Un cappello pieno di ciliege

Avete presente Oriana Fallaci, l’eccentrica malata di Manhattan che è stata resuscitata, impacchettata e trasformata in prodotto dall’accorto Ferruccio de Bortoli?

Adesso stanno per lanciare dall’aldilà una nuova opera di Oriana Fallaci: da capire se il medium sarà sempre Ferruccio de Bortoli.

Un’analisi dell’operazione si trova sul sito Io non sto con Oriana.

Molti hanno criticato genericamente Oriana Fallaci, ma solo Io non sto con Oriana ha dedicato le proprie energie a smantellare in maniera sistematica e documentata le falsificazioni della signora-prodotto, del suo medium e dei suoi fan.

Un link agli ultimi due articoli importanti usciti su Io non sto con Oriana:

Un cappello pieno di ciliege

Jacopo Bianchi, gli "occidentalisti" fiorentini ed il "burqa"

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82 Responses to Un cappello pieno di ciliege

  1. …Qualcuno doveva pur farlo, no? Altrimenti certi signori potrebbero davvero pensare di essere nel giusto!

    Ad maiora!

  2. roseau says:

    L’atto finale dell’ agiografia della Fallaci. Il processo di beatificazione era già in atto, a furor di casalingue&parrucchiere improvvisatesi islamiste da un paio d’anni. Non mi stupirebbe che in Curia Romana, qualcuno (come mons. Fisichella e gli altri occidentalisti….), ne proponesse a Ratzinger -che le concesse udienza privata- il processo di beatificazione vero. E passi se continuava a definirsi atea. Atea sì, ma empiamente “devota” , usando il cristianesimo come un vessillo di una civiltà superiore.

  3. Grundstein says:

    “A Volte Ritornano.”

    Un altro libro della Fallaci,

    non ho approfondito non voglio sapere di cosa parla (immagino),

    mi facevano gia venire l acidità di stomaco, i suoi libri da viva ci mancavano quelli postumi

    Barak Obama che ha chiarito

    che l america sarà, non dico

    imparziale sul conflitto mediorientale (non ci ho mai sperato), ma neanche un po meno schiacciata sulle posizioni d Israele con buona pace a chi sperava (non io) in una nuova America.

    (d’accordo che in America non essere totalmente senza se senza ma con Israele è un suicidio

    politico)

    Caro Miguel che dici ?

    Si ricomincia con l indottrinamento preparativo per la strafottutissima guerra di civiltà ?

    Ricominceranno a romperci di nuovo gli opinionisti ‘illustri’ da Ferrara

    alla moglie di Alberoni ?

    un solo commento

    Più Malox per Tutti !

    Ciao Miguel , sempre un piacere leggerti

    Silvio

  4. RitvanShehi says:

    >Barak Obama che ha chiarito

    che l america sarà, non dico

    imparziale sul conflitto mediorientale (non ci ho mai sperato), ma neanche un po meno schiacciata sulle posizioni d Israele con buona pace a chi sperava (non io) in una nuova America.

    (d’accordo che in America non essere totalmente senza se senza ma con Israele è un suicidio

    politico) Silvio< Mmmmm…diciamo piuttosto che prima di essere eletto presidente il nero (e discendente per metà da musulmani) Obama ha il dovere di essere prudente su questo tema se non vuole essere trombato.
    Dopo, qualora eletto, io credo che i suoi ascendenti si faranno sentire nella suo politica del MO e per i palestinesi sarebbe sicuramente meglio se fosse eletto lui piuttosto che Mc Cain.

  5. Ritvanarium says:

    ***Procediamo con ordine e rispetto per il vero : ***

    La pubblicazione postuma in oggetto fu scritta in un periodo in cui l’ Oriana Furiosa era osannata come “de Sinistra” … senza se e senza ma.

    In realtà, antropologicamente parlando, l’ Oriana Furiosa non ha mai smesso di esserlo [non solo furiosa ma proprio “de Sinistra”], l’ AntiIslamismo essendo difatti la naturale evoluzione dell’ AntiClericalismo così come il Socialismo lo è della Rivoluzione Francese.

    Ricordo a tutti che le “Calderolate” sono state un revival di quel che i Sovietici [Marxisti Coerenti, e Bossi è un ex funzionarietto del PCI] facevano in spregio all’ Islam [e che Diliberto finge di non ricordare] durante il conflitto con l’ Afghanistan. … Ovvero quando in “Rambo III” gli Afghani erano i Buoni e i Sovietici i Kattivi !

    Poi Hollywood “ha cambiato idea” ;-)

    by DavidRitvanarium

    [v.di anche Pietrangelo Buttafuoco, di cui ha parlato anche con vivace interesse Sherif El Sebaie]

  6. Ritvanarium says:

    Cmq mai porre limiti alla “Provvidenza della Storia”:

    fino a 20 anni fa, se dicevi “Russia” l’ Italico Mediatizzato Medio pensava ai Kattivissimi Soldati dell’ Armata Rossa … ora invece pensa alle stangone tipo la Seredova o la Stefanenko.

    Pensate se i Kompagni del PCUS avessero mandato delle simili “Dormienti” come “missionarie” ;-) per tutto l’

    Occidente Kapitalista a diffondere il Verbo Marxista … e quindi tutto è possibile in futuro.

    by DavidRitvanarium

  7. PinoMamet says:

    Io i lettori della Fallaci non li capirò mai.

    Non perché odino l’Islam; si può odiare qualunque cosa, con la giusta pubblicità.

    No, non li capisco perché la Fallaci odiava proprio loro.

    Qui non si tratta né di destra né di sinistra, ammesso che questi termini abbiano ancora un senso.

    Qui si tratta di una donna, Oriana Fallaci, che amava alla follia una sola persona, Fallaci Oriana.

    Credo credesse sinceramente nell’unica cosa in cui credeva sinceramente: cioè nel suo essere intelligente, coraggiosa, meritevole di ogni lode.

    Il resto della sua, a parlarne da viva e non da morta, monnezza, serviva solo a quello, l’autoglorificazione.

    Perciò non credo a una sola parola della sua storia famigliare, che scopro, grazie all’ingrato ma meritorio lavoro di Nonstoconoriana, piena di avvenimenti interessanti e antenati illustri, mica come quelli di voialtri, eh? Nientemeno che un’antenata strega e anche abbrustolita al rogo (sì, una strega), la Fallaci non si fa mancare proprio niente, non c’è che dire.

    Il minimo che si possa fare per chi si costruisce un tale monumento (a frutto di lunghe ricerche, ci viene detto, più o meno dello spessore di quelle che avrà fatto sul mondo islamico) è di invitare tanti piccioni.

    Ciao.

  8. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Mmmmm…diciamo piuttosto che prima di essere eletto presidente il nero (e discendente per metà da musulmani) Obama ha il dovere di essere prudente su questo tema se non vuole essere trombato.

    Dopo, qualora eletto, io credo che i suoi ascendenti si faranno sentire nella suo politica del MO e per i palestinesi sarebbe sicuramente meglio se fosse eletto lui piuttosto che Mc Cain. —

    D’accordo con te. Speriamo che non si stia sbagliando entrambi :-)

    Z.

  9. utente anonimo says:

    ahhaha

    lo stato che occupa la penisola italiana

    bellissimo

  10. roseau says:

    @Pino Mamet: che la Fallaci fosse una persona incapace di amare altri che se stessa, lo si sapeva da tempo. Significativo è che in tutti gli anni del suo esilio newyorkese nell’ appartamento sulla 61ma Strada, non abbia fornito altra immagine di sé che foto di almeno venti anni prima, denotando un narcisismo puerile, una patologica insicurezza e un’ autentica fobia di invecchiare. Come tutti i narcisisti, anche la Fallaci ha probabilmente sentito il bisogno di crearsi una mitologia personale, rifugio dalle distorsioni di un Occidente prono nei confronti dell’ invasione islamica e irrimediabilmente votato al macello. I suoi lettori, credo, siano perfettamente consapevoli dello sprezzo che la scrittrice (?) nutrisse nei loro confronti. E traggono efficacissime sintesi, anche postume, dal Fallaci-pensiero. Parlavo ieri con una lettrice della Fallaci che mi ha ribadito: -“Eh, però aveva ragione a dire che noi europei siamo dei pecoroni”.

    Il libro sarebbe anche una spassosa lettura da spiaggia: una di quelle belle sagone piene di personaggi tagliati con l’accetta e dalla profondità psicologica di una pozzanghera. Non fosse per la non trascurabile operazione colpo di spugna sul veleno ideologico sparso a piene mani dai precedenti libri, come fa giustamente rilevare IoNonStoConOriana e un’ imbarazzante questione stilistica: la citazione quasi puntuale e involontariamente parodica dei suoi modelli letterari.

