Assenza forzata

Da una settimana, riesco a collegarmi solo per brevi attimi, poi il router collassa.

Una bellissima vacanza da ogni elettroneria, che purtroppo finirà non appena aggiustano l’attrezzo.

Nel frattempo, riesco a stento a seguire un po’ i commenti, non leggo altri blog e scarico con gran fatica la posta.

Comunque, esisto più e meglio di prima.

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75 Responses to Assenza forzata

  1. utente anonimo says:

    Sono arrivati a 254 e, da mo’, si sono avvitati su sé stessi (more solito). Io avevo commentato così (si parva licet).

    >>Pensandoci bene però, che il massimo carnefice-torturatore-genocida oggi sul mercato (la parola non è casuale) accusi le sue vittime di avere una cultuta della morte ha una sua logica.

    Ci sarebbe da chiedergli però chi gliel’ha instillata in 60 anni (buon compleanno, a proposito) di mattanza.

    Che questo avvenga nel massimo centro mondiale dell’ipocrisia, beh, era solamente la location ideale!

  2. utente anonimo says:

    Non sono d’accordo su questa definizione dello Stato di Israele. Storicamente tutte le violazioni del cessate il fuoco, di tutte le tregue, di tutti gli armistizi, di tutti i tentativi di compromesso, sono giunte da fazioni, da frange armate, da bande irregolari di palestinesi, libanesi, arabi, insomma da corpi esterni alla c.d. Entità Sionista. Lo stesso Yasser Arafat allorquando al tavolo delle trattative non vide riconosciute le sue pretese territoriali e giuridiche (condivisibili o meno) in un momento in cui la pace la vera pace era a portata di mano, tolse la briglia a cani e porci e rovesciò su tutta l’area un’ondata di violenza, sangue e martirio, di cui nssuno sentiva il bisogno. All’epoca di fatti egli aveva il controllo pieno della situazione ma, maldestro apprendista stregone, abdicò liberando demoni che non riuscì più a fermare. Questi sono i fatti, se poi si vuole accusare Israele di brutalità, di eccesso nell’uso della forza, di molti atti di ingiustificata repressione, credo si possa fare, ma tutte queste azioni sono sempre seguite a violazioni di accordi di pace perpetrate da altri. Israele ha sempre mantenuto il pieno ed effettivo controllo della propria macchina da guerra. E’ sempre riuscita a fermare il proprio esercito dove ha voluto e quando ha voluto, che poi l’esercito stesso posso essersi macchiato di atti di crudeltà, che qualche colono ultra ortodosso abbia preso a fucilate degli innocenti, questo è sicuramente vero, come però è vero che quando Israele si è autoimposta una tregua la ha rispettata, anche sloggiando a calci nel sedere i propri stessi cittadini da territori conquistati e poi da restituire in base a parole date. La differenza è questa, che per quanto Israele possa avere una parola dura, odiosa e a volte inumana, questa parola è sempre stata UNA forte e chiara, dall’altra parte, o meglio dalle altre parti non è mai stato così.

    Per questo credo che alla fine la pace si farà con Hamas, poichè solo coloro che hanno il potere di fare la guerra hanno il potere di porre loro fine.

    Saluti

    M.W.

  3. utente anonimo says:

    “per questo credo che alla fine la pace si farà con Hamas perchè solo coloro che hanno il potere di fare la guerra hanno il potere di porre loro fine”

    Sperem!

    ciao Miguel, buon relax:-)

    J.

  4. utente anonimo says:

    Caro M.W., non è per sprecare carta e caratteri che ho scritto ” 60 anni (buon compleanno, a proposito) di mattanza”. C’è qualche storico israeliano che potrebbe aprirti la mente, a questo proposito…

    A meno che tu non sia in mala fede, nel qual caso mi scuso.

    silviu’

    ero io nel # 1

  5. utente anonimo says:

    Ciao Miguel, buon relax;-))))

    a presto,

    reza

  6. utente anonimo says:

    La mente è già aperta e quindi posso benissimo cambiare idea anzi ne rivendico fermamente il diritto. Ho espresso un opinione generale sui rapporti di forza argomentandola sulla base delle mie conoscenze limitate. Invecedi rispondere o argomentare per slogan, indicami le fonti dalle quali trai il tuo convincimento e se ho torto sono disposto a riconoscerlo serenamente. In ogni caso per il momento resto convinto che se parte palestinese avesse avuto la capacità di rispettare le tregue, di abbandonare le armi, di rinunciare alla lotta armata, se avesse avuto la convinzione che la non violenza è l’unica strada percorribile, la questione si sarebbe già risolta da un pezzo, ma evidentemente fa comodo a molti e non certo ad Israele (inteso in generale) che le guerre continuino.

    Saludos

    M.W.

  7. utente anonimo says:

    suona quasi come un addio.

    Francesco

    PS signor Silviù, mica darebbe una definizione di “massimo”? Grazie

  8. utente anonimo says:

    dimenticavo, per 6: “la non violenza è l’unica strada percorribile”: sottoscrivo anche questo così come “la guerra fa comodo a molti”.

    anche io cerco di tenere la mente aperta e rivendico il diritto a cambiare idea.

    se dico poco e perchè su molto sto ancora cercando di farmi un’opinione.

    ciao

    J.

  9. controlL says:

    È strano che non si dica lo stesso per l’altra parte. Dai romani che se ne intendevano, a proposito di radici, traggo (un po’ a memoria)questa massima di seneca: “è molto più sicuro e inviolabile il nemico che si arrende conservando le armi di quello che si arrende a discrezione”.p

  10. Ritvanarium says:

    Caro Kelebek,

    il commentarium al tuo precedente post si è svolto così :

    il Faraone Magdi I ;-) si è convertito al Cattolicesimo col nome di Cristiano ;-) e Ben Hur si sarebbe visto rubare la scena pure se fosse stato Charlton Heston in persona ;-)))

    by DavidRitvanarium

  11. Ritvanarium says:

    Uh, che notiziona, perché Rezathustra ;-) non ci dice niente ?

    by DavidRitvanarium

    http://www.payvand.com/news/05/nov/1126.html

  12. comictadpole says:

    …. e ci credo, Miguel_

    L.M.

  13. Thekra says:

    M.W., il problema sono le fonti, e le fonti che abbiamo non sono esattamente neutrali, credimi.

    Una volta sono stata in Palestina durante una tregua, e credevo di trovare un clima diverso dal solito.

    Bene, non è stato per nulla così, anzi.

    Non è passato un singolo giorno senza che l’esercito israeliano uccidesse dei palestinesi.

    A Jenin venivo svegliata ogni giorno all’alba dagli spari, invece che dall’adhan (la chiamata alla preghiera).

    Nel frattempo, vicino a Tulkarem sono stati arrestati una quarantina di internazionali, tra cui una decina di italiani. Ho personalmente mandato un’e-mail a tutti i quotidiani nazionali, più a tutti i quotidiani locali delle città residenza di quegli italiani.

    Risultato: la notizia è stata pubblicata soltanto da un quotidiano, se non sbaglio fu l’Unità.

    Una nostra connazionale di circa 45 kg di peso è stata accusata di violenza ai danni di un soldato… l’ho conosciuta, se avessi soffiato sarebbe volata via… immagina un pò…. violenza! Moriva di paura ed ha iniziato a scalciare, l’hanno immediatamente immobilizzata.

    L’hanno deportata in quanto pericolosa. Terribilmente pericolosa.

    Ad un ragazzo australiano che non ha reagito all’arresto, anzi ha alzato le mani in segno di resa, l’hanno gettato a terra e gli hanno rotto un paio di costole a calci davanti a tutti, a mo’ di monito per gli altri.

    Ti chiederai perché hanno arrestato questi ragazzi, ecco, perché si erano seduti tutti fuori dalla casa di una famiglia palestinese per impedirne la demolizione, prevista perché lì doveva sorgere il muro.

    Proprio così, durante la tregua questo facevano i soldati israeliani:

    omicidi giornalieri, demolizioni di case, coprifuoco nella maggior parte delle città palestinesi (Jenin, Qalqilya, Nablus), incursioni notturne durante le quali venivano ammazzate intere famiglie, checkpoints dappertutto (i checkpoints non vengono tolti mai, nemmeno durante le tregue), donne fatte partorire per strada ai checkpoints, a Qalqilya (già completamente circondata dal muro) ingresso negato ad ambulanze ed insegnanti (ergo Qalqilya senza assistenza medica e con scuole chiuse), l’intera striscia di Gaza completamente blindata (ingresso rifiutato a quasi tutti, inclusi giornalisti e aiuti umanitari, con un documento da firmare per i pochi ai quali era concesso entrare, in cui dovevi firmare una liberatoria che diceva che in caso di tua morte durante la permanenza a Gaza per mano dei soldati israeliani, gli stessi non potranno essere ritenuti responsabili).

