La Fiera di Torino: di mostre e di rappresentazioni

C’è un’iniziativa, e c’è il suo specchio.

L’iniziativa è di Sherif el-Sebaie  che coglie l’occasione dell’inaugurazione della controversa Fiera del Libro di Torino, per lanciare una mostra e un concerto.

Lo specchio è il commento che a questa mostra fa Dacia Valent sul suo blog.

La mostra, inaugurata ieri, è su ‘Islam e Ebraismo. Arte, storia, convivenza‘ e si tiene presso lo spazio espositivo Cittadella Politecnica a Torino.

E’ un bel tema, che merita di essere trattato; e conoscendo Sherif el-Sebaie, sono sicuro che la mostra sia stata curata molto bene.

Anche se la storia umana non va mai romanticizzata – si tratta pur sempre della specie più feroce che Dio abbia deciso di piantare sulla Terra – è vero che il rapporto tra musulmani ed ebrei è stato particolare, e certamente più sano di quello tra cristiani ed ebrei.

Recentemente, ho visto il bellissimo film-documentario Route 181 – Frammento di un viaggio in Palestina-Israele, opera congiunta  del regista israeliano Eyal Silvan e del regista palestinese Michel Khleifi.

E’ un viaggio attraverso un mondo di musulmani ed ebrei ordinari, lontani dagli stereotipi mediatici; e conclude con una serie di interviste a ebrei provenienti dal Marocco, amaramente pentiti della loro scelta di trasferirsi in Israele: si coglie un sottile comune sentire culturale, uno stile di vita, che avvicina tra di loro le persone, di qualunque fede, che siano cresciute dentro il mondo arabo.

Non condivido invece l’occasione scelta da Sherif el-Sebaie per inaugurare la mostra.

La polemica attorno alla Fiera del Libro non riguarda la convivenza tra ebrei e musulmani; ma il dominio esercitato dall’unica potenza nucleare del Medio Oriente. Una potenza che ha da poco devastato il paese confinante – provocando un migliaio di morti, trasformando un quarto della popolazione in profughi – e che tuttora tiene oltre un milione di nativi palestinesi rinchiusi in un carcere ad aria aperta.

La convivenza storica tra ebrei e musulmani è una faccenda completamente diversa, e parlarne in questa occasione, rischia di portare acqua al mulino di chi cerca di rappresentare la questione come un conflitto tra ebrei e musulmani.

Anche se la mostra non cerca di promuovere gli interessi dell’aggressivo staterello mediorientale, altri faranno in modo di farcela rientrare: "vedete, ci sono anche gli arabi/musulmani buoni, che non contestano la Fiera; e non contestandola, in sostanza la approvano".

Diverso è il discorso che fa Dacia Valent a commento dell’iniziativa di Sherif.

Dacia Valent dà alla mostra proprio la valenza politica che io vorrei che non avesse: contrasta la mostra organizzata da Sherif, fatta, dice lei, per "parlare, confrontarsi, trovare punti in comune e tentare di puntellarli con il ragionamento e la buona volontà" con un’entità del tutto immaginaria:

"E’ quello che sta succedendo a Torino, dove alcuni gruppi di estrema sinistra e destra si stanno dando appuntamento per boicottare una fiera del libro."

Dacia Valent utilizza qui il tasto preferito dei neocon, di Magdi Allam e di Giuliano Ferrara: l’immaginario del "rossobrunismo".

Che non è una fantasia di qualche paranoico, ma un’arma potentissima del sistema.

L’immaginario del rossobrunismo dice in sostanza, che c’è questo mondo – il capitalismo reale, con tutte le sue conseguenze e imperfezioni – e c’è un’alternativa.

E quell’alternativa è un misto di film dell’orrore sui lager nazisti e su quelli di Stalin.

Voi che scegliete?

E’ proprio la categoria del rossobrunismo, del Grande Complotto Islamonazicomunista (che aggiunge anche la figura dello Sgozzatore Verde) che giustifica il più grande impero della storia, quello che si può permettere qualunque cosa, perché ci ha "liberati dal nazismo", "abbattuto il comunismo" e oggi ci "protegge dal terrorismo islamico".

Il rossobrunismo si basa su una menzogna radicale, perché il suo stesso oggetto non esiste.

L’estrema sinistra che conta è Bertinotti, che non è certamente un amante del nazismo né dell’Islam; l’estrema destra che conta è la Santanché, crociata deshabillé dell’Occidente contro Islam e comunismo; l’estremismo islamico che conta è anticomunista e antioccidentalista.

Essendo intrinsecamente falso, il complottismo rossobrunista fa giochi di prestigio con i dettagli: Hitler emetteva francobolli, anche l’Iran emette francobolli… Tizio è cugino di Caio che vent’anni fa ha scritto un articolo su una certa rivista…

Oppure, il complottismo rossobrunista si fonda sul semplice nulla.

Come nel caso di Torino. Non mi risulta che ci sia alcun gruppo di "estrema destra" che manifesterà sabato a Torino; e anche se ci fosse, si può dire che si sia "dato appuntamento" con qualche gruppo di estrema sinistra?

