A Torino sabato

Non sono un appassionato frequentatore di manifestazioni.

Servono, a quanto pare, per farsi sentire.

Ora, se la manifestazione è politicamente corretta, qualunque cosa avvenga, farà bella figura nei media.

Se è politicamente scorretta, invece, i casi sono due. Se succede la minima cosa che si possa sfruttare contro chi manifesta, se ne parlerà nel peggiore dei modi per giorni.

Se non succede nulla di "controproducente", non se ne parlerà per niente.

Però credo che a Torino ci sarò sabato.

Mi hanno convinto in tanti.

Primo, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha detto che chi ci va è peggio degli assassini di Verona.

Secondo, perché ci sarà il presidente d’Italia, Giorgio Napolitano. Un signore che ha aspettato una quindicina di anni per essere sicuro che non ci fosse più un comunista in giro, per dire quanto male avesse fatto il comunismo in Ungheria; ma che ha fiutato con anni di anticipo il trionfo dell’impero americano. Se uno così sensibile ai venti va a Torino, un motivo ci deve essere.

Terzo, perché Massimo Fagioli, il guru di Bertinotti, ha annunciato, in un’intervista al Riformista del 24 aprile [1], che il suo discepolo risusciterà dalla tomba facendo qualcosa di clamoroso a sostegno di Israele proprio sabato, a Torino.

Ma per spingermi a passare una notte in treno per arrivare a Torino, mi hanno convinto soprattutto questi, che si sono dati il coraggio, in tempi tremendi, di esporsi in prima persona, presentandosi a Vicenza alla conferenza organizzata da Gaza Vivrà. 

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TORINO

Sabato 10 maggio – ore 10-14

Centro Italo Arabo Dar al Hikma

Via Fiocchetto 15

(zona Porta Palazzo)

 

ASSEMBLEA – MANIFESTAZIONE

Nota:

[1] Se ne parla ad esempio qui, ma non sono riuscito a trovare l’articolo originale del Riformista. Se qualcuno ce l’ha, si faccia vivo!

Massimo Fagioli, a quanto pare, è l’ennesimo tipo che si è convinto che il mondo è in mano agli ebrei. Evidentemente non sa che non basta strillare Viva Israele per far camminare i cadaveri.

 

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17 Responses to A Torino sabato

  1. utente anonimo says:

    Credo che l’affermazione di Fini abbia a che fare con la maggiore responsabilità (e quindi colpevolezza) di chi ha un’intelligenza rispetto a chi non ce l’ha.

    Credo, non so nulla di Fini e pochissimo me ne interesso.

    Se ne deduci che tu sei tra i più colpevoli a prescindere, hai ragione ;)

    Ciao

    Francesco

  2. Ho imparato a diffidare dei giornali. Che Gianfranco Fini sia capacissimo di sostenere qualcosa di simile non mi sorprende, ma mi sembra strano abbia detto papale papale che la vita di uno vale meno di una bandiera bruciata.

    Fagioli e Bertinotti, allo stato attuale delle cose, sarebbero da proporre per l’affidamento ai servizi sociali. Incredibile cosa non sono riusciti a combinare. E ancora più incredibile che Fausto non abbia avuto sentore dell’odor di disastro che promanava dalle sue scelte.

    Secondo me la controinformazione su Gaza può funzionare anche meglio; tra le persone che conosco c’è sempre meno gente disposta a prendere per buone le “verità” (una volta si diceva che ognuno aveva una sua “versione dei fatti”, ora ognuno ha “la sua verità”…) dei mass merda e a fidarsi, invece, di blog, manifesti e scritte sui muri.

  3. utente anonimo says:

    Scusa se ti rompo…

    Il tuo calendario indica il 12 a Milano (sala da confermare) sul sito, invece, il 12 è previsto a Casale monferrato.

    Ne sai (per caso) qualcosa?

    silviu’

  4. utente anonimo says:

    Non sarò a Torino. L’hype della manifestazione ha già sortito il producente/controproducente di cui parli: visibilità nel bene e nel male.

    Sarebbe spiazziante far loro gestire ingenti forze dell’ordine davanti ad uno spiazzo vuoto – questo sì bel boicottaggio. Nullificare il valore di una “fiera” pubblica mostrando il suo reale aspetto di evento privato. Comunque, sono ancora convinto della necessità di costruire qualcosa, invece di limitarsi all’impatto frontale in condizioni di debolezza. Come dice questo blog in apertura:

    “When you are the underdog in the fight, your weak position gives you the opportunity to fight on the side of beauty”.

    Una (contro)manifestazione, come tutte quelle alle quali ho partecipato, passa dal “beauty” al grottesco in tempi brevissimi.

