Diceva di chiamarsi Maria… (2)


Mia madre mi disse "Non devi giocare
con gli zingari nel bosco"
Mia madre mi disse "Non devi giocare
con gli zingari nel bosco"
Ma il bosco era scuro l’erba già verde
lì venne Sally con un tamburello
ma il bosco era scuro l’erba già alta
dite a mia madre che non tornerò

Grazie a Dio, sono quello che sono perché mia madre non mi ha mai detto così.

Però ci sono persone meno fortunate – in questo – di me.

Prendete l’ometto in questa foto: non il furbo esibizionista che vediamo a destra, né il Pinocchio d’Egitto che sta al centro.

magdiallam-marcellopera-alessandrogabriele

Quell’altro, a sinistra. Per inquadrarlo, si chiama Alessandro Gabriele, fa l’agente immobiliare (credo) e dirige un’associazione chiamata Occidens, di cui è presidente onorario Marcello Pera.

Alessandro Gabriele sembra assolutamente terrorizzato, e non solo al pensiero di pagare le esorbitanti tariffe richieste da Magdi Allam per la sua presenza. E’ una paura molto più profonda, qualcosa che si deve portare dietro dai tempi dell’asilo.

E infatti, Alessandro Gabriele vive letteralmente nel terrore degli zingari nel bosco. Ascoltiamolo

"Fa discutere, a Lucca, la questione del paventato trasferimento di un gruppo di Rom dalla città di Viareggio alla zona collinare e scarsamente abitata della Brancoleria, posta a una quindicina di chilometri circa dal capoluogo, che tante proteste e rabbiose reazioni ha suscitato tra la popolazione locale, con tanto di presidi 24 ore su 24 lungo le strade d’accesso all’area da parte degli abitanti stessi, spaventati dal possibile arrivo dei nomadi. Alla fine però, a quanto pare, non se ne farà di nulla.

Sulla vicenda interviene il presidente della nostra associazione Alessandro Gabriele: “Apprendiamo con sollievo e soddisfazione – afferma Gabriele – che i nomadi non dovrebbero arrivare a Brancoli. Detto questo, però, crediamo sia giusto esprimere alcune considerazioni. In primo luogo, sarebbe stato un errore imperdonabile consentire ai Rom di insediarsi in un’area boscosa e poco densamente abitata come quella della Brancoleria, ideale per nascondersi e nascondere."

Cioè qualche anonimo amministratore pensa di fare una discarica per Rifiuti Umani in una zona "boscosa e poco densamente abitata", a ben quindici chilometri dalla gente normale.

Geniale, si direbbe, un campione dell’arte subtopica, l’ingegneria più richiesta dei nostri tempi.

Eppure per qualcuno nemmeno quello va bene. E c’è qualcosa di grandioso, nella visione di quei lucchesi, "24 ore su 24", su per le colline di Brancoli: mi vedo l’agente immobiliare alle due di notte, perso tra lecci e querce, sotto la pioggia, ad aspettare, furente e spaventatissimo, il nomade che non arriva mai.

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c’è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d’un altro avviso,
son bombarolo.

(Continua…)

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30 Responses to Diceva di chiamarsi Maria… (2)

  1. Sul Corriere è adesso in home page un articolo sui lanciatori di molotov del napoletano. Il dovere chiama e non ho tempo di leggerlo.

    Mi chiedo soltanto che cosa succederebbe se le vittime di queste spedizioni punitive cominciassero a reagire con gli stessi sistemi.

  2. utente anonimo says:

    senti, ma un pochino di ottismo no? Se gli immigrati clandestini (ma anche no) e gli zingari (italiani, ueini e pure no) iniziassero a reagire con la violenza … credo che la Gente Normale alzerebbe il livello di scontro. E il potere ce l’abbiamo noi.

    Cerchiamo un’altra strada, per favore.

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    Alimentare l’odio significa depotenziare l’efficacia concreta che il pensiero e i comportamenti possono avere, e tenere i popoli subordinati ad un potere pressoché assoluto.