Non sto dicendo che se fosse vero, sarebbe la fine del mondo. Sto solo dicendo che non è vero.

Dacia Valent, dopo aver criticato anche Israele, prosegue scrivendo:

"Ma mentre da quelle parti [in Palestina] le persone combattono e sanguinano e muoiono e uccidono, da queste parti invece possiamo permetterci di fare i “mujaheddin” o i “khaverim” da tastiera, magari anche bruciare qualche bandiera nei cortei (fatto che non ha la stessa valenza in Italia di quella che ha negli USA, dove per avere il diritto di farlo si sono battuti per anni), così mascherando pulsioni oscure con un antisionismo che definire finto, manierista e colpevole è misericordioso."

Sono in disaccordo con la forma e con la sostanza di questa affermazione.

Nella forma, Dacia Valent sceglie il tipico metodo della generalizzazione demonizzante: in ogni ambiente, di destra, di sinistra o di nastro di Moebius, esistono persone con "pulsioni oscure", o combattenti "da tastiera". Se la loro presenza contamina le rispettive categorie, ogni categoria di questo mondo è da condannare.

Dacia Valent sceglie anche l’argomento preferito dalla stampa neocon: il fatto che si bruciano bandiere.

Io non brucio bandiere, perché sono una persona abbastanza riservata e non ho più sedici anni.

Ma decidiamoci.

Quando si brucia una bandiera, si sta dando fuoco a un pezzo di stoffa, oppure si tratta di un’azione sacrilega, simile alle dissacrazioni dell’ostia  per cui si veniva un tempo messi a morte? Ci posso anche credere, ma voglio che un teologo me la spieghi per bene prima.[1]

host-desecration

 Dissacratori di ostie si dedicano al loro passatempo preferito

Infine, mentre esistono i "khaverim" da tastiera, i "mujaheddin" da tastiera sono pochissimi: il 90% di ciò che si scrive a sostegno della Palestina in Italia è opera di laici di sinistra.

Ma mi oppongo anche alla sostanza di ciò che scrive Dacia Valent.

Io il conflitto israelo-palestinese lo lascerei volentieri alle persone, tutto sommato semplici, che si vedono in Route 181.

Me ne occupo, però, in quanto è una questione italiana.

Della questione israelo-palestinese me ne occupo perché l’Italia ha stabilito accordi militari con Israele.

Perché il presidente della Repubblica di cui sono cittadino va a inaugurare questa fiera.

Perché il presidente della Camera dice che chi contesta la fiera è peggio di un omicida.

Perché ci sono cittadini italiani che vanno in Israele per sparare, e quando tornano a casa in una bara, hanno i funerali curati dal sindaco di Roma.

Perché il principale quotidiano italiano pubblica editoriali in prima pagina intitolati "Il dovere di amare Israele".

Sabato ci sarà sicuramente di tutto a Torino.

Ci saranno i soliti accannati bevitori di birra  che scambiano i cortei per discoteche ambulanti.

Ci saranno i "mille Lenin, di cui cinquecento che abitano a Roma" di cui parla l’amico Roberto Massari, con i loro megafoni e i loro piccoli seguiti di non più giovani, a dare volantini a tutti gli altri Lenin.

Criticare queste persone è fin troppo facile.

Però Dacia Valent ce ne fornisce un quadro che, trascurandone i reali difetti, è del tutto fuorviante. Non bisogna, dice

"dare la possibilità a chi odia – senza altro motivo che non sia il livore purissimo per qualcuno che si ritiene inferiore e/o pericoloso [sia questo l’ebreo o il musulmano] – di continuare a odiare."

Ma alla manifestazione ci saranno anche tante persone che fanno quello che possono per le comunità palestinesi sotto assedio; e – grande novità – ci saranno anche tanti membri delle comunità arabe e islamiche. Gente che il resto della settimana lavora per mantenere una famiglia e per tenere in piedi tutta la società italiana.

Dacia Valent dice poi:

"Il giorno dopo, all’apertura della Fiera, ci saranno coraggiosi urlatori fuori da quei locali. Si bruceranno coraggiosamente delle bandiere israeliane e americane. Si negherà – insomma – il diritto all’esistenza della cultura.

Che volete che vi dica: i roghi di libri, anche se virtuali, li lascio volentieri agli emuli di Hitler e Pol Pot."

Lasciamo perdere la retorica rossobrunista, di cui abbiamo già discusso, nonché la battuta alla Vittorio Feltri sugli "emuli di Hitler e Pol Pot".

Che fosse opportuno o no contestare la Fiera del Libro, se ne è già discusso più volte, e ho anch’io i miei dubbi. Dubbi che riguardano tutto ciò che è il "fare politica", i cortei, le "scadenze" e quant’altro. Come anche i dubbi di poter fare realmente qualcosa (oltre a tradurre manuali tecnici).

Ma tutto questo parlare di "opportunità", di cose "controproducenti" e "produttive", trascura il fatto che qui siamo davanti a una questione di rapporti di forza.

O si continua la ritirata, in silenzio; oppure ogni tanto si ingaggia battaglia. E quando si ingaggia battaglia, il nemico ha il controllo della rappresentazione mediatica.

