Due orecchini d’oro (3)

"BismiLlaahi ar-rahmani ar-rahiim…"

La suoneria del telefonino di Mehmet è una sura del Corano.

"Mehmet, sai che Mikeli parla anche l'arabo?", gli spiega Reska.

"O Mikeli vakherol italianski, romanski, arapski, angliski, srpski…" Il flusso di parole scorre a volte in italiano, a volte in albanese, a volte in serbo, ma sopratutto in romanè.

"Mehmet invece il romanè l'ha imparato da me, prima parlava solo albanese".

Il romanè è una lingua chiara e molto regolare, parlata con solenne lentezza e una tonalità così bassa da sembrare quasi roca. Non è vero – come sostiene Reska – che io parli romanè. Negli anni, ho messo insieme pezzi e frammenti; e ne ho colto abbastanza per capire che Reska deve parlarne una versione molto antica, che non ha subito tutte le trasformazioni consonantiche e di vocabolario, che si colgono tra altri romanofoni del Kosovo, figuriamoci nel resto d'Europa. Tu kere, "tu fai" conserva ancora il suono esplosivo della k, come nel sanscrito kar- (da cui una parolina che tutti gli italiani conoscono, karma); in tutti gli altri dialetti di romanè che conosco, la k in quella parola è ormai diventata ch.

La storia è la riflessione dei dominanti su se stessi, il bearsi nella finzione di essere qualcosa in più di ciò che si è.

Per questo, i fuoricasta (che non sono quindi nemmeno dei dominati) possono avere infinite storie, e Dio solo sa quante ne hanno, ma nessuna Storia. Il romanè si parla e non c'è altro da dire, c'è solo da ridere affascinati dei diversi dialetti.

Chi la storia ce l'ha, è però riuscito a ricostruire qualcosa delle origini di questa strana gente dalla pelle scura, che vive a parte  in ogni angolo d'Europa. E la ricostruzione è stata resa possibile proprio attraverso la lingua, che porta con un lungo filo indietro, attraverso la Grecia, la Turchia, l'Armenia, l'Iran, al Punjab in India. Il mio bicchiere – bardak, dal turco – lo riempiono di panì, che anche in hindi vuol dire "acqua", e per mille e passa anni, ha conservato l'anomalo genere maschile.

Di tanto in tanto, curiosa, diffidente, meravigliata, Reska scopre le forme che il romanè ha assunto in giro.

"Sai che vicino al Campo c'era una baracca, e c'era un bambino biondo che viveva in una roulotte, non come noi, un bambino troppo furbo, e mi guardava e guardava, e un giorno mi saluta e parlava la nostra lingua, tutta diversa dalla nostra, però un po' ci potevamo capire."

Non è necessariamente una sensazione piacevole, scoprire che ci sono altri come te.

Ogni giorno, mi scontro con la demenziale idea, che gli zingari vogliono vivere così: che per la grande maggioranza significa, hanno scelto di fare la bella vita alle nostre spalle, e per una minoranza vuol dire, che bello vivere liberi e vagabondi.

La familja invece vive in perenne pericolo, per non dire nel terrore, rotto solo da balli e risate.

Non ci sono solo le guerre che altri fanno, le frontiere che separano, i poliziotti e gli eserciti che derubano, tempeste e topi e documenti, mali misteriosi che uccidono silenziosamente nella culla; non ci sono solo pazzi ubriachi nella notte e gente che ama vedere i Campi prendere fuoco; non c'è solo da salvarsi da serbi e da albanesi e da croati e da vigili; c'è anche da sopravvivere ogni giorno ai dispetti, alle invidie, alla follia del Campo, alla miseria diventata astuzia. Figuriamoci se c'è da dare confidenza proprio ad altri romà

Fin nella notte, arrivano gli incubi, e a cavallo tra il giorno e la notte, i vampirja.

Ma a Mehmet, interessa il fatto che io parli l'arabo.

