelebek says:

    Per Sardina n. 34

    Non ho obiettivi particolarmente reconditi: mi ha colpito la foto e non vedo perché non ironizzare sulle ossessioni dermatologiche che circondano Obama.

    Miguel Martinez

  37. utente anonimo says:

    Mah, io direi piuttosto che la “ossessione dermatologica”, se così vuoi definirla, non è tanto quella di chi commenta l’elezione di Obama quanto quella di chi per secoli ha discriminato – e tuttora discrimina – i neri d’America.

    Sicché, al di là di ciò che si pensi sugli Stati Uniti, se cinquant’anni fa i neri erano ancora segregati per legge non può stupire che l’elezione di un presidente afroamericano oggi susciti un certo qual clamore :-)

    Z.

    PS: Poi naturalmente diGiamolo: senza un po’ di sano snobismo che gusto c’è a fare gli intellettuali? ;-)

  38. utente anonimo says:

    Pino,

    – Cosa c’è di diverso tra comprare un biglietto del cinema o noleggiare un DVD e dare il voto a un candidato? —

    Direi che apprezzare un film e votare un candidato sono due cose che c’entrano l’una con l’altra più o meno come le pugnette con la frutta :-)

    A meno che tu non voglia sostenere che è impossibile che qualcuno apprezzi “Il Padrino” se ha pregiudizi contro gli italiani, che è impossibile che uno che detesta i “terroni” apprezzi “La Piovra” o che tutti quelli che ascoltano volentieri la musica tzigana morirebbero di gioia se fosse inaugurato un campo rom sotto casa loro :D

    Z.

  39. PinoMamet says:

    :-))

    Z.

    che bella discussione! Ne ho fatte di simili con Ritvan (con chi altri?)

    Bella, perché ognuno porta avanti il suo punto di vista senza nessuna cattiveria, come succede spesso su internet, e senza fraintendimenti, mi auguro; e sicuramente da parte mia anche con grande simpatia verso gli interlocutori che si trovano ad avere un’opinione diversa dalla mia :-)

    Mettiamola così:

    il Padrino non è un film sulla mafia.

    Il Padrino è un film su un uomo che ha imparato a difendersi da solo in una realtà difficile e violenta; un uomo che ha costruito il proprio giardino personale nel deserto della sopraffazione; un uomo che ha solidi, anche se particolari, valori morali, e si trova a dover scegliere tra i suoi figli l’erede più adatto a portare avanti il suo business, tutto ciò in cui crede, proprio nel momento in cui ciò è messo in crisi; e questo erede è ovviamente il più ribelle dei figli.

    Un film dai valori profondamente americani, in fondo.

    Lo possono apprezzare tutti: anche quelli che odiano gli italiani.

    Non penso certo che un appartenente al Ku Klux Klan si metta a votare per Obama (ma l’America sarebbe capace anche di questo).

    Ma continuo a non vedere differenze psicologiche tra le operazioni di scelta di un prodotto; e neanche i politici, altrimenti non si circonderebbero di consulenti ed esperti di immagine (e poi fanno gli spot! gli spot! pubblicità).

    Uno che odia i terroni voterebbe per un terrone? Altroché: credo sia successo decine di migliaia di volte.

    Come i terroni che stanno al Nord (e anche qualcuno del Sud) votano, e anche parecchio, per chi non fa che parlare male di loro, cioè la Lega Nord e Bossi.

    Non siamo esseri del tutto coerenti: o meglio, abbiamo una nostra coerenza, una coerenza però più profonda delle appartenenze superficiali, ed è a questa che si rivolgono, magari senza volere, i pubblicitari e i consulenti di immagine.

    Hai ragione tu: il Padrino può essere apprezzato anche da chi odia gli italiani, anzi lo gratifica doppiamente, da un lato perché gli offre un prodotto di intrattenimento del tutto conforme ai suoi standard e ai suoi valori (non c’è niente, nel Padrino- parlo del primo, gli altri non li ricordo- che non si troverebbe in un western o in Shakespeare), dall’altro perché contemporaneamente gli riconferma i suoi pregiudizi (gli italiani sono mafiosi).

    Uno può benissimo non mettere piede nel quartiere dove stanno i neri e i latinos e odiare Soulja Boy e Dr. Dre, ma non può non riconoscere in Obama l’incarnazione di un ottimo, perfetto rappresentante del candidato americano (ovvio, ne parliamo a posteriori, né ho mai preteso di conoscere il futuro; ma che fosse un candidato con ottime chance era chiaro a tutti, questo sì).

