Tradizione, Famiglia e Proprietà TFP – 15

Il convegno di Roma su "Crisi d’identità. La civiltà europea può sopravvivere?", fu introdotto da padre Paolo Scarafoni, legionario di Cristo; da Avi Davis della European Freedom Alliance; da Roberto de Mattei della Lepanto Foundation; e da Marcello Pera, l’ex-laicista rimasto ateo, ma convintosi dell’utilità del cristianesimo ai fini del dominio sociale. Tre anni fa, citai su queste blog le sue ciniche confessioni, degne di un Guillaume Faye:

"Non basta più l’ideologia liberaldemocratica. I neocon hanno mangiato il frutto dell’Eden, sanno cos’è il bene e cos’è il male. Non si illudono di raggiungere il paradiso in terra. Ma non sono delusi. Credono che la si debba difendere, questa nostra civiltà, da chi ci ha dichiarato guerra, anzitutto difendendola da noi stessi. Occorre dare fondamento morale alla politica. E si deve pescare lì, dalla tradizione. E noi quale abbiamo? Quella giudaico-cristiana."

Il primo relatore al convegno fu una bella signora anziana, Gisèle Littman nata Orabi, meglio nota come Bat Ye’or. Anche suo marito, David Littman, era tra i relatori del convegno (poi vi racconteremo anche di lui).

manocchia-bat-yeor-bolchini


Gisèle Bat Ye’or (al centro) riceve un premio da Adriano Manocchia dell’Associazione Una Via per Oriana di Firenze. A destra, Adriana Bolchini Gaigher, pranoterapeuta, cartomante. esperta di magia e islamofoba militante. Convegno internazionale di resistenza alla Sharia, Bruxelles, 18-19 ottobre 2007

Nel 2002, Bat Ye’or scrisse un articolo nell’Observatoire du monde juif (Bulletin n° 4/5, Décembre 2002) intitolato “Le Dialogue Euro-Arabe et la naissance d’Eurabia”, dove lanciò il termine "Eurabia". Un termine che divenne famoso subito dopo grazie a Oriana Fallaci, o meglio all’intensa opera di marketing che Ferruccio de Bortoli fece della stessa Fallaci.

Forse non tutti sanno che il termine "Eurabia" si riferisce a un preciso complotto.

Se l’altro ieri 140 tra somali ed egiziani sono annegati nel Mediterraneo, è perché stavano lavorando a un progetto organizzato da qualcosa chiamato "Dialogo euroarabo" o DEA.

La Bat Ye’or è confusionaria quanto la Fallaci, ma più noiosa, per cui più la leggi, meno capisci cosa sia questa DEA: una sètta segreta, un centro culturale o semplicemente un banale dialogo diplomatico tra stati europei e arabi.

Comunque sia, la DEA è colpevole di tutto: migrazioni di sfigatissimi invasori musulmani sulle nostre coste, critiche allo stato  d’Israele, la "teologia della sostituzione" (quella che sostiene che gli ebrei non avrebbero un filo diretto con Dio e  dovrebbero quindi riconoscere Gesù come tutti gli altri), accordi per il turismo, l’insegnamento della lingua araba in circoli privati…

Roberto de Mattei è entusiasta del concetto di Eurabia, che evidentemente gli ricorda una lunga tradizione di testi complottistici cattolici.

Scrivendo su Libero dell’8 dicembre 2006, dichiara:

"Tra i sogni della sinistra, ve ne è uno che rischia di diventare realtà e a cui il nome di Romano Prodi è intimamente legato. Il nome di questo sogno, Eurabia, lo ha diffuso, ma non coniato, Oriana Fallaci."

Alzino il mouse tutti i lettori di sinistra che sognano l’Eurabia…

"La demografia - prosegue de Mattei – costituiva un elemento portante di questo piano. Fin dagli anni Settanta, le politiche di immigrazione furono incluse nel progetto di fusione delle due rive del Mediterraneo in una civiltà comune. È in questa prospettiva che il Dea pianificò l’impiantazione su larga scala di collettività islamiche nel tessuto sociale europeo.

