I naufraghi e la scialuppa

Se si getta a mare una scialuppa con novantanove posti, e ci sono cento naufraghi da salvare,  uno dei naufraghi verrà lasciato affogare.

È ciò che avviene oggi con i Rom.

Sta a significare che stanno avvenendo contemporaneamente due cose: la negazione di una minoranza, e il naufragio della maggioranza.

Quasi tutti, però, da una parte e dall’altra, preferiscono immaginarsi un altro quadro: cento gitanti andarono in un parco, fecero un allegro picnic; ma uno di loro affogò in un piccolo ruscello. Fu suicidio, un incidente, fu spinto da qualcuno?

Raccontare la storia in questo modo, offre alcuni vantaggi.

L’attenzione si concentra sulla vittima, e non sul quadro generale. Anche se è avvenuto un brutto incidente, comunque la nostra vita, così come l’abbiamo impostata, è una scampagnata e non una nave che si trova ormai a mille metri sotto le onde.

L’ambiguo racconto dell’annegamento permette di dare libero sfogo all’antica prassi umana di emanare sentenze: il giudice è per definizione custode della morale e quindi del bene, e quando ci fingiamo giudici, possiamo sempre divinizzare noi stessi. Siamo i non delinquenti, oppure i non razzisti.

Emettere giudizi moralistici, poi, è il mestiere vero e proprio di un’intera casta di individui, dai presidenti della repubblica agli editorialisti dei quotidiani.

La questione dei Rom viene infatti interamente moralizzata: gli uni si chiedono, ma perché mai dobbiamo rispettare – “tollerare” - persone che scelgono deliberatamente di non integrarsi e di violare la legge? Gli altri si chiedono, ma come si fa a discriminare chi ha la sfortuna di nascere in una comunità disgraziata?

C’è qualcosa di errato in questo genere di richiesta moralistica.

Facciamo conto che esista effettivamente lo zingaro che trama nell’ombra per campare alle nostre spalle, che sghignazza ogni volta che se la cava a mandarci i bambini a rubare in casa.

Oppure immaginiamo l’altra figura antropologica, quella del grasso padano che “odia i diversi”, così tanto per fare qualcosa.

Anche se le cose stessero così, la malvagità di entrambi questi personaggi sarebbe tutta individuale e in quanto tale, insondabile e incomunicabile. Un mondo chiuso e privato.

Ma sappiamo per esperienza che dai gusci personali, usciamo solo attraverso esperienze straordinarie, che mettono in dubbio tutto ciò che crediamo di essere. Queste esperienze capitano a pochi, e vengono compresi da pochissimi.

Proprio per questo, quando parliamo dell’azione di milioni di persone, che non sanno nemmeno bene perché agiscono, i discorsi etici diventano inutili.

Fingere la propria superiorità etica e distribuire colpe morali a grandi gruppi di persone è in qualche modo la matrice del genocidio.

Perché se gli altri hanno scelto di essere malvagi, se ogni singolo membro di quel gruppo ha scelto di essere malvagio, allora tutti i membri del gruppo meritano la punizione.

Lo spiegò perfettamente il profeta Osea, pregustando con gioia il meritato destino dei malvagi, compresi quelli che a rigor di logica non dovrebbero ancora essere in grado di scegliere il male:

Samaria espierà,
perchè si è ribellata al suo Dio.
Periranno di spada,
saranno sfracellati i bambini;
le donne incinte sventrate.

Condannare interi blocchi della specie umana per motivi morali è una perdita di tempo; e comunque le questioni sociali di grande portata non possono avere soluzioni etiche: per quanto io non mi ritenga un “marxista” in senso dottrinario, la grande superiorità di Karl Marx rispetto ai sentimentalisti di ogni risma sta proprio qui.

Nel non sentenziare, e nel cercare di capire il naufragio complessivo.

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20 Responses to I naufraghi e la scialuppa

  1. controlL says:

    Prendere le impronte digitali ai rom, bella cosa da “polizia scentifica”. Chi l’ha fondata? I razzisti. Tal salvatore ottolenghi, allievo di talaltro cesare lombroso. Già, “l’antropologia scientifica del professore-poliziotto ottolenghi”, come la definì un giovane socialista napoletano. Per questo mi va di mettere accanto quest’altra bella notizia, che riguarda la campania:

    E adesso chi glielo dice ai napoletani che oltre ai mille angeli della monnezza che arriveranno in città a giorni, Guido Bertolaso ha bussato alle porte della federazione psicologi per i popoli per arruolare 300 psicologi che scenderannoa Napoli nei mesi luglio, agosto e settembre?

