Sette anni e mezzo di carcere per un sogno

Dunque, sette anni e mezzo di carcere per un sogno.

La fonte – l'Associazione Italiana Psichiatri – sembra autorevole; e l'articolo ha un aspetto serio, poi non si sa mai. Quei criminali che sono i titolisti avevano raccontato la stessa storia in ben altro modo: "L'incubo inchioda lo stupratore", aveva ululato lo scribacchino delinquente di turno su La Stampa (ma qualcuno ha mai visto dal vivo un titolista, o si nascondono sempre sotto i sassi prima di colpire?).

Certo, prima di gridare troppo allo scandalo, presumo che si tratti della sentenza di un magistrato, e i magistrati sono tanti.

Ciò che è affascinante è il tentativo molto americano di dare un valore empirico, traducibile in anni di carcere, alle libere associazioni della psiche umana. In tempi in cui gli italiani andavano a fare ginnastica fascista, mio nonno statunitense, dopo un incidente in macchina, ricevette dall'assicurazione un certo numero di sedute pagate di psicoterapia freudiana per rimettersi in sesto. Proprio come la sua auto, invece, veniva curata dal meccanico.

La terapia che in questo caso avrebbe fatto emergere il sogno e quindi il delitto, si chiama immaginazione distensiva.

Inventata da Piero Parietti, mi sembra che sia sostanzialmente un gioco del "rilàssati e dimmi cosa vedi", diffuso negli ambienti post-junghiani [1] vicini alla rivista Riza Psicosomatica, di cui Parietti è condirettore. Leggevo Riza anni fa, ma pare che l'altro condirettore, Raffaele Morelli, l'abbia portata ormai a livelli abissali, tra allegati con pensierini New Age e comparse al Costanzo Show.

"Se pensate che stia scherzando, forse non avete visto la pubblicità della nuova (?) rivista diretta da Raffaele Morelli. Non pago di aver soppiantato perfino Crepet nella rappresentazione dello psicologo da salotto televisivo, quello che ti dice cose che ti potrebbe dire anche tua nonna facendole cadere dall’alto di una laurea, Morelli ora dirige la rivista di cui sopra. Ad informarci di questa sua nuova impresa è un promo che è poco definire ridicolo, se non addirittura offensivo: una graziosa venti-trentenne frigna al telefono che l’uomo non la considera e lei si sente una nullità. Stacco, e la stessa venti-trentenne sorridente annuncia al mondo che ha detto addio alla depressione – alla depressione, sì – grazie a Riza, il nuovo periodico diretto da Raffaele Morelli."

La legittima "tecnica di rilassamento" – come la chiamano i suoi stessi promotori – chiamata  immaginazione distensiva si innesta qui su qualcosa di molto discutibile: la caccia ai presunti ricordi rimossi. Che non è detto che riguardino solo questa vita: una mia amica si occupa, criticamente, di quei terapeuti (molto più numerosi di quanto si possa pensare) che fanno "ricordare" anche le esperienze vissute in presunte incarnazioni passate. E che sono chiare quanto le esperienze attribuite alla vita presente.

Una volta ho dovuto insegnare inglese a un imprenditore siciliano che voleva recarsi a Clearwater in Florida, per sapere tutto sulle proprie vite passate in un costoso corso di Scientology. E forse avrete letto del curioso caso del corso semiobbligatorio per disoccupati, condotto dal comune di Maastricht e basato sulla terapia della reincarnazione.

Come nel caso delle false molestie ai bambini di Rignano Flaminio, di cui ho parlato qui e qui, siamo di fronte a un caso altamente probabile di falso ricordo.  Falsi ricordi facilmente innestati, in condizioni di estrema passività, dalle suggestioni di terapeuti che spesso credono di avere già capito la verità. E magari, come in questo caso, usano uno dei trucchi più discutibili di Freud, l'associazione ardita tra parole.

Il problema sociale però è che il falso ricordo si innesta perfettamente nel clima in cui viviamo: una sorta di vittimismo diffuso, pronto in ogni istante a trasformarsi in linciaggio. Chiedetelo alle madri Rom.