    Alimentando l’odio contro una categoria si crea divisione, eliminando la naturale empatia e la solidarietà fra gli esseri umani. Tutto questo è essenziale al mantenimento del potere di pochi sui popoli.

    reza

  4. utente anonimo says:

    Reza

    scusa ma dubito della forza della “naturale” empatia e solidarietà tra uomini.

    Credo sia più debole dell’altrettanto naturale odio.

    Ahimè

    Francesco

  5. utente anonimo says:

    Se un’anonimo amministratore fa “una discarica per Rifiuti Umani” nella zona boscosa non ti va bene; se gli abitanti del luogo protestano per la decisione dell’amministratore non ti va bene. Ma si può sapere che cavolo vuoi?

    MIC.

  6. kelebek says:

    Per MIC n. 5

    Ho detto che qualcosa non mi andava bene?

    Dove?

    Non abito a Lucca, ci sono stato due volte in vita mia e per poco tempo, perché ti aspetti una proposta da me?

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Non entro nel merito del post, ma quando parla di “discarica per rifiuti umani” lascia intendere la sua disapprovazione per il provvedimento dell’amministratore; poi, quando tratteggia il ritratto del tizio in foto, sotto la pioggia, ad aspettare i nomadi sulle colline, lascia intendere di non condividere il suo comportamento, contrario a quello di colui che ha preso la decisione della “discarica”. Forse non ho capito bene io, forse non ho capito lo “spirito” del blog (che leggo per la prima volta: interessante), ma se un senso c’è, qual’è?

    MIC.

  8. kelebek says:

    Per MIC n. 7

    Evidentemente pensavi che io mi arrogassi il compito di dire ad altri ciò che devono fare.

    Non solo non ne ho le competenze: faccio il traduttore di manuali tecnici e, appunto, non vivo a Lucca.

    Ma non credo che nessuno abbia oggi la chiave magica per affrontare la questione dei rifiuti umani, che è planetaria come è planetaria l’economia che li produce.

    Ciò che faccio, invece, è cercare di capire i modi in cui agiamo in questo mondo. E questo lo trovo affascinante.

    Miguel Martinez

  9. RitvanShehi says:

    >Alimentando l’odio contro una categoria si crea divisione, eliminando la naturale empatia e la solidarietà fra gli esseri umani. Tutto questo è essenziale al mantenimento del potere di pochi sui popoli. reza< Già. Come p.es. alimentando l’odio contro i bahai, gli omosessuali, le donne vestite all’occidentale ecc., ecc.:-) :-)

  10. PinoMamet says:

    Miguel

    però credo che questo non saper e non poter dare risposte sia proprio quello che impedisce alla “sinistra” (chiamiamola così per semplicità: ma sia, chiaro, intendo qui non i partiti di sinistra, che sono una cosa, ma tutti i loro votanti o non-votanti, i “buoni”, i liberal o come li si voglia chiamare, che sono un’altra cosa) di avere realmente successo, non in senso elettorale.

    Mentre non credo che gli appartenenti alla “sinistra” (che poi è una questione di gusti e inclinazioni personali più che altro) capiscano davvero “la Ggente”, questa ha compreso benissimo il senso di alcune parole d’ordine della sinistra.

    Quando la “Ggente” dice “io non sono razzista ma”, la sinistra per esempio ride con superiorità: ecco il classico razzista, dice.

    Può darsi abbia la sua parte di ragione, ma le sfugge la parte di ragione di chi pronuncia la frase.

    Che sta dicendo una cosa che ha imparato dalla sinistra stessa, cioè, “è tutta una questione di cultura”.

    Il razzismo classico produceva apartheid e paternalismo (“che ce vòi fà, so’ negri!”); la parola d’ordine della “cultura” produce invece l’idea che qualunque cosa una persona faccia sia, in definitiva, una sua libera scelta.

    Ragion per cui, liberissimo io di trovarla detestabile.

