La Religione Americana

Leggo sul blog di Freddy Nietzsche un brano di un sermone tenuto in una chiesa dell’Assemblea di Dio negli Stati Uniti, nel 2005. Nulla di eccezionale, se non che tra il pubblico c’era la (forse) futura vicepresidente degli Stati Uniti, Sarah Palin.

 

Dice, tra l’altro, il predicatore:

"L’altro posto dove Dio ci vuole, dove vuole che penetriamo nella nostra società, è l’area economica. La Bibbia dice che la ricchezza dei malvagi è messa da parte per i giusti. È il momento di avere businessman di primo piano cristiani, banchieri, che siano uomini e donne con un’integrità morale, a capo dell’economia di questo paese. È quello che stiamo aspettando. È un elemento chiave della trasformazione. Prendete i – sapete – prendete gli Israeliti, è così che fanno. Ed è così che sono, anche oggi."

In realtà il predicatore dice molte altre cose interessanti, ma mi fermo qui.

Mi sembra (ma potrei sbagliare) che il blogger citi questo discorso, per accusare Sarah Palin – che evidentemente condivideva il discorso del predicatore – di antisemitismo.

Non conosco il blogger (da quel poco che ho visto, mi sembra una persona simpatica) e quindi non ho assolutamente alcuna intenzione polemica verso di lui; però mi piace approfondire questa questione, perché mi pare che in Italia manchino spesso i presupposti per capirla.

Tra parentesi, dal discorso che fa, si direbbe che il predicatore appartenga al filone postmillenarista (come i Clinton, per intenderci) e non a quello più pittoresco ed estremista dei premillenaristi (come Jerry Falwell).

Ora, dire che "gli ebrei" collettivamente facciano i soldi è sicuramente un errore fattuale. Lui lo dice, e quindi dice una balla.

Ma è una dichiarazione di ostilità? In Europa, con le sue tradizioni cattoliche e socialiste, probabilmente sì. Però non si possono assolutamente attribuire presupposti analoghi alla religiosità statunitense, come si è sviluppata nelle quattro ondate successive del puritanesimo, del Great Revival, del pentecostalismo e della telepredicazione di massa.

Qui parliamo della forma principale dell’evangelism americano, e non di qualche strana forma di estremismo. Non esiste un ufficio centrale cui rivolgersi per sapere quanti siano gli evangelici; ma nei sondaggi di opinione, il 40% della popolazione risponde, regolarmente attraverso i decenni, in maniera evangelica ad alcune domande ("credi letteralmente alla Bibbia?" "l’insegnamento dell’evoluzione va bandito dalle scuole?" "hai avuto un’esperienza personale di Gesù?" ad esempio).

L’importante è toglierci dalla testa ogni associazione con il cattolicesimo, con la sua obbedienza istituzionale, la sua complessa teologia e la sua incessante riflessione sul dolore.

I punti fondamentali dell’evangelism sono la fede, la grazia e il Libro.

La fede significa un‘esperienza emotiva drammatica e individuale, il being born again – esaltata dalla retorica, dai canti, dai balli, dal parlare in lingue inventate – che si contrappone apertamente e programmaticamente tanto a ogni istituzione quanto a ogni spiegazione razionale: la filosofia è roba da gesuiti, professoroni tedeschi o comunisti.

La fede dà la grazia, che offre risultati concreti: una famiglia felice, successo negli affari, la vittoria militare, la salute – non è un caso che, dai tempi della Christian Science, la Next Age, i sistemi di vendita piramidale o i corsi di successo per manager, nascano tutti nel solco dell’Old American Religion. Né è un caso che l’evangelism sia l’unica forma di religiosità storica che prosperi nelle società a capitalismo avanzato. Tanto da aver lanciato nel Terzo Mondo (come si vede anche da questa predica, tenuta da Thomas Muthee del Kenya) la miracolistica Prosperity Theology.

La mancanza di fede è un peccato, e come tale viene punito da famiglie infelici, insuccesso negli affari, disastri militari e naturali e malattia.

La spiegazione di tutto ciò non può e non deve essere filosofico-riflessiva. Deve avere riscontro nei fatti, o meglio nei fatti che ci colpiscono personalmente ("la zia è guarita perché abbiamo pregato tanto") o nei fatti mediatizzati: ecco la reazione, ad esempio, per noi così sorprendente, allo tsunami di New Orleans da parte di milioni di americani – il tentativo di identificare quale peccato avesse meritato questa punizione.

