Un genio

Esistono dei geni che riescono a riassumere le più profonde verità in frasi brevissime.

Tra questi geni, c’è l’Anonimo dei Bruschetti, autore di un memorabile aforisma che si trova scritto sulle buste dei bruschetti all’olio di oliva in vendita nei supermercati della Esselunga.

Questo aforisma riassume in sé l’essenza dei nostri tempi: l’inganno seduttivo delle merci, la ferocia delle leggi e degli avvocati che vegliano sul profitto, il linguaggio globale, la volontà di potenza e il livellamento cosmico.

Ascoltiamo con profonda attenzione la frase:

"Autentica Trattoria è un marchio registrato del gruppo Unichips worldwide"

Print Friendly
This entry was posted in società dello spettacolo, Storia, imperi e domini and tagged , , . Bookmark the permalink.

44 Responses to Un genio

  1. a proposito di livellamento cosmico e di pensieri geniali segnalo che ci sono avvocati che non si occupano di tutela del profitto.

    Non sono molti ma abbastanza per spendere due parole a favore della categoria che certamente rappresenta un insieme ma che è composta, tuttavia, da soggetti tra loro molto diversificati, specie da quando il mercato ha sostituito situazioni di oligopolio e la società civile ha cominciato ad avanzare richieste di tutela dei diritti molto diversificate.

    Tra questi ci sono colleghi che spendono il loro tempo tra carceri, comunità, OPG, bambini stuprati, donne per strada, padri ingiustamente messi alla gogna, criminali vari, miseria, pochissimi soldi e un sistema in affanno.

    In genere questa sotto-categoria prova una certa avversione epidermica verso gli intellettuali rivoluzionari da salotto che dalla loro postazione etichettano merce umana.

    Questione di forma mentis.

  2. Non dubito affatto della loro esistenza; è evidente che hanno poca visibilità e poca influenza sugli eventi, oltre ad essere afflitti di solito da quella costante micragna che affligge tanti penalisti (il cliente medio di solito è un povero diavolo, mi dicono).

    Non ne conosco nessuno anche e soprattutto perché ho un’assoluta disistima di legge ed “ordine” in genere e non mi costituirei parte civile per nessun motivo al mondo: non sono dunque uso a frequentare certi ambienti e certi giri.

    Avversioni epidermiche ne ho anch’io: quando leggo “intellettuali rivoluzionari da salotto” mi viene da pensare al rivoltante cianciare ferraresco che in questo “paese” ha da anni ridotto qualunque conversazione ad un panegirico di quanto c’è al mondo di maldicente, livoroso, triste e sfigato. Lascia certi modi di dire a Renato Farina, per cortesia; riuscirai a non fare la figura dell’italiano!

  3. utente anonimo says:

    Miguel

    a volte sei un animo così sensibile e delicato che quasi mi commuovi!

    Francesco

  4. kelebek says:

    Per 1) e 2)

    Credo che sia innegabile che le aziende abbiano avvocati, che ricorrono alle leggi, per proteggere il profitto.

    E che tutta questo permette che solo la Unichips worldwide possa parlare di “Autentica Trattoria” (lapsus, avevo scritto “Antica Trattoria”, adesso ho corretto)

    Per il resto, “Manipolaconcura” ha assolutamente ragione, mai sostenuto il contrario.

    Però non ho capito la storia degli “intellettuali rivoluzionari da salotto”.

    Cosa intendi per un “salotto”?

    Miguel Martinez

  5. Per NonStoConOriana:

    Mi fa piacere che tu non ti sia trovato a frequentare certi giri e certi ambienti.

    In molti farebbero volentieri a meno ma, sai com’è, a volte in carcere o sottoposto ad un bel TSO (o anche solo ad un processino a piede libero) ti ci ritrovi anche se hai una “disistima assoluta di legge ed ordine”… mica ti chiedono se gradisci la collocazione.

    La costituzione di parte civile: dipende, a mio giudizio.

    Con le Procure molto oberate (sia nelle indagini che nelle turnazioni delle presenze in dibattimento) e a fronte di vicende umane drammatiche (magari scarsamente significative per la collettività), che invocano Giustizia, la presenza dell’avvocato della vittima (persona offesa o parte civile) ha anche finalità diverse dalla mera rivendicazione di pretese civilistiche.

    Per parte mia, tenuto conto dei tempi, dei costi e dello stato generale del sistema giustizia cerco di non prendere in giro ingenerando aspettative poco realistiche, mi spendo per individuare soluzioni transattive, spingo per percorsi di mediazione e riparazione del danno (specie per reati intra-familiari)…, consapevole che a volte il processo è in sè elemento di vittimizzazione secondaria. Se credi, sul punto, ti faccio qualche esempio ma vado di corsa.

