Xenofobi in Italia e in Germania

A Colonia in Germania si sta svolgendo in questi giorni un raduno xenofobo internazionale, che fa seguito a un altro, anche maggiore, che si è appena svolto a Firenze.

Nel caso del raduno xenofobo a Firenze, c’è stato il silenzio totale delle associazioni antirazziste, di quelle dei migranti e di quelle islamiche. E a bloccare la costruzione della moschea di Bologna, ci ha pensato il sindaco di sinistra.

A Colonia, invece, ci sarà oggi una contromanifestazione indetta dal sindaco democristiano, dai sindacati, dalla Spd, dalle organizzazioni per i diritti umani.

koln-moschea

A Colonia – come in tante città italiane – un gruppo di persone sta cercando di impedire alla popolazione musulmana (120.000 persone, il 12% degli abitanti della città e magari la metà di quelli che lavorano) di poter pregare in una moschea.

La scusa è la paura che i minareti previsti deturpino il profilo della città. Per capire quale sia il profilo che i minareti metterebbero a rischio, ho messo qui le foto di alcune graziose palazzine della città (fonte).

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La differenza tra la reazione a Colonia e quella a Firenze sta nella capacità di autorganizzazione degli aggrediti. A Firenze, i migranti tacciono. Per mille valide ragioni – mancanza di informazioni, precarietà lavorativa e abitativa, il rischio di essere espulsi appena fiatano, fosse anche in privato tra di loro, e appartenenza a comunità pochissimo coese come quelle arabe. E se non si muovono i diretti interessati, state pur certi che non si muoverà nessun altro.

A Colonia, la stessa banda di islamofobi viaggianti ha invece trovato pane per i suoi denti. Gente radicata, seria, organizzata. E poi, non voglio dire, ma sono turchi.

E hanno anche ottimo spirito di iniziativa e una bella mira: ieri un ragazzo è riuscito a spaccare con un sasso una finestra del battello dove gli organizzatori della manifestazione xenofoba si erano riuniti a convegno. E il battello (quello bruttino a destra nella foto), era in mezzo al fiume e il nostro amico a riva. Aferin!

battello
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44 Responses to Xenofobi in Italia e in Germania

  1. utente anonimo says:

    “la popolazione musulmana (120.000 persone, il 12% degli abitanti della città e magari la metà di quelli che lavorano)”.

    LOL: ah, questi Ren(ani), che non fanno altro che tendere la mano ai semafori, sgraffignare portafogli, o svellere cavi di rame dai binari!

    Europeo

  2. kelebek says:

    E poi non sono nemmeno bravi a tirare i sassi :-)

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    >LOL: ah, questi Ren(ani), che non fanno altro che tendere la mano ai semafori, sgraffignare portafogli, o svellere cavi di rame dai binari! Europeo>

    Gentile “europeo”, la tua crassa ignoranza in materia è degna, invece, della foresta amazzonica. Non s’è mai visto un turco (la comunità musulmana di Colonia di cui parla Miguel si compone quasi esclusivamente da turchi) stendere la mano ai semafori, sgraffignare portafogli e cavi di rame. Forse, se ritornerai alle elementari, imparerai la differenza fra turchi e rom.

    Ritvan Slogghinato

  4. utente anonimo says:

    Bel post

    in poche righe affermazioni razziste contro i tedeschi e gli slavi che non lavorano e poi contro gli arabi imbelli

    Francesco

  5. Ritvanarium says:

    Secondo voi chi sono gli “Italo-Islamici” ?

    La definizione non è de “La Padania” ma di “Repubblica” … la risposta è sul blog di Falecius !

    http://falecius.splinder.com/post/18455189#comment

  6. kelebek says:

    Per Francesco n. 4

    Puoi leggere il mio testo in tre modi:

    1) battuta scherzosa

    2) espressione del mio indubbio e dichiarato pregiudizio a favore del mondo bizantino-ottomano

    3) constatazione obiettiva.

    E cioè, se dai tedeschi togli i pensionati, i creativi, i traduttori di manuali tecnici :-) e altri, il lavoro “vero” in Germania viene svolto in grandissima parte da turchi.

    Per quanto riguarda gli arabi, è un dato di fatto che hanno comunità poco coese, anche quando hanno famiglie e altri raggruppamenti forti.

    A Brescia una quindicina di anni fa, mi ricordo che c’erano circa 500 immigrati marocchini e circa 500 immigrati senegalesi.

    L’associazione dei senegalesi aveva circa 495 membri, quella dei marocchini 2.

    Non è così ovunque, ovviamente; e a volte le moschee offrono un po’ di coesione, ma non so quanto durevole, perché tutto dipende dalle qualità dell’organizzatore (che comunque deve dedicare il 60% delle sue energie a combattere i propri connazionali, o co-arabi).

