La demicultura e gli scienziati (1)

"No, dice Michael Drosnin, autore di Codice Genesi – Dio è un criptoanalista e programmatore di computer! Si scopre che la Bibbia, scritta 3.000 anni fa, è in realtà è un libro di codici criptati pieno di annunci di fatti di cronaca: l’assassinio di Rabin, e quello di John Kennedy e anche di Robert Kennedy; l’elezione di Netanyahu; la collisione tra il cometa Shoemaker-Levy e Giove; il Watergate; la bomba di Oklahoma city e Timothy McVeigh; l’asteroide che ha ucciso i dinosari; un terremoto in California; e soprattutto, ovviamente, appena in tempo per il delirio del marketing del prossimo millennio, la fine del mondo nell’anno 2000."

Michael Shermer, Harum-Scarum: Decoding the Bible Code, 1997 (tre anni prima della fine del mondo)

L’Eterno avrebbe dettato un libro, che però avrebbe atteso l’avvento della Moderna Scienza per essere capito; e il Suo messaggio coinciderebbe, stranamente, con i titoli dei telegiornali più interessanti per cittadini statunitensi di fine Novecento.

Nulla potrebbe rendere meglio il concetto di Démiculture Contemporanea. Ma arriviamoci per gradi.

Il Ceto Medio Globalizzato non conosce la scienza e soprattutto non ne applica i metodi.

Piuttosto, ha un rapporto di amore/odio nei confronti degli scienziati.

La parte di odio contiene due elementi molto diversi.

Da una parte, la maggioranza si sente offesa dal carattere necessariamente non maggioritario della scienza.

I violinisti seri e gli scienziati devono essere devoti alla propria scelta; devono sottoporsi a una fortissima disciplina, sia di orario che di mentalità. E devono accettare un certo grado di isolamento.

La scienza non potrà quindi mai diventare un fenomeno di massa.

Gli scienziati, a differenza dei semplici tecnici, sono pochi; e le loro ragioni prescindono del tutto dai sentimenti della maggioranza. Infatti, le argomentazioni antiscientifiche – di destra, di sinistra, religiose o laiche non importa – sono quasi sempre costruite su basi sentimentali.

Il rovescio della medaglia è che gli scienziati non possono trovare il tempo e l’energia mentale per dedicarsi seriamente alla politica o all’imprenditorialità. Gli scienziati quindi devono essere pagati da qualcun altro. E quel qualcun altro desidera servizi tecnici precisi dagli scienziati che paga.

Tali servizi possono essere scientifici, ma anche antiscientifici e quindi truffaldini.

I servizi scientifici consistono nell’applicare il rigore scientifico alla ricerca di metodi per produrre merci,  armi e altro, secondo i bisogni del cliente.

I servizi antiscientifici consistono nell’usare il marchio dello scienziato per firmare ricerche, fuorvianti o del tutto false, che promuovano o assolvano le politiche e i prodotti di determinate aziende.

Qui è importante capire che chi comanda è quello che paga, non lo scienziato. Al di là delle colpe individuali, è stato un gruppo di politici, militari e imprenditori che ha deciso di usare la scienza per fare la bomba atomica e non qualcos’altro. Gente che magari non sa distinguere la fisica dalla botanica, ma sa molto bene quanti giapponesi vuole trasformare in cenere.

La diffidenza del Ceto Medio Globalizzato verso gli scienziati si nutre quindi di rancorosa invidia verso la conoscenza ottenuta con enorme fatica personale; ma anche del fatto – realmente pericoloso – che gli scienziati sono oggettivamente strumenti di chi li paga.

Questa diffidenza tende però ad assumere una forma fuorviante.

Innanzitutto, si tende ad attribuire agli scienziati un‘importanza che non hanno.

Secondo, si attribuisce spesso e volentieri agli scienziati l’esatto contrario del metodo scientifico: li si accusa di agire in base a un’ideologia.

Questo si vede in maniera molto evidente nella polemica antievoluzionista statunitense.[1]

Se io volessi criticare le teorie generalmente accettate sullo sviluppo delle vocali brevi in sanscrito, dovrei prima conoscere sul serio il sanscrito, nonché lo stato dell’arte della filologia indoeuropea. Allo stesso modo, una critica seria alla teoria dell’evoluzione richiederebbe anni di studio della biologia, nonché di diverse altre scienze.

