L’11 settembre di Beppe Grillo (7)

In questa serie di articoli, ci poniamo domande generali sul complottismo, partendo da un micro-episodio, la rissa di Piazza Navona, affiancato a un macro-episodio, l’11 settembre.

Molto sinteticamente, quello che ci interessa sapere, riguardo al micro-episodio, è se c’è stato un complotto.

Cioè se Blocco Studentesco sia un gruppo di "una ventina di provocatori", come sostiene Beppe Grillo, stipendiati come comparse dal Ministero degli Interni per far fallire una manifestazione studentesca con cui non c’entravano niente.

Per rispondere, occorre costruire una teoria falsificabile dei fatti, cosa che i complottisti quasi sempre evitano di fare. Teoria non vuol dire una "verità" da difendere contro ogni evidenza, ma una spiegazione che dia un senso plausibile al massimo numero di fatti. E che si può modificare tranquillamente in corso d’opera.

Una teoria su Piazza Navona si può costruire su due basi differenti: la prima, vedendo nei militanti del Blocco Studentesco persone che hanno agito per conto di altri, avendo come interesse quello di venire pagati.

Oppure, invece, partendo dall’idea che quelli del Blocco Studentesco avessero cercato di fare il proprio interesse.

Prendiamo come base questa seconda ipotesi.

E partiamo da un fatto che le teorie complottistiche non prendono in considerazione, ma che mi sembra molto più importante di questioni tipo, "come mai Alberto Palladino ha la faccia serena mentre la polizia lo porta via?"

Nel dicembre del 2007, secondo il Corriere della Sera, Blocco Studentesco prese 37.000 voti nelle elezioni della Consulta Provinciale romana degli Studenti, superando la lista di sinistra.

"A Roma il Blocco ora ha rappresentanti di istituto al Visconti (storico liceo blasonato storicamente schierato a sinistra), al Vivona, al Farnesina (qui i rappresentanti sono due su quattro, ma la scuola è una roccaforte della destra), al Malpighi. La lista ha preso voti e seggi ai Parioli (quartiere bene della Capitale) al liceo Azzarita come in scuole periferiche quali il Nomentano e il Pacinotti. Per i ragazzi è “un trionfo. Anche ai Castelli romani abbiamo spopolato”.

Possiamo immaginare che con la riforma Gelmini, chiunque sostenesse il governo sia dovuto andarsi a nascondere sotto le cattedre, in attesa di diventare grandi e prendersi un assessorato.

Ma il Blocco Studentesco, che si è opposto alla riforma, no: intercettando probabilmente l’ampia popolazione studentesca di destra ma rivolgendola contro il governo, ha occupato subito i licei Orazio, Nomentano, Azzarita, Russell, Farnesina e Colombo.

Né il Blocco Studentesco è rimasto solo. Persino a Roma, dove non ha mai avuto una presenza stabile, Forza Nuova riesce a occupare delle scuole, in collaborazione con gli studenti di sinistra, come racconta questo video di Repubblica.

Il 28 ottobre, il giorno prima degli incidenti, Blocco Studentesco era sotto il Senato (sempre con il camion bianco), assieme agli studenti di sinistra, senza che vi fossero scontri:[1]

"In merito riferisce Francesco Polacchi, portavoce del Blocco Studentesco, che ha partecipato all’incontro: “Abbiamo ribadito il nostro no a questa riforma e la volontà di non essere strumentalizzati. Ma abbiamo presentato anche delle proposte, come l’abbassamento dal 8 al 5 per mille da destinare alle scuole di indirizzo religioso, destinando il restante 3 per mille ad un fondo per l’infanzia capace di garantire il tempo pieno. Abbiamo chiesto che anche in futuro venga garantita la natura pubblica di scuole e università, e di creare un sistema misto tra privato e pubblico dove quest’ultimo mantenga il controllo. Sono solo alcune idee che abbiamo sottoposto ai senatori, dimostrando di essere capaci anche a proporre e non solo a criticare.”

Durante queste manifestazioni, il Blocco Studentesco è riuscito a evitare manifestazioni tribali, come saluti romani, canzoni nostalgiche o altro. E mi sembra che non si vedano e non si sentano nemmeno nelle immagini degli scontri a Piazza Navona: all’altoparlante, mettono le canzoni di Rino Gaetano e gli studenti che li seguono battono le mani ritmicamente sopra le loro teste.

Un autocontrollo notevole in quanto il Blocco Studentesco è un movimento deliberatamente e non solo istintivamente fascista (a differenza di Forza Nuova, ma sarebbe un lungo discorso).

Perché è importante tutto questo? Perché non è facile da spiegare con la tesi complottista del piccolo gruppo di mercenari che compare un’unica volta, allo scopo esclusivo di fare una rissa per compiacere il governo.

Blocco Studentesco era riuscito a smuovere un numero notevole di giovani, che li votavano, occupavano le scuole assieme a loro e scendevano in piazza con loro.

E lo faceva, puntando sull’autocontrollo delle pulsioni tribali per permettere a studenti di destra e di sinistra di sfilare insieme, come si vede in questo video dell’Espresso.

Secondo la teoria che presento, questo si spiega meglio se si pensa che il Blocco Studentesco non sia un gruppo di "sgherri", "picchiatori" o "mercenari" per conto terzi, ma agisca per conto proprio.

E che agisca – come è normale per un gruppo militante – per farsi bello, forte e mettersi in testa, non solo all’estrema destra, ma al movimento degli studenti romani. Uno scopo che non ha nulla a che vedere con gli interessi di Emilio Fede o di altri.

Per quanto riguarda ciò che è successo a Piazza Navona, riprendo, con qualche modifica, quanto è già stato espresso qui in un commento su questo blog dalle Comunità Proletarie Resistenti:

"Non si tratta di una "rissa tribale", ma di un’azione militare/militante per punire chi dal mattino si è messo a picchiare i ragazzini ed i compagni per prendere la testa del corteo."

In altre parole, a un certo punto, vicino al Senato, il corteo di Blocco Studentesco proveniente da Piazzale Flaminio e con il furgone bianco ha cercato di entrare in Piazza Navona prima dei Cobas, per dimostrare di essere loro la vera guida del movimento.

E’ probabile che abbiano cercato il sorpasso in maniera molto aggressiva, forse dopo una certa discussione – a sorpresa, proprio in un video del Blocco Studentesco, si vede lo stesso Piero Bernocchi, leader storico dei Cobas, che dialoga con i giovani del Blocco Studentesco (video disponibile fino a poco tempo fa su Youtube e sul sito del Blocco, poi rimosso non so perché). Dallo stesso video, si vede che il Blocco Studentesco ha un bel seguito di giovanissimi studenti; ma anche che i giovani dei Cobas che loro si trovano davanti sono quasi tutti adolescenti dall’aria assai mite.

Il mitico Primo Sasso forse non sapremo mai chi l’ha lanciato; ma si ha ben chiara l’impressione che il Blocco Studentesco abbia lanciato il secondo e pure il terzo.

Tirando fuori cinghie, menando pugni (ma, mi sembra, senza usare ancora le ormai famose bandiere-bastone) e travolgendo anche ragazzi che c’entravano poco o nulla, i militanti di Blocco Studentesco  ce l’hanno fatta, pare: tutti i successi precedenti avevano generato in loro l’illusione di potersi permettere il colpaccio di porsi, primo gruppo di destra nella storia romana, alla testa del "movimento".

Blocco Studentesco ha poi improvvisato un comizio sul furgone, nella piazza, in una situazione di generale tranquillità.

Ma nel frattempo si era sparsa la voce, magari esagerata ma vera nella sostanza, dell’aggressione fascista, e si è radunato un numeroso gruppo di giovani di sinistra che ha caricato i militanti del Blocco Studentesco.[2]

I quali hanno improvvisamente scoperto che a destra, molti consensi non coincidono con molta militanza. Le centinaia, forse anche migliaia di studenti che li avevano seguiti sono scomparsi alla prima carica; e i militanti del Blocco Studentesco hanno dovuto tirare fuori i bastoni (non mi risultano altre armi) che mascheravano – per evidenti motivi legali – come aste di bandiere.[3]

La presenza dei giornalisti ha fatto il resto. Con risultati presumo devastanti proprio per il Blocco Studentesco. Che nei media compare come un minuscolo gruppo di provocatori cerebrolesi al soldo di non si sa bene chi, e che alla fine le prendono pure. E senza più possibilità di portare i ragazzi che li seguivano in piazza. Mentre un gruppo abituato a fare campagne scuola per scuola, non ha nulla da guadagnare da un’improvvisa, ma effimera fama televisiva.

E’chiaro che i media hanno subito speculato sul fatto, ma questo è un automatismo che non ha bisogno di alcun complotto.

Non è facile dire se il governo ci abbia guadagnato, dalla caratterizzazione dei suoi critici come gente rissosa, o se ci abbia rimesso dall’inevitabile coinvolgimento in accuse di torbide trame e di inefficenza.

In fondo, Berlusconi ha sempre voluto che l’Italia apparisse come il set del Mulino Bianco. Certamente, le organizzazioni di sinistra hanno guadagnato in un colpo solo il controllo delle piazze e l’espulsione delle destre "antagoniste" (ma non per questo sospetto un "complotto di sinistra").[4]

Comunque, anche se è possibile che il bilancio alla fine sia favorevole al governo – come sostiene ad esempio con argomenti non peregrini Upuaut – non credo che sia necessaria alcuna teoria del complotto. [5]

E’ facile che questa teoria appaia come una sorta di giustificazione del Blocco Studentesco. In un certo senso è vero: quando le accuse sono surreali, richiamare alla realtà significa anche ridimensionare; ma è possibile criticare, e al limite anche combattere, solo ciò che è reale.

E’ chiaro che la teoria che propongo funziona, se quelli del Blocco Studentesco sono esseri umani e non Provocatori. Cioè se sono persone con propri interessi.