    Ora tu, ma pure io, o chiunque altro, da qui, dall’Italia, senza vedere nè sentire nulla, può chiamarla tregua, ma un palestinese ovviamente non può, perché lui è lì, capisci? Lui queste cose le vede, le vive, ogni singolo giorno, durante quella che Israele ed il resto del mondo chiamano “la tregua”.

    A me ed agli altri internazionali hanno sparato addosso diverse volte, durante la tregua, qualcuno è stato colpito, anche se in modo non grave.

    Però ti assicuro che mai avresti detto di vivere in un paese in tregua, mai!

    Quello era un paese in guerra, una guerra unilaterale, visto che i gruppi armati palestinesi avevano rispettato la tregua (almeno fino a quel momento).

    Il giorno dopo il mio ritorno in Italia hanno fatto saltare in aria un autobus a Gerusalemme.

    Notizia su tutti i giornali e tutte le tv: Rotta la tregua, un terrorista palestinese si fa saltare in aria a Gerusalemme.

    Ma quale tregua? Quella unilaterale di Hamas e compagnia? Perché gli israeliani non hanno rispettato la tregua nemmeno per un giorno!

    Altra cosa, durante la tregua, agli osservatori ONU non era garantito l’accesso ai territori occupati!

    Purtroppo la verità è che Israele non ha mai rispettato alcuna tregua, però se non ci vai e vedi di persona come stanno le cose, lo capisco anch’io che non ti rimane che credere a ciò che ti dicono i giornali e le tv.

    E quello che è più tragico è che nei territori occupati vedi soldati dappertutto, carri armati, morti ammazzati… e due chilometri più in là gente che va al ristorante, a ballare, che si diverte, nessun soldato, nessuna guerra… e poi sono proprio questi ultimi a gridare allo scandalo e ad essere ascoltati!

  14. Ritvanarium says:

    Ehilà … “Fitna” di Geert Wilders è disponibile su http://www.liveleak.com

    … ma che delusione :

    Un Vittorio Feltri qualsiasi sa fare di molto meglio !!! … O “peggio”, a seconda ;-)

    by DavidRitvanarium

  15. utente anonimo says:

    Avanti, odiate la Cina ed il Popolo cinese, sono dei criminali, oppressori, assassini, vero?

    Mentre in Iraq gli americani con George Bush, l’uomo più democratico del pianeta, hanno esportato la democrazia insieme a tonnellate di bombe all’uranio impoverito che hanno sterminato più di 100 000 bambini.

    L’hanno esportata in Afghanistan, la esporteranno in Iran, poi anche in Venezuela, guarda caso sempre dove esistono giacimenti di petrolio o la posizione strategica nello scacchiere mondiale è fondamentale.

    Costruiscono lì le loro basi e nessuno ha niente da ridire.

    Questo si chiama invasione del pianeta per gradi.

    Avanti odiate la Cina ed il suo popolo, perchè i media vogliono questo, e soprattutto George Bush e la sua cricca di miliardari guerrafondai nazisti delle multinazionali lo vuole.

    Avanti pensate ancora una volta non con i vostri cervelli, ma con la merda che vi immettono i manipolatori del pianeta attraverso media compiacenti.

    Fate una petizione all’ONU affinchè invii una missione umanitaria in tibet a cui saranno a capo gli USA con un contingente militare di tutto rispetto.

    Vi stanno manipolando come sempre, anche sulla faccenda Tibet, ed anche Grillo o la Casaleggio lo sta facendo.

    Samanta Bhadra

  16. RitvanShehi says:

    >Ehilà … “Fitna” di Geert Wilders è disponibile su http://www.liveleak.com

    … ma che delusione :

    Un Vittorio Feltri qualsiasi sa fare di molto meglio !!! … O “peggio”, a seconda ;-) by DavidRitvanarium< O mio caro Discepolo italico, pure tu affetto da esterofilia a tal punto da considerare Feltri inferiore a Wilders?
    Per tua norma e regola e da assiduo lettore di “Libero”, ti posso dire che Vittorio Feltri – per quanto possano essere condivisibili o meno le sue opinioni – è un giornalista e un Direttore di giornale coi controfiocchi, capace sempre di fare quello che un buon giornalista dovrebbe fare, ossia spiegare il suo pensiero con stile ed eleganza, ma nel contempo senza contorti giri di parole e astruse pippe mentali comprensibili solo a chi ha una sfilza di masters in Comunicazione.

    Wilders, invece, è solo un oscuro politico xenofobo di un piccolo paese europeo: al massimo si potrebbe paragonare a Calderoli.

  17. RitvanShehi says:

    >Avanti, odiate la Cina ed il Popolo cinese, sono dei criminali, oppressori, assassini, vero? Samanta Bhadra< Con chi ce l’hai, sorella, in questa tua indignata invettiva? In questo post e nei suoi commenti non vedo menzionata la Cina e neanche il non meglio precisato “popolo cinese”. >Mentre in Iraq gli americani con George Bush, l’uomo più democratico del pianeta, hanno esportato la democrazia insieme a tonnellate di bombe all’uranio impoverito che hanno sterminato più di 100 000 bambini.

    L’hanno esportata in Afghanistan, la esporteranno in Iran, poi anche in Venezuela, guarda caso sempre dove esistono giacimenti di petrolio o la posizione strategica nello scacchiere mondiale è fondamentale. Costruiscono lì le loro basi e nessuno ha niente da ridire.

    Questo si chiama invasione del pianeta per gradi.< Ammesso e non concesso che le cose di Bush siano come dal tuo delirante tazebao, che minchia c’entra questo con quello che sta accadendo in Tibet? Se pensi che i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino siano degli agenti della CIA, basta dirlo chiaramente, no? >Avanti odiate la Cina ed il suo popolo, perchè i media vogliono questo, e soprattutto George Bush e la sua cricca di miliardari guerrafondai nazisti delle multinazionali lo vuole.< Scusi, esimia, ma a me risulta che secondo i sullodati mandarini rossobruni pechinesi (ma anche secondo il Dalai Lama, che chiede solo autonomia REALE nell’ambito della Repubblica Cinese) anche i tibetani fanno parte del cosiddetto “popolo cinese”. Dici che nosotros “odiatori in servizio permanente effettivo” odiamo pure issi? >Avanti pensate ancora una volta non con i vostri cervelli, ma con la merda che vi immettono i manipolatori del pianeta attraverso media compiacenti.< Sì, sì, e c’abbiamo anche le fette di prosciutto sugli occhi:-), se per questo. Guarda che qui c’è qualcun altro che detiene il copyright di ‘ste cazzate, da usare quando non si ha argomenti. Ti potrebbe far causa, sai! >Fate una petizione all’ONU affinchè invii una missione umanitaria in tibet a cui saranno a capo gli USA con un contingente militare di tutto rispetto.< Spiacente, madama/madamigella, l’ONU si è lavata le mani come Pilato una volta per tutte, quando non batté ciglio nel 1950 mentre l’Esercito di Mao invadeva il Tibet, Stato Sovrano e membro fondatore dell’ONU nel 1948. >Vi stanno manipolando come sempre, anche sulla faccenda Tibet, ed anche Grillo o la Casaleggio lo sta facendo.<
    Oh, sì, certo, solo gli Esseri Superiori come te sono immuni a tale Maligna Manipolazione.

    Perché non provi tu a a squarciare le fette di prosciutto che avvolgono i nostri occhi e spiegarci come stanno veramente le cose in Tibet, secondo la Verità e la Giustizia Terrena e Divina e in Nome del Popolo Cinese? Sai, sono un po’ giù stamattina e quattro sane risate mi farebbero bene.

  18. utente anonimo says:

    Tibet Libero, come no? A parole.

    E’ solo un pretesto, per inviare una missione di pace targata ONU in quell’area; l’ONU è un’organizzazione creata dagli Illuminati come piattaforma per iniziare a muoversi verso il N.W.O. dopo la Prima Guerra Mondiale.

    La manovrano come vogliono.