    La cosa è peggiorata proprio dal fatto che il fronte dei “buoni” sembra totalmente privo di risposte; peggio, dà l’impressione molto chiara che prenderebbe qualunque proposta come qualcosa di “fascio”, da evitare.

    Cosa di può proporre, in concreto, per evitare che i rom vivano nei campi nomadi?

    Non dico UN rom, ma dico proprio tutti quanti.

    Qualunque proposta, sarebbe razzista, perché indirizzata a un solo gruppo etnico, autoritaria e dirigistica. Insomma, fascista.

    Nessun “buono” oserebbe mai fare una proposta simile, e il partito di sinistra che la faccia diventa inevitabilmente “fascio” (Cofferati ecc.)

    Poi, oltretutto, queste proposte, per quanto alla fine dei conti inumane, sono le più timide che si possa fare, le più sdoganabili a sinistra e perciò le uniche accettate anche a destra: e spostiamolo, ‘sto cazzo di campo!

    (Magari proposte meno timide sarebbero anche meno inumane, ma essendo meno timide nessuno le farà mai).

    Che ne so, stavo solo pensandoci sopra.

    Ciao!!

  11. utente anonimo says:

    Caro Pino

    Questa tesi che la sinistra, gli ambientalisti, i cattolici buonisti… parlano bene ma non hanno risposte pratiche è uno dei più radicati e falsi luoghi comuni con cui si sposa, anche da sediecenti di sinistra, la politica di destra. Sinistra significa che i diritti non sono una coperta corta -tira di qua, tira di là – non vanno intesi in una logica win/lose, ma in una logica win/win e cioè l’ unico modo per difendere i miei interessi è difendere i diritti di tutti. Diritto alla casa, al lavoro, alla salute, all’istruzione e al rispetto, dignità. Non per assimilazione, ma in quanto essere umano. E questo significa anche per noi europei e occidentali, avviarci verso una decrescita dei consumi e dei privilegi che non è un sacrificio, ma una necessità per garantire prima a noi che agli “altri” una speranza di vita futura. O davvero le SUV sono un nostro diritto che vale la pena di difendere? nel caso dei rom tutto questo è poi assai più immediato, perchè, ogni volta che si offre loro la possibilità di una vita decente, essi la accettano volentieri. Dare sicurezza e rispetto per avere sicurezza e rispetto ribalta la logica corrente di chi pretende rispetto “a priori” come nella classica frase che sono a casa nostra e devono fare quello che vogliamo noi. Io non sono una esperta di sociale, ma di rifiuti e parlo per esperienza molto pratica. Ti chiedono risposte ma non le vogliono sentire. Anche per chi si occupa di sociale, di immigrazione, di nomadi, di tossicodipendenti vale la stessa cosa. hanno risposte, basta chiedergliele ed avere la volontà di risolvere e non aggravare i problemi. Ma in questo paese si da voce soprattutto a chi non sa nulla e parla a vanvera. O mesta nel torbido. O fa gli interessi di coloro che sui problemi sociali, ambientali, di sicurezza hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere. La destra la gente non la capisce, la manipola e la frega, la usa e poi la getta: scusa ma non è la stessa cosa. Ha voci potenti, trucchi e ballerine, televisioni e caramelle….. non danno risposte, ma fregature. Ci sarebbero molte cose da dire su quanto tu dici della sinistra . accettare le differenze come valore pari opportunità e non ugualitarismo delle risposte, cambiarea a partire da sè non cambiare gli altri…..non va confuso col non interventismo a priori nei confronti dei problemi, ….., tu , la vera sinistra di base forse non la conosci e la scambi con Veltroni.

    maura

  12. kelebek says:

    Cara Maura n. 11

    Eticamente, il tuo discorso non fa una grinza.

    Però ci sono due problemi.

    Prima di tutto, oggi le coperte volano per aria, si ammucchiano e spariscono secondo i terremoti finanziari.

    E tutti acchiappano la prima coperta che trovano, strappandola di dosso a chi possono o impedendo che altri gliela strappino di dosso.