    Ci saranno moltissimi motivi, ma è un dato di fatto. E anche uno dei motivi per cui il concetto di Eurabia è una barzelletta.

    Tutt’altra la struttura sociale turca: non è possibile immaginare un Kemal Ataturk in un paese arabo.

    Soprattutto non è possibile immaginare un Kemal Ataturk morto, che dalla tomba continua a tenere unito il proprio popolo.

    Non do alcun giudizio della cosa, e non azzardo troppe spiegazioni: avere una forte organizzazione collettiva non è necessariamente un bene.

    Però forse non è un caso che anche in Italia gli arabi che si conoscono sono individui e non organizzatori comunitari.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Ritvan, il tuo problema non e’ che sei slogghinato, ma Diversamente Alfabetizzato. O in malafede. O entrambe le cose, non lo escludo.

    Io non ho discusso la propensione lavorativa dei turchi immigrati in Renania, bensi’ l’affermazione di Martinez, secondo il quale il tasso d’attivita’ degli indigeni sarebbe (approssimativamente) 1/8 di quello degli immigrati mussulmani; il che, dato che parliamo di una delle regioni economicamente piu’ sviluppate di una nazione nella quale l’etica del lavoro e’ storicamente assai sentita, risulta manifestamente assurdo.

    Infatti Martinez, che stupido non e’, ha abbozzato.

    Europeo

  8. kelebek says:

    Per Europeo n. 7

    Vedo che hai osato polemizzare con Ritvan.

    Non sai cosa ti aspetta :-)

    Comunque Ritvan per quanto riguarda me ha il semaforo verde.

    Per quanto riguarda Europeo, hai tre alternative: scappare subito; chiedere scusa; o prepararti a uno scambio di 442 commenti :-)

    Libero comunque di duellare con Ritvan.

    Miguel Martinez

  9. mozart2006 says:

    Io abito in Germania e posso testimoniare.E´verissimo che i turchi sono una comunitá unita e decisa nel difendere i suoi diritti,tanto che molti di loro sono impegnati politicamente ed hanno addirittura due deputati al parlamento.Molto meglio degli italiani di qui,che pensano solo a fregarsi l´uno con l´altro e si ghettizzano da soli.Comunque,dopo quello che si é visto ieri a Köln,sono orgoglioso di vivere qui.

    Saluti da Stoccarda.

  10. utente anonimo says:

    Francamente, bisogna essere obiettivi.

    C’è un abisso tra la manifestazione di colonia e il convegno di Firenze.

    Ho letto giorni fa il loro programma, che ora non trovo più, ma ricordo che c’era Scialoja tra i relatori.

    Più che xenofobia mi è sembrato di vedere un timore di essere sopraffatti e comunque invitando scialoja mi pare di leggere un tentativo di dialogo, di apertura e di confronto.

    E’ una cosa che ho apprezzato, malgrado tutto.

    La differnza reale, secondo me è che con quelli di firenze si può dialogare, con quelli di colonia invece no.

    Ma forse è solo una mia idea, non so.

  11. utente anonimo says:

    Miguel

    credo che la tua implicita definizione di lavoro vero sia indizio sufficiente di completa ignoranza economica.

    Il che non sarebbe affatto grave, non ti dilettassi tu di ardite analisi degli effetti del capitalismo sull’umanità.

    Parlando di turchi, è mia memoria fallace o sono così coesi che tra immigrati turchi e immigrati kurdi replicano a meraviglia le relazioni d’amore esistenti nella locazione originale?

    Francesco

  12. JohnZorn says:

    Anche definire gli abitanti di Colonia come città di fancazzisti (e le tue cifre,e la matematica non è un’opinione, quello in pratica affermi,come se in quel 12% di muslim non ci fossero vecchi e bambini,giusto per dirne una) non è nemmeno troppo bello nè corretto.

    Poi “le buone maniere quali sarebbero”? Prendere a sassate “il nemico”?