    Magari si spingerà a livello politico anche in Italia per una missione ONU con gli USA e la GB paladini della democrazia in quell’area.

    Cosa probabilissima, ma sarebbe un errore mortale.

    Se ciò si verificasse, gli Illuminati avrebbero messo piede in territorio cinese, con tutto quel che questo comporta. I cinesi non lo tollerebbero mai.

    Che credono, che la gente sia disposta a bersi la loro ennesima menzogna e scatenara una guerra di dimensioni planetarie per i loro sporchi interessi?

    Continuate a parlare di Uòlter e dello Psiconano, quelli sì che contano…come il due di picche.

    Samanta Bhadra

  19. utente anonimo says:

    per Thekra: non ci sono mai stata in Palestina, purtroppo.

    Ho giocato a calcio in tornei che ospitavano ragazze palestinesi, che mi raccontavano più o meno le cose che scrivi tu.

    Oltre alla preoccupazione per certe derive possibili, soprattutto se nutrite d’odio così scrupolosamente.

    Non c’è pace senza giustizia, questo è un fatto e non uno slogan.

    Per questo, caro p., sottoscrivo solo in parte.

    Condivido con Samantha la preoccupazione per la manipolazione: ognuno si difende come può, io tento di farmi un’opinione qua e là, consapevole delle mie enormi lacune.

    Però ho anche qualche idea “solida” maturata nel mio lavoro in anni di esperienza (per fortuna ancora non moltissimi).

    Per questo non temere per quel che dice Ritvan: chiunque ti facesse questa causa… la perderebbe:-)

    I malefici USA esportano mierda: d’accordo, taluni gioiscono pensando che stanno perdendo in Afganistan, in Irak (vero)… lunga vita alla Resistenza, d’accordo: ma quanti morti? Quante donne a partorire per strada? Quanti bambini? Quanta altra mierda?

    Naturalmente non sono stata manipolata abbastanza per avanzare una proposta risolutiva pensata.

    ciao

    J.

  20. RitvanShehi says:

    >Per questo non temere (Samantha-ndr) per quel che dice Ritvan: chiunque ti facesse questa causa… la perderebbe:-) J.< Oh, nessun pericolo, era detto in senso ironico. Il nostro detentore del copyright “merda nel cervello” (e altri come “cervelli sciacquati”, “fette di prosciutto sugli occhi” e amenità simili) credo sia ben felice di avere degli adepti che utilizzino ad minchiam i suoi slogan in assenza totale di argomenti. A proposito di “merda nel cervello”. Chissà come dovrebbe essere puzzolente quella recentemente infusa nelle crape del “Glorioso Popolo Cinese”, il quale ha avuto recentemente l’Invidiabile Privilegio di vedere nella Gloriosa TV di Stato cinese la cerimonia dell’accensione della fiaccola olimpica in Grecia con la scritta “in diretta”, mentre invece il tutto era registrato e trasmesso in differita di alcuni secondi, bastanti a cancellare alla vista del Glorioso Popolo Cinese Senza Merda In Testa l’episodio della clamorosa protesta che vi fu. A ognuno la sua Merda. Ma mi sa che la Vostra sia molto più tossica….

  21. Samanta Bhadra

    ma con chi cazzo ce l’hai?

    Nessuno ha parlato di Tibet, né tantomeno ha chiesto l’invio di contingenti umanitari, e se avessi la minima considerazione per il blog in cui ti trovi invece di buttar lì interventi a casaccio, ti renderesti conto di quanto sia comico accusare il tenutario (perché, visto che parli apparentemente urbi et orbi, vien da pensare che il destinatario sia principalmente lui e chi la pensa in maniera simile) di preoccuparsi dei tibetani e fottersene degli iraqeni.

    Nessuno ha parlato neanche di Berlusconi e Veltroni, mi pare.

    E opinioni divergenti a parte, sono piuttosto sicura che qui nessuno è abbastanza cretino da farsi obnubilare da Beppe Grillo.

    Poi, ma è un mio parere personale, se pensi che tra gli immediati interessi degli USA ci sia attaccare militarmente la Cina hai le idee parecchio confuse.

    Erika (tempo perso. Ho deciso che sei un bot)

  22. utente anonimo says:

    ero ironica pure io, Ritvan.

    Non credo affatto che in Cina si stia benissimo.

    Piove mierda, ovunque.

    Volevo dire questo. Non ti incavolare, dai:-)

    J.

  23. RitvanShehi says:

    Sottoscrivo il #24 di Erika.

    P.S. x J. : Certo, la merda si può trovare dappertutto. Però, permettimi d’insistere che c’ è una certa qual differenza fra il “merdaio di Bush” e “il merdaio cinese”.

    In quello di Bush posso benissimo sfruttare tanti canali informativi “alternativi”. Come questo blog, p.es.

    I cinesi non hanno questa possibilità: o mangiano la “merda autarchica” o…finiscono nei laogai per essere “rieducati” a calci nelle gengive.

    La differenza non mi sembra proprio di lana caprina.

  24. comictadpole says:

    Concordo con gli ultimi commenti_

    Se fossi un appartenente ai Campi Antimperialisti cercherei di creare 2 gruppi di studio e di lavoro paralleli, uno dedicato all’Imperialismo occidentale, con USA in testa, e l’altro all’ormai maturo Imperialismo cinese_ Anche se i 2 sono in realtà le 2 teste di un sistema-drago unico che ormai produce anche carrettate di problemi sia a chi cerca di viverne al di fuori, sia a chi ci vive dentro_

    Pecisazione per Ritvan prima che dia un colpo di reni per sbranarmi sui dettagli_ Il fatto che esistano questi 2 imperialismi non ha una connessione matematica diretta con i tipi di governo in vigore all’interno delle 2 aree_ Sono semplicemente ingerenze forzate su tutte quelle aree estere in possesso di interessi peculiari per i 2 blocchi_

    Sig.ra Bhadra,

    a me sembra che il paraocchi da lavaggio del cervello lo abbia chi non si rende conto di quanto ho detto qui sopra, vista la sua evidenza corporea tipo elefante in una mansarda_

    L.M.

  25. RitvanShehi says:

    >Pecisazione per Ritvan prima che dia un colpo di reni per sbranarmi sui dettagli_ Il fatto che esistano questi 2 imperialismi non ha una connessione matematica diretta con i tipi di governo in vigore all’interno delle 2 aree_…L.M< Amico mio, anche una formica anoressica ti sbranerebbe in quattro e quattr’otto se considerassi – come sembra faccia tu – solo un insignificante “dettaglio” il fatto che gli USA siano un paese a regime democratico mentre la Cina una dittatura similfascista con etichetta “comunista”.

  26. RitvanShehi says:

    Ah, credo di aver risolto il “Mistero Samanta Bhadra Inkazzata Kome Un Pikkio In Nome E Per Conto Del Glorioso Popolo Cinese”.

    Con tutta probabilità, la gentilissima donzella si riferisce – con mirabile tempestività:-) e sul post sbagliato – al post migueliano datato lunedì 17 marzo, dal titolo “La rivolta del Saggio Selvaggio”.

    Più precisamente alla Gloriosa Paladina dell’Onore Del Glorioso Popolo Cinese deve aver particolarmente bruciato il seguente paragrafo del suddetto post migueliano:

    “Sto con i monaci tibetani come sto con i Taliban, e per motivi più o meno simili. Credo infatti che tutti i popoli abbiano il diritto di cacciare i propri oppressori, con o senza le armi; che gli oppressori siano americani, israeliani, russi o cinesi.”

  27. utente anonimo says:

    No Ritvan – in funzione di un giudizio generale, di principi, e anche di ambiti che non siano legati all’imperialismo, sono assolutamente d’accordo che non sia un dettaglio, tutt’altro_

    Solo che non ha relazione diretta con l’azione imperialista abbastanza parallela e perfino complementare che i 2 blocchi esercitano_ Questa esiste e secondo me eè dnnosa e va combattuta, a prescindere dagli altri parametri_

    Era solo in questa tematica che consideravo un dettaglio quella differenza_

    L.M.

  28. utente anonimo says:

    Ritvan 26: ok.

    ho molte perplessità sulla Cina (cui recentemente Bush ha dedicato un plauso per l’impegno profuso per la tutela dei diritti umani, sic) e “tifo” per i tibetani (altro dai talebani), pur avendo fatto con i primi solo del “deplorevole” (arisic) turismo newage (meditazioni, ecc).