"Tu conosci le storie di RasulAllah [il Profeta Muhammad], salla Allah 'alayhi wa sallam! Mi piace sentire le storie di RasulAllah!" e mi versa altro tè, e le storie di RasulAllah si confondono con quelle del salotto  al plasma di Maria De Filippi.

(continua…)

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37 Responses to Due orecchini d’oro (3)

  1. utente anonimo says:

    Quasi quasi apprezzo che, mentre il capitalismo finanziario mondiale fonde, il Congresso USA odia Wall Street su mandato popolare isterico, i popoli dell’America Latina confermano la propria tradizione di masochismo adorando caudillos socialisteggiante e attaccandosi all’amichevole carro cinese, tu ti bei parlando di zingari e linguistica, con un tono a metà tra Sailor Moon e Hemingway.

    :)

    Ciao

    Francesco

  2. kelebek says:

    Per Francesco n. 1

    E pensa, non ho detto nemmeno nulla sulla riforma della scuola, o su quello che succede in Zimbabwe, o sugli ultimi fattacci di cronaca nera o su…

    Ma ci pensate che forse ne so di più sugli zingari di quanto ne sappia su Wall Street?

    Miguel Martinez

  3. kelebek says:

    …e comunque gli zingari ci saranno ancora quando la gente non si ricorderà più di Wall Street :-)

    Miguel Martinez

  4. Sono abbastanza curioso sur un fatterello: quali grandi imprese ha compiuto Francesco? Da quali esperienze di vita originano i suoi savi pareri? O sono soltanto io che noto in ogni suo post quella sprezzantellezza che li rende cassabili anche quando interessanti?

  5. RitvanShehi says:

    >Sono abbastanza curioso sur un fatterello: quali grandi imprese ha compiuto Francesco? Da quali esperienze di vita originano i suoi savi pareri? O sono soltanto io che noto in ogni suo post quella sprezzantellezza che li rende cassabili anche quando interessanti? NonStoConOriana< Ma no, fratello, siete in tanti:-)

  6. utente anonimo says:

    “e comunque gli zingari ci saranno ancora quando la gente non si ricorderà più di Wall Street :-)

    questa mi pare una delle cose più sagge detta sulla crisi

    :-)

    roberto

  7. utente anonimo says:

    Miguel,

    mi sbaglio o sei tu quello che ogni tanto ci propina tirate lunghette anzicheno sul capitalismo assoluto e fluido e pure sulla cattiveria dell’impero usano in specie contro i boveri latinoamericani dal Messico in giù?

    Non mi pare che tu possa cavartela dicendo che NON ti interessi neppure della sfida Mourinho-Ronaldinho, carissimo. ;)

    Francesco

    PS davvero suono così antipatico? come siete suscettibili, se non si può darsi un tono su Internet cosa si ruba il tempo al datore di lavoro a fare? :D

    E poi nel mio ruolo di oppositore di Sua Maestà numero due devo essere provocatorio … o volete solo dibattiti sulla validità del marxismo oggi? :)

  8. kelebek says:

    Per Francesco n. 7

    Personalmente, ti trovo molto meno antipatico di Ritvan :-)

    Però contesto il metodo di quello che va dal medico e gli dice, “invece di parlarci di antibiotici, perché non ci parli del fatto che Berlusconi ha troppe reti TV?”

    Il giorno in cui volete da me un servizio di erogazione automatica di opinioni che interessa a voi, ci metterò il tariffario.

    Se no, accontentatevi di quello che passa il convento. Oppure, da buoni liberisti, producete in proprio le vostre opinioni.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Eh no Capo, io non ho mai “preteso” che tu parlassi di argomenti che non ti interessano, tratti dal chiacchiericcio mediatico.

    E neppure mi sogno di contestare le tue passioni per la linguistica e la poesia.

    Però posso accusarti di glissare su grandi avvenimenti che avvengono proprio nei tuoi campi di interesse blogghistico!

