Obamomania

Vado di fretta, dovendo consegnare diverse traduzioni.Noto che si sta diffondendo quella che Repubblica chiama – compiaciuta – la “Obamomania“: certi blog poi sono diventati indistinguibili da quelli calcistici nel giorno dopo la partita.

Evidentemente a buona parte della sinistra italiana, l’Impero va benissimo, a patto che a capo ci sia qualcuno di cui Walter Veltroni possa dire, “guardate che è mi’ cuggino, m’ha detto che lo posso chiama’ quanno me pare!

Come se l’avvento alla Casa Bianca di un uomo sicuramente più simpatico di George W. Bush significasse che cambia il sistema economico e militare più potente e devastante della storia umana. Perché è questo che conta, e non il “carattere” degli americani, o il “fondamentalismo religioso” o il nome del presidente o il colore della sua pelle.

Siccome le “manie”, le esaltazioni mediatiche e il culto dei capi  mi piacciono poco, per gli anglofoni segnalo un ottimo articolo di James Ridgeway intitolato, An Obama Victory Will Transform the Face of the Nation More Than Its Policies su quell’insostituibile fonte di riflessioni lucide che è Counterpunch.

In italiano, c’è una critica a Obama di James Petras – forse un po’ sopra le righe, ma che ha il merito di definire alcuni punti chiave in maniera chiara.

Stimolanti le riflessioni di Dalovi sulle manipolazioni italiche della vittoria di Obama.

P.S. Ricordando che Obama non ha la colpa delle pulci italiane che gli si attaccano alla pelliccia… vi ricordate Filippo Penati, presidente della provincia di Milano e autore della memorabile frase, “zero campi rom: i rom non vanno ripartiti, bisogna semplicemente farli ripartire“?

Ieri era tutto felice a Chicago (a spese dei contribuenti?) a dire nuove cose memorabili:

“Ieri notte tra la gente di Chicago, immersi in un oceano di giovani, si poteva toccare con mano la voglia e la spinta al cambiamento che Obama ha saputo interpretare e trasmettere durante la campagna elettorale. Dopo l’elezione di Obama nulla sarà più come prima. La politica dovrà fare i conti con il significato profondo di questo avvenimento storico”. Con queste parole il presidente della Provincia Filippo Penati, presente a Chicago invitato dal sindaco, commenta l’elezione del 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha seguito a Grant Park. (omnimilano.it)
(05 novembre 2008 ore 18:44)

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62 Responses to Obamomania

  1. georgiamada says:

    oh kel ‘un tu lo sapevi che dietro il mega-komplotto dell’elezione di obama c’è solo … veltroni?

    e vai …

    Certo per i blogger era meglio la palin, c’era più ciccia da masticare ;-)

  2. utente anonimo says:

    A parte il fatto che sono tuttora innamorato della Palin, credo che quello che Miguel chiama l’impero possa essere messo in discussione tanto quanto l’Everest o la forza di gravità.

    Quindi è umano trovare più interessante valutare quanto Obama possa essere meglio di Bush II.

    Ciao

    Francesco

    PS l’Everest non è eterno, ricordo.

  3. dalovi says:

    …ma no, ma no …siamo tutti felici della vittoria di Obama nelle elezioni USA (per quel che mi riguarda ci ho sperato ed ogni volta che ho consigliato un votante a stelle e striscie ho speso buone parole – anche durante le primarie).

    In vero iniziamo, già, ad essere oppressi della sua celebrazione italiana.

    Ecco, comunque è vero, passare il tempo a sentir parlare della Palin sarebbe stato orribilmente peggio.

  4. utente anonimo says:

    Pare che non ci siamo affatto liberati della Palin, è giovane e decisa a restare in giro

    :)

    Francesco

  5. georgiamada says:

    beh ma noi non avremo alcun problema di crisi di astinenza, anche se non parleremo della palin, la cajmana col rossetto, abbiamo le cajmane di casa nostra: le ragazze pom pin: tacco alto e cervello basso.

  6. kelebek says:

    Per Georgia n. 5

    Cervello nel tacco e tacco, si spera, nel cervello.

    Miguel Martinez

  7. kelebek says:

    Ho aggiunto un p.s. al mio post.

    Miguel Martinez

  8. georgiamada says:

    bene, bravo kel, anche Penati, via via il Grande Komplotto si arricchisce :-)

    geo

    P.S

    Per la precisione il cervello è SOTTO i tacchi, per questo portano i tacchi alti, per aumentare la distanza tra mente e cervello … ‘un fusse mai che ci fosse un collegamento anche labile;-)

  9. utente anonimo says:

    certo che se i neri avessero gli stessi amorevoli rapporti interni che hanno le fimmine col cavolo che Obama sarebbe presidente, manco senatore diventava!