Comprensibilmente, l’antievoluzionista non vuole perdere tutto quel tempo dietro una teoria che ritiene già in partenza essere falsa, però la vuole contestare ugualmente. La soluzione consiste nel ridurre la teoria dell’evoluzione a un’ideologia, che si possa raccontare in una breve battuta e poi contestare. L’induista è quello che crede alla reincarnazione, il comunista è quello che crede che bisogna abolire la proprietà privata e l’evoluzionista è quello che crede che esista solo la materia e tutto sia lotta per la sopravvivenza.

Se gli scienziati sono semplicemente i seguaci di un’ideologia, riassumibile in quattro formulette, diventano persone con cui io – che mi sono formato leggendo Libero, Salute è, la Torre di Guardia o Riza Psicosomatica – posso litigare alla pari.

E mi posso arrabbiare perché lo stato dà soldi a loro e non a me.

Ma questa è solo parte della faccenda.

Gli scienziati, pur essendo odiati, invidiati e sospettati, sono al tempo stesso enormemente rispettati, per lo stesso motivo per cui i preti un tempo venivano rispettati: assieme ai media, detengono la Verità. Ovviamente non tutte le volte che parlano, ma la volta che fa comodo a me. E questo ci porta alla questione della démiculture.

Nota:

[1] Non intendo assolutamente entrare nella questione dell’evoluzione. Per mettere le carte in tavola, ritengo che le prove a favore della teoria dell’evoluzione siano schiaccianti. Ma proprio perché si tratta, per me, di un fatto scientifico e non di un valore morale, non vedo che male faccia non crederci, se non si è ad esempio un microbiologo che deve occuparsi delle mutazioni dei batteri. Qui contesto solo la falsa idea che gli scienziati operino seguendo una "ideologia".

(Continua…)

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37 Responses to La demicultura e gli scienziati (1)

  1. utente anonimo says:

    mah, trovo un pò naive l’idea che non esiste un’ideologia dietro le uscite pubbliche e le conclusioni generali che certi scienziati traggono apparentemente dalle loro ricerche.

    ricerche che senza ricadute esterne sarebbero tutto sommato solo tecnicismi (anche utili ma non così significativi)

    ciao

    Francesco

  2. utente anonimo says:

    – Gli scienziati, pur essendo odiati, invidiati e sospettati, sono al tempo stesso enormemente rispettati, per lo stesso motivo per cui i preti un tempo venivano rispettati: assieme ai media, detengono la Verità. —

    Io non credo sia solo questo, ma anche una questione di efficacia concreta.

    Gli scienziati sono (ritenuti?) responsabili delle medicine che debellano le malattie, che ci fanno vivere più a lungo, della conoscenza dei cibi che fanno male e fanno bene, delle norme d’igiene, e di tutti quei congegni (dall’automobile, alla lavatrice al televisore alla pillola del viagra) che ci rendono la vita più comoda e/o piacevole.

    La scienza (e la tecnica che ne deriva) oltre a essere odiata fa paura, ma è anche adorata e rispettata perché è concretamente efficente e potente (ed è perché è potente che fa paura).

    Anche per questo c’è stata la progressiva sostituzione della religione con la scienza: la prima garantiva scarsa efficacia nel risolvere i problemi minimi di tutti i giorni, malattie e quant’altro (i miracoli non avvengono tutti i giorni…) rimandando all’occasione un risarcimento nell’altro mondo, in cui però evidentemente non è così facile credere.

    La scienza, in confronto, ha dimostrato un’enorme potenza nel garantire comodità e benessere (vabbe’, non per tutti, ma questo è un problema dal lato economico-politico) in questo mondo, e a questo punto chi glielo fa fare alla gente di andare ancora in chiesa a pregare per la guarigione o il matrimonio della figlia?

    Rimangono solo i disperati che, schiacciati dai sussulti del mercato e impossibilitati ad accedere ai prodigi della tecnica, si rivolgono ai cartomanti per avere qualche aiuto in lavoro-fortuna-amore (cioè sopravvivere e riprodursi).

    Gengis Ghat

  3. Peschereccio. Islanda. Inverno.

    E senza Fisherman’s Friend.

  4. PinoMamet says:

    Francesco

    gli studiosi, come tutti, hanno simpatie, antipatie e anche ideologie.