    Secondo, il termine “sinistra” indica due cose completamente diverse.

    Indica un punto di vista come quello che tu hai espresso molto bene.

    E indica un complesso preciso di politici, cooperative industriali, organizzazioni sindacali, Monte dei Paschi di Siena.

    Si può continuare a usare lo stesso nome per indicare tutte e due le cose, per poi trovarsi sempre costretti a smarcarsi e fare distinzioni?

    Miguel Martinez

  13. PinoMamet says:

    Cara Maura

    dici che io non conosco la sinistra di base; ti dirò di più: non so nemmeno bene cosa sia.

    Conosco persone che si occupano, nel concreto, di aiutare gli immigrati, in vari modi (insegnamento della lingua italiana, assistenza legale, inserimento nel lavoro ecc.)

    Certo loro hanno le risposte concrete a molti problemi del singolo immigrato.

    Tutti gliene sono grati. Anche l’imprenditore (magari di destra, o magari no) che avrà un lavoratore immigrato che parla italiano ecc. ecc.

    Né loro, né l’imprenditore, e credo neppure Fini o Veltroni sono però in grado di fermare l’immigrazione; nemmeno di farla partire, semplicemente perché non dipende da loro.

    Conosco altre persone che, a vario livello, “fanno” politica, nel senso che sono dei politici.

    Per il fatto di non essere al vertice dei rispettivi partiti, non so se si possano chiamare sinistra di base. Ma quello che possono fare non cambia di molto.

    Credo che ci siano diverse persone che si occupano di rom e “nomadi”, che, mi pare, siano una cosa in gran parte diversa (anche se contigua) rispetto all’immigrazione; li aiuteranno senz’altro. Troveranno casa e lavoro a qualcuno di loro, assisteranno qualcun altro.

    Ma i rom continuano lo stesso a essere visti come un problema.

    è possibile affrontare la sommatoria dei problemi DEI rom (non il presunto problema che i rom rappresentano per i non-rom) in questo modo?

    Come dire, uno alla volta?

    Forse, probabilmente, sì, anche se con grande lentezza.

    L’impressione (bada bene, io parlo di impressioni, non di realtà, né tantomeno sono qua per giustificare queste impressioni) l’impressione è che alla “sinistra” le cose vadano in sostanza bene come stanno, con i campi nomadi a cui portare avvocati e coperte.

    A cui la Ggente, secondo l’umore del momento, reagisce in due modi:

    -“guardate che li abbiamo aiutati anche noi, non siamo mostri come credete”;

    -“mo’ basta, via il campo dal paese mio”.

    Ciao!!

  14. kelebek says:

    Per Pino Mamet n. 13

    Concordo.

    Non bisogna in alcun modo sottovalutare il lavoro di chi si rimbocca le maniche, facendo cose concrete.

    Nessuno ha il diritto di criticare tali persone, che fanno senz’altro il bene di molti individui.

    E’ che bisogna avere chiaro anche che queste persone non risolvono affatto “il problema”.

    Non perché ci sia qualcun altro che ha le chiavi in mano, ovviamente.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Caro Pino,

    credo che Maura rappresenti il meglio possibile della sinistra “estremista” e una buona summa dei motivi per cui non ho la minima intenzione di sostenerla.

    E il bello che pure io sono convinto che ci sarà una diminuzione assoluta (chiamarla decrescita è già un orrore di sinistra) dei nostri consumi e non me ne scandalizzo.

    Ma la decisione di partire da un presupposto ideologico (i diritti non sono una coperta corta ecc. ecc.) mi ripugna più ancora della compagnia di Borghezio.

    Francesco

  16. utente anonimo says:

    Mi inserisco prima che la suspense in attesa della Risposta produca danni ai cardiopatici con un modesto esempio, completamente fuori tema e necessariamente confuso:

    X.Y. ha 16 anni è in Italia da 10 anni e nei prossimi XXX giorni subirà X procedimenti penali per reati vari, tra cui uno molto grave.