Se la ricerca razionale o teologica è programmaticamente vietata, è obbligatorio invece il ricorso al Libro, al Grande Manuale. E’ facile riderne, ma il Grande Manuale, è infallibile proprio perché è democraticamente accessibile a tutti senza mediatori.

In particolare, si considerano il cosiddetto Antico Testamento e i testi apocalittici – esattamente i testi che la Chiesa cattolica pone in secondo ordine; sebbene, ad esempio, l’evangelismo statunitense preservi del Nuovo Testamento il paradiso e l’inferno così trascurati dal cattolicesimo attuale. E proprio perché l’americanismo è un andar verso, un’espansione economica e militare incessante, è forse ancora più importante il concetto del Kingdom, del Regno terreno di Gesù che durerà mille anni. D’altronde il Regno è necessario, perché il Gesù americano è un winner, al contrario di quello cattolico, dove prevalgono casomai i rimandi al mito del capro espiatorio.

Negli Stati Uniti, l’Antico Testamento viene letto come il racconto del rapporto tra un popolo eletto e Dio, in cui – secondo gli evangelici – opera sempre un meccanismo molto semplice. Il popolo, quando obbedisce, prospera economicamente e militarmente; quando smette di obbedire, viene massacrato; ma anche i popoli che eseguono il massacro, vengono puniti proprio per aver eseguito il giudizio di Dio sul popolo eletto.

Questa è una metafora: sembra che parlino degli ebrei, in realtà parlano di se stessi.

L’identificazione con Israele – il nucleo più o meno egalitario degli eletti, gli esuli nel wilderness, il diritto divino alla terra promessa, la malvagità e peccaminosità degli indigeni, la liceità del genocidio nei loro confronti, il benessere materiale come premio per la righteousness - nasce con i puritani e rimane una costante ideologica degli Stati Uniti. Identificazione che agli estremi assume due forme contrapposte ma speculari: noi americani evangelici siamo il "vero" Israele, mentre gli ebrei sono impostori (la teoria minoritaria della Christian Identity); oppure, il vero popolo eletto è da sempre quello ebraico, ma il "popolo evangelico" può in qualche modo esserne l’ancella nel Kingdom.

In mezzo, una serie di tesi oscillanti, che negli ultimi decenni tendono comunque sempre di più verso la seconda posizione, che è centrale nel cosiddetto Christian Zionism: il sostegno a Israele, per quante motivazioni più terrene possa avere, si fonda proprio su ragionamenti come quelli del predicatore e della sua fedele Sarah Palin.

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40 Responses to La Religione Americana

  1. Santaruina says:

    Analisi puntuale, su di un argomento che già in passato hai trattato con grande attenzione.

    Il cristianesimo anglosassone, ed in particolar modo quello statunitense, è una religione profondamente diversa rispetto al cristianesimo cattolico, ed ancor più rispetto a quello orientale-ortodosso.

    Tutto nasce con il ribaltamento attuato dalla riforma protestante della concezione della ricchezza: vissuta con profondi sensi di colpa dai cristiani, per i protestanti diviene prova dell’amore di Dio.

    Da questo ribaltamento nasce il “capitalismo” moderno.

    Comunque, la visione degli stati Uniti come Nuovo Israele e le convinzioni dell’Israelismo Britannico credo siano argomenti ancora troppo poco approfonditi.

    A presto

  2. kelebek says:

    Per Santaruina n. 1

    Non sopravaluterei il British-Israel movement. Quando se ne analizza la storia, si vede che è stato assai marginale negli Stati Uniti, una roba tipo esperantismo insomma.

    E i movimenti ancora più primitivi che ne hanno ripreso alcune idee fondamentali per puri motivi razzisti sono veramente roba da sfigati.

    Invece, l’identificazione tra Stati Uniti e “Nuovo Israele” è profonda e radicata. Ti potrei consigliare la lettura di qualche testo di Sacvan Bercovitch (qualcosa esiste anche in italiano, adesso non mi ricordo i titoli), che ha fatto degli studi eccezionali in materia.

