L’11 settembre di Beppe Grillo (3)

Nel primo post di questa serie, spiegavo perché evito di discutere dei dettagli tecnici sull’11 settembre, di rispondere alle domande sul tipo, "cosa ha fatto crollare il terzo palazzo, il WTC7, che non è stato colpito da un aereo?

Certe affermazioni complottistiche possono apparire convincenti, quando ignoriamo le cose cui si riferiscono.

Beppe Grillo proclama, "Ieri in Piazza Navona c’era un camion lasciato passare dalla Polizia."

La blogger Debora Billi scrive:

"Qualsiasi romano ieri sera, davanti a queste immagini in TV, se ha un minimo di presenza di spirito deve essersi sbellicato dalle risate. Perché nell’angolo che vedete, tra Piazza Navona e via Agonale, la presenza di un camioncino è plausibile quanto quella di un’astronave aliena […] E’ uno sforzo sovrumano immaginare come un camion, pieno di giovini e di bastoni, sia potuto arrivare in quell’impossibile luogo e per giunta in un giorno caldo come quello di ieri. L’unica è che li abbiano fatti passare apposta, non c’è altra spiegazione."

E’ un ragionamento ben fatto e ben scritto (molto meglio di Beppe Grillo), in lucida buona fede e apparentemente non fa una grinza. Convince.

Eppure, ecco una foto che io ho scattato, proprio a Piazza Navona, il 18 marzo del 2006, durante la manifestazione contro la guerra:


Si vedono almeno due astronavi aliene (il pianale di uno davanti al grande striscione e un altro dietro con il pupazzo di Berlusconi), e solo in questo particolare angolo della piazza. Quei furgoni la polizia non li ha controllati in alcun modo. Infatti, nel tremendo imbuto dell’ingresso a Piazza Navona, le forze dell’ordine si guardano bene dal caricare la gente già schiacciata, per arrivare ai furgoni e salirvi sopra provocatoriamente per ispezionarli.

C’è una logica precisa dietro questo mancato controllo.

Negli ultimi anni, la polizia cerca di mantenere un profilo basso durante le grandi manifestazioni, in particolare quando ci sono di mezzo studenti o grandi masse pacifiche (come nei cortei a Vicenza, dove la polizia era addirittura invisibile).

Il motivo è banale: al contrario esatto di quanto racconta la mitologia complottista, viene premiato il poliziotto che non fa fare notizia. Questa politica del muro di gomma è vincente – salvo quando si brucia una bandierina israeliana o statunitense, ci sono state grandi manifestazioni che non sono nemmeno state citate fugacemente al telegiornale. E se ci pensate, è normale che un governo voglia far credere che tutti i cittadini siano felici e contenti, e un commissario voglia far credere che dove vigila lui, non succede nulla.

Beppe Grillo scrive che nel furgone del Blocco Studentesco c’erano caschi e mazze. E anche qui il lettore resta impressionato; ma cosa c’è di illegale a lasciare il casco del proprio motorino nel furgone? E cosa c’è di illegale nell’avere un mucchio di bandiere che casualmente hanno manici molto robusti? Sono trucchi che si usano alle manifestazioni almeno da quando ero bambino.

Nemmeno una cintura è un’arma, finché non la si sfila e si dà in testa a qualcuno. Dubito invece che ci fossero i tirapugni, perché qualunque coatto romano sa che a una manifestazione, bisogna andarci puliti  per non farsi bere dalle guardie: se ti prendono con una bandiera in mano, te la puoi cavare, con un tirapugni no – ma Beppe Grillo ce li infila lo stesso, con un furbesco "forse".

I dati che apparivano inspiegabili senza un complotto, si rivelano quindi privi di mistero. Questo non vuol dire che il complotto non ci fosse: vuol dire semplicemente che non è più un’ipotesi necessaria.

Ma il furgone degli alieni, oltre a tutto ciò, conteneva – a dire di Beppe Grillo – anche "una ventina di provocatori". E credo proprio che sia il caso di soffermarsi un attimo su questo interessante termine.