    Ciao

    Francesco

    PS Ritvan non è antipatico, è solo un pochetto barbaro (nel senso in cui lo dicevano gli ateniesi dei macedoni)

    PPS sono troppo pigro per il liberismo ma non pretendo di darmi giustificazioni politiche per questo!

  10. utente anonimo says:

    Miguel,

    dato che senza dubbio te ne intendi più di noi, lo chiedo a te: come vorrebbero vivere gli zingari?

    Z.

  11. RitvanShehi says:

    >…e comunque gli zingari ci saranno ancora quando la gente non si ricorderà più di Wall Street :-) Miguel Martinez< Sicuro: infatti, se e quando l’Umanità non si ricorderà più dell’esistenza di Wall Street, vuol dire che l’intera Umanità di quel tempo sarà composta esclusivamente da…zingari:-).

  12. RitvanShehi says:

    >Ritvan non è antipatico, è solo un pochetto barbaro (nel senso in cui lo dicevano gli ateniesi dei macedoni) Francesco< E anche degli Illiri, se per questo:-). Beh, che vi devo dire, malgrado il lungo tempo trascorso nel Belpaese – ove nell’uso di melassa & vasellina nei discorsi si dà certamente dei punti perfino all’antica Atene:-) – resto affezionato al mio barbaricissimo modo di dire pane al pane e vino al vino, senza riguardi per nessuno. P.S. A proposito di Ateniesi ed Illiri. Forse:-) nessuno ve l’hai mai detto (colpa delle TV del Berluska, ovviamente:-) ) ma gli Illiri erano un popolo/insieme di popoli CHE NON PRATICAVA LA SCHIAVITU’. Infatti, l’etimologia più credibile per il loro nome viene dall’albanese:”i lir” ossia “libero”. Pertanto, alla luce dei Sacrosantissimi Diritti Umani Tanto Decantati Oggi, ci sarebbe da fare un piccolo “revisionismo” su chi erano i veri “barbari” nel passato:-). Ma, ovviamente, nessuno ci pensa: minchia, se non c’erano schiavi a lavorare per Platone, quando mai lui avrebbe trovato il tempo per lasciare a nosotros, Gloriosi Paladini Dei Diritti Umani, tutte quelle Perle di Civiltà?!:-)

  13. RitvanShehi says:

    >Ma ci pensate che forse ne so di più sugli zingari di quanto ne sappia su Wall Street? Miguel Martinez< Beh, se su Wall Street hai lo stesso livello di conoscenza come sugli zingari, un consiglio fraterno: non giocare mai in Borsa i tuoi sudati risparmi!:-)

  14. kelebek says:

    Per Z n. 10

    Direi che la risposta è questa:

    Pussycat, pussycat, where have you been?

    I’ve been to London to visit the Queen.

    Pussycat, pussycat, what did you there?

    I frightened a little mouse under her chair.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    No Miguel, non fraintendere. La mia non era una domanda furbastra da polemico: era (ed è) una domanda ingenua da vero ignorante in merito ad una cultura, ad un mondo che non conosco affatto.

    Se sei così ermetico non mi sei d’aiuto :-(

    Z.

  16. kelebek says:

    Per Z n. 15

    Scusami… non volevo essere ermetico, è che veramente non saprei meglio come esprimerlo. Comunque per penitenza, mi sa che ci farò un post per elaborare meglio il concetto.

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    ritvan (12)

    stai invecchiando! ‘sta cosa della schiavitù sarà almeno la quarta volta che la scrivi!

    :-)

    roberto

  18. kelebek says:

    Per Roberto n. 17

    Studi di psicolinguistica balcanica.

    Dunque, ci sono gli Illiri, un popolo che mi sta simpatico perché era dedito ai sacrifici umani, proprio come noialtri messicani. Sono scomparsi verso il settimo secolo, essendo stati nel frattempo latinizzati.