    La differenza dai “semicolti” è che per sostenere il loro pensiero, magari influenzato nei suoi indirizzi da un’ideologia, gli studiosi devono seguire un metodo scientifico: portare delle prove, distinguere le certezze dalle ipotesi e così via.

    E accettare, se necessario, delle conclusioni che vanno contro la loro ideologia, se ne hanno una.

    Naturalmente, essendo umani, sono ben lungi dall’essere perfetti, e, anche se, non fosse altro per l’impronta scientifica, restano una spanna al di sopra della demiculture media, cadono spesso e volentieri in polemiche da semicolto;

    specialmente quando si occupano di cose che non sarebbero di loro competenza

    (Odifreddi che parla dei vangeli, per esempio).

    Ciò non toglie che, generalizzando, la cultura è una cosa, e la “demicultura” un’altra.

    Prendi i biblisti: un vero studioso della Bibbia, qualunque sia il suo orientamento religioso o ideologico di partenza, non cadrebbe mai in una cazzata come “il codice della Torah”.

    Ciao!

  5. RitvanShehi says:

    >…il comunista è quello che crede che bisogna abolire la proprietà privata..kelebek< Ehmmm….qui, però, il nostro p. probabilmente aggiungerebbe “sui mezzi di produzione”. Vabbe’ che poi il nostro amato tiranno rosso Hoxha abolì anche la proprietà privata del…rasoio dei barbieri:-), in quanto “mezzo di produzione” di peli da barba tagliati:-), ma tant’è…

  6. utente anonimo says:

    Lo dico, non lo dico? Ma sì, lo dico: io sono uno di quelli che gli scienziati detengono la verità. Non tutte le volte che parlano, non quando fa comodo a me, ma quando, come dice Gengis G., vedo che gli antibiotici sono più efficaci delle preghiere.

    Da ciò non discende, almeno nel mio personalissimo caso, alcuna deferenza particolare verso lo scienziato quale moderno sciamano.

    Non so che male faccia non credere all’evoluzionismo, ma sospetto che credere alle preghiere senza credere agli antibiotici non sia propriamente salutare (dove “credere agli antibiotici” non significa, ça va sans dire, adorare gli antibiotici come l’acqua santa).

    Val

  7. utente anonimo says:

    uno di quelli che credono che gli scienziati detengano ecc.

    Val

  8. RitvanShehi says:

    >La scienza, in confronto, ha dimostrato un’enorme potenza nel garantire comodità e benessere… in questo mondo, e a questo punto chi glielo fa fare alla gente di andare ancora in chiesa a pregare per la guarigione o il matrimonio della figlia?..Gengis Ghat< Beh, in quanto a guarigioni la scienza credo sia in vantaggio sulla preghiera, ma non mi risulta che nel campo della combinazione di matrimoni per figlie zitelle la scienza abbia fatto grossi progressi:-), pertanto, in questo caso una preghiera al posto di un antibiotico:-) non guasterebbe.

  9. non credere all’evoluzione nella propria casetta non fa male a nessuno.

    il problema è quando la cosa si fa pubblica, as usual.

    ovvero quando chiedono che il creazionismo venga insegnato nelle scuole, il che equivale a insegnare il falso.

  10. utente anonimo says:

    > ma non mi risulta che nel campo della combinazione di matrimoni per figlie zitelle la scienza abbia fatto grossi progressi:-), pertanto, in questo caso una preghiera al posto di un antibiotico:-) non guasterebbe.

    perché, ti risulta che per combinare matrimoni l’ultima novità nichilista-scientista siano gli antibiotici? :-)

    a parte scherzi, immagino che su questo tema si possano produrre battute a go-go, però io, che pure appartengo al ceto medio globalizzato demicolto, resto basito da quanto sia diffuso l’atteggiamento antiscientifico (a cominciare dal pastore tedesco per finire ai lettori di Tempi o di Gioia). Sarà che non riesco proprio a convicermi che, per il popolo, accorrere in massa alla grotta di Lourdes sia una cosa buona.

