L’11 settembre di Beppe Grillo (1)

Ho litigato con una gran quantità di persone, a proposito delle maestre di Rignano di cui ho parlato qui e qui: all'epoca, mi accusavano di aiutare i pedofili, come ha fatto di nuovo qualcuno quando ho difeso il prete Don Carli.

Ho litigato con qualcuno per la mia difesa di Raffaella Di Marzio, falsamente denunciata per aver "ricostituito" una presunta "setta" di cui non faceva affatto parte.

Ho litigato con molta gente soprattutto a proposito dell'interpretazione dei fatti dell'11 settembre 2001.

E adesso mi accingo a litigare con la folla sterminata di simpatizzanti di Beppe Grillo, come se non ne avessi già abbastanza di nemici.

Si tratta sempre dello stesso problema: i sostenitori di una causa con cui sono d'accordo – l'antipatia per la pedofilia, per i comportamenti di certi gruppi settari, per la guerra imperiale americana, per le leggi volute da Berlusconi – chiedono anche che io creda a una loro specifica affermazione che in tutta onestà ritengo falsa. Solo che se non accetti anche quell'affermazione, qualcuno ti accusa di essere amico dei pedofili, delle sette, di Bush o di Berlusconi.

Partiamo dall'11 settembre.

Tanta gente ritiene che si sia trattato di un "autoattentato" compiuto da un gruppo di potere negli Stati Uniti.

Tra chi ci crede, si trovano sia persone lucide e intelligenti, sia pazzi fuori di testa. E non è giusto attribuire alle prime le sciocchezze delle seconde: personalmente, ad esempio, non interagisco con persone che affermano che "quel giorno tutti gli ebrei sono rimasti a casa", anche se sento spesso denigrare tutti i "complottisti"[1] come se credessero a un tale idiozia.

Inoltre, non è vero che il complottismo di questo tipo – basato sul cui prodest? - sia la stessa cosa dei complottismi metafisici.

Nel complotto metafisico, un americano chiamato John viene ucciso a Firenze; Miguel Martinez fa parte della loggia segreta satanica che vuole eliminare dalla faccia della terra tutti coloro che portano il nome dell'apostolo Giovanni (lo si deduce dalla doppia "emme" delle iniziali del suo nome); ergo, Miguel Martinez è l'omicida.

Nel complotto del cui prodest?, un americano chiamato John viene ucciso a Firenze; Miguel Martinez, nella sua qualità di traduttore, viene chiamato a tradurne il certificato di morte e intasca 50 euro; ergo, Miguel Martinez è l'omicida.[2]

Io non giuro che la tesi complottista sull'11 settembre sia falsa, per il semplice motivo che non so la verità.

Inoltre, so benissimo che i complotti - cioè accordi segreti e menzogne pubbliche – sono, non l'eccezione, ma la norma dei rapporti politici. Non c'è bisogno di entrare nella Casa Bianca per vederli, basta assistere a un incontro tra la RdB e i Cobas quando le vecchie volpi sfilacciate si riuniscono per decidere l'organizzazione di un corteo.

Però la teoria dell'autoattentato dell'11 settembre, la trovo altamente improbabile, per una serie di motivi.

I governanti [3] degli Stati Uniti sono moralmente capaci di mentire senza limiti e di compiere ogni nefandezza; la bufala delle "armi di distruzione di massa" usata per scatenare l'invasione dell'Iraq e la strage di Falluja  sono fatti incontestabili, che lo dimostrano ampiamente.

Semplicemente, quei governanti non sono in grado di tenere un segreto. Non perché la Democrazia Vigila, ma banalmente perché ogni governante è sorvegliato da cento concorrenti pronti a coglierlo in fallo allo scopo di farlo fuori e prendergli il posto.

L'autoattentato avrebbe richiesto il silenzio complice di centinaia, se non di migliaia di persone; eppure i governanti non sono riusciti nell'impresa ben più agevole di piantare una sola "arma di distruzione di massa" nell'Iraq occupato, o di nascondere i passatempi di un presidente che se la spassava con le stagiste.

