Rom e stato di diritto

Commentando il post di ieri sulla questione dei Rom, e in particolare sulla decisione di prendere le impronte digitali di tutti gli abitanti dei tremendi "campi nomadi" del nostro paese, Abu Yasin commenta:

"Spero che questa idea malata partorita da quei fanatici leghisti sia sommersa dallo sdegno della gente, che nonostante il razzzismo dilagante questo sia quel troppo che spinge tutti a riflettere. Bene ha fatto Famiglia Cristiana a condannare esplicitamente, e son 3 milioni mezzo di copie."

E’ una riflessione importante.

Abu Yasin coglie un punto cruciale. Schedare una parte delle persone che vivono nel nostro paese, unicamente su basi etniche, è un gesto che nega le basi stesse dello stato di diritto. E quando si negano quelle basi per una persona o per un gruppo, le si negano per tutti. E’ in questo senso che dal 2001 parliamo, sul sito e su questo blog, della fine dello stato di diritto.

Abu Yasin e io siamo quindi dalla stessa parte.

Ma io non credo che le cause della fine dello stato di diritto risiedano in "idee malate" partorite da "fanatici".

E’ qui che sta la grande differenza tra il mio modo di vedere le cose (che so essere assolutamente minoritario) e il modo di vedere le cose di coloro che si ritengono "di sinistra".

Non nego che gli individui, le "culture", le "idee" abbiano un certo peso nella storia: possono porre dighe, possono deviare i corsi dei fiumi; ma ciò che il grande fiume della storia fa, dipende molto di più dalla pendenza delle montagne e dalla pioggia.

Se lo stato di diritto muore, è perché di fronte all’economia globale, muore l’unico spazio in cui si poteva realizzare, che è lo stato nazione. [1]

Se muore, è perché l’economia globale spazza via ogni forma di legame sociale, anche quelli che Marx immaginava sarebbero subentrati a quelli più arcaici.

Se muore, è perché il passaggio dai media scritti a quelli visuali muta completamente la percezione del mondo e il modo di discorrere delle persone.

Se muore, è perché le incessanti trasformazioni distruggono il cittadino e lo sostituiscono con il consumatore-individuo, in balia della Grande Idrovora, costretto quindi a vivere in un’incertezza che si volge in terrore.

Se muore, è perché la crescita economica dipende dalla distruzione della sicurezza sociale; e la distruzione della sicurezza sociale si accompagna all’ossessione della sicurezza individuale.

E così via. E’ la storia, gente

Sperare, si può sperare. Ma non credo proprio che ci si possa ragionevolmente aspettare qualcosa come ciò che Abu Yasin si auspica.

Credo che dipenda un po’ da chi si frequenta. Io per lavoro frequento le persone normali, cioè la grande maggioranza degli abitanti del nostro paese. Che non provano minimamente lo sdegno che Abu Yasin si auspica. Il loro sdegno è rivolto agli "zingari che ci rubano nelle case"; e tra un furto nell’appartamento della zia, e la possibilità che a "un po’ di quei delinquenti" prendano le impronte digitali, non c’è per loro confronto.

Abu Yasin si pone dalla parte dello stato di diritto. E fa benissimo.

Però esiste un altro punto di vista, che è quello degli stessi Rom.

Parlo di chi fa la vita da Rom, ovviamente, non delle tante persone che hanno origini Rom, cosa che ritengo irrilevante.

Per i Rom, la grande domanda è da sempre una sola.

Come faccio a far sopravvivere la mia famiglia in qualche nicchia provvisoria tra morte per fame e morte per mano umana?

Non è una domanda di quelle che piacciono ai cultori dei grandi valori, cioè proprio a quelle poche persone che cercano di arginare la cultura genocida imperante.

Però attenti. Perché se non vi piacciono così i Rom, vuol dire che non vi piacciono i Rom. E quindi, alla fine, ne invocate l’estinzione anche voi, ovviamente per conversione in Buoni Cittadini e non per sterminio.

C’è un bell’articolo di Cristina Zagaria oggi su Repubblica, che racconta della prima raccolta di impronte digitali nel campo di Scampia a Napoli. Una raccolta che si è svolta, ovviamente, senza problemi.

Nenat, 27 anni, da 17 in Italia, crede che sia "il solito censimentello all’italiana".


"Che significa censimentello? "Che c’è un vento politico per cui noi nomadi siamo un problema, e per mettere a tacere l’opinione pubblica ci schedano. Noi li assecondiamo, perché non ci conviene creare un clima di tensione. Tra qualche mese sarà passato tutto. Voi italiani avrete il vostro bel censimento e noi la solita vita. Servisse davvero a qualcosa, io sarei il primo a dare le impronte digitali dei miei bambini, anche della piccola… ma tanto è tutto inutile".

Nota:

[1] E’ una constatazione oggettiva, non un’apologia di un’entità storica causa di molti orrori.

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95 Responses to Rom e stato di diritto

  1. utente anonimo says:

    Bravo Miguel, hai messo il dito nella piega; il principio dello stato nazione sta saltando, al suo posto il neoconservatorismo (io preferisco chiamarlo il neonazifascismo) bushiano ha introdotto stato mercato.

    Allo stato mercato servirà un esercito professionale e quindi, i contractors, saranno il futuro esercito dello stato mercato.

    reza

  2. utente anonimo says:

    Beh, Miguel, per come li presenti tu, i Rom sono esseri umani che hanno assolutamente bisogno di essere salvati dal quel mostro che è la loro cultura.

    Un mostro che nega loro ogni possibilitùà di vita minimamente agevole e dignitosa.

    Chiaro che le persone per bene vogliono il “culturicidio” e quella normali si accontentino del genocidio, anche perchè entrambe le categorie conoscono il fenomeno dei furti in casa, degli scippi e di altri modi con cui i Rom evitano di morire di fame. Da prima dello scatenamento dell’idrovora blah blah

    Ciao

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    OT

    Ehm Capo, non pensi di essere un pò precipitoso nel chiudere i commenti?

    Non ho idea del livello di trollismo in auge ma … non si riesce quasi più a parlare tra noi!

    Ciao

    Francesco

  4. kelebek says:

    Per Francesco

    Ho chiuso i commenti solo per tre giorni che sono stato via.

    Purtroppo la rete è piena di dementi e dementesse con varie ossessioni.

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    caro Miguel,

    giusto un commento frettoloso ma spero di tornare più tardi per sviluppare meglio:

    sull’idea “se non volete i rom cosi’ ne volete la scomparsa”

    secondo me lo sforzo di adattamento che si chiede ai rom è né più né meno di quello che si chiede a tutti gli esserei umani.

    a me piacerebbe svegliarmi alle dieci, andare a passeggiare nel bosco e giocare con mia figlia.

    purtroppo devo adattare il mio stile di vita a quello della società esistente (e svegliarmi alle sei, passare la giornata in un postaccio con aria condizianata 365 giorni all’anno e 3 giorni alla settimana limitarmi a dare un bacio alla piccola che già dorme)

    roberto

    ps l’articolo te lo mando in settimana che non riesco ad andare alla posta

  6. kelebek says:

    Per Francesco n. 2

    Non è così semplice la faccenda.

    Quando le garanzie sociali sono molto estese, ci sono pochi esclusi.

    Quando le garanzie sociali si restringono – come succede oggi – rimangono sempre più persone scoperte.

    I Rom, in Italia, sono scoperti, o coperti solo in minima parte. Comunque, non hanno alcuna speranza di “farcela”, tranne casi individuali.

    L’alternativa per i Rom quindi non è verso l’alto, ma verso il basso: cioè la trasformazione in barboni individualizzati.

    La loro struttura sociale, anche se comporta problemi notevoli, offre benefici molto maggiori, perché evita ai Rom di fare la fine dei barboni.

    Miguel Martinez

  7. kelebek says:

    Per roberto n. 5

    E’ esattamente questo che contesto.

    Se tu decidessi di lasciare tutto per svegliarti la mattina alle dieci e correre per i boschi, sarebbe una tua scelta e non un fatto sociale; e ne saresti moralmente responsabile.

    E infatti, come tutte le scelte individuali, solo una piccola minoranza fa qualcosa del genere.

    La grande maggioranza continua a fare come te.

    Quindi per analizzare i motivi per cui la gente decide di piantare tutto per andare a vivere nei boschi, si possono usare criteri etici.

    Per analizzare i motivi per cui la gente se ne sta chiusa in ufficio, si devono usare criteri sociologici.

    Se un Rom decide di diventare monaco in un ordine cattolico, oppure un hippy, è giusto applicare criteri etici a una simile scelta.

    Se la grande maggioranza dei Rom invece vive in un certo modo, è chiaro che non si tratta di una scelta, ma di una necessità storica.

    Miguel Martinez

  8. brullonulla says:



    Se la grande maggioranza dei Rom invece vive in un certo modo, è chiaro che non si tratta di una scelta, ma di una necessità storica.

    contesto.

    che tipo di necessità storica impone ai rom di vivere in questo modo?

    c’è qualche differenza biologica, etnica, che gli impedisce di occidentalizzarsi?

    direi di no. è una questione meramente culturale e di disinteresse/ostilità della società imperante.

    che poi a te non piaccia che si occidentalizzino è altro discorso, ma non trovo impossibile che questo accada.

  9. kelebek says:

    Per Brullonulla n. 8

    Ti ho anticipato… vedi la mia risposta n.6.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    Miguel

    che genere di garanzie sociali potrebbero estendersi fino ai Rom?

    Francesco

  11. utente anonimo says:

    che tipo di necessità storica impone ai rom di vivere in questo modo?

    Tutti uguali no ?

    Sono dei mendicanti, ladri ed sporchi, sempre pronti a fregare il prossimo.

    Semplicemente zingari, ma sicuramente da evitare.

