Bandiera sionista sul Campidoglio

- Uno -

Il candidato del Pdl Gianni Alemanno promette linea dura sui clandestini: «Vo­glio espellere ventimila fra nomadi, emi­grati più o meno clandestini a prescinde­re che siano romeni o di altra nazionalità."

- Due -

La cerimonia Con Alemanno

Campidoglio, issata ieri la bandiera d’Israele

La bandiera israeliana che da ieri, per ventiquattr’ore, sventolerà in piazza del Campidoglio per celebrare i sessant’anni della fondazione dello Stato di Israele «ha un significato storico molto importante», anche perché si tratta della prima volta. Lo ha sottolineato li neo sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha presenziato alla cerimonia di alzabandiera assieme all’ambasciatore israeliano in Italia, Gideon Meir. «Prima – ha detto Alemanno conversando con i cronisti subito dopo un incontro nel suo ufficio con il diplomatico israeliano – affacciandoci dal famoso balcone del sindaco assieme all’ambasciatore e alla sua consorte,abbiamo guardato l’Arco di Tito ed abbiamo fatto un parallelo storico tra l’Arco stesso, che rappresentò la distruzione dello Stato di Israele e i festeggiamenti di sessant’anni fa quando, una volta ricostituito lo Stato di Israele, fu permesso agli israeliani di passare sotto l’Arco». «Oggi – ha osservato li sindaco – il fatto che la bandiera di Israele sventoli sul Campidoglio rappresenta in qualche modo la chiusura di una grande tragedia» ed il coronamento «della grande epopea di Israele».

 Corriere della Sera, 8 Maggio 2008

- Tre -

Nell’epoca in cui viviamo, il Sionismo non ha altra fonte di legittimità se non il vecchio discorso coloniale: noi saremo la barriera ideale contro ciò che non è Europa e vi garantiremo la marchiatura legale, del cacher [kasher]. Persino il porco, noi lo rendiamo cacher.

Yitzhak Laor, Filosemitismo. Il nuovo filosemitismo europeo e il "Campo della Pace" in Israele, Le Nuove Muse, Torino, 2008, p. 99.

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27 Responses to Bandiera sionista sul Campidoglio

  1. utente anonimo says:

    Non sono d’accordo col signor Laor.

    Trovo anzi che l’idea di Israele come sentinella e barriera dell’Occidente sia alquanto ridicola, un parto del senso di superiorità e insieme vittimismo arabo (se non ci fossero quei cattivoni degli israeliani gliela faremmo vedere noi!).

    Magari è spesa da qualche filoisraeliano debole di spirito.

    Ma, alla fine, se non ci fosse Israele, non cambierebeb nulla (tranne che per gli israeliani e i pellegrini cristiani in Terrasanta).

    Saluti

    Francesco

  2. utente anonimo says:

    E così grazie ad Alemanno sappiamo che lo stato di Israele esisteva già ai tempi di Tito , in pieno Impero Romano (ma forse si riferiva a Tito di Iugoslavia)

    Nadir

  3. Grundstein says:

    @Francesco 1

    Più che altro cambierebbe

    per i palestinesi prigionieri

    a Gaza o nei campi profughi.

  4. utente anonimo says:

    Ora ognuno (per rimanere a galla) inventa una nuova storia per Israele e tutto vabbene meno che la storia vera per cui la retorica di “una terra senza popolo, per un popolo senza terra” su cui Israele è stato creato è una totale assurdità.

    La verità vera è che lì un popolo c’era e ci viveva da molti secoli e si chiamava Popolo palestinese composto da ebrei, cristiani e musulmani che andavano anche d’accordo tra di loro, prima dell’arrivo del sionismo e quindi, del tradimento degli ebrei fanatici che, basandosi su un storia assolutamente assurda del “rengo di Israele” , tra l’altro mai esistito , e con l’aiuto dei sionisti , hanno voluto prendere il possesso di tutta la Palestina .

    Questa operazione è stata una operazione terroristica/colonialistica pienamente appoggita dall’occidednte.

    E’ stata un’operazione violenta di colonialismo e continua tuttora.

    Si tratta , quando si parla di Israele, non di una democrazia o , come ripete instacabilmente Emilio Fede “uncia democrazia del medioriente”, è invece uno stato etico e religioso che ha leggi diverse per cittadini ebrei e cittadini arabi.