    Volevo solo dire a Samantha (che forse neppure esiste, ma l’ho capito poi)che tutto quel livore verso manipolazione, USA, ecc..non produce prodotti migliori (dalla mierda: guerra, distruzione, morte di civili inermi) e che la prospettiva non può essere solo distruttiva.

    Ma se dico una parolaccia io… pago anche le tue (che a me, viceversa, spesso fanno ridere)

    ciao

    J.

  29. Commenti sparsi & rivelazioni:

    - non necessariamente Samanta Bhadra è una donna, in quanto, come apprendo da assoluta ignorante di buddhismo in seguito a breve ricerca su Google, è questo il nome di un bodhisattva rappresentato come di sesso maschile;

    - sono giunta a pensare che egli/ella ce l’abbia, in effetti, principalmente con Beppe Grillo stesso, il suo interesse per il quale è testimoniato dall’utilizzo del termine Psiconano appartenente squisitamente al gergo grillesco: infatti (constato aprendo il di lui blog) il suddetto comico ha scritto un post dal titolo “Tibet libero”, che potrebbe spiegare il misterioso incipit del #21 di Samanta Bhadra, e ha, effettivamente, lanciato una buffa petizione all’Onu, nella quale però pare non si faccia menzione di forze armate di sorta.

    Che cazzo c’entriamo noi non è comunque dato capire;

    - Il nome del gruppo è Campo Antimperialista, ché nonostante l’assonanza tendenziosamente perseguita dagli autori dello storpiamento in questione, esso è ragionevolmente scevro da Hobbit, ma anche Cavalieri di Rohan, Padani Con L’Elmo Di Asterix, Ordine Mistico Per Il Ripristino Del Feudalesimo, SPECTRE, eccetera.

    (per quanto riguarda gli Illuminati non saprei, semmai chiedete a Samanta Bhadra)

    Erika

  30. (cazzo, il neretto, scusate)

    E.

  31. Ritvanarium says:

    Purtroppo non si vede più il blog di Rumi … Fortuna che Audace12 dell’ Ayatollah de noantri ne ha raccolto le ” perle ” !

    by DavidRitvanarium

  32. elwin says:

    Buona domenica, passa da me e se puoi (e se ti va) diffondi. Grazie

    Gatto terrorista…

    c’è poco da ridere… ahimé.

  33. utente anonimo says:

    Ritvan scrisse:

    – i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino —

    http://kadfly.blogspot.com/2008/03/more-from-lhasa.html

    – I want to make one thing clear because all of the major news outlets are ignoring a very important fact. Yes, the Chinese government bears a huge amount of blame for this situation. But the protests yesterday were NOT peaceful. The original protests from the past few days may have been, but all of the eyewitnesses in this room agree the protesters yesterday went from attacking Chinese police to attacking innocent people very, very quickly. They appeared to target Muslim and Han Chinese individuals and businesses first but many Tibetans were also caught in the crossfire. —

    E questo lo scrive una persona che è stata a Lhasa in quei giorni.

    Anche tu sei stato a Lhasa, vero?

    Samanta Bhadra

  34. La notizia in inglese postata da Samanta Bhadra contiene molte informazioni interessanti. quindi i monaci tibetani se la prendono anche con i musulmani. spero che questo non sfugga ai muslim che frequantano questo blog e che spesso difendono le proteste “pacifiche” …

    ciao

  35. kelebek says:

    Per Samanta Bhadra,

    Qui c’è una sovrapposizione di cose diverse, che a mio avviso porta solo confusione.

    La prima confusione è tra la situazione tibetana e la percezione o la manipolazione occidentale della situazione tibetana.

    1) La Cina non si fa dominare dall’impero più potente della storia umana, che sono gli Stati Uniti.

    2) Le simpatie dei media occidentali vanno ai tibetani, mentre non vanno ad altri popoli che resistono.

    E su questi due punti, ha ragione Samanta Bhadra.

    Però…

    1) la Cina investe un’enorme parte delle proprie entrate nel debito pubblico statunitense: in altre parole, tiene in piedi economicamente il sistema di dominio militare statunitense.

    2) Nessuno sta minacciando la Cina, come invece hanno minacciato paesi islamici – Iran, Iraq, Afghanistan, Siria, Libano…

    3) La massima minaccia finora rivolta alla Cina consiste nella possibilità che qualche politico occidentale non vada sul palcoscenico il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi.

    Questo per quanto riguarda la questione della percezione occidentale della questione tibetana.

    Per quanto riguarda la situazione dei tibetani stessi, essi hanno avuto alcuni benefici dalle modernizzazioni cinesi, che è giusto riconoscere.

    Ma hanno anche subito un’invasione etnica paragonabile per alcuni versi a quella subita dai palestinesi.

    Se la Cina – a differenza di Israele – non è uno stato dichiaratamente razzista, essa comunque promuove i suoi… Che in mezzo secolo, sono diventati la maggioranza o quasi della popolazione.

    Il risultato della politica cinese consiste nel lento annientamento dell’identità culturale tibetana, ma anche la riduzione dei tibetani a minoranza marginale in casa loro.

    A questo, i tibetani reagiscono come reagisce qualunque popolo, fregandosene delle nostre considerazioni di geopolitica.

    Reagiscono – a quanto mi dicono – anche in totale autonomia dal Dalai Lama.

    E reagiscono – come sottolinea Samanta Bhadra – anche con la violenza, come avviene sempre e ovunque in casi simili, in tutto il mondo.

    La sinistra ha una storia tremenda di falsificazione, di menzogna, di persecuzioni in nome di grandi finzioni strategiche – cominciò lo stesso Marx (che per altri versi stimo) esaltando il trionfo dei coloni statunitensi sui miserabili messicani, perché doveva essere nell “interesse superiore della storia”.

    Tutta questa cultura, che tra persone non degne di lucidare le scarpe a Marx degenera nella follia del “chi li paga?”, non deve essere la nostra cultura.

    Miguel Martinez

  36. utente anonimo says:

    Scrive Miguel Martinez:

    – Se la Cina – a differenza di Israele – non è uno stato dichiaratamente razzista, essa comunque promuove i suoi… Che in mezzo secolo, sono diventati la maggioranza o quasi della popolazione. —

    Ti riferisci al Tibet?

    La wikipedia inglese (che non credo sia filo-cinese) riporta i seguenti dati demografici per la Regione Autonoma del Tibet:

    92.8% Tibetan

    6.1% Han

    0.3% Hui

    0.3% Monpa

    0.2% others

    Samanta Bhadra

  37. utente anonimo says:

    figurati che ieri il Dalahi Lama in India ha fatto una preghiera ripresa dalle tivù del mondo intero insieme ai musulmani agli indù e rappresentanti pacifisti affichè in tibet si cominci a fare qualcosa di buono ed in modo pacifico. Che in Tibet ci siano il 98% di tibetani è una balla. Il fatto è che i giornalisti non possono più andare da quelle parti e la Cina dice quello che le fa comodo dire.Il tibet è un paese colonizzato, un paese dove non esiste libertà, è persino vietato avere la foto del Dalahi Lama!!! Lo svolgimento della cultura, cioè religione e tradizioni tibetane non è cosa che si possa fare facilmente, anche in molte scuole si insegna in lingua cinese.The way of life cinese vuol diventare prioritario e cercano di mettere il tibet in un museo, per dire guardate non lo abbiamo distrutto esiste ancora!!! che balle. I monasteri sono stati bombardati e ecc… ciao Jam. Miguel è il tuo compleanno??? se si tanti auguri!

  38. utente anonimo says:

    Jam scrive:

    – Che in Tibet ci siano il 98% di tibetani è una balla. —

    Tu ci sei stata/o?

    O hai qualche fonte alternativa a sostegno di quanto affermi?

    – Il fatto è che i giornalisti non possono più andare da quelle parti e la Cina dice quello che le fa comodo dire. —

    Nel frattempo il Washington Post e la tedesca N-TV hanno usato immagini di poliziotti che pestano manifestanti in Nepal spacciandole come immagini del Tibet.

    Tanto che la tv tedesca ha dovuto perfino chiedere scusa.

    Samanta Bhadra

  39. utente anonimo says:

    Colonisation

    La population actuelle du Tibet est de 6 millions de Tibétains et d’environ 7.5 millions de Chinois. Attention, ces chiffres sont très différents de ceux avancés par le gouvernement chinois, qui tend à minimiser le nombre de colons et fait uniquement référence à la “RAT”. L’objectif de la Chine, est maintenant de noyer le Tibet sous une mer de colons, en faisant venir, d’après certaines sources, 10 à 15 millions de colons supplémentaires d’ici 2020 (grâce principalement à la construction de voies ferrées) !