    Fallaci scrive:

    “Lasci perdere, signor pievano. Ai contadini non serve saper leggere e scrivere. A leggere gli vengono le idee, le voglie, e il mondo è già troppo afflitto dalle tentazioni.”

    Che somiglia tanto al collodiano:— “Ragazzo mio, — disse la Fata — quelli che dicono cosí, finiscono quasi sempre o in carcere o allo spedale. L’uomo, per tua regola, nasca ricco o povero, è obbligato in questo mondo a far qualcosa, a occuparsi, a lavorare. Guai a lasciarsi prendere dall’ozio! L’ozio è una bruttissima malattia e bisogna guarirla subito, fin da bambini: se no, quando siamo grandi, non si guarisce piú.”

    Lo stesso tono pseudo-popolaresco,nutrito di adagi popolari e di robusto buonsenso che, se in Collodi poteva risultare accattivante, nella Fallaci risulta stucchevole.

    Qui il link all’ a href=”http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/07/fallaci-inedito-testo_2.shtml”>ampio stralcio del primo capitolo del libro, che il Sole 24 ore (gruppo Rizzoli) pubblica del romanzo. Divertitevi a trovare le citazioni malestre, gli espedienti narrativi da romanzo d’appendice e le somiglianze con almeno 8 romanzi “veristi”.

  11. roseau says:

    ufff…..scusate, il link all’ articolo de Il sole 24 Ore.

  12. controlL says:

    Scrive bene, oriana. Scorre una meraviglia il testo. Ha quella disinvoltura che i toscani hanno nel trattar l’italiano, che non si trova in scrittori pur grandissimi, ma che si vede è imparato dai libri. Diciamocelo. Il prodotto oriana fallaci è venuto bene perché era la “bella copia” di sentimenti e risentimenti diffusi e male espressi. È stata, senza volerla paragonare a quel mostro di letteratura, ciò che fu d’annunzio nella propaganda dell’interventismo. Chi negherà a quell’incredibile dal lato politico discorso di quarto eccezionale abilità di scrittura? Certo che è sempre lei. Quel “carlo fallaci” non è altri che lei come s’immaginava a fine settecento. Occhieggiano gli stessi personaggi americani, franklin e jefferson, di cui fa il panegirico nella “rabbia e l’orgoglio”. Conosceva e amava i suoi difetti, a quanto pare. Carlo fallaci è “vanesio”, che è modo per dire “narcisista” senza troppe pippe psicanalitiche.p

  13. Ritvanarium says:

    Penso che il più significativo “Orianista” ;-) sia Paolo Guzzanti con il famigerato “Oh Israele”.

    In pratica esso dice: “noi Europei, Italiani soprattutto, siamo dei pecoroni imbelli che si lasciano islamizzare senza batter ciglio; al massimo parliamo di “Dialogo” e Kwellilah ;-) se ne approfittano con la loro taqiya … Israele invece sì che le ha palle: Kwellilah ;-) capiscono solo le bombe e il piombo, e si regola di conseguenza !”.

    by DavidRitvanarium

    PS

    “Kwellilah” nell’ Orianismo va bene per Hamas come per i Kebabbari sotto casa.

  14. PinoMamet says:

    Ok, visto il link.

    S’è letto di peggio, mi sfugge però tutta questa superiore disinvoltura toscana di cui parla controIL.

    La parte d’invenzione salta subito agli occhi, non che ci sia qualcosa di male, dopo tutto sempre romanzo è.

    Certo, senza i pamphlettoni antimusulmani, non avrebbe avuto tutti i fan e i siti dedicati.

    Perciò questo libro deve logicamente uscire ora.

    Ciao.

  15. RitvanShehi says:

    >fino a 20 anni fa, se dicevi “Russia” l’ Italico Mediatizzato Medio pensava ai Kattivissimi Soldati dell’ Armata Rossa … ora invece pensa alle stangone tipo la Seredova o la Stefanenko… DavideRitvanarium< Beh, L’ Italico Mediatizzato Medio di adesso – per il quale spesso e volentieri la geografia è solo un’opinione:-) – sbaglia per metà: Alena Seredova non è russa, è ceca.

  16. utente anonimo says:

    Ciliege? CILIEGE??

    E che diamine Miguel!

    :-)

    Z.

  17. mariak says:

    “vanesio”, che è modo per dire “narcisista” senza troppe pippe psicanalitiche.p

    p a volte sei geniale:-)

  18. RitvanShehi says:

    >Ciliege? CILIEGE?? E che diamine Miguel! :-) Z.< Dalla Sacra Wikipedia in italiano – grassetto mio -ndr.(http://it.wikipedia.org/wiki/Plurale_dei_sostantivi_nella_lingua_italiana):

    Le parole in -cia, -gia formano il plurale mantenendo la ‘i’ se l’ultima lettera prima della desinenza è una vocale (la camicia, le camicie), e perdendola se è una consonante (la frangia, le frange; la roccia, le rocce). La regola ha validità solo per la -i- non accentata. Nel caso di parole come allergìa, è chiaro che la i sarà conservata: allergìe. Fra le eccezioni principali, ricordiamo ciliegia e valigia, per le quali sono diffuse e accettate entrambe le forme[1] (anche se le varianti conformi alla regola sono di gran lunga più frequenti;[2] studiosi conservatori preferiscono attenersi a criteri di natura etimologica).

  19. RitvanShehi says:

    Ue’ ragazzuoli e specialmente ragazzuole:-), stiamo calmi, eh, per favore (sapete con voi non si sa mai:-))!

    Ho solo detto – con l’ausilio della sacra Wiki – che la forma fallaciana “ciliege” non è uno strafalcione grammaticale: questo non vi autorizzi a dire che io approvi gli obbrobri fallaciani del tipo “La rabbia e l’orgoglio” et similia!:-)

  20. Ritvanarium says:

    x Ritvan: se è per questo anche “Enko” è una desinenza da cognome ucraino … ma ti ricordo che dopo tutto quando c’ era il “tuo” Enver Hoxha “URSS” e “Cecoslovacchia” confinavano.

    byDavidRitvanarium

    PS

    A proposito della Seredova, a difesa dei “Diversamente Comunitari Clandestini” ha dichiarato _tentando ingenuamente (?) di sensibilizzare noi Italici al problema_ che “clandestina” lo è stata per qualche mese anche lei … ma la cosa in Italia non poteva che finire a battutacce da Bar Sport [del tipo “Alena, potevi “venì” ;-) a fare da badante al mio c..” ] da parte maschile o a rigurgiti leghisti da parte femminile … persino da parte di quelle Compagne Equee e Solidali che fra le “Migrantesse” ;-) _chissà perché ;-))))_ hanno particolarmente a cuore le cozze intabarrate ;-)

    by DavidRitvanarium, Politicamente Scorrettissimo a fin di bene.

  21. controlL says:

    Data un’occhiata al sacratissimo tommase-bellini, è chiaro che in toscana la forma “ciliege” era da gran tempo usata e prevalente. Fin dal titolo oriana tiene a far risaltare la sua provenienza. Il giornalista del corriere che l’ha “corretta” in “ciliegie” nel suo articolo, avrà dormito male queste notti. Miguel invece l’ha scampata bella.p

  22. utente anonimo says:

    Barak Obama che ha chiarito

    che l america sarà, non dico

    imparziale sul conflitto mediorientale (non ci ho mai sperato), ma neanche un po meno schiacciata sulle posizioni d Israele con buona pace a chi sperava (non io) in una nuova America.

    non siate ridicoli: Obama è nero, non vincerà mai. Nel segreto dell’urna, vedrete che gli faranno la “festa” (o gli elettori o i grandi manovratori).

    Non ho il minimo dubbio. Obama non vincerà mai. Mai.

    PS: sono lieto che Oriana riesca ancora ad “infastidire” certa gentaglia… d’altraparte, volendo essere onesti, anche voi pro-pseudo-maomettani non siete il massimo della simpatia… meglio dire che siete simpatici quanto un brufolo sui coglioni… ciao cari.

  23. Utente anonimo, scusa una domanda: che lavoro fai?

  24. controlL says:

    Grazie di che, della tua insipienza? Tu avevi capito perché quel “ge” invece di “gie” nel suo titolo, o usi solo la testa a comando?p

  25. mariak says:

    Il lessicografo Pietro Fanfani nel suo Vocabolario dell’uso toscano, in due volumetti, pubblicato per la quinta volta dall’Accademia della crusca ,nel 1863, dopo averlo dato alle stampe otto anni prima, usa entrambi i termini, ma quando deve spiegare la parola ,come soltanto lui sa fare ,con degli esempi ,nella lingua di allora, scrive ciliege

    “I venditori delle ciliegie primaticce gridano per le vie: bambini piangete, ci ho le ciliege”

  26. controlL says:

    Ottimo maria, anche pietro fanfani conferma. Adesso sappiamo chiaramente perché la fallaci volle espressamente quella grafia. In questo covo di “pro-pseudo-maomettani” il fallaciano di ferro (arrugginito) avrà imparato qualcosa della più pura tradizione toscana. Capita.p

  27. utente anonimo says:

  28. Ho capito, Anonimo; e quanto ti pagano?

  29. controlL says:

    Troia brucia? Io non vedo alcun incendio. Siete i soliti esagerati. Se proprio, potevate scegliere un’immagine più appropriata dal repertorio classico per indicare il “pericolo” islamico: annibal ad portas.