    Saluti

    JZ

  13. RitvanShehi says:

    >Ritvan, il tuo problema non e’ che sei slogghinato…Europeo< E chi ha detto che essere “slogghinato” (neologismo per “sloggato”, coniato dal mio Diletto Discepolo DavidRitvanarium, “europeo” come te) sarebbe un problema? >ma Diversamente Alfabetizzato.< Non ci sarebbe nulla di strano: sono arrivato sul gommone, che tengo debitamente parcheggiato sotto casa. >O in malafede. O entrambe le cose, non lo escludo.< Ci sarebbe una terza ipotesi: che gli argomenti e il linguaggio da te usati siano “diversamente univoci e comprensibili”. Anche per chi non è arrivato sul gommone. >Io non ho discusso la propensione lavorativa dei turchi immigrati in Renania, bensi’ l’affermazione di Martinez, secondo il quale il tasso d’attivita’ degli indigeni sarebbe (approssimativamente) 1/8 di quello degli immigrati mussulmani; il che, dato che parliamo di una delle regioni economicamente piu’ sviluppate di una nazione nella quale l’etica del lavoro e’ storicamente assai sentita, risulta manifestamente assurdo.< Lo hai fatto, però, usando argomenti e linguaggio usato da sempre contro gli immigrati da razzisti/xenofobi. Ed è a questo che ho risposto. >Infatti Martinez, che stupido non e’, ha abbozzato.< Sì, Martinez non è uno stupido. Ma ha abbozzato solo per non impelagarsi nella differenza fra i turchi teutonici e quelli che veramente stanno (quasi) sempre a “tendere la mano ai semafori, sgraffignare portafogli, o svellere cavi di rame dai binari”. Forse tu non lo sai, ma anche questi ultimi gli stanno a cuore non meno degli operosi turchi.

  14. RitvanShehi says:

    Sull’abortita manifestazione di Colonia ho letto sui media che perfino Bossi ha detto che Borghezio non sarebbe dovuto andarci. Sarà anche per il fatto che i nazixenofobi teutonici considerano pure i “padani” alla stessa stregua dei turchi, ma la sconfessione di Bossi la dice lunga…

  15. RitvanShehi says:

    >Anche definire gli abitanti di Colonia come città di fancazzisti (e le tue cifre,e la matematica non è un’opinione, quello in pratica affermi,come se in quel 12% di muslim non ci fossero vecchi e bambini,giusto per dirne una) non è nemmeno troppo bello nè corretto.JZ< Sì, anche a me la stima di Miguel (è solo una sua stima personale, preceduta da un eloquente “magari”) pare esagerata. Però, bisogna tener conto che per Miguel nella denominazione “lavoro” molto probabilmente non rientrano attività tipo “consulente finanziario”, “imprenditore” e simili diavolerie kapitalistike:-). >Poi “le buone maniere quali sarebbero”? Prendere a sassate “il nemico”?>

    Beh, un certo Balilla, grazie a simili “buone maniere” è riuscito a figurare addirittura nell’Inno di Mameli !

  16. utente anonimo says:

    @Ritvan:

    “Ci sarebbe una terza ipotesi: che gli argomenti e il linguaggio da te usati siano “diversamente univoci e comprensibili”. Anche per chi non è arrivato sul gommone.”

    Il gommone c’entra poco, ma l’ipotesa e’ giusta: ‘linguaggio diversamente univoco’ potrebbe essere un’ottima definizione di ‘ironia’. Infatti, prendendo quello che ho scritto alla lettera, in modo ‘univoco’ e immediatamente ‘comprensibile’, si sarebbe dovuto concludere che stavo dando ragione a Martinez, quando invece rendevo piu’ chiaramente paradossali le sue affermazioni, aggiungendovi una presunta propensione dei Renani Fancazzisti all’accattonaggio e al furto con destrezza, praticati nella realta’ (come documentano purtroppo le cronache) da altre etnie.

    Il mio modo di fare ironia puo’ non esserti comprensibile, o puo’ non piacerti; quel che non puoi fare e’ leggerlo come l’attribuzione di certe pratiche alla comunita’ turca in Germania, perche’ cio’ non sta scritto da nessuna parte nel mio intervento.

    Europeo

  17. utente anonimo says:

    >Il mio modo di fare ironia puo’ non esserti comprensibile, o puo’ non piacerti; quel che non puoi fare e’ leggerlo come l’attribuzione di certe pratiche alla comunita’ turca in Germania, perche’ cio’ non sta scritto da nessuna parte nel mio intervento. Europeo< Lo so, mio buon “Europeo” che non sta scritto, ma siccome in quel pezzo si parlava solo di DUE etnie, quella teutonica e quella turca, visto che si capiva benissimo l’ironia di attribuire ai germanici “lavori” come accattonaggio, borseggio e furti di cavi in rami, non si capiva altrettanto bene che tali nobili “mestieri” non fossero, invece, attribuiti all’altra etnia in discussione. Tutto qui. Ritvan Slogghinato

  18. utente anonimo says:

    Di quel che e’ scritto nel pezzo risponde chi l’ha scritto. Io rispondo del mio commento.

    E il mio commento era fin troppo esplicito, nella sua ironia: non a caso definiva gli indigeni “Ren(ani)”, in consonanza con “Rom”.