Immaginiamo un gruppo di persone che abbia idee discutibili (nel senso che se ne può discutere), che sgomiti per farsi strada con mezzi discutibili, che scenda a compromessi discutibili, ma proprio per questo non cerchi di suicidarsi politicamente. Solo a questo punto, dopo aver litigato con i complottisti dell’11 settembre, i seguaci di Beppe Grillo e i nemici del Blocco Studentesco, posso permettermi di litigare anche con il Blocco Studentesco.

Chiaramente, se i militanti del Blocco Studentesco sono degli automi mercenari, la mia teoria non funziona. E’ una possibilità anche quella, ovviamente, ma andrebbe sostenuta con una teoria speculare a quella che ho presentato io.

E a questo punto ci vuole una foto molto romana, che mostra uno spirito allegro e libero da complottismo e da vittimismo (ricordiamo che il Blocco Studentesco è l’emanazione giovanile di Casa Pound):


Nota:

[1] Questo indicherebbe che la convivenza fu possibile anche per quelli di sinistra, smentendo la tesi della "intolleranza antifascista" sostenuta dal Blocco Studentesco.

[2] Difficile dire quanto fossero preparati. Da una parte, sembra dalle immagini che molti militanti di sinistra che parteciparono alla carica indossassero caschi, senza probabilmente essere arrivati in motorino; eppure furono costretti ad armarsi saccheggiando un bar della piazza. E’ un tipico enigma che probabilmente ha una spiegazione banale.

Aggiunta: tra i commenti, Khorne offre una spiegazione che sembra plausibile:

"Rispetto alla nota [2], sulla preparazione dei militanti di sinistra partecipanti alla carica, credo che non fossero attrezzati per un attacco(infatti hanno dovuto arrangiarsi con sedie e tavolini sul posto), mentre ritengo che fossero preparati "difensivamente" per un’eventuale carica della polizia.In alcune manifestazioni a cui ho partecipato erano parecchi i "veterani" ed i "previdenti", assolutamente pacifici, ma molto affezionati all’integrità della loro scatola cranica."

[4] Le aste di bandiera erano arrotolate curiosamente alla maniera della bandiera ungherese. Credo che sia stata un’ingegnosa risposta alla domanda, come imitare la vecchia usanza dei servizi d’ordine della sinistra di marciare con bandiere rosse arrotolate e tenute orizzontalmente, senza far vedere delle semplici bandiere… verdi. Comunque sul sito del Blocco Studentesco, si vedono foto di cortei studenteschi in cui tengono bandiere italiane aperte.

[5] Gli argomenti basati sul cui prodest? non sono sempre da respingere, ma richiedono un contesto sensato. Non tutti coloro che ereditano, hanno ucciso i propri genitori.

Inoltre, il cui prodest? può variare nel tempo. I complottisti dell’11 settembre hanno un argomento forte, quando segnalano che l’11 settembre permise veramente ai neocon di scatenare la grande guerra imperiale. Ma si potrebbe anche dire – con qualche semplificazione – che l’11 settembre si trasformò a lungo termine in un disastro politico, economico e militare per gli Stati Uniti; anzi, a dare ragione a Limes, nella fine dell’impero americano. Però ciò non costituisce una prova decisiva che ad abbattere le Torri Gemelle sia stata… la Russia.

[6] Prossimamente aggiungerò – spero – anche qualche chiarimento sulle manifestazioni in generale e sul comportamento della polizia, due temi di notevole interesse.

(Continua…)

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64 Responses to L’11 settembre di Beppe Grillo (7)

  1. utente anonimo says:

    quindi l’11 settembre è stato organizzato dalla Cina?

    questo spiegherebbe molte cose, come l’impressione che le autorità USA non ci abbiamo capito un cavolo e si siano poi infilate in trappoloni mostruosi

    :)

    Francesco

  2. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    Caspita, e io che stavo giusto per seguire la pista russa…

    Miguel Martinez

  3. anche il blocco studentesco parla di infiltrati. Qualcuno aveva interesse a far saltare la manifestazione, proprio in virtù del fatto che studenti di “destra” e “sinistra” sono uniti contro la riforma. Ancora sul sito del blocco si legge il timore di un riaccendersi di scontro ideologici che non servono a nessuno o a qualcuno. Forse è la parola complotto che crea rigetto.

    vincenzo

  4. Tra l’altro è interessante notare come l’idea di Grillo diventi “il complottismo di sinistra”, ricorrendo al piano inclinato più ripido della storia.

    Quindi se Grillo ha detto una fregnaccia (ed io lo credo), di conseguenza il tutto si ridimensiona al solito “zecche contro fasci”.

    Devo andarmi a ripassare un manualetto di logica :-)

    [i]Annamo bbène[/i]

    Giorgio

  5. kelebek says:

    Per Giorgio n. 4

    Non ho parlato qui di complottismo di sinistra. Al contrario, ho detto che anche se la sinistra ha guadagnato qualcosina dallo scontro di Piazza Navona, non sospetto un “complotto di sinistra”. “Complotto”, non “complottismo”.

    Miguel Martinez

  6. kelebek says:

    Per Vincenzo n. 3

    Ci credo che il Blocco ha paura di nuovi scontri. E in questi casi si tende spesso a parlare di “infiltrati” nel mondo dell’estremismo.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Complimenti per la tua ipotesi, la trovo plausibile e più che convincente. Rispetto alla nota [2], sulla preparazione dei militanti di sinistra partecipanti alla carica, credo che non fossero attrezzati per un attacco(infatti hanno dovuto arrangiarsi con sedie e tavolini sul posto), mentre ritengo che fossero preparati “difensivamente” per un’eventuale carica della polizia.In alcune manifestazioni a cui ho partecipato erano parecchi i “veterani” ed i “previdenti”, assolutamente pacifici, ma molto affezionati all’integrità della loro scatola cranica.

    Buon lavoro

    Khorne

  8. kelebek says:

    Per Khorne n. 7

    Grazie, ho inserito la tua precisazione nel testo del post, in rosso. Mi sembra convincente.

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    Scopro solo adesso questa intervista, che mi sembra confermi sostanzialmente la mia tesi:

    http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_01/bianconi_abbiamo_sbaragliato_i_fascisti_68f69b38-a7eb-11dd-8f5c-00144f02aabc.shtml

    «Così abbiamo sbaragliato i fascisti»

    Il racconto dei militanti di Rifondazione: ci hanno chiamati, quelli avevano già fatto tre aggressioni

    ROMA — «Parliamoci chiaro: prima che arrivassimo noi c’erano già state tre aggressioni contro persone finite all’ospedale o comunque rimaste ferite. Ammesso e non concesso che ce l’avesse avuta prima, quella gente non aveva più alcuna legittimità a stare in piazza. Abbiamo chiesto che fossero allontanati, e niente. Gli abbiamo gridato di andarsene, e niente. A quel punto li abbiamo caricati e sbaragliati. Basta, finito. Inutile stare a nascondersi o girarci intorno».

    Partito della Rifondazione comunista, sede della Direzione nazionale, terzo piano. Simone ha 32 anni e un linguaggio diretto. Accanto a lui ci sono Emiliano, 30 anni e quasi due metri d’altezza, e Yassir, 33 anni e una denuncia per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale: l’hanno fermato e liberato dopo una notte passata in gattabuia. Sono impiegati del settore organizzazione del partito (quello che un tempo si sarebbe chiamato Servizio d’ordine), e mercoledi scorso erano in piazza Navona. Raccontano la loro versione dei fatti con una premessa, affidata a Emiliano: «Per noi l’antifascismo è un valore irrinunciabile. E’ il fondamento della nostra Costituzione, ed essere antifascisti oggi significa difendere la democrazia, la pace e la libertà di espressione».

    Anche con l’uso della violenza? Risponde Simone: «A nessuno di noi piace andare in giro a caricare i fascisti, ma capitano situazioni particolari. Come l’altro giorno. Con la polizia che non ha fatto niente per impedire lo scontro fisico». Lo interrompe Yassir: «Sono diciotto anni che partecipo alle manifestazioni, e ti assicuro che non avevo mai visto prima un fascista così da vicino. Perché sempre si sono messi in mezzo per evitare il contatto diretto, o ci chiudevano piazze o strade presidiate da loro. Stavolta invece è come se avessero detto “prego, accomodatevi”. Io non penso a complotti, però qualche cattivo pensiero può venire. Anche perché questa storia è cominciata molto prima di mercoledì».

    Il riferimento è ai giorni precedenti, lunedì e martedì, quando «i fascisti» del Blocco studentesco hanno conquistato la testa del corteo degli studenti medi o issato il loro striscione al sit-in davanti al Senato. «Sempre con quel camioncino bianco pieno di mazze nascoste — insiste Simone — senza che nessuno lo fermasse. Noi in quelle due occasioni abbiamo abbozzato, per evitare problemi, ma in piazza Navona, mercoledì, s’è passato il segno». Racconta Yassir: «Io stavo andando al lavoro quando mi ha telefonato un ragazzo del liceo Tasso per avvisarmi che i fascisti stavano picchiando la gente. Temevo che esagerasse, ho chiamato altre persone, e tutti confermavano le aggressioni. Parlavano di sangue. Ho radunato altri compagni e siamo andati». Insieme a quelli dell’università: «E mica sono il Settimo Cavalleggeri! — sorride Simone —. Era già previsto che venissero anche loro, hanno solo accelerato un po’ il corteo». Con il loro camioncino: «Certo — risponde Emiliano – quello c’è sempre, per gli altoparlanti e i megafoni. Mazze non ce n’erano, stai sicuro. Quando siamo arrivati abbiamo trovato la piazza terrorizzata dalle violenze precedenti e i fascisti schierati in formazione, coi bastoni pronti. A quel punto che fai?». Già, che fai? Yassir: «Abbiamo formato un cordone e fino all’ultimo abbiamo tentato di tenerlo, ma la piazza dietro spingeva e quelli davanti aspettavano co’ ‘sti bastoni come fossero giocatori di baseball». E voi coi caschi in testa: «Certo, per protezione. A mani nude, però. A un certo punto non abbiamo tenuto più e c’è stato lo scontro. Coi poliziotti a godersi lo spettacolo».

