Georgia, Ossezia, Caucaso (I)

Non ho ancora scritto ancora nulla sul conflitto nel Caucaso.

Ero in attesa di una risposta, prima.

Da parte di una nostra amica di cittadinanza georgiana. Rusudan studia scienze politiche – sta prendendo la seconda laurea – ed è cresciuta ai confini tra lo Svaneti e l’Abkhazia.

Ha scritto di getto un lungo messaggio – in un italiano quasi perfetto – autorizzandomi a pubblicarlo.

L’ho diviso in più parti, per facilitarne la lettura, e ho fatto qualche modifica alla punteggiatura.

So che il linguaggio e la sensibilità sembreranno in alcuni punti quasi incomprensibili in Italia, che è un paese che riesce a fondere in grado sommo il servilismo con il cinismo. Ma il problema è dell’Italia, e non del Caucaso.

Per non condizionare i lettori, rimanderò i miei commenti alla fine.

Miguel Martinez


Note sul Caucaso (prima parte)

di Rusudan

Nella formazione della mentalità caucasica è stata fondamentale la paura dell’estinzione, di essere cancellati dalla faccia della terra. Per coloro che non l’hanno mai provata sarà difficile da capire, ma è tragicamente nota invece agli armeni, ai georgiani, ai ceceni, ai circassi, agli abkhazi… si domandavano: e se un domani non dovessimo esistere e  la nostra amata terra dovesse essere abitata dagli stranieri, che dobbiamo fare per sopravvivere?

Siamo pochissimi e indeboliti, gli invasori sono numerosi, le orde dei turchi e dei persiani non ci danno e non ci daranno tregua. No, da soli non ce la faremo mai, ci massacreranno: era questo il pensiero del re georgiano Irakli Bagration quando ha optato per l’amicizia e collaborazione di una nazione nuova ed emergente – la Russia.

I russi  sono cristiani, si pensava, cioè sono più "umani"; non saranno certamente tanto terribili e disumani quanto i nemici di sempre – i musulmani.

E cosi’l’anno 1783, il trattato di Georgievsk tra Russia e Georgia, un patto di collaborazione e d’aiuto in caso dell’offensiva musulmana. Ma nell’anno 1801, le truppe dello zar entrano a Tiflis, come conquistatori non già come amici.

Il regno della Georgia Orientale viene abolito. Le roi est mort (no, anzi, è mandato a Mosca come "prigioniero d’onore") vive le zar!

Adesso comandano i "draguni", questa terra è ormai la loro proprietà! La nobiltà locale è messa a tacere con  onori e favori, anzi, sono coinvolti nella cattura di Shamil, l’eroe ceceno. Ma il popolo non ci sta. Insorge piu’ volte, nel 1802, nel 1804 e poi ancora nel 1820 e assieme alla nobiltà nel 1832.

Ma niente da fare. Qui regna la legge del più forte e i russi sono i più forti. Fucilazioni di massa… la Siberia… qualche terra georgiana strappata ai turchi… e il popolo si calma! 

Continua a coltivare e cantare l’inno al dio della terra – Aralee… o grande Arale, dacci Arale… fruga negli antichi testi georgiani per non dimenticare la lingua. Racconta leggende ai figli, su Amiran incatenato sul Caucaso per aver sfidato Dio: sì, vedrai mio figlio, che Amiran un giorno si libererà e ridarà l’onore a tutto il Caucaso. Sarà lui a riportare sulla terra la culla che sta in fondo al lago Basaleti, la culla della neonata speranza!

Tutti i popoli caucasici aspettano anche oggi qualcuno che scenda dalle montagne, o emerga dalle acque e li salvi dall’oblio, dalla paura di estinzione. E’ terribile pensare a un futuro senza anche un solo uomo che parli la lingua dei loro antenati, che balli le danze da guerra, che canti al sole: o Lile, o sole bianco, regina dei nostri cuori… da mille anni che ti cantiamo sei la notra speranza. Gloria a te, o Lile!

Sì, è questa la "follia georgiana": essere degli inguaribili sognatori! Popolo speranzoso e fantasioso, a volte anche troppo.

(continua…)

georgia01

Santuario di Iaxsar, la Colonna di Luce
Villagio di Amgha, nel temi di Arxoti, al confine tra la Georgia e l’Inguscezia

La foto, scattata dall’etnologo Vakhtang Chikovani durante una spedizione negli anni Settanta, mostra un santuario di quella che potremmo chiamare la religiosità "pagana" del Caucaso, dove pregavano insieme i Xevsuri cristiani della Georgia e gli ingusceti musulmani.

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8 Responses to Georgia, Ossezia, Caucaso (I)

  1. Ritvanarium says:

    ” […] E se un domani non dovessimo esistere e la nostra amata terra dovesse essere abitata dagli stranieri, che dobbiamo fare per sopravvivere? ” [sic]

    Sapete quanti Gallo-Italici della Padania lo pensano davvero anche loro ? … NON parlo dei Politicanti della Lega, parlo di persone non necessariamente anziane, magari con la tessera del PCI-PDS-DS-PD da sempre che tuttavia “in intimità politica” confessa l’ Inconfessabile di cui sopra.