    Ecco come appaiono i rom nell’immaginario collettivo. A un osservatore meno superficiale, invece, la loro cultura risulta tutt’altro che unitaria. Le comunità, presenti anche in Italia, sono numerose: sinti, rom kalderasha, khorakhanè, manouches, kalè, solo per citarne alcune. Tutte hanno una comune radice culturale indiana. E dall’India, in diverse ondate, i Rom si sono spostati verso la Persia, l’Impero Ottomano e poi in Europa, America e Australia. Una popolazione complessa che è riuscita a mantenere buona parte degli antichi usi e costumi integrandoli con le influenze culturali dei vari paesi che ha attraversato, ma non nomade per cultura, come pensano i più.

    Agli antipodi della visione dello zingaro sporco e ladro c’è quella dello zingaro libero, che non ha bisogno di patria, né di dimora, antagonista del mondo industrializzato. Anche questa volta, dietro a una parziale verità si cela uno stereotipo che nuoce alla cultura romanì.

    Non è facile presentare un popolo solo in qualche riga, però, proviamo almeno a sfatare qualche pregiudizio. Partiamo dalla denominazione stessa della minoranza: “zingaro”. Il termine deriva da “Athinganos”, setta eretica giunta in Europa dall’Asia Minore che si credeva avesse a che fare con il demonio, perché dedita alla magia. Quando i rom entrarono nell’impero bizantino furono confusi da subito con gli athingani, da cui acquisirono la cattiva fama ed il nome di zingari, che non ha più perso la sua accezione negativa e offensiva. Ma non è questo il nome che loro si sono dati. Rom, sinti, manus, kalè: questi sono etnonimi (nomi con cui una popolazione chiama se stessa) che significano “uomo” e più in particolare “uomo libero”.

    Un altro mito da sfatare riguarda il concetto di nomadismo: i rom non sono nomadi per cultura. Questo è un clamoroso falso storico. Quando giunsero in Europa vennero subito respinti, guardati con diffidenza perché diversi; erano poveri, vestiti stranamente, parlavano una lingua incomprensibile, rappresentavano una minaccia per il controllo sociale. Queste popolazioni, giunte in Occidente disarmate, in fuga da altre persecuzioni, come quella ottomana e persiana, si ritrovarono nuovamente attaccate. Non volendo né potendo contrapporre violenza alla violenza, dovettero emigrare continuamente da un paese all’altro, osteggiate da bandi e leggi a loro contrari. Per questo è forse l’unico popolo al mondo a non aver mai dichiarato guerra a nessuno, a non avere un esercito, a non aver mai attuato forme di terrorismo per rivendicare un sacrosanto diritto all’esistenza; bisognerebbe parlare di emigranti coatti più che di nomadi.

    Il presunto nomadismo ha poi generato un altro equivoco: se sono nomadi, avranno bisogno di spazi aperti in cui sostare, adeguati alle loro esigenze. Così sono sorti i campi di sosta, che per quanto possano essere stati costruiti ed ideati con l’intento di realizzare una convivenza pacifica tra i centri abitati e la popolazione rom, sono diventati innegabilmente una forma di segregazione razziale.

    reza

  12. kelebek says:

    Per Francesco n. 10

    La certezza del lavoro.

    Il resto viene dopo.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    Miguel,

    la certezza del lavoro non esiste, e lo sai benissimo.

    il prezzo a cui veniva garantita oltre-cortina era altissimo E, cosa spesso dimenticata, produceva una società che mangiava solo importando cibo dai suoi nemici.

    ciao

    Francesco

  14. mariak says:

    Che significa censimentello? “Che c’è un vento politico per cui noi nomadi siamo un problema, e per mettere a tacere l’opinione pubblica ci schedano. Noi li assecondiamo, perché non ci conviene creare un clima di tensione. Tra qualche mese sarà passato tutto. Voi italiani avrete il vostro bel censimento e noi la solita vita. Servisse davvero a qualcosa, io sarei il primo a dare le impronte digitali dei miei bambini, anche della piccola… ma tanto è tutto inutile

    maria

    questo commento di nenat è politicamente geniale, francesco ci chiedeva se qualcuno sapesse le motivazioni di maroni, bene, io l’ho ascoltato diverse volte ma non sono riuscita a

    capirle, si va dall’identificazione, ma per quali fini?, all’interesse che tale censimento rappresenterebbe per i piccoli rom senza spiegare perchè mai le impronte digitali dovrebbero migliorare le condizioni di questi bambini.

    Credo che a maroni importi poco dei rom, gli importa soltanto convogliare come dice nenat l’attenzione su tale questione, per placare quelli che l’hanno votato e perchè la sicurezza non cessi di diventare il tema centrale del dibattito politico italiano su cui marciare senza grandi sforzi, avete visto, nessuno parla più dei furti nelle villette del nord est, si è legermente placato anche il discorso sul terrorismo più o meno islamico, adesso c’è il pacchetto sicurezza con al centro la questione zingara, io sono grande ma devo dire che tra le disgrazie “sociali” che mi hanno colpita, nemmeno mezza è dipesa da un rom, e come me penso che moltissimi altri possano dire altrettanto, o no?

  15. kelebek says:

    Per Maria n. 14

    “io sono grande ma devo dire che tra le disgrazie “sociali” che mi hanno colpita, nemmeno mezza è dipesa da un rom, e come me penso che moltissimi altri possano dire altrettanto, o no?”

    Beh, indirettamente… quando l’Italia ha deciso di partecipare al bombardamento del Kosovo, scatenando decine di migliaia di profughi Rom sull’Italia, e aspettando poi un anetto e più per definire la loro situazione giuridica, io ho preso la decisione di condividere quello che avevo con loro, e di correre il rischio di ospitarne di clandestini.

    Quindi i Rom probabilmente sono costati di più a me che a tanti altri :-)

    Però non me ne pento.

    Miguel Martinez

  16. mariak says:

    certo miguel, ma io mi riferivo al tipo di disgrazie che fa intendere maroni,e tra le quali non c’è di sicuro quello che tu hai fatto:-)

    maria

  17. kelebek says:

    Per Francesco n. 13

    Non so se tu abbia ragione o no.

    Il punto però è un altro: qual è il diritto fondamentale per chi è al fondo della scala umana?

    Scuola, salute, eccetera sono tutte cose importanti; ma ancora più importante è la certezza di una minima autosufficienza economica.

    Poniamo di essere in un comune, abitato da 100 non Rom e da 10 Rom, in età lavorativa.

    E ci sono 80 posti di lavoro regolari.

    Ora, tra i non Rom, ci saranno 10 barboni, analfabeti o disgraziati, tutti disoccupati.

    Uno degli 80 posti di lavoro sarà stato preso da un Rom eccezionalmente fortunato.

    Ma gli altri 79 posti saranno presi da non Rom, e ci saranno 9 Rom disoccupati, per cento motivi di sfiga diversi.

    Così alla fine, il 79% dei non Rom sarà occupato, il 10% sarà disoccupato per drammatici motivi personali; e solo l’11% sarà veramente costituito da “disoccupati”.

    Mentre il 90% dei Rom sarà disoccupato.

    Non per questo cesseranno di vivere, ma occuperanno qualche nicchia di sopravvivenza irregolare (non necessariamente illegale).

    E’ chiaro che in quel caso la disoccupazione può essere vissuta come un incidente sfortunato dai non Rom, una lotteria in cui la maggior parte comunque vince.

    Ma la questione si pone in maniera totalmente diversa per i Rom.

    Miguel Martinez

  18. kelebek says:

    Per Maria n. 16

    Tra l’altro, devo ai Rom la mia scelta di fare in qualche modo politica.

    Proprio perché quello che è successo allora mi ha portato nella vita la guerra, la disgrazia, il razzismo, lo scontro di culture e tutto il resto, come fatto immediato e ineludibile.

    E’ molto semplice; ed è interessante vedere come tanti che mi criticano, fanno le teorie più strampalate su quali ideologie o cattivi maestri mi avrebbero fatto “fare politica” (anche se in maniera non organizzata).

    Evidentemente non hanno mai vissuto nulla di simile, altrimenti capirebbero subito.

    Miguel Martinez

  19. PinoMamet says:

    Brullonulla

    ho notato che nel tuo commento usi il termine “occidentalizzarsi”.

    Ma perché?

    Voglio dire, vabbè, poniamo che tutti i Rom siano brutti, sporchi e cattivi (non dico che lo dici tu, per carità; è per chiarezza espositiva) diamogli pure tutti i difetti che li rendono odiosi all’opinione pubblica;

    anche così, sono sempre “occidentali”, antipatici fin che si vuole ma occidentali.

    Sì, ok, saranno arrivati dall’India secoli fa, cosa che anche loro avevano ampiamente scordato e gliel’hanno dovuto insegnare i linguisti e gli antropologi, credo; e qualcuno di loro sarà anche musulmano (ma mi sa che neppure gli “orianisti” più accesi si siano mai spinti a incolpare l’Islam anche dei campi-nomadi).

    E allora? Cos’altro hanno di non “occidentale”?

    Te lo chiedo così perchè proprio non capisco l’uso del termine.

    Magari, nell’uso, è diventato in pratica sinonimo di “integrarsi”. Può essere.

    O forse l’Occidente non è più neanche il paese mezzo fittizio costruito in un’opposizione (anche questa fittizia nella sua estremizzazione) con l’Oriente “vicino” o “medio” più che con quello “estremo”;

    ma è diventato semplicemente il paese di quelli che pagano le bollette.

