Diceva di chiamarsi Maria… (1)

Fissiamo bene chi è il Nemico del Popolo.

Non si sa dove sia nata, né di chi sia figlia.

Diceva di chiamarsi Maria. Ora dice di chiamarsi Angelica.

E dice di avere quattordici anni.

E’ "finita in comunità", ed è pure scappata.

Ora si trova in carcere, e non poteva finire diversamente.

Sembra che non parli bene l’italiano.

L’ultima incarnazione della Rapitrice Zingara è quindi anche l’ultima incarnazione del principale prodotto del nostro mondo: il Rifiuto Umano.

Il termine sembra poetico, ma non lo è: il concetto di rifiuto umano è la chiave per capire elementi cruciali del nostro tempo. Rifiuto: ciò che è stato scartato – rifiutato – , separato dall’utile, ciò che va a discarica.

immagine di Bruce Dale

Lasciamo perdere per ora la domanda, "ma voleva rubare un bambino o no?": come la penso in linea generale su questa questione, l’ho già scritto più volte.

Concentriamoci sul contesto, che riguarda tutti.

Una folla di persone semplici ha reagito spontaneamente, circondando un giovane straniero: "Calci e pugni, poi una coltellata a una spalla". 

Il fatto colpisce, perché non si trattava di un bersaglio legittimo. I media sottolineano infatti che il giovane accoltellato ha una casa e fa l’operaio, soprattutto è "rumeno e non rom".

La folla, a caccia di Rapitrici Zingare ha poi lanciato molotov contro diversi campi, mentre le massaie hanno fatto la loro parte, cacciando "due nomadi" che facevano la spesa in un supermercato. E così via.

A questo punto, è interessante sapere che lo Stato, in qualche sua forma, è intervenuto:

"Tutti i rom vanno sistemati in un solo campo, quello di via Malibran, e protetti da un cordone della polizia. Poco dopo il campo abbandonato viene dato alle fiamme".

Un Rifiuto Umano non ha un quartiere, ma un campo; e non ha una casa, ma una baracca.

La differenza è cruciale, non solo in termini di comodità. Immaginiamo una situazione di tensione tra autoctoni trevigiani e operai pugliesi immigrati. Fin lì, con la fantasia, ci possiamo arrivare. Ma non possiamo nemmeno immaginare una situazione in cui le autorità pongano rimedio alla tensione, spostando, nel giro di poche ore, tutti i pugliesi in un unico quartiere e lasciando che il quartiere pugliese venga dato alle fiamme.

Con la mossa di "sistemare" i Rom – parola non casuale, i rifiuti sono per definizione oggetto dei nostri provvedimenti – siamo passati dal livello indistinto della folla, al livello istituzionale.

Infatti, Repubblica oggi inserisce il microcosmo di ciò che è successo a Napoli nel macrocosmo di ciò che succede in Italia e in tutta Europa: nelle stesse pagine, leggiamo che:

1) A Milano, "per l’emergenza zingari", il prefetto (né destra né sinistra, lui è lo Stato) ha ricevuto la nomina a "commissario straordinario per i rom".

2) Il governo di destra dell’Italia richiama un regolamento che vorrebbe escludere automaticamente i Rifiuti Umani: per vivere in Italia, devi avere un reddito minimo.

3) Il ministro degli interni di destra dell’Italia progetta di aumentare il tempo di detenzione nei Centri di Permanenza Temporanea – fantastico ossimoro – fino a 18 mesi.

4) Il governo di sinistra della Spagna fa qualcosa di analogo: aumenta i termini di "internamento dei clandestini" da 40 a 60 giorni.

5) Il presidente di sinistra della provincia di Milano, Filippo Penati, espone il proprio progetto:

"zero campi rom: i rom non vanno ripartiti, bisogna semplicemente farli ripartire".

E’ una battuta chiara, efficace e a modo suo memorabile.

Da Wikipedia, apprendiamo che il profeta della pulizia etnica Filippo Luigi Penati  è

"iscritto sin da giovane al PCI, negli anni Ottanta inizia a dedicarsi alla funzione di pubblico amministratore nel suo comune di residenza, Sesto San Giovanni, città alle porte di Milano dalla tradizionale forte presenza operaia."

Questo esponente del Partito Democratico, che governa con una giunta sostenuta anche dalla cosiddetta "sinistra radicale", ha dunque alle spalle un mondo del tutto diverso da quello di oggi: l’operaio di Sesto San Giovanni poteva essere sfruttato, ma non era certo un Rifiuto Umano. E quindi Penati riceve – come è giusto – il plauso dei leghisti e di Alleanza Nazionale.

6) Dal comune di Firenze, da sempre di sinistra, arriva un "regolamento": "non solo lavavetri", i divieti occupano 45 pagine fitte.

E’ importante tornare al concetto di microcosmo e macrocosmo, perché la responsabilità è ovunque e da nessuna parte.