    Gia’ mettere i sottotitoli alle battute gli fa perdere immediatezza, dover mettere pure i sottotitoli ai sottotitoli mi pare francamente eccessivo.

  19. RitvanShehi says:

    >Di quel che e’ scritto nel pezzo risponde chi l’ha scritto. Io rispondo del mio commento. (“europeo”, I suppose?)< Mi sa che hai “diversamente visto”. Nel tuo commento (il #1) c’è “la popolazione musulmana” (ovvero i turchi) che TU hai citato dal pezzo di Miguel, seguita dal tuo commento “alla zingara”, ironicamente attribuito all’altra etnia. Nel mio paese 1+1 fa di solito 2.
    >E il mio commento era fin troppo esplicito, nella sua ironia: non a caso definiva gli indigeni “Ren(ani)”, in consonanza con “Rom”.< Offro la solita cena (da consumarsi rigorosamente a Roma, eh) a chi fra i lettori del blog dichiari con gran sprezzo del ridicolo di aver capito la sottilissima allusione. >Gia’ mettere i sottotitoli alle battute gli fa perdere immediatezza, dover mettere pure i sottotitoli ai sottotitoli mi pare francamente eccessivo.< Mah, a dire semplicemente p.es. che “i renani stanno tutto il giorno al bar a grattarsi palle o ovaie”, ti sembrava tanto volgave, non ti sembrava così umoristica oppure non rendeva abbastanza l’idea?

  20. kelebek says:

    Per i contendenti…

    Ricordatevi di firmare sempre i commenti, altrimenti non riesco a tenere il punteggio.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    “Nel tuo commento (il #1) c’è “la popolazione musulmana” (ovvero i turchi) che TU hai citato dal pezzo di Miguel”.

    Appunto: io non mi attribuisco quel che dice Miguel (ma lo separo da quel che dico io attraverso le virgolette), quindi non attribuirmelo tu.

    “Nel mio paese 1+1 fa di solito 2. ”

    Nel mio, invece, chi somma mele (miguelesche) con pere (europeee) e’ Diversamente Aritmetizzato.

    “Offro la solita cena (da consumarsi rigorosamente a Roma, eh) a chi fra i lettori del blog dichiari con gran sprezzo del ridicolo di aver capito la sottilissima allusione.”

    Secondo me Martinez aveva capito benissimo. La cena puoi offrirla a lui e postare lo scontrino come prova.

    “Mah, a dire semplicemente p.es. che “i renani stanno tutto il giorno al bar a grattarsi palle o ovaie”, ti sembrava tanto volgave, non ti sembrava così umoristica oppure non rendeva abbastanza l’idea?”

    Piu’ che altro, non rendeva altrettanto riconoscibile lo stereotipo etnico, che non era scelto a caso: ho letto anch’io i post dove Martinez rende Onore alle morigerate giovani rom, che mai s’abbasserebbero a sculettare per profitto in tivu’ come le troiette italiche, preferendo invece procurarsi i contanti con altri mezzi. Sara’ Lavoro Vero anche quello.

    Europeo

  22. RitvanShehi says:

    —Ritvan: “Nel tuo commento (il #1) c’è “la popolazione musulmana” (ovvero i turchi) che TU hai citato dal pezzo di Miguel”.—-

    >Appunto: io non mi attribuisco quel che dice Miguel (ma lo separo da quel che dico io attraverso le virgolette), quindi non attribuirmelo tu. Europeo< Non ti sto attribuendo nulla, ma se tu rispondi ai metri (musulmani turchi di Miguel da TE citati) con chilogrammi (ovvero “attività” di pertinenza ROM), non ti lamentare poi se non ti si capisce.
    —-“Nel mio paese 1+1 fa di solito 2. “—-

    >Nel mio, invece, chi somma mele (miguelesche) con pere (europeee) e’ Diversamente Aritmetizzato.< Allora, visto che tale “somma” l’hai fatta tu, nel tuo paese sarai un felice Diversamente Aritmetizzato. Me ne congratulo. —–“Offro la solita cena (da consumarsi rigorosamente a Roma, eh) a chi fra i lettori del blog dichiari con gran sprezzo del ridicolo di aver capito la sottilissima allusione.”—– >Secondo me Martinez aveva capito benissimo. La cena puoi offrirla a lui e postare lo scontrino come prova.< Ah, allora sei anche “diversamente normale”, nel senso di “paranormale”, se riesci a leggere nel pensiero a Miguel? —–“Mah, a dire semplicemente p.es. che “i renani stanno tutto il giorno al bar a grattarsi palle o ovaie”, ti sembrava tanto volgave, non ti sembrava così umoristica oppure non rendeva abbastanza l’idea?”—– >Piu’ che altro, non rendeva altrettanto riconoscibile lo stereotipo etnico, che non era scelto a caso: ho letto anch’io i post dove Martinez rende Onore alle morigerate giovani rom, che mai s’abbasserebbero a sculettare per profitto in tivu’ come le troiette italiche, preferendo invece procurarsi i contanti con altri mezzi. Sara’ Lavoro Vero anche quello.< Beh, allora potevi scrivere le tue disquisizioni sulle rom non-sculettanti nei commenti del suddetto post, no, senza mischiare ad capocchiam turchi e rom.