    N’artro annetto così, e me sa che divento orientale puro io. :-)

  20. utente anonimo says:

    ………..Credo che a maroni importi poco dei rom, gli importa soltanto convogliare come dice nenat l’attenzione su tale questione, per placare quelli che l’hanno votato e perchè la sicurezza non cessi di diventare il tema centrale del dibattito politico italiano su cui marciare senza grandi sforzi, avete visto, nessuno parla più dei furti nelle villette del nord est, si è legermente placato anche il discorso sul terrorismo più o meno islamico, adesso c’è il pacchetto sicurezza con al centro la questione zingara, io sono grande ma devo dire che tra le disgrazie “sociali” che mi hanno colpita, nemmeno mezza è dipesa da un rom, e come me penso che moltissimi altri possano dire altrettanto, o no? mariak

    smachsmachsmachsmach……………………………….;-)))

    Scusa se mi sono emozionato, ma con tutte le fandonie che sento ogni giorno su questo argomento, leggere queste tue parole, che secondo me sono la verità, mi ha emozionato un’pò.

    reza

  21. RitvanShehi says:

    >Bravo Miguel, hai messo il dito nella piega..rez< Non fa una piega!:-) P.S. Qualche giorno fa ho visto un servizio da Teheran su “Terra” la biekissima trasmissione di Canale 5 fatta da ebr…pardon, da sionisti:-).
    Nelle vetrine dei negozi d’abbigliamento femminile vi si vedevano manichini femminili…con la testa tagliata via più o meno a livello del naso. La spiegazione data dai biekissimi ebr…pardon, sionisti di Canale5 era che se avessero lasciato la testa intera avrebbero dovuto metterci anche i capelli e, di conseguenza, anche il velo, altrimenti la ben nota polizia religiosa sarebbe intervenuta pesantemente.

    Reza, sarà la solita sporka menzogna da prosciutto sugli occhi:-) che ci propinano quotidianamente gli ebr..pardon i sionisti, oppure a Teheran stanno dando dai punti a Becket e Jonesko messi insieme?:-)

  22. RitvanShehi says:

    >La loro struttura sociale, anche se comporta problemi notevoli, offre benefici molto maggiori, perché evita ai Rom di fare la fine dei barboni. Miguel Martinez< Beh, certo, vuoi mettere a confronto un misero barbone che deve mendicare/rubare da solo, come un cane, e un molto onorevole rom che delega tali nobili compiti a moglie e orda di figli, poi, la sera, da buon “manager” che lavora solo all’ingrosso:-) si ritaglia per sé la quota per la Mercedes e il whisky di marca e distribuisce il resto alla famigghia.
    Che immagine romantica!:-).

  23. mariak says:

    Come faccio a far sopravvivere la mia famiglia in qualche nicchia provvisoria tra morte per fame e morte per mano umana?

    Non è una domanda di quelle che piacciono ai cultori dei grandi valori, cioè proprio a quelle poche persone che cercano di arginare la cultura genocida imperante.

    Però attenti. Perché se non vi piacciono così i Rom, vuol dire che non vi piacciono i Rom. E quindi, alla fine, ne invocate l’estinzione anche voi, ovviamente per conversione in Buoni Cittadini e non per sterminio.

    maria

    miguel io penso che probabilmente tra coloro che tentano di arginare la cultura genocida imperante come tu dici facendo balenare una qualche integrazione ci siano alcuni che lo fanno per tentare di intercettare o suscitare sentimenti che vadano in direzione opposta al razzismo e all’intolleranza spesso provocate proprio da una condizione non dico analoga ma prossima alle popolazioni respinte.

    Se il discorso che hai scritto qui lo facessi in un’assemblea infuocata di gente che sta vicina a qualche campo rom, probabilmente non saresti ascoltato se non da me:-), qualora fossi presente. Forse io farei quello dell’integrazione seppure in modo blando proprio per fare ascoltare una voce diversa a quella del maroni di turno, per smontare dei ragionamenti palesemente assurdi, non credo sarebbe facile, anzi.

    In altre parole a volte il discorso sull’integrazione serve a raffreddare gli animi, a far sentire più sicure popolazioni che vivono a ridosso di questi campi con difficoltà aggiuntive a una vita forse già problematica.

    Raffreddare, contenere, far ragionare le persone, convincerle che non ci sono pericoli e che i loro problemi non sono creati dai rom, e mettere in atti alcune misure che lungi dal rendere i rom “normali” o dall’estinguerli evitano comunque le persecuzioni, i gesti insensati.

    Non è menopeggismo ma realismo politico, oguno di noi può contribuire a far sì che il discorso della cultura unica, nomativa, prescrittiva faccia sempre meno proseliti e aspettare che il problema rom torni il più possibile nell’ombra senza che si inventino sfruttamenti inesistenti di bambini come se i rom non amassero i loro figli e li usassero per chissà quali fini

    vabbè, se faranno qualche assemblea all’olmatello ci andremo insieme:-)))magari con nonstoconoriana e altri

  24. RitvanShehi says:

    Reza, nel copiconcollare (da dove?) il tuo papiro n.11, forse ti è sfuggita la frase (grassetto mio-ndr): “..Queste popolazioni, giunte in Occidente disarmate, in fuga da altre persecuzioni, come quella ottomana e persiana…”

    Persiani “razzisti” e “persecutori”???!!! O che mi cominci a fare gli autogol adesso?:-)

  25. RitvanShehi says:

    >…quando l’Italia ha deciso di partecipare al bombardamento del Kosovo, scatenando decine di migliaia di profughi Rom sull’Italia..< Beh, le biekissime bombe della NATO mica erano a guida laser “antirom”, sai: potevano colpire anche serbi, albanesi, turchi e altri.
    Come ti ho già detto infinite volte, non è che l’esodo dei molto onorevoli rom sia dovuto non alle bombe della NATO, bensì al fatto che quando gli albanesi scacciati dai serbi ritornarono nelle loro case e trovarono lo sciacallaggio compiuto dai rom (addirittura tombe aperte per rubare denti d’oro e gioielli dei morti albanesi) s’inkazzarono un pochino?

  26. kelebek says:

    Per Maria n. 23

    Assolutamente giusto, ciò che dici.

    La sopravvivenza è fatta anche di piccole diplomazie.

    Io non sono affatto un seguace dell’idea del tanto peggio tanto meglio.

    Non credo che gli operai o i Rom o nessun altro sia carne da cannone per fare la rivoluzione; e quindi rispetto il fatto che ognuno cerca di salvarsi come può.

    E rispetto anche le persone che fanno le “piccole lotte”, come quelle che descrivi tu.

    Questo blog non è però dedicato alle piccole lotte, ma alle riflessioni più generali sulla nostra epoca.

    Ad esempio, per capire che:

    1) le piccole lotte sono giuste e meritorie

    2) ma è inutile credere che la somma delle piccole lotte faranno un “mondo migliore” o sciocchezze del genere

    Miguel Martinez

  27. utente anonimo says:

    Non si tratta di creare un mondo migliore, secondo me.

    Il mondo è sempre lo stesso, si tratta solo di renderlo un po’ meno indigesto.

    Z.

  28. mariak says:

    Non si tratta di creare un mondo migliore, secondo me.

    Il mondo è sempre lo stesso, si tratta solo di renderlo un po’ meno indigesto.

    maria

    quoto

  29. PinoMamet says:

    To’, non sono mica tanto d’accordo.

    Secondo me si sta meglio adesso rispetto, che ne so, ai Sumeri.

    Perciò si tratta proprio di renderlo migliore, il mondo, un pezzo alla volta.

    Ciao!

  30. controlL says:

    La storiella dei bambini d’aiutare è così tenera; quasi mi commuovo. Ma:

    Son tutte belle le mamme del mondo

    quando un bambino si stringono al cuor.

    Son le bellezze di un bene profondo

    fatto di sogni, rinunce ed amor.

    È tanto bello quel volto di donna

    che veglia un bimbo e riposo non ha;

    sembra l’immagine d’una Madonna,

    sembra l’immagine della bontà.

    E gli anni passano, i bimbi crescono,

    le mamme imbiancano; ma non sfiorirà la loro beltà !

    Glie lo dice anche una canzonetta strappalacrime a questi finti ingenui dei politici: le mamme imbiancano e i figli, toh, crescono! Quella è chiaramente e volutamente una schedatura a vita, altroché.

    Per chi ha il gusto retroverso come me, qui la canzonetta da far ascoltare a maroni e sodali: http://it.youtube.com/watch?v=mq0e1xO3MAw

    p

  31. utente anonimo says:

    Pino,

    via, diciamo che stiamo ”meno peggio”, rispetto ai Sumeri ;-)

    Z.

  32. utente anonimo says:

    Ritvan ma che mic… dici?

    Ti pare che fa una pigea;-))questo?

    Le comunità, presenti anche in Italia, sono numerose: sinti, rom kalderasha, khorakhanè, manouches, kalè, solo per citarne alcune. Tutte hanno una comune radice culturale indiana. E dall’India, in diverse ondate, i Rom si sono spostati verso la Persia, l’Impero Ottomano e poi in Europa, America e Australia.

    Dov’ sta autogol ?

    reza

  33. utente anonimo says:

    Miguel

    non è che le informazioni che ti ha passato Ritvan ti fanno scoprire diaver sbagliato tutto nelle tue scelte politiche?

    O sei un tale cultore dello status quo ante per cui era comunque meglio prima (dei bombardamenti in Kosovo, del crollo del muro, dell’invenzione del telaio meccanico, della scoperta della bussola)?

    O messa diversamente, se ti arrivavano a casa (complimenti sinceri per la generosità) profughi albanesi invece che rom, cosa sarebbe successo?

    ciao

    Francesco

  34. kelebek says:

    Per Francesco n. 33

    Senti, è una vita che ascolto bufale di guerra di tutti contro tutti.

    Ho imparato a diffidarne verso i sedici anni, da qualunque parte e contro chiunque.

    Ad esempio, ho sentito dire dai greci che i turchi lanciavano per aria i bambini greci e li raccoglievano sulle punte delle baionette; poi ho sentito la stessa storia dai turchi, solo che i lanciabambini questa volta erano i greci.

    Come ho sentito che i soldati guatemaltechi, invece di dedicarsi a “normali” stupri e saccheggi, erano soliti dedicarsi alla complessa operazione chirurgica di aprire le pance alle donne incinte per tirar fuori i feti.

    Mentre tra greci e turchi nel 1923 posso anche non tifare, sono assolutamente dalla parte dei contadini guatemaltechi (realmente) massacrati dalle forze antiguerriglia.

    Però questo non mi obbliga a credere a simili storie, che nei Balcani abbondano.

    Allo stesso modo, ho sentito raccontare cose allucinanti sul conto degli albanesi da parte dei Rom; senza per questo sentirmi obbligato a crederci.

