Cammlla Minchioni femmina cristianissima

Nel peristilio della Chiesa di Santo Spirito, a Firenze, si trova quello che presumo sia l’unico ricordo rimasto di Camilla Minchioni, femmina cristianissima.

Solo che lo scalpellino si è sbagliato, e ha scritto CAMMLLA MINCHIONI.La lapide è bella, grande e presumibilmente costosa. E di farne un’altra non se ne parlava.

E così l’artigiano, il consorte unanime (?), i figli e la nuora – pur afflitti da perpetuo pianto - ebbero la brillante idea di rimediare mettendo un piccolo puntino sopra la seconda M di Cammlla.

Si spera che lo eterno premio comprenda anche la liberazione dai parenti, cognome compreso.

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16 Responses to Cammlla Minchioni femmina cristianissima

  1. Ritvanarium says:

    PARCE SEPVLTO … oramai sarà morto anche lo scalpellino.

    by DavidRitvanarium

  2. Ritvanarium says:

    …e da un pezzo

  3. falecius says:

    Mi piacerebbe anche capire cosa sia un “consorte unanime”; a meno che non si voglia intendere l’idea che i due coniugi condividessero la stessa anima. Idea credo alquanto eretica nel cattolicesimo.

  4. Io invece è da qvand’ero piccolo che vn po’ rido e vn po’ sto serio davanti a qveste v.

  5. roseau says:

    “a meno che non si voglia intendere l’idea che i due coniugi condividessero la stessa anima. Idea credo alquanto eretica nel cattolicesimo.”

    Davvero, Fal?? ;)

  6. Ros: credo che l’anima, nel cattolicesimo, sia da intendersi come individuale. Poi la teologa di casa sei tu.

  7. utente anonimo says:

    Più probabilmente, lo scalpellino avrà orecchiato l’aggettivo “unanime” e l’avrà inteso come mortuario, utilizzandolo con un significato approssimativo per scrivere questa buffa epigrafe funebre. Magari avrà leggiucchiato l’ Adelchi, pubblicato solo 7 anni prima, nel 1822.

    Cessa il compianto: unanime

    S’innalza una preghiera:

    Calata in su la gelida

    Fronte, una man leggiera

    Sulla pupilla cerula

    Stende l’estremo vel.

    Oppure…oppure…avrà tradotto pedestremente qualcosa di simile all’ “neminem habeo tam unanimem”, della lettera ai Filippesi, cap II v. 20, dove “unanimem” vuol dire “d’ animo uguale”. Forse gli era chiaro il significato scritturale ma non la resa italiana.

  8. roseau says:

    # 7 commento mio, da sloggata.

  9. controlL says:

    È veramente dura. Non a caso le epigrafi e gli epitaffi sono difficilissimi da scrivere. Lì unanime significa probilmente “che ama d’uguale amore” la moglie. Certo “unanime” suona oscuro, ma come cavarsela succintamente a esprimere il concetto?p

  10. utente anonimo says:

    P., sei un fottutissimo genio! Io da solo non ci sarei arrivato nemmeno tra dieci anni (o forse sono io che sono un fottutissimo cretino, o entrambe le cose assieme :-) ).

    Z.

  11. RitvanShehi says:

    >Ros: credo che l’anima, nel cattolicesimo, sia da intendersi come individuale. Poi la teologa di casa sei tu.falecius< Beh, probabilmente Ros confonde il pretesco “una sola carne” con “una sola anima”: peccato della carne fu:-)

  12. kelebek says:

    Forse “unanime” va inteso come avverbio: il marito, i figli, la nuora unanimamente posero?

    Miguel Martinez

  13. Gammal says:

    Certo, se il refuso con la tastiera è talvolta scusabile, quello con lo scalpello non dovrebbe esserlo mai. Quanto tempo ci sarà stato su quella M, ‘sto scalpellino? E a cosa pensava, ad una cammella?

  14. controlL says:

    È che lì unanime sembra nettamente essere aggettivo di “consorte”; per questo mi pare che “unanime” significhi qualcosa come “partecipe dello stesso affetto/amore dell’altra consorte” (la moglie), che è implicita nel “consorte” per indicare il marito. Epigrafisti.

    Chi vuole divertirsi a conoscere i tipi può leggere il primo memorabile capitolo de “i vicerè” di de roberto, a partire dal capoverso che inizia così: “Un formicaio, la chiesa dei Cappuccini nella mattina del sabato, che neppure il Giovedì Santo tanta gente traeva a visitarvi il Sepolcro”.

    http://it.wikisource.org/wiki/I_Vicer%C3%A9/Parte_prima/1

    Ma ti pare, Z, per così poco? Lunghi anni di “degenza universitaria”, altro che genio.p

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