Due falsari contro un mio amico

Un post lunghissimo, ma molto arrabbiato.

Con minacce e intimidazioni, hanno cercato di impedire a un mio amico di parlare.

Lo hanno fatto, costruendo deliberatamente una citazione falsa, attribuendogli parole che lui non ha mai né detto né scritto né pensato.

In realtà, i falsari hanno trasformato la conferenza del mio amico in un notevole successo, ma credo che valga ugualmente raccontare la storia.

L’amico è Costanzo Preve, professore di filosofia in pensione a Torino. Costanzo è un autentico alessandrino, in almeno tre sensi.

Innanzitutto, è cresciuto tra Atene e Istanbul.

Secondo, rappresenta il meglio di quella civiltà di frontiera, che contiene in sé le due culture occidentali – laica e cristiana; il mondo greco/armeno e ortodosso; e il mondo islamico, con la sua complessa eredità, nonché la cultura turca (non a caso, si trova la sua biografia su Wikipedia anche in turco).

Terzo, Costanzo è alessandrino nel senso del grande cosmopolitismo del mondo tardo classico: non a caso è un ellenista, che ha scelto il poco redditizio mestiere di filosofo.

Costanzo si è avvicinato a Marx, studiando a Parigi sotto Althusser. Essendo poco propenso a carriere, ha scelto di insegnare filosofia in un liceo torinese, mentre ha sviscerato per anni gli aspetti più reconditi dell’umanesimo di Marx, tema su cui ha scritto diverse decine di libri (senza peraltro mai imparare a usare il computer).

Pur essendo uno dei massimi conoscitori e ammiratori italiani di Marx, non ha mai avuto i difetti dei marxisti credenti: il machiavellismo, la paranoia delle "infiltrazioni" e delle "deviazioni", l’identitarismo in stile my party right or wrong.

Nel senso comune della parola (non in quello filosofico) Costanzo è sempre stato un "liberale", cioè una persona che pone al primo posto il diritto alla libera ricerca individuale. A condizione che non si perda però anche il polo dell’uguaglianza: per questo, in tempi recenti, ha rilanciato il vecchio motto della rivoluzione francese – libertà, uguaglianza, fratellanza.

Ha preso un’unica tessera in vita sua, quella di Lotta Continua. In seguito, pur accompagnando per anni le vicende di Democrazia Proletaria, non ha mai più voluto legarsi ad alcuna organizzazione, e si è sempre riservato il diritto di critica verso tutti coloro che lo hanno di volta in volta ascoltato.

Negli ultimi anni, si è dedicato a riflettere sul crollo del socialismo reale e sulla trasformazione della sinistra in un’identità oggi vuota: Costanzo ritiene che il termine sinistra abbia avuto un senso profondo almeno fino agli anni Settanta.

Costanzo non è stato l’unico ad aver notato lo svuotamento della sinistra: tanti se ne sono accorti, e hanno deciso che se il proletariato non ha la vittoria in tasca, occorre passare dalla parte dei padroni.

Costanzo ha scelto la strada opposta, infinitamente più dura: applicare Marx anche alla sinistra, criticando la sua fossilizzazione, ma salvando lo spirito anticapitalista ed egalitario del movimento comunista. Cosa che, secondo lui, è impossibile finché ci si aggrappa al fantasma della parola "sinistra", che impedisce di vedere la realtà, instillando l’illusione che "Walter Veltroni comunque è dei nostri".

Su questi temi, Costanzo ha scritto moltissimo. Tutte le porte che contano gli vengono chiuse per il suo anticapitalismo radicale; mentre il suo rifiuto di fare l’intellettuale organico gli ha precluso qualunque apertura nella sinistra in qualche modo ufficiale. Perciò Costanzo scrive per chiunque sia disposto a pubblicarlo senza condizionare ciò che scrive.

Ha trovato spazio nel mondo delle microriviste quasi personali, cioè quelle che non riflettono qualche organizzazione, ma individui o piccolissimi circoli che sono alla ricerca.

Alcune di queste riviste sono dirette da persone che provengono da sinistra, altre da persone che provengono da destra, ma hanno rotto ogni ponte sia con le destre che contano, sia con quelle becere e razziste. Persone anche loro solitarie e in buona fede, e cui sbattono in faccia tutte le porte.