Nel nome del multiculturalismo, il Dea iniziò a preparare l’avvento di un islam europeo, impermeabile ad ogni forma di integrazione per poter essere a sua volta fattore di influenza e di assimilazione.

Il progetto di simbiosi demografica e culturale tra l’Europa e il mondo arabo venne quindi rilanciato dalla conferenza di Barcellona del novembre 1995, attraverso quel "Partenariato euro-mediterraneo", che costituisce tuttora una delle priorità dell’Unione Europea.

 Sotto la duplice pressione del terrorismo e del ricatto petrolifero, afferma Bat Ye’or, il Dialogo euro-arabo è riuscito a trasformare, in trent’anni, la civiltà europea in una cultura ibrida, e senza radici, impregnata di antioccidentalismo e di giudeofobia. Il sostegno alla causa palestinese di Arafat si è accompagnato alla delegittimazione dello Stato israeliano e all’abbandono dei cristiani in Libano, Sudan, Indonesia […]

L’Europa diventa un’estensione dell’islam […]

L’esito resta quello indicato da Bat Ye’or: la trasformazione dell’Europa in "Eurabia", una estensione politica e culturale del mondo musulmano, anticristiana, antioccidentale, antiamericana e antisemita nella sua essenza profonda."

Esatto. Se un marocchino ti lava il parabrezza, la colpa è della Dea. E se la cultura europea vi sembra un po’ "ibrida e senza radici" la colpa è sempre della Dea e non di Lele Mora.  Infatti, Lele Mora era l’altro giorno al matrimonio in chiesa di Flavio Briatore con la jeune fille Gregoraci, celebrato dal Cardinale Poupard, Presidente emerito del Pontificio consiglio per la cultura.

A questo punto, verrebbe voglia di avere l‘indirizzo di questa Dea, se non altro per raccomandarle qualche amico extracomunitario bisognoso.

Abbiamo detto però che la prosa della Bat Ye’or è un po’ sfuggente: a tratti sembra che la forma più concreta assunta dalla Dea sia qualcosa che si chiamerebbe Groupe d’Etudes sur le Moyen-Orient di Ginevra – vi fanno riferimento decine e decine di siti neocon e islamofobi.

Peccato che a Ginevra, non esista alcun Groupe d’Etudes sur le Moyen-Orient. Forse la nostra studiosa si  è confusa con altro genere di fantasmi svizzeri, i Savi Anziani di Sion che un secolo prima si sarebbero riuniti a Basilea.

(Continua…)

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36 Responses to Tradizione, Famiglia e Proprietà TFP – 15

  1. Eccomi qui con il mouse alzato.

    Quando sono in Siria, o in Iran, o in Azerbaigian ed esco di casa o dall’albergo la mattina, è facile che trovi qualche sconosciuto che mi saluta e che mi augura una buona giornata.

    Quando sono a Firenze ed esco di casa la mattina, è più facile che trovi qualche sconosciuto che tenta d’arrotàmmi co’ i’ sùvve.

    Se l’Eurabia può rappresentare un miglioramento di questo stato di cose, ben venga!

  2. utente anonimo says:

    La mia incondizionata approvazione, per quel che vale, a NSCO.

    Asno sloggato

  3. brullonulla says:

    In riferimento (anche) al tuo post precedente: se io come radici dell’occidente che mi piace prendessi l’illuminismo, il razionalismo critico e il cosiddetto “umanesimo secolare”, in totale contrapposizione ai neocon e ai demattei, tu come ti porresti?

  4. utente anonimo says:

    NSCO,

    non vorrei distruggere le poche certezze che hai nella vita, ma pure quissù nel granducato (quello vero, non quello toscano), tutti salutano tutti per strada

    ;-)

    roberto

  5. kelebek says:

    Per Brullonulla n. 3

    Intanto, ti stimerei perché non cadi nella confusione.

    Allo stesso tempo, io non riesco mai a dare giudizi statici: non riesco a rispondere alla domanda, cosa pensi dell’illuminismo come paradigma eterno?.

    Riesco a vedere le cose, invece, dinamicamente o dialetticamente.

    L’illuminismo come fenomeno che accompagna l’ascesa della borghesia, e che muore con la borghesia.

    Aggiungerei però anche l’importanza dei media.

