Il capitalismo ai tempi del Carrefour

Per me, il blog è un posto dove scrivo io. I commenti, invece, sono il posto dove scrivono i commentatori; e quindi dove io leggo ciò che scrivono gli altri.

Così non si finisce per affogare nel blogoflusso - quel Luogo Comune melmoso, viscido, isterico e scorrevole che trascina e travolge con sé la finta vita. Da una parte, è quanto di più evanescente ci possa essere – ricorda le feroci ma passeggere risse degli scimpanzé allo zoo – dall’altra fissa in una sorta di eternità ogni idiozia e ogni brutalità. In questo senso, è sia un flusso che una palude.

Separando ciò che scrivo dal blogoflusso, io resto all’asciutto e la mia vita vera la passo fuori dal computer.

Un risultato è che i commenti che ricevo, non costituendo chiacchericcio da blogoflusso, sono spesso di altissimo livello; piccoli gioielli di filosofia, poesia o saggistica. Anche in grande contrasto tra di loro (e con me).

Quindi, tra i commenti al post di ieri, dedicato alla cafoneria strutturale del capitalismo assoluto, ce ne sono alcuni che meritano di essere portati a post.

Due riflessioni di PinoMamet:

"Queste frasi "aziendali" (se si esula dal fatto che sono scritte come riempitivo da qualche creativo anche lui pagato a cottimo, che odia profondamente il prodotto per il quale sta consumando tempo) sono comunque terrificanti, a bene vedere.""

Rispondendo a Rosalux (il cui commento dovrebbe ricevere un post a parte, per cui non ve lo riassumo), PinoMamet invece scrive:

"Mi permetto un appunto: i lettori di questo blog hanno visioni molto diverse tra loro e da quella di Miguel, e, a quanto mi consta, dispongono di cervello proprio, che li guida spesso in direzioni diverse da quelle di Miguel Martinez.

A leggere te sembra che ci siano due classi, i blogger, dotati di qualche misterioso potere, e perciò capaci di comunicazione personale tra loro, e i non-blogger, poveri scimuniti nelle mani dei blogger.

Nel caso specifico, mi sembra che diversi lettori di questo blog abbiano visto benissimo gli spazi che dici tu."

Non so se sia giusto nei confronti di Rosalux, ma è molto interessante questa distinzione tra i blogger e i non-blogger, e vale la pena pensarci.

Ecco cosa scrive pietro (la minuscola è voluta da lui), prendendo spunto dalla signorina  ("persona Carrefour") che è intervenuta per criticare la mamma di Alexander:

"Del resto la signorina avrà chi è pagato per fargliela pagare e io mi risparmio il mio crucifige, se non altro perché mi scoccia di dirlo gratis quando c’è qualcuno che ci campa di quello. La cosa bella è che la signorina ha applicato una regola diffusa che vediamo applicata ogni giorno e sempre più estesa per legge. Ma alle volte lo specchio ci rimanda immagini meno sopportabili di altre. O forse in alcuni casi c’è concesso di rompere lo specchio.

La cosa che m’ha colpito di quel fotografo è l’assoluta mancanza d’arte d’arrangiarsi. Troppo ligio al “saper fare” inculcato dall’azienda per usare metodi sputtanati, da lazzarone napoletano, non ha colto al volo l’intuizione della madre di fare la foto come viene viene, che lui si liberava del “pezzo difettoso” e il bambino sarebbe stato contento lo stesso. Anche questo è un piccolo segno dei tempi."

Infine, un commento lungo e ricco di E.M.:

"Per quanto mi riguarda, molto prima del problema della cafonaggine strutturale si presenta quello delle condotte di simbolizzazione proposte, se non proprio imposte, ai bambini nostrani: ovvero, ciò che si dice, che si fa fare e che si fa vedere ai pargoli, nella misura in cui tali cose, nell’essere ascoltate, viste e fatte, influiscono nel profondo della psiche dei suddetti pargoli; determinano il modo in cui essi struttureranno la propria psiche.