    Sono volate le sedie dei bar. «Di vimini… Ne vola una, ti arriva addosso, la rilanci no? A me un fascista m’ha tirato una scopa — continua Yassir —, l’ho parata, ho visto arrivare i carabinieri dall’altra parte e ho avuto paura di restare in mezzo. Mi sono lanciato tra i tavolini dei bar. Mentre correvo mi sono sentito prendere alla gola e stringere, mi stavano soffocando. Poi mi hanno buttato a terra, e mentre temevo che arrivasse una coltellata ho sentito dire “soggetto immobilizzato”. Erano poliziotti, per fortuna». Quindi sono intervenuti. «Per disperderci — puntualizza Simone —, dopo che avevamo neutralizzato i fascisti e ridotto quel camioncino come doveva essere ridotto. Questi sono doppiamente pericolosi: militarmente, perché picchiano la gente, e politicamente perché rischiano di avere un effetto catalizzatore su giovani cosiddetti “neutri”, soprattutto in certe scuole e periferie, dove ci sono logiche più da comitiva che da gruppo politico, un po’ da stadio». Emiliano: «Coi loro metodi: o ti adegui e fai quello che dicono loro oppure menano. A Roma da due anni le aggressioni si sono moltiplicate. Dicono di essere contro questo governo, ma non mi pare se poi spunta un sottosegretario che si appiattisce sulla loro versione. Comunque al corteo dello sciopero non si sono visti». Ancora Simone: «Noi da quando siamo rimasti senza parlamentari abbiamo molte più difficoltà a gestire la piazza, mentre loro si sentono protetti. Mercoledì qualcuno di noi s’è dovuto prendere un permesso dal lavoro per venire a cacciare i fascisti, ma ti pare normale?».

    Giovanni Bianconi

    01 novembre 2008

  10. utente anonimo says:

    http://www.youtube.com/watch?v=-_tFb9YozXo

    Complimenti agli studenti non iscritti (fai da te) con un’età oscillante dai trenta ad i quaranta anni.

  11. utente anonimo says:

    gentile Miguel,

    scusa, a conti fatti sulla base della tua ricostruzione, quali sarebbero le “colpe” dei ragazzi del Blocco Studentesco?

    essere in venti con dieci aste di bandiera, un manico di scopa, e qualche cinta sfilata dai passanti dei propri pantaloni?

    e dove sono i referiti medici delle aggressioni subite dai ragazzini di sinistra, antecedentemente allo scontro cruciale di piazza navona? e dove sono le denunce al commisriato per tali ipotetici “pestaggi”?

    qui l’unica colpa di quei ragazzi è la solita: non avere un giudizio negativo dell’esperienza storica del fascismo e avere, impudentemente e per sovrapprezzo, preteso di essere alla testa dei cortei “Onda”… privilegio, quello di essere alla testa del corteo, che gli è stata contestata solo da ultratrentenni, davanti al senato, quando il corteo era già finito…

    senza contare che, fino a prova contraria, Blocco studentesco ha una rappresentanza studentesca calcolata alle ultime elezioni in circa 37.000 preferenze: perché non avrebbero dovuto essere alla testa del corteo? quale altro gruppo poteva pretendere l’avanguardia?

    ti do atto di non credere all’ipotesi complottista, ma non è additando l’indice che fai scomparire la lluna…

    i fatti sono noti e l’articolo che riporti del corriere della sera, la dice molto più lunga del mio commento…

    mi prendo la libertà di riportare il tuo articolo su “il fondo”… per sentire cosa ne pensino i miei lettori

  12. utente anonimo says:

    Ciao Miguel sono D.

    non si capisce innanzi tutto perché gli unici con diritto di esistenza sano i comunisti od i sinistrorsi

    Riguardo al complotto…Forse questo è veramente da capire.La proposta di Grillo è complottista, nel senso che fa parte di un programma complottista, forse è vera, forse(presumibilmente come esponi) è un depistaggio.

    Il problema del complotto è che noi siamo il complotto e d il tuo stesso blog è il complotto Miguel.Noi siamo figli del complotto , per dirla alla Guy De Bord, siamo stati allevati nello spettacolo e ci è concesso parlare solo dello spettacolo con i mezzi dello spettacolo tramite la mentalità dello spettacolo.

    Posso solo dirti, per dire definitivamente il mio pare, che in un’ottica tradizionale, non c’è soluzione profana a questo stato di cose.

    Un saluto

    D.

  13. kelebek says:

    Per n. 11

    Grazie dell’intervento. “Il Fondo” credo che sia http://www.mirorenzaglia.org/ , quando apparirà la tua risposta la segnalerò senz’altro qui.

    Miguel Martinez

  14. kelebek says:

    I commenti fatti finora vanno benissimo, quindi il mio è solo un avvertimento preventivo a riflettere bene e a non scambiare insulti, vista la natura fortemente controversa della questione di cui si sta discutendo.

    Miguel Martinez

  15. Aragonbiz says:

    Miguel, non mi pare, a naso, che quelli del Blocco siano “provocatori pagati dal governo”.

    Ma detto questo, credo che i tuoi argomenti, benchè interessanti e documentati, non lo dimostrino affatto.

    Dimostrano unicamente che “il Blocco”, è un raggruppamento vitale e con idee.

    Non un gruppo di “pochi provocatori” – che fa pendent con i “pochi facinorosi ultratrentenni” citati da Berlusconi per stigmatizzare l’altro cotè.

    Ma questo non dimostra affatto se vi siano contatti fra i loro capi e alcuni vertici, anche governativi.

    Naturalmente, nessuno può nemmeno dimostrare che tali contatti vi siano.

    Il desiderio, da parte di questo gruppo, di essere del tutto legittimato, ed anche di avere una leadership del movimento (simboleggiato dalla “testa” del corteo), tuttavia non può assolutamente essere soddisfatto.

    Questo è evidente.

    Cessino d’essere fascisti, e poi magari potranno dire “nè rossi, nè neri, ma liberi pensieri”.

    Se no, siano certi che potranno fare un altro corteo, magari altrettanto grosso, ma non stare alla testa di tutto il corteo.

  16. Aragonbiz says:

    Vorrei anche aggiungere una cosa sugli “ultra trentenni”.

    Vedete, le manifestazioni di questi giorni non sono solo di studenti, ma anche del personale della scuola: precario e no.

    E quelli, hanno diritto come gli studenti di partecipare, anche se hanno pochi o bianchi capelli.

  17. utente anonimo says:

    Aragonbiz,

    – Ma questo non dimostra affatto se vi siano contatti fra i loro capi e alcuni vertici, anche governativi.

    Naturalmente, nessuno può nemmeno dimostrare che tali contatti vi siano. —

    Nessuno può dimostrare direttamente la non-esistenza di alcunché, per evidenti ragioni ontologiche :-)

    Z.

  18. kelebek says:

    Per Aragonbiz n. 16

    Infatti.

    Tra l’altro, nel video di Blocco Studentesco che adesso è offline, Piero Bernocchi viene chiamato – se ben ricordo – uno “studente cinquantenne”.

    In realtà è un insegnante che si trova a capo di un importante sindacato di insegnanti, quindi – al di là di eventuali accuse di presenzialismo eccessivo – aveva certo il diritto di trovarsi lì.

    Ci potrebbe essere qualche dubbio, piuttosto, per funzionari di partito come Yassir Gometz; ma presumo anche che non tutti quelli del Blocco fossero legati al mondo della scuola o dell’università.

    Miguel Martinez

  19. Peucezio says:

    Qualche piccola considerazione, partendo dalla nota [5], che parla del “cui prodest”.

    La mia è solo la proposta di un’ipotesi interpretativa, che non mette in discussione il discorso metogologico che Miguel cerca qui di fare e che, con dei distinguo, trovo sostanzialmente condivisibile.

    Condivisibile nel senso che io non mi direi critico in sé del “complottismo”, ma dei suoi eccessi schematici, anche se forse è una questione meramente di termini e si sta dicendo la stessa cosa, infatti gli esempi presi da Migue sono con poche eccezioni quelli che io chiamerei eccessi, più che complottismo tout court.

    Il complottismo è un metodo d’indagine, e al tempo stesso un assunto, un postulato, valido, secondo me, per indagare certi fenomeni, purché non si cada nell’eccesso di schematismo, e inadeguato e semplicistico, cosa che sovente accade applicandolo ad altri fenomeni, suscettibili di una spiegazione molto più semplice. E per capire a quale dei due casi ascrivere un fenomeno bisogna affidarsi in larga parte a riscontri reali, ma anche a una certa dose d’intuito, che consiste proprio nella capacità di distinguere, a volte un po’ a naso e in base all’esperienza, i complotti da quelli che complotti non sono (Miguel stesso in fondo afferma che il potere si serve abitualmente dei complotti), sapendo che in seguito è possibile correggere il tiro e che, in assenza di riscontri oggettivi, non si può dire di essere approdati a una certezza.

    Fatta questa premessa metodologica, entro nel merito dell’ipotesi.

    In effetti è vero che le reazioni americane all’11 settembre hanno gravemente nuociuto al peso geopolitico degli Stati Uniti e al loro prestigio internazionale. Ma non è detto che ciò non possa armonizzarsi con una tesi complottista di autoattentato. Autoattentato però inteso cum grano salis: non è che Bush, Cheney, Rumsfeld, i capi della CIA e dell’FBI si riuniscono un giorno e decidono: “Sapete che c’è di nuovo? Ora facciamo cadere un po’ di aerei su Torri Gemelle e Pentagono, con qualche migliaio di morti, così gli americani s’incazzano con gli arabi e facciamo un po’ di guerre contro questi ulitmi senza che la gente faccia troppe storie”.