    Non si “stava meglio comunque prima”. Tutto è relativo: vivo in città dove in ogni istante rischio di essere travolto dagli automobilisti; ma se ho il mal di denti non sono costretto a tenermelo.

    Comunque i Rom nel Kosovo non stanno meglio di prima. No. Stanno molto peggio; e in genere stanno molto peggio in tutti i paesi dell’est.

    Altri staranno molto meglio.

    Miguel Martinez

  35. kelebek says:

    Sempre per Francesco,

    Non faccio distinzioni etniche tra Rom e albanesi.

    Se nessuno si fosse mosso per i profughi albanesi – come nessuno si è mosso per i profughi Rom – penso che li avrei ospitati, perché no?

    Miguel Martinez

  36. tu stai postulando l’inevitabilità dall’apocalisse, o ne auspichi l’avvento? Perchè sono due cose molto diverse, eh: posso convenire che le forze “naturali”, la pioggia, il terreno, siano più forti dell’argine, ben altro è sostenere che gli ingegneri che tentano di costruire le dighe siano al soldo del demonio, e tifare per l’alluvione.

    rosa

  37. kelebek says:

    Per Rosa n. 36

    Non ho parlato di apocalisse.

    Ho parlato di fine dello stato di diritto.

    Le apocalissi sono auspicabili solo alla vecchia maniera comunista, quando si fantastica sull’esistenza di una “nuova forza della storia” pronta a subentrare a quella vecchia che deve, giustamente, crollare.

    Io non vedo alcuna simile “nuova forza della storia” in giro; e non intendo fare acrobazie mentali alla Toni Negri per inventarmela.

    Miguel Martinez

  38. utente anonimo says:

    Quando che cosa?

    “le forze “naturali”, la pioggia, il terreno, siano più forti dell’argine, ben altro è sostenere che gli ingegneri che tentano di costruire le dighe siano al soldo del demonio, e tifare per l’alluvione.” rosa

    Si ma qui non si tratta di pioggia.

    Si tratta di esseri umani quindi, a meno che la persona non considera i Rom diversi da esseri umani l’esempio del commento non vale.

    reza

  39. utente anonimo says:

    >Dov’ sta autogol ? reza< Ribedo: l’avtogolle stà nella tua fraze “Queste popolazioni, giunte in Occidente …in fuga da altre persecuzioni, come quella… persiana…” Di e biu ghiaro gozi, o ti devo vare il zolito dizegnino?:-)

  40. utente anonimo says:

    Ritvan

    Che ti è successo?

    Ti sei morso la lingua o è il tuo modo naturale di parlare!?! ;-))

    Zingaro che non sei altro

    reza

  41. utente anonimo says:

    Ritvan

    Che ti fosserò, vedi cosa mi fai fare con questo caldo ;-))

    Che fatica :-((

    La prima testimonianza scritta dell’arrivo in Persia di un popolo nomade proveniente dall’India è datata attorno all’anno Mille.

    Si tratta di un testo del poeta persiano Hazma d’Ispahan in cui si racconta l’arrivo di diecimila “Luri”, con reputazione di musici di grande talento, accolti dal re Bahram Gûr, che li richiese a suo suocero il re indiano Shankàl.

    Dopo una lunga permanenza pacifica in Persia (nell’attuale Iran), dopo l’invasione araba , immigrarono verso l’impero bizantino, attraverso l’Armenia ed il Caucaso.

    Le tracce del soggiorno in Persia e del viaggio successivo sono presenti nella loro lingua.

    A partire dall’ 1100 iniziano le testimonianze scritte, che segnalano presenze zingare in tutto l’impero: isole greche, Medio Oriente, Serbia, Valacchia, Moldavia ( in queste ultime due paesi citati, la condizione degli Zingari era quella di schiavitù)

    L’ipotesi di questa situazione viene attribuita ad un motivo economico che venne a crearsi (per la gioia di Francesco) in seguito alle crociate. In quell’eopca, l’area del Danubio era diventata particolarmente prospera grazie ai commerci, gli Zingari (in quanto ottimi artigiani), furono resi schiavi affinché si limitassero i loro spostamenti, permettendo così ai principi dello stato e del clero della fiorente regione, di sfruttare le loro capacità artistiche.

    Attorno al 1300 inizia la marcia verso l’Occidente. I popoli moldavi e valacchi desideravano sfuggire alla schiavitù e gli abitanti dell’impero bizantino fuggirono all’invasione turca.

    Tuttavia (Questa volta per la gioia dei leghisti) non furono in molti a spostarsi nelle regioni occidentali, la maggioranza dei popoli zingari vive ancora oggi nell’Europa orientale.

    Con l’avvento delle Rivoluzioni inglese e francese e la nascita degli stati nazionali, le strutture sociali degli zingari, specialmente il nomadismo, cominciarono ad essere incompatibili con l’occidente.

    Da allora i zingari subiscono regolarmente le persecuzioni , la lista degli atti di repressione comincia nel 1471.

    Nell’1471 la Dieta, riunitasi a Lucerna, proibì agli “Zeginer” di rimanere in Svizzera, pena l’impiccagione.

    Nei secoli successivi le ordinanze di espulsione furono emesse dal Regno di Francia, dalla repubblica di Strasburgo, dai Paesi Bassi, dall’Inghilterra, dagli Stati italiani e tedeschi, dalla Boemia, e da molti altri ancora.

    l’Olocausto ed il genocidio culturale degli Jenish provocato dalla Pro Juventute in Svizzera sono due fenomeni di persecuzioni fra i più atroci subiti dagli Zingari durante i primi tre quarti del ‘900.

    Durante la seconda Guerra Mondiale, gli Zingari, subirono la condanna al genocidio. Nonostante l’origine ariana, furono dichiarati di razza inferiore e condannati prima alla sterilizzazione, poi alla deportazione di massa ed in ultima istanza allo sterminio totale. Sono migliaia (fra 250.000 e 500’000) gli zingari sterminati dalla follia nazista, e svariati quelli usati come cavie per esperimenti genetici e parascientifici.

    In Svizzera, gli zingari non sono risparmiati dalla pulizia etnica. Tra il 1926 e il 1973, per volontà della Pro Juventute, almeno 620 bambini vengono sottratti agli Jenisch per essere affidati a famiglie adottive o ad istituzioni impedendo a questi bambini di venire a conoscenza delle loro reali origini.

    Per il resto siamo ad oggi ed scopriamo che le persecuzioni nei confronti degli Zingari non si sono mai arrestate.

    reza

  42. utente anonimo says:

    Miguel

    ma una spiegazione razionale del perchè siano i rom quelli che stanno molto peggio di prima in tutti i paesi dell’est, accumunati solo dalla fine di regimi politici autoritari?

    Per qualche motivo sono proprio loro a soffrire di più per l’ingresso nell’economia mondiale delle masse asiatiche (sintetizzo brutalmente)?

    Piuttosto che prendersela con gli immigrati cinesi o indiani o arabi i rom sono i capri sacrificali?

    Che sfiga, lasciami dire.

    Ciao

    Francesco

  43. utente anonimo says:

    Ciao Miguel,

    ho letto la vicenda di Loro Maestà ma non trovo il commento nemmeno cercando con la chiave “acrobazie mentali”.

    Ma di Tony Negri non ho mai letto nulla e sicuramente non ho capito che vuoi dire.

    Anche io in fondo in fondo penso che i protagonisti abbiano peccato facendosi la guerra.

    Lo dico da un pezzo.

    Tanto tempo fa avevi scritto (vado a memoria) che sviscerare un singolo fatto avrebbe potuto portare a riflessioni più generali sulla nostra epoca.

    Ecco a me era parsa una piccola lotta per un mondo migliore… per questo ci tenevo al finale (e alle mie viscere).

    Ciao

    J.

  44. kelebek says:

    Per Francesco n. 42

    i paesi dell’est, accumunati solo dalla fine di regimi politici autoritari

    E’ una riflessione interessante.

    Non per fare il marxista (ci provo almeno a non farlo, ma non è sempre facile)… ma il sistema politico riflette in larga parte quello economico.

    Se a governare la società è la lotta tra imprese, ciò si rispecchia in un sistema pluripartitico.

    Se a governare la società è un gruppo politico che si propone di pianificare l’economia, ciò si rispecchia in un sistema autoritario.

    Chiaramente non era l’autoritarismo in sé che beneficiava i Rom, ma l’economia pianificata che ne era la base.

    Allo stesso tempo, una realtà radicalmente apolitica come quella dei Rom non era vista con particolare ostilità dai sistemi autoritari.

    In più, le minoranze che non hanno speranza di impossessarsi del potere, sono spesso amiche “del re”: gli imperatori austroungarici erano ben più preoccupati dei tedeschi e dei magiari che degli ebrei.

    Miguel Martinez

  45. RitvanShehi says:

    >Ritvan Che ti è successo?

    Ti sei morso la lingua o è il tuo modo naturale di parlare!?! ;-)) reza< Nel Belpaese si dice “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Se tu mi scrivi “Dov’ sta autogol” mi devo adeguare, no?:-) >Zingaro che non sei altro< Beh, veramente più vicini alla madrepatria dei molto onorevoli Rom siete vosotros persiani, no? >Ritvan Che ti fosserò, vedi cosa mi fai fare con questo caldo ;-))< “Che ti fosserò” è la variante persiana del romanesco “che te possino…”?:-).
    Caldo? Di quale caldo ti lamenti? Non mi dirai mica che la FAO, al posto dei moderni condizionatori d’aria, fornisce ai suoi burocrati romani – con la scusa di creare posti di lavoro per gente del terzo mondo e non farle patire la fame – solo dei negri con rami di palma in mano a fare da primitivo ventilatore?:-)

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ho apprezzato il pezzo che mi hai copincollato nel tuo #41. Insomma, allora quell’altro tuo copincolla che accusava anche i buoni persiani di aver perseguitato i molto onorevoli Rom era una bufala! La prossima volta stacci attento, altrimenti il buon Ahmy ti potrebbe accusare di essere al soldo degli ebr..pardon, sionisti!:-)

  46. RitvanShehi says:

    >Non faccio distinzioni etniche tra Rom e albanesi…. Miguel Martinez< E fai male. Che “siamo tutti uguali” lo dicono solo i comunisti (ovviamente in malafede, visto che loro si ritengono “più uguali” degli altri:-) ).
    Prendendo in esame solo l’aspetto “migratorio”, gli albanesi in italia non vivono in campi bensì in case in affitto e non mandano mogli e figli minorenni a mendicare/rubacchiare.