E’ scontato che diranno che se si contesta la Fiera del Libro, si sta negando "il diritto all’esistenza della cultura". Come se manifestare parlando di Gaza equivalesse a dare fuoco agli stand o a picchiare i tipografi; o come se uno slogan gridato si potesse paragonare al suono di un bombardamento aereo.

Ma qualunque cosa si faccia per la Palestina, i media o taceranno, o ne daranno la peggiore rappresentazione possibile.

Ma non era certo necessario che alla rappresentazione in stile Magdi Allam, ci si aggiungesse una voce normalmente tutt’altro che conformista.

Nota:

[1] In particolare, sono interessato a casi documentati di bandiere israeliane o statunitensi che sanguinino durante la loro distruzione, o a episodi di pentimenti e conversioni miracolose alla néoconnarderie dei loro carnefici.

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54 Responses to La Fiera di Torino: di mostre e di rappresentazioni

  1. viga says:

    sabato con il mio partito,il pcl, manifesteremo la nostra solidarietà al popolo palestinese.Le critiche della Maraini sono assolutamente farneticanti,tipiche da esposizione mediatica e conformismo intellettuale in difesa dello stile contemporaneo.D’altronde,il nostro è il paese in cui alcune donne che fischiavano Ferrara, sono state taciate di terrorismo.

    Brutta piega questa per un paese che si dice democratico,anche perchè portate avanti da figure sicuramente non destrose-la dice lunga sul pd e i suoi sostenitori-credo che sabato sarà una bella manifestazione,vero come dici tu ci saranno i soliti che vengono in discoteca,ci sarà qualcuno che opta per il machismo idiota della ricerca mediatica di uno scontro impari,ma nella sostanza sarà una manifestazione politica assai seria e pacifica.

  2. daciavalent says:

    Anche io sono d’accordo con Viga: la Maraini è decisamente farneticamente, niente a che vedere con la Valent, che è persona notoriamente ragionevole e intellettualmente organizzata.

    Dacia, quell’altra

  3. daciavalent says:

    Viga, te xe un bravo compagno, ma cribbio! [esclamazione che si conforma al conformismo confarmate e conformatore], il mio cognome l’ha scritto 10 [dico dieci] volte.

    Non è che sei accecato dal “sol dell’avvenir”?

    Dacia Valent

  4. sabato con il mio partito,il pcl, manifesteremo la nostra solidarietà al popolo palestinese.

    Ma che partito è il pcl?

    tamas

  5. Poi, anche se non c’entra niente con il post (ma c’entra con questo blog in cui spesso si tratta di linguistica e di incontri tra mondi diversi) segnalo questo post.

    tamas

  6. utente anonimo says:

    a me invece l’inziativa di sherif al sebaie sembra meritoria almeno per un aspetto (per me cruciale): ovvero testimonia che c’è ancora gente che quando vuole dissentire, protestare, fare opposizione ha ancora la voglia e la capacità di fare qualcosa di diverso e *costruttivo* invece che rompere vetrine, cantare slogan in coro, bruciare pezzetti di stoffa, ritirarsi sdegnati sull’aventino e attività *distruttive* di questo tipo

    mi sarebbe pîaciuto andarci

    roberto

  7. kelebek says:

    Per Roberto n. 6

    Chiaramente le attività che descrivi non sono molto produttive.

    Comunque sono azioni individuali, che si pagano di persona.

    Considera però che dall’altra parte c’è anche gente che arresta, interroga, tortura, deporta, bombarda, corrompe e fa altre attività un po’ peggiore. E sono pure pagati, coperti e inquadrati per farlo.

    E tutto sommato, accetto che condannino i primi solo coloro che condannano anche i secondi.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    non a caso avevo formulato il post in positivo:

    non sto condannando chi brucia le bandiere*, ma vorrei fare i complimenti a al sebaie che, mi pare che tu non ci abbia pensato, pure lui paga di persona (almeno in termini di tempo e di energia, e magari pure politicamente)

    roberto

    *per i quali provo sentimenti poco nobili, lo ammetto, ma non era questo che volevo dire

  9. utente anonimo says:

    “E quando si ingaggia battaglia, il nemico ha il controllo della rappresentazione mediatica”

    ogni tanto il tuo vittimismo è incredibile. Le madri della plaza de amjo in Argentina? Solidarnosh in Polonia? La Lega nell’Italia pre-1989?

    Ti manca la fiducia nel genere umano e pure la pazienza. Quindi ti restano la rassegnazione o il terrosismo: sono contento di non essere dalla tua parte.

    Francesco

  10. kelebek says:

    Per roberto n. 8

    giusto, il tuo discorso fila.

    Miguel Martinez

  11. utente anonimo says:

    E tutto sommato, accetto che condannino i primi solo coloro che condannano anche i secondi.

    e non avevo ancora letto questa!

    ti stiamo perdendo

    Francesco

  12. kelebek says:

    Per Francesco n. 9

    Ecco…

    Immagino già ciò che scriverà Repubblica l’11 maggio:

    “Grande manifestazione a Torino. In una bella giornata di sole, decine di migliaia di ordinari cittadini hanno manifestato contro la scelta di Israele come paese ospite dell’evento… intervista con Irene, diciott’anni, che lavora ma studia anche con voti alti, volto solare: “sono in piazza oggi perché penso ai bambini palestinesi”… solo qualche lieve incidente e due bandiere bruciate, episodi evidentemente isolati, hanno turbato una giornata serena e pacifica”.