    Ecco, per esempio io il 15 sarò qui, sempre nella segreta speranza che queste poesie (e relativa humus) “perforino la torbida oscurità israeliana” fino ad arrivare ad un pubblico mai estraneo, troppo esposto allo spettacolo posticcio di gente ferma in strada, col capo chinato dopo l’incanto di una sirena, per la gioia delle telecamere di turno.

    diego

  5. utente anonimo says:

    Non sarò a Torino. L’hype della manifestazione ha già sortito il producente/controproducente di cui parli: visibilità nel bene e nel male.

    Sarebbe spiazziante far loro gestire ingenti forze dell’ordine davanti ad uno spiazzo vuoto – questo sì bel boicottaggio. Nullificare il valore di una “fiera” pubblica mostrando il suo reale aspetto di evento privato. Comunque, sono ancora convinto della necessità di costruire qualcosa, invece di limitarsi all’impatto frontale in condizioni di debolezza. Come dice questo blog in apertura:

    “When you are the underdog in the fight, your weak position gives you the opportunity to fight on the side of beauty”.

    Una (contro)manifestazione, come tutte quelle alle quali ho partecipato, passa dal “beauty” al grottesco in tempi brevissimi.

    Ecco, per esempio io il 15 sarò qui, sempre nella segreta speranza che queste poesie (e relativa humus) “perforino la torbida oscurità israeliana” fino ad arrivare ad un pubblico mai estraneo, troppo esposto allo spettacolo posticcio di gente ferma in strada, col capo chinato dopo l’incanto di una sirena, per la gioia delle telecamere di turno.

    diego

  6. Non potrò venire, ma buon viaggio a tutti quelli che andranno a torino.

    in effetti serve un post su fagioli e fagiolini. quando ho provato a leggere un articolo del carismatico psichiatra sinistroide sono rimasta shockata, e devo dire che non mi sono ancora totalmente ripresa. ma credo che rappresenti un fenomeno particolarmente significativo dei giorni nostri. sono sicura che Miguel saprà trattare l’argomento.

  7. utente anonimo says:

    NScO,

    – Ho imparato a diffidare dei giornali. Che Gianfranco Fini sia capacissimo di sostenere qualcosa di simile non mi sorprende, ma mi sembra strano abbia detto papale papale che la vita di uno vale meno di una bandiera bruciata. —

    Nello spezzone di Vespa che ho sentito ha detto chiaramente che il fatto di Torino è stato “molto più grave”, e dubito si riferisse all’aggressione a danno dei vigili che facevano multe per divieto di sosta :-)

    E per come mi ricordo le sue parole, direi che i virgolettati a questo link sono testuali:

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=81366

    Ciò che mi ha stupito ancora di più, in realtà, è stato Ronchi che ribadiva lo stesso concetto il giorno dopo. Cioè, la cazzata ti può scappare – anche se questa è effettivamente grossa forte – ma ribadirla a freddo l’indomani…

    Z.

  8. controlL says:

    Sulla grossolana cazzata di fini c’è poco da dire. Se ronchi l’ha ribadita, sono messi bene in an.

    Sulle manifestazioni spettacolari, io più che interrogarmi se siano producenti o controproducenti, mi chiedo sempre come mai si fanno grandi analisi sulla “società dello spettacolo” e poi se ne seguono le regole? Mi sfugge sempre quale sia la logica.p

  9. kelebek says:

    Per Silviu’ n. 3

    Ultimo aggiornamento, cancella altri riferimenti:

    - Lunedì 12 maggio – ore 21 – MILANO, Sala della Pace, via Dini 7 (fermata metrò Abbiategrasso)

    Miguel Martinez

  10. abdannur says:

    Benché abbia motivi di dissenso, avrei comunque partecipato all’assemblea ed al corteo di Torino, se mi fosse stato possibile. Cercherò comunque di essere all’assemblea di Milano, lunedì prossimo, se Dio vuole.

    Richiamo quel che dice Diego, e rilancio. Pensiamo alla costruzione, op-posizione necessita di una posizione preliminare, benché il contrasto possa contribuire al coagulo. La logica dello scontro come metodo sistematico rischia di rappresentare soltanto un’ennesima forma di dipendenza, e dunque di intrinseca subalternità.

  11. utente anonimo says:

    Perche il boicottaggio non sia solo,

    il giorno della fiera dell’ Libro.

    Propongo anzi ripropongo!!!

    Il boicottaggio totale del economia di guerra Israeliana.

    Le liste dei prodotti da boicottare, si trovano su internet, sarebbe bello che chi riuscisse ad avere un ciclostile, ne facesse migliaia di copie per i compagni che sabato saranno alla manifestazione ma non hanno il computer.