    Certamente fra di loro (gli albanesi) ci sono dei criminali che possono anche fare crimini efferati da far impallidire anche il più feroce dei rom. Ma sono una minoranza e la maggioranza dei loro connazionali onesti e laboriosi li rifugge come la peste.

    La differenza sta tutta qui….

  47. kelebek says:

    per Ritvan n. 46

    Allora sono ancora meglio i singaporiani in Italia.

    Mica abitano in casette da pezzenti come gli albanesi; hanno sempre auto pulitissime e ogni sera che vanno nei locali aiutano l’economia italiana più di quanto faccia un albanese in un anno.

    Mica siamo tutti uguali.

    Miguel Martinez

  48. utente anonimo says:

    Miguel

    al di là delle tue bizzarre tesi politiche, è proprio l’economia pianificata il problema.

    Perchè di possa dare un’economia pianificata, sono necessarie delle limitazioni alla libertà degli individui che vanno ben oltre il “tagliare le unghie rapaci alle malvage imprese assetate di profitto”.

    Ora, capisco che di principio possa non dispiacerti, mi pare che per te un essere umano libero sia uno che deciderà di perseguitare gli zingari quindi forse è meglio che non sia troppo libero … giusto?

    Però una tua piccola riflessione mi farebbe piacere (già p. sosteneva che l’economia USA era molto più pianificata di quella URSS).

    Ciao

    Francesco

    PS bentornato Ritvan

  49. utente anonimo says:

    No, non siamo tutti uguali, per fortuna.

    Io non ho nulla, a priori, contro Rom, zingari, extracomunitari, intellettuali (anche se riuniti in cartello) e tutto il film sulla sicurezza lo trovo patetico e surreale.

    Però se tre o quattro di questi (stronzi) mi entrassero in casa (o in altro luogo privato) mi girerebbero proprio le scatole.

    Anche perchè non manco mai di dare l’elemosina, se posso.

    E’ pur vero che non troverebbero nulla nemmeno rovistando a man bassa…

    O forse sì: potrebbero prendersi (chissà poi perchè) qualche vecchio accendino che (immagino) potrebbero piazzare ai ricettatori di colore (gay, nel senso di allegrotti) nell’antibagno di un autogrill sulla Piacenza-Torino.

    Non posso certo chiedere a me stessa di ritenerli degli eroi e se qualche maledizione mi viene… beh, diciamo che sto facendo un corso per tenere a bada i sensi di colpa e vado oggi a ritirare un cartello da appendere all’uscio con su scritto:VIETATO ENTRARE: PORTA MALE… vediamo se funziona l’offendicula zingaresco.

    Eh, caro Ritvan i managger della Telecom che fanno un sacco di soldi e mandano consorte e figli a Ponza o a Lampedusa per tre mesi in barca sono già tutti ammogliati, sic:-(

  50. RitvanShehi says:

    >per Ritvan n. 46 Allora sono ancora meglio i singaporiani in Italia.

    Mica abitano in casette da pezzenti come gli albanesi; hanno sempre auto pulitissime e ogni sera che vanno nei locali aiutano l’economia italiana più di quanto faccia un albanese in un anno.

    Mica siamo tutti uguali. Miguel Martinez< Appunto. E ancor meglio sono i messicano-statunitensi che l’auto non ce l’hanno per niente (così non inquinano il Belpaese) e con le loro pregevoli traduzioni di manuali tecnici aiutano l’economia italica in un anno più di quanto facciano i singaporiani in una decade.
    Mica siamo tutti uguali!

    P.S. Però, io penso che al buon popolo italico per il momento basti che i singaporiani o gli esquimesi sbarcati in Italia si astengano dal mettere in atto quella lodevole abitudine zingaresca (e non riscontrabile in alcun’altra etnia presente in Italia, biekissimi albanesi compresi) di mandare i propri figli minorenni telefoninoguidati (do you know the case?) a rubare in case italiche.

  51. RitvanShehi says:

    >Ora, capisco che di principio possa non dispiacerti, mi pare che per te un essere umano libero sia uno che deciderà di perseguitare gli zingari quindi forse è meglio che non sia troppo libero … giusto? Francesco< Veramente a me pare che la concezione di “libertà” zingaresca tanto osannata da Miguel somigli un po’ troppo alla metafora che i cari “antimperialisti-antiliberistiselvaggi” usano contro il liberismo, ossia “libera volpe in libero pollaio”.
    Ovviamente nell’applicazione zingaresca i “polli” saremmo nosotros “gagè”. E orrore e raccapriccio se qualche “pollo” si azzardasse a chiedere al “fattore” di registrare le impronte digitali dei “volpini”!

    >PS bentornato Ritvan<
    Grazie, ma non me ne sono mica andato, eh: solo il lab ha cambiato gestione e siamo stati un po’ indaffarati nell’ultimo mese.

  52. utente anonimo says:

    Ehm… veramente Ritvan questa l’abbiamo inventata noi e purtroppo non solo per i furtarelli in abitazione, che molti sono bravi a fare anche senza telefonoguidante.

    L’impunità (o quasi) di cui possono godere minorenni o minorati di ogni sorta li rende appetibili braccia al servizio di criminali che commettono reati anche molto più gravi.

    In quel caso un telefonino, per esempio, potrebbe risultare utile, sempre che ci sia in rubrica qualche numero amico o di emergenza.

    ciao

    F

  53. utente anonimo says:

    “noi” italiani comunitari volevo dire… mica “noi” polli, oche o galline, giusto per per precisare.

    Buone vacanze a tutti!

  54. mariak says:

    >PS bentornato Ritvan<
    bentornato anche da me, cominciavo a preoccuparmi:-)

    maria kappa

  55. RitvanShehi says:

    >Ehm… veramente Ritvan questa l’abbiamo inventata noi e purtroppo non solo per i furtarelli in abitazione, che molti sono bravi a fare anche senza telefonoguidante. F< No, no, sarete un popolo di santi, navigatori, poeti, inventori e quant’altro, ma i vari mafiosi/camorristi/ndraghettari italici usano per scopi inconfessabili (corrieri di droga et similia) I FIGLI DEGLI ALTRI, non i propri, che di solito restano “piezz’e core” (e magari col tempo ereditano il comando del clan). Ripeto, usare massicciamente I PROPRI figli è un’invenzione zingaresca. P.S. Ma porca miseria, il caro rom che guidava col telefonino i propri pupetti ladruncoli non poteva aspettare che il Parlamento approvasse la legge berlusconiana antiintercettazione, così sarebbe stato salvo?:-)

  56. RitvanShehi says:

    P.S. al mio #55

    Pare che al telefonino l’amorevole papàRom dicesse ai suoi amati pargoletti un poco restii al ladrocinio frasi tipo questa:”Se non fate quel che vi dico poi, quando tornate, vi faccio inc…. dal marocchino, eh!”

    Caso di rom razzista nei confronti dei poveri marocchini?:-)

  57. utente anonimo says:

    Ho lasciato a casa lo zaino (con i vestiti…mica con i soldi) e mi è toccato tornare indietro.

    Già che ci sono faccio un salutino a zio Ritvan (anche se su zio, papà, figlio et similia forse decliniamo diverso lo zingarese) per digli che nessuno inventa nulla, in fondo in fondo: “Noi” ai nostri figli gli facciamo corsi speciali alla Diaz e, se hanno paura di notte, e vengono direttamente a darci la mano IN UFFICIO, gli mandiamo qualcuno fuori di CASA per dirgli di non temere: “in fondo è un bel posto dove ESSERE SEPOLTI”.

    Vado di corsa, perdo l’avion, ci tengo al mio lavoro, alla vacanza e alla mia vita

    ciao

  58. RitvanShehi says:

    x l’anonimo/a del #57 (sei F. vero?)

    Non c’ho capito ‘na mazza. Spero che in aeroporto non ti fermino, sai, gli addetti alla sicurezza in quei posti lì hanno l’ordine di non far salire sugli aerei i passeggeri in evidente stato di confusione mentale.

  59. utente anonimo says:

    Ritvan: cos’è che non hai capito e che cosa hai capito?

    F.

  60. utente anonimo says:

    … a parte la confusione mentale. Sul punto io non mi formalizzo nemmeno dopo i tuoi ultimi commenti nè auspico per te ingiustificati provvedimenti in frontiera.

    Francesca (F.)

  61. utente anonimo says:

    Francamente non riesco a comprendere l’ apprensione per il provvedimento che voi criticate solamente perchè lo ritenete discriminatorio.

    E’ chiaro che non ci sono situazioni uguali di partenza e anche voi riscontrate una mancanza per cui serve una regolarizzazione degli stessi Rom nati in Italia, che non è mai stata effetuata scegliendo il lassismo.

    Segno che si è preferito sempre girarsi dall’ altra parte.

    Ora la situazione dei Rom è ambigua, perchè non credo che il loro status di nomadi (forse un pò attenuato quando erano nella ex jugoslavia) li spinga ad un’ integrazione nello Stato italiano.

    Per quaesto credo che ogni censimento sarebbe fatto con riluttanza, li capisco, essendo figli del vento a loro poco piace la burocratizzazione.

    E un pò li invidio, ma credo di capire anche la presa di posizione chiara del nostro Governo, intempestiva forse, ma non credo criticabile.

    La differenza tra il modello che proponete voi e quello del governo è solo l’ approssimazione che la precisione e la completezza delle voci della schedatura richiamano.

    C’è la precisa constatazione dell’ origine del gruppo Rom e della loro religione.

    Scandalizza questo?

    Io credo che sia importante ai fini dell’ identificazione.