    Israele è uno Stato d’apartheid.

    Difendere le istituzioni di uno Stato così duramente teocratico e confessionale, non ha niente a che fare con la democrzia e con i principi giuridici e politici dell’occidente moderno e quindi, quelli che lo diffendono sono dei retrogradi e demagoghi che raccontano buigie ai propri governati sul conto di Israele , per coprire lo stato in cui essi stessi si trovano.

    Nessuno al mondo appoggia Israele per amore della democrazia, tutti i politici occidentali che lo fanno sono ricattati e lo fanno per corruzione o minaccia, mentre esistono moltissimi ebrei non-sionisti che criticano apertamente l’operato dello stato razzista di Israele.

    reza

  5. RitvanShehi says:

    >”rengo di Israele” , tra l’altro mai esistito…reza< E chi ha detto che sia mai esistito un “rengo di Israele”??!!:-)

  6. utente anonimo says:

    Se non esisteva il regno di Israele, contro chi ha combattuto la guerra giudaica l’imperatore Tito?

    Se la è inventata per fare curriculum?

    ed Erode di cosa era re?

    Sui palestinesi: in effetti quelli di Gaza e Cisgiordania potrebbero stare meglio. E forse i profughi verrebbero rilasciati dai loro aguzzini arabi e rimandati nella terra dei loro avi. Però non è questo quello di cui si discute nel post, mi pare.

    Francesco

  7. kelebek says:

    per Francesco n. 6

    Il regno chiamato “Israele”, secondo quella fonte non sempre attendibile che è la Bibbia, scompare nel 722 a.C. senza lasciare tracce.

    Erode invece era il “tetrarca” della Galilea nominato dai romani, in seguito nominato “Re dei Giudei” dal Senato Romano.

    Ai tempi di Tito, anche questa sorta di autonomia regionale non esisteva più da decenni.

    Miguel Martinez

  8. noura says:

    dico per essere “gentile” ……….non sanno quello che dicono!!!!!!!! ecco il testo apparso in occasione dei 60 anni dell’occupazione in Palestina.

    In occasione dei 60 anni d’esistenza di Israele, Pascal Couchepin, a nome del Consiglio federale, ha inviato un messaggio di congratulazioni al presidente dello stato ebraico Shimon Peres. Nella missiva, afferma che “il popolo israeliano può andare fiero di essere riuscito a creare uno stato democratico e prospero che ha conseguito successi considerevoli nel campo culturale, scientifico e tecnologico”.

    Pur non citando esplicitamente le relazioni con i palestinesi, il presidente della Confederazione assicura ad Israele il completo sostegno del Governo svizzero nella ricerca di una pace duratura con tutti gli stati vicini, secondo una nota odierna del Dipartimento federale dell’interno. Couchepin si è anche soffermato sui rapporti tradizionalmente buoni tra le due nazioni. Inoltre ricorda che la storia di Israele è legata alla Svizzera: il primo congresso mondiale sionista si è tenuto a Basilea nel 1897.

    Frattanto, però, sei organizzazioni di solidarietà con la Palestina hanno lanciato una campagna di affissione per ricordare che la fondazione di Israele, avvenuta 60 anni or sono, è legata alla cacciata di gran parte della popolazione palestinese. In una presentazione a Berna, le associazioni propalestinesi hanno chiesto alle autorità svizzere di riconoscere ufficialmente questa pulizia etnica e di impegnarsi per i diritti dei profughi.

  9. utente anonimo says:

    quindi con chi ha combattuto Tito?

    contro Hamas ed Hezbollah?

    e il tempio di Gerusalemme era in realtà un semplice MacDonald posto in posizione positivamente strategica?

    Francesco

    PS mi pare che si stia esagerando

  10. Qualsiasi nazione è legittimata ad esercitare la propria sovranità dalla volontà di farlo e dalla sua forza. In questo senso Israele non è diversa dalle altre nazioni, men che meno nazioni come gli USA o l’Australia, tranne forse che per il fatto che la sua forza, e la volontà di esercitarla a pieno, non è paragonabile. Altrimenti si sarebbe imposta con la stessa determinazione, e non sarebbe in guerra da sessant’anni.

