Veltroni come Oriana Fallaci

La cosa terrificante è pensare (se è vero) che Veltroni sia riuscito a spacciare abbastanza copie del suo libro: ve li immaginate 250.000 aspiranti assessori in fila per l’autografo?

Un commento simpatico da leggere sul blog di Federica Sgaggio.



Dal sito del Corriere della Sera:

Veltroni, una casa a Manhattan per la figlia Martina con i diritti del libro

Sbarco a New York: un’abitazione di sessanta metri quadrati in una strada tranquilla

ROMAIl segretario del Partito democratico diventa proprietario immobiliare a Manhattan, New York. Certo, niente a che vedere con le ville di Berlusconi in Sardegna, alle Bermuda, ad Antigua… Fatto sta che Walter Veltroni, alcune settimane fa, ha fatto un acquisto nell’isola simbolo della città statunitense. Sessanta metri quadrati in una strada tranquilla, non lontana dai luoghi resi immortali da centinaia di film. E l’appartamento ha subito trovato un’inquilina: Martina Veltroni, primogenita ventenne di Walter, che a New York studia cinema all’università. Martina, finito il liceo classico al «Tasso», manifestò, ben allevata dal padre, una grande passione per il cinema. Ha fatto l’assistente in un film con Verdone e Silvio Muccino e in «Manuale d’amore 2» di Giovanni Veronesi.

Poi, anche per sottrarsi a troppa attenzione dei paparazzi, ha deciso di prendere lezioni negli Usa. La casa così serve a lei e a ospitare la mamma Flavia e il papà, noto studioso di cose americane. Dice Veltroni che l’appartamento a Manhattan è stato comprato grazie ai diritti d’autore del suo romanzo «La scoperta dell’alba», che solo in Italia ha venduto duecentoventicinquemila copie. E si può pensare che il cambio favorevole euro/dollaro abbia agevolato la decisione. Questa mattina Veltroni parte proprio alla volta di New York, per una settimana. Da Barnes & Noble, Lincoln Center, presenterà la traduzione americana del libro, alla presenza di Kathleen Kennedy, figlia di Bob. Veltroni terrà anche una lezione alla City university of New York e incontrerà i membri dei circoli americani del Pd. Particolare: anche Giuliano Amato, che ieri ha tenuto una lezione alla scuola estiva di formazione del Pd, a Cortona, con Veltroni al suo fianco, ha da poco comprato casa a Manhattan.

Andrea Garibaldi
15 settembre 2008(ultima modifica: 16 settembre 2008)

 

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18 Responses to Veltroni come Oriana Fallaci

  1. utente anonimo says:

    sai che non capisco il riferimento alla fallaci?

    pure lei abitava a manhattan? ma ci sono un milione e mezzo di persone che vivono a manhattan…

    boh?

    roberto

  2. mariak says:

    “La casa così serve a lei e a ospitare la mamma Flavia e il papà, noto studioso di cose americane”

    Noto studioso di cose americane!?

    La sinistra fino ad ora aveva casa a parigi mi pare, ora vedo che si allarga anche nella cosiddetta grande mela, vorrei dire che la cosa non mi sconvolge più di tanto, ma forse non sarei sincera :-) a dire il vero però mi sconvolge assai di più che 220000 italiani abbiano comprato il libercolo di veltroni e il fatto che questo sia volato in America per promuoverlo e comprare una casa, mentre in italia si trattava di una questione come l’alitalia e altro.

    Senza contare quanto costano le case a Parigi e a New York.

    Eppoi si dice che la sinistra ormai è ceto medio, magari….

  3. PinoMamet says:

    Vabbè, ha guadagnato dei soldi e ha comprato casa alla figlia, e questo ci sta.

    Ma questo:

    “Martina, finito il liceo classico al «Tasso», manifestò, ben allevata dal padre, una grande passione per il cinema. Ha fatto l’assistente in un film con Verdone e Silvio Muccino e in «Manuale d’amore 2» di Giovanni Veronesi”

    è veramente schifoso.

    Non più di tutti gli ammanicamenti-infrociamenti-spintoncini di questo Paese; ma veramente schifoso lo stesso.