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    Miguel

    serissimamente: hai bisogno dell’appoggio, del giudizio di Repubblica? o del TG?

    Sarebbe molto grave, per te.

    Con affetto e curiosità

    Francesco

  14. kelebek says:

    Per Francesco n. 13

    Non è che tu ti esprima con grande chiarezza.

    Ho letto un tuo commento alla mia affermazione:

    “E quando si ingaggia battaglia, il nemico ha il controllo della rappresentazione mediatica”

    in cui mi accusi di vittimismo.

    Cioè, secondo te, non sarebbe vero che la “rappresentazione mediatica” della manifestazione del 10 maggio a Torino sarà necessariamente ostile ai manifestanti.

    Quindi, secondo te, esiste la possibilità che i media pubblichino resoconti come quello che ho descritto io? Ho parlato infatti di una manifestazione in cui ci sarebbe stato il fatale bandiericidio pubblico…

    Altro è il discorso, se io ho bisogno o no dei media; e a quello già risponde implicitamente nel mio post.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Grazie dell’informazione, Miguel, in via Dini ci sarò e grazie per questo post che mi ha rincuorato.

    Dopo quel “coso” di e su Galatea mi era quasi venuto un accidenti. Ma qualcuno, in Italia, l’ha letto Petrolio di PPP??

    silviu’

  16. utente anonimo says:

    Miguel

    a me sembra di essere chiarissimo. Il tuo esempio di commento “non ostile” è parodistico (spero tu lo sappia).

    L’apparire nell’informazione, e molto di più l’apparirvi in maniera non deformata e caricaturale, sono riconoscimenti che si ottengono con guerre di lunga lena, sopportando stoicamente (contento p.?) silenzi, menzogne, allusioni e quant’altro.

    Come appartenente a Comunione e Liberazione, credo di sapere di cosa sto parlando.

    Vuoi spazio e rispetto per la tua battaglia per i diritti dei palestinesi? devi guadargnatelo.

    Ciao

    Francesco

  17. Curioso l’uso del “ma” che fai nel paragrafo che riporto più sotto. Uno può essere un onesto lavoratore, crescere ottimamente i propri figli E NEL CONTEMPO essere obnubilato dall’odio ideologico: son cose che non si escludono affatto a vicenda. O sai spiegarmi tu cosa può spingere – a parte l’odio – a manifestare “contro” gente che ha pagato prezzi altissimi di persona eppure ha continuato e continua a scrivere e a impegnarsi a favore di una soluzione pacifica e della trattativa? Quale logica, se non l’odio, può portare ad una politica – quella dell’oltranzismo – che in sessant’anni non ha prodotto altro che lutti ed orrori? La coerenza con il proprio mandato di odio impone il rifiuto rigoroso di qualsiasi scambio e l’opposizione più ferma al maturare una prospettiva comune: occorre annientare qualsiasi argomento prima ancora che sorga. Uri Grossman? Uccideva coi fucili e non con le pietre. Scrittori pacifisti? E’ una banale opera di marketing per vendere il “prodotto israele”. Non c’è margine per il dialogo, Israele deve finire E BASTA, indipendentemente dal destino che sarà riservato dalle persone che lo abitano, che sono accettabili solo ed esclusivamente come come cadaveri. Anzi, se occorre si piscia sopra pure su quelli.

    rosa

    Ma alla manifestazione ci saranno anche tante persone che fanno quello che possono per le comunità palestinesi sotto assedio; e – grande novità – ci saranno anche tanti membri delle comunità arabe e islamiche. Gente che il resto della settimana lavora per mantenere una famiglia e per tenere in piedi tutta la società italiana.”

  18. kelebek says:

    Per Rosa n. 17

    Il “ma” si riferisce alla differenza tra i fricchettoni dei centri sociali e i paraprofessionisti della politica da una parte, e chi invece scende in piazza perché ritiene che quella questione sia eticamente importante, anche se non è per nulla abituato a manifestare.

    Miguel Martinez

  19. ma guarda un po’…che sorprendente incoerenza.. :-D

  20. utente anonimo says:

    ero io piu’ sotto e dicevo, citando Martinez:

    “non era certo necessario che alla rappresentazione in stile Magdi Allam, ci si aggiungesse una voce normalmente tutt’altro che conformista”

    ma guarda un po’ che soprendente incoerenza :-D

  21. kelebek says:

    Per Cloro n. 20

    Qui si fa una discussione politica, non personale.

    Non mi riferisco ovviamente solo a te.