    Sia il cattolicesimo, sia l’illuminismo (distinti dai sentimentalismi clericali e laicisti) sono strutture razionali, che richiedono metodo, dedizione e progressione, tutte cose tipiche della civiltà del libro.

    Nell’era della televisione, abbiamo la simultaneità delle immagini, l’evanescenza, l’impossibilità di aggiungere conoscenza a conoscenza: anche tu ti sarai trovato con il problema insolubile, tipico dei blog, di dover rispondere cento volte alle stesse domande.

    Perché la gente arriva a un post, o a un telegiornale, o a un film, come un evento conchiuso in sé, senza un prima o un dopo.

    E lì abbiamo la dissoluzione sia del cattolicesimo che dell’illuminismo, o la loro trasfigurazione sentimentale e identitaria.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    x Miguel,

    quanto siamo lontani!

    La parte storica dei fenomeni mi interessa a livello di curiosità, il contenuto di verità attuale e quindi eterno, o viceversa, è quello che determina il vero valore del cristianesimo o dell’illuminismo.

    E la verità non teme un medium piuttosto che un altro, al massimo cambia forma ma non contenuto. Dall’oralità di Gesù ai Ta Biblia dell’antichità e del medioevo alla oralità/immagine di oggi (ma come dimenticare che nel medioevo nessuno sapeva leggere?).

    x BN

    difficile contrapporre i neocon agli illuministi in toto, viste le rivoluzioni americana e francese. E un occidente di 300 anni è un pochino gracile e fanciullo, minimo minimo dobbiamo recuperare Omero, Socrate & c.

  7. utente anonimo says:

    ero Francesco, scusate

  8. utente anonimo says:

    L’Italia oggi è un paese sovrapopolato (ha la stessa popolazione dell’Iran con 1/5 del territorio) ,sfiduciato perché(ammettiamolo) senza una classe dirigente credibile, e con almeno un terzo del territorio nazionale controllato o fortemente condizionato dalla criminalità organizzata.

    Chiedere agli italiani di salutare la gente sconosciuta per strada sarebbe ultima cosa a cui pensare, non credete !?!

    reza

  9. kelebek says:

    Per Francesco n. 6

    Obiezione estremamente interessante e pertinente, ci devo riflettere.

    Unico commento per ora… il Medioevo ha delle affinità con l’era dell’immagine, tant’è che è anche l’era dell’arte sacra e didattica; e fu anche l’era della non-infanzia, cioè dove i bambini, appena in grado di capire, erano già in qualche maniera adulti.

    Però coloro che comunque insegnavano alla comunità, avevano certamente studiato dentro la piena cultura del libro.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    Mah

    non sono certo che i grandi insegnanti del popolo, i pittori che affrescavano le chiese, fossero così dentro la cultura del libro.

    La cultura cristiana era orale e popolare, piena di ricordi antecedenti, superstizioni e amenità che avrebbero poi scandalizzato i benpensanti razionalisti.

    Ritengo che di ogni epoca si possa e debba trattenere quel che di valido, cioè universale, ha dato.

    Ciao

    Francesco

    PS ma il fenomeno “caricaturato” dagli occidentalisti per te non esiste? andando al lavoro sono ormai normali le mamme che portano i bimbi all’asilo coperte da chiarissimi paramenti “arabi”, col fazzolettoni a coprire la testa (solo una col chador, credo fosse la nonna). e le inchieste sui giovani inglesi che vorrebbero la sharia invece della legge? solo fantasie del Foglio?

    ciao

  11. controlL says:

    Eurabia è una boutade senza alcun senso [logico]. Eurasia potrebbe averne, invece. Ma in quel caso la potenza regionale a cui potrebbe interessare questa cosa non è araba, essendo la turchia. È avvilente il nulla di storia, geografia, politica, cultura che sta dietro quest’ideologia.p

  12. utente anonimo says:

    perchè P.?

    se Benito voleva rescuscitare l’Impero Romano, qualcuno non potrebbe voler rimediare a Poitier? Basta leggere Cardini per trovare la lode di un mondo mediterraneo che oggi sarebbe decisamente Eurabico (arabi+cardini, MM non conta perchè è messicano).

    ciao

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    l’ipotiposi del sentimento, postergarando i prolegomeni di un’astrattività soggettiva nonché atavica, ti condusse in errore.