    Spero almeno che non l’abbiano pagata.

    Ciao!

  4. PinoMamet says:

    Adesso che ci penso:

    ma non è per caso che il “film con Verdone e Silvio Muccino” sia proprio “Manuale d’amore 2″?

    Duplicazione dello stesso film a scopo taroccamento curriculum?

    Peggio me sento.

  5. controlL says:

    Non penserai mica maria che quei numeri di vendita siano stati fatti lettore per lettore? Biblioteche, enti pubblici e privati che li comprano come “strenne” per i loro dipendenti e cose così, e il numero s’alza vertiginosamente. Siamo in quei classici casi in cui le copie vendute sono molto di più di quelle lette. Perché, pazienza comprarlo per ingraziarsi un politico “importante” come veltroni, ma leggerlo dev’essere almeno importante come stalin.p

  6. PinoMamet says:

    Giustissima la nota di controIL, a completare l’affresco della zozzeria italiana e della Sinistra che vuole il Paese Serio;

    è che mi intendo più delle zozzerie cinematografiche che di quelle editoriali.

    Ciao!

    PS

    Scommetterei comunque che è stata pagata per la sua preziosa opera di assistente (posso anche ricostruire i dialoghi di come è andata la cosa);

    l’assistente non pagato/a è il giovane di buone speranze e nessuna parentela, quello che ci deve campare.

  7. utente anonimo says:

    Pino,

    – Ma questo (…) è veramente schifoso. —

    Esagerato :-) Diciamo piuttosto, assieme a Leonardo:

    Everybody know the fight is fixed

    The poor stay poor and the rich get rich

    e non serve arrivare a Uòlter. Oltre tutto, se farsi strada nel mondo del cinema senza conoscenze è presumibilmente difficile, in alcune libere professioni è pressoché impossibile.

    Forse altrove funziona diversamente, non discuto – epperò, come mai anziché realtà americana lo chiamano sogno? ;-)

    Z.

  8. utente anonimo says:

    “è veramente schifoso”

    d’accordo con Z; e aggiungerei una domanda al buon pino: è schifoso perché è cinema, perché è uolter, o perché è schifoso il sistema in se?

    te lo chiedo perché “schifoso” in genere lo si dice per il jet set, o per i poitici o i notai o i professori universitari, ma non l’ho mai sentito se il panificio “la spiga d’oro” assume salvatore, che è il nipotino di ciro che già lavora alla spiga d’oro. e dire che c’erano state 20 persone a mandare un curriculum per avere il posto di salvatore…

    roberto

  9. PinoMamet says:

    Roberto

    io me la cavo male con le astrazioni.

    Facciamo così: GIOVANNI è il proprietario del panificio, CIRO e SALVATORE li conosciamo già.

    Ciro: “Giuà, lo sai che ci sta mio nipote…”

    Giovanni: “Eh..”

    C: “che non si è manco diplomato, quello non tiene la voglia di studiare…”

    G.: “eh, quello pure io all’età sua…”

    C.: “sì ho capito, ma quelli hanno il mutuo, Rossella poi s’è sposata… dai, e non è che se la passano ‘sto bene, lo possiamo dì”

    G.: ” Ho capito Ciro..”

    C.: “No non è per scassare il cazzo…”

    G.: “Ciro, e già capito.. che lo davo a un altro, te pare? O, ce sta uno che vo’ che ‘na cosa, guarda che non è la Finanza, che Sa’id nun capisce nu cazzo”

    C.: ” Ce vado io?”

    G.: ” E vai vai”

    Ecco, non ci vedo niente di male.

    Caso due:

    cena a casa Uòlter.

    (io già lo sapevo che era una cena, poi leggo sul bolg linkato che in un intervista su Vanity Fair la figlia di Uòlter ha detto che la cosa è nata in una cena)

    UOLTER, VERONESI, FIGLIA di Uolter.

    V.: “… sì, ma è un testa di cazzo, non capisce niente..”

    U. (ride) “è un sola..”

    V.:”ma sì, ma ne trovo mille come lui, lui ancora non lo sa…”

    U.: “ma io sono convinto che poi il sistema possiamo cambiarlo… cioè negli Sessanta, Settanta, venivano loro da noi..”

