Al ballo mascherato della celebrità

Andiamo avanti con la storia di Marianna (o Maria Anna) Madia, Jeune Fille-novità di Walter Veltroni e capolista del suo “Partito Democratico” nel Lazio. [1]

Mentre leggete, tenete presente in ogni momento alcune cose fondamentali.

Le colpe dei padri non ricadono sui figli.

I legami tra persone non costituiscono, in genere, saldi complotti, ma incontri transitori, dove gli amici di ieri si perdono o diventano i nemici di oggi.

Il 90% di ciò che scrivo qui perderebbe immediatamente di senso, se dovesse dimostrarsi falsa l’affermazione, non documentata, secondo cui Marianna Madia sarebbe la nipote di Titta Madia.

Ciò premesso, scopro che Marianna Madia è una research fellow di Institutions Markets Technologies (IMT), che Repubblica definisce il superateneo di Lucca voluto da Pera”   o più semplicemente “l’ateneo di Pera“, e il cui presidente è stato anche a lungo Presidente della Fondazione Magna Carta, sempre di Marcello Pera.

L’IMT è uno dei vari “centri di eccellenza” più o meno privati che, grazie ai loro padrini politici, riesce a godere di fondi pubblici distolti dalle università.

Oppure, si viene a sapere che l’Arel, il pensatoio dove la Madia lavora, è stato fondato anche da Francesco Cossiga (che poi condivide con la Madia una fisioterapista di nome Mascia).

Ma su Canisciolti  trovo un’altra informazione curiosa, tratta a sua volta da Dagospia, che però come al solito non dà la fonte: lo zio di Marianna Madia sarebbe Titta Madia.

Titta Madia è, o è stato, insieme consigliere del ministro di Giustizia (cioè di Clemente Mastella), avvocato di Pio Pompa  e avvocato di Nicolò Pollari; ma anche difensore dello stesso Clemente Mastella e della sua ormai famosa moglie.

Clemente Mastella a sua volta ha nominato Titta Madia e consorte (Mastella ha sempre curato i valori della famiglia) nel comitato direttivo della Scuola della Magistratura, che Mastella stesso ha promosso a Benevento.

Titta Madia, che ovviamente deve essere un avvocato veramente capace (non affidi la tua libertà a un cretino solo perché raccomandato) ha anche difeso il capo della Guardia di Finanza, il generale Paoletti e pure Sergio Billè, il gioviale presidente della Confcommercio arrestato tempo fa.

Nella difesa di Pio Pompa come in quella di Billè, Titta Madia ha collaborato con un certo Nicola Madia.

Ma l’avvocato Titta Madia, mi chiedo, non ha ormai più di cento anni?

Perché il nome lo ricordo, dalla mia prima adolescenza di assiduo frequentatore di bancarelle di libri usati: Titta Madia era l’autore di Rodolfo Graziani. L’Uomo, de I capi incatenati, scritto in onore del maresciallo Pétain, e altri testi simili: tra tutti spicca la Storia terribile del parlamento italiano di quasi mille pagine, dove spiega perché sono finiti i tempi dell’aula sorda e grigia.

Adesso andando su Google, il mistero si chiarisce.

C’era un Titta Madia, 1894-1976, che chiameremo “senior“, il più famoso cittadino di Petilia Policastro in provincia di Crotone e avvocato.

C’è oggi un Titta Madia, che chiameremo “junior“, nato nel 1947,  che esercita a Roma, dove sappiamo che si trovano gli eredi di Titta Madia sr; e ci sono oggi anche due Nicola Madia avvocati, che possiamo presumere siano rispettivamente il fratello e il figlio di Titta Madia jr.

Titta Madia jr dirige oggi la rivista “L’Oratore del giorno” fondato oltre 70 anni fa da Titta Madia sr. e da un certo Nicola Madia.

Credo che possiamo dedurre tranquillamente che Titta Madia jr sia il nipote di Titta Madia sr; e che Nicola sia uno di quei nomi che si tramandano ogni volta che sia possibile, per mantenere saldi i legami di clan.

E chi era Titta Madia sr?

Giovanni Battista Madia detto Titta, figlio di Nicola (e vi sorprende?), è stato una figura archetipica del notabile meridionale colto, che si è dedicato alle due grandi vocazioni retoriche dell’Ottocento: l’avvocatura e la politica. Pagò il prezzo che ancora si chiedeva alle élite dei tempi, partendo volontario nella prima guerra mondiale, dove fu ferito, guadagnandosi quell’aria sacrale che avrebbe circondato i mutilati di buona famiglia (di quelli comuni, meglio non parlarne).