    Per loro, diversamente da noi, la religione è un patrimonio che si tramanda di padre in figlio, insieme alla loro cultura.

    E quindi andrebbe anche contro una loro massificazione questo provvedimento.

    E i loro raggruppamenti seguono queste particolarità.

    Si capisce quanta importanza riflettano queste informazioni.

    Se pensate che sia disonorevole per esempio per me scrivere sulla carta d’ identità italiano e cattolico, per me non lo è, ma dubito che in italia sia la prima risposta, magari ateo o meglio agnostico.

    Non dimentichiamo che il passaporto elettronico amricano che si estenderà anche all’ Italia.

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1459217

    Di discriminatorio c’è veramente poco, mi sembra una misura preventiva che magari non servirà a trovare ladri d’ appartamenti (se la fobia sembra amplificata), ma a fargli sentire più vicino lo Stato.

    Achille

  62. utente anonimo says:

    “Non dimentichiamo che il passaporto elettronico amricano che si estenderà anche all’ Italia”

    a tutti gli italiani, achille!

    se ci fosse un passaporto speciale per quelli che si chiamano achille, creato perché c’è una presunzione che tutti quelli che si chiamano achille sono ladri e /o magnaccia, credo che la cosa ti lascerebbe meno indifferente

    roberto

  63. RitvanShehi says:

    >Ritvan: cos’è che non hai capito e che cosa hai capito? F.< Ho capito solo che stavi correndo ad acchiappare il volo. Tutto il resto no.

  64. utente anonimo says:

    Io non ci credo.

    Non ti conosco Ritvan ma senza dubbio sei un uomo molto intelligente, preparato e “veloce” nel cogliere le sfumature.

    E sembri uno che non ha la puzza sotto il naso e quindi capace di rapportarsi anche con le minoranze linguistiche.

    Mesi fa ti dissi che avrei voluto partire per la Thailandia e ugualmente ora vorrei prendere il volo ma sembra più difficile del previsto.

    Piantatela con gli insulti, tanto più che tirate in ballo a vanvera mogli, sorelle e figlie e non si sa bene perchè.

    Se tu pensi possa essere utile possiamo sinteticamente ripercorrere insieme tutti i passaggi ma io da un pò ho perplessità sul mezzo (i blog) ed auspico ad un altrove più opportuno dove si possa discutere del merito e non del superfluo.

    ciao

    Francesca

  65. RitvanShehi says:

    >Io non ci credo.

    Non ti conosco Ritvan ma senza dubbio sei un uomo molto intelligente, preparato e “veloce” nel cogliere le sfumature. Francesca < Grazie. Ma – dalla mia esperienza qui e altrove- quando io “colgo le sfumature” e commento quel che credo di aver “colto”, la “controparte” subito mi accusa di averle messo in bocca parole che lei non ha mai profferito. Ecco perché anche quando credo di capire/intuire non mi sbilancio e chiedo ulteriori chiarimenti. >E sembri uno che non ha la puzza sotto il naso e quindi capace di rapportarsi anche con le minoranze linguistiche.< Ci mancherebbe altro: io stesso qui appartengo a una “minoranza linguistica diversamente comunitaria”. >Mesi fa ti dissi che avrei voluto partire per la Thailandia e ugualmente ora vorrei prendere il volo ma sembra più difficile del previsto.< Buon viaggio e buon divertimento! >Piantatela con gli insulti, tanto più che tirate in ballo a vanvera mogli, sorelle e figlie e non si sa bene perchè.< Insulti? Quali insulti? Io qui non vedo alcun insulto. Sicura di non aver sbagliato post, sorella?
    E poi mica è colpa mia se il fetente seguace di Ahmy, da becero maschilista qual è, ha dato stura ad insulti verso la parte femminile della mia famiglia. Mica potevo rispondergli che invece suo padre, suo zio e suo fratello sono dei trans, diamine, bisogna rispettare la pav condicio anche in queste cose!:-)

    >Se tu pensi possa essere utile possiamo sinteticamente ripercorrere insieme tutti i passaggi ma io da un pò ho perplessità sul mezzo (i blog) ed auspico ad un altrove più opportuno dove si possa discutere del merito e non del superfluo.< Ma no, non tutto, solo spiegarmi meglio queste tue frasi del #57, cosa che penso si possa fare agevolmente anche nei commenti di un blog: “…su zio, papà, figlio et similia forse decliniamo diverso lo zingarese” e ” “Noi” ai nostri figli gli facciamo corsi speciali alla Diaz e, se hanno paura di notte, e vengono direttamente a darci la mano IN UFFICIO, gli mandiamo qualcuno fuori di CASA per dirgli di non temere: “in fondo è un bel posto dove ESSERE SEPOLTI”.”. Viaggio in Tailandia permettendo, beninteso… Ciao

  66. RitvanShehi says:

    x roberto

    Guarda cosa scrive oggi su “Metro” (sicuramente giornale non assimilabile a “La Padania” o “Il Giornale”, no?) uno dei suoi editorialisti, Mario Furlan, fondatore e dirigente dell’associazione “City Angels”:

    “Prendere le impronte digitali ai bambini rom? La mia prima reazione è stata di sdegno…Che diamine, siamo tornati alle leggi razziali? Poi, con più calma e meno emotività, ho letto le spiegazioni del proponente, il ministro Maroni. E mi sono convinto del contrario. Che la sua idea, cioè, non è affatto malvagia. Perché, lungi dal ghettizzare i piccoli – e incolpevoli, data l’età – nomadi, li tutela. Loro troppo spesso sono vittime. Dei loro genitori o dei connazionali adulti che li sfruttano. La cronaca è piena di episodi del genere. E con la mia associazione umanitaria City Angels mi sono imbattuto in casi simili….I piccoli nomadi vanno protetti come tutti gli altri bambini. Per questo ben vengano le impronte. Per identificarli e liberarli dalla schiavitù…”

    Ma Roberto, pensici con un po’ di pragmatismo: se il fetente sfruttatore del bambino rom sa che le impronte di quest’ultimo possono ricondurre la polizia a lui, ci penserà due volte prima di mandarlo a rubare, no? Ecco, appunto.

  67. utente anonimo says:

    il tra virgolette è testuale e CASA è CASA.

    Uffici ne ho girati parecchi e ho anche partecipato a diversi convegni: il più interessante in autunno sul Garda ma ce ne sono stati anche altri degni di nota.

    Tu sei abbastanza albanese per capire che vuol dire.

    Ma non lo fai perchè, evidentemente, non è quello che ti interessa ora.

    Cretina io a mettermi in mezzo, come se fossero cose che mi riguardano

  68. utente anonimo says:

    ritvan,

    se è quello lo scopo, allora prendetele a tutti le impronte!

    cosi’ non solo becchi il rom che manda il figlio a rubacchiare, ma anche il papà che usa lo scugnizzo per vendere droga, o il mafioso che usa u picciriddu per i pizzini…

    non sono contrario in se alle impronte, sono contrario a prenderle solo a qualcuno

    roberto

  69. RitvanShehi says:

    >il tra virgolette è testuale e CASA è CASA.

    Uffici ne ho girati parecchi e ho anche partecipato a diversi convegni: il più interessante in autunno sul Garda ma ce ne sono stati anche altri degni di nota.

    Tu sei abbastanza albanese per capire che vuol dire.

    Ma non lo fai perchè, evidentemente, non è quello che ti interessa ora.

    Cretina io a mettermi in mezzo, come se fossero cose che mi riguardano. (Francesca, I presume)< Io sono albanese, ma in questo caso chiedo aiuto a uno spirito comico italico, il quale per definire comportamenti come il tuo coniò la frase “Mi spezzo ma non mi Spiego!”:-)

  70. RitvanShehi says:

    >ritvan, se è quello lo scopo, allora prendetele a tutti le impronte! roberto< Guarda fratello che io non lavoro alle dipendenze di Maroni, eh! >cosi’ non solo becchi il rom che manda il figlio a rubacchiare, ma anche il papà che usa lo scugnizzo per vendere droga, o il mafioso che usa u picciriddu per i pizzini…< Intanto si comincia coi rom, poi chissà, da cosa nasce cosa (nostra:-) ). Intanto i mafiosi hanno il 41 bis e i rom no (discriminazione dei mafiosi nei confronti dei rom?:-) ): cribbio, un po’ d’equilibrio no, eh! >non sono contrario in se alle impronte, sono contrario a prenderle solo a qualcuno< Beh, ti dovrai sassegnare, credo: prenderle a tutti probabilmente costa troppo, così si preferisce prenderle a quelle che vengono definite “popolazioni a rischio”. A meno che tu non sia convinto che i rom non siano una “popolazione a rischio” sfruttamento di minori:-).

  71. utente anonimo says:

    il fatto è che non hanno proprio documenti

  72. utente anonimo says:

    ritvan,

    se il parametro è “popolazioni a rischio” bisognerebbe prendere le impronte pure a napoletani*, siciliani, e calabresi*

    roberto

    *a tasso di omicidi per milione di abitanti siamo primi in classifica nell’unione europea a parte i baltici

  73. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Intanto i mafiosi hanno il 41 bis e i rom no —

    Beh – l’associazione mafiosa è un reato, l’associazione romanes (si dice così) non ancora. Anche se, come diceva Lui, bisogna rifiutare ogni ipoteca arbitraria sul misterioso futuro :-)

    – prenderle a tutti probabilmente costa troppo, così si preferisce prenderle a quelle che vengono definite “popolazioni a rischio”. —

    Non credo che succederà. E non solo perché far discendere dall’origine etnica una presunzione di criminalità futura è un passo troppo lungo anche per la Lega. Non succederà soprattutto perché, in tal caso, bisognerebbe prenderle anche ad albanesi, tunisini, marocchini e via discorrendo: com’è noto, ci sono molti ma molti più processi penali a carico di magrebini che non a carico di zigani.

    Nonché, come già osservava il collega lussemburghese, a tutti i terr – ehm, cittadini del Meridione ;-)

    Z.