    V.: (guarda la figlia di U.) “Ma Martina che vuol fare?”

    U.: “Eh, che vuol fare… ”

    Figlia di U.: “Sono indecisa tra queste due scuole, una di Manhattan e l’altra non mi ricordo… cioè, magari tu le conosci, se mi aiuti a scegliere..”

    V. “De cinema?”

    F.: “Eh sì”

    V.: “Ma che cazzo ne so, dimme come se chiamano e vediamo..”

    U.: “Ma non ti disturbare”

    V.: “No, che disturbo… ma poi quali scuole, vieni con me e mi fai un secondo aiuto o un’assistente, tra du’ mesi parto…”

    F.: “Eh magari…”

    U.: “Martina, e dai… stà a scherzà”

    V.: “No che scherzà, dico davero, sto in preproduzione, lei viene, mi fà l’assistente..”

    U.: “ma mica la paghi..”

    V.: “eh, quello vediamo”

    U.. (finge scherzosamente di picchiarlo su una spalla) “Se la paghi te meno!”

    V.: “La metto sotto, je faccio un bucio di culo così” (ridono) “e così si impara il mestiere, io pure, ho abitato du’ anni in un residence..”

    [tralascio la scena dei saluti: pacche sulle spalle, ridono, “li mortacci tua”. Poi alla fine la paga.]

    Ecco, questo me fa schifo.

    Ciao!!

  10. utente anonimo says:

    d’accordo pino, ma perché?

    in fin dei conti nel caso 2 la figlia di uolter al massimo toglie il posto alla figlia di verdone o di prodi o di fassino. nel caso 1 salvatore toglie il posto a said, che si fa il mazzo a tarallo per far sopravvivere moglie e dieci figli più la vecchia mamma malata, che è tanto più bravo di salvatore ma non ha gli agganci giusti.

    roberto

  11. utente anonimo says:

    comunque mi satmpo i tuei dialoghi che mi hanno fatto sbellicare dalle risate

    :-)

    roberto

  12. utente anonimo says:

    Mi associo agli interventi di roberto, che si intendono integralmente riprodotti e trascritti :-)

    Z.

  13. RitvanShehi says:

    Io, invece, sto con Pino.

    Roberto, ti faccio umilmente presente che se Giovanni ‘O Panificatore preferisce assumere il Nipote Fannullone di Ciro ‘O Amicone, al posto di Said Che Si Fa El Mazzollah:-), ebbene, ne ha tutto il diritto. I soldi sono TUTTI SUOI ed è – fino a prova contraria – libero di buttarli pure dalla finestra.

    Invece, il “regista impegnato”, che riceve fior di soldi NOSTRI come “aiuti di Stato” per le sue cagate pazzesche alla Potemkin e che assume la figlia di chi – in un modo o nell’altro – ha le mani in pasta nella concessione di tali aiuti di Stato, è un figlio di puttana. Come, del resto, lo è il politico papà della donzella.

  14. utente anonimo says:

    magari pure giovanni riceve degli aiuti per assumere dei giovani….

    no ritvan,

    fermo restando che una assunzione per motivi di famiglia nel settore pubblico fa oggettivamente schifo, mi sembra che tra la figlia di veltroni ed il danaro pubblico ci sia troppa distanza.

    e poi mettiamo per ipotesi che il regista non riceva aiuti pubblici, a quel punto saresti d’accordo con me e z.?

    roberto

  15. utente anonimo says:

    Io non so se sia peggio Ciro o’ panettiere o la figlia di Uolter.

    Trovo però che l’acquisto a Manhattan sia carico di un significato che va al di là delle intenzioni personali.

    Io ci vedo una mossa di marketing politico che è al tempo stesso un sintomo del mutamento antropologico che ha travolto quello che una volta era il PCI.

    Non so se la mossa sia consapevole o sia solo un segno dei tempi: di certo Berlinguer non lo avrebbe fatto, e non solo perché il muro non era ancora crollato. Non mi risulta nemmeno che avesse casa a Parigi, e se anche fosse stato, ho la certezza morale che non ne avrebbe fatto pubblicità.