Fu tra i primi deputati fascisti del Sud, e divenne di nuovo deputato nel dopoguerra, ovviamente nelle liste del Movimento Sociale; e fino alla morte, fu membro del Comitato Centrale dell’MSI.

Ricordiamo che essere missino al Sud era cosa molto diversa dall’esserlo al Nord, dove c’era stata la guerra civile. Una cosa molto più tranquilla, ma anche esente dalle tentazioni socialiste che provavano i fascisti settentrionali.

Nell’unica biografia che ho trovato in rete di Titta Madia sr, c’è un brano che dice tutto sull’Italia:

“Nel 1926 Madia interviene per allontanare dal “Fascio” di Crotone e dalle Amministrazioni gli elementi più intransigenti che costituiscono un pericolo per la vita della Città e del suo intero territorio; si ricorda ancora l’allontanamento dei Podestà di Petilia e di Cotronei perché non rispondenti alla linea di moderazione: in questo modo egli cerca di legare al partito fascista gli elementi che appartengono alla classe più accreditata e moderata, per cultura e tradizioni, e per cariche sostenute.”

Ed è esattamente questo il capolavoro dei Madia-gattopardi di tutti i tempi: prendere la rivoluzione del momento, qualunque sia, e assorbirla negli interessi della “classe più accreditata e moderata“, mettendo alla porta gli illusi che hanno creduto a Garibaldi, al socialismo, a Mussolini o al comunismo, poco importa.

Cosa c’entra Marianna Madia?

Sarebbe un immenso errore, e un’ingiustizia, fare come gli squallidi commissari telematici dell’antifascismo sbirresco, che vedono ovunque complotti e infiltrazioni, “inquinamenti” e “sdoganamenti”.

Solo un demente potrebbe squalificare Marianna Madia perché il suo bisnonno (se tale è) ammirava Rodolfo Graziani.

Però il quadro diventa interessante, se lo guardiamo da un punto di vista antropologico.

Diamo di nuovo un’occhiata a tutta la lista di nomi che abbiamo citato tra ieri e oggi:

Veltroni, Marcello Pera, Clemente Mastella, Nicolò Pollari, i notabili fascisti del Meridione, Cossiga, la fisioterapista Mascia, i capi della Guardia di Finanza e di Confcommercio; e aggiungiamo dalla galleria di ieri, Giulio Napolitano, Beniamino Andreatta, Enrico Letta, Gianni Minoli (che alla Rai protegge la giovane Madia).

A cosa somiglia?

Non a qualche monolitica congiura.

Sembra proprio la lista degli invitati a una festa, anzi – se ci mettiamo anche Titta Madia sr, a cent’anni di feste.

Dove non conta affatto l’appartenenza alla destra (il vecchio patriarcato calabrese), al centro (Clemente Mastella e Marcello Pera) o alla sinistra (Veltroni e Napolitano), ma semplicemente, il biglietto di invito.

E Marianna Madia, a quanto pare, con il biglietto di invito ci è nata.

Mica è un delitto.

Però qui si cade in un equivoco facile.

Se Marianna Madia è nata con il biglietto di invito, vuol dire che è una lavativa incapace? Ovviamente no. Veltroni non avrebbe bruciato il posto di capolista nella capitale d’Italia per fare un favore a qualche amico.

Ma allora che problema c’è, se è raccomandata, ma capace?

E’ proprio quello che fa paura.

Perché la Marianna sembra esattamente il prototipo dei tecnici del dominio, l’operosa formichina che lavora instancabilmente per affermare gli interessi del mondo in cui è cresciuta.

Che dire, ad esempio – ma dove lo trova il tempo? – della scelta di partecipare, sotto le ali di Enrico Letta [2], all’organizzazione di un “pensatoio bipartisan” e “inter-polista”  che si chiama “VeDrò l’Italia al futuro“?

Nota:

[1] In Lombardia il capolista veltroniano è Matteo Colaninno, Vice Presidente della Confindustria e Presidente del Consiglio Centrale Giovani Imprenditori, vicepresidente del gruppo Piaggio e membro di ben 13 consigli d’amministrazione.

