L’Islam muzakato

Ho l’onore di avere tra i miei link uno al blog di Umm Usama.

Per quanto le sue idee possano essere lontane dalle mie (e lei stessa probabilmente non gradirebbe nemmeno che io parlassi di "idee" nel suo caso), il suo coraggio e la sua onestà meritano tutto il nostro rispetto.

Oggi, Umm Usama pubblica la traduzione di un articolo di Yvonne Ridley, la combattiva ex-giornalista inglese convertita all’Islam.

Tocca il tema cruciale del rapporto tra musica pop, religione e politica.

Le religioni, con la significativa eccezione dell’evangelismo statunitense, vedono notoriamente male tutta la cultura pop (che ricordiamo non significa prodotta dal popolo, ma consumata dal popolo).

Poiché non appartengo ad alcuna religione, la critica religiosa non è la mia. Non ho obiezioni né teologiche né moralistiche alla cultura pop.

Ma vedo un altro problema.

Tutte le forme di cultura pop sono parenti del muzak, l’ipnotico suono di sottofondo che nei supermercati induce agli acquisti. Il muzak – che non a caso prende il proprio nome da un’azienda statunitense – è l’applicazione della tecnologia e della psicologia alla produzione di controllo sociale.

Questo incantamento delle anime si adatta a ogni consumatore possibile, assumendo le forme più adatte; ma il suo contenuto è unico.

Ecco perché non c’è differenza sostanziale tra i prodotti per giovani fumati alternativi, per giovani cattolici o per giovani musulmani.

I dominanti non avrebbero nulla da ridire contro un Islam muzakato.

Tra l’altro, i musulmani muzakati sanno anche che non possono permettersi la spocchia dei figli dei bianchi, che giocano a fare i satanisti o i provocatori.

Per questo la voce di Sami Yusuf, ad esempio, istiga al più stucchevole sentimentalismo piccolo borghese (o gran proletario), dove Dio assurge al ruolo di custode e garante affettuoso della normalità.

Yvonne Ridley coglie molto bene questo aspetto (anche se – come è ovviamente suo diritto – ci mette di mezzo anche una critica su basi religiose), e lo stretto legame che esiste tra merce musicale, sistema dei concerti, vacuo giovanilismo e complicità con il massacro e il terrore planetario.

Ecco perché il conflitto non passa tra le religioni, e nemmeno tra le religioni e la "laicità", ma dentro ogni religione.

Fine del mio commento, adesso ascoltiamo Yvonne Ridley.

Miguel Martinez


بسم الله الرحمن الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

La cultura pop in nome dell’Islâm

di Yvonne Ridley
(hafizahallah)

Provo un profondo malessere constatando che la cultura pop contamina alcuni cosiddetti artisti di an-nashîd. Beninteso, è con molta leggerezza che impiego il termine “artisti di an-nashîd”. Bisognerebbe piuttosto parlare di “boys bands” islamiche e di “popstars” musulmane.

Nel corso della storia, eminenti sapienti hanno spesso dichiarato che la musica è illecita; non mi ricordo di avere mai letto che i Compagni (radiAllahu ‘anhum) si esaltassero al suono della musica… Non fraintendete. Sono assolutamente favorevole al fatto che la gente si sfoghi, ma in un modo degno e appropriato al proprio contesto.

La ragione che mi spinge a esprimere il mio turbamento è la seguente: qualche giorno fa, durante un raduno nel centro di Londra, l’isteria ha sopraffatto le sorelle della fila centrale nel momento in cui una sorta di pop-mania irrompeva nella sala del concerto. E non parlo qui di stupide ragazzine senza giudizio; si trattava di sorelle di 20, 30 o 40 anni, che urlavano, gridavano, si agitavano e ballavano.

Perfino gli agenti della sicurezza, che somigliavano più a curapipe che a bulldozer, sembravano stupiti mentre tentavano di impedire alle sorelle velate di salire in piedi sulle loro sedie.

Beninteso, gli assistenti di scena hanno ancor più aggravato le cose: agitavano le braccia incoraggiando la folla, largamente composta da donne musulmane, ad “alzarsi e cantare in coro” (si chiamano “fluffers” durante i numeri di spogliarello!).

L’oggetto di questa ondata di adulazione era il britannico Sami Yusuf, che è così fiero del suo passaporto bordeaux da desiderare che tutti salutino la bandiera. È sorprendente che non abbia invitato le sue fans a cantare l’inno nazionale. Il fratello Sami ha chiesto al suo pubblico di innalzare grida di acclamazione nel caso in cui fossero fiere di essere britanniche. In seguito alla chiassosa risposta, ha dichiarato che non era abbastanza forte e ha chiesto loro di ricominciare.