    In più, offre la possibilità di gratificare la coscienza dei bianchi che, per vari motivi anche di senso colpa, amano le minoranze (e non sono pochi, anzi: rimando sempre al blog Stuff white people like) e anche di qualcuno che le odia, senza rinunciare a niente dei suoi valori.

    Ciao!! :-)))

  40. utente anonimo says:

    Pino,

    capisco quel che vuoi dire (almeno credo).

    Ma io sono convinto che un razzista che mai voterebbe un negro alla presidenza degli Stati Uniti possa comunque divertirsi a guardare una sit-com su una famiglia afroamericana. Proprio come non tutti gli amanti della musica tzigana farebbero i salti di gioia se davanti a casa loro fosse allestito un campo nomadi.

    Tu dici che è normale non essere perfettamente coerenti, e ci mancherebbe.

    Io però non credo che si tratti di incoerenza. A me la musica tzigana non dispiace affatto, ma non vorrei proprio avere un campo nomadi di fronte a casa. E difficilmente sceglierei di prender casa a venti metri da un campo nomadi.

    Potresti obiettarmi che le mie motivazioni non sono dettate dal razzismo quanto da considerazioni economiche piuttosto obiettive (dal rischio di delitti contro il patrimonio alla quasi certezza di deprezzamento dell’immobile). Potresti persino sostenere che io non sarei contrario ad eleggere un presidente rom pur non volendo il campo di fronte a casa.

    Vero. Ma questo contribuisce ulteriormente a dimostrare che un conto sono i tuoi gusti musicali e cinematografici, un conto è scegliere dove vivere e abitare, un altro conto ancora è scegliere chi vuoi eleggere come presidente.

    Per questo dico che il successo di molti neri nel mondo dello spettacolo – fenomeno non di certo nuovo ed inusitato negli Stati Uniti – non implica che i neri possano per ciò stesso avere successo in politica.

    Z.

    PS: E forse quella che chiamiamo “incoerenza” è solo l’assenza di un pregiudizio totalizzante a 360 gradi (il che non implica che non possano aversi tanti pregiudizi isolati qua e là). Comunque aspetta a rallegrarti per la discussione pacata, ché se alla fine non mi dai ragione vengo lì da te e ti slego di botte :D

  41. kelebek says:

    Per Z n. 40

    Beh, non credo che un ladro Rom andrebbe a rubare a pochi metri da casa propria :-)

    Volendo fare lo ziganofobo, anche se non mi riesce bene, direi che vale il principio dei campi elettromagnetici: ammesso e non concesso che le emissioni delle antenne sui palazzi facciano male, le emissioni vanno verso fuori, quindi il palazzo subito sotto è al riparo.

    Insomma, antenna sì, ma sul mio palazzo e non sul tuo!

    Miguel Martinez

  42. utente anonimo says:

    Miguel,

    – Beh, non credo che un ladro Rom andrebbe a rubare a pochi metri da casa propria :-)

    Fortunatamente – il tizio vittima del furto mi è antipatico – ho esperienza del contrario :-) Ne ho anche scritto qui qualche mese addietro, facendo tra l’altro incazzare JZ – quando ho detto che la vittima se l’è andata a cercare :-)

    Ho preso il campo come esempio, ma non si applica solo ai rom. Quando spostarono i romeni dal Ferrhotel a Villa Salus, cominciò a sparire un po’ di tutto in zona.

    Non sempre i ladri ragionano come me o come te :-)

    Z.

  43. RitvanShehi says:

    x Z. e Miguel (#41 e 42)

    Un detto albanese recita “Il lupo non caccia mai vicino alla propria tana”. Però, i rom mica sono lupi e, in genere, non amano faticare, ovvero spostarsi lontano per compiere la loro nobile missione di redistribuzione della ricchezza fra gage e rom:-). Pertanto, a mio immodesto avviso, ha ragione Z.

  44. controlL says:

    Mi mancava questo geniale commento all’elezione dell’“abbronzato” (come a dire “faccia di bronzo”?). C’ha pensato “nuovo patriota” a colmare la lacuna:

    Sacrosanto il giudizio di berlusconi sul neo-eletto presidente che è salito alla ribalta delle cronache mondiali grazie ad uno sleale utilizzo dei media, di spot costati milioni di dollari e dall’appoggio di tutte le razze non bianche e dei comunisti a palese dimostrazione che il razzismo esiste sì; nel fronte opposto.

    Davvero notevole, direi, la variatio tacitiana, oserei dire, del complemento di mezzo (“grazie ad” … “dall”) e l’uso del punto e virgola.p

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