"Si sa come sono i napoletani", qualcuno dirà. Bene, la notte del 10 maggio, è stata lanciata una raffica di molotov contro un campo di Rom polacchi a Novara. Dai fuoco, al buio, a baracche in cui dormono in trenta, e trenta ne puoi ammazzare. Solo che le molotov si sono spente sul terreno acquitrinoso: a volte è bene vivere dentro una palude.

E quello che troviamo tra la "gente", lo troviamo anche tra i politici e quindi tra le istituzioni.

Non lo troviamo tra tutti i politici, ma lo troviamo tra tutti gli schieramenti.

Sono abituato a prendermi ondate di insulti da identitari di sinistra, quando dico che destra e sinistra non significano quasi più nulla.

Ma è così nei fatti.

Il presidente "rosso" della provincia di Milano e il sindaco "nero" di Roma sicuramente assumeranno posizioni diverse su tante piccole cose. Avranno uno stile diverso e si vestiranno in modo diverso.

Ma assumono posizioni identiche di fronte al più grande problema dei nostri tempi: l’Emergenza Rifiuti Umani.

Mentre dentro uno stesso schieramento, si possono trovare i malvagi ma anche i giusti.

Cinque consiglieri comunali del Partito Democratico hanno redatto un documento che chiede la cacciata dei Rom da Napoli (li manderanno a Milano?).

Non so nulla dell’assessore alle politiche sociali di quel comune, Giulio Riccio. Presumo che anche lui sia del Partito Democratico, o da quelle parti.

Però commentando il documento dei suoi colleghi, Giulio Riccio ha dichiarato: "Mi vergogno di essere italiano".

(Continua…)

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54 Responses to Diceva di chiamarsi Maria… (1)

  1. utente anonimo says:

    non è che rileveresti una qualche differenza nella categoria dei rifiuti umani?

    diciamo almeno tra i rom e tutti gli altri?

    parlo di differenza di percezione da parte dei semplici.

    Francesco

  2. utente anonimo says:

    Noto ora che, nell’incipit sentimentale, manca la professione della nostra non rapitrice di bambini.

    Sei così certo che sai irrilevante?

    Francesco

  3. kelebek says:

    Per Francesco n. 2

    Se avesse una professione, non sarebbe un rifiuto umano. Il rifiuto umano è per definizione senza professione.

    Miguel Martinez

  4. Quanto passerà prima che ci scappi la strage?

    La responsabilità morale della “libera stampa” di questo “paese” mi sembrerebbe assolutamente fuori discussione.

    Hai voglia a fare autocritica, poi.

  5. Ah, dimenticavo: Francesco, io faccio l’amministratore di rete in un gruppo tessile. Tu che lavoro fai?

  6. utente anonimo says:

    Strano, a me pareva facesse la ladra perchè la sua cultura (mi baso sulle dichiarazioni di un traduttore messico-statunitense) le lascia come possibilità il furto o la mendicanza.

    Però forse ho capito male.

    Io faccio l’analista economico.

    Francesco

    PS non per criticare ma che i ladri siano percepiti dal popolo come nemici non mi pare una grande novità.

  7. utente anonimo says:

    per non oriana: dubito ci saranno autocritiche, SE la successione temporale sarà impunità all’italiana, strage.

    vorrei metterci qualcosa in mezzo (no, non un muro col filo spinato, una politica di integrazione seria e non facoltativa)

    Francesco

  8. Scusami Francesco, ma in dieci anni di usenet ed internet ho trovato CATERVE di CIALTRONI FANCAZZISTI capaci solo di dare aria alla bocca e di fare il tifo per il boia. Ho scoperto che chiedere a bruciapelo informazioni precise circa la professione svolta serve a meraviglia per sgombrare il campo!

    I media sono diventati peggio che inutilizzabili: sono diventati pericolosi. E’ una conclusione cui sono giunto molto, molto, molto prima che un certo comico genovese si mettesse a fare il surf su questa onda.

  9. utente anonimo says:

    è un sintomo: se fino a ieri il numero di “elementi di disturbo” era tollerabile, per cui le invocazioni di forca erano rituali, oggi che sono cresciuti di numero (e visibilità) e che il lassismo repressivo è rimasto uguale, la forca la si invoca sul serio.

    i giornali questo hanno finito per renderlo.

    a proposito, immagino che se la forca non sarà di Stato, arriveremo ai linciaggi privati, con grande gioia di Miguel.

    Francesco

  10. Non sono interamente d’accordo: il forcaiolismo internettàro deriva di solito dal mooooooolto presunto anonimato che questa offre.

    Mai uno che venisse a dirle sul viso, certe cose.

  11. upuaut says:

    Bel post, Miguel. Ti ho linkato.

  12. Aramcheck says:

    Quando ero ragazzino gli italiani mi facevano ridere, poi hanno cominciato a farmi un po’ pena. Adesso mi fanno paura, oltre che schifo.

