L’educazione

A una ventina di metri dalla spiaggia, dove l’acqua non arriva nemmeno alla vita, c’è un Bambino Maschio di otto mesi, che galleggia spensierato su di un gonfiabile.

Attorno a lui, ci sono la madre, il padre e un altro uomo, forse il fratello del padre.

Si avvicina, vagamente materna, una bambina di quattro anni.

Con un ampio sorriso sul volto, uno degli uomini indica all’altro la bambina, il Bambino Maschio e il gonfiabile.

"Hai visto come si fanno le conquiste quando si ha sotto uno spiderino? Ci vuole la Ferrari per acchiappare!"

Poi, perché la lezione non vada persa, dice al Bambino Maschio (di età, ricordiamo, otto mesi), "diglielo a papà che ci vuole la Ferrari per acchiappare!"

Possibili tag di questo post:

antropologia italica, declino dell’Occidente, trionfo dell’Occidente, psicovalore aggiunto, sviluppo, progresso, lavaggio del cervello, falsificazione, alienazione, rapporti di genere, produzione dell’uomo medio, bambini gonfiabili.

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54 Responses to L’educazione

  1. utente anonimo says:

    Ma che palle, l’abbiamo capito che l’ Italia e più in generale l’occidente materialista, consumista e secolarizzato sta diventando sempre più una merda… sbuff

    G.V.

  2. PinoMamet says:

    C’è qualcosa che non mi torna.

    Voglio dire, dovrei essere d’accordo con Miguel, vorrei esserlo, ma non ce la faccio.

    Forse sono troppo uomo medio.

    Eppure lo stereotipo dell’automobile come mezzo per agganciare, per quanto lo abbia sentito ripetere migliaia di volte, non ce l’ho mai avuto.

    Forse proprio per averlo sentito così spesso? Non voglio dire questo, eppure…

    Ho sentito ripetere migliaia di volte anche che i carabinieri sono stupidi e i genovesi tirchi; ma mica ci ho mai creduto.

    Credo che sia la stessa cosa che non mi torna quando sento della campagna contro gli stereotipi sessuali nei giocattoli; ecco, mi viene da pensare, sì, giustissimo, avete ragione, è ora di dirlo… ma poi, insomma, è più forte di me, e penso: un po’ di ragionevolezza, scommetto che c’è pieno di scienziate e atlete e capi di stato donna che hanno giocato con la Barbie e di medici, pacifisti e premi nobel maschi che hanno giocato con le armi finte.

    Sì, è vero, gli adulti potevano dire cose più intelligenti di quella che hanno detto.

    Però, tutto sommato… embè, fossero questi i problemi.

    Ciao!!

  3. utente anonimo says:

    Addirittura, via… a me come battuta sembrava persino simpatica :-)

    Z.

  4. utente anonimo says:

    Mi pare manchi l’unico tag rilevante (cretini).

    Il resto sono sovrastrutture ideologiche piccolo-borghesi, oserei dire se mi cimentassi nella dietrologia intellettualoide :)

    Ciao

    Francesco

    PS non per fare l’amerikano pragmatico, ma qualcuno ha verificato empiricamente il valore di una Ferrari come strumento da rimorchio?

  5. daciavalent says:

    “Non è vero che le donne danno importanza alla macchina. Io ho l’elicottero e mi cagano lo stesso”

    Il Maranza (www.maranza.com)

  6. utente anonimo says:

    miguel,

    ma a te non capita mai di fare una battuta cretina?

    se tu facessi un post ed un’analisi pisco-sociologica per ogni vaccata che dico mi sa che consumeresti una tastiera all’anno…

    ciao

    roberto

  7. m5tp says:

    Ci vuole la Ferrari per acchiappare…

    non è vero?

  8. kelebek says:

    Per roberto n. 6

    Rispondendo un po’ a tutti…

    Le “vaccate” non sono a caso; riflettono cose che comunque pensiamo.

    La vaccata sta solo nel contenuto letterale: è ovvio che il bambino di otto mesi non “acchiappa” perché ha la Ferrari.

    Sul piano ideologico, si tratta di un luogo comune: cioè di un’affermazione su cui è possibile scherzare, proprio perché riafferma una certezza che si ritiene condivisa da tutti i presenti.