Né ci vedo nulla di strano nel fatto che un movimento combattente decida di colpire tre bersagli – il palazzo presidenziale (pare), la centrale militare e la centrale economica – che, se fossero stati a Baghdad, sarebbero stati bombardati entro i primi cinque minuti dall'invasione statunitense del 2003.

Come vedete, mi baso su argomenti di plausibilità generale.

Contro questo quadro, i sostenitori dell'autoattentato non presentano (di solito) una teoria generale, ma tanti piccoli dettagli: un'immagine che colpisce come una sferzata, un comportamento sospetto, un conto che non torna.

Sono argomenti cui evito di rispondere, perché dovrei conoscere il contesto, la storia e la veridicità di ogni dettaglio. Dovrei essere ingegnere, esperto di cose militari, fisico e geografo per rispondere sensatamente.[4]

Altrimenti mi troverei nelle condizioni di un operaio giapponese  che non conosce una parola di altre lingue, invitato a dire la sua in una controversia sulla maniera in cui la poetica di Dante avrebbe influito sullo stile di Boccaccio.

Se c'è un "complottista" che è d'accordo con me sulla necessità di opporsi all'impero, non cerco di litigarci apposta a proposito dell'11 settembre. Bush e Cheney restano comunque criminali di guerra, e lo dimostrano fatti molto meno controversi.

Però, dato che non nascondo la mia posizione, è in genere il complottista a litigare con me.

Infatti, i sostenitori della teoria dell'autoattentato rispondono (con le dovute e rispettabili eccezioni) in maniera fortemente emotiva.

Non dare loro retta su questo, è in qualche modo tradire, è schierarsi "con Bush".[5]

Cinicamente, avrebbero qualche ragione: incontro "complottisti" dell'11 settembre ovunque, spesso tra persone che non sono nemmeno particolarmente critiche verso l'impero statunitense. Il "complottismo" è un potente veicolo di mobilitazione; solo che se io ritengo che le basi siano false, non chiedetemi di starci.

E adesso passiamo a Beppe Grillo.

Note:


[1] Chiedo scusa della brutta definizione di complottisti, ma non riesco a trovarne un'altra. Potrei anche dire "autoattentatisti"; al di là dei problemi estetici di una simile definizione, voglio indicare una maniera generale di procedere, che va oltre il caso specifico. 

[2] Va da sé che io, da collezionista umano, preferisca di gran lunga i complotti metafisici.

[3] La teoria dell'autoattentato presuppone non l'accusa a un sistema in generale, ma l'accusa a un gruppo di uomini potenti; ed è a questo vago gruppo che attribuisco il termine di "governanti".

[4] Comunque, l'amico Paolo Attivissimo cerca di farlo. Con lui, le frange estreme del complottismo adoperano la vecchia tattica per delegittimare qualunque critica: lui stesso, dicono, farebbe parte del Grande Complotto. "Chi lo paga?", si chiedevano sempre gli stalinisti. Comunque, è giusto dire che non tutti i sostenitori dell'autoattentato sono a questi livelli, ci sono anche persone civili e ragionevoli.

Sono convinto che le contraddizioni potenziali e le menzogne che potrebbero emergere da un'analisi approfondita dei fatti dell'11 settembre siano anche più numerose di quelle tirate fuori dai complottisti. Invento di fantasia: il sorvegliante all'aeroporto che si era assentato per telefonare all'amante; il costruttore che aveva messo sabbia al posto del cemento, facendo cedere un'ala intera delle Torri Gemelle; il testimone traumatizzato che è certo di aver visto Gesù Cristo scendere le scale del palazzo assieme a lui…

[5] I "complottisti" tendono molto spesso a personalizzare il nemico. Per me, Bush è un interessante miscuglio di tontolone e di furbetto, che si è trovato per caso a essere a capo di un sistema che distrugge il pianeta. Di per sé, non credo che Bush sia più cattivo di tanti rappresentanti o piccoli imprenditori che conosco.

(Continua…)

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44 Responses to L’11 settembre di Beppe Grillo (1)

  1. Giangi2803 says:

    oh….allora posto…ma non ti arrabbiare….

  2. kelebek says:

    Per Giangi n. 1

    Senti, se hai qualcosa di tuo da dire, oltre a proporre un sito pieno di pubblicità, dillo.