    Io lo posto qui di seguito un succinto sunto da tenere nel portafoglio come promemoria

    Tratto dal forum Palestina.

    http://www.forumpalestina.org/boicottaggio.asp

    “Un’indicazione importante per la protesta riguarda le grandi catene di distribuzione che risultano particolarmente coinvolte nei commerci con aziende israeliane. Rifiutandosi di fare acquisti nei supermercati e nei negozi di queste catene, si evita di finanziare inconsapevolmente l’economia di guerra israeliana.

    In particolare, le catene di questo tipo presenti in Italia sono Auchan e Carrefour, ma gli stessi prodotti sono presenti sugli scaffali de La Rinascente e degli ipermercati Panorama.

    I marchi che seguono sono quelli di aziende israeliane (Carmel, Jaffa, Delta Galil, ecc.) e di aziende che hanno rapporti molto stretti con l’economia di guerra israeliana (Nestlè, L’Oréal, Mc Donald’s, Nokia, Coca Cola, ecc.). Si tratta, in genere, di prodotti di larga diffusione, i cui acquirenti non possono sapere che, comprandoli, contribuiscono a sostenere la politica criminale dei governi israeliani.

    Molti consumatori e consumatrici rimarrebbero sorpresi se sapessero che i soldi che spendono per vestirsi, truccarsi, profumarsi, mangiare, dissetarsi, telefonare, addirittura lucidarsi le scarpe, finiscono per finanziare l’occupazione dei Territori palestinesi e lo sterminio del popolo palestinese.

    Carmel Legumi, frutta (avocados, pompelmi… ), vini, cognac, liquori, succhi di frutta, fiori.

    Jaffa Agrumi succi di frutta

    Nestlé associate (Nescafé, Nesquik Terrier Maggi Buitoni)

    Estèe Lauder cosmetici

    L’Oréal associati (Lancome Paris Giorgio Armani Vichy Cacharel La Roche-Posay)

    Garnier, Biotherm, Helena Rubinstein Ralph Lauren Perfumes)

    Timberland abbigliamento e accessori

    DELTA Galil Tessili Associate (Marks & Spencer, Carrefour Auchan)

    McDonald’s Ristorazione

    Nokia : telefonia

    Danone alimentari

    Bassetti : Tessili

    Coca-Cola (Fanta Sprite Schweppes)

    Caterpillar : Caterpillar fornisce alle forze armate israeliane bulldozer blindati ed equipaggiamenti per demolire le case palestinesi e sradicare gli alberi. Alcune associazioni israeliane come il Comitato Israeliano Contro la Distruzione delle Abitazioni Palestinesi e associazioni internazionali di sostegno al popolo palestinese invitano a denunciare questa impostura. E’ possibile esercitare il boicottaggio di questa azienda rifiutando di acquistare i prodotti delle sue linee di abbigliamento CAT (scarpe, maglioni, berretti, t-shirt, ecc.) e di giocattoli (riproduzioni in scala dei suoi bulldozer). “

    Questo è un sunto per gli approfondimenti si puo andare sul forum Palestina su arcipelago

    O tantissimi altri, le informazioni in internet ci sono bisognerebbe riuscire a farle uscire.

    Buona vita ( in particolare a chi ci sarà sabato)

    Silvio

  12. utente anonimo says:

    Mi hai convinto… non comprerò mai più un caterpillar in vita mia!

    Z.

  13. utente anonimo says:

    …………………………………………………………………………………………………………….

    ……CAT (scarpe, maglioni, berretti, t-shirt, ecc.) e di giocattoli (riproduzioni in scala dei suoi bulldozer).

    ai latidital ia

    SATOR

    AREPO

    TENET

    OPERA

    ROTAS

  14. utente anonimo says:

    Io lo ho comprato un piccolo caterpillar ma non riesco a trovare il resto dello scenario (casuccia palestinese e famiglia da far schiacciare sotto i cingoli). Potete aiutarmi? Li trovo all’Auchan?

    Francesco

    PS scusate ma questi ultimi post e, molto di più, i commenti mi danno l’impressione di sbirciare in un ospedale psichiatrico o un film in stile Helzapoppin.

  15. Francesco, commento qui sotto: non fare quello domaniato dal consumismo e riscopri le tua abilità manuali, ad esempio costruendo la casina con stuzzicadenti e foglie di salvia (che sono poi materiali edili usatissimi in MO, peraltro). Quanto ai palestinesi, ti consiglierei di usare i pupetti Lego, che hanno anche la particolarità di avere braccia e gambe staccabili e possono dunque ben ricreare quell’effetto di crudeltà sionista che vai ricercando.

    tamas

  16. utente anonimo says:

    domaniato=dominato.

  17. utente anonimo says:

    Grazie del consiglio ma preferisco i pezzi di legno e gli omini Playmobil.

    Però potrei suggerire qualcosa alla CAT, poi lo vendiamo agli asili nei paesi arabi per i lavoretti che fanno i bambini per il Giorno della Memoria ….

    Francesco

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