    Comunque, parlando d’incendio, mi sembrate tanto l’asturico e il persico di giovenale, mentre noi facciamo la figura del povero codro:

    vivendum est illic, ubi nulla incendia, nulli

    nocte metus. iam poscit aquam, iam frivola transfert

    Ucalegon, tabulata tibi iam tertia fumant:

    tu nescis; nam si gradibus trepidatur ab imis, 200

    ultimus ardebit quem tegula sola tuetur

    a pluvia, molles ubi reddunt ova columbae.

    lectus erat Cordo Procula minor, urceoli sex

    ornamentum abaci, nec non et parvulus infra

    cantharus et recubans sub eodem marmore Chiron, 205

    iamque vetus Graecos servabat cista libellos

    et divina opici rodebant carmina mures.

    nil habuit Cordus, quis enim negat? et tamen illud

    perdidit infelix totum nihil. ultimus autem

    aerumnae cumulus, quod nudum et frusta rogantem 210

    nemo cibo, nemo hospitio tectoque iuvabit.

    Si magna Asturici cecidit domus, horrida mater,

    pullati proceres, differt vadimonia praetor.

    tum gemimus casus urbis, tunc odimus ignem.

    ardet adhuc, et iam accurrit qui marmora donet, 215

    conferat inpensas; hic nuda et candida signa,

    hic aliquid praeclarum Euphranoris et Polycliti,

    haec Asianorum vetera ornamenta deorum,

    hic libros dabit et forulos mediamque Minervam,

    hic modium argenti. meliora ac plura reponit 220

    Persicus orborum lautissimus et merito iam

    suspectus tamquam ipse suas incenderit aedes.

    Tranquillo, so bene che conosci la grande tradizione latina quanto quella toscana, e ti traduco i versi:

    Sarebbe da vivere lì dove non c’è incendi, non c’è

    timori la notte. Già chiede acqua, già sgombera le cianfrusaglie

    Ucalegonte, già fuma il terzo piano dove abiti:

    a tua insaputa; perché se c’è terrore nei piani bassi,

    l’ultimo inquilino brucerà, quello protetto solo dalle tegole

    quando piove, dove fanno le uova le tenere colombe.

    Codro aveva un letto piccolo anche per Procula, sei orciuoli,

    ornamento del tavolino, e in basso persino una piccola

    brocca e un Chirone disteso sotto lo stesso marmo,

    e poi una vecchia cesta costodiva librucci greci

    mentre topi villani rodevano quei versi divini.

    Non aveva niente, Codro, chi lo nega? Ma quel niente

    l’infelice lo perse tutto quanto. Il colmo però

    della sventura è che nudo e invano supplice

    nessuno l’aiutera con cibo, nessuno con un tetto e un ospizio.

    Ma se crolla il palazzo di Asturico, vedi matrone scarmigliate,

    magnati in lutto, sospende il pretore le udienze.

    Allora piangiamo le disgrazie dell’Urbe, malediciamo il fuoco.

    Ancora brucia, e già si accorre a donare marmi

    a far collette; uno darà candide statue nude

    un altro un’opera preziosa di Eufranione e Policleto,

    questa antichi ornamenti di Dei asiatici,

    quest’altro libri, scaffali e incassata una Minerva,

    un altro un moggio d’argento. Di più e di meglio ne ricava

    Persico, il più ricco dei senza figli, e già a ragione

    cade nel sospetto che abbia dato lui fuoco alla casa.

    p

  30. utente anonimo says:

    Ritvan,

    su wiki chiunque può scrivere qualsiasi cosa, dato che non è una fonte primaria. Non fare come Travaglio e cita sempre la fonte primaria di riferimento:

    http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3943&ctg_id=44

    così da rendere la tua (giustissima) bastonata nei miei confronti autorevole e inappellabile :-)

    Z.

    p.s.: Però “ciliege” mi fa piuttosto schifino lo stesso :D

  31. utente anonimo says:

    p.,

    la Crusca mi ha umiliato, però cacchio: Annibale in latino è Hannibal, come il caniBBale, e a sto giro non tollero smentite :D :D :D

    Z.

  32. controlL says:

    Uno pari e palla al centro, Z. Ero così impegnato a tradurre giovenale, che ho “stradotto” annibale.p

  33. utente anonimo says:

    Tutto questo gran discutere, nel bene e nel male, delle idee e avventure letterarie della Fallaci, rischia solo di collocarla nell’universo occidentalista come l’icona schizoide della paranoia anti-islamista. Dal punto di vista letterario, il suo convinto occidentalismo passerà alla storia come un fenomeno da baraccone padano.

    Adolfo Mena

  34. roseau says:

    Quoto l’Anonimo:

    “anche voi pro-pseudo-maomettani non siete il massimo della simpatia… meglio dire che siete simpatici quanto un brufolo sui coglioni… ciao cari. ”

    Un bel semicupio ghiacciato?

  35. utente anonimo says:

    Adolfo,

    – Tutto questo gran discutere, nel bene e nel male, delle idee e avventure letterarie della Fallaci, rischia solo di collocarla nell’universo occidentalista come l’icona schizoide della paranoia anti-islamista. —

    E’ il posto che le spetta, dopotutto.

    Z.

  36. daciavalent says:

    “voi pro-pseudo-maomettani non siete il massimo della simpatia… meglio dire che siete simpatici quanto un brufolo sui coglioni”

    Ci terrei a precisare che noi antipatici pro-pseudo-maomettani siamo dei brufoli piuttosto schizzinosi e prestiamo servizio solo su intellettuali, operai consapevoli, minoranze proud to be. Non spuntiamo sui coglioni, quindi, fattene una ragione: si tratta di gonorrea.

    Dacia Valent

  37. Ritvanarium says:

    Cara Dacia

    devi sapere che il momento clou per noi bieki Occidentali è il Natale … il cui Spirito è questo: ;-)

    click by DavidRitvanarium

  38. Ritvanarium says:

    Ma al primo Muslimmo che scorgiamo all’ Orizzonte diventa questaltro ;-) :

    CLICK By DavidRitvanarium

  39. kelebek says:

    Per Adolfo Mena n 34

    Infatti, non do particolare importanza alla Fallaci.

    La conosco poco nella sua versione pre-islamofoba, e quel poco non mi piace, causa la sua caricaturale megalomania.

    Credo che siano sostanzialmente corrette le analisi che vedono in lei (fase islamofoba) una rancorosa malata senile: tre condizioni del tutto naturali, e due delle quali capitano a tutti, quindi non c’è nulla da fare i superiori.

    In quelle condizioni, la Fallaci avrebbe potuto riversare il proprio livore su qualunque oggetto: le tartarughe, Berlusconi, i comunisti, gli americani…

    Ciò che è interessante è che una persona che non è né senile né malato, Ferruccio de Bortoli, si è messo a:

    - tampinare la malata fino a convincerla a scrivere il suo famoso articolo

    - ha dedicato un sacco di pagine del principale quotidiano d’Italia al suo pietoso sfogo, cosa che non credo sia mai stato fatto né prima né dopo da nessuno

    - ha trasformato i suoi pietosi sfoghi in una collana di libri, di cui ha curato, libro dopo libro, il lancio forse più metodico che un testo che non fosse un romanzo abbia mai ricevuto nella storia italiana.

    Oriana Fallaci mi interessa esclusivamente come Prodotto; e come un prodotto su cui c’è scritto a grandi lettere Ferruccio de Bortoli.

    Miguel Martinez

  40. RitvanShehi says:

    >Ritvan, su wiki chiunque può scrivere qualsiasi cosa, dato che non è una fonte primaria. Z.< Non è vero: gli scritti vengono controllati da una redazione e, se non ci sono “pezze d’appoggio”, vengono cassati o “bollati” come inaffidabili. E non era il caso del plurale. >Non fare come Travaglio< Questo mi sembra un sanguinoso insulto: devo tirar fuori il kalashnikov?:-) >e cita sempre la fonte primaria di riferimento:

    http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3943&ctg_id=44< Era citata nel pezzo della wiki, col n.1. Dove l’hai trovata. E questo mi basta:-) >così da rendere la tua (giustissima) bastonata nei miei confronti autorevole e inappellabile :-) Z.< Ci hai pensato tu a questo, dimostrando così una certa inclinazione al masochismo:-). Ma se qualche “antiritvaniano/a” in servizio permanente effettivo avesse sollevato la tua obiezione stai tranquillo che la “fonte primaria” cruscaiola gliel’avrei tirata fuori io. >p.s.: Però “ciliege” mi fa piuttosto schifino lo stesso :D< De gustibus….:-) Ciao

  41. PinoMamet says:

    “Ciliege” fa schifo anche a me.