    Puoi esprimere qualunque opinione, questo è un sito libero, ma che sia tuo; e sarai rispettat*.

    Se invece vieni solo per farti pubblicità, fuori dai piedi.

    Chiaro?

    Miguel Martinez

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  4. utente anonimo says:

    Miguel, no!

    Tutto quel che vuoi, ma “rispettat* – alla maniere delle “compagne, lesbiche, femministe e donne” del CSOA Sburdigazzi – no!

    Lo so, è casa tua e non dovrei permettermi. Però, diamine… l’avversione per quelle robe tipo “siet* tutt* invitat*”, che pare pugliese maccheronico, è più forte di me!!

    :-)

    Z.

    p.s.: Giang*, fidati: qui nessuno la legge la tua pubblicità. Stai facendo infuriare il padrone di casa per niente, e ti assicuro che è una delle persone più pazienti che si trovino in rete…

  5. utente anonimo says:

    Per non parlare che rischi che il compagno NScO ti chiuda di prepotenza a lavorare per dodici ore alla sgangatura dentro lo sbirulificio più vicino ;-))

    Z.

  6. mariak says:

    Semplicemente, quei governanti non sono in grado di tenere un segreto. Non perché la Democrazia Vigila, ma banalmente perché ogni governante è sorvegliato da cento concorrenti pronti a coglierlo in fallo allo scopo di farlo fuori e prendergli il posto.

    L’autoattentato avrebbe richiesto il silenzio complice di centinaia, se non di migliaia di persone; eppure i governanti non sono riusciti nell’impresa ben più agevole di piantare una sola “arma di distruzione di massa” nell’Iraq occupato, o di nascondere i passatempi di un presidente che se la spassava con le stagiste.MM

    questi due elementi basterebbero a dimostrare la sostanza del cosiddetto complottismo, ma con i complottisti non c’è nulla da fare, in genere sono persone che si improvvisano ingegneri, chimici, fisici, psicologi, hanno una riposta per tutto; il complottismo in genere è di sinistra e tende paradossalmente a negare i conflitti reali tra popoli, etnie, zone del mondo, e a ritenere , senza volerlo ovviamente, gli attentatori dei poveri gonzi che si sono prestati a un gioco che li ha usati come dei burattini.

    Sono anche assai intolleranti, se ti va bene dicono che credi alla propaganda , se ti va male che sei complice della guerra di religione.

    Non riescono a capire che nella politica e nella storia ci sono zone oscure, complicità , intrighi, casualità, ma non un disegno lucido e rigoroso approntato a tavolino da un gruppo di persone sia pure molto molto potenti.

  7. Oh, capita a fagiuolo questo link..

    Miguel, un angolo di narcisismo: da me, nel mio ultimo post, sezione commenti, si parla di te. Se ti va, dai un’occhiata.

  8. kelebek says:

    Per Z n. 4

    Gli è che Giangi (Giangiacomo? Giangiacomina?) presenta il suo sito di spam pubblicitario come se fosse una femmina, cosa che dovrebbe aumentare la sua potenza spammatoria.

    Siccome io non so che roba sia, metto un * di dubbio, pur sospettando che sia maschi*.

    Comunque nella fretta, ho sbagliato pure genere…. un’opinione che sia tua

    Miguel Martinez

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Credo che, come giustamente fa Miguel, si debba distinguere tra le varie persone che non credono nella versione ufficiale sui fatti dell’11 settembre 2001 (come il sottoscritto).

    Vi sono certamente tanti fanatici ed esaltati (ahimè quelli ci sono dappertutto).

    Ma vi sono anche molte persone serie e competenti, per nulla ideologiche che fanno notare una serie di discrepanze.

    Anche molto serie e significative.

    Credo sia con queste che valga la pena di discutere.