    Il verbo scendere non è casuale. Psicologi per i popoli (il bando per Napoli è visibile nel sito http://www.psicologiper ipopoli.it) rappresenta le associazioni di volontariato degli psicologi delle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige,Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.

    Tutte al centro-nord, dunque. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/psicologi-monnezza.shtml?uuid=b2d6fac0-3e93-11dd-9f82-00000e251029&type=Libero

    Come ai bei tempi del brigantaggio, soldati e strizzacervelli per gl’incivili. Chi era allora lo strozzacervelli in capo di quei tempi eroici del risorgimento? Chi se non lui, cesare lombroso. C’è poco da stare allegri per i rom e per quelle popolazioni locali, se sono oggetto di politiche antibrigantesche, sapendo i precedenti ottocenteschi. Tout se tient.p

  2. kelebek says:

    Per p.

    Mi sembra che tu abbia colto molto bene il nesso tra questione Rom e questione meridionale.

    Entrambe legate, quasi simbolicamente, alla questione mondezza/riciclaggio umano.

    Miguel Martinez

  3. kelebek says:

    OT

    Sua Maestà Imperiale Yasmin von Hohenstaufen ha risposto a Sua Maestà Imperiale il Barbaccia von Hohenstaufen, nella nota polemica che ogni tanto sconquassa questo blog.

    Solo che lo ha fatto tra i vecchi post, per cui mi sembra di fare cosa giusta nei confronti delle Loro Maestà, ripostando il suo commento qui.

    SINDACO DI MILANO

    BLASON DE LA MAISON IMPERIALE

    PUOTI DE CONSTANTINOPLE

    Il Drago Serpente Azzurro di Re Desiderio: Arma “Parlante” che stigmatizza l’appartenenza alla Dinastia Pedaia, Linea di Salomone, Stirpe dei Re Taumaturghi o Guaritori. Il Serpente è Simbolo di Esculapio. Fu adottato dai Visconti che erano Gastaldi di Re Desiderio. Attualmente è in uso al Comune di Milano.

    Desiderius Flavius Jovius Teodosius

    Rex Langobardorum et Romanorum

    GRAN DUCATO DI LANGOBARDIA

    Da Libero( Vittorio Feltri) Milano 8.4.06 La principessa Yasmin Hohenstaufen e il sogno del Gran Ducato di Longobardia

    DAL TRONO A PALAZZO MARINO

    Dal trono alla poltrona, per la principessa Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d’Anjou, potrebbe aprirsi la strada del candidato sindaco di Milano. Questa sarebbe la speranza e il desiderio della Lega Longobarda, un gruppo autonomista che vede nella discendente degli Hohenzollern, di Federico II di Svevia, e di Re Desiderio, il baluardo dell’Occidente.Il progetto lusinga la principessa Yasmin , che tiene a precisare che preferirebbe piuttosto avviare dei colloqui politici che possono arrivare alla Costituzione del Gran Ducato di Longobardia . un territorio che dovrebbe andare dalla liguria al Friuli , comprendere sia il Granducato di Longobardia del Nord che del Sud , cioe’ dell’Italia Meridionale. La discendente di Federico II, in quanto tale , ha a cuore il dialogo con le altre culture , senza dimenticare che l’italia deve restare l’avamposto ed il baluardo dell’Occidente cristiano.

    ***

    La Croce di Re Desiderio, Brescia. Particolare degli antenati di Re Desiderio, Galla Placida e dei Figli avuti da Costanzo figlio dell’ Imperatore Costantino.

    La Principessa Yasmin candidata a Sindaco di Milano, propone Milano ducato Longobardo! Sono in corso contatti con alcuni movimenti politici che dovranno accettare i suoi punti essenziali: coniugare ecoefficenza a servizi sociali. No alla deturpazione anarchica dell’invasione selvaggia di extracomunitari. Difesa ad oltranza dei valori del Cristianesimo.La Principessa aperta al dialogo religioso e’ tuttavia custode delle reliquie di Cristo che ha ereditato.

