al-Waswâs (2)

Ieri, ho informato i quattro lettori di questo blog che c’è in giro una banda di intrusi informatici che ruba comunicazioni molto private. Non materiale tratto da impersonali mailing list, ma comunicazioni tra pochissime persone  che si conoscono da una vita, non vogliono certamente danneggiare ciò che loro stesse fanno; e quindi ovviamente non sono state loro a girarle a nessuno.

Perciò ho chiesto ai lettori di ricordare che quando mi scrivono in privato, devono sorridere sempre e curare l’ortografia. Tipo quando ci si mette in posa per fare la foto che resterà sulla lapide tombale, insomma.

Detto questo, ho assolto i miei doveri verso il prossimo.

Per quanto riguarda invece me, beh, faccio il traduttore di manuali tecnici e scrivo occasionalmente su un blog. Però, per qualche motivo, c’è sempre qualcuno più sfigato di me che passa la notte sveglio a pensarmi o peggio, a sognarmi.

Se dovessi fare la guerra a tutti coloro che mi attaccano, mi rovinerei il fegato. Per questo, ho trovato un ottimo rimedio: anziché cercare di vendicarmi, li metto nella mia cialtroteca privata.  Ogni tanto ripasso la mia collezione, la lucido e mi sento meglio.

Poi ho una deformazione che mi viene dall’essere nato in Messico e non qui.

Su un piatto della bilancia, ci metto la caterva di cose che mi interessano; sull’altro, ci metto qualche italico fissato che sbava dalla voglia di fare risse virtuali.

Ho poco tempo, e quello che ho preferisco dedicarlo ai musulmani arrestati con accuse terrificanti e ingiuste; a contrastare chi lavora alla costruzione dell’immaginario occidentalista; ai Rom sfrattati all’alba da sindaci giustizieri; alla devastazione mediatica; agli insorti iracheni; alla poesia caucasica; a osservare la produzione umana dell’alienazione capitalistica; alla storia del Messico. Non che mi illuda di influire alcunché; però almeno sono cose più interessanti.

Tutto questo direi che è una buona notizia per complottisti, attaccabrighe e perditempo vari.

Infatti, sicuramente non leggo nemmeno la metà di ciò che scrivono.

E’ escluso che io sprechi energie a contestare anche le loro affermazioni più fantasiose. Per me, possono creare trame transgeniche di qualunque tipo. Anche con nove zampe e tre ali. Per cui il rischio per loro di essere smentiti è nullo.

Ed è pure piuttosto improbabile che io li denunci. Finora le uniche persone che ho querelato sono Magdi Allam, Giuliano Ferrara e poi – anche se me ne vergogno un po’ – un altro scribacchino talmente infimo che non vi dico nemmeno il nome.

I soldi che altri spendono in avvocati, io preferisco spenderli in libri.

Fine. Però un post sul significato del titolo al-Waswâs magari lo faccio a parte, uno di questi giorni.

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22 Responses to al-Waswâs (2)

  1. utente anonimo says:

    Mi ero già ripromessa di non scrivere più.

    Ho creduto, finalmente, di poterci capire qualcosa. Ho capito che è strutturalmente impossibile (per me).

    Me ne torno nel bosco.

    Nulla di particolare contro gli zingari ma io sono italiana, anche se mi sono occupata di musulmani.

    r.

  2. RitvanShehi says:

    >Però un post sul significato del titolo al-Waswâs magari lo faccio a parte, uno di questi giorni. kelebek< Ma quanto te la tiri, caro Miguel!:-). Anche nosotros che non disponiamo della Potentissima Rete Tlaxcala basta che rivolgiamo la dovuta preghiera a San Google da Internet:-) et voilà!: al-Waswâs “Colui che bisbiglia”. L’ingannatore, il Diavolo, colui che sussurra fallaci tentazioni nelle nostre orecchie (Corano 114,5). (Bibliografia: Jan Knappert. The Encyclopedia of Middle Eastern Mythology & Religion. Shaftesbury: Element, 1993)

    In albanese “Qoftëlargu”. E sfido la sullodata Rete a trovarmi il significato letterale della parola.

  3. kelebek says:

    Per Ritvan n. 2

    Beh, se volevo farci un post, evidentemente non mi sarei limitato a citare Google :)

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    “In albanese “Qoftëlargu”

    mica ha qualcosa a che vedere con il coccolone?

    roberto

    ps. se ricordo bene mi avevi detto che l’equivalente albanese di keftedes aveva a che vedere con il coccolone di un imam

  5. utente anonimo says:

    >”In albanese “Qoftëlargu” mica ha qualcosa a che vedere con il coccolone? roberto< Acqua, acqua:-) >ps. se ricordo bene mi avevi detto che l’equivalente albanese di keftedes aveva a che vedere con il coccolone di un imam< Un piatto a base di melanzane ripiene in salsa rossa? Beh, in turco si chiama “imam bajalldi”, ovvero “coccolone dell’imam” (poiché all’imam venne un coccolone dalla goduria nel mangiarlo) ma il nome – spacciato per greco, immagino – “keftedes” che mi dici tu mi suona molto familiare in albanese. “Kef” (ovvero “qef”) è un turchismo che significa – fra l’altro – “piacere, goduria”. “Te (v)des” significa “morire” ed è una parola squisitamente albanese. Ovvero “keftedes”=piacere da morire/morire di piacere. P.S. Ovviamente:-) adesso mi aspetto che il mio amicone filoellenico Pino Mamet intervenga per dirmi che trattasi sicuramente di una strana coincidenza semantica (in fondo le lettere dell’alfabeto sono solo una trentina in tutto:-)), poiché non è possibile che il Nobile ed Onnisciente Popolo Greco prenda in prestito termini da quei buzzurri di albanesi:-). Ciao
    Ritvan slogghinato

  6. kelebek says:

    Per Ritvan n. 5

    Veramente, io sono un simpatizzante della teoria del sostrato balcanico: la teoria – peraltro non dimostrata, ma supportata da evidenze interessanti – che parla di strutture comuni al greco moderno, all’albanese, al romeno/valacco e alle lingue slave meridionali.