    Miguel Martinez

  22. controlL says:

    Le bandiere si possono bruciare. A me un bel falò di bandiere non fa né caldo né freddo. E neppure si tratta di dire che l’informazione è chiaramente controllata, cosa ultra vera ma secondaria. È proprio il fatto che la regola è che finisca tutto in rappresentazione, rimbalzata in bene o in male dai media, che bisogna infrangere. Il gesto di bruciare bandiere è stupido perché è pura rappresentazione e accetta in pieno la regola da parte di chi dice di combattere i meccanismi di questa società. Può ancora andare bene per chi ha ambizioni di finire nelle fogne parlamentari, per il resto non è comprensibile.p

  23. Grundstein says:

    X Miguel 18

    Nell’2008 quando sono passati

    A 10 anni esatti dalla morte di Sole e

    Baleno, ti pregherei di non essere così assoluto nei giudizi.

    Non faccio parte dei centri sociali, non ne vado pazzo neanche io quindi

    non me ne frega niente se non ti piacciono, ma non generalizzare; conosco tanta gente a posto anche in quegli ambienti.

    Chiaro, se anche una persona come te adotta le caricature alla libero (giornale):

    “L ignorante Rasta che ha imparato 4 parole in fila che non comprende, ma ripete( e pure male perché fumato)”.

    Che dirti, si ci sono ANCHE quelli, ma non solo.

    Ah poi.

    Cosa cazzo sono i paraprofessionisti della politica ?

    Io non faccio parte di nessun partito o associazione,

    non sono uno squotter ne altro.

    MA sono abituato a manifestare

    ogni volta che qualcosa mi fa girare i coglioni, (per la Palestina, la guerra in Iraq,

    Afghanistan La Tav e la morte di ogni compagno per mano fascista o poliziotta ).

    Ma sempre a nome mio o dei compagni che mi relaziono.

    Rientro forse in quella definizione ?

    Io preferisco pensarmi un cane sciolto.

    Buona Vita Miguel

  24. Grundstein says:

    Per controlL 22

    Beh un pò caldo si, se ci stai vicino.

  25. x Miguel n.21

    lo so. E infatti il mio commento sulla “sorprendente incoerenza” era squisitamente politico.

    Il perchè ti è chiaro o te lo devo spiegare?

    cloro

  26. kelebek says:

    Per Grundsten n. 23

    Va bene quello che dici.

    Quello che volevo dire io era una cosa un po’ diversa.

    Prendiamo il peggio che si possa dire della gente che va a fare manifestazioni. Anche i luoghi comuni alla Libero, se vuoi, purché abbiano una minima realtà fattuale.

    Bene, quel peggio somiglia a quanto descritto da Dacia Valent?

    A mio avviso no.

    Se io dico che gli italiani sono un branco di truffatori e di evasori fiscali, sto dicendo qualcosa di caricaturale, eccessivo, ma con una base di realtà.

    Se io dico che gli italiani sono dei fanatici religiosi e dei lavoratori robotizzati, dico una semplice sciocchezza.

    Miguel Martinez

  27. caro p,

    le regole e il terreno da quando in qua le definiscono gli sfigati come noi? Davvero si può rompere un meccanismo semplicemente rifiutandolo?

    E poi io una società senza rappresentazioni ancora la devo vedere. Suppongo che la vedrò, o la si vedrà, quando la rivoluzione sarà “avvenuta” (io non ci credo ma questo non conta), ma nel frattempo?

    Erika

  28. kelebek says:

    Per ControIL n. 22

    Mi sa che sono sempre più d’accordo con te.

    Il fatto che io faccio un grosso post visibile, seguito da commenti poco visibili, potrebbe far pensare che si tratti di un dialogo a senso unico.

    Non è così.

    Imparo anch’io, e pure parecchio.

    Miguel Martinez

  29. Se io dico che gli italiani sono un branco di truffatori e di evasori fiscali, sto dicendo qualcosa di caricaturale, eccessivo, ma con una base di realtà.

    Se io dico che gli italiani sono dei fanatici religiosi e dei lavoratori robotizzati, dico una semplice sciocchezza.

    Stai facendo in entrambi i casi delle generalizzazioni. Come tali: con nessun valore conoscitivo…

    Allora hai fatto mente locale sul valore “politico” del mio commento, sì o no? Perchè se non è così te lo spiego eh…

    cloro

  30. vabbe’, mi hai convinto: te lo spiego.

    Scrivi:

    “non era certo necessario che alla rappresentazione in stile Magdi Allam, ci si aggiungesse una voce normalmente tutt’altro che conformista.”

    Allora, se dici che questo fatto (cioè questa scrittura di Dv) non era certo necessaria, che cosa è necessario?

    Risposta (seguendo il tuo ragionamento) che, facendo attenzione a non farsi strumentalizzare, magari, si appoggi, per i motivi che tutti abbiamo meditato e che conosciamo, appoggiare il boicottaggio. Parfait.

    Se è così e se si sono chiariti i dubbi che è bene che sia così, fermo restando che la tua analisi precedente è accettabile, perchè perdere tempo ad analizzare le discutibilissime opinioni di Valent, laddove tu stesso ammetti che sono assimilabili (contrariamente al suo abituale “anticonformismo” :-D ) a quelle di Allam?

    A sto punto: o tematizzi la sua deroga all’abituale “anticonformismo” :-D o non mi spiego il senso complessivo del tuo post.