    Se io dico, “addavenì Baffone”, sto dicendo una vaccata – nel senso che (a) so che Stalin è morto e non può venire; (b) anche se ne avessi la possibilità materiale, forse non farei le stesse cose che ha fatto Stalin; però esprimo in modo inconfondibile una scelta ideologica e politica.

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    ti faccio un esempio di una vaccata (detta ieri) che non corrisponde per nulla a quello che penso e che si presta ad un post arguto sul decadente mondo occidentale e sullo sfruttamento dei poveri lavoratori atipici.

    abbiamo uno stagiaire particolarmente sveglio che in un mese ha fatto il lavoro che pensavo avrebbe fatto in due mesi.

    un collega mi fa “che gli facciamo fare ora?”. io rispondo “potrebbe lavarmi la macchina”. (risate)

    ora

    1. non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di chiedere una cosa del genere ad uno stagiaire

    2. il mio collega sa perfettamente che non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di chiedere una cosa del genere ad uno stagiaire

    3. infine, effettivamente un lavoro interessante (e perfettamente coerente con il tipo di formazione che ha lo stagiaire in questione) glielo abbiamo trovato.

    mi sembrerebbe un po’ ingiusto se uno spettatore casuale, non conoscendo i punti 1-3, facesse un post con la mia battuta (sicuramente scemissima) con il tag “antropologia italica”, o “declino dell’Occidente”

  10. kelebek says:

    Per roberto n. 10

    Giusto, dovrei ridefinire quello che ho detto.

    La tua battuta sicuramente esprime un concetto reale (“lo stagiaire ha fatto tutto il lavoro che doveva fare, e non sappiamo cos’altro fargli fare”).

    Però:

    1) non esprime alcun concetto filosofico generale

    2) non c’è la ripetizione complice della conferma di un principio

    3) non è rivolta a un bambino da formare: quel bambino di otto mesi non è ancora in grado di capire, ma si può essere certi che la battuta verrà ripetuta qualche migliaio di volte tra oggi e il suo diciottesimo compleanno.

    Miguel Martinez

  11. dalovi says:

    A me, invece, neanche la battuta sullo “stagiaire” mi è piaciuta…

    Sarà forse perché appartengo a quel gruppo di lavoratori che la sorte ha stabilito essere in formaizone permanente ma per ridere ho bisogno che chi pensa le battute non sia in posizione dominante rispetto a coloro che sono oggetto degli scherzi (anche quando, come in questo caso non direttamente coinvolti).

    Scherzare su una persona più debole, per genere, colore della pelle, religione, stato sociale o qualsiasi altra cosa ha sempre caratterizzato la barbarie, almeno quella occidentale che conosco un po’ di più.

  12. utente anonimo says:

    scusa dalovi,

    vedo che parti da quanto scrivo per arrivare alla barbarie occidentale e temo di non essermi spiegato.

    l’esempio che facevo, al di là del valore (infimo,ahimé) della battuta, era proprio per dimostrare che è umano in una giornata di 24 ore dire qualche siocchezza e non ogni sciocchezza detta merita un’analisi sociologica.

    pecchero’ di immodestia ma non mi sento particolarmente barbaro (quanto meno perché dalla formazione permanente ci sono uscito da troppo poco per averla dimenticata)

    roberto

  13. utente anonimo says:

    Kelebek, io condivido tutto, ma ignori l’antifrasi, figura retorica normale nell’umorismo. “Addavenì Baffone” può anche avere significato antifrastico, non è che esprime assolutamente un proprio punto di vista morale, anzi può esprimere proprio il concetto opposto. Detto questo, non ero presente, e non posso apprezzare il contesto dalla contrarietà al quale deriva l’umorismo. Inoltre, un’affermazione del genere può significare sì la condivisione di un luogo comune, ma magari nel senso del riconoscimento della sua esistenza e non nella condivione del suo contenuto morale. Poi dai, la battuta non è male. :-)

  14. dalovi says:

    Caro Roberto,

    forse vedo le cose in maniera diversa. Per quel che mi riguarda il problema non risiede nell’innocenza della battuta, ossia nel fatto che chi la dice abbia o meno una responsabilità morale. In tutti gli aspetti del linguaggio, per esempio chiamare operazione di pace o guerra di aggressione un qualsiasi intervento militare, parlando si fanno assai spesso scelte di campo. Anche negli scherzi e nelle battute. Tutto qua.