    Per Miguel:

    sicuro che ci sono (moltissimi) avvocati che ricorrono alle leggi per proteggere il profitto (e anche qualcosa di peggiore, a volte).

    Volevo solo dar voce agli altri, quelli che normalmente non ne hanno, come evidenziato anchedal n.2).

    “Da salotto”: intendevo il contrario di “da marciapiede”, da strada.

    ciao

    p.s

    ho stampato il lavoro del post precedente: molto interessante, leggo pianino per capirlo bene.

  6. utente anonimo says:

    É profondo anche il Martinez però… ma non ci ha ancora spiegato – lui che fa parte del Campo – quale sia il più efficiente antidoto contro il capitalismo commercial-imperialista. Rifiutare ogni prodotto commerciale frutto dell’inganno capitalista?

    log

  7. utente anonimo says:

    “nevermind what’s been selling, it’s what you’re buying” (Fugazi)

    capitalistici saluti

    A.

  8. utente anonimo says:

    Certo che (cito Mi Sta sui Maroni Oriana) “riuscirai a non fare la figura dell’italiano! ” lo metterei fra le frasi geniali. Ma de bùn!

    Per quanto riguarda la Trattoria, trattasi di declinazione commerciale del famoso (per poco) “glocale” di certi sociologhi d’accatto.

    silviu’

  9. Manipolaconcura, “Mi fa piacere che tu non ti sia trovato a frequentare certi giri e certi ambienti”?

    Eh, mi piacerebbe davvero poter dire di no!

    Tra preparazione “accademica” (sono laureato in psicologia) ed esperienze personali, tra follie del tipo più distruttivo, galere e quant’altro ho un’esperienza non dico di prima mano (per fortuna) ma quasi!

  10. RitvanShehi says:

    >”Autentica Trattoria è un marchio registrato del gruppo Unichips worldwide”

    Questo aforisma riassume in sé l’essenza dei nostri tempi: l’inganno seduttivo delle merci, la ferocia delle leggi e degli avvocati che vegliano sul profitto, il linguaggio globale, la volontà di potenza e il livellamento cosmico.kelebek< Caro Miguel, forse cambieresti idea sulla “ferocia delle leggi e degli avvoccati…ecc., ecc.” se la maga Lisistrata o Dimitri Buffa o chiunque altro che non la pensi come te aprisse un blog “kelebek.splinder.com” (dal contenuto che ti lascio facilmente immaginare:-) ) e alle tue sacrosante lamentele ti sentissi rispondere dalla Legge: “Ma che cazzo vuoi, siamo un paese libero e democratico, ognuno è libero di intitolare il suo blog come gli pare e scrivere in esso ciò che gli garba! Pussa via, vil censore della libera circolazione delle idee e della libertà di denominazione dei blog!”:-) :-)

    Ah, già, probabilmente tu mi dirai (e qui il bieko Ritvan il Presuntuoso – nel senso che presume gli argomenti del prossimo, eh! – si scatena:-) ) che le idee, l’identità delle persone e così via sono Robba Sacra, giustamente da proteggere tramite ferocissime leggi e avvocati-piranha, mentre le merci, oh le squallide, prosaiche e volgavi:-) merci, quella è robba che non merita alcuna tutela legale.

    Ebbene, allora ti faccio un esempio più consono: quello del Parmigiano Reggiano. Recentemente la corte di giustizia europea ha censurato perfino l’uso della dicitura “Parmesan” (che ricorda solo vagamente il “Parmigiano Reggiano”) sui formaggi teutonici, figuriamoci se quei formaggi fossero stati venduti con l’etichetta “Parmigiano Reggiano”. Tu sempre mi obietterai (Ritvan il Presuntuoso ritorna alla carica:-)) che qui si tratta di DOP, IGP e sarkazzo d’altro, che c’entra la Tradizione, la geografia, il clima, l’acqua, gli Antichi Sapori mediterranei, il latte della Mucca Ercolina che non scava tunnel per introdursi illecitamente nel recinto dove pascolano le mucche di pura razza Parmigianesca-Reggianesca (ho sempre trovato quello spot dal sapore vagamente razzistoide:-) ) e via discorrendo….Tutto giusto. Ma allora dillo che ce l’hai solo con le Sporke Multinazionali che biekamente fanno produrre ai bambini (l’accenno al lavoro minorile è sempre un “must” in questi casi:-) ) le loro schifosissime:-) bruschette in Indonesia o in Inculoluponia, con olive del Madagascar e farina del Canada e poi le chiamano “Autentica Trattoria”!:-). E che poi, dopo aver speso un botto di soldi per promuovere commercialmente (sai cosa significa, vero) il prodotto, hanno la faccia tosta di pretendere:-) che il primo furbetto del quartierino che passi per la via non faccia la “mosca cocchiera”, appropriandosi del fantasioso nome per vendere magari le stesse schifezze, ma prodotte da donne afghane con olive messicane e farina ucraina, col marchio “Autentica Trattoria”.