    L’inevitabile “tonfo” che questa società sembra destinata a fare spesso mi appare quasi auspicabile pur di trovare lo spazio per una ricostruzione (culturale prima che strutturale o politica), poi arrivi tu e mi ricordi che le prime a crollare saranno le baracche e le prime vittime saranno i rifiuti umani.

    Bel post Miguel, come sempre, ma mai come oggi non vedo luce e sento soltanto crescere la voglia di andar via.

  13. utente anonimo says:

    1.

    – non per criticare ma che i ladri siano percepiti dal popolo come nemici non mi pare una grande novità. —

    Ladro è solo chi ruba in appartamento o anche chi evade le tasse, falsifica i bilanci, truffa sul commercio, assume in nero, non paga gli straordinari, non mette a norma di sicurezza i cantieri, ecc?

    No, perché altrimenti una buona parte del bravo popolo italiano dovrebbe odiare se stessa.

    2.

    – è un sintomo: se fino a ieri il numero di “elementi di disturbo” era tollerabile, per cui le invocazioni di forca erano rituali, oggi che sono cresciuti di numero (e visibilità) e che il lassismo repressivo è rimasto uguale, la forca la si invoca sul serio. —

    Sì, ma solo per i poveracci e i pezzenti, possibilmente con la pelle scura e l’accento strano.

    Per l’illegalità come pratica di vita, diffusa a tutti i livelli della società italiana, dal piccolo bottegaio sino al grande industriale e al politico, le forche non le vedremo mai.

    Il Corsaro Verde

  14. Santaruina says:

    completamente d’accordo con quanto scrivi Miguel.

    Sulla questione “rifiuti umani” penso che le tue analisi siano sempre acute e intelligenti.

    Così come hai ragione nel dire che, nei fatti, non vi è alcuna differenza tra le giunte di sinistra e quelle di destra sull’argomento.

    Nemmeno nella forma in cui si esprimono, e questo fa riflettere molto.

    personalmente guardo sempre con sgomento queste “punizioni collettive”, che tra le altre cose sono in totale contraddizione con quelle “norme” che i regimi democratici hanno voluto, sulla carta, darsi.

  15. kelebek says:

    Per NonStoConOriana n. 8

    Non ti preoccupare.

    Francesco è un fedele commentatore di questo blog: fedele anche alle sue immutabili idee liberiste, ma senza alcun rancore fallaciano perché prende sul serio il fatto di essere cattolico.

    Fa sempre le stesse obiezioni, gli dò sempre le stesse risposte: siamo proprio una vecchia coppia io e lui.

    Miguel Martinez

  16. kelebek says:

    Per Santaruina n. 14

    La democrazia (nel senso di insieme di garanzie legali e di libertà di opinione) esiste, finché c’è dissenso consistente, che si batte per essere tollerato.

    Paradossalmente, la democrazia cessa di servire a qualcosa, quando tutti o quasi sono d’accordo.

    Miguel Martinez

  17. …Ho capito Miguel: che vi date anche i bacini…?

    Grazie per le foto, a proposito.

  18. controlL says:

    Se i simboli contano qualcosa, immaginate un “commissario straordinario per …” [e metteteci l’atnia/razza/popolo/gente o come diavolo volete chiamarla] e provate aimmaginare il chiasso che farebbe. Silenzio di tomba.p

  19. kelebek says:

    Per NonStoConOriana n. 17

    No, la sua religione glielo vieta.

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    Ma siamo sicuri che il Francesco che ha commentato

  21. utente anonimo says:

    Splinder permettendo, finisco quello che stavo dicendo…

    Ma siamo sicuri che il Francesco che ha commentato questo post, così come gli ultimi, sia il Francesco “storico” di questo blog, il “destro ufficiale”?

    Stradivari

  22. utente anonimo says:

    Sì sono io, troppo pigro per loggarmi con sta noia di splinder.

    Cerco solo di illuminare la questione dal punto di vista della Gente Normale, spogliandola di quell’aura di diabolica malvagità e di irrazionalità pura in cui Miguel la avvolge. Non di dire che ha ragione.

    Il ladro è, per definizione, quello che ti spacca il vetro dell’auto per fotterti il tomtom o ti entra in casa e, per il solo fatto di farlo, ti violenta.

    Non è qualcuno a cui ti viene voglia di attribuire altre qualità umane che non siano la colpa. E da questo vuoi essere protetto, con idee tra l’assurdo e il criminale.