    Oltretutto, visto che la differenza tra “ciliegie” e “ciliege” è di fatto una pura questione grafica, non riesco a vedere meriti nell’uso della forma meno comune, ma solo un’affettazione che a me personalmente risulta sgradevole.

    ControIL

    scrivi

    “Ha quella disinvoltura che i toscani hanno nel trattar l’italiano, che non si trova in scrittori pur grandissimi, ma che si vede è imparato dai libri.”

    Posso chiederti se intendi dire che è la disinvoltura fallaciana a essere imparata dai libri, o l’italiano degli scrittori pur grandissimi?

    (ma i toscani pensano che il resto d’Italia si esprima sempre e solo in dialetto? Io neanche lo saprei parlare, il “mio dialetto).

    In ogni caso, nelle prime righe si incarta in una digressione su cromosomi e ereditarietà che non è mica tanto scorrevole, ad esempio, oltre a sembrare in contrasto con quanto ha detto prima;

    io l’ho capita così:

    “quella volta ho corso il rischio di non nascere- questo sarebbe potuto succedere sempre, se un mio antenato non avesse incontrato una mia antenata- ma quella volta -bla bla cromosomi- un mio antenato davvero poteva non incontrare una mia antenata (sottinteso dal testo che segue)”

    Insomma, non solo non ci vedo tutta questa scorrevolezza, ma neppure tanta logica.

    A me ricorda Tristram Shandy, però.

    Ciao!

  42. utente anonimo says:

    “pietoso sfogo” …

    Io ho qualche dubbio che tu abbia mai provato a leggere quel testo dal punto di vista di qualcuno diverso da te.

    Se ha preso un cattolico bigotto come me, che alla Fallaci non perdona una riga di cazzate anticlericali e anticristiane, deve avere qualche merito intrinseco, ben oltre le capacità di marketing di FdB e pure il momento in cui è uscito.

    Trovo ammirevole il modo in cui minimizzi l’attacco di New York.

    Ciao

    Francesco

  43. RitvanShehi says:

    A proposito di “pseudomaomettani”, il nostro caro troglione fallaciano dovrebbe includere nella categoria anche l’ambasciatore Sergio Romano. Il quale così dialoga domenica scorsa (http://www.corriere.it/romano/08-07-27/01.spm) a proposito della cosiddetta “reciprocità alle vongole” (definizione mia) tanto cara a certi fallaciani da riporto quando si parla di moschee:

    CHIESE NEL MONDO ISLAMICO, RECIPROCITÀ E TOLLERANZA

    C’è una pecca nel suo ragionamento sulla necessità di una moschea a Milano: quantunque da non credente a cui non importa niente che ci siano o meno chiese o moschee, non avrei obiezioni da fare sulla presenza sul suolo italiano di moschee, che già ci sono del resto, se vi fossero chiese cristiane in Arabia Saudita, poniamo, o in altri Paesi dell’area musulmana.

    Questo per un principio di reciprocità che lei ben conosce, e che, se lo si ignora, invalida qualsiasi altro ragionamento.

    Antonio Benazzo, | abenazzo@hotmail.com

    Caro Benazzo,

    esistono chiese cattoliche in tutti i Paesi musulmani della costa meridionale del Mediterraneo e in alcuni di essi vi sono diocesi vescovili e nunzi o legati apostolici.

    In Iran vi sono chiese, preti, un nunzio apostolico a Teheran (Mons. Angelo Mottola) e un Vicario generale dei latini a Ispahan (Il salesiano Francesco Pirisi). La presenza cattolica nel Golfo Persico è più recente. Nel Dubai la chiesa di Santa Maria è stata inaugurata dal Primo ministro sceicco Sheikh Rashid bin Saeed Al Maktoum nel 1967 e considerevolmente ampliata nel 1980. Sempre nel Dubai, a Jebel Ali , vi è la Chiesa di San Francesco d’Assisi, inaugurata nel novembre 2001. In Qatar esiste una vecchia parrocchia intitolata nel 2003 a Nostra Signora del Rosario che 30 giorni, la rivista di Giulio Andreotti, ha descritto in un servizio giornalistico qualche tempo fa. Questi insediamenti cattolici dipendono dal Vicariato Apostolico dell’Arabia che ha sede a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, ed è responsabile per i Paesi della penisola Araba: Bahrain, Oman, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Yemen.

    Un altro Vicariato Apostolico, nato da una costola di quello per l’Arabia, esiste nel Kuwait.

    Non vi sono invece né chiese né istituzioni cattoliche in Arabia Saudita. Interrogati sulle ragioni di questa mancanza, i rappresentanti del Regno rispondono generalmente che non vi sono moschee nella Città del Vaticano e aggiungono che tutta la terra dove sorgono i due maggiori luoghi santi dell’Islam (la Mecca e la Medina) è una «Santa Sede».

    La questione, in realtà, è un po’ più complicata. Dopo aver estromesso gli Hussein dalla penisola araba, Ibn el Saud e i suoi discendenti divennero Sceriffi della Mecca e custodi dei Luoghi Santi. Sono i signori del regno, ma esercitano il loro potere sulla base di un patto con i seguaci di Mohammed Ibn Abd al Wahhab, un teologo «controriformatore», paladino del più scrupoloso rigore islamico, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo. Quel patto religioso è il titolo di legittimità del regno dei Saud, la ragione stessa della sua esistenza.

    E l’osservanza del patto è divenuta ancora più necessaria e costrittiva quando Ibn el Saud, per sfruttare l’immensa ricchezza petrolifera del Paese, strinse rapporti speciali con gli Stati Uniti in occasione del suo storico incontro con il presidente Roosevelt su un incrociatore americano negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.

    Gli imam wahhabiti tollerano questo rapporto con l’«infedele», ma esigono che il regno venga governato secondo i criteri della più stretta ortodossia islamica. E’ questa la ragione per cui gli Stati Uniti e, più generalmente, i Paesi occidentali hanno rinunciato a esigere dai Saud l’applicazione del principio di reciprocità.

    L’ultimo sovrano è un prudente riformatore che ha cercato di allargare le maglie dell’ortodossia, ma non può mettere in discussione il principale titolo di legittimità del suo regno.

    Dovremmo forse rispondere al rigore islamico dell’Arabia Saudita vietando la costruzione di moschee in Italia? Se adottassimo questa linea puniremmo anzitutto i cittadini di Paesi che non proibiscono ai nostri connazionali la professione della loro fede religiosa. E mancheremmo, in secondo luogo, a un principio che è il principale titolo di legittimità delle democrazie: la tolleranza.

  44. utente anonimo says:

    Francesco,

    – Se ha preso un cattolico bigotto come me, che alla Fallaci non perdona una riga di cazzate anticlericali e anticristiane, deve avere qualche merito intrinseco —

    Tipo dare addosso ai musulmani ;-)

    Z.

  45. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Non è vero: gli scritti vengono controllati da una redazione —

    Redazione? No vero! :-) Non esiste nessuna redazione o commissione deputata a controllare gli articoli su wiki: chiunque può scrivere, modificare e correggere. Proprio per questo è bene citare la fonte primaria cui la voce fa riferimento, anziché la voce stessa.

    – e, se non ci sono “pezze d’appoggio”, [gli articoli] vengono cassati o “bollati” come inaffidabili. —

    In effetti chiunque riscontri affermazioni non suffragate da fonti dovrebbe agire in questo senso. Purtroppo la cosa non avviene di frequente, e ancor più raro è che si arrivi alla rimozione.

    – E non era il caso del plurale. —

    Certo che no. Non ti ho detto, infatti, che la tua informazione era sbagliata. Ti ho detto – come qualsiasi admin ti direbbe – che dovresti citare direttamente la fonte primaria anziché una fonte secondaria o addirittura terziaria qual è wiki, intrinsecamente priva di autorevolezza (a differenza della Crusca).

    – Questo mi sembra un sanguinoso insulto: devo tirar fuori il kalashnikov? —

    Azzo! Io contavo che tu l’avessi veramente buttato in quel fosso tanti anni or sono :-)

    – Ci hai pensato tu a questo, dimostrando così una certa inclinazione al masochismo:-). —

    Non sento affatto la necessità di sommergere la mia ignoranza, nei (non pochi) casi nella quale emerge :-) E se l’occasione può aiutare a illustrare il funzionamento di wiki, tanto meglio: chissà che qualche lettore di Miguel non venga di là a dare una mano… it.wiki è un progetto importante e ne avrebbe bisogno.