    Sai comunque che non mi è chiara l’associazione dei tre punti? Ovvero: la destra cerca legittimazione e verginità politica sventolando le bandiere israeliane e purtroppo molti ebrei non sono consapevoli della “manovrina” e si prestano al gioco con grande allegria. Il giudeocentrismo, filosemita o antisemita, è un pericolo mortale per gli ebrei: io non sono allegra per niente.

    Ma si può sapere cosa diavolo c’entra tutto questo con l’odio razzista di questi tuoi ex compagni di militanza contro i ROM o i romeni? Perchè associ i due fatti? Cosa vuoi dimostrare? Che stanno odiando “l’etnia sbagliata”?

    rosalux

  11. Apostasis says:

    Certo in Italia si respira, ora più che mai, una gran bella ventata sionista. Tuttavia credo (o spero, non lo so più ormai) che la maggior parte degli Italiani non simpatizza per Israele nè condivide le ragioni alla base della fondazione di questo stato. La gente ha votato a destra non perché la destra esponesse bandiere di Israele ovunque, ma per altri motivi. Che Alemanno faccia quindi qualunque cosa preferisca.

    Io personalmente non riconosco alcuna legittimità ad Israele e non ho paura di dirlo nè di essere chiamato antisemita.

    Israele è uno stato coloniale nato dal nulla sulle spalle di milioni di palestinesi. Non si tratta di negare uno stato agli Ebrei… semplicemente di evitare che si realizzi il sogno nazista di uno stato monoetnico e monoreligioso. Non capisco perché debba esistere lo “Stato ebraico di Israele” e non, come in qualsiasi altro Paese civile del mondo, “lo Stato palestinese dei Palestinesi”: un unico stato per ebrei, musulmani e cristiani di quelle terre.

    Caro Francesco, i Romani combattevano “ribelli giudei”, allo stesso modo in cui combatterono “ribelli caldei o italici o quant’altro”. Hanno combattuto contro un popolo, non contro uno stato. Non è mai esistito, se non oggi e nei vagheggiamenti dei più fanatici, uno stato ebraico di Israele… Il punto pertanto resta fondamentalmente uno: sono gli ebrei un popolo, una razza o semplicemente una religione? E se sono una razza a sè, un popolo, basta questo per garantire loro uno stato fatto su misura e che non è mai esistito?! E’ giusto permettere la presenza di uno stato monoetnico e riconoscere i diritti sovrani di una sola razza su un “pezzo di terra”, se pur minuscolo? Non sono morti forse venti milioni di persone per impedire che una pazzia del genere si realizzasse?

  12. PinoMamet says:

    Francesco

    (num. 9)

    onestamente a me pare che stia esagerando tu, nella tua difesa d’ufficio.

    Se uno dice che Tito ha distrutto uno Stato fondato nel XX secolo sta facendo uno strafalcione.

    Diritto di chiunque farlo notare.

    O no??

    Tito ha combattuto contro la popolazione ebraica della provincia “Iudaea” dell’impero romano, che si era ribellata.

  13. utente anonimo says:

    x apostasis:

    per quel che concerne il diritto alla cittadinanza in IL – che non è garantita ne’in base alla fede, ne’in base alla legge ebraica – gli ebrei sono un popolo.

    rosalux

  14. kelebek says:

    Per Rosalux n. 10

    Metti per un attimo da parte ciò che Israele è davvero, nella sua complessità etnica e storica, e pensa a come viene immaginato dagli Alemanno.

    Il primo problema dei tempi nostri è che il sistema planetario genera rifiuti umani.

    Nessuno vuole finire tra i rifiuti umani, e chi ancora non c’è finito, vuole alzare muri per tenerli fuori.

    In questo contesto, Israele è il simbolo dell’avamposto dell’ordine (cioè della civiltà borghese) direttamente in mezzo al mondo dei rifiuti umani.

    Per gli Alemanno (ma anche per tutto il ceto impaurito medio italico), Israele è un paese popolato da “gente come noi”: piccoli borghesi, laboriosi, laici (perché al di là del perbenismo clericale, la destra italiana è profondamente areligiosa), che lavorano in modo serio e disciplinato.

    Questa “gente come noi” vive circondata da una marea di barbari insieme minacciosi e inutili, che poi sono gli stessi barbuti vestiti strano che popolano gli incubi dei destri italiani.