In questo caso, possiamo anche assistere a uno scontro diretto tra due forme di clero: il sacerdozio rigido e istituzionale della Chiesa declinante, contro i liberi imprenditori, tra di loro concorrenti, che detengono i segreti dell'intimità del Ceto Medio Globalizzato.

Curioso. Stanotte ho sognato che una persona che conosco aveva fatto sopprimere un cane cui ero affezionato. A voi scatenarvi in psicanalismi da bar, ma quel cane lì non è mai esistito.


Pubblicato su Associazione Italiana Psichiatri (http://www.aipsimed.org)

 I sogni entrano in tribunale e diventano prove, Prete condannato
Di Webmaster
Creato il 06/19/2008 – 22:47

BOLZANO. Il caso don Carli si guadagna l’attenzione dei media nazionali. Del sacerdote bolzanino assolto in primo grado e condannato in appello per lo stupro ripetuto di una parrocchiana bambina si sono occupati ieri la trasmissione «Ombre sul giallo» della Rai ed il quotidiano «La Stampa». Cosa fa clamore? Semplicemente la decisione della corte d’appello di Bolzano di ritenere fonte di prova un sogno.

Come noto il sacerdote si è sempre dichiarato estraneo ad ogni accusa e la condanna in appello è giunta a conclusione di un processo altamente indiziario privo di riscontri oggettivi esterni in relazione agli episodi di violenza contestati. In realtà i giudici di secondo grado sono giunti a conclusioni diametralmente opposte rispetto a quelle del tribunale perchè hanno ritenuto credibile il racconto della presunta parte lesa basato su ricordi riemersi a distanza di anni dopo un lungo periodo di psicoanalisi. Fu l’interpretazione data dagli psicologi ad un sogno della ragazza ad avviare il procedimento e a portare sul banco degli imputati son Giorgio Carli. E’ quanto ieri hanno sottolineato anche i media nazionali. Cosa sognò la presunta parte lesa? Di essere violentata da marocchini in un bar di nome San Giorgio. Gli psicologi non diedero peso all’elemento «marocchini» e all’elemento «bar» ma agli elementi «San» e «Giorgio».

E dato che la ragazza da bambina aveva frequentato la parrocchia di San Pio X ed era seguita nelle attività giovanili parrocchiane da don Giorgio si arrivò a «decifrare» il sogno come un atto di accusa nei confronti del sacerdote.

A quel punto la ragazza iniziò a ricordare in maniera sempre più nitida sino a conclamare l’atto di accusa nei confronti del prete. Quest’ultimo (con gli avvocati Alberto Valenti e Flavio Moccia) si è sempre difeso sostenendo semplicemente che i fatti in questione non sarebbero mai avvenuti. L’assoluzione di primo grado venne motivata dai giudici affermando che la ragazza sarebbe stata soggettivamente attendibile ma non oggettivamente credibile. In altre parole la ragazza sarebbe stata convinta di dire la verità ma gli elementi di riscontro esterni si sarebbero dimostrati insufficienti a sostenere il teorema accusatorio della Procura. In appello invece i giudici hanno ritenuto la ragazza comunque credibile. Si dovrà attendere metà luglio per conoscerne le motivazioni. Poi il caso finirà al vaglio della Cassazione. Nel frattempo è stato confermato che don Giorgio (che ha lasciato per un periodo indefinitivo la parrocchia di via Gutenberg) sta svolgendo regolare attività parrocchiale giovanile in un’altra zona dell’Alto Adige. (Fonte: L'Adige)

La ragazza s’è fatta 350 sedute di psicanalisi, una particolare psicanalisi che non è freudiana né junghiana, ha discusso con l’analista e ha portato in tribunale numerosi sogni, ma ce n’è uno in particolare, in cui lei sogna violenze di marocchini in un bar che si chiama San Giorgio: nome allarmante, perché le violenze che lei denuncia sarebbero avvenute in una parrocchia che si chiama San Pio X, e il prete che le avrebbe compiute si chiama don Giorgio.