    Insomma, caro Miguel, se sei per il “Kapitalismo Selvaggio”, quello senza regole, dove chiunque possa fare concorrenza sleale semplicemente copiando il marchio commerciale altrui e non costruendosi uno proprio, basta dirlo, eh!:-)

  11. utente anonimo says:

    giusto un appunto a ritvan (con il quale per il resto concordo),

    la dicitura “Parmesan” non ricorda solo vagamente il “Parmigiano Reggiano”, è proprio la traduzione di parmigiano (se un tedesco, ma anche un francese, vede una forma di parmigiano dira “parmesan”)

    roberto

  12. utente anonimo says:

    Posso rilevare che Autentica Trattoria fa pure schifo, come marchio?

    Francesco

    PS in effetti, Miguel, il limite tra commercio “per bene” e “commercio” alienante quale è?

    Il singolo imprenditore contro la società di capitali anonima? E le cooperative ti piacciono?

    Capisco deprecare ciò che ti sembra un male ma vorremmo vivere bene, non solo individuare come si vive male.

  13. PinoMamet says:

    “he c’entra la Tradizione, la geografia, il clima, l’acqua, gli Antichi Sapori mediterranei, il latte della Mucca Ercolina che non scava tunnel per introdursi illecitamente nel recinto dove pascolano le mucche di pura razza Parmigianesca-Reggianesca (ho sempre trovato quello spot dal sapore vagamente razzistoide:-) ) e via discorrendo..”

    Razzisotide lo spot e pure sbagliato, visto che le mucche che si vedevano non c’entravano niente con le razze locali che si utilizzavano per fare il Parmigiano Reggiano “vero”.

    Tutti gli spot che hanno fatto mi fanno schifo, peraltro, ma io non mangio manco formaggi, quindi…

    Però: non credo che ci sia qualcosa di male nella protezione dei marchi, ci mancherebbe.

    Semplicemente, non solo una Trattoria, ma addirittura una Trattoria Autentica registrata dalla multinazionale anglofona suona un po’ surreale.

    Il che non disturba affatto.

    Ciao!

  14. RitvanShehi says:

    >la dicitura “Parmesan” non ricorda solo vagamente il “Parmigiano Reggiano”, è proprio la traduzione di parmigiano (se un tedesco, ma anche un francese, vede una forma di parmigiano dira “parmesan”)roberto<
    Si, roberto, lo sapevo, ma è una “traduzione” per modo di dire, un po’ come quella di nosotros albanesi che chiamiamo ogni tipo di formaggio grasso e stagionato “kaçkavall”: ovviamente ci si accorge che è solo l’ “albanesizzazione” dell’ italianissimo “caciocavallo”. Pertanto, dal punto di vista squisitamente tecnico-legale, chiamare in Germania il prodotto locale “Parmesan” (pur sapendo che così viene chiamato in “gergo” locale quello che ha per marchio registrato “Parmigiano-Reggiano” e che proviene dall’Italia) appare molto meno grave che chiamarlo “Parmigiano Reggiano”. Inoltre, si suppone che il tedesco medio non sia tanto rincoglionito e analfabeta da confondere un formaggio marchiato a fuoco “Parmigiano Reggiano” con uno marchiato a cazzo:-) “Parmesan”. Eppure l’UE non ha permesso – e giustamente direi – nemmeno questo.

  15. utente anonimo says:

    MM,

    – Credo che sia innegabile che le aziende abbiano avvocati, che ricorrono alle leggi, per proteggere il profitto. —

    Ci mancherebbe. Ma è anche innegabile il tuo giudizio sommario sulla categoria, ed era quello che McC stigmatizzava :-)

    Z.

    p.s.: E poi diciamolo, suvvia: al di là dell’uso contingente, i rivoluzionari da salotto esistono davvero, e sono odiosi. Quasi quanto Giuliano Ferrara :-)

  16. utente anonimo says:

    NScO,

    – Tra preparazione “accademica” (sono laureato in psicologia) ed esperienze personali, tra follie del tipo più distruttivo, galere e quant’altro ho un’esperienza non dico di prima mano (per fortuna) ma quasi! —

    In altre parole, se ho ben compreso, non ti sei mai trovato a frequentare certi ambienti: o, se preferisci, li hai quasi frequentati ;-))

    Z.

    p.s.: Buon per te, sia chiaro: e ti auguro sinceramente di starci lontano il più a lungo possibile!