    Sono “attivi” su di lui numerosi operatori (quasi tutti con vocazione per il sociale nei termini che leggevo, molti estremamente competenti) di vari servizi, nel tentativo di confezionare un progetto ex art 28 DPR 448 del 22.09.88, che consenta al ragazzo (molto problematico) di uscire indenne dal circuito penale (anche ai fini della sua permanenza futura in Italia).

    Mi rendo conto mentre scrivo che dovrei dire molto di più e che non posso, al fine di rendere evidente quello che tento di esprimere…

    A questo punto o cancello tutto e mi rimetto a lavorare oppure molto genericamente dico che dubito fortemente, date le premesse (che ometto), che l’eventuale esito positivo della prova possa essere reale… e che il rendere ostativa la misura a fronte della commissione di taluni reati è – per esempio – una risposta del tutto inadeguata, non so più se di destra o di sinistra.

    Ci tengo ad aggiungere, infatti, che – per esempio – una ragazzina di 15 che, forse, aveva commesso un infanticidio ne ha beneficiato e ora è una mamma di 28….che lavora: non un rifiuto umano, insomma.

    Pausa pranzo nel caos

    Ciao!!

  17. controlL says:

    http://it.youtube.com/watch?v=z-RnrMrQ5kA

    per chi non conosce “sally” di faber.p

  18. Ritvanarium says:

    @ Kelebek,

    Ho sempre sentito dire una cosa che mi sono ritrovato pure in refer list:

    per quanto strano appaia, gli “Zingari” in Italia godrebbero (!) di uno status di privilegiati (!!!) … almeno rispetto al resto d’ Europa.

    Gli “Zingari” riceverebbero molti più fondi in Italia che in qualunque altra parte del mondo perché così propose-impose al proprio Regal Sposo Sabaudo ;-) la Regina Elena di Montenegro … per questo, quindi, i “nomadi urbani” ;-) prediligono l’ Italia fra le loro mete possibili.

    Ne sai di più ?

    by DavidRitvanarium

  19. utente anonimo says:

    Sì, anch’io l’ho sentito dire. Ammetto di aver dato per scontato che fosse una gran vaccata.

    Sono certo che Miguel saprà aiutarci!

    Z.

  20. kelebek says:

    Per David n. 18

    La storia che citi è interessante.

    Come spesso succede in questi casi, è ben costruita, con una serie di dettagli per renderla credibile.

    Il problema però è che i “privilegi” dovrebbero corrispondere a una specifica legge, che o c’è o non c’è.

    E guarda caso, nessuno fornisce dati concreti su quale sarebbe tale presunta legge.

    Inoltre, c’è il problema di capire come si faccia a definire un “Rom”.

    Qui ad esempio c’è il regolamento per i “campi nomadi” del Comune di Firenze

    http://www.comune.firenze.it/comune/regolamenti/regnomad.htm

    che inizia con una premessa:

    “Sono ospitati nei campi dell’Amministrazione i Rom cittadini italiani, cittadini di Paesi della C.E.E. e extra comunitari. “

    Ma cosa sono “i Rom”? Non sono tutelati giuridicamente come minoranza linguistica ( legge 15 dicembre 1999, n. 482 ), e comunque stiamo parlando di una categoria trasversale (italiani e non).

    Esistono solo numerose direttive europee e simili in merito http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/24567.html

    ma mi sembra di capire che la categoria “Rom” non esista nel diritto italiano. E certamente non sta scritto sulla carta d’identità di qualcuno.

    Probabilmente il problema non si è posto nel caso dei campi, perché “solo uno zingaro” sarebbe disposto a viverci. Una sorta di criterio a braccio, insomma.

    Miguel Martinez

  21. utente anonimo says:

    Come mai “Davide” si è trasformato in “David”?

    Pretese anglofone o israelofone?

    Stradivari

  22. Ritvanarium says:

    x Stradivari

    In Ebraico è “Dawidh”, credo.