    Bisogna pensare (siamo sempre in un’ipotesi, sia chiaro) a settori del potere politico, di intelligence e anche economico-finanziario (negli USA questi ambiti sono strettamente connessi) americano, magari all’insaputa del presidente stesso che, se non pianificano, agiscono di concerto oppure aiutano occultamente o magari solo consentono deliberatamente ad altri di compiere un’azione.

    Noi sappiamo che l’Arabia Saudita, pur con qualche frizione ogni tanto, rimane uno stabile alleato degli Stati Uniti.

    Sappiamo anche che le organizzazioni wahabite e salafite in molte parti del mondo sono finanziate e sostenute dall’Arabia Saudita. Sappiamo inoltre che di solito esse combattono contro regimi invisi o in competizione geopolitica cogli americani e contribuiscono a destabilizzarli, o almeno ci provano: ne sono esempi il Caucaso russo (Cecenia, Inguscezia, Daghestan), lo Xinjang cinese, forse anche il Kashmir in India. Inoltre le loro emanazioni nei Balcani agiscono di concerto col piano USA di rafforzare le enclaves islamiche in quell’area, a scapito dei popoli slavo-ortodossi, che hanno nella Russia un loro potenziale, e in parte attuale, protettore.

    Sappiamo inoltre che già in Afghanistan i talebani e lo stesso Bin Laden, saudita (anche se di famiglia di origine yemenita) risultarono alleati preziosi contro l’Unione Sovietica.

    Sappiamo altresì che nel mondo islamico ci sono ottimi alleati degli Stati Uniti, paesi più o meno neutri o con rapporti contrastanti e paesi, o meglio, regimi che, se pure non sarebbero necessariamente nemici, sono comunque un grosso ostacolo agli obiettivi statunitensi.

    L’Iraq di Saddam rientrava senz’altro fra questi ultimi, come anche la Siria (che però non ha molto petrolio) e l’Iran (che però è un boccone troppo grosso).

    In qualche modo l’assetto geopolitico dell’Asia, con la Russia che accennava a una qualche forma di recupero di sovranità e controllo recupero che poi si è dispiegato in modo più evidente), la Cina in crescita e assetata di idrocarburi, il Medio Oriente sempre in ballo con la questione palestinese e con regimi antiamericani o non abbastanza “collaborativi”, che tradotto significa completamente proni alla volontà USA; tale assetto complessivo, dicevo, poteva ragionevomente impensierire i decisori statunitensi.

    Non è neanche da escludere che negli Stati Uniti ci fossero settori del potere restii a una politica aggressiva in Medio Oriente e appiattita sugli interessi israeliani (non dimentichiamo Brzezinski, Soros e gli ebrei anti-sionisti in genere, che non sono come Chomsky, che può avere ragione o torto su questo o su quello, ma è un semplice intellettuale; no, questi maneggiano milioni di miliardi in tutto il mondo) e che qualcun altro (i neo-con per esempio) volesse zittire tra gli altri proprio questi.

    In Iraq c’è il petrolio, se ci prendiamo l’Iraq abbiamo in mano molto più di prima i rubinetti dell’energia, liquidiamo un regime ostile (o meglio, libero) e facciamo anche un favore a Israele, che si sente sempre accerchiato e vuole non-stati, stati senza sovranità, nei suoi dintorni.

    Ma per fare questo verrebbe utile un pretesto e si fa meglio se l’opinione pubblica interna odia gli arabi e se gli Europei ci credono vittime, anziché i soliti prepotenti.

    Allora facciamo fare il lavoretto ai nostri amici mssulmani: non c’entrano niente con Saddam, sono amici nostri, Saddam è nazionalista arabo e laico (e ci sta sulle palle proprio per questo), questi invece sono veri integralisti (in fondo lo siamo anche noi neo-con), ma tanto la gente non capisce un cazzo di queste distinzioni, per loro sono tutti beduini, tutti uguali, col cammello ecc., quindi siamo a posto. Ai nostri amici li paghiamo bene, gli daremo la testa dell’odiato laico Saddam, spazi in Iraq dove potranno massacrare gente, cattolici (così ci togliamo dalle palle anche un po’ di papisti, anche se noi pubblicamente dobbiamo fare finta che i cattolici sono dalla nostra stessa parte per la difesa della cristianità), e avranno ulteriori basi operative utili per poi agire ancor più e meglio in Cecenia, Balcani ecc.

    Ciò probabilmente implica che anche nel fronte islamico amico ci fossero delle divisioni interne: non è escluso che i Talebani non servissero più (d’altronde adesso gli americani ci si accordano, con la finta clausola di facciata di non sostenere più Al-Qaida, cosa che fa pensare che forse è da un bel pezzo, non da ora, che quelli non la sostenevano più) e che quindi fosse pure l’occasione buona per prendersi l’Afghanistan, che ha anch’esso una valenza strategica non trascurabile. D’altronde il fatto che in Afghanistan non hanno trovato traccia di Bin Laden, fa pensare. Hanno preso Saddam, molti capi talebani e presunti capi di Al-Qaida e tanti altri nemici e pseudo-tali, ma Bin Laden no..

    Il disegno alla fine non è riuscito tanto bene. Ma questo non solo perché gli americani sono un po’ rozzi e stupidi (ci sono menti, fra i burattiani, che sono tutt fuorché rozze e stupide), ma perché evidentemente era già una situazione critica e tutto questo era un tentativo non riuscito di mettere una toppa. Il centro geopolitico del mondo si spostava lentamente verso l’Asia, la Cina cresceva (e cresce), la Russia dava i primi segni di autonomia (c’era già Putin): per rilanciare la nostra azione ci serve un attentato, altrimenti è tutto più difficile: dopo l’apice di Clinton, ma anche le sue figure di m…., siamo in fase declinante, un po’ impopolari, Bush già sta antipatico a molti prima ancora di diventare presidente: a una situazione critica si reagisce con un atto critico, si accetta un danno in funzione di un beneficio maggiore, non avendo troppe opzioni aperte.

    Il concetto, in sostanza, è che l’11 settembre non ha generato la crisi del potere americano, ma ne è una conseguenza e al tempo stesso un sintomo. Chi è forte non ha bisogno di cercare giustificazioni e agisce di prepotenza. Poi i calcoli erano sbagliati, perché anziché contenere la crisi, l’hanno acuita.

    Sia chiaro, ripeto: tutto ciò è una mera ipotesi di lavoro, una proposta, uno spunto di riflessione, che parte da certi miei assunti e intuizioni, assunti e intuizioni suscettibili, da parte mia per primo, di essere corretti, aggiustati, riveduti.

  20. Aragonbiz says:

    Per Z. del 17.

    Bella battuta :-)

    Però, se ad es. avessi una registrazione sul da farsi fra uno stretto collaboratore di La Russa e Gianluca Iannone, magari una dimostrazione “ontologica” non ci sarebbe, però … :-)

  21. utente anonimo says:

    gradirei una risposta, a questo che è stayto il mio commento, e che ho leggermente modificato,corretto ed integrato:



    Riguardo al complotto…Forse questo è veramente da capire.La proposta di Grillo è complottista? Sì, sia nel senso che sia vera, sia nel senso che sia falsa, rientra perfettamente.Presumibilmente (come esponi) è un depistaggio od una interopretazione semplicista, od addirittura un banale errore.

    Se i complotti fossero qualcosa di meccanicista saremmo tutti più contenti.Il problema è che il complotto vive di sé stesso e delle sue mille sfaccettature, derivabili da chi lo alimenta, chi lo fa e chi lo subisce, sucettibili de clima, dell’ambiente, delle ideologie, delle mode, delle persuasioni in ogni loro forma. Tant’é poi che l’ultimo anello della catena, cioé chi lo subisce, dà il via a piani semrpe nuovi occupando una posizione di passibilità.Questa è la massa, questi sono i ragazzetti di qeusti giorni.Il loro sentimento è spesso sincero ma le loro intenzioni ed i loro atti sono il risultato dell’oggi, dello ieri e di tutti i lavori fatti.Controllare la politica, i militari, i servizi segreti, l’economia, la cultura, i mezzi di informazione senza controllare la mentalità delle persone è impossibile.Questo dice il bieco e paranoico “complottismo”.E Guy Debord dice cose sagge che non credo vengano comrpese bene.

    Se il problema sul complotto è che noi siamo il complotto, il tuo stesso blog è parte del complotto Miguel, ed i mie commenti anche,financo la nostra vita stessa.Noi siamo figli del complotto e quindi per dirla alla Guy Debord, siamo stati allevati nello spettacolo e ci è concesso parlare solo dello spettacolo con i mezzi dello spettacolo tramite la mentalità dello spettacolo.Facciamo spettacolo.Ogni tesi fa parte del complotto senza esserne cosciente, portando divisione e confusione e su ciò il complotto marcia, solo così si regge in piedi.I “complottari” stessi sovente riconoscono che sanno solo ciò che ci vogliono far sapere.Ciò comunque non ha importanza e d’altronde non c’è nessuno che dirige questo flusso di informazioni da “far saltar fuori”.Qualcosa sarà anche programmata, forse tutto, ma l’amalgama è ormai essa stessa la mente del complotto.Ci muoviamo da soli.Siamo dei suggestionati.Questo è il risultato del complotto, del Nuovo oridne mondiale, della sinarchia ecc ecc.

    E per quanto mi riguarda ciò si concilia completamente con le Dottrine Spirituali Tradizionali.Siamo schiavi ormai è palese, e non c’è, sinceramente, facoltà che sia esente da questo marasma.

    Conta soltanto il nostro assenso al disordine attuale.Berlusconi è ai miei occhi contemporaneamente stupidissimo, intelligentissimo, furbissimo ed onestissimo.Solo così si è fuori dalla mentalità odierna, ma ciò non di meno si è schiavi.La mentalità “complottista” aiuta a mantenere in guardia la propria volontà e ciò è INDIVIDUALMENTE positivo.Per il resto, è un’altro spettacolo, e fa parte del programma e fa parte della suggestione generale.Sfuggire alle suggestioni attuali non ci renderà in ogni caso corporalmente liberi e neanche ininfluenzabili.Il dominio è , profanamente, quasi completo.