    Val

  11. RitvanShehi says:

    >perché, ti risulta che per combinare matrimoni l’ultima novità nichilista-scientista siano gli antibiotici? :-) Val

    Non lo so. Come si evince facilmente dal mio # 8 la domanda va rivolta al nostro Felino Mongolo:-), che raccomandava la scienza al posto della preghiera in chiesa anche per trovar marito alle zitelle. Che si riferisse chessò, a Facebook, bieko sottoprodotto della Emerita Scienza Informatica?:-)

    >a parte scherzi, immagino che su questo tema si possano produrre battute a go-go, però io, che pure appartengo al ceto medio globalizzato demicolto, resto basito da quanto sia diffuso l’atteggiamento antiscientifico (a cominciare dal pastore tedesco per finire ai lettori di Tempi o di Gioia). Sarà che non riesco proprio a convicermi che, per il popolo, accorrere in massa alla grotta di Lourdes sia una cosa buona.< A me risulta, invece, cha alla grotta di Lourdes il “popolo” accorra in genere solo dopo che La Scienza si è dimostrata impotente a guarirli. E a volte a Lourdes si verificano delle guarigioni “miracolose”. Ovviamente non è una prova dell’esistenza di Dio e del potere raccomandatorio:-) che la Madonna avrebbe su di Lui, anzi (perché di un Dio che agisce dietro raccomandazioni, come un onorevole democristiano:-) non saprei che farmene). Però è sicuramente una prova che la psiche umana “nasconde” ancora alla Scienza dei poteri straordinari. E pertanto ben venga Lourdes….

  12. utente anonimo says:

    Per tutti, a partire da Ritvan (n. 11):

    >Però è sicuramente una prova che la psiche umana “nasconde” ancora alla Scienza dei poteri straordinari. E pertanto ben venga Lourdes….

    Esatto. Gli scienziati non traggono le loro idee dal nulla , ma da convinzioni non scientifiche. La metafisica alimenta la scienza. L’importante è che poi la scienza sia in grado di tradurre gli spunti metafisici in teorie controllabili. Questa era la posizione di Popper, che condivido. L’importante è che i due ambiti rimangano ben delimitati, altrimenti abbiamo da un lato chi crede che il mondo sia stato veramente creato in sei giorni, dall’altra le odifreddure varie che fanno spettacolo, ma tutto sommato non divertono più di tanto. E in quanto tali, non fanno scienza.

    Quando chiesero ad Abdus Salam perché cercasse a tutti i costi di unificare le forze della fisica, rispose: “Perché Allah è uno!”. E non stiamo parlando di un pirla (come direbbe Mourinho), ma di un premio Nobel per la fisica (che prese insieme a un ebreo, Weinberg…).

    Marcello Teofilatto

  13. controlL says:

    Si può citare einstein che disse “dio non gioca a dadi”. Ma non si tratta di “ambiti separati”, per parte mia. La scienza è come la grammatica della lingua della conoscenza. E una lingua può esistere prima di qualunque sistemazione grammaticale.p

  14. controlL says:

    Abolire la proprietà privata è già troppo lunga, per quanto mi riguarda. Basta e avanza “abolire la proprietà,. Pubblico e privato sono categorie inesistenti nella nuova società. Cosa rimane? L’appropriamento.p

  15. utente anonimo says:

    – Come si evince facilmente dal mio # 8 la domanda va rivolta al nostro Felino Mongolo:-), che raccomandava la scienza al posto della preghiera in chiesa anche per trovar marito alle zitelle. —

    Rispondo al sempre simpatico Ritvan il quale, tuttavia, essendo parimenti astuto poteva comunque dedurre con le sue proprie forze essere stato il mio un classico lapsus claviaturæ (il corrispondente telematico del lapsus calami :-).

    Ovviamente scrissi “matrimonio della figlia” ove avrei dovuto scrivere qualcosa tipo “ingravidamento della figlia”.

    Prima che arrivasse la nostra amata scienza, le mancate pregnanze in famiglia erano addossate interamente alla femmina, giudicata incapace di procreare. E allora ecco che la madre devota trascorreva le sue giornate ginocchioni innanzi all’altare del santo taldeitali ad abburrattare preghiere e accendere ceri dietro ceri al fine di propiziare lo stato interessante della figliuola.

    Poi magari, dopo qualche tempo, ecco che la ragazza rimaneva infine incinta… miracolo!!! Ovviamente il vicino di casa non ne sapeva niente… nemmeno se il figlio veniva fuori stranamente somigliante a lui e ben poco al padre ufficiale.

    Poi venne appunto la scienza, che ci insegnò che anche i maschietti possono essere sterili……

    @ ControIL

    – Si può citare einstein che disse “dio non gioca a dadi”. —

    Sì, ma non confondiamo utili metafore come se fossero affermazioni letterali.