  40. PinoMamet says:

    Sul solito giornale locale, che, per essere il più antico d’Italia, non è per questo il meno infame, c’era qualche giorno fa in bella evidenza la foto di un tale, in costume tibetano (così sembrava, cappelletto di feltro e giacca con una manica lasciata penzoloni) che stava facendo girare una serie di “ruote di preghiera”.

    Sarebbe stata la solita foto da reportage turistico, e probabilmente lo era, se non che la didascalia esaltava il coraggioso tibetano che incurante della feroce repressione cinese entrava nel suo tempio a pregare.

    Non scherzo, il tono era proprio questo.

    Ecco, uno si chiede quando l’informazione diventa propaganda…

    e quando la simpatia a un popolo che resiste passa dalla sincerità dell’emozione all’ipocrisia del sentimento costruito a tavolino.

    PS

    Non sono mancate foto di palestinesi che si recano in moschea/chiesa a pregare, di certo.

    Ma le didascalie erano molto, ma molto diverse…

    PPS

    Ovviamente il solito Pino Agnetti, quello che i nostri soldati sono così buoni a portare la democrazia ai selvaggi, cioè, ai beduini, voglio dire, agli afghani, esaltava con toni al limite dell’agiografico la conversione di Magdi Allam.

  41. roseau says:

    @Pino Mamet:

    Non mi sorprende l’ apologia di Allam da parte diPino Agnetti , né l’ infamia della Cazzetta di Perma.

  42. utente anonimo says:

    E comunque invece di blaterare tanto dei poveri “pacifici” tibetani che a migliaia di km bruciano moschee e pestano per strada gli Han, visto che qui si parla tanto di “percezione occidentale” vogliamo spendere due parole sull’endemico odio anticinese che ormai fa parte della forma mentis dell’italiano medio tanto quanto la partita di pallone alla domenica e il piatto pieno di pasta al sugo?

    I cinesi che reprimono i “pacifici” tibetani, i cinesi che sono dittatori cattivi, che sono comunisti cattivi o capitalisti cattivi (a seconda della fazione), i cinesi che uccidono le bambine, i cinesi che bolliscono i bambini (e se li mangiano… dove si è già sentita questa storia?), i cinesi che sono crudeli per natura, i cinesi che si moltiplicano come formiche (il paragone con gli insetti lo s’è già sentito prima del genocidio rwandese… e non solo), i cinesi che non si è mai visto un funerale di un cinese (se è per questo io in Italia non l’ho nemmeno mai visto di un senegalese o un maghrebino… ma in questi casi nessuno si lamenta), i cinesi che sono tutti mafiosi, i cinesi che ci comprano tutti i nostri negozi, i cinesi che non si lavano, i cinesi che mangiano i cani, i cinesi che importano giocattoli tossici, i cinesi che sfruttano i lavoratori, i cinesi che sono quelli che meno si vogliono integrare, i cinesi che distruggono la nostra sana economia (perché, che cattivi!, non si “accontentano” di fare il lavoro da schiavi degli altri “bravi” immigrati: evidentemente l’unico immigrato buono è quello che si rompe la schiena sui pomodori).

    E nessuno italiano, dico nessuno che si sogni nemmeno di replicare a tutto questo odio.

    Il peggior razzismo è quello talmente radicato che tutti lo vivono come naturale e non problematico.

    E allora piangete pure per i “pacifici” tibetani, ma ricordatevi di farlo anche quando i “pacifici” italiani (magari con la testa rasata o la camicia verde) cominceranno a dar fuoco “pacificamente” ai negozi e le case dei cinesi in Italia, e con lo sguardo compiacente del resto degli italiani che nel cuore sognano il Tiber libero.

    Samanta Bhadra

  43. sono d’accordo con samanta, la percezione del buddismo è assolutamente distorta qui in occidente(ma forse anche in oriente :) ).

    io non sò quanti tibetani erano contenti di vivere in schiavitù sotto il regime teocratico dei dalai lama.

    e nè quanti vorrebbero tornarci a vivere.

    sul sentimento anticinese che dire se non che ormai il parlar male della cina è ormai un intercalare linguistico.la cina ha una millenaria storia ma per il “politicamente corretto” ,il cinese deve solo girare film di kung fu e servire, sorridendo ,in qualche ristorantino.

    ciao a tutti

  44. utente anonimo says:

    Senz’altro basterebbe cercare di entrare in contatto un poco con la storia, il pensiero e il sentire comune orientali per ridurre di parecchio le calunnie anti-cinesi che si sentono in giro – su questo immagino siamo tutti d’accordo, no?

    E’ però anche difficile sostenere che i disordini di questi giorni siano stati orchestrati da nostalgici del feudalesimo tibetano…

  45. Anonimo:

    “E’ però anche difficile sostenere che i disordini di questi giorni siano stati orchestrati da nostalgici del feudalesimo tibetano…”

    infatti, dietro c’è qualcun altro!

    anche la Frankfurter allgemaine zeitung ha dato la notizia delle falsificazioni occidentali riguardo al Tibet, io comincerei a crederci.

    http://www.faz.net/s/Rub5A6DAB001EA2420BAC082C25414D2760/Doc~EAC45B70DE3CA492CAD339E27A7AB244B~ATpl~Ecommon~Scontent.html

    Miguel, il controllo delle nascite c’è su tutti in Cina, non solo sui tibetani.

    Compleanno? allora auguri!!

  46. RitvanShehi says:

    Dalla Sacra Wikipedia in italiano (http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_Autonoma_del_Tibet)

    …Fino al 1950 il Tibet era uno stato sovrano indipendente (e membro fondatore dell’ONU nel 1948-ndr.) governato dalla massima autorità religiosa del Buddhismo tibetano, il Dalai Lama.

    In quell’anno l’Esercito di liberazione popolare, facente capo alla Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao Zedong, invase il Tibet, adducendo, come motivazioni verso l’esterno, il fatto che il Tibet, secoli prima, era stato conquistato dai Mongoli e appartenevano allo stesso impero…

    …La popolazione è costituita da Tibetani e da Cinesi di etnia Han. Non esistono stime ufficiali attendibili inerenti alla percentuale degli uni e degli altri.

  47. RitvanShehi says:

    >Ritvan scrisse:

    – i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino —

    http://kadfly.blogspot.com/2008/03/more-from-lhasa.html

    – I want to make one thing clear because all of the major news outlets are ignoring a very important fact. Yes, the Chinese government bears a huge amount of blame for this situation. But the protests yesterday were NOT peaceful. The original protests from the past few days may have been, but all of the eyewitnesses in this room agree the protesters yesterday went from attacking Chinese police to attacking innocent people very, very quickly. They appeared to target Muslim and Han Chinese individuals and businesses first but many Tibetans were also caught in the crossfire. — E questo lo scrive una persona che è stata a Lhasa in quei giorni.

    Anche tu sei stato a Lhasa, vero?

    Samanta Bhadra< No, io no. Ma ripeto e metto anche il neretto (se non bastasse, dimmelo che la prossima volta ti faccio anche un disegnino a fumetti) …i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino”.

    Se tu sorella (?) non sei in grado di distinguere negli scritti degli altri la parola “monaci buddisti” dal più generico “tibetani”, mi spiace ma non ci posso far nulla: che ne dici di consultare un buon oculista?

    P.S. Ho letto da qualche parte che dai pochi filmati disponibili si vedeva che le facce degli energumeni che bruciavana e saccheggiavano nel Tibet non risultavano antropologicamente compatibili con il fenotipo tibetano, bensì con quello Han. Dimmi, per favore, che è la solita biekissima kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese e che i mandarini rossobruni di Pechino, Galantuomini Al Disopra Di Ogni Sospetto, mai si sarebbero potuto sognare di mandare in Tibet qualche delinquente avanzo di laogai a far casino in concomitanza con la pacifica protesta dei monaci buddisti.