    “chi evade le tasse, falsifica i bilanci, truffa sul commercio, assume in nero, non paga gli straordinari, non mette a norma di sicurezza i cantieri, ecc?”: queste sono cazzate da intellettuali di sinistra (insisto, per la GN, il mio parere conta poco). Lo sappiamo tutti, il male che facciamo noi è diverso e meno male di quello che fanno gli altri.

    x p. vedila al contrario: nessun popolo/etnia/razza/gruppo religioso potrebbe avere un commissario ad hoc, per gli zingari pare naturale, giusto, opportuno, doveroso, era ora. Come mai? Solo paranoia indotta dalla globalizzazione? Eppure l’odio per gli zingari ha radici antiche, molto anteriori ai tempi moderni. Io ribadico che lo scontro nomadi-sedentari è la vera spiegazione.

    x Corsaro Verde: e Grillo? quel mai mi pare eccessivo.

    x Miguel; grazie ma .. mi metti un link alle tue risposte, caro? si vede che dopo anni di convivenza non ti ascolto più perchè risposte supportate da argomenti non ne ricordo (mi tocca citare Marx, che a Londra studia, prima di scrivere Das Kapital).

    Francesco

  23. upuaut says:

    Anche l’odio per gli ebrei ha radici antiche, molto anteriori ai tempi moderni

    In effetti Eichmann era a capo del “Dipartimento per gli affari ebrei”. In sostanza, stai dicendo che la “Gente Normale” trova “normale” quello che era “normale” nella Germania nazista. Mi pare quindi che tu sia d’accordo con Miguel, no?

    (P.s.: che fatica loggarsi su Splinder, eh? c’e’ da rimanere offesi)

  24. cloubar says:

    FUOCO AI ROM

    [..] Un aspetto della faccenda da parte di Miguel Martinez. Un pensiero lucido soprattutto. Qui. [..]

  25. utente anonimo says:

    è che mi scordo la passuord ogni volta ….

    allora, dico che per fermare i nazisti di oggi ci vorrebbe un pochino maggiore ingegno che non citare Eichmann (tra l’altro, quanti sanno che non è un terzino dello Stoccarda?).

    e che l’antipatia per gli zingari pare avere maggiori volgari motivazioni pratiche di quella per gli ebrei (basta vedere i motivi che reza adduce per odiare i sionisti)

    Francesco

  26. upuaut says:

    France’, citare Eichmann serviva a inquadrare la tua affermazione

    (nessun popolo/etnia/razza/gruppo religioso potrebbe avere un commissario ad hoc, per gli zingari pare naturale, giusto, opportuno, doveroso, era ora.), mica a “fermare i nazisti di oggi”. Non prendiamoci per i fondelli, eh.

    Quanto alle “motivazioni pratiche”, era proprio quelle su cui faceva leva la propaganda antiebraica nazista (peraltro pescando in un sottofondo esistente). *Adesso* l’odio per gli ebrei ha cambiato segno, e’ diventato ideologico, *allora* era basato su motivazioni spiccatamente materiali.

  27. utente anonimo says:

    sì ma, caro uapaut, quelle sugli ebrei erano fandonie belle e buone.

    a me pare che quelle sugli zingari abbiano un fondamento assai reale. poi ingentilito di leggende per cui i ladri di motorini diventano ladri di bambini, ma questo è un altro racconto.

    oppure mi sbaglio?

    Francesco o’ gnurant

  28. upuaut says:

    Sull’odio per gli ebrei e gli eventuali riscontri pratici non ne so nulla, la questione e’ interessante e andrebbe indagata.

    Quanto ai fondamenti dell’odio nei confronti dei nomadi, sono gli stessi fondamenti di chi vede nei rumeni tutti stupratori, negli albanesi tutti ladri o nei musulmani tutti fiancheggiatori di terroristi, o terroristi loro stessi.

    Comunque si, ti sbagli almeno su due cose, assolutamente secondarie: carA e non caro, e upuaut e non uapaut. Chiamami uppe, che facciamo prima. :P

  29. irSardina says:

    “Quando ero ragazzino gli italiani mi facevano ridere, poi hanno cominciato a farmi un po’ pena. Adesso mi fanno paura, oltre che schifo.” Aramcheck

    Che ci vuoi fare, Aramcheck, dal mare, nel corso dei secoli, c’è arrivato un po’ di tutto!…

    Sardina

  30. utente anonimo says:

    Mah, ho tanti dubbi che questa sia una “sellavazione spontanea” di napolitani incazzati perché “una zingarella cercava di rubare un bambino”.

    Abbiamo al governo Fini che sminiusce l’omicidio di povero Nicola da parte dei nazifascisti, lo stesso Fini che giustifca l’interruzione del discorso di Di Pietro nel parlamento, perché a suo avviso tale atto antidemocratico dipende da ciò che lui dice (contro Berlusconi) quindi, non escludo una messa in scena.

    Se i napolitani avevano una dignità, l’avrebberò speso per non essere sommersi dall’immondizia, situazione a cui soccombono già da mesi perciò, se non proprio nella falsità della notizia sulla zingara che tentava di rubare un bambino, ho dubbi che gli attacchi ai campi nomadi e l’incendio di uno di questi, sia stata spontanea.