    F.

  14. Non riesco a dormire, giornataccia.

    Riflettevo sui Valori dell’Occidente e, soprattutto, su quelli di chi vi si contrappone con tanto sdegno.

    Sarà che oggi ho letto l’ultimo post della signora Valent, con i commenti dei suoi sodali (ivi incluso quello del pervertito piacentino in calzini e frusta che si dilunga con minaccine di sputtanamento rivolte alla fatalona della rete) e devo dire che c’è veramente di che riflettere. Del resto c’è chi lo fa sulle prestazioni sessuali vere o presunte altrui (ma sbirciano tutti dalla finestra o bolle sempre la solita minestra?) non avendo di meglio, evidentemente, da dire.

    Qualche volta da te ho firmato con l’iniziale del mio nome ma il commento n. 13 non è mio (probabilmente si capiva ma ho preferito specificare).

    Già che ci sono, in questa notte insonne e di luna piena, ricordo a tutti che il signor Britel è all’80esimo giorno del quarto sciopero della fame – il penultimo lo ha interrotto per le rassicurazioni di “interessamento al caso”offerte dal nostro Paese, che per il tramite dei suoi funzionari non aveva mancato di rappresentargli, altresì, come pure la decisione di scioperare fosse un pò troppo radicale e “indiziante” :-( -, che è stato vittima di extraordinary rendition (Pakistan-Marocco), tortura, detenzione segreta, seconda consegna (con complicità omissiva dell’Italia, ben consapevole di quanto succedeva al proprio cittadino, per come risulta documentalmente dagli atti processuali delle indagini italiane concluse con l’archiviazione), processo iniquo, durissima detenzione (per me ancora integrante tortura chè la “palla” del “titolo-sentenza” marocchino non è certo “sanzione lecita”… V. art, mi pare, 1.1 Convenzione ONU contro la Tortura).

    Da oltre 5 anni cerco di ribadire, come posso, la necessità della tutela e del rispetto diritti umani come base per un dialogo possibile, forse a tratti con modalità opinabili ma la materia, da maneggiare, non è esattamente semplice, specie per un cane sciolto, che è sempre rimasto tale e che si trova, forse, a pagare l’ennesimo dazio per essere “una collega di f… italiana”… non si sa bene di chi e perchè.

    La settimana prossima, il 26 giugno, sarà la giornata mondiale ONU contro la tortura, non credo che dilungarsi troppo sulle circostanze di contorno cambi le cose: per esempio, per quanto riguarda l’avvocato di Britel forse basta solo aggiungere che per 2 volte si è recato in Marocco e non ha MAI potuto conferire con il proprio cliente.

    Colgo l’occasione anche per ringraziare chi mi ha dato la forza per non incorrere in qualche grave patologia riportata dal DSM IV, pure citato dai sodali dell’ex poliziotta che “collabora” un pò qua e un pò là.

    Brava Lei, signora non infetta dal Male Occidentale… c’è proprio di che prendere esempio per una società migliore

  15. controlL says:

    Chiunque può volere qualunque cosa. Quanto possa, vale. Il pericolo è inesistente, puramente e semplicemente.p

  16. utente anonimo says:

    Spero che tu abbia ragione ma io vedo il vecchio principio che la natura aborre il vuoto e che quello che si etichetta come multiculturalismo o relativismo o LeleMora sia il vuoto.

    E allora basta non essere vuoti per vincere. E non parlo di un misterioso complotto.

    In fin dei conti, i cristiani hanno conquistato l’impero romano partendo da ancora meno.

    Ciao

    Francesco

  17. controlL says:

    I cristiani ci misero più di tre secoli e si fusero con l’impero, non lo conquistarono. Il primo concilio, infatti, l’indisse un imperatore non un papa.

    Senza contare che gli eredi di coloro che la tradizione la fecero fuori, sono poco credibili, quanto me se non meno, come campioni della stessa. Di che tradizione parlano, e che che c’entra l’identità nazionale (risorgimento) con la tradizione (stato della chiesa e borboni)?