    Leo

  10. controlL says:

    Sul centodiciannove ci raccontano un mucchio di balle. Poco ma sicuro. L’atteggiamento di quelli alla paolo attivissimo è che mentre fanno le pulci, anche giustamente, a chi cerca le prove del complotto bush, si beve poi ogni cazzata di chi crede al complotto binladen. Vorrei sommessamente ricordato che non c’è nessun mandato di cattura a bin laden per l’attentato centodiciannove. Neppure loro ci credono. Restano i paoli attivissimi a crederci. Noi non sappiamo la verità e finora nessuno vuole raccontarcela. Questa è una prima verità. L’altra la sapremo forse tra cent’anni. Intanto possiamo già prenderci il gusto di spernacchiare i complottisti ufficiali che tifano per la colpevolezza sola e unica di bin laden e soci.p

  11. Paxtibi says:

    In realtà la diatriba sull’11 settembre non è affatto uno scontro tra complottisti e non-complottisti, ma tra chi crede in un complotto, quello piuttosto hollywoodiano e molto pittoresco spacciato dal Pentagono, e chi crede invece che il complotto sia opera proprio di questo organismo specializzato in complotti.

    Chissà da che parte stanno gli ingenui…

  12. utente anonimo says:

    te la sei anche presa con Lubumba :P

    affezionato lettore

  13. controlL says:

    In italia abbiamo parecchi misteri che durano da decine d’anni, e non s’è venuto a capo di niente. Dire che un segreto non si possa mantenere non significa nulla. La cosa difficile è accertare e far accettare una verità. Finché ciò non avviene, un segreto svelato è solo una voce tra le tante. Abbiamo le prove delle balle artefatte sull’uranio comprato dall’irak; sappiamo che colin powell ha raccontato deliberatamente frottole all’assemblea onu sulle armi distruttive di massa. Altro che segreto da mantenere; tutto alla luce del sole. È successo qualcosa? Sì, che powell rischia d’essere uno dei prossimi consiglieri d’obama presidente.p

  14. kelebek says:

    Per n. 12

    Touché!

    Miguel Martinez

  15. kelebek says:

    Per Leo n. 9

    Infatti, non ho problemi a discutere con i “complottisti” lucidi, e non carico su di loro le sciocchezze dei “complottisti” dementi.

    Il che non vuol dire essere d’accordo con loro.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    p.,

    – Vorrei sommessamente ricordato che non c’è nessun mandato di cattura a bin laden per l’attentato centodiciannove. —

    Credo che ormai quella pagina web sia stata aggiornata :-)

    – Intanto possiamo già prenderci il gusto di spernacchiare i complottisti ufficiali che tifano per la colpevolezza sola e unica di bin laden e soci. —

    Dipende cosa si intende per “colpevolezza unica e sola”, naturalmente. Però è anche vero che la sinistra l’ha menata per decenni con la storia del povero Feltrinelli incastrato dalla CIA, per poi accettare che la verità effettiva era proprio quella palese…

    Z.

  17. kelebek says:

    Per p. n. 13

    Il problema è distinguere tra micromenzogna e macromenzogna.

    La micromenzogna è quella che riguarda affermazioni specifiche più o meno controllabili (“al-Qaida ha buttato giù le Torri Gemelle”, “L’Iraq ha costruito un numero specifico di armi chimiche”).

    La macromenzogna è quella sistematica, globale e non falsificabile (“il libero mercato è l’unico destino del mondo”, “l’Occidente porta la democrazia”).

    La macromenzogna non conosce limiti, ed è l’essenza stessa della propaganda.

    La micromenzogna viene usata in maniera molto più accorta, perché a causa della sua natura falsificabile, ci si può ritorcere contro.

    Ora, è facile affermare che in Iraq ci sono armi di distruzione di massa: non può essere smentito subito, si può sempre dire che c’è stato un equivoco, e riguarda comunque un paese lontano, ed è poco patriottico preoccuparsene più di tanto.

    Un autoattentato al centro di New York coinvolgerebbe migliaia di persone nell’organizzazione; e colpirebbe decine di migliaia di persone, dai parenti delle vittime agli assicuratori ai costruttori delle torri o ai responsabili di sicurezza degli aeroporti la cui reputazione viene rovinata.

    E se qualcuno di questi si muovesse (eliminarli significherebbe coinvolgere ancora altre persone, nel ruolo di sicari), i responsabili non potrebbero certo parlare di scuse patriottiche.

    Questo non vuol dire che non ci siano segreti o cose da nascondere, ma credo che siano cose secondarie.