Come può qualcuno trarre un qualsiasi orgoglio dall’essere britannico? La Gran Bretagna è il terzo Paese più odiato del mondo. La bandiera nazionale è rigurgitante del sangue dei nostri fratelli e sorelle di Irâq, Afghanistan e Palestina. La nostra storia gocciola del sangue del colonialismo, è incatenata allo schiavismo, alla brutalità, alla tortura e all’oppressione. Inoltre, non abbiamo mai assistito ad una partita di calcio corretta, fin da quando abbiamo vinto la Coppa del Mondo nel 1966…

Sembra che Sami abbia anche dichiarato che in uno dei punti vendita di “Brand UK” ci sono dei musulmani arruolati nella Polizia Metropolitana! Astaghfirullah! Non dimenticate che questi poliziotti applicano la strategia dello “sparare per uccidere”, e che avrebbero fatto fuori un musulmano, l’anno scorso, se soltanto fossero stati capaci di distinguere un Bengalese da un Brasiliano…

Ed è sempre questa organizzazione ad aver organizzato delle retate in più di 3.000 abitazioni musulmane dopo l’11 settembre. Mi chiedo veramente che genere di vita si conduca sul Pianeta Sami. Se è tanto orgoglioso di essere inglese, perché vive nella grande democrazia egiziana del Medioriente?

Sembra che la forma di isteria incoraggiata da Sami esista anche negli Stati Uniti; se si produce da una riva all’altra dell’Atlantico, allora deve esistere in tutto il globo e avvelenare le masse. Le “boys band” come “786” e “Mecca 2 Medina” sono anche l’oggetto di una sorta di adulazione femminile che ci si aspetterebbe di osservare piuttosto rivolta verso gli idoli del pop americano, o verso “X-Factor”.

Non vi è dubbio sul fatto che le riunioni islamiche dovrebbero incoraggiare un comportamento improntato al riserbo e alla calma.

Chi bisogna biasimare? Le sorelle scatenate? Gli organizzatori che hanno permesso questo comportamento eccessivo che reca danno all’Islâm? O gli artisti?

Abu Ali e Abu Abdul Malik, nella loro lotta per la loro fede, non cercherebbeo certamente di far gonfiare questo genere di isteria. Non più degli artisti eroici e anonimi di an-nashîd che cantano per la libertà; informatevi riguardo “Idhrib Ya Asad Fallujah” per comprendere di cosa sto parlando.

Fallujah è attualmente sinonimo di una forma di resistenza eroica che ha innalzato i Palestinesi di Jenin al rango dei Comunardi di Parigi e degli assediati di Leningrado. I militari americani hanno vietato ogni nashîd su Fallujah a causa del potere e della passione che vi sono evocati.

Tuttavia, se questi an-nashîd spingessero le sorelle a correre per le strade dondolandosi e danzando, potrebbero essere oggetto di una dissuasione, a causa delle attività illecite derivanti.

Francamente, non capisco come qualcuno nella Ummah possa lasciarsi andare a gridare di gioia per eccesso di piacere, mentre il mondo odierno presenta tanta brutalità e sofferenza. Fiumi di sangue vengono versati dalle vene dei nostri fratelli e sorelle dovunque nel mondo musulmano. Le grida e gli appelli agli eroi della musica soffocano le urla provenienti dalle galere dell’Uzbekistan, dove i nostri fratelli e le nostre sorelle vengono bruciati vivi in tinozze di acqua bollente.

Quanti si lanciano e alzano le braccia, invocando con passione la giustizia nei confronti dei nostri in Kashmir, in Afghanistan, in Cecenia, in Palestina e in Irâq? E tanti altri teatri di massacri esistono in Asia e nel mondo arabo. Contate di montare sulle sedie a teatro e condividere la vostra collera a proposito di Guantanamo e di altri gulag in cui i nostri fratelli e le nostre sorelle subiscono torture, stupri, sodomia, violenza e cremazione? O semplicemente vi allontanerete da me, la vostra sorella inquieta, per accendere la radio sul canale dei cantanti del genere di Sami Yusuf, perché costoro possano vendervi una chimera attraverso delle parole tranquillizzanti e una voce melodiosa?

Oh Musulmani, svegliatevi! La Ummah non sanguina: vive un’emorragia.

Non prestate orecchio all’illecito. Ascoltate piuttosto i gemiti della vostra famiglia mondiale.