    Cloro

  31. controlL says:

    Non ho di queste pretese, erika. Se non vado a votare, non è che mi aspetti che questo metta in crisi il sistema elettorale. Non faccio una cosa che ritengo sbagliata per me, e per come, già oggi, ritengo debba funzionare una società diversa da questa. Più che preoccuparmi di influenzare e modificare questa società, io mi preoccupo che non influenzi e modifichi me. Come vedi, è l’esatto opposto di chi vuole cambiarla; io cerco di non farmi cambiare [troppo]. La rivoluzione? Per quanto mi riguarda è un fatto continuo e c’è sempre; proprio per questo non dipende da me e posso astenermi dal fare il rivoluzionario.p

  32. p,

    questo l’ho capito, ma appunto: visto che non si può agire fuori dalla rappresentazione dominante (e per quanto mi riguarda, nemmeno pensare, quindi quello che noi “riteniamo” lascia altrettanto il tempo che trova), non capisco in base a cosa alcune azioni sarebbero meno auspicabili di altre.

    E a questo punto non capisco nemmeno cosa sia mai il “te” che non vuoi cambiare.

    Erika

  33. controlL says:

    Il pensiero dominante non è tutto il pensiero, come il capitalismo, la forma economica dominante, non è affatto l’unica forma economica esistente. Se io credo, “ho fede”, mi piace l’espressione, che si va verso una società dominante diversa da questa e già se ne conoscono, oggi, anzi da prima di marx, le regole e i rapporti, cerco di adeguarmi a quelli invece che a questi. Certo, la pratica che ha addosso tutto il peso e l’ingombro di questa, è un altro paio di maniche dalla teoria, che ha già, possiamo dire, saltato il fosso. Ciò non toglie che debba già adeguarmi, nei limiti delle mie mille inadeguatezze, alla teoria che ha saltato il fosso, non a quella che sguazza nel pantano.p

  34. kelebek says:

    La discussione tra le due migliori menti che io conosca (senza offesa per altri), cioè Erika e p(ietro), è davvero interessante…

    Miguel Martinez

  35. La discussione tra le due migliori menti che io conosca (senza offesa per altri), cioè Erika e p(ietro), è davvero interessante…

    Anvedi quanta scelta avresti avuto nella selezione di opinioni da commentare nella rete! E senza porti problematiche di coerenza, che, politicamente, non sono il tuo forte, visto che le glissi con piu o meno furbizia.

    Magari per il prossimo post eh…che tanto la vita è lunga ;-)

    cloro

  36. utente anonimo says:

    Hahahaahahahahaha Martinez, ti fanno anche le scenate di gelosia.

    Dopo aver letto il commento #30 non capisco per quale motivo oscuro questa tipa pretenderebbe di essere tra le migliori menti. Puah.

    Andrea

  37. utente anonimo says:

    p.,

    – Più che preoccuparmi di influenzare e modificare questa società, io mi preoccupo che non influenzi e modifichi me. —

    Com’è possibile impedire che la società ti influenzi e ti modifichi?

    Ma soprattutto, p.: perché ti preoccupi che la società non ti influenzi e non ti modifichi?

    Z.

  38. Hahahaahahahahaha Martinez, ti fanno anche le scenate di gelosia.

    Dopo aver letto il commento #30 non capisco per quale motivo oscuro questa tipa pretenderebbe di essere tra le migliori menti. Puah.

    Andrea

    ???

    non ho questa pretesa, nè mi passerebbe per la mente che Martinez si riferisse a me. I parametri non sono compatibili, visto che, in un’apparente presa di distanza, in realtà pone una rilevanza alle parole di Valent, che questa sicuramente non merita. Soprattutto pensando, per usare le parole di Miguel a

    “episodi di pentimenti e conversioni miracolose alla néoconnarderie”

    o a “sinistra per israele”, aggiungo. Che, voglio dire, siamo lì…

    cloro

  39. utente anonimo says:

    Anch’io credo che la discussione fra pietro ed erika sia molto interessante. Trovo ammirevole la coerenza di pietro. Ma parte da premesse sbagliate. Egli dice (n.33):

    “Se io credo (…) che si va verso una società dominante diversa da questa e già se ne conoscono, oggi, anzi da prima di marx, le regole e i rapporti, cerco di adeguarmi a quelli invece che a questi.”

    Se interpreto bene, pietro vuol dire che si va verso il comunismo e che abbiamo un’idea sufficientemente precisa di cosa ciò voglia dire. Il problema è che entrambe queste affermazioni sono false (ovviamente la cosa non si può qui argomentare).

    Saluti

    Marino Badiale

  40. kelebek says:

    Ho cancellato, per i toni, un commento di Andrea.

    Ricordo ad Andrea e a Cloro che esistono diversi altri forum per condurre discussioni su questo tema.

    Il mio post riguardava i temi della Palestina, del rossobrunismo, del rapporto ebrei-musulmani e Israele-arabi, la fiera di Torino, l’utilità delle manifestazioni e tutta una serie di altre cose.

    Di questo si può discutere qui.