Questo sogno è sembrato determinante. Ma se fosse determinante, sarebbe il primo caso in cui un colpevole risulterebbe «incastrato da un sogno» (o, peggio, da una fantasia). E’ qui la rivoluzione. Nell’attribuire al mondo dei sogni la funzione di garanzia sul mondo reale, tanto forte da reggere una condanna pesante. In primo grado infatti (20 febbraio 2006) il prete fu assolto, ma in secondo grado (16 aprile 2008) fu condannato a 7 anni e mezzo. L’assoluzione in primo grado dipese da alcuni punti deboli dell’accusa, che il prete aveva fatto notare: se la ragazza mi avesse visto spogliato, osservò, saprebbe che sul mio corpo c’è un segno particolare (la circoncisione). Il secondo grado di giudizio fu deciso riesaminando lo stesso materiale probatorio discusso in primo grado, ma stavolta con un altro orientamento, più disposto a riconoscere una vicinanza tra sogno e realtà, tra materiale onirico e prove a carico.

Adesso si pronuncerà la Cassazione. La Cassazione è attesa a un passo storico. Quel che deciderà lascerà una traccia nella storia del diritto e nella storia della psicanalisi. Perché dovrà pronunciarsi sull’utilizzabilità del sogno in tribunale, il suo rapporto col vissuto, il grado in cui il sogno deforma o conferma la realtà, e le possibilità che la memoria, perduta per una serie di traumi, possa venir ricostruita con particolari tecniche psicanalitiche. La ragazza infatti non è andata in un’analisi freudiana o junghiana, ma s’è sottoposta a un metodo che si chiama «distensione immaginativa», che non è molto lontano dall’ipnosi. Questo metodo dovrebbe permettere alla memoria di allargarsi fino a rioccupare il terreno dal quale s’era ritirata.

Gli psicanalisti dicono che non è la biografia o la storia che genera nevrosi, ma la nevrosi che genera biografia e storia. Perciò i sogni e le fantasie si usano in analisi, non nelle aule giudiziarie. Se i sogni di coloro che vanno in analisi fossero prove a carico, non basterebbero tutte le prigioni ad accogliere i loro famigliari e amici e conoscenti. Quando leggiamo che un imputato è «incastrato dal dna, o da una scheda telefonica, o da una impronta», ci sentiamo sollevati; ma adesso leggiamo che un imputato è «incastrato da un sogno» o «da una fantasia indotta», e francamente ci sentiamo allarmati.

Nota di Kelebek:

[1] I "post-jughiani" in questione stanno a Jung come Walter Veltroni sta a Karl Marx. Infatti, qui non si vuole fare alcuna critica della psicanalisi – cosa che sarebbe molto al di sopra delle nostre possibilità – ma semplicemente dell'uso sociale, economico e politico di molte terapie.

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23 Responses to Sette anni e mezzo di carcere per un sogno

  1. controlL says:

    La cosa è folle. Ma la follia è autorevole quando viene dalle “istituzioni”. Il tono cauto del comunicato degli psicologi rende benissimo l’atteggiamento di soggezione istituzionale cui soggiacciono. Quella sentenza non attribuisce affatto ai sogni la funzione di garanzia del mondo reale, come sostiene questo psicologo, ma aumenta a se stessa il potere di decisione che la sua opinione sia garanzia di realtà. Costoro che neppure si rendono conto di quanto sia succubi d’un meccanismo sociale come possano pretendere d’avere le chiavi per penetrare nell’”insondabile”, come amano dire, animo/a umano, è un mistero. Miserabile mistero laico, invece dei mirabili misteri religiosi.

    E veniamo al titolista e all’uso appiattito della lingua. Anche qui la cosa è ironica. Si pretende di avere il modo di districarsi nella profondità del simbolo, e poi s’usa una lingua di cui non si ha idea che è ambigua nelle sue molteplici significazioni, tanto s’è abituati ad appiattire le sue espressioni in qualche logoro luogo comune. Qui “inchiodare” nell’accezione giornalistica di “convincere colpevole” qualcuno. Dò io un altro legittimo significato, data l’ambiguità dell’espressione, se ci si pensa invece d’appiattirla, alla frase del titolista: l’incubo “mette in croce” lo stupratore. In quest’accezione, il titolo rende molto meglio il senso di quella notizia. Ma a quanti sarà venuta in mente questa possibilità di significazione? Venendo al sostantivo concreto, ovviamente che quello “stupratore” sia reale è garantito nientemeno che dalla sentenza d’un tribunale. Inutile sprecare inchiostro per attenuare la trionfale certezza di quell’assoluto sostantivo con l’aggiunta d’aggettivi limitanti come “supposto” o presunto”.