  48. RitvanShehi says:

    >La notizia in inglese postata da Samanta Bhadra contiene molte informazioni interessanti. quindi i monaci tibetani se la prendono anche con i musulmani. spero che questo non sfugga ai muslim che frequantano questo blog e che spesso difendono le proteste “pacifiche” …

    ciao BarbaraLattanzi< Anche tu confondi “monaci tibetani” con “tibetani”, sorella? Ah, il maledetto uishfule thinkinge!:-).
    Se tu conoscessi la storia del Tibet così bene quanto quella delle religioni, sapresti che i tibetani hanno nekl tempo addirittura incoraggiato lo stabilirsi in Tibet di musulmani macellai. Come ben saprai, la religione tibetana vieta ai propri adepti di macellare animali: così, quei furbastri:-) di buddisti, a cui la carne mica fa schifo, delegano la bieka incombenza ai musulmani.

    Inoltre, i musulmani presenti in Tibet non sono stati portati nell’ambito della campagna colonizzatoria portata avanti dal governo cinese, né occupano posti di comando, come i Han. Pertanto è molto strano questo “accanimento” dei tibetani nei loro confronti. La cosa mi puzza parecchio e mi conferma sempre di più nella convinzione che i casini in Tibet sono molto probabilmente causati da “agents provocateurs” inviati da Pechino.

    ‘Ovvia, mica il monopolio dei “black blocks” ce l’abbiamo solo nosotros biekissimi occidentali, mentre i Glioriosi Rappresentati del Gloriosissimo Popolo Cinese sono degli emeriti fessi/ingenui che non hanno mai sentito parlare di “agents provocateurs”!

  49. RitvanShehi says:

    P.S. al mio #52.

    L’accusa ai tibetani di assalire anche i musulmani mi ricorda “stranamente” quella rivolta ai kosovaroalbanesi, di perseguitare oltre ai serbi (ex dominatori coloniali che li hanno perseguitati per decenni) e ai rom (dediti a suo tempo allo sciacallaggio al seguito delle bande paramilitari serbe) anche altre minoranze, tipo i turchi, musulmani come loro, per avere un Kosovo “etnicamente puro”, da bravi “nazisti”:-) quali sono.

    La domanda è: è Pechino che apprende tali pratiche goebbelsiane da Belgrado, o viceversa?

  50. utente anonimo says:

    Ritvan scrive:

    – La cosa mi puzza parecchio e mi conferma sempre di più nella convinzione che i casini in Tibet sono molto probabilmente causati da “agents provocateurs” inviati da Pechino. —

    L’importante è crederci.

    Poi, se lo ripeti tante volte, magari diventa persino vero.

    Comunque, nessuna paura, vedrete che quando ‘ste benedette Olimpiadi saranno finite le sommosse in Tibet cesseranno magicamente.

    Probabilmente per allora il governo Cinese non avrà più bisogno di mandare i propri “agenti provocatori” in Tibet per rovinare autolesionisticamente la propria stessa immagine in un momento così delicato.

    Samanta Bhadra

    PS. Ritvan, quante volte sei stato in Cina? Così, per sapere…

  51. Samanta Bhadra

    E comunque invece di blaterare tanto […]

    ma così, per curiosità, si può sapere qual è la tua posizione?

    Perché a parte tirare in ballo gli Illuminati, impuntarsi su singole frasi altrui, e soprattutto attaccare con feroce sarcasmo “preventivo” e in maniera totalmente astratta una serie di generici (pre)giudizi mai espressi in questa sede, io non l’ho mica capito.

    Non li facevo così agitati, i buddhisti (fantasia orientalista, ebbene sì).

    Erika

  52. RitvanShehi says:

    >…vogliamo spendere due parole sull’endemico odio anticinese che ormai fa parte della forma mentis dell’italiano medio tanto quanto la partita di pallone alla domenica e il piatto pieno di pasta al sugo?Samanta Bhadra< E spendiamole pure. Tenendo ben presente una cosa, però: il tuo “‘italiano medio” all’amatriciana o alla polenta e osei non è che sia “specializzato” in sinofobia. Egli, con la stessa dedizione si applica alla marocchinofobia, albanofobia, rumenofobia and so on. Ovvero, è uno xenofobo a tutto tondo e, in tale veste, non si vede perché dovrebbe fare eccezione per i cinesi. >I cinesi che reprimono i “pacifici” tibetani,<
    Mica è un’invenzione di Calderoli, sorella. Anche il Presidente francese Sarkozy minaccia di boicottare le Olimpiadi per questo motivo: dici che la “italiana media” Carla Bruni gli ha fatto il lavaggio del cervello, fra un piatto di pasta al sugo e una trombata? (per non parlare della petizione di Amnesty International, che non mi sembra sia in genere vicina alle posizioni di Borghezio e Calderoli).

    >i cinesi che sono dittatori cattivi,<
    Beh, se ci vuoi convincere che i dittatori cinesi siano buoni come il pane, non hai che da provarci. Quattro sane risate ci fanno sempre bene e allungano la vita….

    >che sono comunisti cattivi o capitalisti cattivi (a seconda della fazione),<
    Per quanto possa sembrare strano, sono entrambe le cose.

    >i cinesi che uccidono le bambine,<
    Ma no, è una sporka kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese: è noto che la sproporzione demografica fra maschi e femmine in Cina è dovuta al fatto che molte patriottiche bambine cinesi fanno harakiri da sole appena si accorgono che il loro sesso è un ostacolo al Glorioso Cammino del Gloriosissimo Popolo Cinese Verso il Sol Dell’Avvenir:-).

    >i cinesi che bolliscono i bambini (e se li mangiano… dove si è già sentita questa storia?),<
    In Ucraina, ai tempi di Stalin. Ed è stato ben documentato. Dici che vale solo per gli ucraini, notoriamente “razza inferiore”, e non per il Glorioso Popolo Superiore Cinese?

    >i cinesi che sono crudeli per natura,<
    E’ un mito che impazza soprattutto fra gli animalisti. Cazzo, ma potrebbero astenersi dal mangiare il miglior amico dell’uomo in salsa piccante, no?:-)

    >i cinesi che si moltiplicano come formiche (il paragone con gli insetti lo s’è già sentito prima del genocidio rwandese… e non solo),< Beh, chi sostiene questo non ha mai sentito parlare della “politica del figlio unico” in Cina e non può neanche accusare i cinesi di far fuori le femmine, altrimenti cade in contraddizione:-). >i cinesi che non si è mai visto un funerale di un cinese (se è per questo io in Italia non l’ho nemmeno mai visto di un senegalese o un maghrebino… ma in questi casi nessuno si lamenta),< Tranne gli impresari di pompe funebri, immagino:-). >i cinesi che sono tutti mafiosi,< Tutti no, ma qualcuno che compra negozi pagandoli cash al disopra del valore di mercato sicuramente sì. A meno che uno non voglia asserragliarsi nella granitica certezza che nel Glorioso Popolo Cinese la mafia non attecchisce e che la Triade sia una sporka kalunnia dei “nasi grossi” per denigrare il sullodato Glorioso. >i cinesi che ci comprano tutti i nostri negozi,< Tutti no, ma il quartiere centrale di Roma, un tempo chiamato “Esquilino” oggi lo chiamano – fra il serio e il faceto – “Es-Qui-Lin”:-). >i cinesi che non si lavano,< E fanno bene: l’acqua è una risorsa preziosa che non bisogna sprecare. Basta che poi non salgano sugli autobus:-) >i cinesi che mangiano i cani,< Dici che anche questa è una sporka kalunnia? Mah… >i cinesi che importano giocattoli tossici,< Ogni tanto succede. A meno che uno non creda che anche gli organismi istituzionali italici preposti ai controlli (che hanno effettivamente accertato la presenza di piombo nelle vernici di alcuni tipi di giocattoli importati dalla Cina) facciano parte del MegaKomplotto Demo-Pluto-Paperino-Anticinese…. >i cinesi che sfruttano i lavoratori,< No, quelli sono gli italiani:-). I cinesi in genere portano tale “nobile” arte alle estreme conseguenze, ovvero i lavoratori li schiavizzano. E’ tutta invidia, dunque:-). >i cinesi che sono quelli che meno si vogliono integrare,< Eh, no, quelli sono i musulmani, che diamine!:-) >i cinesi che distruggono la nostra sana economia (perché, che cattivi!, non si “accontentano” di fare il lavoro da schiavi degli altri “bravi” immigrati: evidentemente l’unico immigrato buono è quello che si rompe la schiena sui pomodori).< Oddio, non credo che qualcuno ce l’abbia avuta coi cinesi che gestiscono ristoranti e non raccolgono pomodori (a meno che non vi fossero rinvenuti cibi scaduti dal tempo della II GM o allevamenti di scarafaggi). Però, se qualcuno importa in Italia a prezzi stracciati merce prodotta nei laogai a costo zero, oggettivamente non è che questo faccia tanto bene all’economia italica, non credi? >E nessuno italiano, dico nessuno che si sogni nemmeno di replicare a tutto questo odio.< Beh, se ti fa comodo etichettare tali verità come “odio”, fai pure! >E allora piangete pure per i “pacifici” tibetani, ma ricordatevi di farlo anche quando i “pacifici” italiani (magari con la testa rasata o la camicia verde) cominceranno a dar fuoco “pacificamente” ai negozi e le case dei cinesi in Italia, e con lo sguardo compiacente del resto degli italiani che nel cuore sognano il Tiber libero.< Ma perché aspettare i comodacci dei legaioli/nazistoidi, sorella? Con una minima percentuale dei soldi cash con cui si comprano i negozi, si potrebbero arruolare dei dissocupati napoletani, vestirli di verde (o rasargli la crapa, a seconda) e mandarli a incendiare qualche negozio cinese a Roma o a Milano. In Tibet ha funzionato bene!:-)