    Ed ovviamente una battuta non fa il pensiero di una persona. Anzi molto spesso è il mondo attorno che produce, passivamente, il parlare.

    Sia la battuta sullo “stageire”, sia quella maschio-femmina sono, per così dire, “battute conformiste”. Tutto qua.

    ciao

  15. utente anonimo says:

    Per Miguel: sono d’accordo con l’anonimo estensore del commento n. 14. Aggiungo che non è possibile assumere un atteggiamento ironico verso qualcosa se non si stabilisce comunque un contatto (fosse anche il contatto con un luogo comune). Certo, c’è il rischio che questo contatto ci trasformi da divertiti giocatori a esecutori passivi, ma credo che valga la pena di correrlo. Chissà, forse quell’uomo, nel rivolgersi a chi non era in grado di comprendere la possibile ideologia del luogo comune, voleva in qualche modo esorcizzarlo. E, da battutista, so bene che a volte le battute si sottolineano (come ha fatto l’uomo che l’ha ripetuta) non tanto per una questione ideologica, quanto perché si ha l’impressione che “vengano meglio”. Apprezzo la tua lente, Miguel, ma in questo caso penso che tu abbia fatto una tempesta in un Mojito (per citare una cosa che essendo piuttosto alla moda, può diventare anch’essa una sorta di luogo comune).

    Un saluto a te e ai lettori del blog da Marcello “Teofilatto”.

  16. controlL says:

    A me pare una battuta esprimente una saggezza popolare un po’ cinica e un po’ rassegnata. Così va il mondo, insomma, non resta che adeguarvisi o, come sembra in questo caso, identificarvisi direttamente. Magari in modo meno entusiasta e convinto può capitare di farla anche a noi. È la situazione però che la rende significativa; non c’è alcun sottinteso sessuale in quella scena di per sé. Per questo la battuta più bella è “bambino gonfiabile”: bambino in condizione d’essere gonfiato da quella saggezza pienamente accettata; o anche bambino-gonfiabile: il bambino è il gonfiabile come l’uomo sarà la ferrari o, peggio per lui se sarà un’altra, qualunque macchina avrà sotto.p

  17. utente anonimo says:

    ?!?!?!?!?!?!?!????????????????????????????????????????????

  18. RitvanShehi says:

    >…Scherzare su una persona più debole, per genere, colore della pelle, religione, stato sociale o qualsiasi altra cosa ha sempre caratterizzato la barbarie, almeno quella occidentale che conosco un po’ di più.dalovi< Mi sembra un paradigma assai simile a quello kelebekiano, per cui p.es. se un rom ironizza sui gage è sacrosanta satira, mentre se un gage ironizza sui rom è…bieko razzismo.
    Tutti hanno diritto ad avere i paradigmi che gli aggradano. Personalmente, però, mi rifiuto d’iscrivermi d’ufficio in una cosiddetta “categoria debole” allo scopo di mettermi al riparo anche da innocenti battute umoristiche del prossimo. Perché a mio immodesto avviso questo si tradurrebbe in un implicito riconoscimento di una mia (o del gruppo di cui faccio parte) presunta “inferiorità”. Ovvero ciò che vuole ogni razzista che si rispetti ! :-)

    Un giorno, un mio collega e amico telematico, evidentemente per la serie “più cattolico del Papa”, mi raccontava sdegnato come aveva rimproverato un collega che – ai tempi dei gommoni albanesi – aveva fatto la battuta “la Puglia è una regione bagnata….dagli albanesi”. Beh, gli dissi che la battuta la trovavo carina e anche piuttosto attinenta alla realtà del tempo. Temo ci sia rimasto male:-).

    P.S. Non esistono persone “più deboli” per “genere”, “colore della pelle” o “religione”. Per “status sociale”, invece, sì. E anche per malattie, difetti fisico-mentali e simili. Insomma, non vedo perché non dovrei fare – se ne avessi voglia – ironia su Condy Rice solo per il fatto che lei appartiene al cosiddetto “sesso debole” e ha la pelle scura.