(Continua…)

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30 Responses to L’11 settembre di Beppe Grillo (3)

  1. PinoMamet says:

    Bellissimo post!!

    a me della manifestazione, e di chi ha picchiato chi, fondamentalmente, non me ne può fregare di meno;

    però apprezzo moltissimo la demistificazione del linguaggio (parlato, scritto o video che sia).

    Ciao!!

  2. PinoMamet says:

    Un esempio di montaggio facile facile, che non merita neanche un’operazione demistificatoria, ma che pone in campo elementi di appartenenza diversi:

    sulla Gazzetta di Parma il giorno dopo la manifestazione, in prima pagina, due foto:

    la prima con studenti muniti di mazze intenti a picchiarsi, con didascalia “Roma”;

    la seconda con studenti che,come protesta, fanno lezione per strada, composti sulle seggioline di legno da aula, didascalia “Parma”.

    (da notare che nella civilissima Parma, oltre gli svariati omicidi, fallimenti colposi di importanti aziende con rovina di risparmiatori ecc., i vigili urbani sono saliti all’onore delle cronache per pestaggio, furto e altre scorrettezze; più le voci sull’amministrazione comunale, che taccio per carità;

    insomma, pare in piccolissimo la Los Angeles di Ellroy, quindi devono rifarsi la fama di “civiltà”).

  3. utente anonimo says:

    Preso atto della foto che hai fatto, alzo le mani.

    Saluti.

    Raskolnikov

  4. chiedo scusa per lo spam non richiesto. ma ho giusto giusto scritto sull’argomento con un “mindset” piuttosto simile, e sarei curioso di conoscere tuoi commenti.

    brullo nulla

  5. utente anonimo says:

    Le ultime notizie che si possono leggere sul sito on-line di “repubblica” smontano la tua malafede.

    nirvana

  6. kelebek says:

    Per Nirvana n. 5

    1) Con chi ce l’hai?

    2) Quali notizie?

    Miguel Martinez

  7. mariak says:

    Si vedono almeno due astronavi aliene (il pianale di uno davanti al grande striscione e un altro dietro con il pupazzo di Berlusconi), e solo in questo particolare angolo della piazza. Quei furgoni la polizia non li ha controllati in alcun modo. Infatti, nel tremendo imbuto dell’ingresso a Piazza Navona, le forze dell’ordine si guardano bene dal caricare la gente già schiacciata, per arrivare ai furgoni e salirvi sopra provocatoriamente per ispezionarli

    Come fai a sapere che non furono controllati? Non riesco a vedere bene cosa ci sia su quel pianale ma non mi sembrano mazze ricoperte da bandiere, potrei anche pensare allora che la polizia li avesse visti prima che entrassero in piazza navona.

    Non credo nemmeno io al complotto. Credo a quello che c’era e cioè un camioncino pieno di mazze parcheggiato in zona pedonale, una cosa diversa dall’avere una bandiera che può essere usata come bastone al momento opportuno.

    Eppoi se uno va alla manifestazione in motorino perchè il suo casco deve essere poggiato su un camioncino con tanti altri?

    Se vuoi dimostrare che non c’è complotto hai ragione, perchè probabilmente non li hanno fatti passare APPOSTA, li hanno fatti semplicemente passare. Cosa possa significare questo dipende dalle opinioni , può essere ritenuta soltanto una casualità come una scelta. Mantovano, su questo, nella sua apparizione televisiva appariva abbastanza imbarazzato al punto di non rispondere in proposito ,e allargando il discorso in modo paradossale dicendo, volete che alle manifestazioni si perquisiscano uno per uno?

    Comunque non ho seguito il dibattito parlamentare e non so come sia andata a finire.

    Riguardo al profilo basso che la polizia terrebbe nelle manifestazioni hai ragione, se ti riferisci però soltanto agli ultimissimi anni, perchè sette anni fa a genova vennero pestati a sangue moltissime persone inermi che non potevano più nuocere in alcun modo, posto che lo avessero fatto prima.

  8. utente anonimo says:

    leggi in fondo all’articolo: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/ltestimonianza-prof/ltestimonianza-prof.html

    bè dicevo “malafede”, ma prendila con simpatia eh!!! Potrei essere in errore io, ma, non è impossibile che Grillo sia nella ragione.

    nirvana

  9. Santaruina says:

    Ho letto tutti e tre i post.