  23. utente anonimo says:

    Ritvan, “mischiare ad capocchiam turchi e rom” e’ esattamente quello che hai fatto tu.

    Io non ho mischiato un bel nulla: ho semplicemente citato l’affermazione di Martinez che m’interessava, contestandone poi la seconda parte, ovvero la presunta nullafacenza dei renani. Questo implica ovviamente che ritenessi anche sovrastimata l’operosita’ degli immigrati mussulmani (turchi o di altra nazionalita’), ma non che volessi dare a LORO di fancazzisti.

    Il riferimento ai rom NON serviva per contrapporli ai turchi, bensi’ per ridurre ad absurdum le ‘stime’ di Martinez, evidenziando nel contempo la contraddizione tra il suo criticare gli indigeni tedeschi perche’ secondo lui non lavorano e ammirare invece i rom per un motivo analogo, ovvero per il loro orgoglioso rifiuto d’integrarsi nella corrotta societa’ gage’, il che si traduce in un’economia, di fatto, parassitaria-predatoria nei confronti dei suddetti gage’.

    Questo volevo dire, questo ritengo che Martinez abbia compreso (non occorre essere paragnosti) e che tu ti ostini a non comprendere.

    Se non ci arrivi, io piu’ di cosi’ non ti posso aiutare.

    Europeo

  24. kelebek says:

    Per Europeo n. 23

    Tra te e Ritvan, tifo per Ritvan… comunque ti concedo a malavoglia che hai ragione, nel dire che avevo capito il tuo ragionamento :-)

    Viva Ritvan (per questa volta)

    Abbasso Europeo

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    Martinez:

    “ti concedo a malavoglia che hai ragione, nel dire che avevo capito il tuo ragionamento :-)”

    A questo punto, se Ritvan e’ un Uomo d’Onore, deve metter mano al portafogli.

    Buon appetito. Ah, l’amaro bevetelo pure alla faccia mia ;-)

    Europeo

  26. RitvanShehi says:

    >Per Europeo n. 23 Tra te e Ritvan, tifo per Ritvan… comunque ti concedo a malavoglia che hai ragione, nel dire che avevo capito il tuo ragionamento :-) Miguel Martinez< Ma allora ha ragione il castruccio a dire che non conviene essere tuo amico!:-). Gli potevi almeno dire di aver capito – con enorme sforzo intellettuale – il suo “Sragionamento”, no? >A questo punto, se Ritvan e’ un Uomo d’Onore, deve metter mano al portafogli. Buon appetito. Ah, l’amaro bevetelo pure alla faccia mia ;-) Europeo< “Uomo d’Onore” sarai tu, mio caro “europeo” italico (del Sud?). Io sono “Burrë me Nder”, ossia “Uomo CON Onore”, una categoria ben diversa. Capisci la sfumatura, vero? Comunque, ti garantisco che nella cena da me pagata a Miguel, non ci permetteremmo mai di bere “alla faccia tua”: faremo il brindisi accompagnandolo con “Baciamo le mani a don Europeo, Uomo d’Onore”:-)

  27. utente anonimo says:

    Intendevo ‘honourable man’, come Bruto.

    Europeo

  28. RitvanShehi says:

    >Intendevo ‘honourable man’, come Bruto. Europeo< Ah, beh, allora in quel senso sì. Però, a scrivere in prima battuta qualcosa che non si presti ad equivoci “etnici” tu mai, eh!:-)

  29. utente anonimo says:

    E’ colpa di Martinez: ha cominciato lui con le citazioni shakespeariane.

    (Ma ‘uomo d’onore’ nell’ALTRO senso come si dice, in albanese?)

    Europeo

  30. RitvanShehi says:

    >Ma ‘uomo d’onore’ nell’ALTRO senso come si dice, in albanese? Europeo< Non si dice affatto. A dispetto di quel che vi propinano i media “europei”:-), quell’ALTRO fenomeno in Albania non è mai esistito e non esiste neanche adesso. Pertanto, non esiste un termine per definire i suoi “adepti”.

  31. utente anonimo says:

    Beh, questa e’ bella.