  19. utente anonimo says:

    Francesco,

    – non per fare l’amerikano pragmatico, ma qualcuno ha verificato empiricamente il valore di una Ferrari come strumento da rimorchio? —

    Quando mi regalerai una Ferrari avrò premura di farti avere una risposta :-)

    Z.

  20. utente anonimo says:

    >”Non è vero che le donne danno importanza alla macchina. Io ho l’elicottero e mi cagano lo stesso”

    Il Maranza (www.maranza.com)

    Il mitico Maranza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :-DDD

    Saluti a tutti, passavo di qui

    Francy

  21. utente anonimo says:

    questa Francy pare un po’ troppo gonfiata per essere vera.

    ciao a tutti

    Marco F.

  22. utente anonimo says:

    Miguel … banale, stavolta neppure una citazione dotta,-… stai perdendo colpi!

  23. utente anonimo says:

    sottoscrivo il post dell’amico gommonemunito

    ;-)

    roberto

  24. dalovi says:

    Caro Ritvan,

    aver paradigmi simili a quelli kelebekkiani con il mondo corrente può essere scomodo…

    Cmq nel “nostro mondo occidentale” quel che ha distinto la satira dal “panem et circenses” credo sia stato proprio il rapporto dominati – dominanti. La satira prendeva in giro il potere, il circo (quello antico) sopiva l’agitazione della folla con spettacoli in cui i più deboli perdevano molto spesso.

    Sulla limitatezza dell’esempio del colore della pelle, del genere e così via hai ragione. Da sole son cose che non bastano per finire dalla parte sbagliata ma molto spesso aiutano. Insomma un basso “status sociale” si correla assai con un genere, con alcuni colori della pelle, con alcune religioni e così via. Il fatto che non sia sempre prova solo che l'”inferiorità” è un pregiudizio e motiva assai le ambizioni di liberazione ed emancipazione.

  25. utente anonimo says:

    d’accordo con roberto (n. 10), e non è vero, come dice martinez, che nella sua battuta non c’è una “filosofia”: è la “teoria del guano”, espostami da un mio capo ufficio anni fa, secondo la quale chi sta nei piani alti non fa altro che deviare il guano verso i piani bassi, cioè verso di me (che, non avendo altri piani su cui sversare, dovevo tenermelo, cioè fare i lavori più di merda)

    d’accordo anche con chi ha parlato della possibilità che quella frase fosse da intendere come antifrasi

    insomma, secondo me quella scena dice quel che dice martinez se si hanno le chiavi di lettura di martinez

    renatto

  26. utente anonimo says:

    A proposito di educazione in caduta libera: ieri sera ho rischiato di essere investito, insieme ad alcuni amici, da un tizio che, in smart, prende le curve di san lorenzo a circa 50 km/h. Alle nostre comprensibili proteste ha cominciato ad urlare, con un tono esagitato (forse di matrice chimica, ma non mi sbilancio), che è colpa nostra, che eravamo ubriachi, che sarebbe uscito dalla macchina e per quanti noi fossimo ci avrebbe gonfiati di botte. In tutto questo la sua ragazza lo appoggiava attivamente.

    Ciò che inquieta non è tanto la figura di attaccabrighe di borgata (chissà poi di quale borgata), quanto il fatto che quel tipo di gioventù – caratterizzato da un lato da palestragginee modi rudi e spicci, e dall’altro da un’estrema eleganza e cura nel selezionare vestiti e altre “protesi” materiali (cosa che denuncia una scrupolosa conoscenza delle ideologie della moda e del design)- si sta pian piano facendo strada come vero e proprio modello. O almeno così mi pare di riscontrare.

    Ieri mi sono chiesto che diamine di genitori possa aver avuto un simile poveraccio, e l’idea che me ne sono fatto è compatibile con la storia della ferrari per rimorchiare. La battuta in sè non è assolutamente scabrosa, a mio giudizio. Ma anch’io dubito che rimarrà un caso isolato, nell’infanzia di quel bambino. Ancora: di questi tempi (forse più che in passato!), complici i genitori o no, l’ideologia (lo spettacolo?) viene insegnata comunque, ovunque e in continuazione.

    E.M.