    Tra l’altro, dovendo proprio fare un autoattentato, io colpirei una scuola piena di bambini ispanici: farebbero molto più tenerezza del Centro Mondiale del Commercio e del Pentagono, e le vittime avrebbero parenti molto meno aggressivi.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    i governanti non sono riusciti nell’impresa ben più agevole di piantare una sola “arma di distruzione di massa” nell’Iraq occupato

    il che mi sempre più convinto, forse irragionevolmente, che Bush e soci fossero veramente convinti di trovarne.

    sennò sarebbero degli idioti, che nella loro posizione è peggio che essere dei criminali.

    Colin Powell era ritenuto uno degli uomini migliori del sistema prima di bruciarsi all’ONU. Magari sarebbe un buon sostegno per Baby Obama, che non mi ispira alcuna fiducia.

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    >> La macromenzogna è quella sistematica, globale e non falsificabile (“il libero mercato è l’unico destino del mondo”, “l’Occidente porta la democrazia”).

    allora come fai a sapere che è una menzogna? come si distingue una megamenzogna dalla verità?

    :o

    Francesco

  20. Ritvanarium says:

    Complottisti e Controinformazione non hanno fatto i conti con il DoppioGiochista David Icke: oramai, se dici di NON credere alla Versione Ufficiale dell’ 11 Settembre 2001, ti senti obiettare: “ma come puoi credere alla storia dei Rettiliani-che- -si-nascondono-nella-Massoneria- spacciandosi-per-Umani ?”

    by DavidRitvanarium

  21. Ritvanarium says:

    Colui che vi ha fregati tutti, apparendo però come il più agguerrito oppositore dei suoi stessi capi, di cui è invece devotissimo servo:

    by DavidRitvanarium

  22. kelebek says:

    Per Francesco n. 19

    Bella domanda :-)

    Miguel Martinez

  23. utente anonimo says:

    Francesco,

    – il che mi sempre più convinto, forse irragionevolmente, che Bush e soci fossero veramente convinti di trovarne. —

    O che fossero veramente convinti di riuscirne a piazzare. Oppure, ancor meglio (e secondo me, ancor più probabilmente), che confidassero nel fatto che la vittoria sarebbe stata talmente rapida e schiacciante che nessuno avrebbe rivolto alcuna critica di alcun genere alla condotta degli Stati Uniti. Dopotutto, se il figlio di Grossman non fosse morto in un conflitto dall’esito deludente, dubito che Grossman avrebbe criticato aspramente l’aggressione al Libano.

    – sennò sarebbero degli idioti, che nella loro posizione è peggio che essere dei criminali. —

    Per non parlare di quanto è peggio essere entrambe le cose assieme :-)

    Z.

  24. utente anonimo says:

    In effetti Francesco non ha tutti i torti:

    è difficile considerare “menzogna” un assunto categorico non falsificabile.

    Si avvicina di più, forse, al concetto di “dogma religioso”.

    Z.

  25. falecius says:

    In effetti probabilmente Bush personalmente è sia idiota che criminale, così ad occhio. Della sua cricca non so, nel complesso combinano le due cose, ma non saprei valutare le singole persone su questi metri.

  26. Peucezio says:

    Io per molto tempo, dopo gli attentati, ho liquidato la versione “complottista” come impensabile per molto tempo, principalmente in ossequio a un assunto, che però oggi ritengo sbagliato: l’assunto era che un attentato del genere era troppo lesivo del prestigio e della capacità di deterrenzas internazionale degli Stati Uniti perché se lo facessero da soli.

    Il difetto di questo ragionamento sta nel fatto che non consideravo un aspetto fondamentale: se il potere degli imperi tradizionali, praticamente sempre, si è espresso anche attraversoil prestigio legato alla gloria, alla forza, all’imbattibilità, alla retorica della vittoria, oggi questo modello è stato ribaltato, per cui il potere di oggi si legittima attraverso il vittimismo: gli ebrei si servono dell’Olocausto come un ricatto morale per opprimere i Palestinesi e per esercitare un potere enorme nel mondo; inoltre cercano sempre di far passare Israele per uno stato continuamente minacciato nella sua sopravvivenza, che cerca disperatamente di sopravvivere e difendersi, malgrado sia dotato di una forza militare incommensurabilmente più grande di quella dei Palestinesi.