    Sulla questione piazza navona, la penso esattamente come Giorgio al commento numero 7 del post precedente.

    Una immensa pantomima, con attori di qua e di là.

    Aggiungo solo una cosa sulla questione 11 settembre.

    Come ho già detto altre volte, entrambe le spiegazioni fornite (Bin laden + arabi con taglierino oppure operazione interna) narranno di complotti.

    Sono entrambe versioni “complottiste”.

    Inoltre, è inutile fare “psicologia” sulle varie interpetazioni.

    La psicologia in questo caso è fuffa, mi si perdoni il termine.

    Qui ci sono dei fatti che vanno analizzati, tecnicamente.

    Chi conosce la scienza delle costruzioni ad esempio sa che le torri non potevano crollare in quel modo.

    Ma la maggioranza delle persone ignora le questioni tecniche, lo stesso Attivissimo è un non competente in materia, per sua stessa amissione, quindi si rifugia nella “psicologia”, fuffa.

    Però pretendere di parlare dell’11 settembre senza analizzare i fatti è sbagliato.

    Se non si ha voglia di farlo, è consigliabile non toccare il tema.

    Ma per carità, meglio lasciare fuori la psicologia e l’ideologia.

    Blessed be

  10. kelebek says:

    Per Maria n. 7

    Beh, su uno di quei furgoni c’erano i miei amici. Non escludo che qualche agente in borghese avesse discretamente sbirciato dentro, comunque c’era anche un grande striscione arrotolato che poteva contenere qualunque numero di aste di bandiere.

    Su Genova hai ragione. Ricorderete che Berlusconi voleva fare del G8 la sua consacrazione come padrone di casa che ospita il mondo, in una città trasformata in un teatrino. Sarebbe stata la sua legittimazione planetaria.

    Invece, il comportamento della polizia gli ha rovinato completamente la festa – il G8 viene ricordato solo come un massacro.

    Se mi posso permettere di fare il complottista :-), non credo che sia un caso che da allora la polizia mantiene sempre il profilo basso, e non è più successo nulla di simile.

    Casomai, il prezzo è qualche ritardo nell’intervenire, come è successo appunto a Piazza Navona.

    Miguel Martinez

  11. kelebek says:

    Per Nirvana n. 8

    Attenzione, perché è un discorso delicato.

    Io non intendo affatto difendere quelli del Blocco Studentesco, né sostenere che non avessero colpe enormi.

    Anzi, come dirò più avanti, credo che ne avessero eccome.

    Il punto è, se hanno agito o no come agenti di un gigantesco complotto, come sostiene Beppe Grillo?

    Criticare la teoria del complotto non vuol dire affatto affermare che il BS avesse ragione.

    Miguel Martinez

  12. kelebek says:

    Per Santaruina n. 9

    Io non ho mai detto di approvare alcuna “versione ufficiale” dell’attentato dell’11 settembre.

    Io prendo posizione contro la teoria dell’autoattentato, anche se mi rendo conto che in gran parte i “complottisti” si limitano a dire, “ma quanto è strano” questo o quell’altro particolare, senza proporre un’ipotesi coerente.

    Ripeto, ipotesi in senso scientifico – non un dogma, ma qualcosa che si può verificare, su cui si può discutere, a cui si può vedere se i fatti si avvicinano o no.

    Senza un’ipotesi, una mera collezione amatoriale di fatti strani – come è anche quella dei complottisti di Piazza Navona – non significa nulla.

    Io non so perché le torri sono crollate “in quel modo”. Se sono crollate così, un motivo ci deve essere.

    E a me interessa solo escludere l’ipotesi di centinaia di lavoratori che entrano negli uffici per metterci cariche esplosive.

    Miguel Martinez

  13. Santaruina says:



    E a me interessa solo escludere l’ipotesi di centinaia di lavoratori che entrano negli uffici per metterci cariche esplosive.

    E’ questo il punto Miguel, se tu avessi approfondito i fatti sapresti che nelle torri gemelle gente che entrava e usciva con gli scatoloni per qualsiasi motivo era la norma.

    I traslocchi erano all’ordine del giorno.

    Inoltre interi piani erano vuoti.