    L’unica soluzione è in antitesi con il tuo credo Miguel. Ma la realtà corporea sempre e comunque tale rimane.Siamo chi più e chi meno, completamente schiavi, ed i contadini che zappano la terra ed i pastori nomadi appresso alle percore, vittime del razzismo degli intelletualoidi , hanno colto il problema , da sempre, per quel che è…

    “ma che me ne frega a me?”

    è chiaramente una provocazione; ma è estremamente reale se non si vuole approdare a quella che, dal Punto di vista Tradizionale, è l’unica soluzione.

    D.

  22. utente anonimo says:

    La vera indecenza è il fatto che delle ideologie politiche fallimentari, alcune violente, hanno praticamente infettato come un virus letale la scuola italiana. Provocatori o no, comunque coloro che perdono del tempo in cazzate e mazzate sono l’esempio lampante di quanto sia perdente l’attuale sistema scolastico che, invece di produrre soggetti equilibrati, crea bande di individui dissociati. Dissociati, poichè la realtà del presente è assai lontana dal loro modo di esprimersi e di agire.

    C’è stato anche chi ha tentato di paragonare queste recenti manifestazioni ad un nuovo ’68. Ecco in questi soggetti si riconoscono i veri provocatori di

    mestiere.

    ancien règime

  23. utente anonimo says:

    Ma c’è ancora in giro qualcuno che crede che dirottare e pilotare dei velivoli di linea sia un gioco per dilettanti allo sbaraglio?

    Questa trama cospirativa devono averla scritta degli autori spavaldi e bizzarri, per giunta in fretta e furia!

    ancien règime

  24. utente anonimo says:

    “Ma questo non dimostra affatto se vi siano contatti fra i loro capi e alcuni vertici, anche governativi.

    Naturalmente, nessuno può nemmeno dimostrare che tali contatti vi siano.” (anonimo, e potrebbe essere altrimenti? del commento n° 15)

    vedi, Miguel?

    c’è sempre il cretino di turno che, di fronte ad argomentazioni logiche, lineari, documentate… si alza e dice:

    “sì… vabbeh… ma potrebbe pure essere andata in un’altra maniera…”

    esattamente nella maniera che gli fa più comnodo credere per il gusto, manco tanto sottile, di far corrispondere le sue disgrazie mentali ai fatti che non esistono…

    e poco gli importa, al cretino, che i fatti siano smentiti dall’evidenza: lui, oppone, fiero, la sua nullatenenza mentale… e a questa si appella per dimostrare di esistere…

    di che vogliamo discutere?

  25. Aragonbiz says:

    Caro – ovviamente – anonimo del # 24.

    Capisco che tu sia abituato ad ubbidire senza discutere agli ordini, a lustrare stivaloni ecc. ecc.

    Ma ti faccio notare che non hai capito assolutamente un cazzo di quello che ho scritto a Martinez.

    E comuque, non sono anonimo, imbecille.

  26. Stupendo stavolta lo dico io. (poi la smetto che sennò sembra che facciamo i fratellini)

    brullo nulla

  27. kelebek says:

    Per n. 21

    Mi chiedi una risposta. Ma forse non c’è nessuna domanda: hai espresso qualcosa che volevi comunicare, che è interessante.

    Pur rispettando il tradizionalismo, ho difficoltà a non pensare che sia un sistema ideologico nato tra Ottocento e Novecento, che risente molto delle epoche che contesta.

    Ma a mia volta ho comunicato qualcosa, non ho risposto.

    Miguel Martinez

  28. kelebek says:

    Per Peucezio n. 19

    Ti ringrazio per aver presentato una tesi e non solo dei dubbi.

    Miguel Martinez

  29. kelebek says:

    Per anonimo n. 24

    A Piazza Navona, ci si tiravano le sediate e le cinghiate, con in mente le cannonate della Seconda guerra mondiale.

    Mi sembra un progresso se invece qui ci si tirano un po’ di sospetti, magari campati in aria.

    Aragonbiz dice una cosa sensata – sui “trentenni” alla manifestazione e sui fascisti alla testa del corteo (non che partecipano al corteo).

    E dice una cosa che nemmeno io condivido, cioè il sospetto indimostrabile.

    Tu noti solo quest’ultimo elemento, e gli dai del cretino e dice che qui non si può più discutere.

    Lui ti dell’imbecille e si impunta su una cosa irrilevante, il fatto che non firmi il tuo post: in realtà qui si chiede sempre a tutti di firmare, anche con uno pseudonimo qualunque, in modo che chi risponde non debba dire “caro anonimo” e non confonda gli anonimi tra di loro.

    Ma questo non lo potevi sapere, perché sei nuovo qui.

    Ora, capisco che la battuta sospettosa di Aragonbiz possa offendere. Però hai anche una scelta davanti:

    1) dire, mi offendo ed è tutto inutile, si sa che il mondo ci odia perché siamo piccoli e neri

    2) dire, gli rispondo sugli altri punti, perché comunque qui mi fanno parlare senza censure e se uno mi ha trattato male, non lo hanno fatto tutti.

    Perché se agisci come al punto 1) , viene il sospetto (non complottistico!) che ci sia un certo piacere nel sentirsi ghettizzati.

    Miguel Martinez

  30. l’anonimo del post 24. sono io…

    credevo che una volta segnalato il blog e postato il primo commento la firma andasse in automatico…

    non mi sono mai nascosto dietro a un nick, figuriamoci se mi metto al riparo dell’anonimato…

    mi scuso per aver usato aggettivi offensivi: diciamo che mi sono fatto prendere la mano dalla polemica…

    comunque, il contenuto del mio commento resta quello…

    miro renzaglia

  31. Spesso mi faccio una domanda:

    che interesse c’è a complicare anche le cose piu’ semplici?

    le cose si complicano perche’ la mano che scrive è guidata da una mente che possiede la tre cani ed io solo un misero vocabolario tascabile e una memoria che entra in azione solo se guidata dal cuore? quindi pur leggendo molto tutto scorre liscio come l’olio e scompare senza lasciare traccia nella mia mente. Solo pochi fatti si fissano e bucano la materia grigia e ci si ficcano torturando la mente. Sono sempre fatti di crudelta’ inaudita ma che passano nell’indifferenza generale…tipo bambini di 12 anni gambizzati…un fatto atroce, di cui nun frega un cazzo a nessuno.

    Miguel sei un tipo assai complicato..ma volte anche semplice, specialmente quando ti posizioni e difendi lo sfigato di turno senza se e senza ma …tipo i fatti di Rignano Flaminio, i Rom, i Musulmani…

    mi affascina molto quello che scrivi, ma sinceramente fatico a seguirti perche’ penso di ignorare completamente per esempio la storia delle religioni monoteiste, lo faccio di proposito perche’ mai e dico mai apparterrei ad una religione che non mi dimostri nei fatti che Dio esiste davvero…insomma sono una che se non vede non crede…salvo che me lo dica uno di cui mi fido ciecamente.

    Insomma Miguel non ho mai avuto il piacere di conoscerti, ma penso che tu sia una bella persona, i tuoi post che spesso fatico a decifrare, mi complicano un po la vita perche’ poi devo fare delle ricerche, ma sono utili perche’ la conoscenza è vita!

    Ciao Miguel, linda

    P.S: Lavoro gomito a gomito con una rumena,una messicana, una colombiana, un medico italiano precario, uno studente di scienze politiche, un ballerino di musicol, una serie di cinquantenni italiani usa e getta …trombati da multinazionali straniere…insomma una esperienza di vita in trincea…nel mondo del lavoro e della scuola universitaria.

  32. Aragonbiz says:

    Solo una piccola puntualizzazione, Miguel, anche per dire che anch’io mi sono lasciato prendere la mano, mi spiace Mino (pas de quoi, son cose che succedono).

    La puntualizzazione riguarda la critica che ti ho fatto, Miguel, che forse non ho ben spiegato.

    In questa serie di post, ottimi come documentazione e comprensione dei fatti, dimostri due fatti:

    1) il “blocco” non è un movimento “artificiale”, che non è composto da pochi “provocatori”, per giunta parte di un apparato estranee. Come farebbe intendere Grillo.

    Ma invece un movimento diffuso, vitale, con iniziativa e idee anche fresche.

    Ok, d’accordo.

    2) Le circostanze che fanno dire ad alcuni che esista una sorta di connivenza fra alcuni elementi del “blocco” e la polizia, desunti dai filmati, sono meglio (più economicamente spiegabili) in modo diverso, ossia che non esista in realtà quella connivenza.

    Questo, è già un po’ più opinabile, ma mi sento ancora di darti ragione.

    Quello che i tuoi post NON dimostrano – perchè, dato il materiale a ns disposizione non lo consente – e che non esista, eventualmente, un contatto segreto fra i leader del “blocco” e alcuni settori dello Stato e del Governo. Per cui, ad es. si è deciso, quel giorno, di fare casino.

    (non i ragazzi coinvolti, ma magari attraverso una indicazione del giorno prima “dobbiamo prenderci la testa, anche a costo di fare a botte”).

    Naturalmente qui si andrebbe nelle ipotesi, ecc. ecc. quindi si rischierebbe di sfociare a parlare all’infinito sul “sesso degli angeli”.

    Però, a proposito del “cui juvat” credo proprio che la rissa a piazza Navona non abbia giovato al blocco, ed abbia giovato invece al governo.

    Da cui qualche dubbio, per me. Delle due l’una: o hanno tenuto una condotta erronea per i loro scopi, oppure non escludo eventuali contatti (sul piano del vertice del “blocco”)

    Perchè penso questo, richiede una lunga spiegazione che non ho ora il tempo di fare.

    Se vuoi ci provo, ma comunque forse puoi immaginare perchè.