    Della loro lingua non resta praticamente traccia, a parte qualche decina di nomi propri e di parole citate in altri testi.

    Poi ci sono gli albanesi, la cui lingua compare per la prima volta sette secoli dopo.

    Gli studiosi ipotizzano che quattro parole illiriche ricostruite potrebbero aver lasciato tracce nell’albanese.

    Però grazie alla Macchina Filologica del Tempo di Ritvan, il nome degli illiri deriverebbe dall’albanese :-)

    Miguel Martinez

  19. RitvanShehi says:

    >ritvan (12)

    stai invecchiando! ‘sta cosa della schiavitù sarà almeno la quarta volta che la scrivi!

    :-) roberto< Non sarà mai troppo, mio caro:-). Con gli “altri” che ci frantumano continuamente i maroni, declamando migliaia di volte che loro “hanno inventato La Civiltà, La Democrazia e La Filosofia” 4 volte (2 per la precisione:-) ) è proprio ‘na miseria!

  20. RitvanShehi says:

    >Dunque, ci sono gli Illiri, un popolo che mi sta simpatico perché era dedito ai sacrifici umani, proprio come noialtri messicani. Miguel Martinez< Beh, Miguel, – salvo che tu lo dica ironicamente, in qual caso chiedo venia preventivamente:-) – devo riconoscerti che ti dai un sacco da fare per inventare bubbole e castronerie come questa. Però, credo che tu in questo campo non raggiungerai mai la Sublime Perfezione di un “antimperialista” serbo degli inizi del XX secolo. Le cui Eroiche Gesta qui copincollo (mettendo in conto l’inkazzatura di roberto che ‘sta storia l’avrà già letta ben 4 volte su “Ritvanarium”:-): Un certo Vladan Djordjevic, medico serbo laureatosi a Vienna ed ex Primo Ministro della Serbia,

    (per maggiori informazioni;

    http://albellenic.splinder.com/archive/2005-04

    http://www.mfa.gov.yu/History/ministri/VDJordjevic_e.html )

    ovvero non un pincopalla quaquaraqua qualsiasi, pubblicò a Lipsia nel 1913 un libello pseudoscientifico (“Albanesen und die Grossmächte”, Leipzig, 1913) in cui sosteneva che gli albanesi altro non erano che i rimasugli di una popolazione “subumana” dei Balcani, popolazione arboricola e provvista di coda. E sosteneva anche – con la sua faccia come il culo – di aver visto da medico tanti albanesi con la coda:-)

    Però, a volte il razzismo pseudoantropozoologico:-) non paga. E lo dimostra un episodio diplomatico presente in tutti i libri di storia albanesi (e ovviamente:-) ignorato in quelli del resto d’Europa). Proprio nel 1913 si riuniva a Londra la cosiddetta “Conferenza degli Ambasciatori” delle Grandi Potenze europee per decidere cosa fare dell’Albania che s’era autodichiarata indipendente (è lapalissiano che il sullodato libello era stato pubblicato poco prima proprio per orientare in un certo modo tale Conferenza e poi tutti i principali giornali europei – lo avevano recensito e amplificato in diversi modi).

    Mentre la Conferenza stava per avere inizio, il Presidente della Conferenza e Ministro degli Esteri inglese, vede il rappresentante albanese Ismail Bey Vlora (primo ministro del governo provvisiorio del neonato Stato, ex diplomatico ed ex deputato dell’Impero Ottomano) in piedi che si rigirava fra le mani la propria poltrona. E lo interpella:

    “-Sig. Vlora, cosa fa in piedi a rigirarsi la poltrona fra le mani, si sieda, prego, che dobbiamo cominciare!

    -Mi scusi, Eccellenza, ma stavo cercando il buco.

    - Buco? Quale buco?

    -Il buco per infilarci la mia coda, Eccellenza, non vorrei che mi si sciupi. Però, purtroppo, vedo che, nonostante le tante raccomandazioni pervenute, nessuno vi ha provveduto a farne uno….”