Jazakillahu khayran alla sorella Naghat del forum Islamie
Fonte: http://yvonneridley.org/

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30 Responses to L’Islam muzakato

  1. utente anonimo says:

    secondo me date un’eccessiva ed esagerata importanza a cose semplici, naturali e spontanee che sono la musica ed il canto, non necessariamente fonti di alienazione dalle cose importanti della vita. la musca è gioia ed una religione che la proibisce è triste.

  2. kelebek says:

    Perché prima di commentare, non leggi quello che scrivo?

    Il tuo commento non ha semplicemente alcun rapporto con quello che ho detto (nell’introduzione) e scarsissimo rapporto con quello che dice Yvonne Ridley.

    Il punto fondamentale è che un personaggio come Sami Yusuf non è una “cosa semplice, naturale e spontanea”.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    Umm, secondo me l’impiego del termine “pop” in un’accezione così negativa è un abuso di linguaggio. Quanto all’articolo in questione, beh, mi sembra scontato che ci sia chi tenti di reagire alla pochezza di un Povia in salsa mediorientale!

    Ne approfitto per augurare ad Yvonne Ridley di giungere a godere, un giorno all’altro, dell’estasi melismatica di un adhan. Ciò che penso (e non escludo che sia un’idea del tutto strampalata) è che i musulmani si sono sforzati così tanto di negare ed esorcizzare la intima natura melodica di questo canto solo per preservarlo da eventuali eccessi “musicoclasti”…

    EM

  4. Ritvanarium says:

    Veramente quando Sandy Marton cantava “Camel by Camel” i Musulmani mi erano simpatici !

    by DavidRitvanarium

  5. Ritvanarium says:

    Tappeti volanti, sensuali odalische, cammelli, palme … giudicate voi :

  6. utente anonimo says:

    Miguel

    una sola domanda: veramente a leggere la Ridley non ti è venuto da ridere? Un forte, spontaneo, sano scroscio di riso che sgorgava da un cuore esposto a questo eloquio stalinista-bigotto?

    Anche se mi rispondessi di no, ti prego di censurare la signora in questione. Fa sembrare i leghisti dei concittadini di Pericle, Platone e Aristofane e incita alla più selvaggio guerra di civiltà. Non tutti sanno riconoscere e perdonare l’estremismo dei convertiti.

    Saluti

    Francesco

  7. RitvanShehi says:

    >..questo eloquio stalinista-bigotto. Francesco<
    Beh, a leggere la frase della Ridley “..ha innalzato i Palestinesi di Jenin al rango dei Comunardi di Parigi e degli assediati di Leningrado.” un leggerissimo dubbio:-) che lei sia stata/sia una comunista ti viene.

    E, siccome c’è sempre il comunista che vuol essere più comunista di Marx, la sorella Ridley vuol essere per forza anche più musulmana di Maometto stesso. Quando scrive:“Nel corso della storia, eminenti sapienti hanno spesso dichiarato che la musica è illecita..” ovviamente si riferisce a “sapienti musulmani” (ovvero ulema) non si pone la domanda: “Se la musica fosse “haram”, o che per caso l’Arcangelo Gabriele ha “sbianchettato” il paragrafo coranico concernente oppure il Profeta Maometto se n’è dimenticato/fregato?”.

    Dunque, sorella blasfema peggio di Calderoli?:-)

  8. utente anonimo says:

    scroscio di risa, naturalmente, scusatemi.

    caro Ritvan, i nostri fratelli ebrei devono avere scritto qualcosa sul senso dell’umorismo di Dio e sulla necessità di saper ridere. vorrei consigliarlo a Miguel ma non ricordo quale testo fosse esattamente.

    però i Padri Pellegrini erano contrarissimi alla musica licenziosa, di questo sono certo.

    quindi la Ridley è una neo-con!

    Francesco

  9. utente anonimo says:

    Non c’è niente di più disgustoso di un convertito (all’islam) che “ci crede” … preferisco di gran lunga quelli che si convertono per una passera , o per un batacchio, che sono di gran lunga la maggioranza (per fortuna!).

    C.

  10. kelebek says:

    Per ora, 11 commenti, di cui nessuno che tocchi il tema fondamentale :-)

    Miguel Martinez

  11. Ritvanarium says:

    Seee, va’ là che la sora Yvonne, nel segreto delle mura domestiche, si sta scatenando anche lei con Sandy Marton ;-) … amarcord nustalgì canaja !