    Quindi procure antimafia, autorevoli fonti giornalistiche internazionali e quant’altro, fanno tutte parte di una congiura demo-pluto-masso-qualcosa per screditare i poveri albanesi, che anche quando delinquono, lo fanno a titolo personale e del tutto disorganizzato?

    Va bene, riformulero’ la domanda, Vostro Onore: come si dice ‘la mafia non esiste’ in albanese?

    Europeo

  32. RitvanShehi says:

    >Beh, questa e’ bella.

    Quindi procure antimafia, autorevoli fonti giornalistiche internazionali e quant’altro, fanno tutte parte di una congiura demo-pluto-masso-qualcosa per screditare i poveri albanesi, che anche quando delinquono, lo fanno a titolo personale e del tutto disorganizzato?Europeo< Più o meno. Sai, fratello “europeo” pure “procure antimafia, autorevoli fonti giornalistiche internazionali e quant’altro” tengono famiglia (come si dice da queste parti). E più è “grosso” il “pesce” che loro pescano, più la famiglia sta bene.
    “Del tutto disorganizzato”, però non è esatto. Certo che si organizzano. In bande. Ma da qui a parlare di “mafia” il passo mi sembra troppo lungo.

    >Va bene, riformulero’ la domanda, Vostro Onore: come si dice ‘la mafia non esiste’ in albanese?< La mafia ALBANESE non esiste? Si dice “mafia shqiptare nuk egziston”. Baciamo le mani a Voscenza:-)

  33. RitvanShehi says:

    P.S. (siempre per fratel Europeo)

    Anche di un altro “personaggio” albanese molto abbondante ultimamente nel Belpaese non esiste un nome etimologicamente albanese. “Prostituta” in albanese si dice “kurva” ed è un termine squisitamente slavo (spero che tu, fratel Europeo, a sapere che gli albanesi – a dispetto di quel che scrive siempre la stampa “europea”- non siano slavi ci sarai arrivato da solo). E il primo bordello in terra albanese fi aperto nel 1940 dalla Buonanima. Con “kurva” rigorosamente di pura razza italica.

  34. utente anonimo says:

    Ecco svelato l’argatto.

    C’era un amico che insisteva a dirmi che “puttana” in albanese si dice “kurva”. E io: ma no, ti sbagli, si dice così in serbo! E lui: massì, non sono sempre slavi? E io: ennò, ennò, gli albanesi non sono slavi…

    Aveva ragione lui, aveva.

    Va a finire che siete pure slavi! :-)

    Z.

  35. utente anonimo says:

    Nnenti picciotti, nnenti bottane… miiii, che paese arrechraaaato!

    Don RitvAn, ce preshtasse pe’ccortisia u gummuni, che cce purtamu noialchri all’Albania nu pocu ‘e bizzinEsse, ah.

    Europeo

  36. RitvanShehi says:

    >Nnenti picciotti, nnenti bottane… miiii, che paese arrechraaaato!

    Don RitvAn, ce preshtasse pe’ccortisia u gummuni, che cce purtamu noialchri all’Albania nu pocu ‘e bizzinEsse, ah. Europeo< Non credo sia una buona idea, cumpa’. In Albania la prostituzione è reato (penale, come direbbe il buon Z.:-) ) e il tuo bizzinesse rischierebbe di andare subito…a bottane:-)

  37. RitvanShehi says:

    >…una congiura demo-pluto-masso-qualcosa per screditare i poveri albanesi…Europeo< Scusa se riprendo un tuo paragrafo, ma penso che una piccola lezioncina di Storia Europea (che non trovi certo nei tuoi manualetti di Storia d’uso corrente Europeo:-) ) non ti farebbe male.
    E’ la storia proprio di un Komplotto demo-pluto-paperino-masso-…serbo a danno degli albanesi.

    Un certo Vladan Djordjevic, medico laureatosi a Vienna e Primo Ministro serbo (per maggiori informazioni; http://albellenic.splinder.com/archive/2005-04

    http://www.mfa.gov.yu/History/ministri/VDJordjevic_e.html ), ovvero non un pincopalla quaquaraqua qualsiasi, pubblicò a Lipsia nel 1913 un libello pseudoscientifico (“Albanesen und die Grossmächte”, Leipzig, 1913) in cui sosteneva di aver visto da medico tanti albanesi con la coda:-)

    Però, a volte il komplotto demo-pluto-paperino-serbo basato sul razzismo pseudoantropozoologico:-) non paga. E lo dimostra un episodio diplomatico presente in tutti i libri di storia albanesi (e ovviamente:-) ignorato in quelli del resto d’Europa). Proprio nel 1913 si riuniva a Londra la cosiddetta “Conferenza degli Ambasciatori” delle Grandi Potenze europee per decidere cosa fare dell’Albania che s’era autodichiarata indipendente (è lapalissiano che il sullodato libello era stato pubblicato poco prima proprio per orientare in un certo modo tale Conferenza e poi tutti i principali giornali EUROPEI – facenti ovviamente parte del sullodato Komploto demo-pluto-paperinico:-) – lo avevano recensito e amplificato in diversi modi).