  27. utente anonimo says:

    dalovi,

    – aver paradigmi simili a quelli kelebekkiani con il mondo corrente può essere scomodo… —

    Senza dubbio. Ma tali paradigmi non sono per ciò solo più o meno ragionevoli…

    – La satira prendeva in giro il potere, il circo (quello antico) sopiva l’agitazione della folla con spettacoli in cui i più deboli perdevano molto spesso. —

    Beh, ad esempio c’era anche la satira di Mosca che derideva gli oppositori del regime. Che poi i deboli perdano è naturale: altrimenti, a ben vedere, che deboli sarebbero? ;-)

    Z.

  28. utente anonimo says:

    E.M.,

    – Alle nostre comprensibili proteste ha cominciato ad urlare, con un tono esagitato (forse di matrice chimica, ma non mi sbilancio), che è colpa nostra, che eravamo ubriachi, che sarebbe uscito dalla macchina e per quanti noi fossimo ci avrebbe gonfiati di botte. —

    Voi quanti eravate? Dimmi che l’avete pestato…

    – In tutto questo la sua ragazza lo appoggiava attivamente. —

    Abbiamo voluto l’uguaglianza tra i sessi? e teniamocela allora :-) Per fortuna, se io facessi una cosa del genere, credo che la mia ragazza mi appoggerebbe solo una sberla :-)

    Z.

  29. Ritvanarium says:

    Caro Kelebek … poteva andare molto peggio: Bambino Maschio di 8 mesi galleggia su di unA gonfiabile ;-))))

    PS

    Ci è concesso sapere donde trai l’ Aurea Certezza che simili battutacce di “Pedagogia Socio-Sessuale” ;-) sono peculiarità esclusive dell’ “Occidente” ?

    …come se Maghreb, Mashrek, Medio Oriente, Cina, Estremo Oriente, India, Indocina, Indonesia, Meso e Sud America, Africa Nera ecc… fossero tutti uguali fra loro.

    Anzi: in Giappone per me dicono di molto peggio ;-)

    by DavidRitvanarium

  30. dalovi says:

    Temo proprio (ma non ho sufficiente cultura sovietica) che vi fosse satira denigrativa anche in quel di Mosca…

  31. utente anonimo says:

    Intanto un Ciao a tutti

    Sono convinta che si tratta solo di un’ironica battuta…una forma di satire.

    Chi ci crede veramente non svelerebbe mai il “segreto” del presunto successo

    fenice

  32. RitvanShehi says:

    >Ci è concesso sapere donde trai l’ Aurea Certezza che simili battutacce di “Pedagogia Socio-Sessuale” ;-) sono peculiarità esclusive dell’ “Occidente” ? by DavidRitvanarium< Ma dal Granitico Paradigma Kelebekiano, secondo cui tutte le schifezze sono appannaggio esclusivo del Bieko Occidente, of course!:-) P.S. L’antica Saggezza Albanese – in tempi in cui non c’erano le Ferrari – aveva coniato per l’occasione la frase “vesha kopilesha” ovvero “i (bei) vestiti (sono dei) paraninfi”.
    Per non parlar dei meccanismi paraninfi – gratuiti succedanei delle Ferrari – che il Buon Dio (o Madre Natura, per pav condicio) ha concesso a molti animali. Coda pavonesca docet.

  33. paniscus says:

    ….il fatto che quel tipo di gioventù – caratterizzato da un lato da palestragginee modi rudi e spicci, e dall’altro da un’estrema eleganza e cura nel selezionare vestiti e altre “protesi” materiali (cosa che denuncia una scrupolosa conoscenza delle ideologie della moda e del design)- si sta pian piano facendo strada come vero e proprio modello. O almeno così mi pare di riscontrare.

    Ieri mi sono chiesto che diamine di genitori possa aver avuto un simile poveraccio

    Ho una vaga ipotesi:

    http://paniscus.splinder.com/post/18188558/

    saluti

    Lisa

  34. utente anonimo says:

    non è che PPP lo lamentava già?

    e il fill “i mostri”?

    ho come l’impressione che la lamentela sulla volgarità e debosciatezza della gioventù sia una costante della civiltà umana.

    sbaglio?

    saluti

    Francesco

  35. utente anonimo says:

    chiedo agli utenti maschi, che cortesemente volessero darmi un suggerimento: quando vi girano i coglioni a elica (o a tipo “ventilatore che mozza 3 dita”)… come fate a fermarli?

    Piuttosto urgente.

    Grazie

    F.to?!?