    Francesco o’ sciovinista ridens

  10. controlL says:

    A essere crudeli con penati e piddini vari verrebbe da dire che proprio quella spinta il “pacatamente” di valter veltroni non ha saputo affatto interpretare. Obama dovrebbe servirgli da esame di coscienza, ma non c’è da sperare siano così lucidi. Però vorrei andare un po’ oltre le facce dei protagonisti. Dietro bush c’era l’ideologia pnac, paccottiglia ideologica come poche altre nel momento stesso ch’era evidente che il secolo americano era alle spalle e non avanti. Assomigliava a rutilio namaziano che cantava l’eternità di roma mentre si stava squagliando e i “barbari” imperversavano nell’impero. Spero per loro che l’elezione d’un nero sia il risveglio da quel sogno/incubo che li ha illusi per otto anni. Svegliarsi da un incubo è una liberazione, e credo che così vada interpretata la gioia genuina di molti americani. La realtà però, e qui i tanti scettici hanno fin troppo ragione, non è che sia molto più bella dell’incubo. Ma è già qualcosa che abbiano capito che quello che chiamavano sogno era un incubo. Al di là dell’annosa questione brogli elettorali, tra le due elezioni io noto una differenza di comportamento. Nell’elezione precedente bush vinse grazie a una forte mobilitazione delle chiese d’ideologia destrorsa, mentre non si vide nulla di simile dall’altra parte per lo scolorito (non solo di pelle) kerry; in quest’elezione la mobilitazione è venuta tutta dalla parte di obama, segno che la spinta a mobilitarsi più forte aveva cambiato direzione. È questo che io chiamo svegliarsi dall’incubo. Rimane, e fa bene kel a ricordarcela, la realtà, che ha il difetto d’essere più tenace e restia a farsi da parte dei sogni o incubi che siano.p

  11. PinoMamet says:

    Non c’entra niente, scusate.

    Sono stato via diversi giorni per lavoro; ogni tanto mi capitava di accendere la televisione e vedevo tutti ‘sti militari, dove ti giravi stava un soldato più o meno mimetico, minaccioso, sorridente, attuale o d’epoca.

    A peggiorare la situazione, mi trovavo in una regione dove i militari abbondano, per vecchie ragioni strategiche legate alla difesa dei confini prima, e alla guerra fredda poi; perciò me li vedevo con una certa frequenza anche per strada, mimetici in giro per gli affari loro, oppure “droppati” e insciabolati a mettere corone di fiori su monumenti, addirittura in grigioverde ’15-’18 con mantellina e cappelletto buffo.

    Insomma, mi sembrava di essere rinato nel ’39;

    e per quanto fossi rassicurato dal fatto che i militari che conosco io sono tutte persone che hanno tutt’altro per la testa che fare un colpo di Stato, un po’ di disagio c’era.

    Perciò, tutto sommato, quando ho visto che hanno eletto Obama (tanto so’ loro che comandano, mica noi) un po’ mi sono sentito meglio; tanto più che tutti quanti lo lodavano (vabbè, tranne Bossi, ma quello…) , per lo stesso motivo per cui sospettano di tanta altra gente: è nero.

    Verrebbe da sospettare che l’anno prossimo vedremo sfilate di militari con ai primi posti, a farci fare la figura dei “moderni” con gli altri europei, nel caso improbabile che ci guardino, non le donne soldato, che ormai hanno rotto le palle, ma gli italiani neri, e guarda guarda non vestiti da ascari o meharisti ma normali come gli altri.

    Ma non succederà, perché non è più il ’39, e la gente dopo due pubblicità col parà sorridente cambia canale (per fortuna).

    Invece, gli americani come al solito hanno capito tutto prima (bella forza, con tutta la gente che hanno a lavorare su ‘ste cose):

    Obama sarà pure nero e intelligente, ma soprattutto è un bell’uomo.

    Ciao!

  12. utente anonimo says:

    @ pinomamet & controlL

    I vostri post mi fanno venire in mente una domanda.

    Quando Obama chiederà agli alleati NATO di spedire più truppe in Afghanistan (non puo’ mica far vedere che si ritira da tutto, no?) il berluisca sarà felicissimo di scodinzolarli dietro.

    Ma veltroni che dirà?

    Andrea Di Vita

  13. utente anonimo says:

    @ tutti

    Troppo bella la concomitanza delle due notizie che seguono per passarla sotto silenzio.

    Obama, capo di una nazione tecnologicamente avanzata, ha 47 anni.

    (http://en.wikipedia.org/wiki/Obama)

    A 53 anni, il re del Bhutan, capo di una nazione tecnologicamente più arretrata deli USA, abdica a favore del proprio figlio 28enne.

    (http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80637)

    Domanda:

    Quanti anni hanno veltroni, berlusconi ecc.?

  14. utente anonimo says:

    x Andrea

    credo che il piano di Obama sia di ritirare truppe dall’Iraq e spedirle in Afganistan.

    Quella guerra è molto più popolare, anche perchè oggettivamente è molto difficile esservi contrari.

    Sulla vile renitenza dei supposti alleati degli USA a parteciparvi, credo che anche Obama finirà a rassegnarsi all’impossibilità di cavar sangue dalle rape.

    Segnando tutto a futura memoria.

    Francesco

    PS abbiamo già dato buca a Bush II, figurati a Obama :)

  15. controlL says:

    Mi chiedi che dirà veltroni? Ti rispondo con la frase perfetta con cui furono definiti i suoi antenati del pci: Come piegare uomini così “eletti” come i loro capi, alla banalità del “definitivo”?

    E si trattava del “dogmatico” togliatti e sodali. Cosa potremmo mai dire dei veltroni e d’alema? Rinuncio all’impresa.p

  16. RitvanShehi says:

    >Ricordando che Obama non ha la colpa delle pulci italiane che gli si attaccano alla pelliccia… vi ricordate Filippo Penati, presidente della provincia di Milano e autore della memorabile frase, “zero campi rom: i rom non vanno ripartiti, bisogna semplicemente farli ripartire”? kelebek< Miguel, Obama è negro, mica rom, eh!