    Grassa risata del britannico, che – come tutti i britannici del resto – pare apprezzasse tanto lo humour. E alcuni storici albanesi sostengono che proprio la simpatia creatasi fra lui e Vlora grazie a quella battuta di spirito, ha indotto l’Inghilterra ad appoggiare un compromesso più favorevole agli albanesi di quanto ci si potesse aspettare in quel periodo e con quei rapporti di forze.

  21. utente anonimo says:

    intervengo molto sommessamente nella discussione fra ritvan e miguel, per dire che, lasciando da parte ogni discussione sugli illiri, a me gli albanesi non sono simpatici per quello che erano duemila anni fa, ma per quello che sono ora

    roberto

  22. RitvanShehi says:

    >Studi di psicolinguistica balcanica. Miguel Martinez< Sì, al chili misto a vongole!:-) >Dunque, ci sono gli Illiri…. Sono scomparsi verso il settimo secolo, essendo stati nel frattempo latinizzati.< Poracci, prima TUTTI “latinizzati” e poi addirittura misteriosamente “evaporatisi”! Miracoli della Sublime Scienza Pissicolinguistica Al Chili & Vongole!:-) >Della loro lingua non resta praticamente traccia, a parte qualche decina di nomi propri e di parole citate in altri testi.< Come già detto, ridetto e stradetto (perdonami roberto!:-) ) gli Illiri NON SCRIVEVANO NELLA LORO LINGUA. >Poi ci sono gli albanesi, la cui lingua compare per la prima volta sette secoli dopo.< Già, paracadutativisi da uno stormo di Hercules della bieka aviazione ameregana!:-), visto che nessun cronista dell’epoca segnala movimenti di un popolo “albanese” o simile in quei paraggi. Quei porci d’imperialisti ameregani e le loro invasioni preventive!:-) >Gli studiosi ipotizzano che quattro parole illiriche ricostruite potrebbero aver lasciato tracce nell’albanese.< Già. Però, siccome gli Illiri non scrivevano la loro lingua e si erano “vaporizzati”:-) prima che gli albanesi si paracadutassero:-), come hanno fatto quelle 4 parole illire a “lasciar tracce” nella lingua albanese? Mediante seduta spiritica?:-) >Però grazie alla Macchina Filologica del Tempo di Ritvan, il nome degli illiri deriverebbe dall’albanese :-)< Vedo che hai imparato anche il gioco napoletano delle tre carte:-). Ovviamente ogni persona in buonafede e con una minima infarinatura di filologia ha capito che dicevo che il nome “Illir” nell’albanese DI OGGI significa “libero”. Ma ovviamente per i Molto Onorevoli Antimperialisti non è che una misera coincidenza: del resto le lettere dell’alfabeto sono così poche!:-)

  23. kelebek says:

    Per Ritvan n. 20

    citazione déja vue

    Premesso che mi sono espresso a favore e non contro i sacrifici umani (che accomunano i miei avi messicani con quelli celtici), pesco a caso:

    http://www.geocities.com/protoillyrian/ila_varta.html

    However, those isolated Illyrian tribes deep into hinterland shared with the Thracian tribes the custom of tattooing their bodies and of offering human sacrifices; (Comp. Grote, Hist. of Greece, vol. iv. pp. 1-10, and. the authorities quoted there; to which may be added, Wilkinson, Dalmatia and Montenegro, vol. i. pp. 38-42; J. F. Neigebaur, Die Sudslaven, Leipzig, 1851; Niebuhr, Lect. on Ethnog. and Geog. vol. i. pp. 297-314; Smyth, The Mediterranean, pp. 40-45 ; Hahn, Albanesische Studien, Wien, 1854.)

    Miguel Martinez

  24. kelebek says:

    Sulle origini degli albanesi, ci sono varie teorie; alcune puntano a nord (Illyria) altre a est (Tracia).