    Malgrado il comportamento “dialogante” della sionistra veltroniana, ho paura che questo sia solo l’inizio di una nuova stagione di neonazifascimo in Italia, strettamente controllato dai sionisti, che fino a ieri fingevano di stare dalla parte dei zingari ma che oggi stanno dichiaratamente insieme a chi li dà la caccia.

    I zingari, gli omosessuali e ingenere, i diversi e gli emarginati, non sono mai stati sulla agenda di priorità , tra le cose da difenere, per i sionisti ma in questa situazione sono gli ebrei che devono dichiarare da quale parte stanno, ora che il sionismo , come esattamente avveniva prima e durante la II° guerra mondiale, è consociato con i razzisti.

    Per me i nodi stanno venendo al pettine e presto non rimarrà più nessuna maschera dietro al quale nascondersi per nessuno, presto vedremmo le bande dei giovani sionisti del Pacifici, mano nella mano con le bande nazifasciste della Lega e di Fini, poratare l’ordine e regalare sicurezza all’Italia e agli italiani.

    reza

  31. utente anonimo says:

    Cara Uppe,

    non credo che quel che affermi sia ragionevole.

    Musulmani, romeni, albanesi, italiani NON hanno quella particolarità, il nomadismo, che rende “poco integrabili” nella vita normali gli zingari. Infatti tutti loro vivono benissimo in paesi civili, e le difficoltà hanno a che fare con fasi transitorie da sfortunate esperienze politiche.

    Pur non avendo nessuna conoscenza diretta, aspetto ancora qualcuno che ce l’abbia e mi renda edotto di fatti che svelino il mio per un pregiudizio.

    Sugli ebrei spero di non aver capito.

    Francesco

  32. kelebek says:

    Per Francesco n. 31

    Come ho già scritto una quarantina di volta, i Rom non sono nomadi.

    Come ho già scritto una quarantina di volta, i Rom sono fuoricasta, che è tutt’altra questione.

    Miguel Martinez

  33. Aramcheck says:

    Che ci vuoi fare, Aramcheck, dal mare, nel corso dei secoli, c’è arrivato un po’ di tutto!…

    Secoli? Mi fai piu’ vecchio di quanto io non sia :)

    Mi riferivo al “mi vergogno di essere italiano” citato nel post: non mi piace il vento culturale che soffia di recente, mi pare conduca in brutti porti. Spero di sbagliarmi.

  34. utente anonimo says:

    Capo

    ma in Italai ci sono le caste? non mi pare.

    ci sono i ricchi e i poveri, questo è vero

    ma in cosa differiscono i rom poveri non nomadi dai calabresi poveri non nomadi?

    grazie

    Francesco

  35. controlL says:

    ma i nazisti ce l’avevano anche coi rom, anche se usavano altre motivazioni che per gli ebrei. In quel caso facevano bene?p

  36. upuaut says:

    Uff, France’, deciditi. Prima parli della Gente Normale che ce l’ha con i rom perche’ sono ladri. Ora dici che non e’ perche’ sono ladri, e’ perche’ sono nomadi. Insomma, mi pare la strategia dell’anguilla, eh.

    Sugli ebrei non so se hai capito o no, visto che non dici quello che hai capito.

  37. upuaut says:

    Reza, la sollevazione non e’ affatto spontanea. Dietro c’e’ la camorra, come qualcuno ha avuto il coraggio di ricordare. Su molte delle aree in cui c’erano i campi nomadi insistono parecchi interessi immobiliari, diverse pressioni erano gia’ state fatte in merito.

  38. Aragonbiz says:

    Ottimo post.

    Stanno succedendo cose gravi, e la cosa più preoccupante è che pochi se ne preoccupano.

  39. utente anonimo says:

    Francesco,

    – “chi evade le tasse, falsifica i bilanci, truffa sul commercio, assume in nero, non paga gli straordinari, non mette a norma di sicurezza i cantieri, ecc?”: queste sono cazzate da intellettuali di sinistra (insisto, per la GN, il mio parere conta poco). —

    A me invece il tuo parere interessa :-)

    Z.

  40. utente anonimo says:

    x Z

    Grazie dell’interessamento ma la questione è più complessa di quanto possa affrontare di getto.

    p. sai che in quanto cattolico non posso rispondere di sì (e neppure pensarlo), e l’ingegneria sociale nazista è male per definizione. poi non so neppure quali fossero le motivazioni ma, da to che non esistono motivazioni valide per sterminare qualcuno, la risposta convinta è no.

    Allora, Uppe, nomadi non ricchissimi e ladri sono due cose che si connettono assai strettamente, in questo seguo Montanelli e i miei pochissimi studi di sociologia. MM sostiene che gli zingari non sono nomadi ma “fuori casta familisti”, concetto assai strano e che non spiega perchè siano odiati anche dal popolo.