  17. kelebek says:

    Per Ritvan n. 16

    Il tuo commento mi fa venire in mente una cosa curiosa.

    Geneticamente, i Rom sono sostanzialmente dei pakistani.

    Ma gli italiani che hanno il terrore dei Rom non credo che avrebbero molti problemi con un pakistano borghese e “occidentalizzato”.

    Con Obama succede qualcosa del genere: i neri americani sono geneticamente parenti dei neri africani, è vero; ma tutta la loro struttura culturale e sociale è diversa.

    Obama è un mezzo nero-africano, non un mezzo nero-americano, e questo spiega credo gran parte della naturalezza con cui tanti bianchi lo hanno votato.

    Miguel Martinez

  18. Ma se gli usa sono governati da lobbies, che importanza ha chi è il presidente? Credo che, come al solito, sia stato eletto semplicemente quello che appare più in grado di generare consenso.

    E non credo che veltroni si addolori particolarmente se vengono rifinaziate le missioni in iraq e afganistan.

  19. PinoMamet says:

    Non so quanto sia veritiero; riferisco.

    Una mia amica mi dice che in alcune occasioni Obama si “atteggiasse” da afro-americano, imitando il loro (non suo) modo di parlare (“ebonics” credo si chiami), probabilmente modulandolo in intensità maggiore o minore secondo il pubblico che voleva conquistare o quello che temeva di spaventare.

    Obama è afro, e americano; ma gli afroamericani sono un’altra cosa, e sono soprattutto una cultura, che ormai ha anche poco a che vedere col “colore” in senso stretto (una comunità geneticamente ristretta che ha finito per annacquarsi moltissimo; se ce ne sono ancora di scurissimi ce n’è anche di parecchio chiari).

    Giocare sull’identità nero-afroamericano è un po’ disonesto, ma lo si fa:

    la cantante britannica di colore Estelle per esempio dice che le sue colleghe non di colore Duffy e Adele non capiscono la “sua” musica, cioè quella Soul; peccato che Estelle abbia, mi pare, origini senegalesi (so che parlicchia wolof) quindi con il soul centra tanto quanto la gallese Duffy.

    Giusto per fare un esempio.

    Ciao!

  20. PinoMamet says:

    A proposito di rom-pakistani;

    c’è un ristorante nella cittadina qua, gestito da romeni.

    Ci sono andato: un mio amico mi ha detto che li aveva visti farsi pubblicità in giro, ma non capiva perchè a dare i volantini fossero sempre degli “indiani”.

    Entriamo, e scopriamo che gli indiani sono i romeni stessi; assai probabilmente rom, direi.

    PS

    Facile sbagliarsi, qua di indiani ce n’è tanti, e, tolta qualche sciabolata (reale, non metaforica) tra loro per storie alla Capuleti-Montecchi, tutti ci vanno d’accordo; mentre nessuno, come al solito, sopporta i rom.

  21. utente anonimo says:
  22. utente anonimo says:

    x Andrea

    dove hai visto che ponessi i tedeschi tra gli alleati effettivi e non supposti?

    Il che è tutt’altro discorso dalla capacità degli americani di condurre quella guerra (ma l’uso eccessivo del potere aereo è dovuto anche alla scarsità di forze combattenti di terra).

    Per me possiamo anche scappare dall’Afganistan domani e lasciarlo alla dorata pax talebana, basta che ci si accordi con loro sul non dare asilo di nuovo a “resistenti internazionali”.

    Sennò invece dei soldati mandiamo direttamente gli ICBM.

    Francesco

  23. utente anonimo says:

    Cambiare il mondo non è una questione di “pelle”!

    Confucio

  24. utente anonimo says:

    Veltroni quando americaneggia è davvero comico!

    il cinico

  25. utente anonimo says:

    seguire le circonlocuzioni del tuo pensiero diventa sempre più impervio, post dopo post mentre il mondo prosegue il suo cammino – anzi, lo precipita – e tu (come tutti, eh?) gli arranchi dietro con i commenti. Perchè – a sintetizzare i tuoi ultimi post – l’undici settembre è stata lecita e giusta azione difensiva: ha infatti portato l’america a intraprendere le guerre più stupide e perdenti della terra (che applaudi e stigmatizzi al tempo stesso). Il cui prodest tanto caro ai complottisti (che non commentano mai l’agonia dei neocon e della loro ideologia tascabile) ci sta tutto. Il Bin Laden non poteva ottenere risultati migliori, una risposta oligofrenica e inadeguata, costata sì una enorme quantità di morti ma tutto sommato che ha portato l’impero del male…a perdere. Ma l’impero del male, come qualunque democrazia, non produce mai ghigliottine, o almeno finora no: produce sconfitte elettorali. Ed ecco così che “saluti” Obama come “prodotto” della resistenza antibush (i cui prodotti odi e ami) e al tempo stesso belletto dell’idra capitalista che sta portando il mondo allo scatafascio, e che quindi in base al tuo sistema di pensiero è cura peggiore del male. E il bello è che nella tua ottica qualsiasi tentativo di mettersi il paracadute – dal riciclaggio alla denatalità alle energie pulite all’ipotesi di nascita di regole mondiali sul commercio e sulla finanza – non è altro che un prolungamento dell’agonia del sistema, quasi quasi meglio un bush che rifiuta kioto, no? E l’idra – che non è solo l’america come vuoi far credere “etnicizzando” la questione, ma è l’intero globo – (che di capitalismo viviamo *tutti*) dà da mangiare alla gente. Cosa hai da offrire tu, nei tempi brevi, medi e lunghi? Pensi che si possa azzerare tutto? Pensi che si possa tornare al passato? Cosa pensi? Perchè il tuo moralismo non può esimersi dal dare una risposta a questa domanda: che cosa cazzo metti tu nel piatto di miliardi di esseri umani urbanizzati, che vivono (bene o male) dentro questo sistema?