Se i macchinoni non sono, a mio parere, che la traccia della sempiterna fascinazione che gli oggetti della tecnologia esercitano sui bambini, c’è da dire che altri prodotti di marca Disney (high school musical?) presentano, a questo proposito, un rischio molto più concreto, e allo stesso tempo scoprono il gioco del capitale nei confronti dell’infanzia planetaria.

Una leva di queste strategie è la fretta di diventare grandi, che credo tutti hanno conosciuto, e che si manifesta normalmente nel gioco. Tento un esempio. Gli antichi ninnoli con cui le bambine si sono rese graziose per secoli erano già oggetti ibridi e ambigui, dotati di un carattere di balocco in grado di nascondere e bilanciare la loro natura di ingenui strumenti di seduzione.

Mi pare che negli ultimi anni si sia giocato su quest’ambiguità, per spostarla decisamente sul secondo termine: oggi le vecchie patacche di plastica lasciano spazio a veri oggetti di moda, già molto diversi da quelli di un passato recente, "transizionali" fra il mondo dell’infanzia, a cui sono legati da un marchio, e quello degli adulti, ben riflesso nella loro fattura assolutamente non lasciata al caso. Ecco così comparire, nel Disney Store (entrare per credere), i boxer griffati, taglia 4/5 (anni).

L’erotizzazione precoce, che a sua volta crea ulteriori bisogni di oggettivazione e costruzione del proprio corpo sociale (in "soggetti" lungi dal raggiungere un qualunque tipo di maturità), incentivata senza dubbio da un’enorme serie di prodotti televisivi spazzatura, è al tempo stesso una conseguenza di questo fenomeno, oltre che una concausa.

Fatto sta che si è aperto un nuovo mercato, ed è ormai facilissimo imbattersi in pubblicità imbarazzanti, che c’è da giurare facciano la felicità di buona parte della comunità mondiale di pedofili.

Immagino che, dato il diverso ritmo del loro sviluppo, i maschietti siano in qualche modo refrattari a questo processo; per loro ci sarebbero ancora pupazzetti e foto pacchiane con gli eroi dei cartoni animati, grazie a dio.

E qui tocchiamo un altro argomento spinoso, ovvero quello della felicità fanciullesca standard; in realtà mi pare che si tratti di un complesso rituale agli sgoccioli, destinato ad essere completamente soppiantato dalla simbiosi totale con la consolle di turno, cui già moltissimi bambini sono troppo familiari. Potrei sbagliarmi.

Infine, la questione della cafonaggine: è sì strutturale, ma non credo riguardi contratti temporanei e rapporti perversi fra la ditta e il personale. Per spiegarsi un simile comportamento basta chiamare in causa alcune caratteristiche molto comuni nei nostri tempi: l’afasia endemica, l’atomizzazione sociale, l’inaridimento di ogni rapporto umano."

Con commentatori così, c’è da sentirsi proprio bene.

Print Friendly
This entry was posted in urbanistica and tagged , , . Bookmark the permalink.

42 Responses to Il capitalismo ai tempi del Carrefour

  1. utente anonimo says:

    x martinez e pino mamet

    Non c’è a mio avviso nessunissima divisione tra “blogger” e lettori – mai neppure immaginata una sciocchezza simile – esiste solo chi comunica e chi riceve la comunicazione – questo vale in piazza, al bar, nei blog, sui giornali, alla radio, in famiglia, a scuola…Anzi, forse addirittura – spersonalizzando ancora di più – esistono solo memi più o meno resistenti, al di là delle persone. Una comunicazione può essere efficace e al tempo stesso infondata o fondata su presupporsi falsi. Berlusconi ha convinto il 60% degli italiani di star facendo un ottimo lavoro. Ha fatto tagli alla scuola, e ha fatto credere di essere tornato alla buona vecchia scuola di una volta, ha tagliato fondi alla polizia, ma la gente è rasserenata dai soldatini. Ha la capacità di strutturare unità minime di pensiero ad elevatissimo grado di contagiosità.