    P.S.: Mi pareva di ricordare, dall’articolo di Repubblica, che fossimo molto più in basso come tasso di omicidi…

  74. utente anonimo says:

    Ah,

    “si dice così?” voleva essere – naturalmente – una domanda, non un’affermazione!

    Z.

  75. utente anonimo says:

    Z.,

    “P.S.: Mi pareva di ricordare, dall’articolo di Repubblica, che fossimo molto più in basso come tasso di omicidi…”

    vado a memoria, ma mi ricordo una statistica UE che metteva l’italia intorno all’8-10 posto per omicidi, ma calabria e campania al 4 posto dopo i tre baltici (cosa che mi sorprendeva, ho sempre immaginato i lituani intenti a giocare a basket e/o a fornicare con le straordinarie conterranee)

    roberto

  76. utente anonimo says:

    Per 69

    Spiego: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

    F.

    p.s

    Se non per galanteria almeno per compassione verso le mie scarse capacità espositive… ti dispiace tanto lasciarmi l’ultima parola?

    o il buon Maroni ti da una bacchettata sulle manine?

    :-)

  77. utente anonimo says:

    scusa se mi intrometto F.,

    ma deve esserci qualche regola nel Kanun che impedisce ai cittadini del nobile paese delle aquile di lasciare l’ultima parola a chicchessia (a meno che l’ultima parola non sia “sono d’accordo con te”).

    I frequentatori abituali del blog hanno ormai rinunciatoa provarci con l’amico ritvan

    :-)

    roberto

  78. RitvanShehi says:

    >Per 69 Spiego: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. F< Evidentemente le frequenze sonore intercettabili dai nostri rispettivi orecchi son diverse.
    Se non ti vuoi spiegare nessuno ti costringe: vuol dire che ignorerò le tue criptiche frasi.

    >p.s Se non per galanteria almeno per compassione verso le mie scarse capacità espositive… ti dispiace tanto lasciarmi l’ultima parola?o il buon Maroni ti da una bacchettata sulle manine? :-)< Già fatto. Come vedi sopra ho rinunciato a chiederti spiegazioni sul tuo precedente guazzabuglio di frasi. E la “galanteria” è solo uno sporko vezzo borghese, discriminatorio nei confronti del presunto “sesso debole”:-) Il “buon Maroni” al massimo mi potrebbe chiedere anche le impronte delle “manine” di mio figlio minorenne. Non avrei alcuna obiezione a consegnargliele. Le mie le ha già e – come ho già scritto (vedi “Ritvanarium”)- non ho fatto una piega quando me le han prese, anzi ho voluto togliere dall’imbarazzo la gentile poliziotta – presumo dal suo comportamento che fosse della tua stessa “parrocchia”, mica di quella della “Diaz”:-) – dicendole che era anche nell’interesse di nosotros “diversamente comunitari” depositare le impronte presso le italiche autorità.

  79. RitvanShehi says:

    >… deve esserci qualche regola nel Kanun che impedisce ai cittadini del nobile paese delle aquile di lasciare l’ultima parola a chicchessia (a meno che l’ultima parola non sia “sono d’accordo con te”).

    I frequentatori abituali del blog hanno ormai rinunciatoa provarci con l’amico ritvan

    :-) roberto< Il Kanun non c’entra ‘na cippa. Fosse per quello io non avrei nemmeno dovuto interloquire in un “tavolo di discussione” (detto in albanese “kuvend”) con una femmina, a meno che quella non vestisse da uomo e si mettesse la pistola alla cintola (e fin qui nulla di difficile, giacca e pantaloni ormai sono entrati di diritto nel guardaroba femminile), si tagliasse i capelli lunghi e si votasse alla castità perpetua (e qui sta il difficile:-) )*. “L’ultima parola” è invece una graziosa concessione fatta a un doppio membro di minoranza come me (in quanto albanese e in quanto all’ “opposizione” rispetto alla stragrande maggioranza di antimperialisti equi&solidali ecc., ecc., che bazzicano questo blog). * Uno degli ultimi esempi di una donna che si avvale di tale concessione kanunoria è stata Qerime Galica, detta “Shota”. Successe dopo la morte in battaglia del marito, Azem Galica, il famoso (per nosotros, ovviamente, il beato Occidente non sa ‘na cippa di lui) capo della Resistenza “kaçak” kosovaroalbanese all’invasione e successiva annessione del Kosovo da parte dei serbi nel 1913. Era sempre stata – da donna – a fianco del marito, ma dopo la sua morte decise di comandare lei le forze “kaçak” antiserbe. E tutti gli uomini della resistenza le obbedirono fino alla fine.

  80. utente anonimo says:

    Z

    Si sa che molti (tra italiani inconsciamente fascisti) dicono che “il fascismo prima del 1938 non era razzista”!

    Sia chiaro, non è mia intenzione collocare te tra questi, ma non vorrei che tornassimo tutti ai luoghi comuni del revisionismo di casa nostra e quindi, alla anticipata negazione del carattere razzista degli ultmi provvedimenti , perché come il fascismo è stato razzista fin dalla sua nascita, già quando gli esserei umani si dividevano tra loro in base a criteri di etnia ,in genere si deve parlare del razzismo.

    Sbaglio ?

    reza

  81. RitvanShehi says:

    – Ritvan: Intanto i mafiosi hanno il 41 bis e i rom no —

    >Beh – l’associazione mafiosa è un reato, l’associazione romanes (si dice così) non ancora. Anche se, come diceva Lui, bisogna rifiutare ogni ipoteca arbitraria sul misterioso futuro :-)Z.< Amico leguleio, non aggirare l’ostacolo con simili cavilli, per favore! Devo proprio spiegartelo io, profano, a te, “addetto ai lavori”, che se tutti i detenuti hanno diritto a un certo trattamento “umano” in galera e per i mafiosi e SOLO PER LORO si fa una deroga a tale “umanità” (e tu, da addetto ai lavori, saprai meglio di me che c’è una corrente giurisprudenziale avversa al 41 bis), una ragione ci sarà pure. Oppure per te in galera si possono fare tutte le deroghe e le “discriminazioni” possibili ed immaginabili, mentre fuori delle galere, per nosotros tutti “presunti innocenti” è tassativamente vietata ogni “discriminazione”? – prenderle a tutti probabilmente costa troppo, così si preferisce prenderle a quelle che vengono definite “popolazioni a rischio”. — >Non credo che succederà. E non solo perché far discendere dall’origine etnica una presunzione di criminalità futura è un passo troppo lungo anche per la Lega. Non succederà soprattutto perché, in tal caso, bisognerebbe prenderle anche ad albanesi, tunisini, marocchini e via discorrendo: com’è noto, ci sono molti ma molti più processi penali a carico di magrebini che non a carico di zigani.< Stai facendo confusione. 1. Le impronte di ALBANESI, tunisini, marocchini, ecc., ecc., MAGGIORENNI lo Stato italiano le ha già TUTTE. Ovviamente, di quelli regolarmente residenti. Nessuno te l’ha detto? Altrettanto ovviamente, le impronte di quelli non regolarmente residenti- clandestini/irregolari – le prende appena li becca. Pensane un’altra, va!:-)
    Quelle dei minori di tali etnie, invece, no. Però:

    a)tutti i minori stranieri figurano nel permesso di soggiorno dei genitori, con tanto di foto.

    b)se lo stato italiano decidesse di aggiungere anche le impronte digitali dei minori al permesso, non vedo lo scandalo da far stracciare le vesti ad equi&solidali vari.

    2. I rom DEI CAMPI (perché di loro si parla, mica di OGNI ROM, mica anche della famiglia rom regolarmente residente in una casa ed iscritta all’anagrafe, allora sì che sarebbe stato “razzismo”), invece, nella stragrande maggioranza dei casi sono ignoti ad ogni anagrafe dello Stato.

    3. Mi sai indicare qualche caso in cui GENITORI o PARENTI albanesi, marocchini, tunisini, esquimesi:-), ecc. ecc., in Italia abbiano mandato i PROPRI figli/parenti stretti MINORENNI a rubare per loro conto? Intanto per i molto onorevoli rom questa è prassi comune. E non perché siano privi di amor genitoriale/parentale nei confronti dei piccoli, bensì perché nella “cultura rom” RUBARE A NOSOTROS “GAGE” NON VIENE CONSIDERATA UN’AZIONE MORALMENTE DEPLOREVOLE. Pertanto, loro mandano a cuor leggero i propri pupi ad alleggerire le nostre tasche, convinti di non incamminarli su una “cattiva strada”. Se a te vien voglia di condurre la solita “battaglia culturale”, andando pei campi rom a spiegare ai capicampo dai denti d’oro e dalla Mercedes parcheggiata lì vicino che rubare A CHIUNQUE è moralmente, socialmente e – soprattutto – penalmente riprovevole, accomodati pure e buona fortuna!:-)

    Prendere le impronte DI CHI STA NEI CAMPI, invece, potrebbe risolversi – come dicono alcuni – nella solita “buffonata all’italiana” da “faccia feroce di Pulcinella”, senza produrre alcun effetto positivo. Ma ci sarebbe anche la speranza che se i boss di quei campi che mandano I PROPRI FIGLI a rubare sanno che le impronte dei pupi lasciate sulla borsa ripulita della turista tedesca possono condurre la polizia nella sua residenza, ebbene, magari i sullodati boss ci penseranno due volte prima di mandare il proprio pupo a caccia di borse turistiche. Sperem…

    >Nonché, come già osservava il collega lussemburghese, a tutti i terr – ehm, cittadini del Meridione ;-)< Perfettamente inutile. La stazione locale dei caramba sa vita, morte e miracoli di ogni terrone (o polentone) regolarmente residente nel Belpaese. Minorenni e lattanti inclusi. Cosa che non si può dire, ripeto, dei campi rom, “terra incognita” per caramba, polizia e tutto il resto. Per concludere, io credo che SITUAZIONI DIFFERENTI richiedano MISURE DIFFERENTI.