  53. RitvanShehi says:

    >Comunque, nessuna paura, vedrete che quando ‘ste benedette Olimpiadi saranno finite le sommosse in Tibet cesseranno magicamente.

    Probabilmente per allora il governo Cinese non avrà più bisogno di mandare i propri “agenti provocatori” in Tibet per rovinare autolesionisticamente la propria stessa immagine in un momento così delicato.Samanta Bhadra < Va bene, te lo spiego come farei con mio figlio di 11 anni. Ovviamente, le prime manifestazioni – quelle dei monaci buddisti – erano “genuine”, ovvero non c’era in esse lo zampino di Pechino. Pechino che si trovava a ‘sto punto davanti a diverse scelte possibili: !. Reprimere nel sangue tali manifestazioni pacifiche di monaci – come fanno disinvoltamente gli amici birmani di Pechino -, quello sì sarebbe stato “autolesionistico” per Pechino in vista delle Olimpiadi.
    2. Lasciarle proseguire tranquillamente sarebbe stato altrettanto “autolesionistico” per i mandarini rossobruni.

    3. Scendere a patti col Dalai Lama al fine che quest’ultimo fermasse le manifestazioni, sarebbe stato altrettanto “autolesionistico”.

    4. L’unica soluzione NON autolesionistica pei mandarini rossobruni di Pechino era mandare in Tibet i “black block dagli occhi a mandorla” a far sì che la protesta da pacifica diventasse violenta. A quel punto il Glorioso Esercito e la Gloriosa Polizia Han potevano senza troppi problemi d’immagine pestare e arrestare chiunque capitasse a tiro – monaci dimostranti pacifici compresi – in nome del:”Fermiamo le violenze”.

    Hai capito adesso o ti devo fare il solito disegnino?

    >PS. Ritvan, quante volte sei stato in Cina? Così, per sapere…< E’ la Cina che è venuta da me, sorella. Tu non lo sai, ma dal 1961 al 1976 i cinesi erano diventati i nostri “Grandi Fratelli” (rimpiazzando i sovietici) e in Albania c’erano qualche migliaio di cinesi. Ho conosciuto abbastanza da vicino qualcuno di loro. Dici che non basta e che dovrei recarmi lo stesso in Cina a intervistare uno per uno tutti e 1 milardo e rotti di componenti del Glorioso Popolo Cinese, prima di azzardarmi ad interloquire di nuovo con te?

  54. utente anonimo says:

    adesso si arriva a Lhasa in treno per liberare i tibetani dal feudalesismo buddhista, e portargli la buona notizia della schiavitù cinese. Ah !che bello, non potere nemmeno avere la foto del Dalai Lama altrimenti si va in prigione! ah che vertigine di libertà, essere cittadini di categoria B costretti ad essere ammazzati a rinunciare a tutte le tradizioni ancestrali e a mendicare lavoro per un salario dimezzato ecc ecc… Che poi questa storia del feudalesimo buddhista fa ridere i polli! La teocrazia religiosa tibetana era antica di secoli e rispondeva ad un equlibrio eticogeograficoculturale ben preciso. Che ci fossero cose da cambiare, non ne giustifica la distruzione totale, il Dalai Lama parla di genocidio culturale ed anche se é un po di tempo che non puo piu andare in Tibet penso sia autorizzato a parlare…. a proposito quante volte il Dalai Lama è andato in Tibet negli ultimi 50 anni??? w. la libertà di turismo. ciao jam

  55. Jam, la storia del Tibet è un po’ più complessa e meno lineare … nemmeno la religiosità è mai stata così univoca. in effetti il buddhismo dei lama (ora chiamato b. tibetano) è nato in epoca relativamente recente ed ha soppiantato le altre scuole prendendo il potere in maniera che non definirei “pacifica”.

  56. PinoMamet says:

    “Che poi questa storia del feudalesimo buddhista fa ridere i polli!”

    Beh mica tanto, dai.

    “La teocrazia religiosa tibetana era antica di secoli e rispondeva ad un equlibrio eticogeograficoculturale ben preciso.”

    E che vuol dire?

    Un sacco di cose vecchie di secoli sono state cambiate, e giustamente: feudalesimo, schiavitù, sottomissione della donna, tutte cose antichissime e che “rispondevano a un equilibrio”.

    Solo che quell’equilibrio era sbagliato.

    “Che ci fossero cose da cambiare, non ne giustifica la distruzione totale”

    Questo è vero.

    Considerando la storia dei rapporti tra Tibte e Cina, non mi sembra irragionevole la proposta di maggiore autonomia in tutti sensi ai tibetani e permesso di ritorno per il Dalai Lama, se ci tengono tanto.

    Reinstaurare la teocrazia, beh, quello direi di no, ecco.

    Ciao!!

  57. utente anonimo says:

    – Che ci fossero cose da cambiare, non ne giustifica la distruzione totale —

    Distruzione totale? Ma dove? Lasciamo perdere gli eccessi della Grande Rivoluzione Culturale che ormai appartengono al passato, ma dire che attualmente il lamaismo è stato cancellato dal Tibet vuol dire non sapere niente della storia dello stesso.

    Il lamaismo, in Cina, è libero finché non attenta alle leggi dello stato, come tutte le altre religioni.

    Altrimenti tutti i “pacifici” monaci di Daramsahla da dove saltano fuori? Sono entrati clandestinamente di notte dall’India? E i monasteri che chiunque vada in Tibet può visitare? Informarsi prima di parlare.

    Samanta Bhadra

  58. utente anonimo says:

    non dimentichiamo che il Tibet è il Tetto del mondo, cioè un luogo fuori dal mondo che ha vissuto ritmi particolarissimi, senz’altro diversi dai nostri, senz’altro con un livello speciale di spiritualità. Il buddhismo tibetano della famiglia mahayanista impone come prima regola di non danneggiare nessuno e di essere solidali.Per cui dire feudalesimo è improprio e sbrigativo, si trattava di una teocrazia che corrispondeva al modo di vivere a quelle altitudini con quella religione considerando le reincarnazioni ed il rispetto dovuto al Dalai lama. Niente succedeva a caso e se nell’ultimo secolo cominciavano ad emergere atteggiamenti discutibili, erano soltanto i tibetani a dover intervenire per risolvere i loro problems. In Ladak ho visto casi di poliandria fraterna, una donna con quattro mariti. Medio evo? No, semplicemente il modo di non frantumare il pezzetto di terra e non morire di fame. E’ importante entrare nella loro cultura ed andare a fondo di certi comportamenti che possono sembrare assurdi ed invece non lo sono. Rispondono ad un modo di vivere estremo, a delle altitudini estreme con un clima estremo che pone a vote delle coditions estreme.Purtanto magiche. Se dico distruzione totale è perchè il Dalai Lama dice genocidio culturale. La vita nei monasteri è super controllata, ha perso la sua autenticità come se fossero delle vestigia dei tempi antichi. In ogni caso il governo cinese ha ricevuto una petizione di 400 intellettuali cinesi, perchè non tutti i cinesi approvano la politica coloniale del governo. Ancora una volta si tratta di difendere i diritti dell’uomo! difendiamoli! om shanti ciao!!! jam

  59. utente anonimo says:

    Bhadra informati tu prima di parlare, perchè io sono informatissima ed i monasteri in tibet te lo ripeto sono super controllati.cioè non si svolge più la vita religiosa di tempo fa, ma un’altra ‘rivisitata’, capisci? Non bisogna prendere i tibetani per barbari come fa il governo cinese, e i ‘monaci pacifisti’ saltano fuori da loro stessi, cioè da persone che vorrebbero vivere la propria vita a casa loro come mi sembrerebbe logico, e siccome non possono vivere la loro vita puo succedere che s’incazzino. Tu vivi a casa tua? perchè il Dalai Lama no ? Ti trovo disinformato. ciao! jam

  60. il Dalai Lama non è a casa sua perché se ne è andato da solo, non avendo accettato di perdere il suo potere secolare di sovrano assoluto in favore di una repubblica.