Il Giornale, in perfetta ma brillante malafede, scaglia la prima pietra intervistando una giovane precaria pugliese cui Colaninno aveva offerto un lavoro di sei mesi a 250 euro al mese.

[2] Nel caso ve ne foste dimenticati, quando si passò dal governo Berlusconi a quello Prodi, Enrico Letta subentrò all’incarico di suo zio, Gianni Letta, l’eminenza grigia di Berlusconi e il presidente della Fininvest Comunicazioni. Proprio lo stesso incarico, quello di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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80 Responses to Al ballo mascherato della celebrità

  1. utente anonimo says:

    Ma allora che problema c’è, se è raccomandata, ma capace?

    roberto

  2. utente anonimo says:

    “lavora instancabilmente per affermare gli interessi del mondo in cui è cresciuta”

    immagino che oltre alle parentele e alle amicizie della madia, tu conosca qualcuno dei lavori di questa ragazza per poter afermare quello che affermi

    “ma dove lo trova il tempo?”

    tu stesso dici…lavora instancabilmente

    roberto

  3. utente anonimo says:

    roberto,

    – “ma dove lo trova il tempo?”

    tu stesso dici…lavora instancabilmente —

    :D :D :D

    In effetti è curioso notare come siamo pronti a riversare sugli altri quelle insinuazioni che danno così fastidio quando rivolte contro di noi…

    Z.

  4. utente anonimo says:

    ps.

    Ti segnalo che il tuo post è stato citato (da me medesimo naturalmente) per il concorso del post peggiore della settimana

    se hai voglia di passare a fare due chiacchiere di là sei il benvenuto

    enjoy

    roberto

    http://urbiloquio.com/kkblog/recensioni/2008/02/il_concorso_17_settimana.php

  5. kelebek says:

    Per roberto

    Grazie della nomina :-)

    E’ veramente difficile capirsi, quando i presupposti sono così diversi.

    Tu mi sembri che ritieni che una persona “efficiente” sia meglio di una persona “inefficiente”, in funzioni che tu accetti come se fossero neutrali e per il bene di tutti, perché date dallo stato e dal sistema.

    In secondo luogo, ti sembra che io stia conducendo una polemica individuale con Marianna Madia.

    Io mi chiedo invece quali siano le funzioni e a cosa servono.

    Esiste forse una matematica neutrale; ma non esiste una ricerca economia neutrale, almeno non nel momento in cui l’economista ottiene sponsor. Perché l’economia è un elemento cruciale nel campo dove gli interessi sono più scoperti: nella politica e nell’economia.

    Quando un economista ottiene molti sponsor, evidentemente è perché ciò che propone è utile agli interessi di quegli sponsor.

    A questo punto diventa interessante anche scoprire a che mondo appartengono, sia il ricercatore che gli sponsor.

    Viene fuori un quadro generale molto chiaro: Marianna Madia (ma potrebbe essere chiunque altro, figuriamoci se ce l’ho con lei) è nata in un mondo molto preciso, cioè nella Casta.

    Certo, chiunque può scegliere di uscirne fuori, come hanno fatto (senza giudizio di valore) tanto San Francesco quanto Giangiacomo Feltrinelli quanto Edoardo Agnelli.

    Lei non solo non sceglie di uscirne fuori, ma viene adottata contemporaneamente da una fitta rete di organismi castali.

    A questo punto ne deduco che quella rete riconosce non solo lei come persona, ma anche il suo lavoro (che presumo sia svolto con grande efficienza) come funzionale alla rete.

    Inoltre, lo studio di questo caso offre un pretesto interessante per esplorare la natura assolutamente trasversale, “bipartisan e inter-polista” della rete castale.

    Bipartisan e inter-polista, alla faccia di quelli che pensano che Berlusconi voglia fare un golpe, come delle poverette che temono i comunisti che vogliono abbeverare i loro cavalli in Piazza San Pietro.

    Sempre tenendo presente che non stiamo affatto descrivendo un complotto, ma un mondo.

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Miguel

    hai letto qualcosa sul rapporto tra democrazia e casta?

    E’ possibile affermare su base empirica (storica e sociologica, immagino) che anche in democrazia si genera una “classe di governo naturale”, divisa per bandiera politica ma concorde nell’occupare un posto di “più uguali” rispetto al resto della popolazione?