    Nicola zitara è molto più sensato quando parla di queste cose, e non parla certo di pericolo islamico, ma dei savoia, di mussolini e dei partiti repubblicani tutti storicamente al carro della “toscopadania”, per esempio. Qui c’è un’ideologia che ha pensiero, chiarezza, conoscenza, cultura, una precisa visione storica insomma, piaccia o non piaccia, invece che semplice fuffa propagandistica.p

  18. utente anonimo says:

    nel 1987 ho passato un anno negli Stati Uniti. Mi colpirono molto le differenze che trovai, prima fra tutte la varietà di razze. Ora penso che ci siano veramente poche differenze rispetto all’Italia e anche io, nel mio piccolo, mi chiedo: “di quali tradizioni parlano?”

    Niente in contrario nel trasformare una sagra paesana in una kermess, bisogna pur stare al passo coi tempi, ma perchè poi non accettare la multietnicità che è una caratterista intrinseca dello stile di vita che abbiamo scelto? anzi averne paura, mentre gli Stati Uniti scelgono tra un presidente nero e uno bianco!??

    Solo questo ma in più, mi viene, lo devo dire (è una battuta):

    France, hai voluto l’America, pedala!

    Con simpatia per tutti

    Stef

  19. utente anonimo says:

    Spiacente ma non sono certo le razze il tema che mi interessa.

    E neppure le etnie.

    Io trovo ancora una grande differenza tra la cultura occidentale, nata dallo scontro tra la tradizione cristiano-aristotelica e l’illuminismo (figlio degenere ed eretico, le cui potenzialità positive vedo ben assorbite dal tronco della tradizione) e oggi macchiata da una degenerazione Lelemorica che spero sia transitoria ma potrebbe essere segno di decadenza finale, e la cultura arabo-islamica, cui mancano un sacco di belle cose che abbiamo qui (dalla laicità di Cristo alla razionalità di Agostino, per dirne un paio antiche).

    E la polemica è rivolta agli epigoni dell’illuminismo, disposti a benedire il Lelemorismo pur di non ammettere i propri limiti e i meriti della tradizione, e nel farlo (mi pare) a creare il vuoto in cui potrebbe infilarsi la limitata ma viva cultura dei nostri vicini.

    Saluti

    Francesco

  20. Bravo Francesco: lo vedi che quando vuoi ragiona’, ragioni?

    Il lelemorismo non è un fatto “incidentale” o una “degenerazione”. E’ l’unico logico frutto dei nostri tempi che sono, sì, di apertissima e beata, cercata e voluta decadenza. Lo stato che occupa la penisola italiana è l’unico i cui abitanti si glorino della propria ignoranza, se ne facciano scudo e giustificazione. Fino a quando sarà permesso a gente che non è capace di leggere un foglio e di riferire due secondi dopo quello che ha letto (ho dozzine di colleghi così e anche diversi “superiori”) di chiedere ed ottenere retribuzioni da primo mondo? Non è più possibile, e non è nemmeno giusto. Non è mai stato giusto, a ben vedere.

    Le poche volte che mi càpita di andare in casa altrui osservo -e a volte perquisisco senza misericordia- scaffali e librerie. La stima che ho per le persone è direttamente proporzionale al numero di volumi “usati”, letti, sgualciti, malriposti, affastellati, catalogati, aperti che noto in giro. Ecco, in sette casi su dieci, di libri in casa non ce n’è NEPPURE UNO. E’ normale? Temo proprio di sì.

    Il Lelemorismo è il perfetto figlio di un sistema mediatico in cui la voce che conta non è quella dei politici eletti dal popolo, ma quella di commercianti e padroni che non sono eletti da nessuno.

  21. utente anonimo says:

    Nsco

    questo è banale e demagogico razzismo da … come dice MM? ceto basso intellettuale?

    Immagino i greci dicessero lo stesso dei romani, ai tempi.

    Io c’ho la casa piena di libri ultra-vissuti, e ognuno di quelli intonsi è un colpo ala cuore, eppure sono un trucido reazionario.

    Francesco

  22. “…eppure sono un trucido reazionario”.

  23. …Scusa: “eppure sono un trucido reazionario”.