    rosalux

  26. utente anonimo says:

    …dopo quest’ elezione i neri di tutto il mondo sono diventati dei ‘bianchi’ ed i bianchi dovrebbero cominciare ad essere un po’ più meticci o colorati insomma! ciao, jam

  27. utente anonimo says:

    rosalux,

    – Ma l’impero del male, come qualunque democrazia, non produce mai ghigliottine —

    Niente ghigliottine, in effetti.

    Al massimo qualche iniezione letale.

    E un po’ di waterboarding a quattro beduini…

    Z.

    PS: Chiedo scusa, volevo dire “signori abbronzati” :-)

  28. utente anonimo says:

    Obama, o sarà tra i più grandi presidenti americani in assoluto, o, sarà la più gran carogna! Dopo tutte le promesse miracolose che ha fatto.

    l’avveduto

  29. controlL says:

    Mah, soprassedendo sulle interpretazioni storiche, non capisco cosa abbia impedito agli usa di adottare i paracadute che si dicono. I rimasugli di comunisti e antimperialisti rimasti? Questa sì che è un’idea complottista fantascentifica. Non sarà che sono tutte questioni interne a chi governa il capitalismo? Riusciranno a mettersi d’accordo su qualcosa di meno distruttivo? Meglio. Erediteremo una terra meno rovinata. Io la vedo dura non perché ci siano quelli che tifano contro, ma perché ci sono interessi colossali che cozzano tra di loro. Per non parlare d’un mondo intero che consumi quanto gli usa, che altro che protocolli di kioto. L’altra prospettiva è che chi ha raggiunto un certo grado di benessere lo difenda in tutti i modi. Fino alla guerra totale, inutile farsi illusioni. Ma i catastrofisti siamo noi, come plinio che andava a vedere l’eruzione che distrusse ercolano e pompei.p

  30. Ritvanarium says:

    Se cercate bene, alcuni giornalisti complottardi hanno il dubbio che Obama sia in realtà un Falasha Ebreo di origine Etiope … mah !

    by DavidRitvanarium

  31. utente anonimo says:

    “Come se l’avvento alla Casa Bianca di un uomo sicuramente più simpatico di George W. Bush significasse che cambia il sistema economico e militare più potente e devastante della storia umana. Perché è questo che conta, e non il ‘carattere’ degli americani, o il ‘fondamentalismo religioso’ o il nome del presidente o il colore della sua pelle”.

    Parole sante, Miguel: ma, qui in Italia, nessuno sembra le capisca!

    Così, nessuno sembra essersi accorto che Obama ha dovuto nominare come suo ‘Chief of Staff’ Rahm Emanuel, il figlio di un terrorista israeliano dello Irgun Zwai Leumi… forse, un’assicurazione sulla vita…

    Ho visto, con orrore, gente che uno non supponeva favorisse “il sistema economico e militare più potente e devastante della storia umana” commuoversi, invece, per l’Abbronzato alla Casa Bianca!!!

    Dicendo stupidaggini del tipo ‘quella è una vera democrazia’, ecc. ecc. !

    Il guaio è che questa elezione darà un ‘lease of life’ a quel sistema… se avesse vinto McCain, l’impero americano non sarebbe sopravvissuto altri quattro anni…

    Ceffo.

  32. Per il nostro amico Francesco, il devoto ciellotto che se lo fa venire duro pensando a Sarah Palin, questa registrazione radio è necessaria:

    http://www.youtube.com/watch?v=kbSBXGlYltA

    Il colloquio era tra la (vera) Sarah Palin, e un (falso) Nicholas Sarkozy…

    Eh, sì, caro Francesco poco francescano, se vuoi ti posso anche passare la trascrizione …

    Interessante che 57 MILIONI di elettori americani abbiano votato non solo il ‘moderato’ scimmione McCain, ma questo animale incredibile, Sarah Palin!!!

    Ceffo.

  33. utente anonimo says:

    le neo-frescacce USA mi appassionano meno della mummia di Lenin.

    solo un saluto che si è i nuovo in linea.

    silviu’

  34. utente anonimo says:

    vabbé, sarà magari vero che nulla cambierà e che l’incubo in cui viviamo sarà sempre peggio, ma tutto sommato, ingenuamente, mi pare che il fatto che un signor qualsiasi e per di più nero sia diventato presidente degli usa, sia un segno di speranza.

    cinquant’anni fa si sarebbe dovuto alzare su un autobus per lasciare il posto a george dabboliù….

    roberto

  35. kelebek says:

    Per Rosalux,

    tu dici:

    “che cosa cazzo metti tu nel piatto di miliardi di esseri umani urbanizzati?”

    Oggi, insalata con il tonno, credo, però devo ancora uscire a fare la spesa.

    Miguel Martinez

  36. kelebek says:

    Per Roberto n. 34

    In compenso, cinquant’anni fa, un contadino afghano poteva fare tranquillamente una festa nel villaggio, senza venire incenerito da un missile.

