Due orecchini d’oro (4)

"Mehmet faceva tutti i lavori, appena gli proponevano uno, era il più bravo di tutti, finalmente avevamo una casa, il bambino grazie a Dio stava bene, poi è andato male tutto per colpa della Mimma. Tu sai come è la Mimma".

La risposta è no. Nel senso che non credo che ci sia nessuno al mondo in grado di descriverla.

Una ragazzina che adesso avrà trentasei anni, dagli occhi nerissimi, incredibilmente magra, con una risata travolgente e una voce bassa, profonda e nasale, che si lancia sulle altalene e in ospedale salta sulle sedie a rotelle per farsi le corse lungo i corridoi; e se la guardi sembra bellissima, ma le foto vengono sempre con un'altra faccia. Invece ha sei figli dispersi in Croazia e ha vissuto per anni a prendere le botte dentro una casa tenebrosa in una palude che non mi dimenticherò mai. A volte la coglie una màgia che la fa quasi morire, poi rinasce in un istante.

La Mimma è la vita assoluta, sospesa in ogni istante sopra l'abisso.

"Ti ricordi come il marito della Mimma bruciò vivo lo sloveno? Ma la Mimma ha voluto vedere ancora i figli, io avrei avuto paura, lei è andata proprio a trovarli a Zagreb, poi lui di nuovo è finito in galera, allora lei mi chiama e dice, 'vienimi a prendere a Trieste', e io ci vado, lo sai come sono fatta io, devo sempre pensare io a tutto per questi matti della mia famiglia.

La Mimma comincia a lavorare, poi incontra questo Kami, che è un cugino di Amira, te la ricordi – la moglie di mio fratello?"

"E quanti figli ha adesso Amira?"

"Cinque! Si era fatta chiudere le tube, poi viene da me e fa, 'sai che sono pentita di aver fatto chiudere le tube?', e io le dico, 'perché?', 'perché voglio fare altri cinque figli, solo cinque!' E io le dico che è matta, guarda me che prima di avere un figlio, ho aspettato di avere una casa e tutto.

Ma ti dicevo, la Mimma incontra questo Kami, scappa via con lui, lascia il lavoro, i documenti e tutto, va in Belgio, in Francia, poi mi chiama e dice, 'sai che forse sono incinta?' e proprio il giorno dopo mi chiama di nuovo e dice, 'sai che ho avuto un bambino?'

Questo Kami è uno brutto brutto, tutto piegato, con la faccia che fa schifo, non capisco come ha potuto innamorarsi di lui. E poi lei mi chiama che sta in un paesino lontano da tutto, Ariano Polesine, lui si droga con la cosa che si prende con il naso, la manda a chiedere la mosna, a fare mangela.

Allora andiamo io e Mehmet con la macchina a cercarla, andiamo dai carabinieri, diciamo che devono fare qualcosa per salvare il bambino, ma quelli se ne fregano, e allora andiamo dove sta la Mimma senza farci vedere da lui, e io riesco a dirle che se vuole può scappare con noi. E aspettiamo che Kami vada via, poi faccio segnale con le luci della macchina, la Mimma scappa via con noi e con il bambino, e li teniamo in casa, qui, con la Mimma che vuole fare la principessa e farsi servire e il piccolo Sami che aveva appena un anno ma era fortissimo e rompeva tutto, non come Egzon. Ma Mikeli, vuoi ancora tè?

Un giorno Mehmet va giù a buttare i rifiuti, non come gli italiani che li buttano per strada, lui li mette nel cassonetto, e allora quel bulash vigliacco di Kami con i suoi amici lo aspetta al buio, colpiscono Mehmet alla testa con le mazze da baseball e gli spaccano le gambe, e io sono in casa, sento l'urlo di Mehmet, non avevo il tutore alla gamba, come faccio a correre? E così Mehmet per colpa di quella scema della Mimma è stato due mesi in ospedale e ha perso il lavoro".

Reska, hai ragione.

Però io cammino per strada e mi guardo attorno, e non vedo nemmeno una persona  che abbia dentro di sé una vita intensa, furente, tragicamente gioiosa come quella della Mimma, falena di tutte le candele. Quella della Mimma è vita vera, come sarà morte vera quando i cacciatori la sbraneranno.

"Quando sono tornato a casa, trovo che ci sono la Mimma e il piccolo Sami", dice Mehmet. "E Sami aveva la faccia uguale al padre, giuro, e io lo odiavo. Poi mi dicevo, è un bambino e non ha nessuna colpa, e mi dispiaceva."

Ora, la Mimma e il suo settimo disastrato figlio sono altrove e lontani; ma la Mimma già freme di sicuro per altre avventure.

"Mikeli, mi sembri stanco, se vuoi riposare, questa è casa tua, puoi prendere il nostro letto, noi dormiamo di là. No? Vabbene, allora Mehmet ti mette un materasso nell'altra stanza."

(continua…)

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6 Responses to Due orecchini d’oro (4)

  1. utente anonimo says:

    >> Quella della Mimma è vita vera,

    no, questo non posso accettarlo. contraddice tutto quello che sento, che so di me come essere umano. OK, non è un limite assoluto (essendo cristiano c’è un altro che dice cose dall’effetto analogo) però SE la verità fosse così non credo varrebbe la pena di esistere.

    Ciao

    Francesco

  2. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    Il tuo è forse il primo commento interessante a questa serie di post.

    Perché hai colto il punto fondamentale, che non riguarda affatto i torti e le ragioni della guerra del Kosovo, ma il senso di queste vite.

    Perché è di vite che sto parlando qui; e credo che siano vite fuori dall’ordinario, qualunque cosa ne possiamo pensare.

    Ti ringrazio molto

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    contesto una tua sola parola: ordinario.

    nasconde tutto, dietro la sua apparente neutralità.

    se fossi ancora così stupido da dare giudizi, userei parole come cretina e criminale, non mi nasconderei mai dietro ad un non ordinario.

    ciao

    Francesco

  4. kelebek says:

    Per Francesco

    Veramente i suoi parenti dicono dilinì che vuol dire pazzo, e lo dice anche lei di se stessa.

    Però tu finora sei l’unico ad aver colto il lato umano delle vicende che racconto.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    pazzo

    nel senso “da manicomio”?

    avrebbe un senso, e anche la pazienza del resto della famiglia

    ciao

    Francesco

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