    Tra l’altro, “Sacvan” è una sorta di anagramma di “Sacco e Vanzetti” :-)

    Miguel Martinez

    Miguel Martinez

  3. kelebek says:

    Vedo che il grande Sacvan ha anche un sito:

    http://people.fas.harvard.edu/~bercovit/

    Miguel Martinez

  4. Santaruina says:

    Non conoscevo Sacvan Bercovitch e i suoi studi.

    Grazie per il consiglio, inizierò dal sito che segnali.

    A presto

  5. PinoMamet says:

    Molto interessante;

    mi pare che gli afro-americani, anche, si identifichino particolarmente con l’Israele biblico

    (in certi casi fino agli estremi di considerarsi i veri discendenti delle tribù i Israele, attraverso credo l’altro grande mito afrocentrista dell’Egitto come civiltà “nera”; c’era un qualche rapper che polemizzava con i “falsi” ebrei: “I’m true hebrew and who are you?”).

    Oltretutto gli afroamericani, avendo perso quasi ogni legame con una civiltà di origine che non sia frutto di recupero o di mitizzazione, sono di fatto (come faceva notare sul suo blog un comico ebreo-americano, come al solito non chiedetemi link perché non segno queste cose) degli “iper-americani”.

    Ciao!

  6. PinoMamet says:

    Sì, a quanto ricordo diceva proprio “hebrew”; credo lo facesse in opposizione a “jew”.

    Ciao!

  7. E’ costruttivo e stimolante notare che la storia di quell’AmeriKKKa i cui politicanti ed i cui militari lottano -o dicono di lottare- da dieci anni contro il “terrorismo”, presentato come se fosse un postulato del “fanatismo” religioso, di integralismi e fanatismi religiosi di vario genere e specie è letteralmente intrisa…

  8. falecius says:

    Miguel, stai descrivendo una religiosità del rapporto diretto col Libro e dell’osservanza di precetti, orientata all’azione terrena, fideistica e teologicamente semplice; mi sembrano tutte caratteristiche che si possono ritrovare nelle forme salafite dell’Islam (suppongo che in Arabia Saudita si possa trovare la massima convergenza).

  9. utente anonimo says:

    x falecius

    mi pare che la declinazione democratica del governo giusto NEL popolo eletto, però, ci sia nell’evangelismo e non nel salafismo.

    o do un’interpretazione distorta?

    Francesco

  10. utente anonimo says:

    Qualcuno faccia leggere cose del genere a quelli di “Tempi” (Amicone and co.), che costituiscono una delle più pericolose insidie all’interno della Chiesa Cattolica (al tempo stesso protestanti e papisti).

    Saluti,

    Marco

  11. utente anonimo says:

    >> I punti fondamentali dell’evangelismo sono la fede, la grazia e il Libro

    e per noi cattolici quali sarebbero?

    >> La fede significa un’esperienza emotiva drammatica e individuale

    beh: esperienza, personale (quello che tu chiami individuale distorcendo il concetto), drammatica mi sembrano termini assolutamente cattolici. Sai, anche noi si legge nel Vangelo dei sepolcri imbiancati e degli ipocriti, mica lo si teorizza come ideale del credente.

    >> La fede dà la grazia, che offre risultati concreti: una famiglia felice, successo negli affari, la vittoria militare, la salute

    quindi stai implicando che tutti i malati non sono evangelici, idem i poveri. Come funziona questa cosa, visto chi sono gli evangelici?

    >> Negli Stati Uniti, l’Antico Testamento viene letto come il racconto del rapporto tra un popolo eletto e Dio

    posso certificare che accade lo stesso nella Chiesa Cattolica Ambrosiana, caro Miguel.

    >> L’identificazione con Israele … nasce con i puritani

    precisare meglio: di Nuovo Israele riferito alla Chiesa ho sentito parlare nelle preghiere della Messa, quindi si tratta di roba presente anche qui da noi cattolici.

    >> Christian Zionism

    E qui ti volevo! Hai qualche elemento per smentirmi se dico che il CZ è MENO dell’esperantismo come rilevanza sociale?

    Ciao

    Francesco

  12. utente anonimo says:

    Caro Francesco, a meno che tu non stia scherzando, probabilmente non sai quello che dici.

    Cari saluti,

    Marco

  13. controlL says:

    Dimentichi almeno la chiesa e la sua tradizione, francesco. Altrimenti a che serve un papa?p

  14. falecius says:

    Francesco:

    sebbene nel salafismo esista certamente un accento sulla valenza sociopolitica della fede e sulla comunità, non direi che vi si trovi la nozione di “popolo eletto”.