    Miguel Martinez

  37. georgiamada says:

    scusa ma perchè definisce Irgun terrorista? perchè fece attentati agli inglesi? Perchè gli inglesi li definirono tali? io con la parola terrorismo ci andrei sempre molto cauto … ad ogni modo emmanuel non è solo quello (e poi da quando si giudicano i figli in base ai padri?) emmanuel è anche l’uomo che per clinton preparò l’incontro (ma non solo) tra rabin e arafat, l’unico vero tentativo di pace. Ora io credo che giudicare le persone come fai tu (ma non sei il solo) sia sintomo di pre-giudizi grandi come una casa, di tanta malafede, di poca onestà intellettuale e soprattutto di un cervello ormai condizionato che crea solo mente-propaganda.

    E io non sono certo una che ama gli israeliani, ma certo ama ancor meno chi ragiona nella tua maniera.

  38. utente anonimo says:

    @ Francesco n.22

    “dove hai visto che ponessi i tedeschi tra gli alleati effettivi e non supposti?”

    se guardo la spesa militare tedesca, quella italiana e quella USA mi viene spontaneo considerare i tedeschi alleati effettivi. Alleati supposti non spendono miliardi di euro per sostenere l’alleanza militare in cui gli statunitensi primeggiano.

    “Il che è tutt’altro discorso dalla capacità degli americani di condurre quella guerra”

    concordo

    “(ma l’uso eccessivo del potere aereo è dovuto anche alla scarsità di forze combattenti di terra).”

    scarsità che a sua volta è dovuta alla necessità di non far sfilare cadaveri statunitensi in bare imabandierate davanti alle telecamere statunitensi e agli elettori-telespettatori statunitensi.

    (Se non è vigliaccheria questa…)

    Furono gli statunitensi, del resto, a coniare a suo tempo il motto ‘combatteremo i Russi fino all’ultimo Afghano.’

    “Per me possiamo anche scappare dall’Afganistan domani e lasciarlo alla dorata pax talebana”

    pax talebana effettivamente imposta dai fanatici talebani a un Paese stremato dalla lotta intestina fra quelle fazioni foraggiate in precedenza dagli statunitensi contro i Sovietici. Kabul fu distrutta non da Breznev nè dal Mullah Omar, ma dai razzi che gli attuali amichetti dell’Alleanza del Nord si sparavano l’un l’altro dopo la ritirata Sovietica.

    ”, basta che ci si accordi con loro sul non dare asilo di nuovo a “resistenti internazionali”. ”

    anche grazie ai quali non abbiamo più bushettino alla Casa BIanca. Persino un amico degli Stati Uniti dovrebbe essere loro grato: in questo concordo con Miguel Martinez.

    Andrea Di Vita

    Sennò invece dei soldati mandiamo direttamente gli ICBM.

    Francesco

  39. RitvanShehi says:

    >Facile sbagliarsi, qua di indiani ce n’è tanti, e, tolta qualche sciabolata (reale, non metaforica) tra loro per storie alla Capuleti-Montecchi, tutti ci vanno d’accordo; mentre nessuno, come al solito, sopporta i rom.PinoMamet< Sarà forse perché gli indiani in genere lavorano, non rubano, non sfruttano i LORO bambini e non vanno in giro drogati/ubriachi su BMW a falciare pedoni in attesa dell’autobus?:-)

  40. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan n. 16

    Il tuo commento mi fa venire in mente una cosa curiosa. Geneticamente, i Rom sono sostanzialmente dei pakistani. Ma gli italiani che hanno il terrore dei Rom non credo che avrebbero molti problemi con un pakistano borghese e “occidentalizzato”.Miguel Martinez< Condivido. E l’ho sempre detto che l’avversione del buon italico medio cellularizzato:-) nei confronti dei rom non è causata dal colore della loro pelle, bensì dal loro modo di vivere nei campi. Pertanto, da qui non si scappa: o i cari rom cambiano modus vivendi (e un aiuto dello Stato limitato nel tempo sarebbe auspicabile) oppure saranno sempre nel mirino. >Con Obama succede qualcosa del genere: i neri americani sono geneticamente parenti dei neri africani, è vero; ma tutta la loro struttura culturale e sociale è diversa.

    Obama è un mezzo nero-africano, non un mezzo nero-americano, e questo spiega credo gran parte della naturalezza con cui tanti bianchi lo hanno votato.< Mah, è una teoria che ho già sentito. Però, ci manca la controprova. E, detto inter nos:-), la “tua” teoria presuppone che l’elettore medio amerikano sia tanto ignorante da considerare i costumi dei negri africani “migliori” di quelli degli afro-americani e, con tutte le notizie sui massacri africani, carestie e cazzi africani vari che imperversano anche sulle TV americane, non ci credo proprio.
    Ho letto un’altra cosa, invece, che ritengo più plausibile: Obama è stato votato da molti bianchi proprio perché africano-americano e non afroamericano-americano, ovvero in quanto NON discendente degli schiavi negri e, pertanto, non portatore di sensi di rivalsa/vendetta nei confronti degli americani bianchi.