  82. RitvanShehi says:

    >ritvan, se è quello lo scopo, allora prendetele a tutti le impronte! roberto< Come già detto, costa troppo. >cosi’ non solo becchi il rom che manda il figlio a rubacchiare, ma anche il papà che usa lo scugnizzo per vendere droga,< Mi sa che non conosci bene usi e costumi di certe terre del tuo paese. Non è il papà, è il “vicino di casa” che usa lo scugnizzo. E sia il vicino di casa che lo scugnizzo, nonché relativi movimenti, di solito sono ben noti alle forze dell’ordine. Non c’è bisogno di alcuna impronta per provvedere. >o il mafioso che usa u picciriddu per i pizzini…< Idem come sopra. >non sono contrario in se alle impronte, sono contrario a prenderle solo a qualcuno< Sì, si il famoso “todos caballeros”: l’animo egualitarista di matrice sinistrorsa non si smentisce mai:-) P.S. C’entra poco e non vorrei che mi accusassi di “benaltrismo”, ma trovo difficile che i piccoli rom subiscano traumi psichici da trascinare appresso per tutta la vita:-) perché loro hanno messo le manine sul tampone nero e i loro coetanei non rom no.
    Però, pensa al trauma di un extracomunitario che volesse fare, chessò, – senza arrivare a un ben remunerato (spero):-) posto di traduttore leguleio per l’UE – ma solo il bidello, lo spazzino o l’infermiere, alle dipendenze dello Stato. Subito sbatterebbe il suo sporko muso da extracomunitario:-) contro un bando di concorso che prevede fra i principali requisiti “CITTADINANZA ITALIANA O DI PAESE UE”.

    E’ pur vero che in TUTTI i casi in cui il “diversamente comunitario” ha avuto le palle (e i soldi) per far ricorso al TAR, quest’ultimo gli ha dato ragione (e, ovviamente, il bieco ricorrente al TAR poi è stato “segato” alla ripetizione del concorso: ma come si permette costui, “ospite” di trascinare in tribunale gli onorevoli “padroni di casa”?).

    Nonostante vari TAR abbiano ritenuto tale requisito “illegittimo” e “discriminatorio”, lo si continua a trovare imperturbabilmente in TUTTI i bandi di concorsi pubblici, visto che il fetente razzista che lo immette non rischia nulla.

    Nessuno di vosotros “legulei equi&solidali” mi sa che abbia mai avuto alcunché a ridire su questa ignobile prassi discriminatoria sul lavoro che spezza le giuste aspirazioni lavorative di tanta gente che lavora qui da anni e paga le tasse, senza aver mai rubato un centesimo.

    Certo, orripilarsi e levare acuti strilli per le manine dei piccoli rom sporcate dall’inchiostro poliziesco è tutt’altra roba, vuoi mettere le soddisfazioni che ti dà?:-)

  83. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Devo proprio spiegartelo io, profano, a te, “addetto ai lavori”, che se tutti i detenuti hanno diritto a un certo trattamento “umano” in galera e per i mafiosi e SOLO PER LORO si fa una deroga a tale “umanità” (e tu, da addetto ai lavori, saprai meglio di me che c’è una corrente giurisprudenziale avversa al 41 bis), una ragione ci sarà pure. —

    Si può effettivamente discutere – e infatti se ne discute con regolarità – di quanto sia (dis)umano il regime in questione. Per Caselli, ad esempio, è soprattutto inutile.

    Il punto, però, è un altro. Il 41bis si applica ad un particolare tipo di persone in quanto criminali. Non ad un gruppo di persone in quanto figli di rom che, al contempo, sono anche nomadi (dato che, come osservi, le due condizioni non necessariamente si sovrappongono).

    A meno che tu non voglia raccogliere le impronte a tutti i figli di genitori nomadi, a prescindere dall’eventuale origine rom. Ma allora non capirei a che rilevano le abitudini dei rom nei confronti dei gagè, delle quali parlavi nel tuo commento…

    – Ma ci sarebbe anche la speranza che se i boss di quei campi che mandano I PROPRI FIGLI a rubare sanno che le impronte dei pupi lasciate sulla borsa ripulita della turista tedesca possono condurre la polizia nella sua residenza —

    Onestamente mi sfugge lo scopo ultimo dell’operazione. Disporre una perquisizione, ingabbiare il padre, portargli via i figli? o che altro?

    La perquisa la puoi ordinare ugualmente – e ugualmente risulterebbe, temo, inefficace (si fa presto a far sparire la roba…). Il padre non lo puoi ingabbiare comunque, perché la responsabilità penale – come sai bene – è strettamente personale. Quanto a potargli via i figli, qui si esce dalla mia pur modesta competenza professionale: ma non credo che sconoscere il padre di un minore osti all’assegnazione del bambino ad una casa famiglia…

    Forse sono io a non aver capito il tuo punto di vista (quello di Maroni è più facile da decifrare).

    In ogni caso, credo che il truce campo-campo di cui sopra risolverebbe il problema a monte dotando i figli di appositi guanti ;-)

    Z.

    p.s.: Al di là delle impronte, possibile che in Italia non si riesca a trovare una soluzione per i rom che, senza essere “finale”, non sia al contempo alternativa ai campi nomadi? E’ vero che siamo il paese di Pulcinella, ma se ci sono riusciti altrove…

  84. utente anonimo says:

    Reza,

    non ho mica capito il tuo commento.

    In particolare non ho capito in quali luoghi comuni sul fascismo pre-1938 sarei incappato, e soprattutto cosa c’entra tutto questo con gli zigani…?

    :-)

    Z.

  85. utente anonimo says:

    Ah Ritvan,

    dimenticavo,

    i bandi di concorso in Italia, effettivamente, tendono ad essere discutibili per diverse ragioni, non solo in merito al trattamento riservato agli extracomunitari.

    Per esempio, anziché chiedere se ho commesso reati, non sarebbe più giusto chiedermi il casellario ad uso privati? Se il reato è estinto ad ogni effetto di legge, perché devo comunque essere tenuto a dichiararlo?

    Poi si sa – gli immigrati voti non ne portano, quindi tanto vale tenerli fuori dai concorsi :-)

    Z.

  86. utente anonimo says:

    Caro ritvan,

    “Nessuno di vosotros “legulei equi&solidali” mi sa che abbia mai avuto alcunché a ridire su questa ignobile prassi discriminatoria sul lavoro ”

    è proprio perché ho da ridire sull’ignobile prassi discriminatoria* che ho da ridire sull’ignobile (futura) prassi di prendere le impronte solo ai figli di una certa comunità!

    sull’animo egualitarista di matrice sinistrorsa, non sbagli, ma io la rivendico con orgoglio

    roberto

    *con la limitata eccezione dei limitatissimi lavori che hanno ache fare con “l’esercizio della sovranità” (esercito, magistrati, diplomatici & co. mi sembra normale che siano riservati ai cittadini)

  87. utente anonimo says:

    X Z

    Hai scritto ; “far discendere dall’origine etnica una presunzione di criminalità futura è un passo troppo lungo anche per la Lega”.

    Stavo chiedendo se né sei proprio sicuro perché, a mio avviso,a la Lega ha già fatto questo passo.

    reza

  88. utente anonimo says:

    far discendere una presunzione di criminalità futura dall’appartenenza agli zingari dei campi è, almeno a leggere Miguel, una operazione di buon senso.

    o ho letto male i suoi post?

    oh, anche farlo discendere dall’appartenenza alla fascia povera della popolazione di Palermo, Napoli, Catanzaro, Quarto Oggiaro, Nairobi (a sentire padre Zanotelli).

    tutto razzismo?

    troverei razzista il rassegnarsi a questo fatto e non vedere come modificarlo, ma far finta di non vedere lo trovo idiota.

    Francesco

  89. utente anonimo says:

    No francesco,

    il razzismo sta nel far discendere una presunzione di criminalità futura dall’appartenenza agli zingari dei campi e pure dall’appartenenza alla fascia povera della popolazione di Palermo ecc., ed adottare una misura solo *contro* gli zingari dei campi

    (tralasciando il discorso sulla presunzione)

    roberto

  90. utente anonimo says:

    per Francesco: “presunzione di criminalità futura” è bruttino… tenuto conto dell’art 27 Cost.

    Però è vero che esistono teorie (partorite dagli USA nella prima metà del secolo scorso) che utilizzano un approccio incentrato sullo studio delle aree criminali (scuola di Chicago).

    Secondo la teoria ecologica “l’ambiente di vita sarebbe il fattore più importante nella genesi della criminalità”.

    J

    OT per Ritvan

    Io non ho ancora capito chi abbia smentito e come la “castità perpetua” della nostra Ministra.

  91. utente anonimo says:

    sempre per Ritvan (scusa Miguel i toni poco garbati), e più precisamente, da dove salta fuori la storia del mitico pompino.

    come vedi non mi intrattengo su argomenti maschili (mi mancherebbe la pistola) ma su frivolerie da vacanza, che credo consentissero uno scambio (di vedute) ameno con le fimmine anche in tempi kanun

  92. utente anonimo says:

    roberto,

    forse perchè alla fine i ragazzini di Palermo all’anagrafe sono registrati, quelli dei campi no.

    però non vorrei sembrare uno che nega il razzismo antizingaro della Lega Nord, questo no.

    saluti

    Francesco

  93. utente anonimo says:

    embé, allora registriamo all’anagrafe i bambini nomadi (…magari senza mettere un tatuaggio rosso sulla fronte di quelli che non sono ancora stati registrati)

    roberto

  94. paniscus says:

    Ragazzi, ma chi l’ha detto che i bambini dei campi nomadi non sono registrati all’anagrafe? Secondo voi non nascono in ospedale, ad esempio? Tutti a fare il parto alternativo in casa con la levatrice-guaritrice-cartomante dai poteri paranormali?

    Lisa

  95. utente anonimo says:

    reza,

    – Hai scritto ; “far discendere dall’origine etnica una presunzione di criminalità futura è un passo troppo lungo anche per la Lega”. —

    Certo. Anche loro dovranno fare marcia indietro, per amore o per forza (più che altro per forza).

    E la faranno, vedrai :-)

    Z.

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