    In ben altro modo usano i sogni gli artisti da associazioni tribunalizie, giornalistiche o psicologiche: fabrizio de andré, la canzone del padre: http://it.youtube.com/watch?v=w75KaCK9MQo

    p

  2. kelebek says:

    Per p n. 1

    Ottima riflessione, come sempre. E’ interessante come la stessa vicenda possa dare luogo a riflessioni molto diverse.

    Quello che probabilmente notavo di più io è questo strano mondo, che potremmo chiamare quello della cultura del Ceto Medio Globalizzato, che accanto a residui cristiani, sviluppa una sorta di pensiero-consumo individualista e laico.

    Dove si mescolano inestricabilmente il sessantottismo non marxista, quella cultura che si incarna nel Partito Radicale, suggestioni teosofiche, corsi di management, psicoterapie, para-sciamani e altri elementi.

    Proprio perché è una cultura, non ha coscienza di sé come ideologia: i suoi contorni sono sfuggenti, è del tutto trasversale alla “destra” e alla “sinistra” e costituisce una vera e propria forma mentis che si accompagna al narcisismo consumista.

    Tra Massimo Fagioli e i finti templari, non c’è un confine definito.

    Antonio Meneghetti, di cui abbiamo parlato prima su questo blog, è stato sempre vicino ad ambienti di sinistra, per poi scoprire la convenienza di un’alleanza con Forza Italia.

    Miguel Martinez

  3. kelebek says:

    In almeno alcuni casi, la False Memory Syndrome implica un chiaro beneficio economico per il terapeuta.

    Pare infatti che capiti spesso ai genitori di figli adulti in terapia, di ricevere improvvisamente una lettera da uno studio di avvocati che chiede – per evitare una causa per abusi scoperti durante la terapia – che i genitori paghino le terapie passate e anche future a vita.

    Sul sito della False Memory Syndrome Foundation si legge

    http://www.fmsfonline.org/fmsffaq.html#Youngsters



    Some families received letters from lawyers which in their similarity read like form letters. An abridged example follows:

    This law firm represents your daughter who has consulted me regarding the effects she is suffering from severe childhood trauma resulting from the abuse inflicted by you. The trauma described is unspeakable… Your daughter has authorized me to make the following demand letter for settlement:

    1. You assume responsibility for your daughter’s medical and therapeutic expenses for the rest of her life.

    2. You reimburse your daughter for therapy expenses she has already incurred.

    3. Payment to compensate for her pain and suffering.

    4. A life insurance policy with your daughter as beneficiary.

    If I do not hear from you in 10 days, your daughter will be requesting substantially higher sums and attorneys fees. As a lawyer I have dealt with many of these cases, and the facts related to a jury will warrant the imposition of substantial punitive and compensatory damages.

  4. RitvanShehi says:

    Miguel, tu, da fine analista delle schifezze kapitalistike:-), credi che la nota “campagna pubblicitaria” planetaria sui preti pedofili abbia influenzato i giudici d’appello più delle fantasie oniriche della ragazzuola?

    Io scommetto la solita cena:-) con Z. che la Kassazione kasserà la kastroneggante sentenza d’appello. Almeno spero:-)

  5. kelebek says:

    Per Ritvan n. 4

    1) E’ senz’altro possibile che i giudici si siano lasciati influenzare dall’atmosfera mediatica (almeno fuori dall’Italia).

    2) Le fantasie oniriche erano certamente nella testa della ragazza, ma solo dopo che il terapeuta ce le ha messe. Il vero delinquente è lui (o lei).

    3) Non so se la Cassazione casserà… dipende se la sentenza, oltre a fare schifo, ha qualche irregolarità.