    E non è un blogger.

    rosalux

  2. kelebek says:

    Infatti, ritengo che l’accusa contro di te sia ingiusta; però riflette una realtà che esiste, una sorta di autocompiacimento di categoria dei blogger.

    Miguel Martinez

  3. PinoMamet says:

    Ok Rosa

    ho capito cosa intendi; diciamo che la frase mi aveva dato da pensare alla divisioni in “classi”, anche perché alcuni blogger secondo me si adeguano a questa visione (e anche i loro commentatori, forse).

    Ciao!!

  4. RitvanShehi says:

    >…altri prodotti di marca Disney ….presentano, a questo proposito, un rischio molto più concreto, e allo stesso tempo scoprono il gioco del capitale nei confronti dell’infanzia planetaria…E.M. (citato da Miguel)< Sì, ma l’Antimperialismo vigila e fa le proprie contromosse. E’ di oggi la notizia che uno sceicco dell’Arabia Saudita ha emesso una fatwa contro un biekissimo prodotto a marchio Disney del Grande Satana. Una fatwa contro…Topolino. Giuro, è tutto vero, non me lo sono inventato……

  5. kelebek says:

    Non mi sembra che l’Arabia Saudita sia un campione dell’antimperialismo… sono mica come i finanziatori Taliban!

    Miguel Martinez

  6. falecius says:

    Ma l’Arabia Saudita, qualche annetto fa, i Taliban li finanziava…

  7. utente anonimo says:

    >Non mi sembra che l’Arabia Saudita sia un campione dell’antimperialismo… Miguel Martinez< L’Arabia Saudita – nel senso di Stato – no. Ma certi sceicchi wahabiti, invece sì. Io mica ho detto che la condanna di Topolino fosse un decreto reale, ho detto che era una fatwa religiosa. Ciao
    Ritvan slogghinato

    P.S. Miguel, dì questo da parte mia al caro “antifascista” di cui sotto che sta spargendo merda sul tuo blog:

    Qualcuno la attribuisce a Mino Maccari, qualcun altro a Ennio Flaiano. Ma se la paternità della battuta è incerta, l’efficacia è certissima: «In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti».

  8. antifascismo says:

    Guarda caso, il riferimento al sito che scopre i poco onorevoli altarini di Martinez viene subito cancellato!

    http//miguelmartinez.sosblog.com/

  9. utente anonimo says:

    OT, ma importante

    Franco

    ——–

    Assedio alla Striscia: in progetto una rotta navale tra Gaza e Cipro.

    16-09-2008 Gaza

    Gaza – Infopal. Ieri sera, il portavoce del Comitato popolare contro

    l’Assedio ha annunciato la creazione della prima rotta marina che

    collegherà Cipro con la Striscia di Gaza.

    Il Comitato ha ricordato che ad agosto 7 palestinesi sono riusciti a

    salpare dal porto di Gaza a bordo delle due imbarcazioni del Free

    Gaza Movement, di ritorno a Cipro, senza “permessi di uscita o di

    entrata”. I passaporti dei cittadini sono stati timbrati dalle

    autorità portuali palestinesi.

    La compagnia che collegherà Gaza con Cipro si chiamerà “Aloha

    Palestine Aloha” e trasferirà pazienti, studenti e persone bloccate

    fuori dalla Striscia.

    La giornalista britannica Lauren Booth, cognata dell’ex premier Tony

    Blair e una dei nove attivisti del Free Gaza bloccati nella Striscia

    (sia Israele sia l’Egitto hanno negato loro l’autorizzazione a

    lasciare l’area), ha dichiarato che il porto di Gaza è ora “libero di

    ricevere navi da tutto il mondo” e ha aggiunto che sono stati

    raccolti migliaia di dollari per finanziare i viaggi dei gazesi al di

    fuori della Striscia.