    Israele è la prima linea dell’Occidente in terra nemica.

    Israele sa svolgere questo suo compito senza esitazioni, realizzando tutto ciò che per gli Alemanno sono puri sogni.

    A Padova, per pochi metri di muro, scoppiano polemiche.

    Israele contro i suoi extracomunitari/zingari, costruisce un muro di ottocento chilometri.

    I suoi zingari li ferma al check point e se si ribellano, li bombarda.

    E se i suoi zingari iniziano a darsi un minimo di organizzazione, la persona attorno a cui si coagulano viene ucciso.

    Israele poi sa dire chiaramente che l’umanità si divide in due, “noi” e “loro”; che il problema è demografico: “noi” dobbiamo fare in modo da essere sempre maggioranza sul “nostro” territorio.

    Israele è infine il simbolo del sogno securitario: una società intera mobilitata attorno alla “sicurezza”, un sistema dove tutti sanno usare le armi, dove chiunque è pronto a difendere l’ordine in qualunque momento.

    Tifare per Israele è quindi una questione strutturale per le destre italiane; non è solo una questione strumentale di catturare qualche voto ebraico.

    Miguel Martinez

  15. daciavalent says:

    è un peccato che il commento 14 resti – appunto – tra i commenti.

    dacia valent

  16. Ritvanarium says:

    @ Kelebek 14

    Analisi interessante ma … potresti approfondire il concetto di “Rifiuti Umani” ? … Mi sembra di capire che sia un concetto dapprima “economico”, e solo poi “etico”.

    Karlone Marx avrà esagerato l’ importanza dell’ economia, ma sminuirla troppo è _a mio avviso_ un errore ancor peggiore !

    by DavidRitvanarium

  17. Ritvanarium says:

    @ Dacia Valent, c’ è una soluzione semplicissima : quel commento riportalo come post sul tuo blog come Onere ed Onore ;-) per Kelebek ;-)

  18. utente anonimo says:

    Io dico che, nei termini del I secolo, il popolo ebraico stava sulla terra oggi nota come Israele (centimetro più, centimetro meno) e che negarlo sulla base di cavilli tipo “non c’avevano il passaporto” è in malafede e ridicolo.

    Se questo implichi maggiore legittimità allo Stato ebraico del ’48 e di oggi è altra questione.

    Saluti

    Francesco

    PS sul post 14, devo ammettere che è interessante.

  19. PinoMamet says:

    Però, Francesco,

    nessuno, mi pare, ha qua negato che il popolo ebraico vivesse in quel territorio nell’epoca in questione.

    Ci può, essere come dici tu, malafede in chi corregge un errore storico; ma, permettimi, è più facile che la malafede ci sia da parte di chi l’errore lo ha commesso, anche se io credo che il lapsus di Alemanno derivi solo da faciloneria e ignoranza.

    Quanto ai cavilli del tipo “non avevano il passaporto”, noto che sono spesso usati da certo filo-israeliani a oltranza per negare l’esistenza dei palestinesi.

    Ciao!

  20. utente anonimo says:

    Israele in 60 anni si è reso responsabile di gravissime violazioni dei diritti umani e dall’11 settembre (creato proprio dai sionisti – e da chi se non loro ?) agitando la solita scusa , buona sempre nell’era dello “scontro di civiltà” (voluta dai sionisti – e da chi se non loro?) , della lotta al terrorismo (leggi lotta all’Islam, che poi Emilio Fede vi spieghierà che l’Islam e il terrorismo sono la stessa cosa !?!) sta compiendo una sostanziale politica di pulizia etnica a danno dei palestinesi.

    ISRAELE STA COMPIENDO LA PULIZIA ETNICA IN PALESTINA.

    Sulla base di questa assoluta verità, ogni rivendicazione dei “diritti umani” dalla parte dei politici italiani, sia di destra che di sinistra, è puramente strumentale poiché il “diritto internazionale” viene sbandierato nei tempi e nei luoghi che fan più comodo all’asse USA – Israele – Gran Bretagna e ai loro alleati occidentali.

    Il Libano fu invaso ed attaccato nel 2006 dall’esercito israeliano sotto gli occhi del mondo e oggi, dopo che Israele perse quella guerra grazie alla resistenza di Hezbollah, la preoccupazione delle Nazioni Unite (che stranamente coincide con Israele , gli USA e gli alleati libanesi) , sembra essere quello di disarmare o addirittura annientare gli Hezbollah ,cioè gli unici che si sono opposti (in base al diritto internazionale) a quella invasione!