Tra le persone che hanno ascoltato Costanzo, e ne sono state profondamente trasformate, c’è Alain de Benoist. Un intellettuale francese che a trent’anni (l’età in cui Bakunin era ancora un fedele suddito dello Zar) aveva lanciato un progetto culturale che i giornalisti chiamavano "Nuova Destra".

De Benoist non ha mai smesso di pensare, e le sue idee sono cambiate molto negli anni successivi, portando a una completa separazione da tutte le destre francesi, che lo accusano di essere "complice" dell’immigrazione e della "islamizzazione" dell’Europa. De Benoist dice:

"Come faccio ad essere contro gli stranieri? Non c’è persona più straniera di me nel mondo in cui vivo." [1]

Il 14 marzo, de Benoist avrebbe dovuto presentare un libro di Preve in una libreria storica della sinistra a Torino, e Preve avrebbe dovuto presentare un libro di de Benoist.

Qualunque persona ragionevole non può che essere felice che anche in ambienti un tempo cosiddette di estrema destra ci siano individui che rigettino le tentazioni razziste, mitizzanti, nazionaliste e scoprano appunto i valori di libertà, uguaglianza e fratellanza.

Ma in ogni sistema in decomposizione, la teoria del complotto è sempre la spiegazione più facile. E la sinistra non fa eccezione.[2]

Così, è sorta una mobilitazione, piccola ma feroce, per impedire la presentazione di Torino.

Parte, a quanto pare, sulla mailing list "Facciamobreccia" [3], due pseudonimici accusano Costanzo di avere scritto questo paragrafo:

“dichiaro solennemente che il mio interesse primario va alla riclassificazione strutturale delle culture politiche ereditate dal Novecento, infatti sia il veterocomunismo sia il veterofascismo sono fenomeni storicamente conclusi, almeno a mio parere. Ne deriva che l’unità deve avvenire in una rinascita che recuperi il buono che c¹è nel comunismo e nel fascismo” ("Comunitarismo", dic. 2003, pp. 12-20)

Ora, l’ultima frase dice il contrario esatto di tutto ciò che sostiene Costanzo, ma sembra credibile, visto che cita una fonte precisa.

Colpisce però che una frase di poche righe occupi ben otto pagine di una rivista ("pp. 12-20"). Allora prendo la rivista Comunitarismo, dicembre 2003, e mi leggo tutto l’articolo, che esiste veramente. Lo potete anche trovare in rete, ma per certezza ho voluto controllare il testo su carta.

Bene, la frase non c’è. Due laidi vermi sulla lista se la sono semplicemente inventata.

Certo, le prime due frasi, che dicono cose lapalissiane, ci sono realmente: è vero che Costanzo si occupa di "riclassificazione culturale", e voglio vedere se qualcuno pensa che il "veterocomunismo e il veterofascismo" abbiano un futuro.

L’ultima frase, che è quella controversa, è opera dei due laidi vermi falsari. Non esiste.

Controllate pure voi.

Anzi, se leggete l’articolo vero di Costanzo, troverete che dice l’esatto opposto:

"Il modello della “addizione” di Forza Nuova e del Fronte Nazionale con forze ultramarxiste di tipo trotzkista, maoista o come diavolo le si vorrebbe nominare è una follia logica e politica che ovviamente nessuna persona intelligente perseguirebbe mai, e che puo’ soltanto essere agitata propagandisticamente come spauracchio da chi in questo modo trova l’alibi per sottrarsi ad ogni serio impegno autonomo antiimperialista al di la’ degli strettissimi e soffocanti limiti del politicamente corretto consentito dalle forze macro e micro parlamentari, per cui ad esempio la guerra di Bush sarebbe criminale, ma non si fa parola del buon diritto del popolo iracheno ad opporsi anche con le armi all’invasore. Questo modello, che nessuno ha in mente , nessuno propone e che nessuno seguirebbe se qualche stupido ( o piu’ esattamente qualche provocatore) per caso lo proponesse seriamente, non farebbe che raddoppiare le patologie incurabili, perche’ alle patologie incurabili della sinistra verrebbero aggiunte anche le patologie incurabili della destra.
 
L’unione di sostenitori rasati del razzismo biologico con sostenitori barbuti della dittatura del proletariato sarebbe certamente un buon copione di pornografia hard, ma non potrebbe uscire dal piccolo circuito a luci rosse del sottobosco politico.
 