    Miguel Martinez

  41. utente anonimo says:

    Associazione Gioventù Pro-Volturara

    Giovanni Palatucci

    IL GAZZETTINO VOLTURARESE

    Mensile dell´Informazione

    Oggetto: Inedito quadro di Maurits Cornelis Escher (1898-1972) raffigurante NESSIE IL MOSTRO

    DI LOCH NESS, che emerge dall´acque richiamato dall´ UOMO NERO senza volto.

    Il Gazzettino Volturarese dopo il trovamento dell´Inedito Quadro di cui all´oggetto a Volturara Irpina (AV) e dopo il film trasmesso dalla BBC Inglese e ritrasmesso dai Mass Media Italiani circa la nuova apparizione del Mostro di Loch Ness (Scozia) ritiene necessario informare il Mondo intero che il pittore e incisore Olandese M.C.Escher già lo aveva disegnato e ne aveva annunciato la sua ricomparsa sulla scena Mondiale richiamato dall´UOMO NERO senza volto. In relazione a quanto sopra esposto, è pacifico che:

    1. O Escher ha visto di persona il Mostro di Loch Ness durante il suo girovagare,

    2. O Escher credeva nell´esistenza del Mostro di Loch Ness tanto è vero che lo ha disegnato.

    L´opera è datata 18.1.1949 ed è stata dichiarata Autentica dal Perito Grafico Dott.Prof. ANNA PETTRECCHIA iscritto all´Albo dei consulenti del tribunale Civile e Penale di Roma La Consulenza grafica composta da ben 51 pagine è stata Giurata e depositata al Tribunale di Roma in data 04 agosto 2006. questa è una Grande scoperta per il mondo dell´arte. TV e Quotidiani di Avellino, Benevento, Crema nonché il Giornale di Polizia ne hanno già diffuso la notizia in lungo e largo. Anche internet riporta decine di siti dedicati all´inedito Quadro di M.C.Escher. Del caso si sta occupando anche la PROCURA DELLA REPUBBLICA DI AVELLINO, interessati dallo stesso poliziotto proprietario del Quadro.

    L´Olanda Nega l´esistenza dell´inedito (senza averlo mai visto o esaminato) “ALTRI” FANNO FINTA DI NIENTE e “snobbano la notizia per invidia o cattiva fede”. IL GAZZETTINO VOLTURARESE si fa portavoce di questa Grande scoperta fatta da un appartenente alla Polizia di Stato Italiana e, il caso o il fato ha voluto che fosse proprio questo paesino dell´Alta Irpinia a scoprire l´Inedito Quadro di M.C. Escher. IL MOSTRO DI LOCH NESS dopo essere stato riportato in vita da Escher è “sbucato” a Volturara Irpina forse perché invitato dal Mostro nostrano “IL DRAGONE DI VOLTURARA”. Onore e gloria a Escher, al MOSTRO DI LOCH NESS, a tutte le persone IRPINE e ai Mass Media Nazionali e Internazionali che pubblicheranno lo

    STORICO EVENTO.-

    Il Presidente dell´Associazione

    Marra Michelangelo

    http://www.romanzieri.com/archives/001204.php

    http://www.ladysilvia.it/magaView/news/8885/arte

    http://www.amicidellapolizia.it/html/arte.htm

    http://www.ladysilvia.it/magaView/news/7869/arte

    http://otrale.blog.tiscali.it/dg2044158/

    http://www.ladysilvia.it/magaView/news/7662/cronaca

    http://www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=19596

    http://notiziario-volturara.blogspot.com/

    http://www.napoli.com/stamparticolo.php?articolo=13464

    http://www.youtube.com/results?search_query=nessie+escher&search_type=

  42. RitvanShehi says:

    Ah, a proposito di bandiere straniere bruciate, l’articolo del CP concernente è stato recentemente così modificato:

    Art. 299.

    Offesa alla bandiera o ad altro emblema di uno Stato estero.

    Chiunque nel territorio dello Stato vilipende, con espressioni ingiuriose, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, la bandiera ufficiale o un altro emblema di uno Stato estero, usati in conformità del diritto interno dello Stato italiano, è punito con l’ammenda da euro 100 a euro 1.000.

    Inzomma, traducendo in volgave dall’azzeccagarbugliese, si potrebbero anche bruciare aggratise, purché durante l’atto non vengano pronunciate parole ingiuriose nei confronti delle suddette bandiere!!!

    Complimenti vivissimi:-) all’estensore dell’articolo!

  43. Ritvan, qui sotto: mh… Forse la lettera dell’articolo non sarà chiarissima, ma mi pare pacifico che anche dar fuoco ad una bandiera sia da intendere come espressione ingiuriosa e ricada dunque in pieno tra le fattispecie di reato (si vede che ho fatto Scienze Politiche, a volte, no?)

    tamas

  44. utente anonimo says:

    Sul salone del libro, un ottimo articolo di Valerio Evangelisti:

    http://www.carmillaonline.com/archives/2008/05/002629.html

    Saluti da Marcello “Teofilatto”

  45. utente anonimo says:

    Tamas #43,

    effettivamente un po’ si vede:

    avresti dovuto scrivere “tra le condotte idonee a integrare la fattispecie di reato”…

    ;-))

    Zeta ‘o Filippico

  46. utente anonimo says:

    in effetti dacia Valent ha scritto una valanga di stronzate questa volta:

    Non ci sono gruppi di estrema destra alla manifestazione; non li abbiamo voluti e dopo Verona, se si presentassero, se ne andrebbero con la testa rotta.