    Niente, tutto qui.

    ciao Miguel, saluti Mino (scusa per l’imbecille :-)

  33. Aragonbiz says:

    Cavoli, ho riletto e ho fatto un sacco di errori di scrittura!

    Mannaggia, la fretta … e ho dormito troppo poco stanotte, per lavoro :-)

  34. kelebek says:

    Per Miro n. 30

    Interessante. I tuoi post erano anonimi.

    Una persona ha dedotto che c’era un elemento di dispetto.

    Io, che sono strutturalmente non complottista, ho dedotto solo che non conoscevi la prassi di questo blog, ma avevo la certezza che non ti volevi nascondere.

    E invece la verità è una terza (tu pensavi di essere loggato), anche se poi viene a coincidere, in termini di “etica”, con la mia conclusione.

    Per quanto riguarda l’esserti “fatto prendere la mano”… ci sono ovviamente abituato e non c’è niente da scusarsi.

    Solo che devi considerare che se una persona ti offende, quando rispondi a lui, non rispondi solo a lui ma a qualche decina o forse centinaio di persone che stanno leggendo i commenti.

    E quindi, cedendo alla tentazione – magari giusta – di litigare con una persona, perdi la comunicazione con tutte le altre.

    Non obbligo nessuno, ma mi farebbe piacere se anche Aragonbiz desse un segno di tranquillità :-)

    Miguel Martinez

  35. kelebek says:

    Per Aragonbiz n. 32

    Caspita, vedo che hai telepaticamente dato il “segno di tranquillità” proprio mentre stavo scrivendo il messaggio in cui ti invitavo a darlo!

    Grazie

    Miguel Martinez

  36. kelebek says:

    Per Aragonbiz n. 32

    Certo, tutto è possibile.

    Ma quando tutto è possibile, bisogna prendere alla lettera quel tutto.

    Che so, che il proprietario del bar di Piazza Navona abbia voluto gli scontri per rifarsi con l’assicurazione; che gli scontri siano stati organizzati da un fotografo che voleva farsi un nome nell’ambiente giornalistico; ecc.

    Sono ipotesi che fanno ridere, ma solo perché non esiste (per fortuna) una fissazione complottistica contro i fotografi o contro i proprietari di bar.

    Se ci fosse, tali ipotesi non sembrerebbero per nulla ridicole.

    Miguel Martinez

  37. utente anonimo says:

    Berlusconi ha sempre voluto che l’Italia apparisse come il set del Mulino Bianco.

    perfetto, perfetto, perfetto

    Francesco

  38. utente anonimo says:

    La risposta Miguel l’ho ricevuta, chiara, e comunque, se non almeno nel fatto che un messaggio mi è stato direttamente indirizzato :-) .

    Specifico solo che le critiche sullo spettacolare, sul complotto, sulla modernità, non sono spettacolari esse stesse,forse ho esagerato un poco nell’espressione di alcuni termini.Ma se non hanno rimedi, danno vita ad altri aspetti necessari,sperati e coltivati per il perpetuamento del “sistema”.

    Non condividendo ciò che scrivo, è chiaro che non c’è alcuna domanda, anche se effettivamente non ne ho posta alcuna.

    giusto per chiare, non mi rifaccio al tradizionalismo.Anche questo fa parte del sistema a “mio” avviso.Però una spiegazione approfondita dal punto di vista Tradizionale esula dal discorso; comunque lo affrontasti riguardo le tue critiche di molti ambienti cattolici. per farne un esempio.

    Grazie dell’attenzione.

    D.

  39. Aragonbiz says:

    Ancora una replica, perchè oggi sono “pistino”, come dicono in Piemonte.

    Primo: il segno di distensione l’ho dato. Non altrettanto ha fatto Miro, che ha confermato il contenuto del suo primo post, in cui mi dava del cretino, a cui ho risposto replicando al SUO insulto.

    Detto francamente, non me ne frega assolutamente nulla che ritiri il suo insulto.

    Mi spiace solo però che tu abbia rilevato solo la mia scorrettezza (di reazione), e non la sua (di attacco). Miro ha cominciato a dare dell”anonimo, e del cretino, però è stata solo la mia reazione stigmatizzata.Evvabbè.

    Spero che non ti sia accaduto la stessa cosa nella valutazione del comportamento in piazza Navona :-)

    Secondo, nel merito della questione seria: non puoi rispondermi dicendo che, allora, tanto vale fare ipotesi complottiste sul bar di piazza Navona.

    Perchè, mi pare, proprio 40 anni fa, sono successe cose e interrelazioni molto inquietanti fra settori dello Stato e gruppi neofascisti, guarda caso.

    E allora, sai, come diceva il gobbo, che però la sapeva lunga “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”.

  40. kelebek says:

    Per Aragonbiz

    Per la discussione con Miro, beh forse mi sono distratto anch’io in qualche modo, cerco di lavorare e ogni tanto mi perdo qualche sequenza tra i commenti.

    Invece non capisco bene il discorso su 40 anni fa. Cioè, c’erano alcuni esponenti di alcuni gruppi fascisti che sono stati coinvolti in storie di difficile lettura, ma a che prima vista sembrano molto contorte e sgradevoli.

    Qualunque cosa si possa pensare sia del fascismo che del neofascismo, è un fatto che questa gente teneva a sé i propri traffici, cioè non sono cose di cui fosse cosciente la maggior parte degli stessi neofascisti.

    Queste persone, se sono ancora vive, oggi dovrebbero avere circa 70 anni, e vivevano in un’epoca in cui – ad esempio – c’erano collettivi universitari che facevano collette per comprare armi per i Vietcong: scopo assolutamente lodevole, però vi immaginate qualcosa del genere oggi?

    Conosco militanti dell’allora PCI che si addestravano con le armi da fuoco “in caso di golpe” e viaggiavano in URSS all’epoca.

    Ma solo un editorialista di Libero potrebbe pensare di usare questo per gettare sospetti sulla sinistra – moderata o radicale – di oggi.

    I tempi cambiano anche ciò che apparentemente si somiglia: vedi Eraclito!

    Miguel Martinez

  41. Aragonbiz says:

    Diciamo che c’è mancato poco che facessero un golpetto come in Cile.

    Certo, acqua passata, non dico di no.

    Però, vedi, mi sono fatto un giretto sui siti dei bannerini del Blocco.

    Lo stesso armamentario simbolico e ideologico di allora.

    “Non ci si può immergere due volte nello stesso fiume”, diceva Eraclito.

    Il fatto però è che, forse, loro non lo sanno :-)

  42. kelebek says:

    Per Aragonbiz n. 41

    Non credo che si possa fare un confronto serio tra il Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese e il Blocco Studentesco.

    Penso che le coordinate psicologiche siano profondamente diverse. Comunque, quando trovo un attimo, cerco di approfondire la questione.

    Miguel Martinez

  43. RitvanShehi says:

    >(anonimo, e potrebbe essere altrimenti? del commento n° 15)…anonimo< Luminoso esempio di bue che dà del cornuto ad…Aragonbiz:-)

  44. utente anonimo says:

    MM tu vuoi credere alla versione ufficiale del 911 perché vuoi credere che un gruppo ribelle, islamico, settario e misterioso (uahooo… proprio le cose che piú ti affascinano), abbia potuto, grazie ad un’infinita pazienza e perseveranza, una ferrea disciplina (se escludiamo le baldorie finali) ed il sacrificio estremo dei suoi adepti, colpire e ferire (quasi a morte) il cuore dell’impero (del male). Il tutto farcito, come se non bastasse, da esoticherie ed ambienti fiabeschi cosí consoni alla tua raffinata estetica. Grotte, conversioni, tesori da nababbi offerti per la causa, ali el chimico, zarkawi l’uomo lucertola, ecc. ecc.

    E come si puó non credere ad una favola simile?

    Bisogna essere proprio senza cuore.

    Squallidi,cinici e tristi.

    Un poco di polvere di fata e se ci credi davvero riesci anche a volare (con un boing 747 fino a centrare il wtc e con un solo tiro buttarne giú due).

    Piter pan

  45. utente anonimo says:

    PS: a scanso di equivoci, sarebbe piaciuto tanto anche a me, tanto che ci ho messo molto tempo per non crederci piú, come per babbo natale, dio, gesú, l’anarcocomunismo e l’indigenismo. Direi in questa sequenza.

  46. kelebek says:

    Per Piter Pan

    Beh, lo spettacolo in effetti aveva qualcosa di spettacolare :-)

    Dipingimi uno scenario più credibile ed economico – nel senso del rasoio occamiano – e ti crederò.

    Miguel Martinez

  47. utente anonimo says:

    concordo con te Miguel

    e lo spettacolo era pure prevedibile, a chi lo ha messo in scena.

    escludendo sia stato il fondo pensione dei pompieri di NY, la tesi Al Qaida mi pare la più ragionevole

    Francesco

  48. utente anonimo says:

    Bueno … ci proveró,

    Tutto sta a definire che cos’e’ al qaeda. Se é il nome di un database, un’agenzia di coordinazione tra servizi segreti di differenti paesi, un “progetto” di determinati gruppi di potere economico e politico transnazionale, una rete infiltrata a tutti i livelli anche nei comandi dell’aviazione USA cosí come nei movimenti di resistenza islamica, concordo con voi: a partitá di fattori é la spiegazione più semplice per organizzare uno spettacolo cosí spettacolare.

    Se no, se furono 19 cutter con kamikazee annesso, il successo dell’operazione 911 é solo da attribuirsi a forze soprannaturali.

    Piterpan akbar!

  49. kelebek says:

    Per Piterpan n. 48

    Io non credo che al-Qaida sia un’organizzazione.

    Molto sommariamente: credo che Osama bin Laden si sia presentato come una sorta di predicatore o leader spirituale, che introduce un concetto rivoluzionario – il jihad militare non si deve solo combattere dentro il paese islamico aggredito (e fin qui persino Hamas sarebbe d’accordo), ma si può portare in casa del paese aggressore, finché quel paese non smette l’aggressione.