    D’ altro canto il Partito che per quasi 40 ha inculcato loro il massimo disprezzo per le proprie tradizioni (definite “Rimasugli dell’ Ipocrisia Borghese Catto-Fascista” o giù di lì) è lo stesso che ora vuole inculcare loro il massimo rispetto a-critico (!!!) per le tradizioni più esotiche e per noi “strane”.

    Quindi in Italia (specie a Nord) c’ è gente che non solo si sente sradicata, ma che addirittura teme su di sé un innesco di radici non proprie.

    Solo che qui invece c’ è il Consumismo Pacificante (la cosa più efficace in assoluto contro il razzismo e la xenofobia giovanile !), allora è più facile farsene una ragione, con discorsi del tipo:

    Va be’, ma il kebab in fondo non è poi così “tristo” [Emilianismo per “avente cattivo sapore”], aaahh… se tutti “gli Islamici” fossero brave persone come il mio Kebabbaro di Rabat che c’ ho qui sottocasa e che fa le battutine su quanti cammelli valgono le mogli dei miei amici sposati che vengono lì !

    Va be’, ma fra gli Albanesi, ragazze, c’ è anche il bel Kledi !

    Va be’, ma quanta gnocca arriva dai Paesi degli Ex Patti di Varsavia ?! … Wow ! E poi le Italiche quanto se la tirano senza esser mediamente così belle !

    Va be’, ma i SudAmericani sono simpaticissimi: hanno sempre voglia “de fiesta” e ci insegnano a ballare la Salsa, il Merenghe, la Bachata e “quantaltro” ;-) … sai quanto cucchi dopo ?!

    I Cinesi ? Fanno robacce aberranti “a casa loro” e _altre_ “a casa nostra” ! Va be’, ma almeno se le fanno tra di loro e a noi ci lasciano in pace ! E poi con la crisi che c’ è se vogliamo fare shopping … con le loro cianfrusaglie pure le impiegatucce si riempiono il carrello come Paris Hilton che ha addosso il loro stipendio soltanto negli occhiali da sole d’ oro firmati !

    I Filippini, va be': tutti Devoti Domestici del “Zì, BadLone” ;-) !

    Ci saranno altri esempi che non mi vengono in mente al momento.

    Cmq alla fine gli unici “Estranei” non “Mavabèizzabili” ;-))) dal Consumismo Pacificante restano “li Zingheri” …

    ciao, spero che troviate queste considerazioni interessanti

    by David Ritvanarium

  2. kelebek says:

    Per Ritvanarium

    Umilmente suggerisco che il tema di discussione è la Georgia, che nel bene o nel male ha avuto per secoli vicini come la Turchia, la Persia e la Russia.

    Che non sono esattamente quattro kebabbari.

    Miguel Martinez

  3. Ritvanarium says:

    OK. Se volete potete parlarne da me …

  4. ikalaseppia says:

    davvero un peccato spezzare in due questo scritto, bellissimo, attendo impaziente la seconda parte, ciao

  5. kelebek says:

    Per Ika n. 4

    E’ un problema che si pone spesso in Internet, in effetti.

    Comunque temo che saranno più di due puntate.

    Miguel Martinez

  6. RitvanShehi says:

    x DvidRitvanarium (#1)

    Sono d’accordo con Miguel: un conto è avere in “casa” minoranze etniche d’immigrati e un altro è venir invasi e dominati da una potenza straniera. Forse l’equivoco in cui sei caduto è dovuto all’eufemismo “abitata” usato dalla signora georgiana.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Trovo molto interessante il racconto sulle vicende caucasiche fatto da una che è nata in quella regione. Però, un presentimento atroce mi attanaglia. La signora è georgiana e da quanto ho letto finora pare che non abbia molta simpatia per l’orso “antimperialista”:-) russo. Pertanto, non vorrei che Miguel avesse a subire sanzioni dal Campo Antimperialista per aver concesso spazio “d’onore” sul suo blog a una bieka alleata del biekissimo Bush:-).

  7. kelebek says:

    Per Ritvan n. 6

    A parte che nessuno può sanzionarmi, essendo io persona libera e indipendente :-)

    Comunque il Campo è sempre stato contrario all’eurasiatismo filorusso.

    Miguel Martinez

  8. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan n. 6 A parte che nessuno può sanzionarmi, essendo io persona libera e indipendente :-) Miguel Martinez< Ti sbagli. Il Campo p.es. potrebbe chiedere al mullah Omar di toglierti l’appalto della traduzione dei libretti d’istruzione delle armi ad uso dei mujahidin, attività che, come ben sappiamo:-) è una delle tue principali fonti di redditto. Inique sanzioni 2 – La Vendetta!:-) >Comunque il Campo è sempre stato contrario all’eurasiatismo filorusso.< Nel caso del Kosovo non mi pare proprio….

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