    Francesco

  41. upuaut says:

    nomadi non ricchissimi e ladri sono due cose che si connettono assai strettamente

    Ah, allora non e’ perche’ sono ladri o perche’ sono nomadi, e’ perche’ sono nomadi poveri e quindi ladri. Insomma, si torna al piu’ classico dei pregiudizi razzisti. Da cui Montanelli, pace all’anima sua, non era affatto esente, peraltro, come non era esente dal dire grosse idiozie, di tanto in tanto. En passant, il ricorso al principio di autorita’ (Montanelli, gli “studi sociologici”) non e’ proprio bellissimo.

    Senza contare il fatto, non marginale, che l’affermazione, oltre ad essere un classico stereotipo razzista, e’ pure un’emerita cazzata. A meno di non voler sostenere che, per dire, i Tuareg, o qualsiasi altro popolo tendenzialmente nomade e tendenzialmente non ricco, sia ladro dentro.

  42. irSardina says:

    “Secoli? Mi fai piu’ vecchio di quanto io non sia :)

    Mi riferivo al “mi vergogno di essere italiano” citato nel post: non mi piace il vento culturale che soffia di recente, mi pare conduca in brutti porti. Spero di sbagliarmi.” Aramchek

    Sono d’accordo con te: spira un vento (ma sarà poi culturale?) che anziché trasportare pollini e profumi alimenta fuocherelli che potrebbero divampare in incendi incontrollabili!

    Ho anche la percezione che non sarà un fenomeno solo italiano: quindi dovremo, sempre che abbia ragione, vergognarci di essere europei?

    Sardina

  43. utente anonimo says:

    vorrei dire che la cazzata mi pare del tutto ragionevole (perchè razzista? se io fossi un nomade povero il mio rispetto per il diritto di proprietà sarebbe assai limitato).

    immagino che i Tuareg non rubino perchè

    1) di solito sono soli per svariati chilometri

    2) i sedentari che incontrano sono poveri quanto loro

    magari mi sbaglio ma la mia è ignoranza, non razzismo

    Francesco

  44. upuaut says:

    Se ti pare ragionevole l’equazione nomadi + poveri = ladri, allora deve valere per tutti, anche per i Tuareg (di cui per altro, non so una cippa, erano un esempio a caso).

    Ma temo che se al posto dei Tuareg avessi citato qualche altra popolazione nomade e povera, avrei incontrato comunque qualche obiezione del genere.

    Hai voglia a tentare di ricondurre il disprezzo per i rom a casi piu’ generali, non ci riesci, l’odio per i rom non e’ riconducibile a nulla, fa categoria a se’.

  45. PinoMamet says:

    Francesco e Uppe

    mi sa che qui c’è un fraintendimento.

    In Italia “nomade” significa “persona che vive in un campo nomadi”.

    In quanto tale, vive in condizioni precarie e ha scarse o nulle possibilità di impiego. Facile che finisca per rubare, non ci vedo niente di strano.

    Io ruberei.

    Nel Sahara, “nomade” significa appartenente a una popolazione che tradizionalmente pratica la pastorizia nomade.

    Questo non implica(va) alcuna condizione di inerente povertà: anzi, mi risulta che i Tuareg, nello specifico, fossero proprietari anche di coltivazioni (palme da dattero?) affidate a popolazioni stanziali (in regime a volte di schiavitù, mi pare), per cui erano loro i più ricchi e non avevano nessun bisogno di rubare, a meno che non si trattasse di predazione di guerra, che è tutto un altro paio di maniche.

    (Poi la distinzione tra Tuareg “ricchi” e “poveri”, “liberi” e “ex schiavi” ecc. mi sembra che abbia anche un aspetto razziale, nel senso che gli ex schiavi sono discendenti di popolazioni subsahariane e quindi c’è una distinzione etnica, ma qui si entra nel campo dei difficili e spesso anche strani rapporti tra etnie e lavoro nell’Africa, che non sempre seguono i criteri a cui siamo abituati noialtri europei; la terminologia “nostrana” credo sia spesso inadeguata; ma ci vorrebbe un antropologo!)

    Perciò, penso che abbia ragione Miguel a dire che i Rom non sono nomadi.

    Non hanno (o non hanno più, ma poco cambia) nessun vero motivo per spostarsi che non sia l’essere spostati a forza.

    Sono fuoricasta, per come l’ho capito io, non perché in Italia ci siano caste ereditarie, ma perché non hanno una collocazione nell’universo dei lavori “riconosciuti” e accettati.

    Ciao!

  46. upuaut says:

    Pino, non credo che gli italiani, per lo piu’, abbiano davvero consapevolezza della distinzione che fai, e che faceva Miguel (che cioe’ i rom non sono nomadi) e nemmeno di che cosa sia un “fuoricasta”. E con Francesco si discuteva proprio di quella che dovrebbe essere la percezione diffusa dei rom da parte della Gente Normale, come l’ha chiamata lui (che poi, se quella e’ gente normale, voglio essere il piu’ anormale possibile).