    Questo è un tema che lui ha sviluppato da anni, forte all’inizio anche di un certo capitale, che oggi sicuramente non avrà più; e poi del suo carisma un po’ alla San Francesco: il ricco che invece di vivere tra gli agi abbandona tutto, senza secondi fini.

    Ricordiamo che l’Islam ha sempre contato su “purificatori”, “rinnovatori” non istituzionali, e ObL per alcuni rispecchia questa attesa.

    Molte persone sono andate a trovarlo in Afghanistan, ricevendo un po’ di fondi e una sorta di generica benedizione per i loro progetti, che poi hanno realizzato per conto proprio.

    Tra questi, anche gli organizzatori dell’attentato dell’11 settembre.

    Questo è il mio parere.

    Miguel Martinez

  50. utente anonimo says:

    martinez, non ti vergogni a difendere ancora quei luridi fascisti dopo che sono uscite decine di video dove si vedono i tuoi allegri goliardi prendere a mazzate decine di studenti inermi e dopo la spedizione punitiva alla RAI contro la Sciarelli che li ha sputtanati?

    giovanni

  51. kelebek says:

    Per Giovanni n. 50

    1) Assicurare il cavo di collegamento con il cervello

    2) Assicurarsi che il cervello sia in modalità “italiano” e non “danese”

    3) Rileggere con attenzione tutti i sette i post su questo tema

    4) Se il guasto si dovesse ripetere, rivolgersi al proprio produttore.

    Miguel Martinez

  52. utente anonimo says:

    Miguel

    se trovi il tempo, fai un ritrattino al genietto Gasparri?

    uno talmente squallido e idiota da diventare quasi simpatico.

    se poi finisse in miniera a scavare diamanti in Angola …

    Francesco

  53. utente anonimo says:

    Forse inizio a capire (sono lento, lo so) il paragone con la microrissa studentesca a Roma.

    Le possibilitá che il camioncino bianco sia potuto entrare nella piazza indisturbato (non passando per le vie autorizzate al corteo) sono praticamente le stesse di un aereo sequestrato che sorvola per un’oretta gli usa senza essere intercettato.

    Praticamente inesistenti, salvo che gli sbirri di turno, cosí come i controllori di volo o chi per loro, avessero ricevuto ordini al rispetto o piú facilmente fossero stati ingannati con piccoli sabotaggi come informazioni fuorvianti, errori e interruzioni nella catena di comando, ecc.

    Ció non significa, come fai giustamente notare, che il blocco cosí come la cellula di al qaeda siano la polizia stessa o gli usa stessi (autoattentato). E’ sufficiente un po’ d’infiltrazione (che esiste in qualunque movimento, di ds come di sn, islamico come cattolico, ancor piú in uno inizialmente armato dalla stessa cia) e qualche aiutino un po’ improvvisato (tipo il missile al pentagono, il wt7 che cade solo, ecc.).

    Cosí la sceneggiatura dello spettacolo 911 (anche nelle sue parti piú improbabili) mi sembra piú credibile.

    Una Pearl Harbor II (con fx autoctoni) in diretta tv.

    Concordi (o preferisci sempre l’intervento divino) ?

    Piterpan

  54. RitvanShehi says:

    Miguel, concordo col tuo #49. E da quel che mi risulta concordano anche gli analisti statunitensi.

  55. kelebek says:

    Per Piterpan n. 53

    Tu dici:

    “Le possibilitá che il camioncino bianco sia potuto entrare nella piazza indisturbato (non passando per le vie autorizzate al corteo) sono praticamente le stesse di un aereo sequestrato che sorvola per un’oretta gli usa senza essere intercettato. “

    Guarda che ho detto e dimostrato l’esatto contrario.

    Miguel Martinez

  56. utente anonimo says:

    Tra gli innumerevoli post, dopo la tua foto con le “astronavi aliene”, che provó a dimostrare l’esatto contrario, avevo letto questo:

    #20 00:44, 02 novembre, 2008

    “Riguardo alle astronavi aliene d’accordo con Maria.

    I furgoni del 2006 facevano parte del corteo e procedevano in fila e quelli del servizio d’ordine hanno il permesso della questura. Ma per quanto riguarda quello di blocco studentesco le cose stanno diversamente, non è entrato in piazza a seguito del corteo, ma da una strada laterale. Quel giorno il centro di roma era completamente bloccato, e non solo il furgone solitario non sarebbe dovuto poter entrare in piazza navona, ma nemmeno nelle zone limitrofe. “

    Direi che quest’affermazione non ha generato nessun contraddittorio da parte di nessuno per cui la davo per concluso e accettato da tutti. Del resto anche nella mia esperienza giovane militonto vigevano le stesse identiche regole. Immagino che il sistema di contenimento dei cortei sia sempre lo stesso del “gregge blindato” e le vie laterali sempre chiuse al traffico non autorizzato (tutti eccetto digos, ucigos, cc. ps. gdf. e l’immancabile ambulanza sospetta)

    E poi, per uno che da quel che ho letto frequenta e/o conosce la politica fino ai gruppuscoli-setta, dal campo antimperialista ai giovani neofascisti, tutta quest’ingenuitá su come funzionano le cose in piazza (e non solo) mi lascia perplesso.

    Vabbe, alla fine i fatti non esistono…. non riesco mai a prenderne atto ed il tuo mondo tra realtá e mito é molto piú bello e soprendente di quello che riesco a vedere io.

    Il 911 l’hanno fatto 19 giovani idealisti aiutati dalla fortuna (o dio o come si voglia chiamare). Per me possiamo concluderla qui, continueró a leggerti come il mio blog fumetto favorito.

    Solo un’ultima domanda che ho giá formulato in altri forum e blog e nessuno mi ha mai saputo o voluto rispondere: sai (o mi puoi trovare, please tu che scrivi pEter e non pIter…jajaja) che falsi nomi usarono per registrarsi ai check-in i 19 dirottatori? Non solo per morboso feticismo collezionista, ma non ho mai capito perché nelle liste dei passeggeri deceduti tutti siano contati vittime reali e innocenti. Per logica (anche senza essere un tecnico matematico, me lo consetirai) 19 dovrebbero essere identitá false. O come per il camioncino é comune passare per check-in alternativi?

    Un abrazo

    Piterpan

  57. utente anonimo says:

    >>qualche aiutino un po’ improvvisato

    due cose:

    1) altro che un pò improvvisato, direi messo su peggio che si poteva. quella del missile sul Pentagono, per esempio, è così folle che neppure in un film demenziale verrebbe in mente

    “senti, ma due grattacieli abbattuti in mondovisione bastano?”

    “non so, forse è un pò poco”

    “cosa ne dici se attacchiamo anche il Pentagono e poi diciamo che sono stati sempre gli islamici”

    “che figata! e come facciamo?”

    “beh, mio cugino c’ha un missile in garage, potremmo spararlo nella facciata”

    “bella lì! ma come ci mettiamo di mezzo gli arabi?”

    “bè, potremmo inventare che hanno dirottato un altro aereo”

    “ma non è un pò diverso dal missile? e se qualcono per sbaglio filma il missile?”

    “figurati, e poi dobbiamo fare in fretta che stasera mia moglie fa gli spaghetti con le polpette e voglio andare a casa presto”

    “beato te, la mia è da sua madre e stasera mangio pizza”

    2) e questa sciatteria come si concilia con l’abilità di questi manovratori di poveri ingenui terroristi islamici suicidi?

    Francesco

  58. utente anonimo says:

    divertente…e sono anche d’accordo con te, tanto che anch’io mi chiedo sempre ma come cazzo fanno a farlo cosí male e che la gente ci creda? Poi penso al sangue di san gennaro, alla bibbia ed a babbo natale e smetto di sorprendermi. Hai mai visto le centinaie di foto con il buco nel pentagono? ti sembra che lí ci possa passare un aereo? e che i vetri delle finestre a lato del buco possano restare su (significa che resistono al colpo di una turbina d’aereo a 800Kmh) ? E se non c’e’ il video del missile dov’e’ quello dell’ aereo (uno visibile, non la cagata che hanno mandato qualche tempo fa)? Ti sembra possibile che in tutto il pentagono (e hotel limitrofi) non ci sia una telecamera che ti filma un aereo commerciale ?? E ti sembra possibile che l’acciaio del WTC dovessero venderlo in fretta e furia. Bueno che iniziava la crisi…ma con una raccolta delle linguette delle lattine di cocacola (come fanno i fasci per i birmani) magari riuscivano a tamponare ancora per un po’?

    Per questo tutti gli fx impossibili, non credo siano frutto di premeditazione, ma di improvvisazione. Chi o cosa ci fosse in quel punto del pentagono che dovesse sparire non lo sapremo mai. Perché tirar giú le torri una volta colpite dagli aerei… beh quello mi sembra piú logico, salvo non voler lasciare due torce olimpiche di 300 metri accese qualche settimana su NY e l’effetto speciale é da oscar! La terza quella caduta per magia simpatica credo che rompesse i coglioni solo al traffico…e giá che ci siamo (piccolina e chissenefrega… forse qualcune se ne ricorda? ) E quando si prende la colpa Bin Laden, che buono! Ups e che cazzo facciamo con tutta la sua famiglia che sta qui? Vabbe, lasciamoli partire con un salvacondotto… ti sembra credibile? E la 24ore che non si brucia (mentre si fonde l’acciaio) con il corano ed il passaporto vero del nostro eroe (che non si sa mai, dovessi, dopo essermi suicidato, espatriare a messico), ritrovata casualmente tra qualche tonnellata di macerie? Ti sembra credibile? Sono tutte improvvisazioni patetiche e assurde per chi ci riflette… ma quanti credi che siamo a rifletterci? A parte tutto ció, chiedo anche a te una risposta al mio ultimo quesito (perché qui siamo a livello di uno e trino, anzi 0 e diciannovino). I 19 nomi falsi, porfa.

    piterpan

  59. RitvanShehi says:

    >Solo un’ultima domanda che ho giá formulato in altri forum e blog e nessuno mi ha mai saputo o voluto rispondere: sai… che falsi nomi usarono per registrarsi ai check-in i 19 dirottatori? Non solo per morboso feticismo collezionista, ma non ho mai capito perché nelle liste dei passeggeri deceduti tutti siano contati vittime reali e innocenti. Per logica (anche senza essere un tecnico matematico, me lo consetirai) 19 dovrebbero essere identitá false. O come per il camioncino é comune passare per check-in alternativi?

