Incontri

Passepartout lo vedo sempre che sta quasi per lavorare…“Lo sai - dice con un sorriso entusiasta sul volto – che la prossima settimana, mi hanno preso a fare la vendemmia, così finalmente finisco di fare questa vita qui? Io una volta questi soldi li tiravo su suonando, non così!”Gli metto qualche monetina nel bicchiere, ché lui a volte ti dice grazie e ti riempie di complimenti, a volte quasi nasconde il bicchiere, come se il passaggio di denaro fosse un’imbarazzante faccenda fisica che per comune accordo si fa finta di non aver visto.Passepartout ha un bel fisico e un viso chiaro e leale, solo la voce tradisce la devastazione alcolica.“Ah… mi afferra il braccio, “lo sai c’è uno di questi barbonacci tremendi, Mauro…”

“Lo conosco”, dico. Mauro lo trovo la mattina ai giardinetti, con una bella  barba tutta composta, un cappello, il carretto della spesa con tutti i suoi averi, che con molta gentilezza ti chiede, non l’elemosina, ma il titolo del libro che stai leggendo, ed esprime le sue opinioni sull’autore.

Lo sai che Mauro aveva due lauree ed era un miliardario? E’ vissuto anche in America… e poi si è sparato tutto, ha dato quello che aveva alla moglie… Ieri c’ è Mauro, e mi fa:

– Passepartout, lo so che tu sei un grande poeta, nessuno lo mette in dubbio; ma c’è una mia poesia che vale dieci delle tue!

– Avanti, dimmela, gli faccio. E lui, facendo un gran gesto grida, ‘Furibondi rotoli di m… ci separano dal Paradiso!’

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5 Responses to Incontri

  1. utente anonimo says:

    La gente è lo spettacolo migliore del mondo, e non devi pagare il biglietto diceva Bukowski.

    Miguel io sono un tuo lettore abituale da anni, ricordo ancora del famoso processo contro G.Ferrara, ma quando si farà, se sì farà, magari è stato già fatto, era un’occasione per incontrarti finalmente a Milano, nella società capitalista il valore di una persona si misura anche da “chi conosce”, la conseguenza logica è che devo assolutamente conoscerti. Magari un autografo, una stretta di mano, due parole ed un complimento.

    Fammi sapere, la pace su di te.

    Carne stanca

  2. irSardina says:

    Non so se ho capito la sostanza di questi furibondi rotoli… :-)

    Mi viene in mente una barzelletta che ho sempre sentito raccontare in lingua sarda, ma sicuramente ogni regione avrà la sua versione, di quel padre che in tempi molto grami raduna la sua numerosa famiglia e dice: “Vi devo dare due notizie: una buona, l’altra cattiva…” “Dicci, babbo” dicono i figli, “Oggi, per pranzo c’è m…” “Questa era la cattiva notizia?” chiedono i figli “No era la buona notizia. La cattiva notizia è che non basta per tutti…”

    Quindi, deduco, che non tutti andremo, nel caso, in paradiso…

    Sardina

  3. RitvanShehi says:

    Un altro OT, Miguel, siempre da te gradito, però:-).

    Ho letto da qualche parte che il biekissimo kapitalista Tata ha perso la sua battaglia contro gli eroici campesinos:-) indiani che non volevano lasciare le loro terre. Però, pare che altri campesinos – che erano disposti a lasciarle, in cambio dell’indennizzo e dell’assunzione nella fabbrica che si doveva costruire su quelle terre – ci siano rimasti male: così imparano a non essere antimperialisti!:-)

  4. Pingback: Passepartout | Kelebek Blog

  5. Andrea Di Vita says:

    @ martinez

    Riposi in pace.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

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