    Miguel Martinez

  6. RitvanShehi says:

    >Le fantasie oniriche erano certamente nella testa della ragazza, ma solo dopo che il terapeuta ce le ha messe. Il vero delinquente è lui (o lei). Miguel Martinez< Questo non si può provare. Mi sa che stai eccedendo nell’altro senso:-). >Non so se la Cassazione casserà… dipende se la sentenza, oltre a fare schifo, ha qualche irregolarità.< Irregolarità??!! Ma quale irregolarità più fantasmagorica vuoi, oltre a quella di condannare un uomo in base a un sogno e nemmeno un sogno “vero” (come p.es. se la donzelletta avesse “sognato” di essere stata spupazzata proprio dal prete in questione) ma un sogno “interpretato” più o meno con gli stessi criteri “scientifici” usati dalla smorfia napoletana per azzeccare i numeri del lotto?:-)
    Suvvia, siamo seri, se anche la Kassazione ci kaska:-) allora ha proprio ragione il Berluska:-) sulla giustizia italica….

  7. utente anonimo says:

    La False Memory Syndrome Foundation è legata a Scientology!!!

    Qualcuno pensi ai bambini! Voi credete agli stupratori o ai bambini?!?!

  8. kelebek says:

    Per n. 7

    Gli interventi ragionati, documentati e firmati (anche con uno pseudonimo qualunque) vanno benissimo, anche quando affermano punti di vista lontani dai miei.

    Qui manca praticamente tutto, invece…

    Nel consiglio della FMSF ci sono quelli che Scientology ritiene i propri peggiori nemici: Elizabeth Loftus, Richard Ofshe; James Randi; Margaret T. Singer; Louis Jolyon West.

    Inoltre, qui non si tratta di credere né a un bambino né a uno stupratore, per due motivi.

    Primo, non sappiamo se si tratta di uno stupratore.

    Secondo, non abbiamo un bambino che accusa, bensì una signora ormai adulta che a un certo punto “ricorda” di essere stata abusata, dietro pressione di un terapeuta: un “ricordo” che semplicemente prima non esisteva.

    Se hai cose più precise da commentare, sei benvenuto.

    Miguel Martinez

  9. controlL says:

    Che questione profonda poni nro 7. Degna di quella del fine pensatore marzullo: la vita è un sogno, o i sogni aiutano a finire in carcere?p

  10. RitvanShehi says:

    >Qualcuno pensi ai bambini! Voi credete agli stupratori o ai bambini?!?! anonimo< E tu credi di vincere al Superenalotto “interpretando” i tuoi sogni in base alla Molto Onorevole Smorfia Napoletana? Allora, io, mettendo di tasca mia un 4 davanti al numero del tuo commento, posso dire che sei “47-morto che parla”?:-)

  11. utente anonimo says:

    Leggo su #1 del tono cauto del comunicato degli psicologi: posso chiedere dov’è?

    Da qui non mi funziona il motore di ricerca interno del sito del consiglio nazionale, via google non trovo molto

    Siamo messi male però. Butto ‘sti 450 euro o quanti sono per l’esame di stato e fuggo all’estero :)

    dorian

  12. utente anonimo says:

    OT: torno ora da Parma dal Congresso dell’UPCI, segnalo il Rapporto URISPES sul processo penale (27 tribunali campione, 13000 procedimenti monitorati, 600 osservatori VOLONTARI): ” La verità che mancava sul funzionamento del processo penale in Italia”.

    ciao e buon weekend a tutti

    F.L.

  13. utente anonimo says:

    No comment. Per fortuna che ormai l’Italia mi serve solo per il passaporto!!!

  14. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Miguel, tu, da fine analista delle schifezze kapitalistike:-), credi che la nota “campagna pubblicitaria” planetaria sui preti pedofili abbia influenzato i giudici d’appello più delle fantasie oniriche della ragazzuola? —

    Non so come sia il clima all’estero – né sotto il profilo della “campagna” di cui parli né sotto il profilo degli stupri inesistenti. Per quanto riguarda la mia esperienza, posso assicurarti che le denunce per stupri immaginari sono molto più comuni di quanto il profano* non creda.

    Ora, sarà che a pensar male quel tizio curvo sta in parlamento dal 1948, ma io tendo a credere che all’estero funzioni più o meno come in Italia :-)

    Z.