    Che chiaramente appartengono a rami del tutto diversi delle lingue indoeuropee, ma convergono forse seguendo modelli di lingue precedenti.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    c’ho provato e confuso melanzane e polpete

    :-)

    ciao

    roberto

  8. PinoMamet says:

    Intervengo in ritardo per confermare Roberto:

    keftedes sono polpette; prestito dal turco kofta (a sua volta dall’arabo? Miguel?) + suffisso diminutivo.

    A proposito di vicino-orientalismi culinari: qualcuno sa qualcosa dei curabiè che faceva mia nonna, cioè i kourabiedes greci?

    Ciao!

  9. controlL says:

    Praticamente è impossibile fare sesso con qualcuno senza che tutto il mondo lo sappia. Non resta che l’amour solitaire per chi ama la prívaci (prego leggere come scritto). Dura lecs sed leuinschi.p

  10. Ritvanarium says:

    Caro Kelebek … perché non ti installi la refer list ?

    E’ semplicissimo, vieni “da me” o da un altro che ce l’ abbia e basta cliccare in fondo.

    Risate assicurate e … per uno Studioso di Immaginario Collettivo è una Vera Manna dal Cielo ;-)

    Per non parlare della ricerca_appunto_ per immagini: c’ è gente che cerca la Tomba del Profeta Muhammad e trova quella dello Scrittore Giovannino Guareschi (Davvero !!!)

    by DavidRitvanarium

  11. utente anonimo says:

    per 9:

    Io me ne frego:amo Valerio e voglio che tutto il mondo lo sappia.

    Quanto al far sesso… attendo fiducioso.

    Paolo

    ps la metto sul ridere per non piangere, per favore non prendetemi piu’ in giro.

    addio

  12. utente anonimo says:

    MM,

    – I soldi che altri spendono in avvocati, io preferisco spenderli in libri. —

    Sei così ingiusto nei confronti dei giovani precari del nostro Paese :-)

    Z.

  13. utente anonimo says:

    >prestito dal turco kofta (a sua volta dall’arabo? Miguel?) + suffisso diminutivo< A orecchio dovrebbe venire dal persiano “kubidé”, “macinato” Ale

  14. utente anonimo says:

    Ritvan:

    preso da un dizionario albanese inglese:

    qoftës = polpette

    larguar = andate (gone)

    il diavolo e ben quello che si mangia tutte le polpette lasciando il piatto desolatamente vuoto

    :-)

    roberto

  15. utente anonimo says:

    pero’ ammetto che “colui che fa sparire le polpette” sa più di omer simpson che di diavolo…

    roberto

  16. utente anonimo says:

    non vedo più notizie su roberto de mattei. Come mai?

    Virginia Serbelloni

  17. kelebek says:

    Per n. 17

    Su Roberto de Mattei, e più ampiamente sull’area TFP in Italia, sto mettendo insieme qualcosa di più organico.

    Purtroppo non ho molto tempo, comunque spero di riprendere il discorso al più presto.

    Miguel Martinez

  18. RitvanShehi says:

    >Ritvan:

    preso da un dizionario albanese inglese:

    qoftës = polpette

    larguar = andate (gone)

    il diavolo e ben quello che si mangia tutte le polpette lasciando il piatto desolatamente vuoto

    :-) roberto< Toppato alla grande!:-). Ma tu sei proprio fissato con le polpette-qofte (dal turco “kofte”, ma con la “e” finale, non con la “ë”) polpette, tu!:-). “qoftë”, invece, è il modo detto “desiderativo” del verbo “essere” in albanese. “Larg”, invece, si traduce “lontano” (da cui deriva il verbo da te citato “larguar” che significa “andar via”.
    Dunque, ricapitolando, “qoftëlargu” si traduce più o meno “(colui che) mi s(t)ia lontano”.

  19. utente anonimo says:

    E com’è noto, dall’espressione albanese da te citata discende il famoso modo di dire di Cagliari “stammi al largu” :-)

    Z.

  20. RitvanShehi says:

    >E com’è noto, dall’espressione albanese da te citata discende il famoso modo di dire di Cagliari “stammi al largu” :-) Z.< Tu ci sghignazzi, ma come ha già detto la nostra cara Sardina (che saluto) sardi e albanesi sono probabilmente le più antiche popolazioni indoeuropee d’Europa. Così, una “parentela” etimologica fra i due termini non è da escludere, anzi.

  21. utente anonimo says:

    Apposta ho tirato fuori i sardi, visto che mi avete insegnato che sono parenti di voialtri slavi…

    ;-))

    Z.

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