    Z.

  46. RitvanShehi says:

    Caro Z.

    Io continuerò a servirmi di Wiki, anche se i soloni con la puzza sotto il naso (che, ovviamente, ci tengono a vendere a caro prezzo i loro papiri) considerano tale enciclopedia GRATUITA inaffidabile.

    Come ti ho già detto, ridetto e stradetto io sono perfettamente capace di distinguere su wiki una cosa non suffragata da fonti (in link) da una suffragata. Pertanto, mi sta bene così.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Il kalashnikov lo intendevo metaforico, of course: quello vero l’ho buttato nel fosso in Albania, come ben ricordi.

  47. Ritvanarium says:

    @ Ritvan:

    1) Visto il successone delle Ingerenze Vaticane negli ultimi tempi, il paragone dell’ Italia con l’ Arabia Saudita ci starebbe tutto se la Casta si sciogliesse ;-)))))

    2) L’ Episodio del Kalashnikov … me lo sono perso ;-(((( !

    by DavidRitvanarium

  48. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Io continuerò a servirmi di Wiki —

    Fai bene. Però, se ritieni anche tu che sia un progetto importante, faresti bene anche a valutare l’idea di contribuirvi e non solo a servirtene. Per ogni canzone che ascolti, diceva il Signore del Mare, devi cantarne cinquanta :-)

    – anche se i soloni con la puzza sotto il naso (che, ovviamente, ci tengono a vendere a caro prezzo i loro papiri) considerano tale enciclopedia GRATUITA inaffidabile. —

    I soloni compiono lo stesso errore di Travaglio, a ben vedere. Le informazioni su wiki non rilevano perché sono su wiki, ma se e in quanto su wiki sono documentate. Poi ovviamente molti di loro hanno i loro interessi economici…

    – Come ti ho già detto, ridetto e stradetto io sono perfettamente capace di distinguere su wiki una cosa non suffragata da fonti (in link) da una suffragata. —

    Non ne dubito. Ne ho parlato con te perché è capitata l’occasione, è vero, ma l’ho fatto a scopo global-catechistico ;-)

    – Il kalashnikov lo intendevo metaforico —

    Allora non ci sono problemi. Finché si spara metaforicamente non muore nessuno. Anche se si dice che Archiloco… ma allora i kala non esistevano :-)

    Z.

  49. utente anonimo says:

    Davide,

    non essere impaziente e non disperare.

    Chissà chissà, chi vivrà vedrà :-)

    Z.

  50. controlL says:

    Uffa. Ma perché mi tocca difendere una scrittrice che usa a ragion veduta alcune parole? Non c’è affettazione in quel “ciliege”. Come dimostrato da me, e più ancora da maria, che cita pietro fanfani, c’è ricorso alla comune forma toscana. E la scrittrice è toscana che parla di antenati toscani. Così trovo, negli stralci colti in rete, scritto “abbaco” e “abbecedario”: “antichi libri tra cui un abbaco e un abbecedario del Settecento”.

    Ancora una volta si dà preferenza alla forma toscana su quella più comune nella scrittura italiana. Due esempi tratti da “pinocchio” bastino alla bisogna:

    Smesso che fu di nevicare, Pinocchio col suo bravo Abbecedario nuovo sotto il braccio, prese la strada che menava alla scuola: e strada facendo, fantasticava nel suo cervellino mille ragionamenti e mille castelli in aria, uno più bello dell’altro.

    - Buon giorno, mastr’Antonio, – disse Geppetto. – Che cosa fate costì per terra?

    - Insegno l’abbaco alle formicole.

    La lotta tra l’uso toscano, anzi fiorentino, da trasporre nell’italiano da insegnare al resto d’italia e un uso dell’italiano comune in tutt’italia che se ne doveva distaccare fu già condotta da due giganti: alessandro manzoni, lo sciacquatore di panni in arno, uno dei massimi scrittori dell’ottocento, e graziadio isaia ascoli, il massimo linguista/glottologo dello stesso secolo in italia, che era decisamente per la seconda ipotesi. Vinse il secondo, l’uso dell’italiano si distaccò dal fiorentino parlato di allora. Ma proprio per questo gl’idiotismi toscani, per un toscano, possono prendere una coloritura d’affetto particolare.

    Riconoscere un tratto di stile non vuol dire riconoscersi nella scrittrice che l’usa. Avevo già parlato dell’assurda idea che aveva oriana della morte, citando il classico “voglio morire” della sibilla cumana, “ricompensata” da apollo d’una vita eterna nell’al di qua. Ma guardate come tratta il grandissimo belli la vita eterna persino nell’al di là:

    La morte co la coda

    Qua nun ze n’ esce: o ssemo giacubbini,

    o credemo a la lègge der Ziggnore.

    Si ce credemo, o minenti o ppaini,

    la morte è un passo che ve gela er core.

    Se curre a le commedie, a li festini,

    se va ppe l’ostarie, se fa l’amore,

    se trafica, s’impozzeno quadrini,

    se fa d’ogn’erba un fascio … eppoi se more!

    E doppo? doppo viengheno li guai.

    Doppo c’è l’antra vita, un antro monno,

    che dura sempre e nun finisce mai!

    E’un penziere quer mai, che tte squinterna!

    Eppuro, o bene o male, o a galla o affonno,

    sta cana eternità dev’èsse eterna!

    Per fortuna, nell’al di qua è certo, la cana eternità non è eterna per le singole vite al contrario dello smisurato desiderio della fallaci. Non si vede quanta di questa dismisura è passata anche nelle idee politiche della scrittrice? Non mi sono ancora addentrato in una sola di quelle idee e già mi trovo lontanissimo dalla sua ragione. Non c’è bisogno ch’io neghi che le sapesse esporre benissimo.p

  51. utente anonimo says:

    x Z 45

    dare addosso ai musulmani in quanto credenti NON è affatto un titolo di merito per un cristiano.

    Potrei citarti Dante che sbatte all’inferno un Aiace (Oileo?) per bestemmia contro Zeus.

    No, neppure nel mio caso il valore della Fallaci sta nell’ostilità contro i musulmani, sta nell’orgoglio di essere sè stessi e nella rabbia con cui reagire ad un attacco (contrapposta al “perchè ci odiano?” che segna i sinistri per bene di allora)

    Ciao

    Francesco

  52. PinoMamet says:

    ControIL

    (scusa se scrivo così, ma viene difficile cominciare con “p” :-) )

    io ho sempre fatto il tifo per l’Ascoli, in effetti.

    In ogni caso, “ciliege” sarà la comune forma toscana, ma non è quella italiana comune, e nel suo uso perciò io ci vedo affettazione eccome.

    Specialmente considerato che la forma scelta dalla scrittrice non rispecchia nessuna reale differenza di pronuncia, come sarebbe nei casi che citi di “abbaco” e “abbecedario” (ho dovuto rileggere due volte il passaggio, perchè “abbaco” e “abbecedario” sono di fatto la mia pronuncia, anche se- non essendo Collodi- li scrivo poi conforme all’uso italiano).

    Una pura affettazione, per rimarcare che lei è toscana e colta e voi lettoracci no, pappapero.

    Poi davvero mi chiedo come fai a dire che esponesse le sue idee benissimo; a meno che non intendi dire che raggiungeva larghe fette di pubblico (anche i Vanzina lo fanno).

    Ciao!!

  53. PinoMamet says:

    Aggiungo: non è solo che mi risultasse più simpatico, l’Ascoli; è proprio che aveva ragione lui, e Manzoni no.

  54. controlL says:

    Non credo sia così nel caso di quel romanzo. L’oriana toscaneggia per orgoglio identitario, un sentimento che le appartiene come nessuno. Che nello scritto diventa un certo stile. Facciamo un esempio contrario: vittorio imbriani, napoletanissimo. Conoscitore della lingua italiana quanto tommaseo e pietro fanfani, ma dall’altra parte della barricata. In una lettera a un amico arriva a scrivere questo:

    Io, sappilo, sono un lassista senza paura e senza rimorsi. Lassista deliberatamente, non apro i Vocabolari de’ gallicismi, se non per fare tesoro delle parole, che vi sono poste alla berlina, appunto come il governo Italiano ha preso i galeotti politici de’ Borboni per popolare il Senato, le cattedre, i tribunali, le amministrazioni.