    Gli Stati Uniti, allo stesso modo, dopo l’11 settembre, hanno cominciato un piagnisteo ossessivo e insopportabile, che stava a giustificazione di tutto ciò che hanno commesso dopo, quasi come se nessuna nazione al mondo avesse subito mai nella storia una tragedia di più grandi proporzioni.

    Il che, sia chiaro, non dimostra nulla, ammenoché non dovessimo pensare che gli ebrei si sono fatti l’Olocausto da soli per poi poter creare lo stato d’Israele (e non manca chi lo pensa, chi ritiene cioè che conventicole ebree abbiano sacrificato cinicamente sull’altare dei loro scopi sei milioni di correligionari e che il nazionalsocialismo fosse una creatura ebraica).

    Poi, quando le teorie “complottiste” sono venute più alla luce con documentari, siti, teorie, spiegazioni ecc., ho letto e approfondito un po’ (non più di tanto) tutte e due le campane, il che mi ha portato a propendere, come orientamento di massima ben lontano dalla certezza, per il complottismo.

    Qui però vorrei mettere in rilievo un aspetto che riguarda il metodo. Gli argomenti di Miguel non sono affatto peregrini (d’altronde egli dice cose che si possono o meno condividere, ma raramente peregrine).

    Io però aggiungo una mia valutazione, che va anche nel senso di non mettere in discussione l’idea per cui quando certe questioni sono affidate ad analisi specialistiche, il profano non ha elementi per pronunciarsi con qualche fondamento.

    E cioè l’aspetto logico. Non c’è disciplina specialistica che possa esimersi dalla logica. Io, leggendo sia la maggior parte degli argomenti dei complottisti, sia le controargomentazioni presenti, per esempio, sul sito di Attivissimo (che mi è simpatico per altre cose, ma sull’11 settembre applica un dogmatismo che puzza di pregiudizio ideologico) e su qualche altro sito anti-complottista, ho trovato le obiezioni anti-complottiste veramente deboli.

    Com’è possibile quindi che una verità ufficiale, che dovrebbe essere quindi suffragata da un’infinità di prove, rilievi, calcoli, misurazioni, analisi, non riesce a esprimersi se non attraverso obiezioni deboli, che non stanno in piedi, a volte generiche, a volte poco pertinenti, a volte arbitrarie e aprioristiche?

    Può essere una debolezza di Attivissimo e di altri creatori di siti, ma come mai, se davvero esiste una massa di prove tecniche, dei ricchi e precisi dossier ecc. gli americani non si preoccupano di diffondere una sintesi, una versione divulgativa e al tempo stesso rigorosa della versione ufficiale, che contenga tutte le spiegazioni anche alle obiezioni complottiste e che comunque sia tale da eliminare tutte o quasi le ombre che ci sono ancora su quegli eventi?

    Chiaramente il mio non pretende certo di essere un argomento decisivo, ma solo un ragionamento, a mio avviso di buon senso, che rafforza la plausibilità della tesi complottista, ma, ripeto, come Miguel io, alla domanda se è stato un autoattentato o no, rispondo che non lo so, anche se io, al contrario suo propendo per il sì anziché per il no.

    Molti “complottisti” convinti invece peccano di dogmatismo e di eccessivo schematismo, d’altronde lo schematismo mentale stesso porta facilmente a vedere complotti, solo che essi, oltre a non esserci dappertutto e sempre, sono di solito molto più complessi e pieni di variabili di come questo stesso schematismo tende a ridurli.

    Saluti

  27. Peucezio says:

    Errata corrige: “di mettere in discussione”, non “di non mettere in discussione”.

  28. kelebek says:

    Per Peucezio n. 26

    Grazie del lucidissimo commento.

    Hai pienamente ragione sul fatto che oggi vince chi dichiara di avere più vittime.

    Ma proprio per la distinzione tra micromenzogna e macromenzogna, non è affatto necessario oggi crearsi da sé le vittime.

    Se gli Stati Uniti non avessero avuto le Torri Gemelle, avrebbero potuto lanciare come gigantesca vittima mediatica una donna americana realmente picchiata dal marito pakistano.