  36. RitvanShehi says:

    >chiedo agli utenti maschi, che cortesemente volessero darmi un suggerimento: quando vi girano i coglioni a elica (o a tipo “ventilatore che mozza 3 dita”)… come fate a fermarli?

    Piuttosto urgente.

    Grazie

    F.to?!?< Nello stesso identico modo in cui le “utenti femmine” fermano i loro giramenti ventilatoreschi delle ovaie. Pav condicio. Non c’è di che
    Ritvan Utente Maschio

  37. utente anonimo says:

    ciao Ritvan,

    per caso tu leggi la mia posta, senti quel che dico nelle mie conversazioni private o lavorative e poi pubblichi su questo o su altri siti/blog commenti dispregiativi o fintamente neutri nei miei confronti?

    F.L.

  38. utente anonimo says:

    per F.to (36),

    vado a farmi una passeggiata

    roberto

  39. utente anonimo says:

    Grazie Robero,

    vado tra poco pero’ non ce la faccio piu’.

    Ma perche’ continuano a rompermi le scatole con queste cagate dell’educazione e poi sono dei pezzi di merda, infami ecc… che prendono di mira me, non ho ancora capito perche’?

    E’ reato o sbaglio leggere la posta elettronica degli altri?

    E sentire le comunicazioni altrui?

    Ma ti pare che io debba sentirmi dare delle troia e dell’ignorante alla Calderoli per mesi senza fare e dire nulla?

    Ti sembra giusto?

    E nessun campione/eroe che mi dica che cosa bolle in pentola.

    F.L.

  40. RitvanShehi says:

    >ciao Ritvan, per caso tu leggi la mia posta, senti quel che dico nelle mie conversazioni private o lavorative… F.L.< No. Però, da quanto scritto sopra ho come la vaga impressione che uno specialista in manie di persecuzione ti potrebbe essere assai utile. >…e poi pubblichi su questo o su altri siti/blog commenti dispregiativi o fintamente neutri nei miei confronti?< Essendo io un Utente Maschio, ho solo risposto al tuo “appello” rivolto agli “utenti maschi”.
    Pertanto, la prossima volta, se vuoi evitare commenti che non ti aggradano, non hai che da rinunciare a siffatti “appelli”.

    Best regards

  41. utente anonimo says:

    per lo specialista hai ragione, ma mi rivolgero’ a qualcun altro, a questo punto: pare che con gli appelli al buon senso non si vada lontani.

    A proposito, nonostante le tue minaccine (e le pesanti offese) prima della mia partenza, le vacanze sono andate abbastanza bene, messaggi email ricevuti a parte.

    Miguel: non male questo buttafuori antimperialista: va in coppia con la ex-poliziotta quando ti serve carne in scatola?

    Per fortuna ci siete voi duri e puri contro i piu’ forti per la giustizia e per un mondo migliore.

    ciao a tutti, io vado a passeggiare ma a voi vi ho visti bene in faccia.

    F.L.

  42. RitvanShehi says:

    >per lo specialista hai ragione, ma mi rivolgero’ a qualcun altro, a questo punto: pare che con gli appelli al buon senso non si vada lontani. F.L. < E certo che ti dovrai rivolgere a qualcun altro, io sono medico veterinario (e neppure specialista del ramo): ci mancherebbe che mi accusassi di averti dato della “bestia”!:-) >A proposito, nonostante le tue minaccine (e le pesanti offese) prima della mia partenza, le vacanze sono andate abbastanza bene, messaggi email ricevuti a parte.< “minaccine”?! “pesanti offese”??!! Non ricordo di averne fatte a una certa F.L. Sicura che sia tutto a posto nei tuoi piani superiori, sorella? >Miguel: non male questo buttafuori antimperialista: va in coppia con la ex-poliziotta quando ti serve carne in scatola?< Questa poi, che sarei un “antimperialista” mi mancava! Decisamente hai urgente bisogno di uno specialista!
    A proposito dell’ “ex poliziotta”, recentemente nel suo blog un paio di volte qualche troll demente ha scritto delle scempiaggini firmandosi “Ritvan”: l’ho denunciato e la ex poliziotta ha cancellato il messaggo trollesco. L’unico, vero ed autentico Ritvan è loggato su Splinder come “RitvanShehi” (vedi sotto).