    Quanto alla democrazia, le posizioni dei fondamentalisti divergono.

    Tendenzialmente, direi che né i salafiti né gli evangelici ammetterebbero la sovranità popolare, in quanto non è teoricamente ammissibile che la Legge divina (data nel Testo, ed immutabile) possa essere abrogata o modificata dalla volontà del popolo.

    Per quanto ne so, le teorie salafite prevedono il “consenso”, la consultazione e l’espressione della volontà popolare, nei limiti della legge rivelata; sono perciò contrarie a forme tiranniche o autocratiche di potere (il regime dell’Arabia Saudita non è salafita, è wahhabita). Questo non ne fa dei fautori della democrazia nel senso normale del termine, dato che i rappresentanti del popolo non possono legiferare.

    Ho il sospetto che gli evangelici si pongano ancor meno dei salafiti il problema istituzionale, e non credo che siano entusiasti della democrazia. Però, vivendoci in mezzo, tenderanno a tollerarla (oddio, qualche frangia magari no).

  15. kelebek says:

    Per Falecius n. 14

    L’evangelism è innanzitutto individuale – come esperienza di conversione – o al massimo corporate, a livello di singola chiesa (intesa come gruppo di fedeli che affittano un pastore).

    Quindi non ha, di per sé, la dimensione comunitaria e politica del salafismo.

    Storicamente, tendenze di ogni tipo si sono espresse attraverso l’evangelism – per certi aspetti, anche il movimento dei neri era legato all’evangelism, come lo era il movimento populista della fine dell’Ottocento e alcune frange socialiste.

    In genere, però, fino agli anni Settanta, gli evangelici bianchi si interessavano pochissimo alla politica.

    La cosa è cambiata con il passaggio di alcuni predicatori alla televisione, creando così vasti “imperi” rispetto ai piccoli feudi precedenti.

    E lì, grazie al lavoro di alcuni politici (non tutti evangelici) e di alcuni predicatori, si è organizzato l’intreccio tra politica nazionale (ultraliberista e moralista) e politica internazionale filoisraeliana.

    Non tutti gli evangelici, comunque seguono queste correnti, che però hanno la più elevata visibilità.

    Miguel Martinez

  16. PinoMamet says:

    Carissimo Francesco

    per quanto, a rigore di termini, dovrebbe dirtelo qualcuno che si definisce cattolico, e non io:

    tu NON sei cattolico.

    Non prenderlo come un’offesa, non è assolutamente mia intenzione;

    qualcuno lo prenderebbe come un complimento, lo sai;

    per me non è nessuna di queste due cose, ma semplicemente la constatazione che tu ragioni molto di più come un americano (e quindi, fondamentalmente, un protestante) che come il caro vecchio cattolico italiano.

    Ovviamente per te il cattolicesimo è quello che vivi tu, e che, a naso, mi pare anzi maggioritario attualmente: si tratta però di un cattolicesimo molto “protestantizzato”, proprio in alcuni aspetti:

    inel recupero dell’esperienza personale e non mediata dalle autorità religiose, nel recupero della lettura dell’Antico testamento (sì, lo so che si è sempre letto, però nel passato era molto più in secondo piano) e anche, almeno mi pare in certe frange, di simboli e usi ebraici, e nella non-demonizzazione, anzi, forse forse in una certa ammirazione, per la ricchezza di questo mondo.

    Di cui i Vangeli, a quanto ricordo, non parlavano nel migliore dei modi.

    Ciao! :-)

  17. PinoMamet says:

    Mi oppongo da solo:

    se il cattolicesimo è diventato quello che segui tu, allora sei pienamente cattolico.

    Basta sapere che non è più quello di una volta.

    :-)

  18. falecius says:

    Credo che il cattolicesimo sia andando protestantizzandosi in alcuni aspetti; trovo però che il fenomeno sia stato molto variegato e tutt’altro che univoco.

    A questo proposito mi viene in mente quel libro stranissimo ed interessante che è “Roma senza Papa” di Guido Morselli.