    USA – Israele – Gran Bretagna e i loro alleati occidentali, riparandosi con la “Comunità Internazionale” che poi non lo rappresentano affatto, se non solo per i media che fanno da organo di propaganda di questo asse , e nascondendosi dietro il “Diritto Internazionale”, che essi stessi calpestano più di ogni altra al mondo, scatenano guerre , magari con il paravento della “democrazia e dei diritti”, contro le nazioni sovrane della terra di cui quella palestinese, libanese , afghana e irachena sono vivi esempi, ma l’intero occidente deve ancora inchinarsi davanti al “unico” evento della storia; l’olocausto degli ebrei nella II° guerra mondiale.

    Israele è uno stato razzista e chi lo appoggia è razzista poiché i suoi politici o politicanti di governo hanno spesso e volentieri violato Risoluzioni ONU (ovviamente senza conseguenze !) , ma pretendono dagli altri che le sanzioni le vivono sulla pelle , il rispetto del Diritto Internazionale.

    Ma gli occidentali non devono mai occuparsi di questa, non devono mai criticare Israele, e se lo fanno, saranno “antisemiti” !!!

    Su questa verità non ci piove, ma le cose vanno avanti lo stesso e i sionisti obbligano l’intero occidente a seguire i loro dettami, senza mai riuscire a placcare l’odio verso Israele che esiste nel cuore di molti occidentali, e malgrado la propaganda sionista e la complicità dei media e della politica, e malgrado il fatto che una fiera che dovrebbe essere dedicata ai libri , alla cultura ed alla discussione , deve invece (per pressione dei sinisti) sottrarre spazio per la celebrazione della nascita di uno Stato come Israele, e malgrado che tutti gli ex(comunisti e fascisti) si rallegrino per aver festeggiato i 60 anni della nascità dello stato sionista con le bandiere sventolate a campidoglio, Israele è un perdente sia nel medioriente che sulla scena mondiale.

    Allora, in base a tutto ciò, tutti questi “ex”, comportandosi in questo modo, oggi sono solo servi del sionismo internazionale !?!

    Se i giovani italiani oggi respirano, grazie al comportamento di questa classe politica , l’aria di un mondo sempre più deprivato di valori e , parecchi fra loro , si comportano con consequenzialità e , quindi , pensano spesso ed esclusivamente alla denaro , ai loro interessi , al successo e all’immagine personale e ai loro desideri e bisogni più immediati cioé, a ciò che vuole per il mondo intero, vivi compreso quello islamico , il sionismo internazionale, (ma in nome della “libertà” e della “democrazia”), è colpa di questa classe politica e di chi tra di loro, con la complicità della cultura e dei media, agisce in nome degli interessi del sionismo internazionale, piuttosto che in nome della nazione a cui deve la fedeltà !?!

    Quale è stato l’ordine (leggi volontà di questa classe politica) su cui ci si è ossessivamente concentrati in questa campagna elettorale ?

    Quale è l’ordine su cui si è ossessivamente concentrato Israele in 60 anni ?

    La “sicurezza” è la risposta giusta, e la “sicurezza” è il punto di conseguenzialità della politica di questa classe politca con gli interessi del sionismo internazionale.

    Da che cosa si sentono insicuri, sia i sionisti che i loro servi ?

    Per chi crede che la Palestina non esiste più, per chi fa il tifo per Israele in quanto stato anti islamico, per chi giustifica tutti i massacri giornalieri che avvengono in Palestina, e per chi vive con gli slogan neofascista e pro sionista contro l’Islam e i musulmani, prendere atto( per ovvi motivi di mancanza di rispetto per i diritti umani da parte di Israele) di stare dalla parte del torto non è la questione essenziale, essenziale è invece dimostrare ai sionisti di stare dalla parte “giusta”, come ha esattamente fatto Fini che ha voluto indicare ai suoi interlocutori sionistiu il vero nemico : l’”antisemitismo” di sinistra (come recita il titolo di un libro della Nirenstein , in quota PDL) è ben peggiore dell’”antisemitismo” di destra!