    E in associazione al neologismo ;-) latino ;-) “Ritvanarium” … ben si addice la latinizzazione “David” del summenzionato nome Ebraico…che in tutte le principali lingue europee è rimasto praticamente inalterato.

    In Italiano si aggiunge una semplice “e”; avrei dovuto perciò intitolare “Ritvanario” … ma vuoi mettere il fascino delle lingue antiche ?

    E’ un nome che riassume in sé elementi ebraici, latini e per uno strano gioco della sorte… perfino arabi: “Ritvan” non (!!!) è un nome da Illiri … ma _direbbe Reza_ da “magnacavallette” ;-)))).

    Hoxha _Per la Cronaca_ proibì i nomi di tradizione religiosa.

    A questo punto …

    Sarebbe interessante chiedere al diretto interessato come mai il nome “Ritvan” non fu vietato da Hoxha. Probabilmente lo avrà portato qualche Eroe della Rivoluzione AntiFascista ;-) , questa difatti era la Grande Eccezione Lecita dell’ Illuminatissimo ;-))))) Kompagno Enver ;-))))))))

    by

    DavidRitvanarium

  23. Ritvanarium says:

    E’ un nome che riassume in sé elementi … meglio: un titolo di blog

  24. RitvanShehi says:

    >Sarebbe interessante chiedere al diretto interessato come mai il nome “Ritvan” non fu vietato da Hoxha. Probabilmente lo avrà portato qualche Eroe della Rivoluzione AntiFascista ;-) , questa difatti era la Grande Eccezione Lecita dell’ Illuminatissimo ;-))))) Kompagno Enver ;-)))))))) by DavidRitvanarium< Amico mio, tu ben saprai che la religione – con tutto ciò che ne era corollario,nomi di origine straniera/religiosa compresi – fu abolita in Albania nel 1967. E io sono nato qualche anno prima. Semplice, no?:-)

  25. Ritvanarium says:

    Ah, ma … E per i primi 22 anni di regime come fu gestita la religione in Albania ?

    E cmq, nessuno tentava escamotage / taqiye a fin di bene

    ;-) del tipo: “Salvatore” NON è(ra) riferito a Gesù Cristo ma ad Enver* Hoxha, oppure che “Giardino dell’ Eden/ Paradiso ” ;-))) è(ra) sottinteso “in Terra” e riferito a quell’ Albania Comunista ?

    … Va be’, probabilmente era un po’ troppo inutilmente rischioso !

    by DavidRitvanarium

    * “Enver”, che vuol dire ?

    Ha equivalenti in Italiano ?

  26. RitvanShehi says:

    >Ah, ma … E per i primi 22 anni di regime come fu gestita la religione in Albania ? by DavidRitvanarium< Beh, era consentita – anche se si faceva una gran propaganda ateista da parte del regime -, chiese e moschee funzionavano normalmente, anche se sotto stretta sorveglianza della Polizia Politica (Sigurimi) che ogni tanto arrestava dei membri del clero (soprattutto quello cattolico). >* “Enver”, che vuol dire ?

    Ha equivalenti in Italiano ?< Non lo so.

  27. utente anonimo says:

    Di preciso si sa quale sia il compenso che Allam richiede per partecipare ad un incontro pubblico come quello cui si vede prendere parte nella foto?

    Stradivari

  28. kelebek says:

    Caro Stradivari, se sei in ascolto (visto che si tratta di un vecchio post)…

    Mi sembra che il nostro chieda:

    1) suite nel migliore albergo della città per se stesso

    2) cinque stanze per i suoi uomini di scorta nel medesimo albergo

    3) una discreta cifra in contanti, che adesso non ricordo

    4) l’acquisto di mille copie del suo libro

    Miguel Martinez

  29. utente anonimo says:

    Per Kelebek,

    Grazie per la risposta.

    Il punto 4 è tutto un programma…

    Comunque mi piacerebbe saperne di più sul punto 3.

    Stradivari

  30. kelebek says:

    Per Stradivari n. 29

    Se vuoi scrivimi in privato, muqawama@gmail.com

    Miguel Martinez

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