    Quel che scrivi dei Madia o dei Letta non può che ricordarmi i Bush, i Kennedy, gli Ortega, i Bhutto, i (ops, come si chiama il capetto dell’Esercito del Mahdi in Iraq, casualmente nipote di un importante Ayatollah?) insomma come se la struttura naturale della società fosse di tipo familistico-oligarchico.

    Ciao

    Francesco

  7. kelebek says:

    Per Francesco n. 6

    Potresti spiegarlo pazientemente a Roberto?

    Miguel Martinez

  8. Miguel,

    hai notato che i giocatori di calcio (o di basket, o di tennis) più famosi e più pagati sono pochi? Che i club che vincono gli scudetti sono una minoranza? Che i libri più letti ogni anno (come i blog più cliccati, o i film più visti) sono pochi e tutti gli altri milioni di libri si ripartiscono le briciole? Che i bar e i ristoranti più fighi stanno tutti negli stessi posti? Che gli avvocati (e gli architetti) che ricevono le commesse più ricche sono pochissimi, e perdipiù quasi sempre gli stessi?

    Quello che tu e il tuo commentatore Francesco state “scoprendo” è una cosa che è stata inventata più di un secolo fa da due italiani, Mosca e Pareto, e si chiama “teoria delle élites”. Per quel tipo di fatti, che si verificano un po’ ovunque (e c’è quindi da chiedersi come mai non si dovrebbero verificare anche in politica), lo stesso Pareto (guarda caso) ha altresì scoperto alcune regolarità statistiche che oggi sono formalizzate e conosciute come “power laws” (ne abbiamo parlato qui: http://urbiloquio.com/kkblog/recensioni/2007/11/power_laws_diseguaglianze_e_po_1.php)

    che descrivono proprio quel tipo di fenomeni.

    I discorsi sulla “casta” che oggi girano in Italia altro non sono che volgarizzazioni e banalizzazioni di quel tipo di problemi; e quel che è più grave, non si usano per analizzare la raltà, capirla e eventualmente cercare di modificarla (magari partendo dal presupposto che, siccome fenomeni analoghi sono onnipresenti, e siccome ciò non toglie che alcune società e alcuni Stati siano stati comunque teatro di grandi rinnovamenti sociali e politici, forse le “élites” e la “democrazia” proprio incompatibili non sono), ma come sfogo di umori e irritazioni, o diciamolo pure, di invidie.

    KK

  9. kelebek says:

    Per KK n. 8

    1) Allora, io dico una cosa.

    2) Tu dici che è puro complottismo, che non sta in cielo né in terra.

    3) Io rispondo chiedendoti chiarimenti.

    4) Tu rispondi dicendo che quello che avevo detto io è “tipo di fatti, che si verificano un po’ ovunque”.

    E’ vero 2) o 4) ?

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    KK, sarà pure teoria delle elites, ma almeno allora non spacciamola come “il PD innovatore mette capolista la giovane promettente sconosciuta ricercatrice”, altrimenti diventa “teoria della presa per il c…”

    (Bella definizione “tecnici del dominio” Miguel.)

    la timida donzella

  11. utente anonimo says:

    Interessante polemica che sta esplodendo qui. Colpi di verità e zero dialogo… non arrivate da nessuna parte.

    E’ vero che la strutturazione di oligarchie (diversamente contestualizzate e di diversa natura) pare essere una triste costante dello strutturarsi umano.

    E’ anche vero che nell’era democratica questo paradosso va di volta in volta sottolineato, la teoria va operazionalizzata, concretizzata, e quindi, necessariamente, banalizzata per renderne possibile la comunicazione.

    Ma soprattutto, oltre la parola Casta, è importante, e a me sembra che questo sia stato fatto in questo post, mettere l’accento sul processo di appiattimento culturale della politica.

    Ma ancora piu’ importante dobbiamo ricordare che questo è un blog, un particolare mezzo di comunicazione che in quanto tale vincola e determina il suo stesso contenuto. Non è un giornale, non è un libro, non è una tesi.

    Questo, riportato nel post, è il fatto ricostruito con spunti di riflessione. Pretendere la ricostruzione di un ambito teorico abbastanza ampio da inquadrare la sovrastruttura determinante il fatto è troppo per un singolo post, che gia’ così come è risulta già troppo esteso per il mezzo scelto.

    In altre parole, se tu sai di cosa si sta parlando, non è detto che chi scrive non lo sappia. un po’ di fiducia nel genere umano, osti!