    Già, i “vocabolari de’ gallicismi”. Uno dei più famosi fu, mica a caso, il “lessico dell’infima e corrotta italianità” di pietro fanfani e costantino arlia. Eppure imbriani tante volte toscaneggia, o se vuoi fa lo “stenterello”, per scelta stilistica. Prendi questo passo di “mastr’impicca” dove parla il re zuccone xiv (nome ben appioppato al personaggio):

    Frattanto il padre s’apparecchiava a darle marito. «Io mi son vecchio» pensava Maestà. «Più che vecchi non si campa: oggi o domani mi toccherà a tirar l’aiuolo. Una volta ch’io sia andato a rincalzar cavoli, che ne accadrà di questa ragazzaccia? Posso lasciare senza scrupolo il Regno ad una fanciulla inesperta? Quando regnan le donne, i sediziosi si accrescono degl’innamorati. La Rosmunda è savia: pur che la duri! La Rosmunda è buona: ma non si governa con la volontà d’animo; non si reprimono o scongiurano le insurrezioni con un bel par d’occhi; non si rintuzzano o sconfiggono gli eserciti nemici, sciogliendo all’aura i capei d’oro. Con questi vicini, con questo popolo, con questo Parlamento, con questi uomini politici, e’ ci vuole la mente ed il polso d’un uomo. Provvediamoci a tempo: senza fretta precipitosa; ma… chi ha tempo non aspetti tempo.»

    Toscaneggia perché quella fiaba coltissima vuole però avere l’andamento delle fiabe popolaresche fiorentine, di cui fece una famosa raccolta. Siamo di fronte cioè a un fatto di stile. L’ironia d’imbriani è che in questa patina toscanissima poi ci ficca dentro un mucchio di parole che avrebbero mandato in bestia i fanfani e gli arlia. Ma lui ci pigliava gusto a queste cose. Diciamo che oriana è una “stenterella” toscana orgogliosa d’esserlo invece che ironicamente camuffata com’era qui imbriani.

    Naturalmente non voglio convincerti che la fallaci scriva bene (ma tristam shandy l’hai citato tu); è un fatto di gusto, e i miei sono diversi dai tuoi, evidentemente. Quanto al grande pubblico conquistato di recente, qui lo stile e la bravura c’entra poco e vale più la capacità di de bortoli di farne il prodotto (politico) giusto al momento giusto. Come dice lei, era nel suo buen retiro niuiorchese a contemplarsi l’ombelico per farne un romanzo; ma a de bortoli venne la geniale idea che proprio quella donna aveva le parole giuste per scrivere il pamphlet politico adatto al momento. Non si può dire che ci abbia traveggolato. Ma proprio perché aveva capacità di scrittrice, che de bortoli si vede conosceva bene, aveva anche “le phisique du rôle”.p

  55. utente anonimo says:

    Francesco,

    – dare addosso ai musulmani in quanto credenti NON è affatto un titolo di merito per un cristiano.

    Potrei citarti Dante che sbatte all’inferno un Aiace (Oileo?) per bestemmia contro Zeus. —

    In teoria avrai senza dubbio ragione tu.

    Però, anche se la mia cultura classica non può rivaleggiare con la tua, posso citarti Pierino che ci insegna come la teoria e la pratica siano sempre due cose diverse ;-))

    Del tipo: “non faccio discriminazioni, lo so che non tutti i musulmani sono terroristi, però insomma, quasi: e poi tutti i terroristi sono musulmani” .

    E via di questo passo :-)

    – No, neppure nel mio caso il valore della Fallaci sta nell’ostilità contro i musulmani, sta nell’orgoglio di essere sè stessi —

    Nel senso di persone anziane ottenebrate nel fisico e nella mente da una malattia mortale? Oddio, come dice Miguel può succedere a tutti, e certo succederà a molti di noi. Da qui a dircene orgogliosi, via, ne corre :-)

    – e nella rabbia con cui reagire ad un attacco (contrapposta al “perchè ci odiano?” che segna i sinistri per bene di allora) —

    Nessuno mi ha mai attaccato, che mi ricordi. Oddio, a dire il vero un paio di volte ho fatto a botte da ragazzino, ma niente di più. :-)

    Z.

  56. RitvanShehi says:

    Visto che si parla di Fallaci, fallaciani e fallaciformi vari, copincollo il dialogo “mortalmente noioso” intercorso fra me e uno di quelli. Il tizio è uno di quelli che intasarono la mia posta elettronica dopo che Sergio Romano pubblicò sul Corsera la mia lettera sulle moschee, con tanto di mio indirizzo email. Io, invece, qui ometto nomi e indirizzi.

    >Pregiatissimo c…@.it, (il mio indirizzo email pubblicato da Romano sul Corsera-ndr.)< Egregio E…P…(il suo nome-ndr), io non mi chiamo “c…@….it”: sul Corrierone c’era il mio nome e cognome. Possibile che debba venire io sul gommone a
    insegnare un po’ di buona educazione a un diretto discendente di Mons. Della

    Casa in “casa” sua?

    >giro anche a lei queste riflessioni.

    Le cose non stanno come dice lei< M’inchino alla sua profonda competenza in materia costituzionale: potrei sapere in quale Università lei ha la cattedra di Diritto Costituzionale? >e per questo sarò uno di quelli che firmerà contro la costruzione delle moschee o di ogni altro luogo che permetterà di rendere stabile quell’invasione violenta e impunita della mia mia Nazione effettuata da ogni tipo di immigrato.< Non crede, invece, – visto il suo inconfondibile linguaggio – che un
    manganello e una buona dose di olio di ricino serva meglio all’uopo?

    >PS: Mis scuso ma sono stufo di parlare di queste cose, quindi non risponderò ad una sua eventuale risposta.< Mica è obbligatorio, sa. Però, se era tanto “stufo”, non poteva risparmiarsi pure questa? >Cordiali saluti, E. P.< Altrettanto
    Ritvan Shehi

    P.S. Da bieko “invasore” del Belpaese ho anche la sfrontatezza di commentare la sua risposta alla studentessa musulmana Khalida El Khatir che mi ha allegato qui sotto.

    >Alcune riflessioni sulla lettera pubblicata dal “Corriere” (“Io Khalida El Khatir, studentessa musulmana” – 28/09/07):

    - “. si è dimenticato che i musulmani, prima di essere dei credenti, sono innanzitutto cittadini di questo Paese e come tali vanno rispettati.”

    Sarebbe interessante sapere come questi “cittadini” sono arrivati in Italia: sono stati chiamati dalla mia Nazione e regolarmente forniti di permesso di soggiorno oppure sono venuti da clandestini, infrangendo le nostre leggi e costringendo, ripeto, COSTRINGENDO la mia Nazione a farsi carico anche dei loro problemi sperperando il patrimonio che generazioni di Italiani hanno

    versato per far crescere l’Italia e non i paesi musulmani ?< Beh, se per questo la risposta è semplice: in parte sono stati chiamati dalla “sua Nazione”, in parte sono sbarcati dal gommone e poi “sanati” – sempre dai “legali rappresentanti” della “sua Nazione” – in parte sono discendenti di innumerevoli generazioni d’italiani, proprio come lei. E allora?
    >- sono straconvinto che non si può diventare “Italiani” in quel poco tempo indicato da questi quattro. politicanti. Per me ci vogliono generazioni, bistecche, fettuccine, porchetta, chianti, grappa, pentacolori, pentapartiti, antilopi, Abbagnale, Chechi, Battisti, Totò, D’Andrè, Pertini, Portella della Ginestra e via dicendo.< Eh, ma così è troppo vago: lei dovrebbe indicare con precisione QUANTE generazioni ci vogliano perché un bieko extracomunitario diventi “italiano-italiano”, mica si può scrivere nella legge la quantità di spaghetti con pummarola in coppa che deve mangiare prima di aspirare alla Gloriosa Cittadinanza Italica! Che ne dice se mettiamo nella legge che i suoi antenati dovrebbero aver combattuto contro gli elefanti di Annibale? >- Noi Italiani stiamo vivendo, stiamo subendo sulla nostra pelle, chi più chi meno, la devastazione morale, sociale, culturale ed economica causata da questa FOLLIA chiamata immigrazione.< Già. Però, quando i suoi Gloriosi Antenati con valigia di cartone
    d’ordinanza legata con lo spago “invadevano” mezzo mondo (dall’Australia agli USA) mica si lamentava lei, eh. Le consiglio di leggere il libro “L’Orda-Quando gli albanesi eravamo noi” di Gian Antonio Stella.

    >- Sono ateo quindi al posto di una chiesa, di una moschea, di una sinagoga farei costruire un parco, delle strutture sportive, una scuola, un museo.< Guardi che nessuno le chiede di costruirsela lei (coi soldi suoi o quelli delle sue sudate tasse) la moschea: è lapalissiano che se la devono costruire i musulmani, coi loro soldi. Si chiede semplicemente che lo Stato laico e democratico italiano osservi la sua Costituzione e non si comporti nei confronti dei musulmani in Italia pressappoco come lo stato feudale e
    teocratico dell’Arabia Saudita si comporta nei confronti dei cristiani di quel paese, negando loro di fatto – con spregevoli e ipocriti cavilli azzeccagarbuglieschi, che almeno l’Arabia Saudita dice apertamente “NO” – il

    diritto di costruirsi in santa pace loro luoghi di culto.