    Altrimenti cosa dovremmo dire degli scienziati che al CERN stanno cercando la “particella di Dio” (il Bosone di Higgs per gli amici)?

    Comunque effettivamente molti scienziati sanno dire delle castronerie astrali quando parlano di cose che non gli competono.

    Ma forse siamo noi troppo stupidi a pretendere che siano dei tuttologi infallibili.

    Io in ogni caso sconsiglio vivamente di leggere (prendendoli sul serio) filosofi che parlano di scienza tanto quanto scienziati che parlano di filosofia. O religiosi che parlano di scienza e scienziati che parlano di religione.

    Gengis Ghat

  16. scusami se non c’entra nula con il tuo intervento, ma non sapevo come ribattere: http://www.kelebekler.com/occ/prevelenin01.htm

    tu sostieni che Lenin venga condannato dalla storia per “averci provato”. io non so perchè venga sistematicamente infamato da una certa cultura “standardizzata”, so perchè lo condanno io: perché, anche se non è un fatto su cui si insiste molto, a causa sua molte persone sono dovute morire. ciò che è peggio è che sono morte per un’ideologia. l’ideologia dovrebbe SERVIRE agli uomini, non sono gli uomini a dover morire per essa, siano questi uomini in accordo o in disaccordo con la nostra. certo è che non si può filosoficamente screditare un concetto solo perchè non è riuscito a trovare una costruttiva applicazione nella realtà.

  17. utente anonimo says:

    Per controlL (n. 13):

    >La scienza è come la grammatica della lingua della conoscenza. E una lingua può esistere prima di qualunque sistemazione grammaticale.

    No, la scienza come la grammatica della lingua della conoscenza scientifica. E prima ancora di qualunque sistemazione grammaticale, dobbiamo chiederci se è una sola lingua quella che parliamo (quella della scienza) o se siamo poliglotti :-).

    Marcello Teofilatto

  18. utente anonimo says:

    Davanti alle candele accese a mo’ di ringraziamente per i miracoli compiuti dalla Vergine.

    Teatro: un noto santuario d’Italia

    Dramatis personae: madre e figlio.

    F – Per chi è quella candela?

    M – Per Antonia.

    F – Antonia chi, la zoppa?

    M – Sì.

    F – Ah, è guarita?

    M – No, zoppica ancora…

    :-)

    Z.

    (Il nome, naturalmente, è di fantasia)

  19. controlL says:

    Direi che siamo poliglotti, ma che può bastare una sola grammatica. Purché la grammatica non si metta in testa d’essere la o le lingue.p

  20. utente anonimo says:

    Epperò p.,

    in quest’ottica, nella geometria (ad esempio) la “grammatica” è proprio la lingua, anzi “le lingue” :-)

    Z.

  21. kelebek says:

    Per n. 16

    L’articolo che citi non è mio, ma di Costanzo Preve.

    Il punto fondamentale è la rimozione della prima guerra mondiale.

    Prova a inserire Lenin nel contesto: da tre anni, i governi di quasi tutta Europa ordinano a ogni giovane maschio loro cittadino di uccidere e di farsi ammazzare o almeno mutilare a vita. E non si sa più esattamente nemmeno perché.

    Chi cerca di sfuggire a questo inferno – che è accompagnato da carestie, peste e altro – viene fucilato come disertore.

    Lenin dice basta e riesce a tirare fuori da questo orrore tutto il proprio paese.

    Questa è la grandezza di Lenin. E i suoi tanti difetti ed errori, di fronte a questo, diventano secondari.

    Miguel Martinez

  22. RitvanShehi says:

    >Abolire la proprietà privata è già troppo lunga, per quanto mi riguarda. Basta e avanza “abolire la proprietà,. Pubblico e privato sono categorie inesistenti nella nuova società. p.< Ehmmm…allora mi sa che tu sei più marxista di Marx:-), il quale – se non ricordo male – si fermava all’abolizione della proprietà privata sui “mezzi di produzione”.