    E C H I S E N E F R E G A ! ! !

    Non è certo questo il punto.

    Il punto è che se dò a TE qualcosa da leggere e poi ti chiedo cosa hai letto, sei capacissimo di farlo. I sette decimi delle persone che frequento, NO. E questa loro non-competenza è approvata e giustificata da TUTTI, tranne i pochi imbecilli come il sottoscritto che di campare in mezzo a elementi del genere si sono ampiamente rotti i coglioni.

  24. utente anonimo says:

    Ma invece di continuare a parlare di questa TFP che non interessa quasi a nessuno, perché non ci spieghi com’è accaduto che Pasquinelli e Mazzei abbiano deciso di sbatterti fuori dal Campo Antimperialista?

  25. Anonimo, perché invece di parlare di Pasquinelli, di Mazzei eccetera, non vai a lavorare?

  26. utente anonimo says:

    Nsco,

    prova a dare a uno di questi bestioni un buon motivo per leggere un libro, invece di detestarli e disprezzarli in blocco.

    Gli uomini vanno amati e rispettati, se si vuole migliorarli.

    Ciao

    Francesco

    PS credo che la maturità sia il momento in cui si realizza che non ci sono scorciatoie

  27. L’ho fatto.

    Unico miglioramento apprezzabile: quando siamo in fila al distributore del caffè, adesso mi guardano più strano di prima…!

  28. utente anonimo says:

    Ahi ahi ahi

    mi sà che non sei stato convincente … :)

    vabbè, mi ricordo le mie esperienze a naja, ci vuole salda e disincantata fiducia nell’umanità.

    forse dovremmo vedere cosa intendiamo per “buon motivo”

    Francesco

  29. utente anonimo says:

    Le scorciatoie ci sono eccome, per chi ha voglia di cercarle ;-)

    Z.

  30. utente anonimo says:

    OT – un regalo per tutti:

    la Ricostituzione Italiana

  31. utente anonimo says:

    Z.

    diciamo che non ti portano mai dove volevi andare, le scorciatoie. Finchè non ti rassegni; è allora che sei sconfitto.

    Francesco

  32. PinoMamet says:

    Non che i complottosti ne abbiano veramente bisogno,

    ma ogni complotto come si deve necessita di un fine oscuro che i complottanti debbano voler raggiungere.

    In questo caso, quale sarebbe, secondo la “figlia del Nilo” e seguaci, il fine della DEA?

    Che vantaggio trarrebbero gli appartenenti alla DEA dall’immigrazione clandestina e dal dialogo con la sponda sud del Mediterraneo?

    Distruggere la civiltà occidentale così, tanto perché gli gira, o c’è anche altro?

    (però che bella scena: la riunione nella sede svizzera della DEA- a questo punto mi piace immaginarmela circondata dalle nevi alpine e protetta da guardie armate- con i cattivoni, non ultimo un perfido Romano Prodi, riuniti di prammatica intorno al tavolone a discutere: “le nostre divisioni di vuccumprà sono pronte a impadronirsi della Romagna… ma la rimozione dei presepi procede troppo a rilento!!”)

    Ciao!

  33. utente anonimo says:

    Francesco,

    “diciamo che non ti portano mai dove volevi andare, le scorciatoie.”

    Questo è un discorso differente – e comunque, a volte sì, e a volte no, caro Francesco.

    Tutto dipende da dove vuoi andare, direbbe lo Stregatto ;-)

    Z.

  34. mariak says:

    all’anonimo 24

    scusa e chi ti dice che non ci interessino i post su TFP?

    Vuoi sapere il rapporto tra il campo e kelebek, ti appassioni a questo argomento? cerca in rete e troverai chi ha gli stessi interessi, così potrai soddisfare la tua curiosità in merito.

  35. Questi post su TFP sono veramente interessanti. Caro anonimo, mi sa che ti conviene andare a trollare da un’altra parte.

    Quindi sarebbero questi gli inventori del “complotto eurabico” … ma, a parte i giornalisti pagati e i politici cialtroni, c’è qualcuno che gli crede?

  36. utente anonimo says:

    non capisco cosa voleva dire ano loggato…

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