Il solo modello culturale e politico che abbia un minimo di prospettiva seria è quello opposto. Deve essere consentito a persone o a gruppi che hanno fatto la triste esperienza della militanza estremistica e settaria sbattendovi contro la testa di uscirne fuori senza essere ricattati per il resto della loro vita con accuse infamanti."

Brandendo il falso che loro stessi hanno creato, le due schifezze umane che si nascondono dietro pseudonimi hanno lanciato una campagna per impedire al mio amico di parlare, definendolo addirittura il "leader" del movimento dei comunitaristi. Non solo Costanzo sarebbe allergico al ruolo di "leader" di qualunque cosa, ma i comunitaristi si sono pure sciolti da tempo.

Il libraio, una brava persona che però deve pure campare, si è trovato così sommerso da telefonate minatorie, da prospettive di boicottaggio e anche dalla minaccia esplicita di spaccargli le vetrine.

La Federazione Anarchica Torinese – FAI (che, per fortuna, non parla certo a nome di tutti gli anarchici d’Italia) ha persino pubblicato uno psicotico comunicato in cui delirava

"nessuno spazio per i fascisti vecchi e nuovi, nessuno spazio per chi in nome della Tradizione, sogna un’Europa etnicamente “pura” riecheggiando con altre parole teorie che si sono realizzate nel sangue, nei lager, nell’eliminazione di oppositori politici, ebrei, zingari…"

E così, molto imbarazzato, il libraio ha dovuto "rinunciare ad ospitare" l’incontro.

E l’incontro si è semplicemente spostato al ben più importante Circolo dei Lettori e degli Artisti di Torino, con grande partecipazione di giovani e anziani. C’era proprio tanta gente, mi dicono.

Il successo della conferenza avrebbe dovuto fare schiumare di rabbia i falsari.

Ma non sono sicuro: come i razzisti del sud degli Stati Uniti, loro in fondo sono solo interessati che il dubbio e la diversità, nonché il sangue dei neri, non tocchino le loro donne o le loro librerie. Il resto del mondo, per loro, non esiste nemmeno.

Nota:

[1] Alain de Benoist, Ultimo anno diario di fine secolo, ed. Sette colori, Lamezia Terme, p. 50. Del tutto isolato dalla "destra", avendo abbandonato da decenni la sigla "Nuova Destra", i soliti continuano imperterriti a definirlo "il guru della Nuova Destra".

[2] Paranoia e disaccordo sono cose totalmente diverse. Ad esempio, gli amici del Campo Antimperialista hanno condotto una lunga discussione con Costanzo a proposito di un’importante differenza, che possiamo semplificare così: il Campo non prova alcun entusiasmo per la Cina o la Russia, mentre Costanzo sostiene che si tratta pur sempre di freni all’egemonia mondiale statunitense. Ma in questa polemica, nessuno si è sognato di lanciare accuse infamanti, falsificare documenti o chiedere scomuniche.

[3] Una lista dedicata alla laicità dello stato, mentre né Preve né de Benoist hanno mai avuto simpatie clericali.

Print Friendly
This entry was posted in Censura e controllo globale, Costanzo Preve and tagged . Bookmark the permalink.

42 Responses to Due falsari contro un mio amico

  1. mah… guarda ….l’uso del termine vetero da parte di Preve premesso a comunismo e fascismo rende la “sepoltura” dei due movimenti un po’ troppo superficiale .. perchè è come alludere ad un possibile nuovo comunismo e nuovo fascismo

    visto che Preve nel testo condanna gli atti e gli aspetti deleteri del comunismo e soprattutto del fascismo (quelli “veteri”, come direbbe lui) e la richiesta esplicita di recuperare singoli personalità e gruppi che ci hanno “sbattutto la testa” si può pensare che esso miri ad un recupero dello spirito anti-capitalistico dei due (che poi sia positivo recuperare la declinazione dello spirito anti-capitalista della Destra nera ho i miei profondissimi dubbi) .

    insomma … l’interpretazione che hanno dato i “pseudonimici” è passabile come andreottiana : a pensare male si fa peccato ma ….;

    il loro virgolettato però è sicuramente un abuso che va condannato.

    più di questo testo, rimango perplesso su alcune cose:

    1) gli anarchici che impediscono di parlare!!!

    2) te che invece di difendere la libertà di parola , difendi Preve soprattutto perchè non avrebbe detto quelle frasi. Ma se anche l’avesse dette… che diavolo vogliono questi? come ci si permette di sabotare un dibattito intellettuale , soprattutto in un luogo privato e per giunta minacciando!