  61. io comunque non identificherei semplicemente le proteste in tibet con il dalai lama. la situazione è sicuramente più complessa e, come sempre, i servizi segrerti occidentali intervengono e fomentano i moviementi indipendentisti (spesso li finanziano), non lo fanno certo per motivi umanitari!

  62. kelebek says:

    Per Samanta Bhadra,

    purtroppo vado molto di fretta.

    Saresti d’accordo a separare due questioni totalmente distinte?

    1) interessi, manipolazioni, ecc. occidentali della questione tibetana

    2) la questione tibetana di per sé?

    Poniamo che a me un Rom completamente scemo dovesse bruciare casa.

    E che su questo ci speculasse di brutto la Lega per i suoi interessi.

    Saresti d’accordo a separare il mio problema con quel particolare Rom, dalla manipolazione che ne fa la Lega?

    Miguel Martinez

  63. utente anonimo says:

    @ Kelebek

    Queste cose non devi dirle a me, ma a tutti gli altri. A tutti quelli che, grazie al “Tibet” che si vede in TV, possono sentirsi assolti dall’odiare il cinese della porta accanto.

    Tutti che piangono per i poveri tibetani (magari quelli degli anni ’60) ma nessuno che si fermi un attimo a riflettere cosa voglia dire essere oggi e qui un cinese in Italia.

    Tanto i tibetani mi ci vengono a “rubare il lavoro”.

    Samanta Bhadra

  64. utente anonimo says:

    >@ Kelebek Queste cose non devi dirle a me, ma a tutti gli altri. A tutti quelli che, grazie al “Tibet” che si vede in TV, possono sentirsi assolti dall’odiare il cinese della porta accanto.Tutti che piangono per i poveri tibetani (magari quelli degli anni ’60) ma nessuno che si fermi un attimo a riflettere cosa voglia dire essere oggi e qui un cinese in Italia. Tanto i tibetani mi ci vengono a “rubare il lavoro”.

    Samanta Bhadra< Visto che in “tutti gli altri” ci metti pure me, ti posso dire che stai scrivendo delle frescacce.
    Io sono un immigrato qui, esattamente come i cinesi di Roma, Milano o Prati e so bene che ogni comportamento razzista/xenofobo nei loro confronti, se alimentato, prima o poi si abbatterà anche sulla MIA testa.

    Se ti interessa – ma ne dubito fortemente, visti i tuoi granitici pregiudizi del cazzo – ai tempi delle proteste dei cinesi di via Sarpi a Milano contro le vessazioni inferte loro dai vigili, sul blog di Sherif ho polemizzato aspramente con dei legaioli che si nascondevano dietro l’ipocrita “ah, ma le regole valgono per tutti, i cinesi devono rispettare gli orari e le modalità del carico-scarico merci”. E ho fatto presente che in TV c’era stata un’inchiesta delle “Iene”, fatta con telecamera nascosta, in cui dei “bianchi” caricavano e scaricavano tranquillamente merce ad minchiam col carrello “incriminato” sotto lo sguardo indifferente dei vigili. Anzi, uno dei vigili gli ha pure detto di sbrigarsi e non farsi vedere dai cinesi, altrimenti quelli se ne approfittavano per fare lo stesso!!:-).

    Last but not least, paventare ad ogni pie’ sospinto ritorsioni contro gli immigrati cinesi in Italia a causa delle porcate che i mandarini rossobruni di Pechino fanno in Tibet ogniqualvolta che qualcuno qui solidarizza coi tibetani, lo trovo di una disonestà intellettuale estrema.

  65. utente anonimo says:

    >il Dalai Lama non è a casa sua perché se ne è andato da solo, non avendo accettato di perdere il suo potere secolare di sovrano assoluto in favore di una repubblica. BarbaraLattanzi< Potere perduto a seguito di un Referendum Libero e Democratico svolto fra la popolazione del Tibet, tipo quello del 1946 in Italia, immagino:-). P.S. Barbarella, sicura di non essere stata maoista nella tua prima giovinezza?:-)

  66. kelebek says:

    Per Samanta Bhadra n. 67

    Fermiamoci però un attimo.

    Su questo blog, le voci contrarie sono preziose, perché permettono di correggersi e di capire meglio.

    Quindi i tuoi interventi sono molto graditi.

    Fai anche bene a porre il problema della sinofobia.

    Però non credo che i commentatori di questo blog in particolare siano gravemente affetti da sinofobia.

    Non è certo il mio caso, che ho sempre avuto un’ammirazione stupefatta per la civiltà cinese.

    E se sono un po’ filotibetano, non ne consegue che io sia anticinese.

    Comunque, spero che concordiamo su una cosa – la necessità per tutti noi di distinguere tra i due piani.

    Miguel Martinez

  67. comictadpole says:

    Anche perché, scusate, essere giustamente ammiratore della civiltà cinese, quella che è stata la prima e più all’avanguardia potenza mondiale per sempre, fino al XVIII secolo circa, non vuol dire certo dover stare zitti buonini buonini e accettare tutto di fronte a questo regime abbastanza incivile e orripilante degli ultimi 50 anni_

    Sennò si torna nel solito tran tran quasi scemo, scusate di nuovo, di sempre_

    E se critichi Israele sei antisemita – e se critichi gli USA sei antiamericano – e se critichi l’Occidente sei un terzomondista ideologico col paraocchi_ Vabbe’ – se ad alcuni piace rigirarsi di continuo in queste capriole, come galletti in un pollaio di 5 mq, contenti loro – non si vede però quale sia l’utilità per la discussione_

    Io invece, guardate un po’, che ammiro così tante cose degli USA da non poterne fare qui nemmeno un elenco approssimativo, rivendico il diritto di criticare anche con discrete badilate di merda in faccia la loro impostazione quantomeno degli ultimi 60 anni_

    Stesso identico discorso per questo ignobile regime cinese, dal momento in cui il suo contributo alla predonomia globale comincia a diventare dannoso per un bel po’ di gente_

    Ma questo non c’entra nulla con i cinesi come popolo, come cuiltura, o come persone che incontro per strada – anzi sono fra quelli che mi piacciono di più_

    L.M.

  68. utente anonimo says:

    verissimo Leonardo, questo non c’entra niente con il cinese che incontro per strada ! è proprio perchè ‘amo’ i cinesi che non sopporto che la Cina continui a fare cavolate e sono con i 400 intellettuali cinesi che hanno mandato una lettera di protesta al loro governo. ( lo sai che le case del Butan assomigliano, sono architetturalmente uguali a quelle svizzere, e le lunghe trombe di quattro metri che suonano i monaci durante le cerimonie religiose, esistono anche in svizzera, usate nelle altitudini alpine.( per mandare messaggi all’himalaya???…) cos’è??telepatia di montagna??? telepatia delle altezze d’aria pulita? ciao. jam

  69. comictadpole says:

    A proposito del Bhutan…

    ti viene in mente nulla???

    L.M. (il birichino)

  70. utente anonimo says:

    A me il Buthan fa venire in mente questo:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lotshampa

    Guarda caso in Bhutan il cosiddetto “buddhismo tibetano” è religione di stato… Ma dopotutto i Lotshampa erano solo “immigrati clandestini”… Tanto che il governo buthanese ha dichiato che la loro espulsione non ha affatto danneggiato la “felicità interna lorda”…

    http://en.wikipedia.org/wiki/Gross_National_Happiness#Criticism_of_GNH

    E chissà se anche in Buthan esistono intellettuali che hanno protestato per quella che è una pulizia etnica bella e buona…

    Samanta Bhadra

  71. RitvanShehi says:

    I commenti 68 e 69 sono miei: scusate, ero stato “sloggato” dal malefico:-) Splinder.

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