    La stessa Sindone e’ stata nel suo casato per due secoli ed e’ custode a Edimburgo delle Bende di Cristo! Lo stemma di Milano e’ Suo! Milano deve tornare ad essere simbolo dei Valori del Cristianesimo e dell’Occidente come ai tempi degli Imperatori Valentiniani e di Re Desiderio suoi avi! Rilancerà il vero legittimo Ducato di Milano dell’avo Re Desiderio! Una Principessa longobarda, scienziata ed ecomanager candidata Sindaco di Milano rilancerà il vero cuore di Milano, ELIMINANDO LO SCEMPIO URBANO ED IL DEGRADO, attraverso una ricostruzione post-industriale ispirata alle energie rinnovabili. Il futuro di Milano e’ Eco-longobardo la principessa rivendica che lo stemma di Milano e’ quello del suo antenato, Re Poto, capostipite dei Puoti: il serpente azzurro Taumaturgico di Re Desiderio che fu adottato impropriamente dai Visconti, i cui antenati furono gastaldi di Re Desiderio, ma lo stemma appartiene al casato della Principessa, pronipote di Re Desiderio! Il delfino di re Adelchi , figlio di Re Desiderio , era infatti Re Poto, duca di Milano e di Brescia , detto anche Baudo, come spiega Manzoni nella tragedia Adelchi! Re Poto era nipote di Re Desiderio e della Regina Ansa, discendente di Costantino, Potior Valens Valentiniano che Scelse Milano come Reggia e simbolo dell’impero d’Occidente. Il progetto di Lord Foster e’ già superato e gli manca lo Spirito di Teodolinda, di Re Desiderio della Regina Ansa, antenati della Principessa Yasmin che discende dagli antichi Re Taumaturghi del Galles e che propone un progetto di ecosviluppo alternativo e di musealizzazione di Milano avamposto del Sacro Regno Longobardo, cuore del Post moderno in un progetto di energie rinnovabili e Free energy, fonte di nuova occupazione. L’ecoevolutionary management cuore della Milano Curtis Langobardorum La Neo Lega Langobarda(nulla in comune con Bossi) propone come Sindaco di Milano una principessa Longobarda, pronipote di re Desiderio, Re di Milano e discendente diretta degli imperatori d’Oriente ed Occidente Potior Valens Valentiniano: la Principessa Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d’Anjou Puoti Plantagenet Comneno, per 15 anni General Manager e Presidente della più grande multinazionale del mondo, la Reader’s Digest Association, che aveva la sua rappresentanza in Via Alserio a Milano, nel famoso Palazzo della Selezione italiana . Plurilaureata, giornalista docente universitaria Presidente Unione centri energie Alternative Ucert dell’Ucle Unione consumatori Lavoratori Europei. da euronews La Principessa Yasmin nel ringraziare risponde con un appello trasversale a tutti i movimenti autonomisti perché sposino il panfederalismo celtico-longobardo-federiciano dei suoi avi sotto il Segno della Pactio Pacis interreligiosa. Non è la Principessa a salire sul Carroccio,archibugio del passato, ma i movimenti autonomisti di tutte le Leghe dovrebbero declinare il nuovo verbo dei Re Longobardi e di Stupor Mundi. Ed ecco il messaggio della segreteria del Corpus Saecularium Principum di Worms alle Leghe del Nord e del Sud:

  4. kelebek says:

    Dimenticavo… per chi fosse interessato alla vicenda delle Loro Maestà:

    http://kelebek.splinder.com/post/13842518/Tra+le+meraviglie+della+n%C3%A9oco#13842518

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    Sper che questa idea malata partorita da quei fanatici leghisti sia sommersa dallo sdegno della gente, che nonostante il razzzismo dilagante quest sia quel tropo che spinge tutti a riflettere. bene ha fatto Famiglia Cristiana” a condannare esplicitamente, e son 3 milioni mezzo di copie.

    Abu Yasin

  6. utente anonimo says:

    p.,

    “strozzacervelli” è uno dei migliori neologismi che abbia mai letto :-)

    Z.

    p.s.: Va spezzata una lancia in favore di Lombroso, però. Non è che si occupasse solo di frenologia – evidenziò per primo, almeno in Italia, l’importanza della mitezza della pena e della riabilitazione del condannato, e del minore in particolare.

  7. Miguel, son giojoso. Anzi, commosso. Erano secoli che non leggevo di braccia così platealmente rubate all’agricoltura quanto quelle di #3.

  8. utente anonimo says:

    Miguel,

    non capisco come si faccia, dopo aver rilevato l’insufficenza intellettuale del moralismo, la sua limitatezza, a scegliere baldanzosi l’altra faccia della medaglia, quella del cinismo, per cui l’etica, invece di essere tutto, non c’entra nulla.

