Tradizione, Famiglia e Proprietà TFP – 16


Il traduttore, per definizione, interviene quando chi scrive il testo originale ha finito di lavorare. Ne consegue che il lavoro aumenta il fine settimana e con l’estate: più fa caldo, più ore devo stare al computer, e più i clienti hanno fretta (e senza aria condizionata, aggiungerei…).

Per cui temo che questa serie sulla TFP e derivati non sia costruita nella maniera organica che vorrei. Però rubo qualche minuto al lavoro per trascrivere alcune cose fondamentali su questo tema, che scrive l’amico e filosofo Costanzo Preve, in un articolo ("Considerazioni introduttive sugli attuali dibattiti fra laicismo, scienza, filosofia e religione) sulla rivista Atrium (anno X, numero 1, nuova serie).

Il punto cruciale è che la base del relativismo morale o nichilismo tanto denunciato da certi ambienti cattolici sta nel relativismo sociale, che quegli stessi ambienti promuovono.

Scrive Costanzo Preve:


Il nichilismo è semplicemente il termine colto e sofisticato per indicare che oggi la società moderna si fonda sul niente, e non ha (né vuole, né cerca) nessuna fondazione  universalistica di tipo filosofico o religioso.

In realtà, essa si fonda sull’allargamento globalizzato della produzione capitalistica, e questo allargamento è il suo unico fondamento. Questo allargamento deve essere ‘performativo’, e cioè avere successo, ed il suo successo (provvisorio), può sostituire la fondazione veritativa della società. Lo storico dell’economia Frédéric Clairmont ha stabilito con un’accurata ricerca statistica che nel 1870 il reddito medio pro capite nel mondo era circa 2 volte maggiore di quello dei più poveri, nel 1960 era divenuto 38 volte, e nel 1994 di 58 volte.

L’economista Perroux faceva una distinzione fra il progresso (a beneficio di tutti) e i progressi (che riguardano una ristretta cerchia di persone). Le Nazioni Unite hanno stabilito che, nel 1994, vi erano sulla terra 1,1 miliardi di persone in condizioni di povertà assoluta (e trascuro qui i disoccupati, i sottopagati, i lavoratori flessibili e precari, ecc.).

Con un’inversione etimologica spaesante, Clairmont dà a tutto questo il nome di gulag.

Da filosofo, mi limito a chiamare questo ‘nichilismo’. Chi crede che il nichilismo sia la prevalenza, nel dibattito universitario alla moda, dei punti di vista di Nietzsche e di Heidegger sui precedenti punti di vista di Hegel e di Marx (definiti storicisti e/o sostanzialisti), dovrebbe più utilmente dedicars alle professioni di animatore turistico o di grafico pubblicitario.

Se questo è il nichilismo (ed infatti questo è il nichilismo) allora è da questo che deriva il cosiddetto ‘relativismo’. […]

Oggi il relativismo è il riflesso sociale necessario dell’unica assolutezza oggi socialmente consentita, quella della sovranità del valore di scambio (nel linguaggio di Romano Prodi, il "giudizio dei mercati").

Fine, per ora…

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6 Responses to Tradizione, Famiglia e Proprietà TFP – 16

  1. utente anonimo says:

    L’applicazione globale di un unico modello ovvero, l’arroganza mondiale che ignora qualsiasi diversità, ecco cosa è il nichilismo nel terzo millennio.

    Stiamo vivendo la storia al rovescio,dopo la caduta del muro di Berlino, le potenze occidentali( di cui la forza trainante è la potenza globale anglosassone), usando sempre e ancora( ma proprio con zero convinzione rispetto ai tempi della guerra fredda) gli solgan :”libertà-democrazia”, non ebbe in realtà nessuna intenzione di gestire la trasformazione dell’economia pianificata dell’est , accompagnandola alle vette dell’ economia di mercato, usarono invece un’ altro metodo, quello di trascinare quelle economie in anarchia economica .

    Nel modo analogo, la transizione di Atene da società chiusa a società aperta ha scoperchiato il vaso di pandora, e un processo di incontrollabile anarchia si mise in moto.

    Quando l’élite dominante ateniese presa coscienza della realtà (la stessa che costutisce la missione dei neoconservatori di oggi cioé, che bisogna davvero smetterla con la democrazia e la libertà nel mondo quindi, non solo all’interno, ma anche e soprattutto nel resto del mondo) , allora tolse l’appoggio a tutto ciò che era una democrazia complessa ed in fiuritura nelle colonie greche, e si alleò con la nemica Sparta.

    Cosi iniziò la guerra del Peloponneso, cosi inizia nel’ 2001 la guerra dei neocons(alleati coi sionisti e salafidi)contro l’umanità .

    reza

  2. utente anonimo says:

    “Quando l’élite dominante ateniese presa coscienza della realtà…si alleò con la nemica Sparta.

    Cosi iniziò la guerra del Peloponneso”

    in cui gli “alleati” si combatterono per 30 anni…ma questo è caduto dal seggiolone da piccolo?

  3. utente anonimo says:

    bloccare i commerci delle città rivali = la globalizzazione basato sulla egemonia del modello unico = le due guerre e le loro cause sono simili.

    reza

    PS -Tante volte prendere seggiolone in testa da grandi fa diventare più scemi che caderci da piccolo, specialmente se si tratta degli anonimi ;-))

  4. brullonulla says:

    mi pare che preve dica delle cose giuste, ma faccia una spaventosa confusione di piani quando dichiara che il nichilismo è una cosa e non un’altra.

    esiste sia il nichilismo/relativismo sociale e pragmatico che deriva dalla struttura socioeconomica, sia la corrente di pensiero detta nichilista (la quale non è necessariamente funzione del precedente). la cosa migliore sarebbe avere due nomi diversi, ma dire che solo una delle due definizioni è corretta è ridicolo.

  5. Asno says:

    Non è curioso vedere un cristiano (uno a caso, l’Introvigne) che si schiera coi ricchi e i potenti e un ateo (uno a caso, il Martinez) che si schiera coi poveri e gli oppressi? Speriamo sia vero: corre voce che, dopo morti, non saremo interrogati sulle questioni dottrinarie, ma sull’esercizio della carità.

  6. utente anonimo says:

    Beh, senz’altro il nichilismo non è Nietzsche citato a caso insieme a due frasi mal scritte su Heidegger :)

    EM

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