    In alternativa allo specialista, dunque, puoi prendere in considerazione l’ipotesi che sia stato un fake?

    >Per fortuna ci siete voi duri e puri contro i piu’ forti per la giustizia e per un mondo migliore.

    ciao a tutti, io vado a passeggiare ma a voi vi ho visti bene in faccia.< Ah, ora c’hai pure le visioni?! Di bene il meglio! Urge specialista!

  43. barbara34 says:

    a me sinceramente frasi simili procurano un senso di profondo avvilimento. Per l’associazione maschilità, velocità, macchina, progresso che vi è implicita, e per tutto il rozzo sessismo che c’è sotto. A pensare gente come questa che fa il suo mestiere di genitore, costruendo il genere dei figli in modo così rudimentale, c’è da èiangere. Questa è la bieca ideologia che, peraltro, fabbrica anche inquinamento e seimila morti di incidenti stradali l’anno. Last but not least, in amore la velocità eccessiva non paga. bocciati pure in educazione sessuale.

    Poi che in contesti non occidentali ci siano altre forme di maschilismo, non mi sembra un buon motivo per chiudere un occhio su queste. Almeno, salviamo quel poco di buono che c’è in Occidente, e cioè un minimo stato di progresso nella parità di genere e nell’evoluzione del maschio eterosessuale.

  44. utente anonimo says:

    – Questa è la bieca ideologia che, peraltro, fabbrica anche inquinamento e seimila morti di incidenti stradali l’anno. —

    Tutto questo per una battuta in spiaggia?

    Come disse un mio amico dopo una multa spaventosa della municipale: “mi sembra eccessivo!”

    :-)

    Z.

  45. RitvanShehi says:

    Caro Z., forse in un punto Barbara34 ha ragione. Almeno ombelico scoperto, tette al vento e altri richiami usati al posto della Ferrari dal “Sessismo Occidentale Femminista” per acchiappare non inquinano l’aria e non causano morti…beh, quasi, qualche tamponamento causato dalla distrazione del guidatore biekamente maskilista:-) alla vista del succulento ombelico al vento/poppe svolazzanti ai bordi della strada o sul marciapiede ci potrebbe sempre scappare. O no?

    Ciao

  46. utente anonimo says:

    Evoluzione del Maschio Eterossessuale.

    Ci sono espressioni che andrebbero scolpite nella pietra e poste in appositi mausolei.

    Da sola quella frase mi giustifica per aver votato il più inevoluto dei maschi etero, il prode Silvio.

    Francesco

  47. utente anonimo says:

    Francesco,

    tu ci sguazzi e te ne approfitti un po’ troppo, di queste pretese occasioni autoassolutorie :-))

    Z.

  48. utente anonimo says:

    Z.

    quando ci vuole, ci vuole.

    e poi devo farmi passare la storiaccia di alitalia :(

    Francesco

    :D

  49. utente anonimo says:

    Dillo a me. Ancora non mi capacito come Fantozzi possa prestarsi a un pasticcio del genere.

    Z.

  50. RitvanShehi says:

    >Dillo a me. Ancora non mi capacito come Fantozzi possa prestarsi a un pasticcio del genere. Z.< Magari per colpa del cognome:-) :-).

  51. paniscus says:

    “Nature or Nurture”… o della Cinquecento lamarckiana

    [..] In prossimità di una fermata d’autobus, mattina tiepida, mamma con prole nel passeggino. La signora è ordinaria e conforme, un po’ rozza ma ben tenuta, con qualche accento dialettale imbastardito. Il pargolo è un po’ più [..]

  52. paniscus says:

    “Nature or Nurture”… o della Cinquecento lamarckiana

    [..] In prossimità di una fermata d’autobus, mattina tiepida, mamma con prole nel passeggino. La signora è ordinaria e conforme, un po’ rozza ma ben tenuta, con qualche accento dialettale imbastardito. Il pargolo è un po’ più [..]

  53. paniscus says:

    “Nature or Nurture”… o della Cinquecento lamarckiana

    [..] In prossimità di una fermata d’autobus, mattina tiepida, mamma con prole nel passeggino. La signora è ordinaria e conforme, un po’ rozza ma ben tenuta, con qualche accento dialettale imbastardito. Il pargolo è un po’ più [..]

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