    3) ma il ML facciamobreccia è quello ufficiale di http://www.facciamobreccia.org/ ?

    mò state pure contro i laici(sti) e le femministe! :-p

    ciao

    p.s.

    il testo di Preve è noiosissimo, interessanti i punti 20(che andrebbe sviluppato) e 21 e la citazione del “partito che non tradisce”(io preferisco parlare di clan)

  2. kelebek says:

    Per Filomeno

    il tuo appunto n. 2) è giusto, e richiede un chiarimento.

    In genere, sono contrario a ogni forma di repressione del diritto di parola.

    Però posso capire che venga voglia di menare le mani quando Borghezio arriva davanti a una moschea o un campo Rom urlando, “sbattiamoli fuori”: cioè chiedendo esplicitamente la repressione di qualcun altro, oltretutto di qualcuno indifeso.

    Ho qualche dubbio (senza la tentazione di menare le mani), poi, quando un’organizzazione molto totalitaria e settaria svolge un’attività pubblica sotto un falso pretesto: che so, se c’è una gita a vedere il Colosseo, che si sappia che a un certo punto cercheranno di venderti delle pentole.

    Nel caso di Preve, che non chiede di limitare i diritti di nessuno (a parte, e del tutto astrattamente, i diritti delle multinazionali) e che non appartiene ad alcuna organizzazione e non vende nulla, si tratta puramente di una persecuzione in base alle idee.

    E qui subentra l’interessante meccanismo complottistico, che si riformula ovunque: Preve farebbe parte, dicono, di un complotto “rossobruno”, per contaminare la sinistra – a un certo punto danno come prova della sua pericolosità il fatto che Di Pietro dice di “non essere di destra o di sinistra” :-)

    E’ interessante anche perché nell’ambito anticapitalistico, i complottismi notoriamente abbondano, e Preve è sempre e sistematicamente stato contrario a ogni complottismo.

    Sì, credo che Fare Breccia sia quello che dici tu. Probabilmente si tratta di due o tre persone sulla lista che sono andate un po’ off-topic, dicendo che c’erano “dei fascisti a Torino”. Il resto dei lettori, che non sapeva assolutamente di cosa si trattasse, avrà ignorato la faccenda, o avranno confuso Preve con la Santanché.

    Miguel Martinez

  3. kelebek says:

    Sul complottismo, c’è un testo di Preve un po’ lungo (è più prolisso di me, lo so…) che ritengo interessante:

    http://it.geocities.com/socialismoeliberazione/preve_grimaldi.html

    Miguel Martinez

  4. Santaruina says:

    sul complottismo Preve dice le solite scontate banalità.

    Tristi banalità.

    Suggerisco una lettura del celebre articolo di Gerard Holmgren:

    La più folle di tutte le teorie cospirazioniste

    Preve commette il solito errore, volendo parlare di “complotti” si sofferma sull’ideologia e la “psicologia” e ignora i fatti.

    Un classico.

    Blessed be

  5. Non sono di destra, nè tantomeno di sinistra, sono comunista e in quanto tale rifiuto ogni dogma e soprattutto quello che i cosidetti affiliati alle “sinistre radicali” cercano di spacciare per marxismo (anzi, in realtà è marxismo ma non è più marxiano!). Non considero Preve il portavoce di un nuovo comunismo ma mi interessa il suo pensiero (e non solo il suo…) perchè, finalmente, cresce una critica al “viscidismo” delle sinistre. Infine vorrei ribadire il concetto, anche, della serata di ieri, ossia che quei personaggi anzichè “catalogare” ad minchiam (come direbbe qualcuno…) potrebbero almeno sforzarsi di leggere e, magari, capire. Sono andato a leggere il “loro” comunicato e ho notato che ottusamente cadono appunto nell’errore di catalogare senza sapere, per “loro” chi viene pubblicato da case editrici di destra è fascista e viceversa, insomma esisterebbero solo il bianco e il nero, un consiglio che potrebbero sfruttare è quello di andare a (ri)leggere Hegel….

    Ciao,Gianlucaot (Il diario di Nessuno).

  6. upuaut says:

    A me invece il pezzo di Preve sul complottismo e’ piaciuto assai, soprattutto nel suo trovare elementi mutuati da una certa visione religiosa o pseudoreligiosa nel pensiero di F.G. e per estensione di quelli che ragionano come lui. Il “delirio demonologico” di chi vede il fascismo ovunque – e quindi in nessun posto – e’ splendido. Idem le altre osservazioni.