    Sembra un articolo di quelli che pubblica il giornale, e non è una bella cosa

    JBs

  47. controlL says:

    Perché, Z, dovrei farmi influenzare più di quanto m’influenzi, se non mi piace? C’è bisogno d’altre spiegazioni?

    Naturalmente, marino, può darsi che le cose vadano in maniera diversa, questo lo ammetto, ma non può darsi che io non sappia cos’è il comunismo. Semmai si può dire che sia un’allucinazione di pochi svitati. Anche questo te lo concedo tranquillamente.p

  48. controlL says:

    Ho letto alcune poesie di sandro bondi. Ho letto [e scritto] di molto peggio quando scrivevo dilettantescamente versi e li scambiavo con altri dilettanti. Ma ho letto anche dilettanti certamente migliori. A me per lo più sono sembrate litanie, insomma un facsimile a corto d’inchiostro. Ma per lui questa politica sembrerebbe un paradiso abitato da santi. È la cosa che mi lascia più basito, alla fine.

    Mani dello spirito

    Anima trasfusa.

    Abbraccio d’amore

    Madre di Dio

    Vita assaporata

    Vita preceduta

    Vita inseguita

    Vita amata.

    Vita vitale

    Vita ritrovata

    Vita splendente

    Vita disvelata

    Vita nova

    Antro d’amore

    Rombo di luce

    Parole del sottosuolo

    Fiume di lava

    Ancora di salvezza

    Dolente fulgore

    Mite regina

    Misteriosa malia

    Polvere di stelle

    Ignara bellezza

    Rubata sensualità

    Fiore reclinato

    Peccato d’amore

    Luna indifferente

    Materna sensualità

    Velo trasparente

    Severo abbandono

    Nero sublime

    Lento abbandono

    Violento rosso

    Fugace ironia

    Bianco madreperla

    Intrepido mistero

    Tra le tue braccia magico silenzio

    Fra le tue braccia intenerito ardore

    Fra le tue braccia campo di girasoli

    Fra le tue braccia sole dell’allegria

    Ho fatto il giochetto di mettere insieme alcune poesie e togliere i titoli. Letti una dietro l’altro sono litanie “parlamentari”; se poi immaginate un “vota per noi” dopo ogni verso, l’impressione è perfetta.

    Chi vuole deliziarsi oltre e scoprire i personaggi “supplicati” [suppliziati, direbbe un cinico] può andare qua: http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/05/08/sandro-bondi-perdonare-dio/

    p

  49. RitvanShehi says:

    >Ritvan, qui sotto: mh… Forse la lettera dell’articolo non sarà chiarissima, ma mi pare pacifico che anche dar fuoco ad una bandiera sia da intendere come espressione ingiuriosa e ricada dunque in pieno tra le fattispecie di reato (si vede che ho fatto Scienze Politiche, a volte, no?) tamas< Sì, pensandoci bene ci potrebbe anche stare. Vabbè, cambia poco, in questo caso i cari bruciabandiere oltre al costo delle bandiere da bruciare dovranno mettere in preventivo anche qualche centinaio di euri per l’ammenda (oltre alla parcella dell’avvocato).

  50. utente anonimo says:

    Diciamo che devono mettere in conto l’ammenda… di ‘sti tempi bui, la parcella dell’avvocato oramai è diventata un opscional :D :D :D

    Z.

  51. utente anonimo says:

    p.,

    forse sono io a non capire in che senso intendi “farsi influenzare”.

    Se non ci facessimo influenzare dalla società tutto ciò che leggiamo o ascoltiamo sarebbe irrilevante per noi. Direi anzi che passeremmo la vita a gattonare emettendo suoni non articolati.

    Se poi io dico “non mi faccio influenzare da quel che dice Tizio” allora è un altro paio di maniche…

    Z.

  52. utente anonimo says:

    Z (Zoro?) 51:

    anche io faticavo a farmi pagare. chissà: scarsa autostima? snobbismo? masochismo? curioso “senso del sociale”?… Poi ho fatto un corso (durato una decina d’anni), un pò di terapia e… pian-pianino…

    certo, mi sa che per gli avvocati c?è anche di peggio, a volte

    Orazio (idraulico), Comunione e Liberazione

  53. utente anonimo says:

    Idraulico? che non si fa pagare??

    Senti, avrei bisogno per una piccola riparazione alla cassetta dello sciacquone. Non è mica che puoi dimenticare quanto hai appreso al corso e fare un salto da me?

    Ah, dimenticavo: viva Don Giussani! :-)

    Z.

  54. utente anonimo says:

    No se puede.

    Altrimenti mi tocca rifare il corso dall’inizio.

    Proverò a concentrarmi sulla cassetta del tuo sciacquone da qui… le riparazioni telepatiche gratuite sono concesse.

    Fammi sapere se funziona.

    Orazio

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