    Forse Fini ha voluto dire ai sionisti che “i miei uccidono quelli che bruciano la vostra bandiera” !?!

    Naturalmente il termine antisemitismo viene fatto coincidere tout court con l’antisionismo , o la pura e semplice azione critica nei confronti della politica di Israele, lo stato più fuori legge del mondo.

    Negli USA bushiana, il neoconservatorismo della Nuova Destra si è cementato dall’incontro fra i falchi anticomunisti e sionisti, negli USA del dopo Bush, i democratici , sia Obama che la Clincton, come anche il repubblicano MacCaine,devono giurare fedeltà ai sionisti per essere sicuri di un futuro e nel medioriente ogni giorno avvengano i massacri perché il problema centrale è sempre Israele, ma l’attenzione della pubblica opinione in occidente, se attratta dalla cronaca nera, deve essere attratta dal problema di Israele divenuta ora anche nostra, quella di “sicurezza” , purché i sionisti rimangano impuniti per i crimini che comettono contro l’umanità da ben 60 anni, crimini che ora aumentano mentre le bandiere di Israele vengono sventolate in faccia alla gente che sa che in realtà ISRAELE E’ IL MOSTRO DELLA DISUMANITA’ E DELLA ILLEGALITA’ creata 60 ani fa dai colonialisti.

    reza

  21. utente anonimo says:

    x martinez:

    Non è solo l’Alemanno che dipingi, a vedere lo scontro tra ebrei e arabi come avamposto dell’occidente contro terzo mondo straccione. Quella visione semplicistica è – mi pare – anche la tua, anche se percepita da una curva diversa dello stadio.

    rosalux

  22. utente anonimo says:

    x Pino

    ma non dal sottoscritto, che risponde (se ne è capace) delle proprie fesserie e non di quelle altrui.

    Francesco

    i popoli c’erano, che avessero o meno il loro stato, giusto? anzi, ci sono pure oggi.

  23. utente anonimo says:

    “Sulla base di questa assoluta verità …”

    smack, come non amare il nostro Reza e la sua logica stringente?

    Francesco

  24. utente anonimo says:

    Allora Francesco, ti è “piaciuto!!!” sapere che è la verità il fatto che :

    1-Israele in 60 anni si è reso responsabile di gravissime violazioni dei diritti umani.

    2-Dall’11 settembre, Israele agita la solita della “lotta al terrorismo”, per mischiare la carte in tavola e parificare, davanti all’opinione pubblica occidentale, la resistenza palestinese e quella libanese ad Alqaeda.

    3- Che la “lotta la terrorismo” per Israele e i sionisti è la stessa della lotta all’Islam.

    4-Che Israele sta compiendo una sostanziale politica di pulizia etnica a danno dei palestinesi.

    E’ vero !?!

    reza

  25. Ritvanarium says:

    caro Reza,

    SE davvero le cose stanno come dici tu, perché l’ Esercito di David in 60 anni non ha mai fatto l’ Eretz Israel panebraico ?

    by DavidRitvanarium

  26. PinoMamet says:

    Israele, in termini di forza pura e semplice, potrebbe semplicemente cacciare tutti i palestinesi.

    Solo un pazzo non terrebbe però conto delle ripercussioni, che rischierebbero di essere molto pesanti.

    Aver vinto delle guerre in passato non è garanzia di vincere ancora in futuro, e la figuraccia rimediata in Libano

    (gli israeliani, con caccia elicotteri navi e carri armati, contro due straccioni con motorette e RPG russi, sono riusciti a perdere più o meno il 20% dei famosi Merkava impegnati nell’operazione; fonte IDF o Tzahal che dir si voglia) penso che consigli comunque una certa prudenza.

    E poi c’è anche una fetta consistente dell’opinione pubblica israeliana che semplicemente non vuole e non accetterebbe una pulizia etnica.

    Ciao!

  27. PinoMamet says:

    Traduzione per chiarezza:

    non può-barra-non vuole.

    Sicuramente c’è chi pensa agli israeliani cattivoni che se potessero caccerebbero tutti i palestinesi a mare o nel deserto (come c’è chi lo pensa dei palestinesi) e chi pensa “come sono buoni questi israeliani a non aver ancora cacciato tutti i palestinesi”.

    Io penso che si comportino come farebbe chiunque altro.

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