  19. paniscus says:

    Tra l’altro, “Sacvan” è una sorta di anagramma di “Sacco e Vanzetti” :-)

    ANAGRAMMA? Ma dai, al massimo è un acrostico, e pure bruttino…

    Lisa

  20. utente anonimo says:

    >> Ovviamente per te il cattolicesimo è quello che vivi tu, e che, a naso, mi pare anzi maggioritario attualmente: si tratta però di un cattolicesimo molto “protestantizzato”, proprio in alcuni aspetti:

    inel recupero dell’esperienza personale e non mediata dalle autorità religiose,

    1) eh no, io rivendico una Fede che all’interno della Chiesa è esperienza personale. Il prete ti porta da Dio, non sta lì in mezzo; ti insegna a leggere la Bibbia, non ti impedisce di farlo

    >> nel recupero della lettura dell’Antico testamento (sì, lo so che si è sempre letto, però nel passato era molto più in secondo piano)

    2) mah, non sono abbastanza vecchio però non trovo che il povero Antico Testamento abbia oggi questa grandissima importanza nella Chiesa Cattolica. Tranne per qualche frangia progressista ed ecumenica innamorata di Melchisedec

    >>e anche, almeno mi pare in certe frange, di simboli e usi ebraici,

    non ne conosco, anzi ho avuto modo di sentire apprezzamenti anti-giudaici di stampo classicissimo, purtroppo. O ti preoccupano le schitarrate Shalom-shalom dei sessantottini?

    >> e nella non-demonizzazione, anzi, forse forse in una certa ammirazione, per la ricchezza di questo mondo.

    su questo punto il giudizio sulla Chiesa è sempre stato ondivago, perchè la teologia cattolica richiede un difficilissimo equilibrio tra ascetismo e carità. Che a farla da pezzenti non viene così bene.

    Ciao

    Francesco

    PS x p carissimo, io volevo far notare che per un cattolico nessuno dei tre punti è rinunciabile. Come non lo è la guida del Papa

  21. PinoMamet says:

    Francesco

    Non ho mai sentito schitarrate “Shalom Shalom”, ma non faccio fatica a credere alla loro esistenza: c’è mi pare un ampio repertorio di roba tipo “Abramo non partire”, correggimi se sbaglio.

    So di qualche prete che aveva addobbato l’altare con la menorah e ho letto anche di qualcuno che ha utilizzato lo shofar (per cosa poi?!)

    Proprio questo uso un po’ disinvolto e fai da te della storia, unito alla libera reinvenzione della tradizione, più che segno di unità con i “fratelli maggiori”, mi sembra segno di adeguamento allo standard “ammericano”: fatti la fede che preferisci.

    Antigiudaismo cattolico? Vuoi dire, a parte Blondet?

    Mai sentito, di persona, niente di simile.

    (Forse forse solo qualcuno in un locale che diceva all’altro “e dai paga, non fare il rabbino”, ma non so certo se andassero in chiesa!)

    Mi sembra molto strano: i ciellini che ricordo io mi sembrava avessero invece una certa ammirazione per Israele (perché “occidentale” e “di successo”, certo, mica per altri motivi); sono trascorsi anni, ma faccio fatica a credere che siano passati armi e bagagli con Hamas. :-)

    Ciao!!

  22. PinoMamet says:

    Certo non mi sento di escludere niente:

    una mia amica guida turistica si è beccata una comitiva guidata da un prete veneto leghista che per tutto il tempo, a quanto dice, non ha smesso di fare propaganda politica e di ricordarle(-ci) quanto quaggiù(!) fossimo ancora indietro rispetto alla sua civilissima patria;

    di questo passo, ci sarà senz’altro anche il prete antisemita, che ha inoltre la sua “bella” tradizione in cui pescare.

    Ma non mi sembra certo la norma del mondo cattolico italiano, ecco.

    Ciao!

  23. falecius says:

    Pino: la chiesa cattolica ha tradizionalmente una posizione moderatamente filo-palestinese, e credo che accuse di antisemitismo per questo le siano state mosse anche di recente; cosa del resto facile, visto il pessimo curriculum in materia nella storia precedente.

    Attualmente direi che una buona maggioranza del mondo cattolico italiano sia filo-israeliana, e direi che in questo c’è una certa dose di americanizzazione. L’anti-giudaismo cattolico esiste, ma credo sia ampissimamente minoritario, e ho idea che sia prevalentemente slegato dalla questione palestinese.

  24. kelebek says:

    A proposito di preti, sapete che è morto padre Corrado Balducci, il demonologo ufologo?