  41. RitvanShehi says:

    >Perchè il tuo moralismo non può esimersi dal dare una risposta a questa domanda: che cosa cazzo metti tu nel piatto di miliardi di esseri umani urbanizzati, che vivono (bene o male) dentro questo sistema? rosalux< Si che può. E lo ha fatto diverse volte, non ricordi? La risposta di Miguel in questi casi è stata invariabilmente più o meno questa:“Io sono solo un modesto traduttore di manuali tecnici, pertanto le soluzioni non chiedetele a me”:-)

  42. RitvanShehi says:

    >Per Roberto n. 34 In compenso, cinquant’anni fa, un contadino afghano poteva fare tranquillamente una festa nel villaggio, senza venire incenerito da un missile. Miguel Martinez< Oppure, per pav condicio, poteva viaggiare su un autobus di linea senza che “i resistenti” crivellassero di colpi il mezzo e ammazzassero il suo bambino.

  43. RitvanShehi says:

    >emmanuel è anche l’uomo che per clinton preparò l’incontro (ma non solo) tra rabin e arafat, l’unico vero tentativo di pace. Ora io credo che giudicare le persone come fai tu (ma non sei il solo) sia sintomo di pre-giudizi grandi come una casa, di tanta malafede, di poca onestà intellettuale e soprattutto di un cervello ormai condizionato che crea solo mente-propaganda.

    georgiamada< No, georgia, il caro “ceffo” è solo un fondamentalista sunnita. Come tale, non può che aborrire ogni tentativo di pace negoziata fra “ebrei” e musulmani in Palestina. Per lui gli ebrei o accettano di vivere laggiù come l’ennesima minoranza in un paese musulmano, oppure fanno le valigie. Così è se ti pare.

  44. utente anonimo says:

    Ceffo

    qui non posso vedere iutub, se ci fornisci la trascrizione te ne saremo grati.

    cmq, a me la Palin piace come persona politica, per il sesso preferisco la Seredova.

    baci

    Francesco

  45. utente anonimo says:

    “scarsità che a sua volta è dovuta alla necessità di non far sfilare cadaveri statunitensi in bare imabandierate davanti alle telecamere statunitensi e agli elettori-telespettatori statunitensi.

    (Se non è vigliaccheria questa…) ”

    palle, è dovuta al fatto che i soldati USA stanno in Iraq.

    Francesco

    PS Bush jr non è più alla Casa Bianca perchè la Costituzione USA non prevede più di due mandati consecutivi. I talebani al massimo lo hanno rieletto nel 2004.

    Per la cronaca.

  46. utente anonimo says:

    Oppure, per pav condicio, poteva viaggiare su un autobus di linea senza che “i resistenti” crivellassero di colpi il mezzo e ammazzassero il suo bambino.

    e sua moglie poteva girare per il villaggio elegantemente addobbata col burqa tradizionale, purchè accompagnata da un parente maschio.

    e quella gran culo di sua figlia era pure esentata da frequentare eventuali scuole che, nel 1958, esistessero nel villaggio.

    ah, i bei tempi andati!

    Francesco

  47. utente anonimo says:

    @ FRancesco .45

    #45

    13:37, 07 novembre, 2008

    >>palle, è dovuta al fatto che i soldati USA stanno in Iraq.

  48. utente anonimo says:

    @ Francesco 45

    >>palle, è dovuta al fatto che i soldati USA stanno in Iraq.

  49. utente anonimo says:

    @ Francesco 45

    >>palle, …

  50. utente anonimo says:

    miguel,

    “In compenso, cinquant’anni fa, un contadino afghano poteva fare tranquillamente una festa nel villaggio”

    …ascoltandosi la musica che gli pareva senza correre il rischio di essere preso a frustate….

    suvvia miguel,

    mi pare che la tua risposta sia un po à côté di quello che volevo dire: il mondo non è più bello ora che cinquant’anni fa per *tutti* gli esseri umani.

    pero’ in un certo paese una certa categoria di persone che fino a pochi decenni fa poteva solo sperare di non finire appeso ad un albero in torno a dei tizi incappucciati, adesso ha qualche motivo di speranza in più.

    a me solo questo sembra già una cosa bella.

    roberto

  51. utente anonimo says:

    @ Francesco 45. Gli USA hanno bombardato l’Afghanistan un anno prima di aggredire l’Iraq.

    Andera Di Vita

  52. utente anonimo says:

    mi pare DUE anni prima di liberare l’Iraq dal buon Saddam e iniziare a sospettare che quello fosse l’uomo giusto al posto giusto.

    solo che all’inizio i talebani si sono sciolti peggio che il regio esercito dopo l’8 settembre. ci sono voluti anni, le amorevoli attenzioni dell’ISI, l’incapacità degli USA, l’endemica voglia degli afgani di ammazzarsi tra loro, i soldi dell’eroina, per riorganizzarsi

    a quel punto Bush aveva i soldati impegnati in Iraq e gli alleati europei dicevano NO prima ancora di sentire le richieste (esclusi gli nglesi, che spesso finiscono a usare le baionette, altro che guerra a distanza)

    Francesco

  53. utente anonimo says:

    Francesco,

    questa tesi che l’intensità dei bombardamenti dipende dal fatto che gli States hanno poche truppe da dislocare è davvero originale…

    Non preoccuparti. So che sei una persona intelligente e che non ci credi nemmeno tu :-)

    Z.

    PS: Ogni volta che un soldato italiano muore in missione all’estero la destra urlacchia per una settimana e La Russa cerca di lucrarci qualche voto insultando la sinistra. Certo negli States sono più civili da questo punto di vista, ma è evidente che un paese occidentale non può tollerare un numero troppo elevato di morti tra le proprie fila. Anzi, da questo punto di vista gli Stati Uniti sono forse più “tolleranti” di altre nazioni (una delle quali ha ritirato le truppe dall’Iraq dopo il primo soldato morto, se non ricordo male). Però i tempi del Vietnam sono lontani.

