Flores de xempaxúchil

Che poi, con tutto questo chiacchiericcio e i complotti e i sospettosi e i paranoici, si finisce per dimenticare le cose che contano.

Come il Día de muertos.



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9 Responses to Flores de xempaxúchil

  1. tristantzara says:

    Foto straordinariamente simbolica.

  2. mariak says:

    In Toscana, la notte prima del giorno dei morti, una volta si lasciava la tavola apparecchiata pensando a un visita di chi non c’era più:nel mio paese castagne cotte, dette ballotte, e del vino, in altri paesi una candela accesa…

    Guardando la bellissima foto e il tuo breve commento stamani mi sono commossa , grazie Miguel

    maria

  3. utente anonimo says:

    Mi accomodo nel girone dei sospettosi!

    L’ho sempre trovata banale ipocrita e pecoreccia la commemorazione dei morti (spesso solo dei propri cari estinti) fatta in una unica giornata. I ricordi di chi ci ha preceduto restano incisi nella memoria o come si suol dire; nel “cuore”. Per sempre. E per sempre vuol dire tutti i giorni.

    Ieri tutti santi, oggi, tutti morti. COME MAI? Quelli di ieri erano dei privilegiati? Anche i defunti divisi in classi! Ah no! Quelli di ieri erano servi di dio.

  4. kelebek says:

    Per Maria n. 2

    Non so mai se i lettori italiani riescono a intuire il significato di cose scritte in spagnolo, perché ci sono nato (anche se il mio spagnolo è molto italianizzato!).

    Sul bel blog di Capicina http://lopetina.blogspot.com/ leggo:

    Entre las comunidades indígenas existe la creencia de que en el mas allá se da licencia al difunto para visitar a los parientes que aún viven en este mundo. Para su llegada, le llevan comida y adornan la tumba con flores. En algunos lugares se hace un altar adornado con filigranas de papel de china de variados colores y flores de Xempaxuchil.

    Xempaxuchil (Cempaxochtli) sono le banali margherite, ma il nome mi sembra talmente bello, che ho voluto usarlo nel titolo.

    Se il brano in spagnolo non è troppo ostico (disposto comunque a tradurre, se serve), ti consiglio un’occhiata anche al resto del blog.

    Miguel Martinez

  5. kelebek says:

    Per il sospettoso n. 3

    Ragioni da italiano :-)

    In Messico, la percezione è che in quei giorni, i morti davvero entrino in contatto con i vivi, e vogliano celebrare: ecco che la festa facilmente diventa orgiastica.

    Non è questione di un “caro ricordo”, insomma.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    ORGIASTICA???? Miguel devi farti curare. E’ per questo che non ho mai messo il tuo blog nei preferiti: tra un sacco di cose intelligenti ci sono queste “cazzate oblique” -se mi permetti- che rovinano tutto.

    A quanto pare festeggiare il “dì di mort” con una messa al cimitero è roba da “occidentalisti”. Bisogna fare l’orgetta (sarà sicuramente per tale motivo che l’Unesco ha incluso la festa nei partrimoni dell’umanità).

    Per fortuna ti salva l’ironia, altrimenti saresti davvero un catorcio intellettuale. Io ti voglio bene, sia chiaro, ma non devi fare così. Ogni tanto goditi anche l’occidente e l’imperialismo.

  7. kelebek says:

    Per n. 6

    Visto che sei anonimo, non so cosa mi sono perso, non rientrando nei tuoi blog.

    Sai che non capisco affatto quale sia il tuo problema?

    “Orgiastico” lo intendo in senso ampio, dionisiaco: in Messico è il giorno delle danze, delle ubriacature, delle risate, degli amori e anche delle sparatorie.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Il “6” non conosce minimamente l’arte della terminologia simbolica!

    nirvana

  9. utente anonimo says:

    In effetti io sono del tipo “se le parole hanno un senso”. Ametto di essere molto terra terra e di aver pensato subito che “orgiastico” avesse a che fare col sesso. Invece è come l’allsouls ma in salsa indigena, precolombiana e antimperialista (ti assicuro che non è per te, in questi giorni mi viene spontaneo, io non voglio problemi con nessuno).

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