    Quindi l’obiezione “logica” del come avrebbero fatto a portare le cariche esplosive senza essere visti, ad esempio, cade subito.

    Mentre ad esempio la versione ufficiale non spiega perchè i vincoli integri dei piani infieriori non abbiano offerto alcuna resistenza alla caduta del blocco superiore.

    Questo è un fatto.

    Per fare un esempio, ma disucssioni infinite su questi aspetti abbondano, quindi sarebbe inutile e noioso ricominciarne un’altra.

    Però ripeto, si tratta di questioni tecniche, niente ideologia, niente psicologia.

    Questioni tecniche.

    E la tattica di Attivissimo e simili è proprio quella di spostare il discorso sul “complottismo” e sulla psicologia, con dissetazioni alquanto banali, a dire il vero.

    In altre parole, si parla del complottismo in generale per non discutere dei fatti, semplicemente.

    Perchè i fatti sono tanto evidenti da risultare imbarazzanti.

    La verità è che dopo aver passato mesi a studiare i documenti ufficiali e ad analizzare calcoli su calcoli in maniera “scientifica”, sentirsi confutati in base alla psicologia fa un po’ cadere le braccia, sopratutto se le confutazioni vengono da persone che premettono di non interessarsi delle questioni tecniche.

    Allora di cosa si parla?

    Non vorrei sembrare scocciato o arrabbiato o altro.

    Un po’ triste però sì. :-)

    Blessed be

  14. kelebek says:

    Per Santaruina n. 13

    Non sono d’accordo sulla prevalenza della discussione puramente tecnica.

    1) Una discussione seria tecnica si può svolgere solo tra tecnici. Un esempio è proprio quello che cito io, a proposito dei furgoni a Piazza Navona. Il ragionamento di Debora Billi è logico. E se telefono al comune di Roma con la scusa di chiedere un permesso per entrare a Piazza Navona, me lo confermeranno.

    Ma io sono più “tecnico” (delle manifestazioni) di lei, e so che lei ha torto, pur essendo in perfetta buona fede.

    Tra l’altro, riesco a dimostrare che ha torto solo con una foto: non conosco affatto la base giuridica dell’ingresso dei camion in piazza.

    2) Ma allo stesso risultato, si poteva arrivare benissimo per buon senso “psicologico” come lo chiami tu (anche se non condivido il termine).

    Possibile che la polizia lasci passare un unico, vistoso camion, per la prima volta nella storia italiana?

    Possibile che i navigati militanti dei Cobas non si siano accorti della stranezza?

    E allora, foto mia o no, può darsi che non ci fosse niente di strano.

    Miguel Martinez

  15. Miguel, due sole considerazioni:

    1. Le spranghe tricolore non erano bandiere arrotolate. Erano spranghe addobbate a festa con i patrii colori. Lo si vede chiaramente perché quando le usano non si srotolano nella parte non afferrata e poi perché i poliziotti le raccolgono da sotto una macchina e il tessuto è ancora bello arrotolato intorno. A meno che anche a piazza Navona non si sospendano le leggi della fisica ;-)

    2. Non è vero che la polizia non mena. Mena eccome: chiedi a quelli della Val di Susa, chiedi a quelli che non volevano la monnezza della mafia ad avvelenar loro i figli. Botte da orbi.

    Forse non c’è un grande regista che coordina tutto, e forse molto dipende anche dagli ufficiali sul campo (che se non sbaglio hanno la parola definitiva sulle questioni di ordine pubblico) e quindi a seconda di chi dirige, le botte partono o meno.

    Considerazione finale: quella del camion infiltrato mi pare una facezia. Di solito a tutte le manifestazioni c’è sempre un camioncino o due in testa o giù di lì, con la musica e con gli oratori a dirigere canti e gridi. Mi pare anche normale che non lo fermino, a meno che la polizia non voglia provocare apposta: sarebbe come fermare il corteo. E’ pericoloso.

  16. kelebek says:

    Per Cronache n. 15

    1) Sulle bandiere, abbiamo ragione entrambi. Il gruppo di BS ha ovviamente usato bandiere pe’ nun fasse bbeve dae guardie e non semplici bastoni; ma per non dover lottare con pezzi di stoffa mentre le usavano, hanno legato le bandiere con pezzi di nastro adesivo.