    Non importa quanto sia significativo un fatto, importa lo spazio che i media gli danno.

    A ogni corteo contro la guerra, un gruppo di una decina di ragazzi, in perfetta buona fede, senza essere prezzolati da nessuno, brucia una bandiera israeliana.

    Il giorno dopo, la non notizia che un pezzo di stoffa è stato bruciato campeggia sulle prime pagine di tutti i quotidiani.

    E qualche cretino tipo Diliberto insinua che i bruciatori di bandiere facciano parte di chissà quale “complotto”.

    Miguel Martinez

  29. controlL says:

    Io la macromenzogna preferirei chiamarla ideologia. Questa non mente. Crede. Perché dovrei pensare che un apologeta del sistema capitalista non sia sincero quanto me quando affermo che è una forma economica folle? Io son convinto che gli americani pensino realmente di portare la democrazia. Come fecero nel 45 in europa del resto. Certo la loro idea di democrazia. Possono mica portare la democrazia ateniese, o quella dei liberi comuni italiani. Ma è proprio la democrazia da combattere invece di dire che è una bella cosa, ma gli americani fingono di portarla. Io tranquillamente alla democrazia oppongo la dittatura. Per questo sono libero da ogni influsso propagandistico. Nessuna delle loro parole mi suggerisce alcunché di buono. Anche quelle in vesti più seducenti.

    Su quell’attentato in cui due aerei avrebbero fatto cadere, in quel modo, 3 non 2 grattacieli, la propaganda iniziale è diventata semplicemente la verità ufficiale. Bene, questa verità ufficiale fa acqua da tutte le parti. Efficacissima come propaganda è inefficace come descrizione plausibile degli avvenimenti. Io non arrivo per questo ad alcuna conclusione. Riconoscere una bugia non è conoscere una verità. Ma mentono come hanno fatto spesso in occasioni simili. Sanno di poterselo permettere. Due cose non si potevano permettere e non si sono permessi. La prima, evidente, è dire “siamo stati noi”; la seconda, meno evidente, ma altrettanto importante, è dire “brancoliamo nel buio”. Una verità ufficiale era necessaria e una verità è stata subito trovata. Il resto l’ha fatto l’ideologia, che ha reso attivi miriadi di “attivissimi”, o la macromenzogna, se vuoi.p

  30. ehm, avrei fatto un post sul post. Da me

    http://www.cloroalclero.com/?p=391

    ciao

  31. Peucezio says:

    E’ vero anche questo in effetti.

    Ricordo quando Fini ebbe l’impudenza (il senso della vergona non è precisamente una sua qualità) di dire che le contestazioni a Torino contro la presenza di Israele alla Fiera del Libro erano più gravi dell’omicidio di un giovane a Verona per un accendino.

  32. Sto completamente con p (29)

    Erika

  33. utente anonimo says:

    p.,

    non mi risulta che Attivissimo abbia affermato di sposare la versione ufficiale, né che abbia dichiarato che ogni altra versione è fuffa.

    Si è dedicato, sistematicamente, a smontare alcune delle versioni complottiste più diffuse, evidenziandone l’inconsistenza. Che non è la stessa cosa.

    Poi anch’io sono convinto che ci siano aspetti oscuri, loschi ed altro. Da qui però a credere a tutti i complottisti che girano per l’aere bruno solo perché latori di teorie ostili agli Stati Uniti, però, credo ne corra assai.

    Z.

  34. utente anonimo says:

    Ah,

    effettivamente “ideologia” (nel senso dato al lemma dai marxisti sovietici) è forse il termine più idoneo, e comunque – si parva licete – è decisamente più idoneo della locuzione che avevo proposto io.

    My hat is off to you, perbacco :-)

    Z.