    >- La “reciprocità” è ancora un concetto assolutamente non condiviso e non rispettato in molte Nazioni, quindi non capisco perché io in questi paesi non devo bere vino, non devo mangiare maiale mentre qui, nelle. carceri Italiane, un esempio scelto non a caso, i musulmani devono avere pasti differenziati.< Quella che invoca lei io la chiamo “la reciprocità alle vongole” e di solito
    viene sbandierata da chi non ha la più pallida idea di cosa significhi

    “reciprocità” nel diritto internazionale. Non ho tempo né voglia di farle

    una lezione in tal senso, ma le dico brevemente due cose:

    1. Nei paesi democratici rispettosi dello stato di diritto (e l’Italia

    dovrebbe rientrare fra questi), i Diritti Umani non sono soggetti alla

    “reciprocità”. Ovvero, per farle un esempio, se Castro o Kim Jong Il o

    qualsiasi altro dittatorello del pianeta tortura dei cittadini italiani, il Governo Italiano non si sognerebbe mai di prendere dei cubani, coreani o

    sudditi del dittatorello residenti o di passaggio in Italia e metterli sul

    cavalletto della tortura. Ha capito o devo farle un disegnino?

    2. Nel Diritto Internazionale la “reciprocità” vale fra Stati e rispettivi cittadini, non fra confessioni religiose, sessi, tendenze sessuali, idee

    politiche o colore della pelle. Finora, l’unico Stato che non permette

    l’esistenza di chiese (ma anche di alcun altro genere di tempio, tranne

    quelli musulmani) nel suo territorio è l’Arabia Saudita. Mi potrebbe

    gentilmente spiegare perché un musulmano, cittadino p.es. albanese, marocchino o tunisino (nei cui paesi le chiese pullulano che è un piacere)

    che vuole costruirsi una moschea nella sua città italiana di residenza

    dovrebbe subire la mazzata della “reciprocità alle vongole” per colpa dell’Arabia Saudita?

    >- Nella mia vita da cinquantenne Italiano DOCG, nella vita dei miei figli Italiani DOCG ci sono una marea di diritti, questi sì veramente legittimi e reali, che sono stati negati, calpestati: la scuola, la salute, il lavoro, la giustizia, la casa e questa signorina, arrivata chissà da dove, pretende il diritto alla moschea. ma ci facci il piacere per non dire qualcos’altro !< Il fatto che i suoi diritti siano stati calpestati dallo Stato italiano non
    significa che per questo lei abbia acquisito ipso facto “il diritto” di

    negare i diritti altrui. Lei si comporta come quel tale che, dopo esser

    stato svaligiato dai ladri si rifà derubando a sua volta il prossimo. Si vergogni!

  57. Complimenti, RitvanShehi, per la mole di robaccia che ti sei preso la briga di leggere. Io mi chiedo ogni giorno di più che cosa faccia di un suddito dello stato che occupa la penisola italiana un individuo superiore agli altri.

    Poi penso ai bambini yemeniti che mi correvano incontro mostrandomi orgogliosissimi i loro libri e quaderni di scuola (materiale fornito dagli USA, peraltro; questo lo scrivo per chi volesse attaccarsi a questo thread per ciarlare di alquàide) e penso alle case dei sudditi in cui mi càpita di entrare. In quattro case su cinque, di persone che godono di un reddito almeno cento volte superiore a quello di un abitante dello Yemen, non esiste neppure un libro.

    Ah, va da sé che sono estremamente favorevole all’edificazione di luoghi di culto; sarebbe interessante vedere cosa riesce a fare, un architetto credente, partendo dai materiali disponibili per tradizione in Toscana.

  58. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Guardi che nessuno le chiede di costruirsela lei (coi soldi suoi o quelli delle sue sudate tasse) la moschea: è lapalissiano che se la devono costruire i musulmani, coi loro soldi. —

    Idealmente sarei d’accordo con te (se non altro perché non sono credente). Ma ti dirò per soprammercato che io non vedrei nulla di male nel contribuire a finanziare una moschea (una chiesa, una sinagoga, un’associazione culturale o ricreativa). Proprio come si finanziano, chessò, i teatri, le palestre di pugilato, le biblioteche e una pletora di altri enti che non avrebbero i mezzi per sostenersi da soli.

    Oltretutto sono convinto che se i musulmani potessero pregare, anziché in garage e retrobottega, in edifici aperti al pubblico come le parrocchie – e come mi risulta siano generalmente le moschee in Medio Oriente – l’integrazione ne risulterebbe favorita.

    Z.

  59. utente anonimo says:

    NScO,

    – Complimenti, RitvanShehi, per la mole di robaccia che ti sei preso la briga di leggere. —

    Di che stupisci? Lo spirito missionario di Ritvan è ormai leggenda!

    :-)

    Z.

  60. mariak says:

    io ho sempre fatto il tifo per l’Ascoli, in effetti.

    In ogni caso, “ciliege” sarà la comune forma toscana, ma non è quella italiana comune, e nel suo uso perciò io ci vedo affettazione eccome.

    maria

    non esiste l’italiano ma le parlate regionali ,come aveva appunto predetto l’ascoli che tu citi , fronte del manzoni che pensava al toscano come lingua che avrebbe potuto affermarsi come “‘italiano”

    Io non ci vedo affettazione, casomai una forma desueta, come il termine “codesto” che non usa quasi più nessuno e che può sembrare a volte, per questo, non dico inopportuno ma quasi troppo ricercato.

    Del resto , vado a mente, uno studio dell’accademia della crusca di alcuni anni fa considerava la parlata toscana regressiva nel senso , io credo, poco diffusa .

    I motivi sono tanti, ne cito uno, i film della commedia all’italiana che parlano romano, o al teatro di de filippo, straordinariamente bello, mentre il teatro toscano in vernacolo è roba da vecchietti di quartiere.

    Io comunque avrei scritto ciliegie non prima però , in questo caso, di aver consultato un vocabolario come spesso mi capita per essere precisa, per divertimento invece invece consulto sempre il fanfani quando mi capita per strada o da qualche altra parte di ascoltare vocaboli o modi di dire toscani sempre più rari.

    Comunque io penso che l’insopportabile oriana scrivesse molto bene, e che quel contenuto in altra forma non avrebbe conquistato una massa così grande di lettori, e forse de bortoli questo l’aveva capito.

  61. mariak says:

    riguardo alle moschee sono esattamente del parere di zeta.

    maria

  62. RitvanShehi says:

    x Z. (#59) e mary (#62)

    Beh, il mio ben noto “spirito missionario”:-) mi suggerisce di dirvi che dobbiate andar cauti con simili proposito equi&solidali. Qui s’inkazzano come iene anche qualora le moschee vengano erette coi soldi dei musulmani e voi proponete di mettervi anche i quattrini delle tasse dei buoni italici?! Dalle mie parti c’è un motto che descrive bene i vostri insani:-) propositi in questa situazione “A tizio è vietato metter piede nel villaggio e quello manda i messi per chiedere la mano della figlia del capovillaggio”:-).

    Un passo alla volta, please!

  63. PinoMamet says:

    Mariak

    non credo che tu riassuma proprio correttamente la diatriba manzoniani-ascoliani; credo piuttosto sia corretto affermare che il Manzoni proponeva un modo di lingua comune basato più strettamente sul toscano (identificato nel suo caso, semplicisticamente, con la parlata quotidiana della borghesia fiorentina del suo tempo, scelta tutto sommato arbitraria) mentre l’Ascoli proponeva che l’italiano come diffusa e praticata lingua comune sarebbe sorto in modo più spontaneo dalla somma e dalle recripoche influenze delle varie parlate regionali, sempre ben inteso sulla base letteraria toscana.

    In questo agiva anche l’Italia che la Firenze dell’Ottocento non era più quella di Dante o Boccaccio, quanto a influenza culturale sul resto d’Italia, e ben difficilmente poteva agire da “Parigi” unificante; meglio allora un modello “tedesco” dove le varie parlate regionali concorrevano, senza del tutto spegnersi, a quella comune, in ragione della propria capacità produttiva (letteraria, ma anche materiale; se il panettone lo inventano i milanesi, e lo diffondono nel resto d’Italia, è giusto che sia il loro termine a definirlo).

    E alla fine, tutto sommato, l’uso e anche l’influenza televisiva, oltre al radicamento di identità regionali che appaiono quasi irriducibili, ha dato ragione al modello ascoliano;

    e infatti si parla, come dire, in italiano (con differenze regionali- quando si parla in italiano, e non nei dialetti- tutto sommato non maggiori, forse anche minori di quelle tra la parlate regionali tedesche o inglesi) e non in toscano (tranne che in Toscana, ovvio :-) )

    Ciao!!