    La cosa interessante è che aveva un “consistente” patrimonio immobiliare, scippatogli – a quanto pare – dal suo avvocato.

    Dal sito dell’ANSA:

    2008-09-26 21:44

    HA CIRCUITO MONS. BALDUCCI, IN CARCERE AVVOCATO ROMANO

    ROMA – Un giro di denaro molto ‘consistente’, proprietà immobiliari in Italia e all’estero ma anche quote azionarie in diverse società. Questo il patrimonio attorno al quale si sarebbe consumato un vero e proprio raggiro che ha avuto per vittima monsignor Corrado Balducci, demonologo e teologo, per anni l’esorcista della diocesi di Roma, morto sei giorni fa dopo una malattia.

    Un raggiro che, al momento, ha portato in carcere un altro personaggio ‘in vista’ nella capitale, l’avvocato Giorgio Bosio. Un raggiro che, si sussurra, potrebbe superare il mezzo milione di euro. Sarebbe stato, secondo le accuse mosse dalla procura romana, proprio l’avvocato l’ideatore della truffa della quale, sembra, si mormorava già da tempo negli ambienti più vicini all’alto prelato.

    Gli stessi ambienti che hanno sollecitato l’indagine dei carabinieri. E questa mattina, all’alba, i carabinieri si sono presentati nell’elegante appartamento dell’avvocato Bosio, nel cuore del quartiere Monteverde. Le accuse mosse dai carabinieri della compagnia di Porta Cavalleggeri e dalla Procura di Roma si riferiscono alla posizione dell’avvocato in ordine alla gestione dell’eredità e del patrimonio del prelato. Bosio è accusato di circonvenzione di incapace.

    Secondo l’accusa l’avvocato avrebbe dilapidato il patrimonio dell’alto prelato del quale era curatore legale. Ma ci sono altre persone indagate, denunciate in stato di libertà, nell’ambito dell’inchiesta. Secondo quanto accertato dai carabinieri l’avvocato Bosio e le altre persone avrebbero sottratto denaro a monsignor Balducci, sin dal luglio 2007. I carabinieri hanno sequestrato l’appartamento dell’alto prelato in via Pio IV e i conti correnti bancari riconducibili agli indagati per verificare e risalire a tutti gli assetti societari titolari dei beni di monsignor Balducci.

    L’arresto dell’avvocato Giorgio Bosio è stato effettuato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Barbara Callari del Tribunale di Roma, che aveva accolto richiesta del pm Alberto Caperna. In uno stralcio dell’ordinanza si legge che Bosio “in concorso con altre persone denunciate in stato di libertà, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, abusando dello stato di incapacità di mons. Balducci con più atti di disposizione patrimoniale a lui sfavorevoli cagionavano alla persona offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità sin dal luglio 2007″.

    Monsignor Corrado Balducci, molto stimato in Vaticano, è stato Prelato d’onore del Papa dal 1964. Era conosciuto soprattutto per i suoi interventi a trasmissioni televisive su satanismo, occultismo, astrologia ed extraterrestri. Ha scritto diversi libri, tra cui “Il diavolo esiste e lo si può riconoscere”, dove spiegava come riconoscere una vera possessione diabolica da un caso psichiatrico. Una dedizione che probabilmente non lasciava tempo alle vicende economiche che aveva affidato al suo avvocato di fiducia.

    “Le accuse rivolte nei confronti del mio assistito risultano prive di qualsivoglia fondamento in fatto”. Lo ha affermato, in una nota, Daniele Fabi, difensore dell’avvocato di monsignor Corrado Balducci, Giorgio Bosio, accusato di avere dilapidato il patrimonio dell’alto prelato del quale era curatore legale.

    Fabi ha sottolineato che “grazie all’attività professionale svolta dall’avvocato Bosio, della quale è gia” in atti la prova documentale, lo stesso è riuscito in più occasioni ad evitare che terzi soggetti spogliassero il monsignore dei propri beni, nonché a tutelare la persona del prelato promuovendo azioni di natura giudiziaria volte ad evitare abusi e circonvenzioni che altri soggetti, e sicuramente non l’avvocato Bosio, hanno tentato di perpetrare”.