    Mentre la Conferenza stava per avere inizio, il Presidente, il Ministro degli Esteri inglese, vede il rappresentante albanese Ismail Bey Vlora (primo ministro del governo provvisiorio del neonato Stato, ex diplomatico ed ex deputato dell’Impero Ottomano) in piedi che si rigirava fra le mani la propria poltrona. E lo interpella:

    “-Sig. Vlora, cosa fa in piedi a rigirarsi la sedia fra le mani, si sieda, prego, che dobbiamo cominciare!

    -Mi scusi, Eccellenza, ma stavo cercando il buco nella sedia.

    - Buco? Quale buco?

    -Il buco per infilarci la mia coda, Eccellenza, non vorrei che mi si sciupi. Però, purtroppo, vedo che, nonostante le tante raccomandazioni pervenute, nessuno vi ha provveduto a farne uno….”

    Grassa risata del britannico, che – come tutti i britannici del resto – pare apprezzasse tanto lo humour. E alcuni storici albanesi sostengono che proprio la simpatia creatasi fra lui e Vlora grazie a quella battuta di spirito, ha indotto l’Inghilterra ad appoggiare un compromesso più favorevole agli albanesi di quanto ci si aspettasse in quel periodo.

    Saluti Europei

  38. RitvanShehi says:

    >Va a finire che siete pure slavi! :-) Z.< Beh, no, ma nel ‘400 il buon Stefan Dusan, re dei serbi, pensò bene di inglobare i territori dell’odierna Albania (oltre a buona parte di Grecia e Bulgaria) in un grande impero. E lui stesso si autodefinì “zar dei serbi, greci, bulgari e albanesi”.
    Credo che gli albanesi abbiano “recepito” in quel tempo il termine – fino ad allora sconosciuto per loro – “kurva”. Come vi risalgono diversi toponimi albanesi NEL SUD, come la città di “çorovoda” (crna+voda), “novosela”, ecco, i primi che mi vengono in mente.

  39. non è vero che a colonia un gruppo di persone vuole impedire ai musulmani di pregare. vuole solo che questo non avvenga in luoghi pubblici, perchè ritiene l’islam una falsa religione. ma anche se un gruppo di persone avesse voluto IMPEDIRE ai musulmani di pregare, e lo avesse fatto in modo legale, nessuno aveva il diritto di manifestare la loro opinione. c’è un modo di essere fascisti anche nell'”antifascismo”, e in questo i tedeschi sono i maestri indiscussi. le aggressioni contro il movimento “pro-köln” fanno vomitare!

  40. kelebek says:

    Caro Andrea n. 39

    Qui si aggrovigliano diverse questioni.

    L’Islam è una religione falsa?

    Credo che sia una conclusione legittima che si può dedurre però solo da una premessa: che un’altra sia la religione “vera”.

    Se la Germania fosse concorde che (poniamo) quella calvinista fosse l’unica religione vera, sarebbe anche comprensibile la conclusione, chiudiamo quindi le chiese cattoliche, le moschee e tutto il resto.

    Comunque, un credente dovrebbe occuparsi prima di affermare la propria fede e solo dopo di sopprimere quella degli altri.

    In un altro senso, erano probabilmente convinti che l’Islam fosse una “religione falsa”, o una “non verità” il 70% dei manifestanti “anti-antislamofobi”, o perché atei/agnostici o perché cristiani.

    Però la Germania, tra il 1618 e il 1648, ha imparato che bisogna conviverci con le religioni altrui, per quanto “false”: e con tutto ciò che è pure successo in Germania dopo, bisogna riconoscere che la società tedesca è sempre stata tollerante in materia religiosa (altre sono le follie “razziali”).

    Poi, la Germania ha voluto avere il successo economico? Bene. Allora si tenga il carburante umano che l’ha reso possibile. E a parità di diritti.

    Premesso che non credo alla sacralità del diritto borghese (uso il termine “borghese” in senso specifico, non per fare il rivoluzionario…), il tentativo di privare una categoria di persone di diritti fondamentali è di discutibile legittimità.

    Premesso questo, io posso anche essere d’accordo che lo stato avrebbe dovuto permettere la manifestazione anti-moschea: qualunque limitazione di tali diritti è pericoloso e può colpire poi chiunque.

    Trovo invece perfettamente accettabile la violenza dei manifestanti contro gli islamofobi.