  7. controlL says:

    Dopo la breccia di porta pia, la breccia della libreria. Autentici primati fessi dell’unica idea politica totalmente e totalitariamente stupida, che spiega la stupidità badiale degli ultimi sessanta/settant’anni politici: l’antifascimo. Chi è antifascista, non ci ha capito una mazza. Anche quando è abituato a prenderla. What a wonderful world: http://it.youtube.com/watch?v=SFbkVOBAorE (ramones)p

  8. Mithras says:

    “Come faccio ad essere contro gli stranieri? Non c’è persona più straniera di me nel mondo in cui vivo.” Alain de Benoist

    Ottimo, molto profondo, ma nello stesso tempo succinto…

  9. kelebek says:

    per p n. 7

    Leggo, ” che spiega la stupidità badiale degli ultimi sessanta/settant’anni politici: l’antifascimo”

    “antifascimo” è chiaramente un errore di battitura per “antifascismo”. Ma “stupidità badiale” cosa vuol dire?

    Miguel Martinez

  10. Aramcheck says:

    Interessante il primo pezzo di Preve e dispiace vedere componenti della FAI prendere posizioni del genere.

    Per quanto riguarda il complottismo sono andato talmente lungo, che ci ho fatto un post.

  11. utente anonimo says:

    Santaruina

    secondo me Preve sul complottismo dice cose molto ragionevoli e sensate, e in particolare le dice sull’attentato al WTC.

    Capisco che la voglia di dar sui denti agli Stati Uniti sia grande, ma certi ragionamenti strampalati finiscano per risolversi in un boomerang per chi li sostiene. Vedi le figuracce di Meyssan padre e figlio – oppure, per restare da noantri, l’autosputtanamento di Giulietto Tricheco Chiesa… :-)

    Z.

  12. utente anonimo says:

    Ah,

    credo che solo in Italia potrebbe trovar spazio un cialtrone come Grimaldi.

    Z.

    p.s.: Ad essere onesti però ne trova pochino anche da noi, salvo forse presso qualche circolo pseudo-alternativo di scoppiati fuori dal mondo…

  13. controlL says:

    Mi obblighi a citare il dizionario dei dizionari italiani, il “tommaseo-bellini”. Questa è la voce “badiale”. Ringrazio iterum l’amica che me l’ha fatto trovare in rete (purtroppo è fermo alla lettera “G”).p

    BADIALE. [T.] Agg. Da Badia. Famil. di pers. o cosa notabile per aspetto prosperoso o per grandezza piu che bellezza. Questo dagli agi e grandezza di certe badie. Malm. 11. 13. (C) “Vedendo un fantoccion sì badiale”.

    [T.] Uomo badiale, di temperamento, d’umore allegro, e che comunica l’allegria. = Paul. Mod. dir. tosc cap. 174. p. 281. {Gh.) Cera badiale (Uomo prosperoso e allegro.) [T.] Viso, Naso badiale.

    Quindi ha senso di risibilmente grande.

    † Aret. Rag. cit. nel Diz. Alb. (Gh.) “Starsi badiale”, in postura grave, come abate.

    2. D’altro che di pers. [Val.] Car. Lett. fam. 1. 164 “Sedia badiale”. — Allegr. 9. (C) “Corna… come son del cervio, ma alquanto piu sfoggiatotte e badiali” [T.] Frittata badiale.

    5. [T.] Sproposito badiale.

  14. Stupisce che mentre si criticano le teorie del complotto si fa del complottismo …

    Per quanto mi riguarda fortuna che esistono realtà come Facciamo Breccia, la cui lotta contro l’ingerenza culturale e politica del Vaticano è di importanza fondamentale. Nell’ambito di questa lotta Facciamo Breccia si batte contro tutti i fascismi, vecchi e nuovi. Condivido la presa di posizione di Facciamo Breccia Torino, anche per il suo stile e tono: rivendica il diritto di non frequentare e servirsi di librerie storicamente “di movimento” che danno spazio a operazioni quanto meno ambigue, niente a che vedere con fantomatiche “intimidazioni”.

    Su De Benoist la fai veramente troppo facile. Scadi nella retorica quando riduci la questione del razzismo differenzialista di de Benoist a una commevente parabola di conversione. Ed è un espediente già trito quello di fare schermo a qualcuno che viene messo in discussione con figure che dovrebbero scagionarlo per interposta persona: nel tuo post Bakunin per De Benoist e Althusser per Preve.