    “Lascia perplessi – ha aggiunto – la circostanza che l’autorità giudiziaria già a conoscenza da molti mesi di quanto sopra è stato indicato, solo dopo la morte del monsignore, della quale è stato proprio Bosio a dare notizia al procuratore tramite il sottoscritto, abbia ritenuto necessario procedere alla richiesta di applicazione di misura cautelare senza che ve ne siano i presupposti e le condizioni di legge”.

  25. RitvanShehi says:

    >Tra l’altro, “Sacvan” è una sorta di anagramma di “Sacco e Vanzetti” :-) Miguel Martinez< >ANAGRAMMA? Ma dai, al massimo è un acrostico, e pure bruttino… Lisa< Probabilmente voleva dire proprio “acrostico”. Ma ricordati che lui è solo un modesto traduttore di manuali tecnici:-) P.S. Si, “Sacvan” è proprio bruttino e penso che “Vansac” sarebbe molto più eufonico: chi l’ha detto che Sacco dovrebbe venire per forza prima di Vanzetti?:-)

  26. utente anonimo says:

    Pino

    temo di avere migliore esperienza di te e, per certo, sull’aspetto specifico confermo.

    Quando altri parlano di Israele e Palestina, noi si parla di Terra Santa.

    Ora devo scappare

    Francesco

  27. RitvanShehi says:

    >Quando altri parlano di Israele e Palestina, noi si parla di Terra Santa. Francesco< Non credo sia un titolo di merito parlare di “Terra Santa”. Anzi. “Calcare la mano” sugli aspetti trascendentali e fideistici che complicano maledettamente il processo del dare una soluzione reale e pragmatica di “due Stati per due popoli” in quella terra non mi sembra francamente la strategia migliore di pace.
    Oh, se poi uno volesse tirar fuori a forza un “pezzetto di torta” per un “terzo popolo”, quello “cristiano”, allora capisco:-).

  28. PinoMamet says:

    Francesco

    che tu abbia più esperienza di cattolici di me, è poco ma sicuro.

    Esprimevo solo il mio stupore: mai sentito commenti antigiudaici, ma neppure anti-israeliani, da parte dei cattolici che ho avuto modo di frequentare.

    Anti-islamici e anche anti-arabi sì, quanti ne vuoi, e del tipo che conosciamo tutti.

    Se sono anche antisemiti, peggio me sento.

    Ciao!

  29. @ Miguel, 07:33, 27 settembre, 2008.

    Carissimo, che dei mascalzoni possano sfruttare e fregare un vecchio scapolo senza parenti (o tentare di fare ciò), mi sembra del tutto normale in Italia e in altri luoghi, purtroppo.

    E un patrimonio di 500mila euro non mi sembra sia necessariamente folle o provento criminale, nel caso di Monsignor Balducci.

    Quanto al Monsignore in questione, questi giornalisti sono proprio coglioni: la frase (spacciata per ‘fatto’) “per anni l’esorcista della diocesi di Roma” è una imbecillità, e frottola, che solo loro, nella loro stupidità, potevano inventarsi.

    Monsignor Balducci aveva partecipato a un esorcismo solo UNA volta in vita sua, negli anni Quaranta: cosa che lo aveva spinto a studiare (teoricamente, ben inteso!!!) alcune cose, e a scriverne.

    E continuava a ripetere che nemmeno per tutto l’oro del mondo, o persino per un ordine del Santo Padre, si sarebbe mai sognato di partecipare a un esorcismo un’altra volta!

    Non era, quindi, ‘esorcista’ affatto.

    Ceffo.

  30. tristantzara says:

    Interessante e competente esposizione. E gli ebrei riformati che vivono in Usa che pensano di questi luterani o evangelici cristiani ?

  31. utente anonimo says:

    Pino,

    hai trovato dei ciellini occidentalisti?

    complimenti

    io le principali difficoltà le ho proprio per l’estrema diffidenza che hanno contro l’Occidente

    Francesco

  32. falecius says:

    Francesco:

    non è che abbiate di “Occidente” due nozioni diverse? (chiedo, eh!)

  33. utente anonimo says:

    Esiste un Occidente che è (in senso lato) laico, francese, illuminista, anticristiano prima ancora che genericamente antireligioso, moderato e ragionevole, antitradizionalista, in una parola lo definirei pannelliano e fallaciano.

    Ed esiste la storia effettiva delle nazioni europee, con l’aggiunta dell’America (tutta), che viene in una parola definita “cristiana” dalle altre civiltà (i più primitivi ci chiamano bianchi).