    Ricordo che Blair, per dare una nuova immagine (ah, l’immagine) al Labour, spostò il congresso del partito dalle tradizionale sedi di Brighton o Blackpool, tipici luoghi di villeggiatura del proletariato inglese, in luoghi più glamour e meno legati alla lower class.

    Ecco, sbaglierò ma mi sembra che una casa a Manhattan sia un atto simbolico della stessa specie, l’ennesimo segnale che sancisce l’abbandono definitivo, da parte della classe dirigente di sinistra, della battaglia in difesa degli ultimi.

    Non saprei nemmeno dire cosa significhi, simbolicamente, per un ex comunista, prendere una stanza in casa dei padroni del mondo. Mi limito a constatare come tutto, compreso il lavoro sui generis della figlia, sia più o meno volontariamente segno di un posizionamento politico ben preciso: il “prodotto” Walter Veltroni non rappresenta, né vuole rappresentare, un’alternativa radicale al sistema dominante (mi si perdoni quest’ultima locuzione, non ne trovo di meglio).

    Non so se tutto ciò faccia schifo. Credo però che la questione morale cui in qualche modo fa riferimento Pino esista realmente, anche se io la vedo figlia di una più ampia questione politica. Abbiamo tanto demonizzato l’ideologia, ma per un partito senza ideologia il potere è fine a se stesso. Non stupisce che la sinistra odierna abbia una disinvoltura nei confronti del potere (compreso quello che apre le strade del cinema alla figlia) sconosciuta trenta o quaranta anni fa.

    Ho avuto la ventura di ascoltare dal vivo qualche dirigente dell’attuale PD (oltre che plurime volte nei famigerati talk show televisivi): la mia netta sensazione è quasi sempre stata di una recita a soggetto, di falsità.

    Non direi di falsità nel senso di menzogna, ma di gente che non crede fino in fondo a quello che dice. In un contesto in cui la sinistra si posiziona sul mercato politico comprando case a Manhattan, come posso immaginare che rinunci a dare una spintarella alla figlia del potente, como posso credere che abbia a cuore le sorti di Said e dei suoi dieci figli, como posso pretendere un’austerità di comportamento che sia d’esempio per tutti i Salvatore d’Italia?

    Val

  16. PinoMamet says:

    Per tutti, in breve:

    io non vorrei mai, e poi mai, che Sa’id fosse licenziato. Ma capisco i familismi, e al limite anche le ingiustizie, nel caso di poveri cristi che si aiutano.

    Non nel caso di un potere, di qualunque tipo, che punta solo a perpetuarsi uguale, a tenuta pressoché stagna.

    Peggio ancora quando vuole piacerci per forza: moderno, al passo coi tempi, ammiccante e piacione, compiaciuto di essere “buono”.

    E non lo è.

    E sono sicurissimo che per i Sa’id è più facile trovare aiuto presso i Ciro che presso i Uòlter.

    Sono anche d’accordo in larghissima misura con Val.

    Non so quanto Uòlter ci abbia pensato su scientemente: secondo me gli è venuta naturale, la scelta di Manhattan.

    (Non demonizzo Manhattan in sè o gli USA o niente: demonizzo il nulla veltroniano).

    Speriamo che Ciro non licenzi Sa’id, e poi tutti a cena da lui.

    Ciao!!

  17. RitvanShehi says:

    >e poi mettiamo per ipotesi che il regista non riceva aiuti pubblici, a quel punto saresti d’accordo con me e z.? roberto< Un regista che non riceve aiuti pubblici (e, aggiungo, che non ha bisogno del battage pubblicitario degli amici degli amici del “cinematografaro” Uolter) manderebbe allegramente a cagare Uolter e la sua prole.

  18. http://ulivo

    [..] Walter Veltroni a Manhattan, commentato Finora, su questo blog sono stati pubblicati 45.146 commenti. Che a me sembrano un’enormità. Lì in mezzo si trovano alcuni gioielli poco visibili. Ad esempio, nella discussione sull’acquisto di u [..]

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