    Per il discorso “falsari” ora andrò’ a leggere l’articolo di Costanzo Preve, disgraziatamente pubblicato in Internet su un sito di negazionisti, per me i più grandi falsari della storia …

    v.

  15. elwin says:

    ahhh… questi complottisti….

    Potente scorre la Forza in questo blog!! ;)

    Passa una buona domenica :)

    Un abbraccio

  16. kelebek says:

    Per Vincenza n. 14

    L’articolo che ti interessa si trova sul sito della rivista che l’ha pubblicato e che non è affato negazionista:

    http://www.comunitarismo.it/usa_occidente..htm

    E’ ovvio che ognuno ha il diritto di dire che non intende comprare libri in una certa libreria.

    Meno il diritto di minacciare di sfasciare le vetrine (non mi riferisco a Facciamo Breccia, ma ad altri che hanno aderito alla campagna).

    E meno ancora di farlo, in base a un falso.

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    Vincenza,

    – Per quanto mi riguarda fortuna che esistono realtà come Facciamo Breccia, la cui lotta contro l’ingerenza culturale e politica del Vaticano è di importanza fondamentale. —

    Non abitando a Torino non sono bene informato: quali successi ha riportato FB nella sua lotta contro il Vaticano?

    Z.

  18. kelebek says:

    Per Z n. 17

    Io non conosco così bene il pensiero di Alain de Benoist. Per quanto riguarda Costanzo, so che lui è un grande sostenitore di “Atene contro Gerusalemme”, cioè della razionalità greca e dell’illuminismo contro ogni forma di fideismo.

    Non è un anticlericale urlato, ma è certamente profondamente “laico” e contrario alle ingerenze clericali.

    Proprio per questo è ancora più assurdo che lui diventi il bersaglio di una campagna di… anticlericali.

    Miguel Martinez

  19. utente anonimo says:

    Quella di Atene contro Gerusalemme è una battaglia sostenuta anche da Blondet e sodali (che per quanto possano essere “fondamentalisti”, “tradizionalisti” e “preconciliari” non sono clericali) i quali vedono come il fumo negli occhi le uscite di certi teologi (che si spacciano per “progressisti”)che vorrebbero riportare il cristianesimo ad una più “pura e primitiva” spiritualità, avvicinandosi non tanto alle posizioni dei primi cristiani, che da San Paolo in poi guardarono ad Atene, ma piuttosto al giudaismo, abbandonando la razionalità del pensiero greco che fu fondamentale nell’elaborazione del pensiero cristiano.

    Con i dovuti distinguo questa è anche la posizione di Ratzinger.

    Quindi l’essere per Atene contro Gerusalemme non è un’esclusiva dei laici.

    Tommaso

  20. kelebek says:

    Sempre per Vincenza n. 14

    Tu sostieni che la citazione di Althusser sarebbe retorica, come lo è certamente da parte mia quella di Bakunin.

    Credo quindi che sia giusto precisare che esiste un dissenso tra Preve e Althusser, che riguarda lo status dell’umanesimo marxiano, negato da Althusser e sostenuto da Preve.

    Non ho assolutamente gli strumenti per dare un giudizio in merito alle rispettive ragioni e torti, comunque qui puoi leggere il punto di vista di Costanzo Preve:

    http://www.kelebekler.com/occ/althusser01.htm

    Miguel Martinez

  21. kelebek says:

    Per Tommaso n. 19

    Appunto giustissimo, ma irrilevante in questo contesto.

    L’Atene di Preve è quella di Socrate, non quella delle visite di San Paolo…

    E il suo “Gerusalemme” comprende tutti i movimenti mitizzanti, entusiastici, dal cristianesimo al nazismo al socialismo reale.

    Questo è un altro punto di civile discussione con alcuni esponenti del Campo Antimperialista, che cercano di rivalutare l’aspetto utopistico di Marx, nella scia di Thomas Munzer, per capirci.

    Discussione che, ripeto, non comporta la falsificazione di documenti.

    Miguel Martinez

  22. kelebek says:

    Vedo che nessuno ha risposto ancora sul falso. Su “piemonte.indymedia”, invece un anonimo ha aggiunto falso al falso dicendo che lui avrebbe una “copia cartacea” della rivista Comunitarismo, dove avrebbe trovato il brano.