  17. kelebek says:

    Per Z n. 15

    Personalmente non ho alcun giudizio generale sugli avvocati.

    Il mio giudizio era sulla Unichips Worldwide.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    …ho visto marciapiedi diventare il salotto, ed anche il salotto diventare un marciapiede quando persone umane hanno accarezzato l’asfalto della ‘diversità’. Ci sono intellettuali che studiano e scrivono con amore proprio per dare voce a chi è sempre messo in disparte e x’ le sofferenze si attenuino. Ognuno è dove ha le competenze, ognuno è importante e necessario. L’underground della terra chiede anche amore di matita …ciao, jam

  19. RitvanShehi says:

    >sicuro che ci sono (moltissimi) avvocati che ricorrono alle leggi per proteggere il profitto (e anche qualcosa di peggiore, a volte). manipolaconcura< Ma cosa ci può essere di peggiore del profitto?!:-)

  20. utente anonimo says:

    Il LUCRO, che diamine!! :-)

    Z.

  21. Ritvan… sempre con queste domande super complicate -:)

    vabbè ho deciso di prendermi un periodo di studio per leggermi almeno un paio di “sociologhi d’accatto”: son tre mesi che non apro un libro…

    grazie a tutti per la compagnia: è stato un bel viaggio

    ciao

  22. brullonulla says:

    concordo miguel, questo è puro e limpido genio.

    i bruschetti, almeno, sono buoni?

  23. RitvanShehi says:

    >Il LUCRO, che diamine!! :-) Z.< E a ‘sto punto mettiamoci anche IL GUADAGNO e L’UTILE, perdindirindina!:-)

  24. kelebek says:

    Per Brullonulla n. 22

    Sì, sono discreti :-)

    Miguel Martinez

  25. utente anonimo says:

    Ritvan e Z.

    Ma perché vedete estremizzazioni anche quando non ce ne sono? finendo per estremizzare voi stessi il discorso_

    Certo che c’è qualcosa di peggio del profitto – è la speculazione (e non lo scrivo nemmeno maiuscolo perché mi sembrava una risposta banale)_

    Anche se riconosco che la ‘no man’s land’ ambigua e nebulosa fra le due attività è ampissima, e i confini sono molto difficili da segnare_

    Così come c’è sicuramente qualcosa di molto peggiore delle ‘merci’ – sono la mercificazione e la riduzione a materiale di ogni altro elemento umano che non siano propriamente le merci_

    Io non credo poi che in questo post il punto sia la ‘condanna del profitto’_

    A me sembrava che il tema fosse linguistico_

    Dove da una parte, giustamente, si difende l’autenticità della definizione ‘parmesan’ contro certe strane suggestioni indotte – dall’altra il linguaggio del marketing ci ripete simili strane fantasie morbose à la Wanna Marchi (col W of course)_

    L.M.

    PS

    se batto parole strane, scusatemi, ma c’è la mia nipotina che si vuole appropriare del mio mignolo_

  26. utente anonimo says:

    Ma certo Leonardo :-) Ci piace scherzare, tutto qui ;-)

    Z.

  27. utente anonimo says:

    Ritvan,

    “Inoltre, si suppone che il tedesco medio non sia tanto rincoglionito e analfabeta da confondere un formaggio marchiato a fuoco “Parmigiano Reggiano” con uno marchiato a cazzo:-) “Parmesan”.”

    il tuo ottimismo è commovente, ma ti assicuro che conosco un mare di gente, sia in francia che in germania che ha sempre pensato che il parmigiano regiano fosse quella strana polverina biancastra che qui vendono già grattuggiata…mi è capitato di portare delle punte di parmigiano come dio comanda in regalo e sentirmi dire “ma questo non è parmigiano!!”

    :-)

    roberto

  28. RitvanShehi says:

    >Ritvan e Z. Ma perché vedete estremizzazioni anche quando non ce ne sono? L.M.<
    Non ti sfiora il dubbio che non siamo io e Z. ad avere la vista a raggi X, ma tu ad aver perso qualche diottria?:-). Certo che io e Z. un poco ci scherzavamo su, ma si sa che ridendo e scherzando Bertoldo si confessava.