    ————–

    (http://www.infopal.it/testidet.php?id=9317)

  10. utente anonimo says:

    Miguel

    è possibile essere anti-imperialisti e liberi?

    Ciao

    Francesco

    PS e non rispondermi che è impossibile non essere anti-imperialisti ed essere liberi, perchè ti chiederei quale è la tua definizione di libertà. :)

  11. RitvanShehi says:

    >Guarda caso, il riferimento al sito che scopre i poco onorevoli altarini di Martinez viene subito cancellato!….antifascismo< Guarda caso, dei suoi “poco onorevoli altarini”, ovvero i suoi trascorsi a Nuova Acropoli, il Martinez ci ha resi edotti qui fino alla nausea:-). Quello che lui cancella – a mio immodesto avviso – è un messaggio ripetuto papagallescamente infinite volte e proveniente da una poco onorevole personcina anonima e rompicoglioni, che si nasconde dietro l’etichetta “antifascismo”.
    E a proposito di vosotros “antifascisti”, repetita iuvant:

    Qualcuno la attribuisce a Mino Maccari, qualcun altro a Ennio Flaiano. Ma se la paternità della battuta è incerta, l’efficacia è certissima: «In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti».

  12. E’ pazzesco. Sono d’accordo sia con l’analisi di Miguel che con tutti i commenti, che mostrano le mille sfaccettature della vicenda alexander, le mille contraddizioni insite in un unico episodio. Se comincio ad essere d’accordo anche con Ritvan vuol dire che sto proprio invecchiando!

    Comunque anche io ho notato una sorta di discriminazione ai danni di noi non-blogger, a volte considerati simplicisticamente dei troll (anche quando cerchiamo di scrivere commenti di un certo spessore e firmiamo con nome e cognome)

    PS: avevo sospettato che dietro le innoque fattezze di Topolino si nascondesse in realtà Satana in persona! E mi ricorda un vecchio post di Miguel dove si ipotizzava che babbo natale fosse l’anticristo. Consiglierei di tenere d’occhio anche i cartoni animati in tv.

    ciao

  13. brullonulla says:

    l’esistenza della “categoria dei blogger” è un fatto assolutamente ridicolo e folle.

    i cosiddetti blogger (di cui tecnicamente farei parte) non sono altro che fruitori di uno strumento. tanto varrebbe sentirsi “fridger”, ovvero utilizzatori di frigorifero, o “oiler” quando mettiamo l’olio sull’insalata.

    eppure c’è gente la quale vede nel banale uso di un form HTML come comodo mezzo per buttare del materiale online il cardine alchemico per entrare a far parte di una misteriosa, indefinita Comunità.

    arrivando quindi a cialtronesche autoreferenzialità come le Blogfest.

    dio ce ne liberi.

  14. utente anonimo says:

    Dio

    saluti

    Francesco

  15. antifascismo says:

    Caro Ritvan, Il Martinez i suoi trascorsi in Nuova Acropoli che li ha raccontati “in versione riveduta e corretta”, senza aggiungere “provenivo da Ordine Nuovo”, come invece faceva nel 1994.

    Chi pertanto vuole bersi la “versione riveduta” può accomodarsi in questo blog. Chi vuole invece sapere quel che diceva di se stesso nel 1994 può invece leggere quel che Martinez non gradisce si legga, cioè il blog

    http//miguelmartinez.sosblog.com/

  16. kelebek says:

    Sì, e c’è pure “l’esercito di adoratori di Hitler” armatissimo e pronto a conquistare il mondo!

    Qualcuno ne ha poi sentito parlare?

    :-)

    A proposito, tu come ti chiami?