    I Compagni non si esaltano con la musica ?!?! … Ma se per le masse non c’ è nulla di più esaltante dei Canti di Battaglia, ideologici o religiosi che siano !

    by DavidRitvanarium

  12. RitvanShehi says:

    >caro Ritvan, i nostri fratelli ebrei devono avere scritto qualcosa sul senso dell’umorismo di Dio e sulla necessità di saper ridere. vorrei consigliarlo a Miguel ma non ricordo quale testo fosse esattamente. Francesco< “L’ebreo che ride” di Moni Ovadia?

  13. RitvanShehi says:

    >Per ora, 11 commenti, di cui nessuno che tocchi il tema fondamentale :-) Miguel Martinez< Quello “fondamentale” magari no, ma quello “fondamentalista” mi pare che io l’abbia toccato. Ovvero che nel Corano la musica non è definita “haram” e chi afferma il contrario è un talebano della peggiore specie.

  14. Ritvanarium says:

    x Francesco/Ritvan … tutti:

    Il “Fratello Maggiore” Moni Ovadia sull’ importanza teologica del ridere

    by DavidRitvanarium

    http://www.bulgaria-italia.com/bg/news/news/01727.asp

  15. Ritvanarium says:

    Jihad e musica popolare … stupendooo !!!

    Klikkakwah ;-)

  16. utente anonimo says:

    Miguel

    che la cultura pop sia figlia del demonio o dei demoni giudeo-capitalisti, che differenza fa?

    c’è sempre qualche brava badessa che ci mette in guardia!

    Francesco

  17. upuaut says:

    Miguel, se il tuo intento era quello di concentrare l’attenzione sulla particolare natura di “prodotto” di Sami Yusuf, ho l’impressione che tu abbia scelto l’esempio sbagliato. L’invettiva della Ridley non si concentra su quello, ma sul fatto che le sorelle cantano e ballano e si esaltano per un cantante anziche’ per invocare giustizia per tutti i musulmani perseguitati nel mondo. E’ il comportamento in se’ che la disturba. E, mi dispiace doverlo dire, e’ di una tristezza pazzesca, quando non scivola nel surreale-patetico (La nostra storia gocciola del sangue del colonialismo, è incatenata allo schiavismo, alla brutalità, alla tortura e all’oppressione. Inoltre, non abbiamo mai assistito ad una partita di calcio corretta, fin da quando abbiamo vinto la Coppa del Mondo nel 1966… Spero che stesse scherzando…). Il suo messaggio di fondo e': “Siccome nel mondo ci sono tanti fratelli che stanno male, sono perseguitati, etc., non e’ bello mettersi a ballare e gioire. Deprimente, bigotto e inumano.

  18. upuaut says:

    Non ho chiuso le virgolette dopo “gioire”, ma spero si capisca lo stesso.

  19. tutti i preti del mondo, di tutte le religioni, da sempre hanno in uggia il piacere e la gioia: in prima fila i preti che imperversano in quella Arabia Saudita sulla quale i “dominanti” non hanno proprio nulla da ridire. (i “dominanti” in questione credo che amino il rock più o meno quanto questa tua cupa e odiosa pretessa)

    In compenso mi chiedo se le sofferenze dei palestinesi che vivono da sessant’anni nei campi profughi dei “fratelli”, o nei campi profughi tra l’india e il pakistan, (pare che non siano solo i palestinesi ad essere usati come “pedine” dai fratelli, ma questo non viene mai messo in conto, quando si parla di “sofferenze musulmane”) si giovino della mancanza del rock tra i giovani islamici, e mi chiedo se queste donne scostumate abbiano contribuito a far correre il sangue tra i fratelli algerini, o se invece il rock e la sofferenza umana siano – al contrario di quello che sostiene questa tua ributtante pretessa – faccende per nulla correlate.

    rosalux

  20. Ritvanarium says:

    Ma l’ Impero Arabo e l’ Impero Ottomano ‘ndo li mette la Sciura Yvonne ? ;-)

    by DavidRitvanarium

  21. controlL says:

    Il muzak è davvero bello. Da una parte ti dicono che sei unico, dall’altra ti trattano come le piante gli animali d’allevamento. Ma la musica e l’arte è attività umana irrinunciabile, qualunque uso distorto possano farne quelli che un tempo si chiamavano “persuasori occulti”.

    A me di sami yusuf ha colpito il numero di contatti del video di oltre 5 milioni. Non ricordo di nessun cantante italiano pur famoso nel mondo come eros ramazzotti, che vi si avvicini. Il fenomeno è davvero imponente.