    E’ il richiamo critico a questa storia effettiva che piace ai cattolici come B16 e CL, mi pare di poter dire.

    Con un netto rifiuto di accettare la prima versione come quella buona, per noi è una parte presa per il tutto, e non quella migliore.

    Francesco

    PS francese perchè in parte lo spirito della rivoluzione francese è penetrato nel mondo anglosassone che pure la ha politicamente e militarmente sconfitta.

  34. PinoMamet says:

    Non ho mica capito tanto bene, sai?

    Prima di tutto: quando dici “noi” chi intendi?

    E poi: ‘sti ciellini insomma cosa vogliono, l’Europa cristiana, niente secolo dei Lumi, poco secolo dei Lumi, la penombra, l’Europa bianca, si stava meglio quando si stava peggio, Fallaci sì, Fallaci no?

    Non ci ho capito niente.

    Io li ricordo intolleranti, mafiosetti nel fregare spazi pubblici, settari, tradizionalisti nel senso delle loro tradzioni e convinzioni, ignorantissimi nei confronti delle altre religioni (comprese quelle “europee” e “bianche” :-) : un tale voleva assolutamente convincermi che un rabbino è un “sacerdote” proprio come un prete cristiano!)

    Ciao!

  35. utente anonimo says:

    Cosa vogliono i ciellini?

    Che l’Europa riconosca il proprio fondamento culturale nella religione cristiana, e che accetti un ruolo pubblico della religione.

    Non credo si voglia di più, nè una religione di Stato nè l’obbligatorietà dell’iscrizione ad una fede nè altro.

    Mal sopportiamo la prosecuzione con mezzi burocatrici delle persecuzioni “rivoluzionaire”, “liberali” e pure “bismarkiane” contro i cristiani.

    Sull’ignoranza mi ferisci al cuore: moh pure gli ebrei non hanno sacerdoti? con tutto quel che dice la Bibbia? ma quanto siamo messi male

    ciao

    Francesco

  36. PinoMamet says:

    Nooo!

    Quindi per tutto questo tempo ho parlato con un ciellino? :-)

    Comunque, non andremo mai d’accordo: io sono uno di quelli che pensano che l’Europa è stata cristiana come tante altre cose e che, piaccia o meno, lo è sempre meno;

    e che non accettano un ruolo pubblico per LE religioni (plurale) aldilà delle indicazioni morali che ognuna di esse ha il diritto di dare ai suoi seguaci e di far conoscere (NON imporre) agli altri.

    PS

    I Kohanim ci sono ancora, con ruolo distinto da quello dei rabbini.

    Falecius saprà spiegarti meglio :-)

  37. utente anonimo says:

    Sorry ma da qualche parte dobbiamo pur essere :)

    Allora, non voglio certo negare che l’Europa di oggi sia molto scristianizzata, storicamente è un processo iniziato almeno dal 1700. Religiosamente, ogni mattina ci si sveglia e si ricomincai tutto da capo (più o meno). Quello che fa incazzare ME è il tentativo di riscrivere disonestamente il passato (per esempio, nessun altro fattore storico ha un peso paragonabile a quello della religione cristiana nella storia dell’Europa).

    E di distorcere il presente.

    Sul ruolo pubblico delle religioni dovremmo discuterne, tu, io e Osama Bin Laden ;)

    Ciao

    Francesco

  38. Mi piace molto questa analisi che mette in luce le differenze tra cattolici e post-evangelici. condivido

  39. falecius says:

    Francesco e Pino:

    i rabbino, certamente, non sono sacerdoti.

    Il sacerdozio è sicuramente presente IN LINEA di principio (cioè a livello di TESTI religiosi) nell’ebraismo, ma non so, sinceramente, se quel tipo di sacerdozio esista nell’ebraismo attuale.

  40. PinoMamet says:

    Non sono un esperto in materia;

    ma, non esistendo più il Tempio, il ruolo del “sacerdote” dovrebbe essere molto limitato (il Cohen viene chiamato per primo alla parashà e solo i kohanim posso recitare la Birkat Kohanim);

    nel caso ipotetico della ricostruzione del Tempio, tutte le persone di verificabile discendenza sacerdotale dovrebbero teoricamente riprendere il loro ruolo “biblico”.

    Almeno è quanto consta a me.

    Ciao!!

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