  54. utente anonimo says:

    @ Francesco.

    Trascrizione del colloquio tra Sarah Palin e un (falso) Nicolas Sarkozy:

    SP Assist: This is Betsy.

    MA: Hello, Betsy. This is Frank l’ouvrier (Frank the worker], I’m with President Sarkozy, on the line for Governor Palin.

    SP Assist: One second please, can you hold on one second please?

    MA: No problem.

    SP Assist: Hi, I’m going to hand the phone over to her.

    MA: Okay thank you very much I’m going to put the president on the line.

    SP Assist: Ok he’s coming to the line.

    SP: This is Sarah.

    MA: Okay, Governor Palin?

    SP: Hellloooo…(long drawn out, like Well, hellooooo)

    MA: Just hold on for President Sarkozy, one moment.

    SP [To someone in the room]: Oh, it’s not him yet, I always do that. I’ll just have people hand it to me right when it’s them.

    FNS: Yes, hello, Governor Palin? Yes, hello, Mrs. Governor?

    SP: Hello this is Sarah., how are you?

    FNS: Fine, and you, this is Nicolas Sarkozy speaking, how are you?

    SP: Oh…so good, it’s so good to hear you. Thank you for calling us.

    FNS: Oh, it’s a pleasure.

    SP: Thank you sir, we have such great respect for you, John McCain and I, we love you and thank you for spending a few minutes to talk to me.

    FNS: I follow your campaigns closely with my special American Advisor Johnny Hallyday (the most famous French singer, looks like and sings like Elvis), you know?

    SP: Yes! Good!

    FNS: Excellent! Are you confident?

    SP: Very confident and we’re thankful that the polls are showing that the race is tightening and–

    FNS: Well I know very well that the campaign can be exhausting. How do you feel right now my dear?

    SP: Ah, I feel so good. I feel like we’re in a marathon and at the very end of the marathon, you get your second wind and you plow to the finish—

    FNS: You see, I got elected in France because I’m real and you seem to be someone who’s real as well.

    SP: Yes, yeah, Nicolas, we so appreciate this opportunity.

    FNS: You know, I see you as a president, one day, you too.

    SP: [Muahaaa…weird laugh], maybe in 8 years. Haha

    FNS: Well, ah, I hope for you. You know we have a lot in common because personally one of my favorite activities is to hunt too.

    SP: [Giggle] oh very good, we should go hunting together.

    FNS: Exactly! We could go try hunting by helicopter, like you did, I never did that.

    SP: [Giggle]

    FNS: Like we say in France, “on pourrait tuer des bébés phoques aussi” [Translation: We could also kill some baby seals.]

    SP: [Giggle] Well I think we could have a lot of fun together as we’re getting work done, we can kill two birds with one stone that way.

    FNS: I just love killing those animals. Mm, mm. Take away a life, that is so fun!

    SP: [Hahahaha]

    FNS: I’d really love to go as long as we don’t bring your Vice president Cheney, hahaha.

    SP: No, I’ll be a careful shot, yes.

    FNS: You know we have a lot in common also except that from my house I can see Belgium. That’s kind of less interesting than you.

    SP: Well, see, we’re right next door to other countries that we all need to be working with, yes.

    FNS: Some people said in the last days, and I thought that was mean, that you weren’t experienced enough in foreign relations, and you know, that’s completely false, that’s the thing I said to my great friend, the Prime Minister of Canada, Stef Carse [Stephen Harper is the PM and Stef Carse is a Quebecois country singer who covered Billy Ray Cyrus’ Achy Breaky Heart in French in the 90s].

    SP: Well, he’s doing fine, too, and yeah when you come into a position underestimated, it gives you the opportunity to prove the pundits and the critics wrong. You work that much harder-

    FNS: I, I was wondering because you are also next to him, one of my good friends, also, the prime minister of Quebec, Mr. Richard Z. Sirois [a famous Quebec radio host], have you met him recently? Did he come to one of your rallies?

    SP: Uh, haven’t seen him at one of the rallies, but it’s been great working with the Canadian officials in my role as governor; we have a great cooperative effort there as we work on all of our resource development projects. You know I look forward to working with you and getting to meet you personally and your beautiful wife, oh my goodness, you’ve added a lot of energy to your country, even, with that beautiful family of yours.

    FNS: Thank you very much. You know my wife, Carla, would love to meet you. You know even though she was a bit jealous that I was supposed to speak to you today. [Hahahaha]

    SP: [Hahahha] Well give her a big hug from me.

    FNS: You know my wife is a popular singer and a former top model and she’s so hot in bed. She even wrote a song for you.

    SP: Oh my goodness! I didn’t know that.

    FNS: Yes, in French, it’s called “Du rouge à lèvres sur une cochonne” [Translate: Lipstick for a sow literally (but not properly) but it actually means an uninhibited girl] or if you prefer in English Joe the Plumber, [sings] It’s his life, Joe the Plumber…”

    SP: Maybe she understands some of the unfair criticism but I bet you she is such a hard worker, too, and she realizes you just plow through that criticism like

    FNS: I just want to be sure, I don’t’ quite understand the phenomenon “Joe the Plumber,” that’s not your husband, right?

    SP: Mmhmm, that’s into my husband but he’s a normal American who just works hard and doesn’t want government to take his money.

    FNS: Yes, yes, I understand, we have the equivalent of Joe the Plumber in France, it’s called, “Marcel, the guy with bread under his armpit, oui.”