  47. utente anonimo says:

    Uppe cara,

    vuoi dire che non hai rilevato l’ironia mighelmartinesca di quel Gente Normale maiuscolo? nessun sospetto? :(

    solo ci ho aggiunto un pizzico di rispetto.

    io ammetto di non capire molto ma come si resta fuoricasta per sempre? ne sono usciti i bergamaschi e i veneti, i calabresi e gli abruzzersi, i cinesi e molti romeni, e gli zingari italiani no?

    poi, se facevano soprattutto i giostrai, come cavolo era possibile che non fossero nomadi?

    Francesco

  48. upuaut says:

    France’, perche’ ti attacchi alle pagliuzze? Certo che ho rilevato l’ironia etc. etc., il dramma e’ che quella Gente Normale esiste davvero, e ragiona proprio cosi’.

    Qui dalle mie parti (provincia di Reggio Emilia) c’era, e per quel che ne so c’e’ ancora, una comunita’ di giostrai “nomadi”, in realta’ stanzialissimi e ben integrati, che ogni anno portano “i baracconi” alla fiera del paese, cosi’ come da molte altre parti. Questo per dire che si puo’ benissimo essere giostrai e non nomadi.

  49. Airel81 says:

    così vanno le cose… e non potrebbero andare diversamente: la specie umana è incamminata su binari che non ammettono deviazioni.

  50. PinoMamet says:

    Francesco

    ma infatti, in Italia, non si resta fuoricasta “per sempre”.

    I vari gruppi di giostrai (ma, effettivamente da queste parti anche di agricoltori per esempio) di origine più o meno Rom sono esempi di “castizzazione” effettuata o in corso d’opera.

    Ovviamente più la situazione di partenza è difficile più il processo è lento.

    Nel nostro Appennino (come sai vivo nella provincia contigua a quella di Uppe, quella con la testa rotonda…) interi paesi producevano possibili fuoricasta: orsari, gente “che faceva ballare la scimmia” ecc., tutti emigranti e tutti specializzati, a volte da generazioni, in lavori marginali e fondamentalmente inutili.

    Credo non abbiano dato origine a comunità di fuoricasta come quelle Rom proprio perché alle spalle avevano appunto un paese, una rete di relazioni che attutisse la cadute e il lavoro di campagna come rifugio.

    Ciao!

  51. Ritvanarium says:

    @ Kelebek 32 … scusa me l’ ero persa .

    Ma è esatto quel che dici ? Nel senso che quei FuoriCasta non sono di certo neppure stanziali.

    Secondo me dài troppe cose per scontate … Se hai qualche link ziganologo, m’ interesserebbe approfondire.

    by DavidRitvanarium

  52. utente anonimo says:

    Miguel una cosa:

    1) sono fuori casta perché lo sono sempre stati o lo sono divenuti?Sono dei fuori casta perché lo vogliono?

    2) è chiaro come la luce del sole che il fuori casta non merita(da parte della società in caste) e non vuole( essendone fuori) essere riconosciuto.E’ rigurgito umano da un certo tipo di punto di vista e d’altronde ci mancherebbe pure che non lo fosse.

    Ora non mi pare che gli zingari invochino la legge…mi sembra invece che un certo tipo di individualità cerchino di dare dignità a persone che per definizione e stato…di cose non possono averla e che se non sbaglio neanche la desiderano.Questo intendendo che siano dei fuori-casta.

    Non stiamo considerando l’eventualità che siano popolazioni nomadi in senso proprio e completo.E’ poi chiaro che popolazioni(popoli) di tal genere non possano più esistere in un mondo tecnologico-globalizzato, o per lo meno con grandissima difficoltà.I nomadi non hanno diritto di cittadinanza , a loro è stata negata la propria dignità.Ai fuori- casta non è stato negato nulla perché semplicmente non hanno mai avuto dignità.Il concetto credo sia chiaro.

    Ora c’è da capire uin che senso tu stia parlando di casta.Se si considera la casta come oggi viene rappresentata al governo quella non è e non può essere casta.Se si confonde casta con classe il mio scritto salta per aria.

    Se poi accostiamo tutte le paccottiglie varie di fascismi-comunismi,grandi fratelli, controllo e plagio dell’opinione,sviamento da alcune tematiche ciò non aiuta a risolvere la questione anzi ci restringiamo la mente con dati particolari che sarebbe più funzionale utilizzare successivamente per comprenderne POI l’evoluzione.

    E’ poi sintomatico il fatto che qui non si stia scrivendo nient’altro che ciò che si doveva scrivere, nel senso che credersi indipendenti è altamente stupido e falso.Portiamo avanti posizioni che ci hanno incaricato di portare avanti e che non ci è stato chiesto ,presumo per molti, di portare avanti.