    Miguel Martinez

  17. controlL says:

    Caro antifascimo, su un blog che parla di “ordine nuovo” ti propongo il “discorso sul costume” di pino rauti. T’assicuro che abituato a leggere cose comuniste, tante volte m’è capitato di leggere cose meno intelligenti e profonde di questo. E anche l’inno è parecchio bello, en passant, non sfigurerebbe in un sito neoborbonico; li trovi in questa pagina: http://ordinenuovo.ilcannocchiale.it/?yy=2008&mm=3

    p

  18. kelebek says:

    Per Brullonulla n. 13

    Sono d’accordo, anche per i blog attivi in Italia saranno sicuramente centinaia di migliaia.

    E presumo che coloro che si “sentono blogger” oggi costituiscano quella minima parte dei blog che hanno qualche pretesa vagamente culturale. Insomma, i blog che probabilmente incrociano i lettori di questo blog.

    Tra l’altro ho sempre notato guardato con diffidenza il termine “blogosfera”, che presuppone una platonica rotondità e una comunità tutta chiusa ad amarsi dentro la sua palla.

    Miguel Martinez

  19. RitvanShehi says:

    >Caro Ritvan, Il Martinez i suoi trascorsi in Nuova Acropoli che li ha raccontati “in versione riveduta e corretta”, senza aggiungere “provenivo da Ordine Nuovo”, come invece faceva nel 1994. antifascismo< Poffarbacco, se a uno iscritto per anni a “Nuova Acropoli” si aggiunge la provenienza – vera o falsa che sia – da “Ordine Nuovo”, allora cambia tutto!:-)
    Ma mi faccia il piacere, mi faccia, direbbe il buon Totò, se fosse vivo…

  20. brullonulla says:

    se provo a connettermi al sito del nostro amico “antifascismo” vengo ridirezionato alla pagina di it.wiki su HTTP.

    non so che senso abbia. succede anche a voi?

  21. controlL says:

    ha dimenticato i due punti. Usa l’indirizzo messo nel nro43 del post precedente.p

  22. RitvanShehi says:

    Ehmmm…siempre a proposito della fatwa saudita contro Topolino, in essa il simpatico roditore cartaceo viene definito “un soldato di Satana” e un “impuro corruttore” e per questo merita la morte.

    Credo che l’Associazione Saudita dei Deratizzatori stia festeggiando, prevedendo lauti guadagni:-).

  23. kelebek says:

    Per Ritvan

    Ma qual è la motivazione della fatwa?

    L’Arabia Saudita è intrisa fino al midollo di culturame statunitense, che viene allegramente assorbita assieme agli orologini di quarzo che indicano le ore di preghiera.

    Certamente la motivazione non è che Topolino è “occidentale”, ci deve essere una precisa, per quanto discutibile, motivazione giuridico-teologica.

    Miguel Martinez

  24. ZanShin says:

    @ Antifascismo:

    Il modo di pensare e di vedere le cose da parte di una persona è(auspicabilmente) soggetto ad evolversi.

  25. kelebek says:

    Per ZanShin

    Dai. Lasciagli riposare i neuroni, ha già fatto abbastanza sforzi.

    Piuttosto, prova gentilmente a chiedergli come si chiama.

    Senno’ mi tocca chiamarlo con qualche nome cretino, tipo “gattino” :-)

    Miguel Martinez

  26. kelebek says:

    Per Ritvan n. 22

    Dubito poi che la fatwa preveda la condanna a morte di Topolino. Anche perché non dovrebbe rientrare nelle categorie di persone che secondo il diritto islamico sono punibili.

    Immagino che la fatwa sia semplicemente un’opinione sulla liceità di leggere Topolino.

    Al massimo sarà una condanna contro un editore saudita, che ha pubblicato Topolino.

    Miguel Martinez

  27. Aggiungo:

    perché poi proprio contro topolino e non, che so io, contro paperino o pippo? se ho ben capito gli ultimi due non sono stati fatwati.