    SP: Right. That’s what it’s all about, is the middle class, and government needing to work for them. You’re a very good example for us here.

    FNS: I seen a bit about NBC even Fox News wasn’t an ally, an ally, sorry, about as much as usual.

    SP: Yeah that’s what we’re up against.

    FNS: I must say, Governor Palin, I love the documentary they made on your life, you know, Hustler’s “Nailin Palin.”

    SP: Oh, good, thank you. Yes.

    FNS: That was really edgy.

    SP: [Laughs] Well good.

    FNS: I really love you. And I must say something, so, Governor, you’ve been pranked.

    By the Master Avengers. We’re two comedians from Montreal

    SP: Oohhh have we been pranked? And what radio station is this? [tries to force herself to sound nice but you can tell she’s pissed]

    FNS: This is for CKOI in Montreal.

    SP: In Montreal? Tell me the radio station call letters

    [SP leaves phone, continuous griping in background, sounds like, “For chrissakes…that was ??? Just a radio station prank…chrissakes…”]

    MA: Hello? If one voice can change the world for Obama, one Viagra can change the world for McCain.

    [Man’s voice in background: hang up, hang up.]

    SP Assist: Hi, I’m sorry, I have to let you go. Um, thank you.

    Ceffo.

  55. utente anonimo says:

    “questa tesi che l’intensità dei bombardamenti dipende dal fatto che gli States hanno poche truppe da dislocare è davvero originale”

    affatto, direi che viene ribadita dai comandanti alleati in Afganistan da un pezzo e da molti critici di Bush.

    Se hai pochi soldati, o fai finta di nulla e lasci il campo libero al nemico (ipotesi Italia) o ricorri ai bombardamenti ad ogni sospetto, tanto non puoi mandare un paio di plotoni meccanizzati a verificare (ipotesi USA).

    mi pare ragionevole come spiegazione dei fatti

    Francesco

  56. utente anonimo says:

    @ Francesco,

    Carissimo, sono dolente di comunicarti che, contrariamente a qualche (ab)uso contemporaneo, il termine “affatto”, in Italiano, è un rafforzativo.

    Quindi, o scrivi (o dici) “NIENTE affatto” (se vuoi dire di no), oppure “affatto SI'” (se vuoi dire di sì).

    Detto questo, carissimo, ti è piaciuto il colloquio della tua pinup di seconda scelta col non troppo autentico Sarkozy???

    ;)

  57. utente anonimo says:

    Francesco,

    – affatto, direi che viene ribadita dai comandanti alleati in Afganistan da un pezzo e da molti critici di Bush. —

    No, i critici di Bush gli rimproverano di avere abbandonato la missione in Afghanistan per dedicarsi quasi esclusivamente all’Iraq.

    Dove peraltro i bombardamenti sono stati massicci e devastanti, non meno che in Afghanistan.

    Non si tratta di un’eccezione. E’ la regola, perché la morte dei militari in missione pesa molto più di quanto pesasse quarant’anni fa. Tra l’altro, per gli stati europei pesa ancor più che per gli Stati Uniti, secondo me.

    Z.

    PS: La tua solerzia nel difendere i tartassati Yanquis è ammirevole :-) ma non è necessaria con me. Non ho dato letture morali del fatto: certo si può stigmatizzare il fatto che un morto dei nostri vale diecimila dei loro, ma si può anche sostenere che questo è sempre stato così e che di diverso da prima c’è solo la maggior sensibilità e attenzione che ogni governo è costretto a mostrare, anche in guerra, verso i propri cittadini.

  58. utente anonimo says:

    Z

    trovo difficile sostenere che la strategia in Iraq si basa sui bombardamenti come quella in Afganistan

    per usare un termine colto, lo definirei controfattuale

    Francesco

  59. utente anonimo says:

    Straordinario:

    http://www.gennarocarotenuto.it/4457-classe-dirigente-italo-bocchino/

    Italo Bocchino: “Avrei voluto che vincesse John McCain perché è portatore di valori cattolici”.

    AnDrEa

  60. RitvanShehi says:

    >Straordinario: Italo Bocchino: “Avrei voluto che vincesse John McCain perché è portatore di valori cattolici”. AnDrEa< Cosa c’è di “straordinario” a parte il fatto che tu e il caro Carotenuto – personcine indubbiamente in possesso di una certa cultura -ignoriate il banalissimo fatto che cattolici e protestanti hanno quasi tutti i cosiddetti “valori” in comune?

  61. utente anonimo says:

    Francesco,

    – trovo difficile sostenere che la strategia in Iraq si basa sui bombardamenti come quella in Afganistan —

    “Strategia” è una parola molto grossa, in effetti. Ma in ogni caso “Shock and Awe” non era il nome di un videogioco e a Falluja non ha semplicemente grandinato.

    Z.

  62. utente anonimo says:

    Ritty,

    i protestanti americani “progressisti” hanno ormai così pochi valori in comune con i cristiani (siano essi protestanti o cattolici) che devono ritrovarsi coi cattolici americani (intesi come popolo, non come pastori).

    Infatti i cattolici USA hanno votato a maggioranza Obama pur essendo questo un bravo zapaterista dichiarato.

    Quindi alla fine hai ragione tu: i cristiani (cattolici o protestanti) hanno moltissimi valori in comune, e quasi nessuo con i “progrediti” (cattolici o protestanti).

    :)

    Francesco

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