    E’ ovvio che da qualcuno discendono, e le origini albanesi costituiscono un enigma affascinante.

    Semplicemente, non credo che sia molto utile sparare certezze in merito.

    La linguistica ci porta in un vicolo cieco, perché l’albanese costituisce una famiglia indoeuropea a sé; e non avendo parenti noti, non si può dire con chi sia imparentata.

    Non so cosa dicono gli studi genetici, sarebbe interessante saperne qualcosa.

    D’altra parte, è anche interessante l’origine dei cosiddetti serbi di Bosnia, che par che siano invece discendenti di popolazioni di lingua latina e religione ortodossa, come i Vlax, lentamente slavizzati nella lingua, ma che sono diventati “serbi” solo con i nazionalismi ottocenteschi.

    Miguel Martinez

  25. mariak says:

    dato che senza dubbio te ne intendi più di noi, lo chiedo a te: come vorrebbero vivere gli zingari?

    maria

    zeta probabilmente come vivono adesso ma senza essere oggetto di odio e paura o di leggende metropolitane.

    Ma non lo so eh, anch’io me ne intendo poco, Gli zingari sono un popolo misterioso, sfuggente e inassimilabile, e forse proprio per questo facile leva per far affiorare pericoli che in realtà non esistono ,e paure e insicurezze che ne nascondono altre.

  26. kelebek says:

    Sulle origini albanesi, c’è un’apposita voce su Wikipedia che mi sembra abbastanza seria:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Origin_of_Albanians

    Miguel Martinez

  27. PinoMamet says:

    Non ci saranno prove conclusive

    ma mi viene più facile credere che gli albanesi discendano dagli Illiri piuttosto che no.

    Leggendo il link a Wikipedia, se ho capito bene, risulta: che gli antenati degli albanesi vivevano in una zona abitata dagli Illiri (e anche da altri, forse parenti degli Illiri e forse no); che qualche parola, delle scarse rimaste della lingua illirica, è collegabile all’albanese; che una tribù di Illiri era chiamata Albanoi (che non è il nome con cui gli albanesi chiamano se stessi, è vero, ma un nome che è stato indiscutibilmente applicato a loro- il che non è certo una prova conclusiva come dimostrano tanti altri casi di nomi applicati ad minchiam, ma è sempre meglio di niente); che potrebbero discendere anche dai Daci o Traci, però la formazione dei nomi delle città di questi seguono regole che la linguistica albanese attuale non accetta.

    Mi viene da credere che discendono veramente dagli Illiri, magari da qualche ramo laterale e isolato, e che perciò, a differenza di tutte le altre popolazioni balcaniche, ha mantenuto la sua lingua.

    Mi sembra meno faticoso credere alla discendenza dagli Illiri che il contrario, ecco.

    Ciao!!

  28. RitvanShehi says:

    >Sulle origini albanesi, c’è un’apposita voce su Wikipedia che mi sembra abbastanza seria..MM< Sì. Abbastanza. Manca, però, la ricostruzione etimologica del termine “shqiptar” con cui da alcuni secoli gli albanesi chiamano sé stessi.
    Scrive Wiki: “The word Shqiptar, by which Albanians today refer to themselves since the Ottoman times, was recorded for the first time in the 14th century, and it appears to have been a family name (Schipudar, Scapuder, Schepuder) in the city of Drivast.

    Il termine “shqiptar” deriva da “shqipe”, ovvero “aquila”. Quella bicefala che campeggiava nella bandiera e nello stemma dell’eroe nazionale Gjergj Kastrioti detto Skanderbeg. Dal XV secolo in poi gli albanesi abbandonarono progressivamente il loro antico nome “arber” (derivante dalla città di Albanoi) per dichiararsi “shqiptar”, ovvero “seguaci dell’aquila (di Skanderbeg)”.