    E qui c’entra anche una questione politica più ampia.

    Io ritengo che l’islamofobia sia oggi una delle armi principali di legittimazione del sistema di dominio mondiale che nel mio piccolo (o nel mio microscopico) cerco di combattere.

    Non ho nulla contro chi ritiene l’Islam una falsa religione; posso accettare che si critichi questa o quella realtà islamica.

    Ma chi si pone sul fronte islamofobo, chi ne fa una leva politica, è mio nemico.

    Miguel Martinez

  41. utente anonimo says:

    Ritvan 36 (in Albania è reato penale)

    Interessante.

    Conoscevo una ragazza, albanese, portata qui (come moltissime altre) dai suoi concittadini (una allegra banda piuttosto attiva :-)), tenuta in casa come un cane (in quanto spesso legata) e mandata a battere per strada dai medesimi compari, che – naturalmente – abusavano di lei.

    Sempre senza preservativo.

    Se avesse buttato l’eventuale bimba dalla finestra… ancora non verrebbe chiamato un veterinario, a giudicare della sua imputabilità.

    Per fortuna è lo stesso per una neo-mamma rumena o italiana o americana o ebrea o musulmana ecc.

    giorgia

  42. RitvanShehi says:

    >Ritvan 36 (in Albania è reato penale)

    Interessante.giorgia< Già. E’ reato. Ma non aggiungere “penale”, altrimenti, come ho già detto, il nostro Z. s’inkazza:-).
    >Conoscevo una ragazza, albanese, portata qui (come moltissime altre) dai suoi concittadini (una allegra banda piuttosto attiva :-)), tenuta in casa come un cane (in quanto spesso legata) e mandata a battere per strada dai medesimi compari, che – naturalmente – abusavano di lei. Sempre senza preservativo.< Già. Anch’io conosco un tuo simpatico connazionale (dalle parti del sud) che dopo aver strangolato un ragazzo lo ha sciolto nell’acido. Questo, però non vuole affatto dire che la legge italiana permette (o dovrebbe permettere) di sciogliere i ragazzi nell’acido, non ti pare?
    >Se avesse buttato l’eventuale bimba dalla finestra… ancora non verrebbe chiamato un veterinario, a giudicare della sua imputabilità.< Il tuo paragone mi sembra altamente ad minchiam. La ragazzotta rumena infanticida non era una prostituta (schiavizzata o meno), viveva felice e beata con la sua famiglia e il bambino era – presumibilmente- frutto dei soliti contatti sessuali fra adolescenti. Informati meglio, cara. >Per fortuna è lo stesso per una neo-mamma rumena o italiana o americana o ebrea o musulmana ecc.< Questo lo dici tu. E la Franzoni (biekissima borghese di pura razza italica, abitante in una villona) è sempre lì a smentirti.

  43. utente anonimo says:

    Le sorti della Franzoni sono sul gobbone di quel c…..e del suo primo avvocato.

    Ai giudici non sarebbe parso vero di poter ritenere sussistente un vizio totale di mente, cagionato da una sindrome reattiva breve o qualcosa del genere(probabilmente effettivamente in corso al momento del fatto) ma l’id…ta ha preferito fare i fuochi d’artificio, sulla pelle dei suoi clienti, alla prima esperienza processuale (peraltro piuttosto intensa).

    Sarebbe stata assai meglio sin da subito l’attuale difensore d’ufficio: qualche problemino da gestire con l’assassina-mammina perfetta, che aveva bisogno di negare ad oltranza ma l’abilità professionale credo stia anche nella capacità di persuadere (anche a mezzo ipnosi) il cliente in difficoltà circa l’opportunità di una certa linea difensiva.

    saludos

  44. RitvanShehi says:

    x saludos

    E’ facile dare del c…e e dell’idiota (senza punti sospensivi, please, non è una parola scurrile:-) ) a Grosso, PRIMO AVVOCATO della Franzoni (avvocato che, peraltro, non mi pare fosse alla sua prima esperienza processuale) , DOPO che la sua strategia difensiva – seguita anche dal SECONDO avvocato, Taormina, è fallita. Però, io credo che lui abbia scelto la strategia “innocentista” proprio perché la sua lunga esperienza dei tribunali gli ha suggerito che la Franzoni, bieka borghese villamunita:-), se “rea confessa” non sarebbe stata trattata con gli stessi riguardi riservati alla povera raggazina rumena. Ed è questo anche quel che sostengo io. Di fronte a una condanna CERTA in caso di confessione, lui ha rischiato il tutto e per tutto. E ha perso. Perché la “bieka borghese villamunita” non poteva essere non colpevole, in ogni modo. Pace e amen.

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