    Entrando nel merito, se uno (a caso:-), p.es. Miguel in questo post) scrive frasi come “…la ferocia delle leggi e degli avvocati che vegliano sul profitto” e un’altra (sempre a caso:-): “manipolaconcura”) gli fa da “spalla” rincarando la dose “proteggere il profitto (e anche qualcosa di peggiore)” che dobbiamo fare? Sì, magari “manipolaconcura” ha solo 6 anni:-), come ci ha detto, ma allora anche Miguel è minorenne e bisogna andarci piano con l’ironia anche con lui? O magari offrire ad entrambi solo delle caramelle? O magari no, sennò ci scambiano per pedofili?:-)

    Ma poi, come fa uno a scrivere “ferocia delle leggi che vegliano sul profitto”? O che per caso tagliamo le mani con la scimitarra a chi “attenta al profitto” o li impicchiamo ad una gru, come si fa dalle parti di certi “resistenti” molto apprezzati su ‘sto blog? Un po’ più di senso delle proporzioni e della realtà reale magari non guasterebbe, anche nei bambini di 6 anni:-)

    >finendo per estremizzare voi stessi il discorso_<
    Beh, fratello se non vedi da quale parte sta l’estremismo, delle due l’una: o hai urgente bisogno di una visita oculistica, oppure la pensi anche tu come gli estremisti e allora la visita oculistica non risolverebbe nulla. Vedi un po’ te….

    >Certo che c’è qualcosa di peggio del profitto – è la speculazione (e non lo scrivo nemmeno maiuscolo perché mi sembrava una risposta banale)_ Anche se riconosco che la ‘no man’s land’ ambigua e nebulosa fra le due attività è ampissima, e i confini sono molto difficili da segnare_ <
    Ah, bontà tua che almeno la riconosci l’esistenza di quella “no mans’ land”! La speculazione – ovviamente in termini economici, non filosofici, politici o morali, tipo p.es.”ah, vigliacco, speculi sulle disgrazie altrui!”:-)” – non è altro che una banale operazione commerciale basata sulla compravendita, che può generare profitti, ma anche perdite (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Speculazione_edilizia e anche http://it.wikipedia.org/wiki/Speculazione).

    E sul “borderline”, la sullodata Sacra Wiki ci riporta la frase di un celebre banchiere: “Quando ero giovane mi chiamavano giocatore d’azzardo, poi cominciarono a chiamarmi speculatore ed oggi dicono di me che sono un grande banchiere: io però ho fatto sempre la stessa cosa”.

    >Così come c’è sicuramente qualcosa di molto peggiore delle ‘merci’<
    Ecco, magari il tuo “conscio” non si rende conto di quello che il tuo subconscio ti ha fatto scrivere (e poi dai a nosotros dell’ “estremista”!:-) ), ma in italiano quando dici “peggiore di…X” hai già detto che X fa assai schifo, mi pare! Allora perché te la prendi se m’inkazzo e ti chiedo “Si può sapere perché le merci ti fanno tanto schifo?” E poi, per il semplice fatto di averti posto questa domanda o di aver ironizzato sulla tua assurda premessa “schifosa”, sarei un pericoloso estremista?:-)

    Ti faccio un esempio, così magari capisci. Se io dico “i cani sono peggiori degli albanesi” e poi mi faccio delle belle arrampicate su chilometri quadrati di specchi per spiegare che, in realtà io intendevo dire solo che gli albanesi non devono essere trattati da cani:-), beh, l’ironia del prossimo è il minimo che mi debba aspettare! Non so se mi sono spiegato:-).

    >- sono la mercificazione e la riduzione a materiale di ogni altro elemento umano che non siano propriamente le merci_<
    Giusto. Ma, ripeto, che c’entra lo schifo per le merci? Merci e uomini sono due categorie distinte, ognuna con le proprie peculiarità, è lapalissiano che non solo gli uomini non vanno assimilati a merci, ma neanche le merci assimilate agli uomini! Perché c’è bisogno di denigrare una categoria per esaltare meglio l’altra? Tornando al paragone di prima, ogni persona sana di mente (animalisti talebani esclusi, sulla cui sanità mentale, però, non potrei giurarci:-) ) sa che gli uomini non vanno trattati da cani, ma neanche i cani da uomini, senza che per questo ci sia bisogno di fare graduatorie di “migliori” o “peggiori”. Sono semplicemente due categorie OGGETTIVAMENTE diverse che non vanno confuse. Punto e basta.

    >Io non credo poi che in questo post il punto sia la ‘condanna del profitto’_<
    Già, se non vedi non credi:-)

    >A me sembrava che il tema fosse linguistico_ <
    Seh!:-)

    >Dove da una parte, giustamente, si difende l’autenticità della definizione ‘parmesan’ contro certe strane suggestioni indotte – dall’altra il linguaggio del marketing ci ripete simili strane fantasie morbose à la Wanna Marchi (col W of course)_ L.M.<
    Guarda fratello, che il “caso parmesan” l’ho introdotto io in un commento, nel post di Miguel non v’è traccia dell’argomento. Non confondiamo le cose. Ma, in linea di principio il discorso non cambia: se io decido di chiamare il mio prodotto “Autentica Trattoria” o anche “Bibidibobidibu” o come sarkazzo mi pare, nessun altro dovrebbe avere il diritto di farne uno simile e venderlo con la medesima etichetta: e l’eventuale scusa che gli son finite le parole del vocabolario e gli son rimaste solo quelle che ho messio io come nome al mio prodotto, sarebbe difficile da digerire anche per la sullodata bambina di 6 anni:-).