    Un pò di sano equilibrio?

    Mi ricordi Asimov e la psicostoria, per cui le azioni degli uomini, passando dall’individuo alla massa, diventavano perfettamente prevedibili, con leggi come quelle della fisica newtoniana. Che tristezza! e che clamorosi fallimenti!

    Ciao

    Francesco

    PS qualcuno sa come Maroni giustifica la sua decisione?

  9. kelebek says:

    Per NSCO n. 7

    Yasmin è una grande.

    Però sotto sotto anche Paolo I Barbaccia lo è.

    Peccato che si fanno la guerra.

    Miguel Martinez

  10. controlL says:

    Veramente è una clamorosa svista. Ma si vede che la mia parte inconscia scrive meglio di quella conscia. È piaciuto anche a me, dopo che me ne sono accorto, anche perché era troppo tardi per rimediare. Comunque da ieri l’italiano ha una parola in più.p

  11. PinoMamet says:

    Lo so che non è elegante :-)

    ma mi autocito da un commento di tempo fa:

    “Il razzismo classico produceva apartheid e paternalismo (“che ce vòi fà, so’ negri!”); la parola d’ordine della “cultura” produce invece l’idea che qualunque cosa una persona faccia sia, in definitiva, una sua libera scelta.

    Ragion per cui, liberissimo io di trovarla detestabile. ”

    PS

    Certo che questo Osea era un bello stronzo!

  12. utente anonimo says:

    “PS qualcuno sa come Maroni giustifica la sua decisione”

    mi par d’aver capito che dice che il tutto è fatto a tutela dei figli degli zingari….

    ma sarà che sono del tutto privo di imaginazione, ma non capsco cosa questa cosa possa voler dire….

    roberto

  13. RitvanShehi says:

    —-qualcuno sa come Maroni giustifica la sua decisione? Francesco—-

    >mi par d’aver capito che dice che il tutto è fatto a tutela dei figli degli zingari…. ma sarà che sono del tutto privo di imaginazione, ma non capsco cosa questa cosa possa voler dire…. roberto< Beh, scendo io allora dal gommone che tengo parcheggiato sotto casa:-) e ve lo spiego. Vista la deprecabile abitudine zingaresca di mandare i propri figli a rubare (ma questo mica si può dire, eh, sarebbe “razzismo”, cribbio!:-), ecco la ragione di tanto “mistero” ) avere una banca dati con le impronte di tutti gli zingarelli sarebbe molto comodo. Per nosotros “polli da spennare” ad opera dei sullodati zingarelli manolesta: a meno che gli ingegnosi ed amorosi:-) genitori non li dotino di guanti in lattice, lasceranno delle impronte nel luogo del delitto, no? Ma anche per gli zingarelli stessi, ladruncoli per imposizione genitoriale: così si risale CON CERTEZZA ai genitori, si rinviene presso di essi la refurtiva, conseguentemente gli si toglie la patria potestà e i piccoli zingarelli vengono mandati in un posto dove possano essere rieducati ed avere una vita da persone oneste. Avete capito o ve lo devo tradurre in albanese?:-)

  14. controlL says:

    Senza rifare la pappardella del post precedente, ripeto l’essenziale. È una schedatura a vita fatta non solo in età minorile ma persino infantile. Il resto sono chiacchiere.p

  15. RitvanShehi says:

    >Senza rifare la pappardella del post precedente, ripeto l’essenziale. È una schedatura a vita fatta non solo in età minorile ma persino infantile. Il resto sono chiacchiere.p< Anch’io, senza rifare la pappardella del post precedente, ripeto l’essenziale.
    Se è accertato – com’è accertato – che i membri di un gruppo sociale usino comunemente i propri figli minorenni come ladruncoli, prendere le impronte digitali di tutti i suddetti pupetti è logico e sacrosanto, sia nell’interesse dei suddetti pupi che della società.

    Il resto sono chiacchiere. Imbevute di squallida ideologia kompagnesca.