  64. PinoMamet says:

    Errata corrgio:

    secondo paragrafo, leggasi:

    “in questo agiva anche il fatto che la Firenze…”

    ciao!

  65. PinoMamet says:

    Da notare- altro punto che dà implicitamente ragione all’Ascoli- che i due principali “capiscuola” in questa interessante riflessione sulla lingua toscana-italiana, erano uno lombardo, e l’altro friulano (israelita).

    Ciao!

  66. RitvanShehi,

    lo stato che occupa la penisola italiana spreca talmente tanto denaro in talmente tante idiozie che il finanziamento di edifici di culto rientrerebbe, con ogni probabilità, tra le voci di spesa più utili.

  67. mariak says:

    pino, rissumevo appunto:-) e mi pare di non avere detto niente di sostanzialmente diverso da te.

    Comunque ho letto assai volentieri le tue precisazioni.

    maria

  68. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Un passo alla volta, please! —

    Che è uno dei miei motti preferiti, e senza dubbio è sempre un buon metodo ;-) In ogni caso né io né (credo) Maria si pensava a grandi opere islamiche finanziate dallo stato. Semplicemente ritengo, direi anzi riteniamo, che lo stato debba venire incontro ai cittadini di qualsiasi religione nel soddisfare le loro esigenze di culto, e del resto sarebbe difficile sostenere la legittimità di una politica generale che proponga di finanziare le sinagoghe ma non le moschee o viceversa.

    Sta soprattutto al buon senso delle associazioni religiose tener conto dei tempi difficili e avanzare richieste ragionevoli, poco per volta.

    Z.

  69. RitvanShehi says:

    >RitvanShehi, lo stato che occupa la penisola italiana spreca talmente tanto denaro in talmente tante idiozie che il finanziamento di edifici di culto rientrerebbe, con ogni probabilità, tra le voci di spesa più utili. NonStoConOriana< Lo so, lo so. Anzi, il bieko Stato okkupatore:-) potrebbe condizionare – era anche l’idea di Romano, con cui sono abbastanza d’accordo – gli aiuti finanziari alla compartecipazione dello stato nella gestione delle moschee e nella formazione/selezione degli imam, rendendo trasparenti tali istituzioni e promuovendo un “islam d’Italia” lontano da fondamentalismi/jihadismi. In questo senso l’esperienza dell’organizzazione della Comunità Islamica albanese e dei suoi rapporti con lo Stato potrebbe essere utile. Ma vai a dire al popolo di santi, navigatori, poeti, ecc., ecc. di andare a prendere esperienza in Albania!:-).
    Comunque, come già detto, bussare a quattrini adesso lo trovo prematuro. Prima si faccia chiarezza sul diritto e si abbandoni l’idea bislacca di far referendum del menga fra cristiani/leghisti/fascisti e umanità varia sul diritto ad erigere una moschea in un posto che non siano le Dolomiti o l’Aspromonte:-) e poi se ne parla anche dei contributi statali. Intanto, se i musulmani si organizzassero fra di loro e premessero per firmare un’intesa con lo Stato “okkupatore”:-), potrebbero beneficiare dell’8×1000, che non è poco.

  70. mariak says:

    zeta,

    mi hai fatto da portavoce:-) in modo

    impeccabile.

    maria

  71. mariak says:

    nsco,

    smantella e nello stesso momento diverte, rende all’oriana pan per focaccia, scrivendo con sarcasmo ed ironia in special modo una certa firenze

  72. mariak says:

    manca la parola “contro” scusatemi ma questo aggeggio è ormai vecchio e mi parte anche senza toccarlo, dovrò cambiarlo presto

  73. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Intanto, se i musulmani si organizzassero fra di loro e premessero per firmare un’intesa con lo Stato “okkupatore”:-), potrebbero beneficiare dell’8×1000, che non è poco. —

    Ciusto.

    Z.

  74. RitvanShehi says:

    >L’ Episodio del Kalashnikov … me lo sono perso ;-(((( ! by DavidRitvanarium < Beh, niente di che. All’epoca dell’insurrezione popolare contro il governo Berisha (1997) furono aperti a furor di popolo molti depositi dell’esercito e io rimediai un kalashnikov con relative munizioni. Lo tenni in casa per qualche mese per difendere la mia famiglia da possibili malintenzionati (sai, era l’anarchia completa e ladri e stupratori ci sguazzavano). Poi, prima di partire per l’Italia lo buttai in un fosso. Tutto qui.

  75. Bonjour

    oggi c’è sul Corriere online un articolo di Pierluigi Battista sul capolavoro in oggetto, dal quale si evince che la tesi della Fallaci sia più o meno la seguente: la storia fa schifo ed è priva di senso, ma la buona notizia è che negli ultimi tre secoli si dipana un’unica linea di luce redentrice e giusta in questo oceano di tenebre, ovvero la famiglia di Fallaci Oriana, che prepara la più alta e ultima incarnazione di tanto fulgore, ovvero Fallaci Oriana.

    Inspiegabilmente (o meglio, si può spiegare per l’appunto con la sua irrazionalità intrinseca) questo mondo di merda non si è coralmente ed istantaneamente allineato alle loro prediche, e pertanto precipiterà nella perdizione, gnè gnè gnè.

    Ovviamente il tratto distintivo che accomuna Oriana Fallaci alla sua famiglia romanzata, cioè a se stessa, è l’assoluto disprezzo per le norme e il conformismo, l’assoluta libertà spirituale, tipo quella che spinge una borghese a volere i cappellini fighi come una qualsiasi borghese (per abbattere le barriere tra le classi che li limitano alle nobili, o qualcosa del genere), o quella che spinge un’altra borghese a lanciare fatwe di morte contro i musulmani in un momento in cui stanno sul cazzo a tutti senza eccezione, o che spinge una tipa qualsiasi a darla in giro (really unheard of, isn’t it?, Nda) o ancora – questa però è meno metaforica e più metonimica – quella che spinge un antico Fallaci a sgozzare venti algerini applicando quota doppia rispetto alle rappresaglie naziste (azione che l’articolista arriva a catalogare insieme ad altre sotto “ribellione”!!!, NdA).

    E costoro sono appunto tutti perdenti nello svolgersi della storia inumana e perfida, infatti è noto che hanno prevalso le leggi suntuarie, darla in giro è assolutamente proibito, e nessuno ammazza musulmani, anzi l’Occidente pavido e un po’ frocio si precipita tra le loro braccia assassine con smania suicida.

    “La saga dei ribelli sconfitti” titola, davvero, manco fosse Aureliano Buendia. Boh.

    Erika (non ricordo di preciso cos’ho scritto ma direi che se non altro l’ho scritto male)

  76. ksakinah says:

    Post portentosi. Segnalazione anche da me.

    Volevo dirvelo, anche se in ritardo.

    A presto.

    Khadi

  77. ksakinah says:

    p.s. per Erika: effettivamente non è che si capisca assai, il commento. Aspetto un post sul tema :)

    (quale non so!!) k.

  78. RitvanShehi says:

    >..quella che spinge un antico Fallaci a sgozzare venti algerini applicando quota doppia rispetto alle rappresaglie naziste…Erika< Ehmm…non per fare il fallaciano di complemento, (la sua islamofobia senza “se” e senza “ma” mi sta sui cosiddetti) ma forse sarebbe meglio leggere prima il papiro della Fallaci riguardante l’avo scimitarruto e poi – se il caso – giocare la “Hitler card”.
    Io ho letto l’episodio in rete e pare che l’antico Fallaci abbia sgozzato 20 algerini ARMATI in un regolare combattimento corpo a corpo fra due eserciti.

    Che fai, mia piccola cellula, a ‘sto punto ti fidi della mia parola e ritiri la “Hitler card” o ti devo copincollare il papiro?

  79. Ritvan

    ritiro, ritiro, per carità!

    Dall’articolo di Battista non si capiva, ma piuttosto che leggermi le ottocento pagine fallaciane, guarda… :)

    Khadi

    :) ci ho poco tempo, riesco a malapena a seguire i blog (e se provo a scrivere s’è visto le ciofeche che ne escono), anzi mo’ passo lì da te

    Erika

  80. RitvanShehi says:

    >Ritvan ritiro, ritiro, per carità!

    Dall’articolo di Battista non si capiva, ma piuttosto che leggermi le ottocento pagine fallaciane, guarda… :) Erika< Ma quali 800 pagine, basta fare una capatina nei giornali “reazionari” online. Ecco, vai all’URL:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278239

    e in 3 paginette 3 saprai vita morte e miracoli dello sgozzatore Fallaci.

  81. RitvanShehi, lascialo stare, poverino. Al limite, sii costruttivo e chiedigli che lavoro fa.

    Ti lascerà solo all’istante, ad ammirare il posarsi della polvere alzata scappando.

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