    Così è, se vi pare:-) e Sacra Wiki permettendo:-)….

  29. RitvanShehi says:

    —-dato che senza dubbio te ne intendi più di noi, lo chiedo a te: come vorrebbero vivere gli zingari? Z.—–

    >maria

    zeta probabilmente come vivono adesso ma senza essere oggetto di odio e paura o di leggende metropolitane.< Ehmmmm….inzomma, la versione zingaresca della “botte piena e moglie ubriaca”:-)

  30. RitvanShehi says:

    >Non ci saranno prove conclusive. PinoMamet< Di conclusivo in questo porco mondo ci sono solo la morte e le tasse:-). >ma mi viene più facile credere che gli albanesi discendano dagli Illiri piuttosto che no.< Facile: perché non ti viene niente in tasca a contestare l’autoctonia degli albanesi in quelle lande o fare un dispettuccio a quei bieki seguaci di Bush:-) >Leggendo il link a Wikipedia, se ho capito bene, risulta: che gli antenati degli albanesi vivevano in una zona abitata dagli Illiri (e anche da altri, forse parenti degli Illiri e forse no);< Sì, ma poi Miguel ci dice che gli Illiri evaporarono misteriosamente:-). >che qualche parola, delle scarse rimaste della lingua illirica, è collegabile all’albanese;< Beh, oddio, per la verità l’albanese di oggi non spiega solo certa roba illirica, bensì anche alcune cose greche: ricordati di Afrodita, fratello!:-) >che una tribù di Illiri era chiamata Albanoi (che non è il nome con cui gli albanesi chiamano se stessi, è vero, ma un nome che è stato indiscutibilmente applicato a loro- il che non è certo una prova conclusiva come dimostrano tanti altri casi di nomi applicati ad minchiam, ma è sempre meglio di niente);< No, guarda, già nell’alto medioevo gli albanesi chiamavano sé stessi “arber/arben”, una lampante “corruzione” del nome della città e della gens (io preferisco non usare il termine “tribù”:-) ) summenzionate.
    >che potrebbero discendere anche dai Daci o Traci,< Ma certo, sono arrivati dalla Dacia (a quel tempo romanizzata al 100%) o dalla Tracia, nascondendo così bene le tracce delle loro carovane ai perfidi cronisti impiccioni bizantini che non si facevano mai i cazzi propri:-) e poi, una volta arrivati sulle rive dell’Adriatico dissero:”Mah, quasi quasi ci cambiamo il nome, così, per non farci riconoscere:-), d’ora in poi non più Daci/Traci: ci chiameremo A(l)rban, un nome che suona bene all’orecchio”:-). >Mi viene da credere che discendono veramente dagli Illiri, magari da qualche ramo laterale e isolato, e che perciò, a differenza di tutte le altre popolazioni balcaniche, ha mantenuto la sua lingua.Mi sembra meno faticoso credere alla discendenza dagli Illiri che il contrario, ecco. < E’ la ricostruzione più logica, non c’è alcun dubbio. Ma accettarla significherebbe dare agli albanesi una patente di “anzianità” e autoctonia in quei luoghi che pochi – per i più disparati motivi – sono disposti a concedere. E per questo si arrampicano allegramente sugli specchi, altro che fatica:-) Ciao

  31. RitvanShehi says:

    >Premesso che mi sono espresso a favore e non contro i sacrifici umani (che accomunano i miei avi messicani con quelli celtici), pesco a caso:

    http://www.geocities.com/protoillyrian/ila_varta.html MM< Premesso che il bieko Yahoo non vuol saperne di aprirmi il link Premesso che i sacrifici umani in funzione religiosa pagana nell’antichità non sono esclusiva dei tuoi antenati aztechi e celti ma un po’ di tutti i popoli (fatti un giretto qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Human_sacrifice).