  23. RitvanShehi says:

    >Rispondo al sempre simpatico Ritvan il quale, tuttavia, essendo parimenti astuto poteva comunque dedurre con le sue proprie forze essere stato il mio un classico lapsus claviaturæ (il corrispondente telematico del lapsus calami :-).Ovviamente scrissi “matrimonio della figlia” ove avrei dovuto scrivere qualcosa tipo “ingravidamento della figlia”. Gengis Ghat< La mia “astuzia” (io preferisco chiamarla “intelligenza”) evidentemente ha dei limiti. Nel caso specifico, per poter dedurre che tu nello scrivere “matrimonio” intendevi, invece, “gravidanza” credo che ci volesse la sfera di cristallo della maga Lisistrata:-).
    Ma ti perdono fratello, perché so che fra i felini della Mongolia:-) dare la colpa sempre e comunque agli altri per i propri errori (non solo in caso di lapsus) pare sia lo Sport Nazionale.

    >@ ControIL

    – Si può citare einstein che disse “dio non gioca a dadi”. —

    Sì, ma non confondiamo utili metafore come se fossero affermazioni letterali.

    Altrimenti cosa dovremmo dire degli scienziati che al CERN stanno cercando la “particella di Dio” (il Bosone di Higgs per gli amici)?< Beh, se la citazione di Einstein riportata da p. ti sembra solo una giocosa metafora, che ne dici di questa, sempre del sullodato padre della Relatività?: «La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca.» Albert Einstein

  24. kelebek says:

    Per Ritvan n. 23

    Quando ho visto la citazione di Einstein, mi sono detto, questa puzza di bufala. Sono andato a cercarla in rete. E ho scoperto che invece è autentica (http://en.wikiquote.org/wiki/Albert_Einstein):

    Science, Philosophy and Religion, A Symposium, published by the Conference on Science, Philosophy and Religion in Their Relation to the Democratic Way of Life, Inc., New York (1941); later published in Out of My Later Years (1950)

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    – Ma ti perdono fratello, perché so che fra i felini della Mongolia:-) dare la colpa sempre e comunque agli altri per i propri errori (non solo in caso di lapsus) pare sia lo Sport Nazionale. —

    Come stai facendo tu in questo momento (e in molti altri)? :-)

    No, non credo sia una questione etnica.

    Ho semplicemente trovato un “ottimo” maestro in quest’arte tra i commentatori di questo blog. Devo anche dire come si chiama? :-)

    Gengis Ghat

  26. RitvanShehi says:

    —-Ritvan: Ma ti perdono fratello, perché so che fra i felini della Mongolia:-) dare la colpa sempre e comunque agli altri per i propri errori (non solo in caso di lapsus) pare sia lo Sport Nazionale. —

    >Come stai facendo tu in questo momento (e in molti altri)? :-) Gengis Ghat< Mi sa che hai visto un altro film: non ero certo io a scrivere “matrimonio” al posto di “gravidanza” e poi prendermela col prossimo perché non sfoderava abbastanza “astuzia” da capire che di gravidanza trattavasi, non di matrimonio… >No, non credo sia una questione etnica.< Lo è, lo è. Fidati, sono un veterinaro, conoscerò i miei felini della Mongolia, no?:-) >Ho semplicemente trovato un “ottimo” maestro in quest’arte tra i commentatori di questo blog. Devo anche dire come si chiama? :-)< Mmmm…fammi indovinare (intanto consulto la sfera di cristallo prestatami per l’occasione dalla nota Maga Lisistrata)…ah, ecco, ci sono. Ti riferisci sicuramente a un certo Martin Mystere, il quale se la prese violentemente con il sottoscritto perché gli feci osservare che nei suoi scritti apparivano spesso i refusi “qusto” e “qullo”.
    Ottima scelta di Maestro, direi!:-)

  27. utente anonimo says:

    …certamente non siamo più poliglotti, anzi non sappiamo nemmeno parlare il nostro idioma, perché la lingua base fondamentale dell’umanità é quella del “corpo spirituale e terra celeste”, cioé quella del sacro Graal, cioé quella del cuore, in altre parole:l’amore questo sconosciuto! E’ una lingua anche telepatica, rilegata ai fili del sogno, dove le lettere luminose emettono segni di potenza cosmica, suoni musicali delle sfere celesti e a volte usa le vocali e consonanti soltanto per camuffare, mimetizzare il mistero del linguaggio, oppure renderlo sublime. Ad esistere é soltanto il punto.Troppo paradossale forse per essere digerito da chi usa la ragione in modo soltanto scientifico perché, helas, la vera ragione é profondamente religiosa.Cioé la ragione non é della ragione, pur passando dal suo campo, ma d’une éspece de folie cosmique che Salomone e gli uccelli conoscono meglio di noi. bisous! jam