  29. utente anonimo says:

    O potente Rit !!!! (come dice Bugs Bunny in uno dei suoi più spettacolari cortometraggi, quello della grotta di Alì Babà)

    Ti potrei risoprannominare Rit Van Rijn – il più acuto ‘pennello’ dialettico di tutto il web italiano_

    Guarda ti dirò – hai assolutamente ragione_ O quasi_

    Innanzitutto ero un po’ di fretta e stanco – come sai ho speso le migliori energie di 2 giorni per rispondere a un certo buffo talebano della Ragione antispiritualista – e avevo saltato di netto tutta la gradazione ironica dei vostri commenti_ Chiedo scusa anche a Z.

    Ma ti scongiuro di credermi sulla fiducia, la fiducia fra veri avversari di pensiero dilettanti_

    Non intendevo le cose in quel senso ‘inconscio’ che dici te_

    D’altra parte se voglio dire che esiste qualcosa peggiore delle merci, come lo devo scrivere, o mio benedetto speleologo della psiche altrui??!! Vabbe’ potevo scrivere “Naturalmente ci sono un sacco di cose peggiori della merce, che non ha definizione morale, è merce, cazzo!” – così va meglio?

    Allo stesso modo intendevo ‘speculazione’ nell’accezione negativa, dannosa, non in quella letterale_

    Comunque continua a non sembrarmi un post estremista, né che condanna il profitto in tutti i sensi_

    Sì, neanch’io ci vedo la ferocia delle leggi che vegliano sul profitto in quella frase, anche se bisogna dire che ci sono leggi che difendono i profitti al di sopra quasi di ogni altra cosa, che non è il massimo – e non ci vedo nemmeno la volontà di potenza – e ci vedo molta più seduzione che inganno, l’inganno nel commercio esiste ma è abbastanza diverso da questo caso, è su un altro livello_

    Per il resto però la formula è spettacolare, dal punto di vista linguistico, così come lo sono altri miliardi dell’ambiente del marketing_

    L.M.

  30. controlL says:

    A proposito di frasi geniali, uno va su wikipedia, nel riquadro “forse non sapevi che” trova i primi capoversi della voce “alpini” e scopre che l’incipit è un capolavoro d’ironia:

    Gli Alpini sono una specialità dell’Arma di fanteria dell’esercito italiano. Nacquero appositamente per la difesa dei confini montani italiani, su progetto del Capitano Giuseppe Perrucchetti, ed i primi reparti furono istituiti nel 1872. Il loro primo impiego in combattimento (battesimo del fuoco) fu nella battaglia di Adua (1 marzo 1896).

    p

  31. utente anonimo says:

    ritvan, il prosciutto ti dà alla testa perchè “la ferocia delle leggi che vegliano sul profitto” è una frase giusta giustissima che dovrebbe far capire che se si mettesse tanto slancio anche per difendere i diritti umani , le cose andrebbero meglio e saremmo tutti più intelligenti!!!Uomini e merci nella nostra società sono molto spesso due categorie soltanto in teoria, ma nella pratica la merce è molto più importante dell’uomo. Quando i thailandesi avevano prodotto una medicina efficace contro l’aids, non hanno potuto usarla nemmeno sul mercato locale perchè le multinazionali volevano commerciare la loro, molto più cara troppo cara per molti malati. La loro merce è molto più importante delle vite umane. Le merci fanno schifo nella misura in cui si da loro un surplus d’importanza, dimenticando che l’importante è ben altro. Il mercato, la concorrenza, il profitto, cose giustissime; orribilmente sbagliato è innalzarle a divinità. La ferocia delle leggi che vegliano sul profitto sono segno della decadenza dei tempi e del cretinismo di molte persone, come se mancasse il magnesio o un ‘altro sale importante….mondo insipido, non mi piace. ciao jam

  32. utente anonimo says:

    roberto,

    – il tuo ottimismo è commovente, ma ti assicuro che conosco un mare di gente, sia in francia che in germania che ha sempre pensato che il parmigiano regiano fosse quella strana polverina biancastra che qui vendono già grattuggiata —

    Altroché Europa unita, dovremmo sottometterli tutti in nome di Roma.