  28. PS: Fatwa non è sinonimo di condanna a morte. La fatwa è un parere legale, una sorta di direttiva. NOn ho letto questa fatwa, ma da quello che so una cosa del genere dovrebbe avere l’effetto di rendere illeciti:

    a)la lettura di topolino

    b) l’acquisto di topolino

    c) indurre qualcuno a leggere topolino

    d) vendere topolino

    e) lavorare all’edizione di topolino

    f) diffondere e vendere topolino

    g) rendere haram (illeciti) tutti i guadagni derivati dalla produzione e vendita dei giornaletti di topolino

  29. Ritvanarium says:

    Ma non possono accontentarsi di fare un fumetto in cui un “bravo” Cammello Umanoide Saudita ;-) fa fuori il bieko Sorcio Umanoide USAno ;-) ?

    … Mah !

    by DavidRitvanarium

  30. utente anonimo says:

    Ma siamo sicuri di ‘sta cosa su Topolino? non è che qualcuno si è inventato la storia di sana pianta, magari ispirandosi ad un fatto reale (per la precisione, un manifesto di un’associazione nazista della Pomerania negli anni ’30)?

    Mah, boh, mi sbaglierò…

    Z.

  31. PinoMamet says:

    Magari mi sbaglio,

    ma la fatwa non è una cosa tipo:

    l’autorità religiosa Taldeitali, consultando il commentario Pincopalla glossato da Sempronio, dice che Topolino non si può leggere, o che la tal forma di macellazione non è lecita o che le donne devono coprirsi anche le orecchie, ed emette un parere in tal senso;

    l’autorità religiosa Talatro, consultando il Pincopalla ma interpretando diversamente Sempronio, o rifacendosi all’autorità di Tizio, dice che invece Topolino va benissimo, la tal forma di macellazione è lecita e le donne possono lasciare scoperte le orecchie?

    In questo caso, se al tal sceicco non piace Topolino, come dire, alla fine, affari suoi.

    Ciao!

  32. kelebek says:

    Gli amici troll hanno diritto a un commento al giorno, se mi gira.

    Con due c’è il rischio che si ubriachino.

    Eventualmente un secondo commento per presentarsi come le persone educate.

    Miguel Martinez

  33. RitvanShehi says:

    x Miguel, Paolo, Z., Barbara e le loro domande.

    Pigroni:-) che non siete altro, provate a sgooglare con le parole chiave “topolino”+”arabia”+”saudita” e troverete abbondanti risposte alle vostre domande. Anzi, vi risparmio tale immane fatica:-) e vi copincollo il link della rai che ne parla e dice le stesse identiche cose che dicevo io:

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=85974

    P.S. Per quanto riguarda poi la “morte” der sorcio yanqui, ovviamente è da intendersi in senso metaforico. La condanna, invece, no.

  34. RitvanShehi says:

    >Ma non possono accontentarsi di fare un fumetto in cui un “bravo” Cammello Umanoide Saudita ;-) fa fuori il bieko Sorcio Umanoide USAno ;-) ? … Mah ! by DavidRitvanarium< Eh, ma se applicassero la par condicio, che bravi estremisti/fondamentalisti islamici sarebbero? Eppure una delle frasi più ripetute nel Corano è:”O voi che credete, non eccedete in alcuna cosa, poiché Dio non ama chi eccede”. Ma evidentemente il sullodato sceicco si crede – come del resto accade per ogni ideologia, religiosa o meno – più musulmano di Maometto:-)

  35. utente anonimo says:

    @antifascismo:

    ma no !

    davvero Martinez era(ehm..) neofascista? nessuno lo sapeva :-p

    non ci dormirò stanotte ;-)

    anche io ho scoperto delle cose inquietanti ma , prima di leggerle, ti consiglio di sederti perchè potresti svenire :

    pare… e dico pare perchè la cosa cambierebbe il valore della loro opera …. che Guareschi (quello di don Camillo) , Borsellino e Battisti avessero “cattive” frequentazioni.