  28. utente anonimo says:

    mazza che confusione tra ambito della scienza e ambito della religione. immagino che abbiate buttato a mare ebraismo, cristianesimo e islam perchè nella Bibbia c’è scritto che pi-greco vale tre …

    vabbè, vi perdono lo stesso

    Francesco

    x Pino: grazie della risposta ma la tua fiducia negli scienziati è maggiore della mia nei preti (e io sono kattoliko)

  29. utente anonimo says:

    che nostalgia, però.

    sono passati 11 mesi esatti dal mio primo giretto su questo pianeta.

    con martin mystere credo ci saremmo chiariti, magari anche a sputi, in meno di un’ora.

    con jam mi sarei divertita un sacco, invece sono successe molte altre cose.

    per arrivare dove?

    Betty Blue

    ps: da vedere per via dell’occhio

  30. utente anonimo says:

    e per i più coraggiosi, tipo Ritvan da vedere anche per via del cuscino

    Betty Blue

  31. Ritvanarium says:

    Dilettanti, dilettanti ;-)

    … non sapevate che Einstein era Talmudicamente Complottardo ;-) ?!

    EINSTEIN & TALMUD EFFEDIEFFE

  32. RitvanShehi says:

    >e per i più coraggiosi, tipo Ritvan da vedere anche per via del cuscino

    Betty Blue< E se tu, invece, cambiassi fornitore?:-)

  33. utente anonimo says:

    vuoi spiegarti meglio Ritvan?

    Betty Blue

  34. RitvanShehi says:

    >vuoi spiegarti meglio Ritvan?

    Betty Blue< Certamente. Ma solo dopo che tu mi avrai spiegato la faccenda del mio “coraggio” e quella del “cuscino”.

  35. utente anonimo says:

    Dovresti aver visto il film “Betty Blue”, dove la protagonista, esasperata, oltre al resto, per una sofferta mancata gravidanza (il collegamento era ai Vostri n.15 e 26), impazzisce e, tra l’altro, si cava – da sola – un occhio.

    Poi il collegamento, solo mio, era ad un altro sito (voglio scendere), ove veniva rappresentata una vignetta con un omone grande e grosso che, a suon di manganellate, faceva schizzare l’occhio del manifestante.

    Ecco, nel caso della pazza fatta impazzire non è stato necessario arrivare a tanto: ha fatto tutto da sola.

    In seguito, nel film, viene ricoverata in un ospedale psichiatrico ecc…; vedendola così conciata il suo “coraggioso” fidanzato la uccide pigiandole un cuscino sulla faccia.

    Insomma, voi parlavate di matrimoni e gravidanze e a me veniva in mente la pazza morta col cuscino, per il tramite del suo amore: tutto sommato una bella liberazione, soprattutto da queste parti, dove la forza, come hai ricordato tempo fa, non è quella fisica ma virtuale e, dunque, dove pure la morte dovrebbe, si spera, essere tale.

    ciao

  36. utente anonimo says:

    ps

    c’era pure, nella mia mente, un’altra vignetta, con un altro occhio ballerino, postata da Miguel mesi fa, forse a proposito di certa signorina Silvetti o qualcosa del genere.

    scusa, ma non sono proprio in grado di ritrovarla

    Betty

  37. RitvanShehi says:

    x Betty Blue

    Ok, sorella, ti sei spiegata benissimo. Il fatto è che non ho mai visto il film Betty Blue e – dopo la tua stringata recensione – mi guarderò bene dal vederlo. Perché, vedi, a me di schifezze e scelleratezze varie mi bastano quelle che ci propina ogni giorno la cronaca nera di TG e stampa, pertanto al cinema vado solo per divertirmi e non per deprimermi.

    Adesso la mia spiegazione. Il fatto che tu dia per scontato che ogni essere umano di questo pianeta debba per forza aver visto “Betty Blue” e, pertanto, capire al volo i tuoi insinuanti e contorti discorsi in merito, mi ha spinto a ventilarti l’ipotesi che fra i tuoi fornitori ci possa essere, chessò, quello di frutta e verdura che ogni tanto ti infila fra la lattuga qualche erbetta allucinogena:-).

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