    Anzi, in nome di Parma! :-)

    Z.

  33. utente anonimo says:

    A proposito, anni fa parlavo con un neozelanese, che mi diceva…

    N – Ehi, ieri l’altro ho bevuto del Chianti!

    Z – Davvero? piaciuto?

    N – Mah, mica tanto, secondo me faceva abbastanza schifo…

    Z – Ma scherzi? Senti, te sei sicuro che fosse chianti?

    N – Beh, sì, c’era scritto “Chianti” sopra…

    Z – Ho capito, vi hanno rifilato un chiavone :-)

    Z.

  34. PinoMamet says:

    “A proposito di frasi geniali, uno va su wikipedia, nel riquadro “forse non sapevi che” trova i primi capoversi della voce “alpini” e scopre che l’incipit è un capolavoro d’ironia:

    Gli Alpini sono una specialità dell’Arma di fanteria dell’esercito italiano. Nacquero appositamente per la difesa dei confini montani italiani, su progetto del Capitano Giuseppe Perrucchetti, ed i primi reparti furono istituiti nel 1872. Il loro primo impiego in combattimento (battesimo del fuoco) fu nella battaglia di Adua (1 marzo 1896).

    p”

    Mi sfugge l’ironia

    (detto senza ironia);

    ho perso qualcosa?

    Ciao!

  35. PinoMamet says:

    Aho, lascia perdere, mo’ ho capito.

    :-)

    Tardi ma ci arrivo.

    Ariciao!!

  36. RitvanShehi says:

    >Aho, lascia perdere, mo’ ho capito.

    :-) Tardi ma ci arrivo.

    Ariciao!!PinoMamet< Nel senso che Adua non si trova esattamente nei “confini montani italiani”, vero?

  37. RitvanShehi says:

    >ritvan, il prosciutto ti dà alla testa..jam<
    Il fratel reza è più poetico di te: lui dice che ho fette di prosciutto sugli occhi:-)

    >Quando i thailandesi avevano prodotto una medicina efficace contro l’aids,<
    Alt, un momento. I Thailandesi (e anche gli indiani e anche qualche altro “furbetto”) hanno semplicemente copiato farmaci scoperti/inventati da altri e brevettati. Non diciamo inesattezze, per favore!

    >non hanno potuto usarla nemmeno sul mercato locale<
    Ah, perché avrebbero voluto pure esportarle le loro “copie pirata” del farmaco?! Ma complimenti!

    Beh, i tailandesi o chiunque altro non ha che da comprare il farmaco “legale” e “originale”, come fanno le farmacie italiane. E già che ci sono, possono produrre profilattici, quelli sono senza brevetto, e insegnare alla popolazione di usarli, così da prevenire il contagio dell’AIDS.

    >perchè le multinazionali volevano commerciare la loro, molto più cara troppo cara per molti malati.<
    Non è colpa delle biekissime multinazionali se alcuni paesi se ne fottono altamente di fornire gratis ai malati farmaci salvavita. L’Italia mica si mette a produrre farmaci “pirata”, eh!

  38. RitvanShehi says:

    >come sai ho speso le migliori energie di 2 giorni per rispondere a un certo buffo talebano della Ragione antispiritualista..L.M<
    Eh, lo so, pure io l’ho infilzato un paio di volte:-).

    >Allo stesso modo intendevo ‘speculazione’ nell’accezione negativa, dannosa, non in quella letterale<
    Ah, beh, allora….ecco, adesso che mi viene in mente, il mio bisnonno imam ha una bella storia che ha a che fare con “spiritualismo” versus “speculazione”(quest’ultima nell’accezione negativa). Ricordami di raccontartela:-).

  39. controlL says:

    Be’ certo, per lo meno una concezione un po’ elastica dei confini: che l’america si difenda a bagdad, non è che bush abbia inventato nulla a giustificarsi così. Ma la cosa davvero apprezzabile è quell'”appositamente” dell’estensore, che non si è accorto di niente.p

  40. RitvanShehi says:

    Beh, caro L.M., ecco il racconto promesso sulla “speculazione kattiva”.

    Dunque, correva l’anno 1854 nella città di Shkodra (Scutari) nel Nord dell’Albania, a quel tempo parte dell’Impero Ottomano.

    Improvvisamente in città si verificò penuria di grano. Non che non ce ne fosse, i commercianti di granaglie avevano i depositi pieni, ma non lo vendevano (il prezzo del grano, della farina e – di conseguenza – del pane erano controllati e fissati dal Governo, ovvero dal Valì di Shkodra, il Governatore turco della regione) perché si stavano profilando lucrose possibilità di vendita in altre regioni.