    Mi raccomando: se ti capita una loro canzone o testo, non ascoltarli/leggerli :-p

    saluti

    bhishma

    p.s.

    permetti consiglio da un antifascista ad antifascimo: i fascisti, nel senso rigoroso del termine, ormai non sono più un problema rilevante. Il problema è altrove : nel capitalismo .

    E nella cojonaggine di chi tenta di affrontarlo con la fuffa

  36. utente anonimo says:

    >pare… e dico pare perchè la cosa cambierebbe il valore della loro opera …. che Guareschi (quello di don Camillo) , Borsellino e Battisti avessero “cattive” frequentazioni.

    Mi raccomando: se ti capita una loro canzone o testo, non ascoltarli/leggerli :-) bhishma< Ehmmm…non mi pare il consiglio più azzeccato per un “antifascista”: da quelle parti lì i personaggi da te citati sono già considerati “ufficialmente”abbastanza “fascisti” e da aborrire, insieme alle loro opere. Gli si dovrebbe dire, piuttosto, di non azzardarsi a leggere nemmeno una riga dell’icona “antifascista” e premio Nobel Dario Fo, visto che nosotros sappiamo bene – ma l’ignoranza degli “antifascisti”, invece, a volte è abissale – che Fo ha addirittura combattuto nei ranghi delle milizie della Repubblica di Salò! Ritvan (siempre slogghinato)

  37. mariak says:

    Gli si dovrebbe dire, piuttosto, di non azzardarsi a leggere nemmeno una riga dell’icona “antifascista” e premio Nobel Dario Fo, visto che nosotros sappiamo bene – ma l’ignoranza degli “antifascisti”, invece, a volte è abissale – che Fo ha addirittura combattuto nei ranghi delle milizie della Repubblica di Salò! R.

    ma è cosa detta e ridetta, ormai lo sanno tutti, anche il gatto di casa :-)

  38. utente anonimo says:

    E Scalfari dove lo mettiamo? :-)

    Z.

    (anzi, trattandosi di Scalfari: zzz…)

  39. utente anonimo says:

    >E Scalfari dove lo mettiamo? :-) Z.< Ma nel posto che sanno anche i gatti di casa, of course!:-). E se lo sanno anche i sullodati mici domestici è proibito menzionarlo!:-) P.S. (serio): Un elenco completo dei voltagabbana fascisti confluiti nel PCI & affini a guerra finita lo potresti trovare in un libro di Mirella Serri “I Redenti-Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948″. Ed. Corbaccio. Però, mi raccomando, non ne parlare in giro, sai, i mici casalinghi che sanno da tempo queste quisquilie potrebbero inferocirsi e sbranarti:-)

  40. utente anonimo says:

    Ovviamente:-) il #39 è di Ritvan Slogghinato (e Irredento:-) )

    Ritvan

  41. mariak says:

    Ritvan

    non ho letto il libro di Mirella Serri e credo che lo farò.

    Più in generale posso dirti che se scorri gli elenchi dei partecipanti ai Littoriali fascisti troverai fior di nomi poi confluiti nei diversi partiti, erano giovani studenti universitari che partecipavano appunto ai GUF e che non possono quindi definirsi come tu li definisci in modo molto sbrigativo e sprezzante dei “voltagabbana”

    C’è un libro interessante Il lungo viaggio attraverso il fascismo, di Ruggero Zangrandi che documenta appunto la vicenda di molti che vi parteciparono e che poi confluirono altrove senza per questo essere dei voltagabbana. A parte che si può benissmo cambiare idea, cosa che tu con concepisci specialmente se si tratta di comunisti o socialisti ,ad eccezione naturalmente di quelli che sono andati con Berlusconi o dei fascisti più recenti che si sono purificati a Fiuggi.

  42. RitvanShehi says:

    mary, non dire poi in giro che io non ti lascio mai “l’ultima parola”:-)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>