  16. controlL says:

    Dove sta l’ideologia nell’affermare che sia una schedatura a vita, com’è e come confermi, semmai aggiungendo l’opinione che è giusta, mi sfugge. Forse nell’opinione contraria, che sia sbagliata? Ammettiamolo. Ma ci sono liberali che la ritengono sbagliata. “Kompagnesca”, qualunque cosa voglia dire, è fuori luogo. A meno di avere l’opinione che maroni sia il paradigma d’ogni pensiero liberale. Non opinor, direbbe cicerone.p

  17. RitvanShehi says:

    >Dove sta l’ideologia nell’affermare che sia una schedatura a vita, com’è e come confermi, semmai aggiungendo l’opinione che è giusta, mi sfugge. p.< L’ideologia sta anche nella tua presunzione che sia “a vita”. Dove sta scritto? Ancora non c’è uno straccio di disegno di legge o qualsiasi altro papiro legale in proposito. Poi, caro p., non mi fare la verginella offessa accoppiata a un azzeccagarbugli cavilloso:-), badiamo alla sostanza, alla materia, come direbbe il buon Carletto:-), i “sottotitoli per i non udenti” nella tua frase :”..fatta non solo in età minorile ma persino infantile” si vedevano benissimo. Dove sta scritto che appoggiare i polpastrelli di un pupetto su un tampone d’inchiostro e poi su un pezzo di carta sia equivalente a un “maltrattamento a minore”? Nelle ubbie ideologiche, appunto.
    >Forse nell’opinione contraria, che sia sbagliata? Ammettiamolo.< Alelluia!:-) >Ma ci sono liberali che la ritengono sbagliata.< Come ci sono kompagni che la ritengono giustificata dalla “realtà oggettiva” (ovvero altissima incidenza di ladruncoli minorenni rom) come direbbe sempre il sullodato Carletto. Fra cui Massimo Cacciari. (lo so che tu probabilmente non consideri Cacciari un “kompagno”, ma se dovessimo considerare tali solo quelli che consideri tu la specie compagnesca rischierebbe l’estinzione:-) ). >”Kompagnesca”, qualunque cosa voglia dire, è fuori luogo. A meno di avere l’opinione che maroni sia il paradigma d’ogni pensiero liberale. Non opinor, direbbe cicerone.< Con tutto il rispetto per Cicerone, ai suoi tempi i rom non erano ancora arrivati in Italia e, se c’erano, mica mandavano i pargoli a rubare. E, comunque, non credo che ai tempi di Cicerone il rilevamento dattiloscopico fosse molto sviluppato:-).
    Tornando a Maroni, i leghisti in genere non mi piacciono per un sacco di motivi. Ma non per questo mi considero obbligato a bollare qualsiasi cosa uno di essi dica come “razzista”, “nazista”, e corbellerie simili. Io credo che una proposta ha da esser giudicata per quella che è, non per chi la fa. E a mio immodesto giudizio di “pseudoliberale” – come mi chiama affettuosamente quel fanatico integralista di Reza – la creazione di un archivio d’impronte digitali dei minorenni dei campi rom (e anche dei maggiorenni, ovviamente) mi sembra una buona idea. Che non fa male a nessuno. Tranne che ai rom ladri e mandanti di ladri. Punto. Di Maroni me ne sbatto i maroni:-).

  18. controlL says:

    le impronte digitali non cambiano mai. È un dato di fatto. Prese, le hai a vita. Non è questione legale. Questione legale è se prenderle o meno.p

  19. RitvanShehi says:

    >le impronte digitali non cambiano mai. È un dato di fatto. Prese, le hai a vita. Non è questione legale. Questione legale è se prenderle o meno.p< Mio buon p. ritenevo che tu avessi un’opinione abbastanza alta della mia intelligenza da capire che la mia obiezione sul termine “schedatura a vita” non era ovviamente basata su una mia cervellotica presunzione di cambiamento delle impronte digitali nel corso della vita: ma forse mi sbagliavo:-)
    La mia obiezione era chiaramente (almeno per me:-) ) basata sul fatto che, in genere, ogni amministrazione deve distruggere gli archivi segnaletici a richiesta del soggetto “schedato”, se questo lo prevede la legge.

    Visto che la legge ancora non c’è, dire che la conservazione degli archivi digitali dei piccoli zingarelli sarà “a vita” non ti sembra un po’ prematuro e influenzato da una certa qual ideologia?:-)

  20. controlL says:

    Troppo fumosa la questione. A richiesta quando, alla maggiore età, se ti sei “integrato” per benino, o in base a che? Intanto ce l’hanno e le prendono dalla nascita. Poi è vero che c’è un sottofondo ideologico, se vuoi. Diffido fortemente dello stato.p

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