  35. utente anonimo says:

    “l’assunto era che un attentato del genere era troppo lesivo del prestigio e della capacità di deterrenzas internazionale degli Stati Uniti perché se lo facessero da soli.”

    tesi che mi pare ancora oggi solida come roccia. per quanto idioti, anche gli americani al governo sanno che quelle immagini le avrebbero viste non solo i possibili solidali con le vittime (i bianchi) ma anche tutti gli altri (neri, gialli, scuri di varie sfumature, slavi), che le avrebbero viste come segno di debolezza. che nessuna grande vittoria in Afganistan avrebbe cancellato.

    certo, nel dirlo pongo dei limiti all’idiozia umana. ma mi pare ragionevole e accettabile.

    poi ricordo dove erano gli Stati Uniti di Bush il 10 settembre e trovo difficile che qualcuno di loro la trovasse una posizione peggiore del 12 settembre.

    x Z. dai, a parte l’assoluta convinzione di trovarne di vere, cosa giustificava il non prepararne un paio di false? anzi, avrebbero dovuto farlo lo stesso. trovo più credibile il complotto israeliano.

    Francesco

    PS Miguel, hai una definizione di “fatti”?

  36. utente anonimo says:

    “oggi vince chi dichiara di avere più vittime”

    ehm ehm ehm

    questo è occidento-centrismo della più bell’acqua.

    non vale in Africa, in Cina, in India, in Pakistan, in Palestina, in Libano, in America Latina, forse in Jugoslavia, di certo non in Cecenia o in Georgia.

    saluti

    Francesco

  37. utente anonimo says:

    “Ma è proprio la democrazia da combattere invece di dire che è una bella cosa”

    p. tu mi piaci. ma se provi a sostenere questa tesi, ti ridono dietro. esclusi alcuni brutti ceffi che non vorremmo incontrare la sera in un vicolo scuro.

    Francesco

  38. utente anonimo says:

    Francesco,

    – x Z. dai, a parte l’assoluta convinzione di trovarne di vere, cosa giustificava il non prepararne un paio di false? —

    Avrebbero dovuto esibirle davanti alla comunità internazionale, che già aveva deriso Colin Powell all’ONU quando aveva presentato un tubo da caldaia sostenendo trattarsi di un Mazinga chemio-batteriologico.

    Fabbricare delle prove false e al contempo credibili, per fortuna, non è così facile come i complottisti vorrebbero.

    – trovo più credibile il complotto israeliano. —

    Cioè?

    Z.

  39. dalovi says:

    Quotidianeità

    [..] Nel mentre il mondo scorre, l’elezione dei delegati per la nomina del Presidente USA si avvicina (a proposito leggersi le regole, direi assai , per l’elezione del presidente USA è uno spasso), Berlusconi dichiara e smentisce qualcosa, Licio Gell [..]

  40. utente anonimo says:

    x Z

    era una provetta di antrace e mi risulta che l’antrace, a differenza di Mazinga, non è un gioco per bambini.

    se neppure sanno fare quello, che esistono a fare gli spioni della CIA?

    Francesco

  41. utente anonimo says:

    Francesco,

    macché provetta di antrace… lo vedi che sei stato disattento? :-)

    Secondo Powell il tubo da caldaia era un “laboratorio portatile per la generazione di armi NBC” (il fiorino allegato ne sarebbe stata la subdola e decettiva motrice). Non conosco nessuno che sia stato così babbeo da crederci, naturalmente.

    All’ONU Powell è stato preso per il culo per settimane dopo quella brutta figura, che credo peraltro sia andato a fare controvoglia.

    Z.

  42. utente anonimo says:

    Insomma, inventarsi di sana pianta cose che non esistono non è così facile (infatti il “laboratorio” era montato sul fiorino di cui sotto apposta per spostarsi e non essere individuato).

    Il complotto israeliano di cosa avrebbe trattato?

    Z.

  43. utente anonimo says:

    Beh, la lobby giudaica e i neocon ebrei avrebbero organizzato l’attentato per spingere Bush lo stupido ad attaccare i paesi islamici nemici di Israele.

    Fila, no?

    :)

    CIao

    Francesco

  44. Yob says:

    “L’atteggiamento di quelli alla paolo attivissimo è che mentre fanno le pulci, anche giustamente, a chi cerca le prove del complotto bush, si beve poi ogni cazzata di chi crede al complotto binladen.”

    Sono tendenzialmente d’accordo. Ho cercato di dimostrarlo qui:

    http://bufalattivissimo.splinder.com/post/21185049/5%29+Attivissimo+%C3%A8+un+complotti

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