    La massa è per definizione influenzabile ed influenzata.Chiunque è fuori dalla stanza di controllo è massa indi per cui noi stessi siamo massa.Abbiamo un bel ruolo, credere di non essere massa e credere di vederla lunga…ma nella nostra illusione e nell’insieme delle illusioni è ben più veritiero, reale il “fascista” che picchia lo zingaro perché diverso o chi ne ha più ne metta, a mio avviso e parere.E’ più veritiero lo zingaro che vive fuori da tutto e che non cerca comprensione ma ricambia in certi casi con la stessa moneta.E’ più vivo e giusto l’ultras che assalta la centrale di comando della polizia e che non si fa scupoli ad usare accette coltelli o spranghe negli scontri e non chiede ,se a sè rimane coerente, mitigazioni di pene quando viene arrestato.

    Hanno la loro vita in faccia e in barba al resto, di cui noi stessi siamo e di cui non volgiono far parte.

    Le moine qui sopra alimentano il teatro e niente altro.Esentiamo i gruppi qui citati da queste moine.Se li istituzionalizziamo crepano, sono schiavi come noi…se vogliamo la libertà intelletuoaloide diamo a loro la libertà criminale.In ogni caso ci dovrà essere per forza, perché è chiaramente funzionale.Almeno a loro non frega nulla.

    saluti

    D.

  53. kelebek says:

    Un po’ per tutti…

    sul discorso “fuori casta”.

    Se vi interessa (non è detto), l’ho spiegato molto più in dettaglio nel mio articolo sulla bufala della Zingara Rapitrice.

    Se non vi va di leggervelo tutto, leggete almeno da qui in avanti:

    http://www.kelebekler.com/occ/lecco04.htm

    Miguel Martinez

  54. utente anonimo says:

    si precisiamo.Complimenti per l’articolo, rispondere non si può è accurato ed anche lunghettino.

    Concordo in tutto, sia chiaro dall’inizio.

    Che i Rom non abbiano miti, credenze religiose e testi sacri è veramente assurdo e falso.I testi sacri non li hanno credo per il semplice motivo che si tramandano gli insegnamenti in modo orale.IL mondo tzigano è un mondo di sapienza vasto, che non ha nulla da invidiare.

    Ora.Dire che essi siano dei fuori casta è capzioso.Qui non esistono caste.

    Se in India erano rifiuti umani era perché tali dovevano essere in India.

    E’ indifferente sapere se lo vogliano o se sono costretti.

    Tale era la loro natura che meritava che facessero tali compiti.

    Qui non c’è alcuna casta.Non sono fuori casta.E non sono neanche nomadi.E’ chiaro che saranno ladri per forza di cose, per definizione, se avranno acqua, elettricità, gas da sfruttare anche se con il loro guadagni(se non rubino il ché conferma) non possano pagare questi servizi.

    Un conto è se parliamo degli zingari, un conto è se parliamo della società che accusa e sfrutta gli zingari.Decidiamoci.

    Se si sono spostati sono diventati nomadi in cerca di una terra…gli ebrei stessi erano nomadi fin quando non si stanziarono nella terra promessa e decisero poi di edificare il Tempio.

    Eliminando il desiderio/obiettivo di ognuno nel frangente in cui viaggia, il viaggiare ti fa nomade/vagabondo.

    Sono stati nomadi.Ed in fondo il fuori casta non può che avere questa scelta o la ha sempre praticata.IL fuori casta che sia fuori casta non può che biasimare il sedentario.Io ammiro i fuoricasta, le caste sono per i sedentari.

    Gli zingari oggi non possono che deisderare l’integrazione, è scontato.

    Ci si scorda poi che gli zingari sono degenerati come tutte le Tradizioni sacre ora velocemente anche in Oriente.

    A me stanno simpatici gli zingari sia che rubino i bambini o stuprino o ammazzino o rubino.

    Hanno la mia solidarietà.Se non lo fanno l’ hanno ugualmente per la loro realtà propria.

    Come sono solidale con il fascista che li incendia e li picchia o che si prodiga su un lavoro di autodisciplina e di risollevamento personale.

    Sono solidale l’ultras che segue una partita di calcio per divertirsi e sfogarsi e cantare per una passione che per me è anche intelligente come il pallone, come apprezzo quelli che vanno ad accoltellare o tirano le bombe al commissariato.

    Il luogo comune mi insegna che la verità è più al suo contrario, ma esso esiste proprio per non farmi scordare il marcio.

    Sarebbe interessante chiedersi perché io ammiri certi fatti o attegiamenti.Non certo per il fatto in sè, che poi, singolarmente, non mi interessa senteziare giusto o sbagliato da cui comunque prendo le distanze.D’altronde me lo chiedo anche io, ecosì lo reputo fintanto sia lontano, ad onor del vero.

    Ribadisco che concordo con il tuo articolo;comunque diverrà un trampolino di lancio.Come tutto d’altronde per chi come noi dorme.

    Meglio dormire per dormire che dormire credendo di esser svegli.

    p.s. è probabile che non abbia capito nulla del tuo articolo.UN saluto

    D

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