    Interessante notare come l’unico sistema che hanno trovato per rimediare alla menzogna è un’altra menzogna.

    Miguel Martinez

  23. PinoMamet says:

    Digli di cacciare la copia cartacea col paragrafo “incriminato”, se ce l’hanno.

    :-)

  24. controlL says:

    Io un’idea un po’ stramba me la sono fatta, muovendo da quella singolare indicazione (ben notato, kel) numerica: “pagg 12-20″. Siamo di fronte a un’imitazione letteraria. Questi hanno preso alcune frasi o segmenti d’esse dalle 8 ben 8 pagine indicate e hanno formato un paragrafo di nuovo significato con vecchio significante. Si chiama centone questo divertissment letterario, e i migliori del ramo sono riusciti a farci cose incredibili con questa tecnica (http://it.wikipedia.org/wiki/Centone). Questo sembra più che altro uno svogliato esercizio scolastico per sfangarla col compito dato da qualche professore “creativo”. È una tesi un po’ troppo complottista e visionaria? Mai quanto quell’indicazione numerica di pagine per citare 8 righe (to’, come le pagine, che abbiano sbagliato parola?). Dietro una assurda tesi complottista, c’è spesso una versione ufficiale più assurda della tesi. Prendela come una piccola “moralità”.p

  25. utente anonimo says:

    Indymedia! Pensa te, esiste ancora Indymedia :-) Vabbè che se ci sono ancora gli “anarchici”…

    Questa gente è un po’ come la Carrà: non passa mai di moda!

    Z.

  26. ComProlRes says:

    Bravo Miguel! Hai visto, alla fine ce l’abbiamo fatta a sputtanarli! ;-)

    A breve compariranno le pagine di quell’articolo scannerizzate… ;-)

    Saluti antimperialisti

  27. ComProlRes says:

    Solidarietà al compagno Costanzo Preve

    [..] Accade un bel giorno… La storia potete leggerla sul blog kelebek, cliccando qui: link. A margine della questione, per sottolineare una volta di più la nostra vicinanza al compagno Costanzo Preve, rilanciamo la sua intervista edita su Comunis [..]

  28. Per Miguel n. 16:

    “L’articolo che ti interessa si trova sul sito della rivista che l’ha pubblicato e che non è affato negazionista”

    Non mi riferivo al sito della rivista, ma al sito aaargh che è stato linkato in un commento firmato Genna in Indymedia Piemonte.

    Sito indubbiamente negazionista

    v.

  29. kelebek says:

    Per Vincenza n. 28

    Boh, non ho capito…

    Non è negazionista Preve, non è negazionista la rivista che lo ospita, non è negazionista Indymedia che lo cita, non so se Genna è l’amico di Valerio Evangelisti, in tal caso non mi sembra proprio che sia negazionista, ma Genna citerebbe un link che sarebbe negazionista.

    Non ci arrivo. Comunque, se vuoi leggere l’articolo di Preve, il link è quello:

    http://www.comunitarismo.it/usa_occidente..htm

    Non so se l’hanno ripreso altrove.

    Miguel Martinez

  30. utente anonimo says:

    mi sembra che molti filosofi e teosofi islamici abbiano dimostrato che fra Atene e Gerusalemme, non c’è battaglia, ma continuità. Gerusalemme è la necessità cosmica della realizzazione dell’Uomo Perfetto. E considerando che era la Domenica delle Palme, l’entrata in Gerusalemme, potremmo dire che nell’equilibrio fra Gesù e Mohammed, si rivela il mistero della Verità, Il mistero di Gerusalemme, il mistero dell’Uomo Perfetto, al’insani al’ kamil. ciao jam

  31. blatante says:

    fra Atene e Gerusalemme, non c’è battaglia, ma continuità

    come dice l’ottimo Papa attualmente regnante, oltre alla teologia cattolica almeno da Agostino ad oggi.

    giusto per citare realtà minori.

    Francesco

  32. PinoMamet says:

    Più che continuità direi che ci può essere complementarietà (si dice?)

    Comunque mi sembra sia nel giusto chi dice (Ratzinger a Ratisbona, pare) che a distinguere il Cristianesimo da altre religioni “sorelle” (lui citava l’Islam, ma il discorso vale anche per l’ebraismo) sia stata appunto (anche) la vigorosa iniezione di “Atene”.

    Ciao!