    Premesso tutto questo, (e premesso che – se non l’hai capito – il sottoscritto non ha la sveglia al collo e l’anello al naso) il tuo “illuminante” paragrafo (oh, con tanto di paraculata bibliografica di Illustrissimi Studiosi, ci mancherebbe altro) scelto con tanta cura sugli “Illiri che facevano sacrifici umani” lo potevi tranquilllamente sostituire, chessò, con uno così concepito:

    “Dunque, ci sono gli Illiri, un popolo che mi sta simpatico perché era dedito a magna’, a beve’ e poi a caga’ e a piscia’, proprio come noialtri messicani”:-). E ti saresti pure risparmiato la fatica di andare a scovare i papiri bibliografici paraculi che sparano cazzate, visto che – a quel che mi risulta – non ci sono prove che dimostrino quanto sparacazzato dagli Illustrissimi di cui sopra. O almeno tali prove ci sono nella stessa misura di quelle a favore della teoria della Zingara Rapitrice Di Bambini:-)

  32. RitvanShehi says:

    Ah, Miguel, dimenticavo, te lo dò io un motivo per cui un antimperialista par tuo dovrebbe voler bene agli Illiri. Anche se roberto mi azzannerà al collo:-), per la quinta volta ti dico che gli Illiri erano uno dei rari popoli antichi che non praticavano la bieka mercificazione similkapitalista:-) della persona umana, ovvero la schiavitù, con mercati di schiavi annessi e connessi.

    Che poi, di tanto in tanto, sgozzassero qualche vergine nel tempio di Diana cacciatrice come un Agamennone qualsiasi, lo trovo plausibile. Ma ricordati che io ho detto che erano accaniti sostenitori della LIBERTA’, mica della VITA FINO ALLA SUA CONCLUSIONE NATURALE: altrimenti sarebbero stati cattolici, no?:-)

  33. PinoMamet says:

    “Già nell’alto medioevo gli albanesi chiamavano sé stessi “arber/arben”, una lampante “corruzione” del nome della città e della gens (io preferisco non usare il termine “tribù”:-) ) summenzionate.

    Rtivan Shehi”

    Hai ragione, dimenticavo che il termine è rimasto quasi uguale come denominazione etnica tra gli albanesi d’Italia (Arbereshe) e di Grecia (Arvaniti).

    Un altro argomento a favore dell’identificazione tra Albanesi e Albanoi/Illiri: è vero che molti nomi di popoli sono stati applicati un po’ a caso; ma quasi sempre quei popoli sono stati chiamati così da altri, mentre, nella loro lingua, hanno mantenuto la loro denominazione originale

    (di solito una versione di “noialtri” o “la gente normale” o “quelli vestiti come si deve, no come quell’altri là!” :-) )

    Se gli Albanesi non avessero un legame con gli antichi Albanoi (ramo, gens o stipre degli Illiri) sarebbe uno dei pochi casi contrari, almeno credo.

    Di nuovo, più facile “occamisticamente”, credere che discendano dagli Illiri.

    Ciao!!

  34. RitvanShehi says:

    x PinoMamet

    Pienamente d’accordo col tuo #33.

    Ciao

  35. utente anonimo says:

    MM,

    – Comunque per penitenza, mi sa che ci farò un post per elaborare meglio il concetto. —

    Lo attendo con interesse :-)

    Z.

  36. RitvanShehi says:

    >lasciando da parte ogni discussione sugli illiri, a me gli albanesi non sono simpatici per quello che erano duemila anni fa, ma per quello che sono ora. roberto< Caro robby, la discussione sulle origini, usi e costumi degli albanesi prima della dittatura di Hoxha ecc., non la faccio per quelli come te a cui gli albanesi DI OGGI sono simpatici, bensì per quegli altri a cui – per diversi motivi e a volte parzialmente a ragione e a volte a torto – stanno antipatici. E anche per ristabilire un po’ di verità sul passato, che anche se non dovesse servire a fini pragmatici è sempre una buona cosa, rispetto alla menzogna.

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