    2) D’accordo, è una precisazione importante e giusta, la tua, che cambia in parte ciò che ho detto.

    Ma non mi risulta violenza nelle manifestazioni nazionali o a Roma, quelle sotto gli occhi dei media.

    Miguel Martinez

  17. Quindi scopriamo che quelli di BS sono nazionalisti ungheresi ;-)

    Giorgio

    (Scusa per non aver firmato il post precedente, è l’abitudine di avere un account, che su splinder non ho)

  18. mariak says:

    Quindi l’obiezione “logica” del come avrebbero fatto a portare le cariche esplosive senza essere visti, ad esempio, cade subito. S.

    proprio subito no, ma quanti scatoloni ci volevano per far cadere le torri gemelle, se due aerei pieni di centinaia di litri di carburante infiammabile non erano sufficienti, parecchi credo e chi li avrebbe portati, e dove sarebbero stati messi all’inizio, e quando , di notte, di giorno, durante le chiusure, e il collegamento per farli esplodere, insomma mi pare un dato che non può essere liquidato come hai fatto tu dicendo che c’erano impiegati formichine che andavano e venivano portando scatoloni tipo cambio di stanza.

    Voglio dire che non era come mettere dell’esplosivo in un palazzo o in un vagone della metro, ma qualcosa di enormemente superiore sotto ogni punto di vista e non spiegabile nel modo semplice che hai detto.

  19. utente anonimo says:

    x Santaruina

    quindi tecnicamente è dimostrato che qualcuno ha infilato due aerei passeggeri dentro due grattacieli per poi demolirli (e solo con degli esplosivi è possibile farlo) davanti a tutto il mondo che guardava.

    Francesco

  20. Riguardo alle astronavi aliene d’accordo con Maria.

    I furgoni del 2006 facevano parte del corteo e procedevano in fila e quelli del servizio d’ordine hanno il permesso della questura. Ma per quanto riguarda quello di blocco studentesco le cose stanno diversamente, non è entrato in piazza a seguito del corteo, ma da una strada laterale. Quel giorno il centro di roma era completamente bloccato, e non solo il furgone solitario non sarebbe dovuto poter entrare in piazza navona, ma nemmeno nelle zone limitrofe.

    Per quanto riguarda l’11/9 mi rendo conto che è difficile capire cos’è accaduto. chiunque sia stato, l’ha organizzato piuttosto bene!

    Ma, volendo seguire la logica, mi sembra più facile che sia stato un autoattentato guidato dalle autorità che governavano il paese – e che veramente potevano fare quello che volenvano all’interno e all’esterno delle torri -, piuttosto che il volo interminabile di aerei dirottati e misteriosamente resi invisibili che, presa la mira meglio di guglielmo tell, avrebbero centrato in pieno il punto esatto del baricentro architettonico delle torri per farle sciogliere come panetti di burro. E’ semplicemente una questione di logica.

    Ma naturalmente sono solo ipotesi. Visto e considerato che il signor bin laden non è nuovo ai rapporti con la cia, penso che le due cose non si escludano a vicenda – l’autoattentato e gli aerei dirottati da al qaeda.

    Però io non chiamerei questo “complotto”, ma semplicemente “strategia politica sofisticata”. I complotti sono ben altri

    Ciao

  21. PS: con questo non voglio affermare che il giorno della manifestazione studentesca sia stato attuato un perfido complotto governativo contro i giovani manifestanti. Sappiamo bene che quando vogliono infiltrare dei provocatori li inseriscono DENTRO i movimenti, non all’esterno e visibilmente diversi per look e colore politico rispetto ai manifestanti ufficiali. Se fosse accaduto questo non staremmo qua a guardare filmati di piccoli eserciti contrapposti, ma discuteremmo sulla violenza e il vandalismo insiti in alcune fasce della sinistra estrema. E quello che è certo è che i provocatori infiltrati normalmente non vengono arrestati come quei poveracci con le teste rasate.

  22. mariak says:

    ma allora esisterebbe addirittura il supercomplotto e cioè l’accordo tra la cia e bin laden?Sono sbalordita!

    maria

  23. @ maia n. 22

    Non c’è nessun complotto riguardo ai rapporti Bin Laden-Cia.