    Il mio bisnonno, Hasan Alia, che era stato diplomato in teologia nella madrassa egiziana di Kavalla (Grecia), a quel tempo era già Haj (aveva fatto il pellegrinaggio alla Mecca) e anche Sheh (Sceicco) per aver soggiornato a Mecca circa un anno come “mujavir” (officiante di riti religiosi presso il Luogo Santo Islamico), nonché uno dei più giovani ulemà dell’Impero.

    Era figlio unico di un facoltoso commerciante (tra l’altro pure in granaglie), scapolo alla soglia dei 35 anni e sempre immerso in studi religiosi.

    Ovviamente in casa sua non c’era penuria di cibo, ma un giorno, quando uscì in città per rompere la sua “clausura meditativa” si imbatté in funerali di bambini e ne chiese la ragione della morte. “Per fame” gli fu detto. Si accorse di colpo delle macilente figure dei suoi concittadini. Ed esclamò “Questa è una vergogna al cospetto di Dio!”. Si recò subito dai notabili della città (che era divisa quasi a metà fra musulmani e cattolici e lo è tuttora) e li convinse a formare una delegazione che si recò dal Governatore per chiedergli di requisire a prezzo “politico” ai commercianti – come del resto, la legge ottomana prevedeva in questi casi – la quantità di grano neccessario per sfamare la popolazione. Il Governatore fece – è proprio il caso di dirlo – orecchie da mercante: si dice che dietro ciò ci fosse proprio lui, in combutta con diversi speculatori.

    Allora, l’indomani, giorno di mercato, il giovane Sheh si recò al mercato e arringò la folla in nome di Dio, perché si ribellasse a tale infamia. E fu rivolta popolare, a capo della quale misero proprio lui. I rivoltosi, ben armati, neutralizzarono le guardie private del mercato e anche la polizia della città al servizio del Governatore (il Governatore si rifugiò nella fortezza che sovrasta la città e non osò muoversi di lì). Fu istituita una Commissione di distribuzione del grano a prezzo “politico”, con a capo lui e come segretario un ragioniere cattolico, da lui scelto, tale Filip Curçia, per sottolineare l’unità del popolo, musulmani e cattolici, nell’opera.

    Ai commercianti fu chiesto di consegnare le chiavi dei magazzini e, al loro rifiuto, si procedette con lo scasso: per primo fu aperto – per volere di Hasan – il magazzino del proprio padre. A tutti i capifamiglia, musulmani e cattolici, fu consegnata una certa quantità di grano e a chi non aveva i soldi per pagare neanche il prezzo “politico” fu fatto sottoscrivere l’impegno di pagarlo al proprietario appena possibile.

    Per questo fatto, il mio bisnonno fu considerato dai comunisti – in perfetta malafede – una specie di loro antesignano che praticava l’esproprio proletario:-) e come tale inserito nel Pantheon di Regime come il Capo della Prima Rivolta a Rivendicazioni Economiche contro gli Occupatori Ottomani (come ti falsificano la Storia i kompagni, nessun altro!:-). Però, a nosotros discendenti ci fece comodo:-) perché il regime non si accaniva volentieri contro i discendenti di eroi nazionali). Ma come si vede sopra, lui non fece altro che applicare la legge di Dio, nonché quella degli uomini, snobbate con protervia dal Governatore corrotto!

    P.S. La vicenda viene raccontata nella Wikipedia…purtroppo in albanese ((http://sq.wikipedia.org/wiki/Hasan_Aliu) e anche qui (sempre in albanese, ma c’è pure un ritratto del bisnonno):

    http://www.horizonti.com/libri/ne_kujtim_te_brezave/haxhi_hasan_alia.htm

    PPS. Q. Shehi e G. Shehi citati nella bibliografia del secondo sito sono i miei due zii paterni.

    PPPS. Miguel, adesso non mi dire più che io sono pregiudizialmente contro “insorti”, “resistenti” e roba simile: ma c’è modo e modo, cribbio!:-)

  41. utente anonimo says:

    ahaha

    bella frase

  42. paniscus says:

    Stup(ido)r Mundi

    [..] Vedo che Kelebek, in un post di tutt’altra ispirazione, rievoca di striscio la genalità dell’Anonimo dei Bruschetti, che svolge evidentemente, in un’azienda di distribuzione commerciale di prodotti alimentari, lo stesso ruolo chiave che il titol [..]

  43. paniscus says:

    Stup(ido)r Mundi

    [..] Vedo che Kelebek, in un post di tutt’altra ispirazione, rievoca di striscio la genalità dell’Anonimo dei Bruschetti, che svolge evidentemente, in un’azienda di distribuzione commerciale di prodotti alimentari, lo stesso ruolo chiave che il titol [..]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>