    Un abrazo

    Piterpan< Caro Piterpan, cospargiti con un pizzico di polverina maggica:-) e vola su questo URL:
    http://undicisettembre.blogspot.com/2008/08/liste-passeggeri-senza-dirottatori.html

    Vi troverai la risposta al tuo angosciante quesito. Lì apprenderai che la lista dei passeggeri – coi rispettivi posti assegnati – fu pubblicata dal “Boston Globe” il 13 settembre 2001, ossia a soli 2 giorni dall’attentato. E in quella lista ci sono nomi ARABI e VERI dei dirottatori, come potrai costatare di persona.

    P.S. Non occorre che mi ringrazi per aver messo fine a un tuo angoscioso dubbio. Però, in cambio, mi potresti presentare a quella bonazza di Julia Roberts che ti fa da fatina?:-)

  60. utente anonimo says:

    …e ‘sto .gif realizzato dallo stesso Globe (come si puo leggere in basso a ds) é l’unico documento “ufficiale” con una lista di passeggeri disponibile al pubblico sull’11/9 (per giunta di 1 dei 4 aerei, gli altri 3 kissenefotte) ?

    Un po’ pochino no?

    E la fonte del globe? o per lo meno l’articolo dove appare questo .gif?

    (di assoluta importanza essendo l’unico al mondo a quanto pare)

    non uno linkato a caso…

    Interessante poi, ma sono solo dettagli di un paranoico, che il signore del sedile 8G sia quel Abdul Rahman al-Omari che non é mai morto (o anche questa é una cazzata sparata dei complottisti?)

    en.wikipedia.org/wiki/Abdul_Rahman_al-Omari

    http://www.independent.co.uk/news/world/…/suicide-hijacker-is-an-airline-pilot-alive-and-well-in-jeddah-669688.html

    Comunque grazie per lo sforzo. Se trovi qualcosa di meglio spero che ce lo manderai.

    Per il momento, hai vinto una notte con la fatina (ma con quella originale, di 10cm bidimensionale, a bassa risoluzione).

    piterpan

  61. RitvanShehi says:

    >…e ‘sto .gif realizzato dallo stesso Globe (come si puo leggere in basso a ds) é l’unico documento “ufficiale” con una lista di passeggeri disponibile al pubblico sull’11/9 (per giunta di 1 dei 4 aerei, gli altri 3 kissenefotte) ? Un po’ pochino no?piterpan< Ah, beh, se tu pensi che solo su quell’aereo di cui il “Globe” pubblicò la lista passeggeri i bieki beduini si sono “materializzati”, mentre sugli altri sono passati attraverso le pareti:-), allora sei davvero peterpan, con tanto di polverina maggica e fatina:-). >E la fonte del globe?< Beh, qualche “talpa” al terminal d’imbarco, immagino. Vorresti anche nome, cognome e numero di previdenza sociale?:-)
    >o per lo meno l’articolo dove appare questo .gif?

    (di assoluta importanza essendo l’unico al mondo a quanto pare)

    non uno linkato a caso…< Vai in biblioteca e chiedi la copia del 13 settembre 2001. Ti faranno pagare qualcosina, ma tu hai il tesoro dei pirati, pertanto…:-) >Interessante poi, ma sono solo dettagli di un paranoico, che il signore del sedile 8G sia quel Abdul Rahman al-Omari che non é mai morto (o anche questa é una cazzata sparata dei complottisti?)

    en.wikipedia.org/wiki/Abdul_Rahman_al-Omari

    http://www.independent.co.uk/news/world/…/suicide-hijacker-is-an-airline-pilot-alive-and-well-in-jeddah-669688.html < Beh, di cazzate i komplottisti ne sparano a bizzeffe, una in più-una in meno che vuoi che sia.
    Comunque, che il tizio registrato al sedile 8G sia proprio quell’ Abdul Rahman al-Omari che dici tu è solo una tua supposizione. Il fatto è che in quel sedile ha viaggiato un tizio che si è registrato sotto il nome Abdul Rahman al-Omari. Nome arabo. Dici che in tutto il pianeta ci sia solo un Abdul Rahman al-Omari?

    >Comunque grazie per lo sforzo. Se trovi qualcosa di meglio spero che ce lo manderai.< Eh, lo so fratello, a te non ti si può mai accontentare: non per nulla sei discendente dall’italico Bertoldo, quello che non trovò mai un albero di suo gusto su cui farsi impiccare:-) >Per il momento, hai vinto una notte con la fatina (ma con quella originale, di 10cm bidimensionale, a bassa risoluzione).< Ma che hai capito, zozzone:-), io sono un uomo sposato e fedele! Volevo solo chiederle se poteva darmi una mano a entrare nel dorato mondo di Hollywood! Pertanto, se la tua versione “mignon” ha gli stessi poteri, spediscimela pure con pacco raccomandato:-).

  62. utente anonimo says:

    immancabilmente la discussione scade nel mestiere di banalizzare le domande e far passare per scemo chi le pone: come se del Sig. Abdul Rahman al-Omari avessero solo pubblicato il nome (un “juan perez” qualunque e poi si fossero scusati con gli altri 4 o 5 milioni di omonimi) e non il suo numero di VISA USA oltre a tutti i suoi dati reali, per poi, dover fare marcia indietro al incontrarlo vivo, vegeto ed anche piuttosto incazzato.

    ma sono solo futili dettagli….

    Facciamo che hai vinto tu.

    Mi arrendo.

    Comunque da questa sonora sconfitta dialettica posso dedurre che:

    1) dopo 7 anni le liste ufficiali dei passeggeri non sono ancora state pubblicate (per cui ci si basa su ) nonostante siano ufficiali sia i nomi delle vittime che quelli dei terroristi (giá dal 13/9 !! )

    2) i “terroristi” hanno usato i nomi reali (arabi) per cui tutte le altre liste in circolazione in internet (sempre ricostruzioni a base di talpa, immagino) sono state depurate dall’elenco dei medesimi per ragioni che ancora mi sfuggono ma sicuramente insignificanti.

    Grazie, ora non ho piú dubbi, cercheró la cellula dormente piú vicina a casa e mi iscrivo subito

    solo perché “MI PIACE DORMIRE. VISTO COME VANNO LE COSE OGGI NEL MONDO”

    piterpan

  63. utente anonimo says:

    scusa…ho usato caratteri non consentiti per risaltare le tue citazioni e non le visualizza:

    1) dopo 7 anni le liste ufficiali dei passeggeri non sono ancora state pubblicate (per cui ci si basa “su qualche “talpa” al terminal d’imbarco”) nonostante siano ufficiali sia i nomi delle vittime che quelli dei terroristi (giá dal 13/9 !! “Vai in biblioteca e chiedi la copia del 13 settembre 2001″.)

  64. RitvanShehi says:

    >immancabilmente la discussione scade nel mestiere di banalizzare le domande e far passare per scemo chi le pone:piterpan< Non ho banalizzato un bel nulla. E non mi pare che io ti abbia fatto passare per scemo, semmai per insufficientemente informato. Pertanto, ti ho segnalato l’articolo del “Boston Globe” che aveva quello che tu chiedevi inutilmente girando fra blog. Ho fatto male, forse? >come se del Sig. Abdul Rahman al-Omari avessero solo pubblicato il nome (un “juan perez” qualunque e poi si fossero scusati con gli altri 4 o 5 milioni di omonimi) e non il suo numero di VISA USA oltre a tutti i suoi dati reali, per poi, dover fare marcia indietro al incontrarlo vivo, vegeto ed anche piuttosto incazzato.< Beh, si vede che uno dei dirottatori aveva “rubato” l’identità al sig. al Omari in questione. E questo ci autorizza, forse, a dire che fu Bush a buttar giù il WTC? >ma sono solo futili dettagli…. < Appunto. >Facciamo che hai vinto tu.

    Mi arrendo.< Guarda che non era una competizione e non c’era alcuna coppa in palio. >Comunque da questa sonora sconfitta dialettica posso dedurre che:

    1) dopo 7 anni le liste ufficiali dei passeggeri non sono ancora state pubblicate (per cui ci si basa “su qualche “talpa” al terminal d’imbarco”) nonostante siano ufficiali sia i nomi delle vittime che quelli dei terroristi (giá dal 13/9 !! “Vai in biblioteca e chiedi la copia del 13 settembre 2001″.)< Le vorresti forse pubblicate sulla “Gazzetta Ufficiale” degli USA o cosa? >2) i “terroristi” hanno usato i nomi reali (arabi) per cui tutte le altre liste in circolazione in internet (sempre ricostruzioni a base di talpa, immagino) sono state depurate dall’elenco dei medesimi per ragioni che ancora mi sfuggono ma sicuramente insignificanti.< Appunto. Mai fidarsi delle liste circolanti in Internet, leggiti piuttosto il “Boston Globe” del 13/09/01, fratello. Ah, però, ricordati che gli ameregani scrivono le date in modo diverso, pertanto devi chiedere la copia del 09/13/01 ! >Grazie, ora non ho piú dubbi,< La gente che non ha dubbi mi spaventa lievemente…. >cercheró la cellula dormente piú vicina a casa e mi iscrivo subito

    solo perché “MI PIACE DORMIRE. VISTO COME VANNO LE COSE OGGI NEL MONDO”< Sì, ma ricordati, fratello, che chi dorme non piglia pesci:-). E neanche coccodrilli, suppongo, e per piterpan non sarebbe prudente non avere un coccodrillo sottomano in caso di proditorio attacco di Capitan Uncino:-)

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