    Ovviamente una frase del genere è troppo semplicistica, ma risponde a verità. Bin Laden faceva parte dei combattenti afghani che si opponevano all’invasione Russa, ed erano sostenuti dal Pakistan e dall’Arabia saudita, in collaborazione con la Cia. Non è che Bin Laden avesse firmato un contratto con Langley, semplicemente riceveva armamenti per i suoi combattenti.

    I rapporti tra i mujaheddin che si addestravano in Afghanistan e gli Usa sono andati avanti ben oltre la guerra russo-afghana e si sono protratti fino almeno al 2000 con le guerre nei Balcani, Kosovo compreso, e si disse addirittura che Bin Laden fosse stato in Albania.

    Bin Laden era un “asset” della Cia, cioè una risorsa a disposizione, e questo è un fatto difficile da mettere in dubbio.

  24. kelebek says:

    Per Cronache n. 23

    Parlando in questo modo di Osama bin Laden, si rischia di cadere nel burattinismo (non credo che sia il tuo caso).

    Osama bin Laden voleva liberare l’Afghanistan. Ha trovato dei contatti per ottenere armi per farlo, come i partigiani italiani hanno ottenuto armi anche loro dal nonno della CIA.

    Questo non significa che i partigiani o ObL fossero burattini degli USA (e i neofascisti che parlano oggi della Resistenza così, cadono nel tipico errore stalinista anche loro).

    E appena gli interessi non coincidevano più, ciascuno è andato avanti con il proprio progetto: gli ex-partigiani italiani a manifestare contro l’ingresso dell’Italia nella NATO, ObL a condurre altri tipi di operazioni…

    Miguel Martinez

  25. kelebek says:

    Per Giorgio n. 17

    Ma sono sicuro anch’io che quelle aste di bandiera se le fossero portate dietro solo per motivi “militari”, e si fossero anche divertiti a renderle più pittoresche mettendole in posizione “ungherese”, altrimenti arrotolate sarebbero apparse solo come bandiere verdi e Casa Pound non è per niente filoislamica (anche se non arriva agli eccessi di Forza Nuova).

    E mi sembra che durante i primi scontri, in cui il BS era all’attacco, non siano stati tirati fuori; mentre sono stati usati quando il BS si è trovato a difendersi.

    Miguel Martinez

  26. Concordo con te Miguel. Tuttavia tenere presente questa premessa permette di mettere la “lotta al terrorismo” in prospettiva.

    E’ ovviamente difficile dire chi era il burattino e chi il burattinaio anzi, è difficile dire se questo rapporto ci sia mai stato. La convergenza di interessi spiega molte cose, ma non tutte.

    E comunque, dal mio punto di vista, la convergenza di interessi potrebbe spiegare anche una complicità criminale per quanto riguarda l’11 settembre.

    Ma qui usciamo dal terreno dei fatti per entrare in quello delle sensazioni.

    Giorgio

  27. Pensate che bin laden probabilmente è morto da un pezzo ma continua a parlare alle reti televisive americane …

  28. mariak says:

    Bin Laden era un “asset” della Cia, cioè una risorsa a disposizione, e questo è un fatto difficile da mettere in dubbio.

    ma io non ho messo in dubbio il colegamento di bin laden con la cia e gli stati uniti d’america in un certo periodo storico, ho messo in dubbio una loro intesa per l’attentato dell’11 settembre.

    maria

  29. RitvanShehi says:

    >Chi conosce la scienza delle costruzioni ad esempio sa che le torri non potevano crollare in quel modo. Santaruina< Oh, e allora ci potresti illuminare dall’Alto Della Tua Conoscenza Della Scienza Delle Costruzioni su come, invece, avrebbero dovuto crollare quelle torri? Saltellando, forse?:-)

  30. utente anonimo says:

    Santaruina

    la scienza delle costruzioni è conoscenza diffusa.

    Perchè i cattivoni non ne hanno tenuto conto?

    Abbastanza furbi da organizzare l’autoattentato ma troppo fessi da farlo credibile?

    Mi pare strano

    Francesco

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