    PS: La parola profano dev’essere pronunciata con labbra incurvate, voce nasale e sguardo di sufficienza, onde comunicare un senso di sufficienza e disprezzo :-)

  15. utente anonimo says:

    Miguel,

    due osservazioni.

    La prima: stupisce che si tratti di un ricordo molto risalente. Il termine per la querela per i delitti contro la libertà sessuale è di sei mesi; il reato prescrive in dieci anni.

    La seconda: alla Cassazione basta verificare (laddove vi sia) il vizio logico della sentenza di appello per cassare. Non è necessario che siano rilevate irregolarità nella procedura in senso stretto.

    Z.

    PS: Ritvan, lasciamo stare le scommesse :-) Preferisco altri giochi, e oltre tutto te ormai mi devi tante di quelle cene che se dovessi esigerle davvero mi riporterebbero a casa col carro attrezzi :-)

  16. utente anonimo says:

    E’ però anche vero che, se la denunciante aveva meno di quattordici anni o se hanno appoggiato al prete l’aggravante dell’affidamento ai fini di tutela e istruzione, allora si procede d’uffiZio (e il reato prescrive in dodici anni).

    Z.

  17. utente anonimo says:

    @ Z., 23:50, 27 settembre, 2008.

    Incidentalmente, sembra che quel tizio “curvo” (o gobbo) sia stato in Parlamento (allora Assemblea Costituente) dal 1946, non dal 1948 … :)!

    Ceffo.

  18. Asno says:

    Eccezionale Ritvan.

    I tuoi commenti rispondono ai numeri 4, 6 e 10. Sommati, fanno venti. Se, di mio, ci metto il 9, che cosa otteniamo?

    Scherzo, ma hanno fatto la stessa fine, ‘o Pate d’e criature, il santo Padre e il Padreterno, cioè valere quanto ‘o vintinove stesso. L’abbiamo voluto noi, peraltro, sicché è giusto che ora qualche effettivo 29 si comporti da padreterno.

  19. Ritvanarium says:

    L’ “OniroReato” mi sa che manco Orwell l’ aveva concepito … Agghiacciante !

    [Forse manco a un megalomane paranoico come Enver Hoxha era mai venuto in mente … Forse !!!]

    Vera o falsa che sia l’ imputazione, è il principio !!!

    by DavidRitvanarium

  20. PinoMamet says:

    Quindi, a breve, avremo condanne per reati commessi nella vita precedente.

    Perché no? L’attendibilità sarebbe la stessa.

    Ciao! :-)

  21. RitvanShehi says:

    >alla Cassazione basta verificare (laddove vi sia) il vizio logico della sentenza di appello per cassare. Non è necessario che siano rilevate irregolarità nella procedura in senso stretto. Z.< Appunto. E io che dicevo? Più “vizio logico” di un’interpretazione onirica a mo’ di smorfia napoletana dove lo trovi? >PS: Ritvan, lasciamo stare le scommesse :-)< Beh, in questo caso mi pare la pensiamo allo steso modo, pertanto la scommessa mi pare inutile, no? >Preferisco altri giochi, e oltre tutto te ormai mi devi tante di quelle cene che se dovessi esigerle davvero mi riporterebbero a casa col carro attrezzi :-)< Non ti sembra di esagerare nell’autocompiacimento?

  22. utente anonimo says:

    Ritvan,

    ma infatti rispondevo a Miguel. Insomma, ti stavo dando ragione :-)

    Z.

    p.s.: e via che si scherza, dai :D

  23. Ma non vorrete mettere la psicanalisi post-pseudo-quasi junghiana con una scienza seria come la smorfia napoletana??!!!

    Ecco qua

    la piccerella = 2

    san giorgio non c’è ma va bene pure s. antonio = 13

    il bar non c’è, allora prendiamo il caffè = 42

    al posto degli stupratori marocchini c’è ‘o mariuolo = 79

    Ma penso che se la ragazza invece che un prete avesse accusato un banchiere non le avrebbe creduto nessuno …. tutti sanno che a stuprare le ragazze sono i marocchini e i romeni e a stuprare i bambini sono i preti e le maestre. Non ci possiamo sbagliare.

    ciao

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