    È comprensibile che si possa sgridare donne che ancora abbiano isterie adolescenziali verso un bel ragazzo che canta, e il messaggio di quelle canzoni può essere, facile immaginarlo dal video tra il patinato realismo capitalista e l’idealizzato realismo socialista, molto fortemente allineato, ma l’attacco alla musica e alle espressioni di gioia, anche quando sono stupidotte, è troppo tranciante. L’arco sempre teso si rompe presto, dicevano i saggi antichi che la civiltà islamica conosce molto bene.p

  22. utente anonimo says:

    se i commentatori sono fuori tema, secondo miguel, non è che si vede solo il dito perchè la luna è oscurata da qualche nube? poi perchè la matita roosa e blu è stata usata solo sul mio commento, se siamo tuti fuori tema? mg,ex ano

  23. utente anonimo says:

    scusate ,ex anonima di ieri sera

  24. irSardina says:

    Qualche anno fa sono stata a un concerto di Baglioni e ho gridato tutta la sera, tra una canzone e l’altra, come una pazza: sono stata di buon umore per tutta una settimana, a un concerto di De Andrè non l’avrei potuto fare. Però nessuno mi ha chiesto di testimoniare con le mie urla la fierezza di essere facente parte di una qualunque Nazione.

    Tra l’altro sarei una di quelle che canta a tavola… :-)

    Sardina

  25. AmatAllah says:

    bismillah,

    mashaAllah una recensione interessante dell’articolo della sorella, perché non glielo posti in inglese sul suo sito, nei commenti?

    Noi veramente ti facciamo sempre tanti du’a perché Allah Ta’ala ti faccia compiere quel piccolo-grande passetto fisabilillah… biidhnillah,

    Umm Yahya

  26. utente anonimo says:

    nel delirio di questa squinternata, trovo particolarmente agghiacciante questa frase:

    “Francamente, non capisco come qualcuno nella Ummah possa lasciarsi andare a gridare di gioia per eccesso di piacere, mentre il mondo odierno presenta tanta brutalità e sofferenza.”

    ecco, il non capire la gioia altrui seppure in un momento drammatico, la pretesa che si viva costantemente nel dramma, nell’angoscia nell’infelicità semplicemente vuol dire essere del tutto scollegati dall’umanità.

    veramente angosciante

    roberto

  27. Paul says:

    Io personalmente sono dalla parte di Sami Yusuf che cerca di tirare su il morale ai propri fans , di renderli orgogliosi di loro stessi, di tirarli su di morale con le sue meravigliose canzoni di religione, che mandano messaggi di pace, di amore, di tolleranza, e lo trovo giusto, non troverei niente di così disdicevole come dice e scrive Ivonne Ridley nel proprio articolo eccessivo ed esagerato! Ci sono certo cose tristi nel mondo dei musulmani ma Sami Yusuf , i suoi brani musicali non sono complici di tali cattiverie che succedono nel mondo! Sami come avrete letto e un ambasciatore di pace e fa quello che può per migliorare il mondo, ma non è di certo colpa sua e delle sue canzoni meravigliose quello che succede di brutto nel mondo anche dei musulmani che vengono trattati male purtroppo, ma come dico scrivo difendo Sami , che capisco profondamente, essendo suo fan,,e immedesimandomi nelle sue canzoni sento, e capisco i messaggi che manda, che sono tutt’altro che negativi, mandando messaggi di pace, di amore di tolleranza a tutto l’universo, a tutti gli esseri umani, io non l’incolperei di colpe non sue,, Sami cerca solo di tirare su il morale ai suoi fans di renderli orgogliosi di essere musulmani, anche britannici,, solo se sono su di morale anche i suoi fans potranno fare qualcosa di buono di positivo per i loro fratelli musulmani, e per questo pianeta depravato, ! Sami vuole solo aiutare a essere su di morale suoi fans ad essere allegri , e non c’è niente di male,, solo gente su di morale può fare qualcosa di bene per questo mondo, e musica può unire il mondo universale, renderlo più positivo, più tollerante, fare che l’amore scorra di più tra i popoli, portare i popoli alla pace, e positivo il messaggio di Sami, e ragionevole, giusto secondo me! Cosa può ftare di bene un popolo giù di morale e dei musulmani giù di morale, non orgogliosi di sé, depressi, giù di tono? Niente di positivo! Quindi demonizzate il mondo ! Ma lasciate Stare Sami, che manda messaggi positivi , cerca di tirare su i musulmani ad incoraggiare col proprio esempio ad essere positivi e di aiuto ai propri fratelli musulmani!cercate di riflettere tutti prima di giudicare e saltare addosso a quello che fa Sami, che vuole fare Sami di giusto di positivo per il mondo!Meditare prima di scrivere di giudicare di parlare!

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      Grazie!

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