  33. utente anonimo says:

    Francesco,

    – fra Atene e Gerusalemme, non c’è battaglia, ma continuità–

    Mah…

    – come dice l’ottimo Papa attualmente regnante —

    Bah! :-)

    Z.

    p.s.: La Franzoni non ha mai ucciso nessuno: lo dice lei stessa ;-)

  34. blatante says:

    Z.

    credo che il Papa sappia di cosa parla, che lo dimostri nel testo di Ratisbona (per citare solo quello) e che sia più credibile della Franzoni.

    Basta poi leggere gli “Ateniesi” anti-fideisti per trovarvi il più irrazionale e pregiudiziale odio antireligioso, a malapena nascosto con argomentazioni puerili.

    Socrate, Platone, Aristotile … tutto tranne che Illuministi (nel tristo senso storico del termine).

  35. kelebek says:

    Per Francesco e Z…

    Discussione interessante. Comunque io volevo solo precisare questo:

    1) alcune persone iscritte a una lista che possiamo sommariamente definire “anticlericale” cercano di impedire a Costanzo Preve di parlare.

    2) Costanzo Preve è un clericale?

    No, proprio per niente.

    E quindi diventa la faccenda diventa ancora più surreale.

    Miguel Martinez

  36. blatante says:

    beh

    non è che tutti gli anticlericali del mondo devono essere concordi su tutto, no? e visto che non si andava a parlare di Chiesa, è normale che si possa litigare

    ciao

    F.

  37. comictadpole says:

    Grandissimo Miguel_

    Se invece di essere un fankazzista decaduto da un famiglia solo neo-borghese, fossi un fankazzista decaduto da famiglia nobile o capitalista – in pratica se avessi solo un po’ più di rendita familiare – passerei la vita seguendo corsi di grandi professori, gustando opere d’arte sparse per il mondo, e non mi perderei nemmeno sotto tortura incontri come quello fra Preve e De Benoist_

    Purtroppo_

    L.M.

  38. utente anonimo says:

    L’unica minaccia che è stata fatta alla libreria Comunardi era quella di non esserne più clienti, cioè un calo di incassi. E la libreria ha fatto i suoi conti.

    Sulle minacce presunte ci sono solo delle chiacchiere e niente che le certifichi.

    Non potete mettere in giro e dare per buone delle accuse senza prove!

  39. controlL says:

    Oh, la mitica comunardi. Immaginavo fosse quella. A parte che certe cose si trovano solo lì, e non vedo dove si possano trovare fuori da lì, ma tutta ‘sta caciara per un incontro tra due persone? Se non piacciono si sta a casetta a fare altro che va di più. Comunque, visto che sei ancora cliente, posso segnalarti un’antologia poetica del novecento in due volumi davvero ottima, che ho acquistato lì. I curatori sono cesare segre e carlo ossola. Potrai trovare questa meraviglia d’un poeta che fu anche direttore della “civiltà delle macchine”, rivista di finmeccanica, per la cronaca:

    Muore il ragazzo un poco

    ogni giorno per giuoco.

    Per giuoco morde invano

    il cavo della mano.

    Trascorre le vacanze ebbro

    tra i maceri cespi di papaveri

    steso sul letto per noia

    e diletto a guardare le travi.

    Ma lo stornano ombre

    solitarie nel cielo della stanza,

    labili ombre passeggere

    sul soffitto. E l’ariete

    che batte ostinato le corna

    a capofitto nella quiete.

    Se vuoi un’inutile consiglio, “nella quiete” comportati come il ragazzo, non come l’ariete.p

  40. kelebek says:

    Per n. 38

    Firmare sempre i propri commenti, anche con uno pseudonimo qualunque.

    Chi a quella libreria ci lavora, la pensa diversamente.

    Non sono invece in grado di dire chi abbia fatto le minacce: la campagna per impedire a Costanzo Preve di parlare ha mosso diversi settori.

    Presumo che tu abbia partecipato alla campagna di boicottaggio; ma in tal caso, chi si diverte a fare telefonate anonime, perché avrebbe dovuto raccontarlo a te?

    Miguel Martinez

  41. http://bishm

    [..] STEREOTIPI DelVecchio , generale e candidato per il PD, ha affermato: <<>> i miei cojoni!! e volevi mandarli anche via? i problemi sono due : 1) la cultura di DelVecchio che è del tipico maschilismo da caserma. La cosa so [..]

  42. Pingback: Costanzo Preve, un borghese ottomano | Kelebek Blog

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>