  12. falecius says:

    Francesco 6: Sadr (ci andrebbe un puntino sotto la S, ma impazzisco già a scriverlo nella tesi).

    Le “aristocrazie” religiose sciite sono in effetti una specie di “casta” peraltro transnazionale e trasversale a Iran, Iraq, Azerbaijan e Libano (con ramificazioni anche altrove). Anche qui, il sistema di accesso alle cariche religiose è formalmente meritocratico e aperto a tutti. Di fatto, però appartenere a certe “dinastie” come i Sadr, gli Hakim, i Khu’i o altre che non mi ricordo è sempre stato un importante elemento di prestigio.

  13. Miguel, guarda che io ho detto un’altra cosa. Ho detto: “Che “mondo” sarebbe quello dove le capacità ‘tecniche’ di un politico sarebbero irrilevanti? Che mondo sarebbe quello dove esiste una “Casta” inter-polista, bipartisan e trasversale, nella quale si rientra per nascita ma dalla quale si può decidere di uscire per un atto assolutamente disinteressato (e che automaticamente fa di te un “fuori casta”, nonché un essere superiore) e che accomuna gente tanto dissimile come San Francesco, Edoardo Agnelli e Giangi Feltrinelli? Che mondo sarebbe dove il fatto che esistano degli sponsor significa che lo sponsorizzato fa gli interessi (quali?) dello sponsor e questo, in qualche modo (non specificato, ma evidente) lo renderebbe uno strumento dello sponsor (in un mondo dove esiste persino il contratto di sponsorizzazione, oggetto di normative parecchio stringenti)?

    A me non solo non sembra che quello sia il mondo reale, a me quello che descrivi sembra il tipico plot complottista che tracima continuamente dalla carta stampata e dai blog “de sinistra” e “de destra”. Di certo non è quello che una volta si sarebbe chiamato una “analisi”.
    ” QUESTO è (in un certo senso, e secondo me) ‘complottismo’, e cmq è falso.

    Quando, dopo ciò, tu cambi registro e cominci a parlare dei “giri” che si formano a tutti i livelli, allora ti rispondo che si tratta di un fenomeno che, con tutto il rispetto, (i) non hai scoperto tu e (ii) parecchio più complicato di quel che tu pensi. Tutto qua.

    Quanto alla timida donzella: anch’io sono abbastanza timido, e in certi livelli di semplificazione estrema preferisco non avventurarmi. La teoria delle élites non esclude affatto, ma anzi comprende e studia, il mutamento delle elites e la loro circolazione. La ‘novità’, che secondo me è una merce che in politica non ha in sé e per sé assolutamente nessun valore, specie se la si fa coincidere con l’età anagrafica, viene usata dal PD esattamente come da tutti gli altri partiti, vale a dire come uno strumento di marketing. Se vuoi chiamarlo una presa per il c…, libera di farlo.

    KK

  14. un pò anche presa per il culo e molto canna del gas :-)

  15. utente anonimo says:

    Ma scusa un attimo KK ???

    E infatti noi cosa diciamo da anni ??

    O non stiamo dicendo proprio che è un ‘sistema’, quindi comune e diffuso, e che deriva dalle falle di questo tipo di Democrazia che stiamo usando oggi ??

    Sennò sembra che arriviamo tutti da altre galassie e ci siamo incontrati qui, oggi, per caso, durante una passeggiatina spaziale_

    Il punto non è mica quello – se non fosse un ‘sistema’ ma fosse un caso presente, che so, solo a Pellicone delle Murgie, che min… ce ne fotterebbe a noi_

    Il punto è se si debba fare qualcosa per contrastarlo e superarlo o no_

    Anche Pareto non lo osservava mica così, come facesse birdwatching, o come un parroco osserva l’armonia della Natura_ Ci si incazzava parecchio – e ne ha pure passati di problemi infatti_ Era uno dei maggiori critici a queste forme di governo che conosca_

    Allora – se si vuole dire che certe ‘forme’ sociali sono NATURALI, e quindi non ci si può fare niente, ci si può accodare a tutti quelli che nella Storia hanno sempre criticato le novità proprio con codesta obiezione_ E allora si può tranquillamente ritornare nella nicchia della Legge Naturale della teologia, perché no?

    Se invece uno volesse provare ad avanzare, dovrà volente o nolente criticare il ‘sistema’ in vigore_

    Mi sembra banale, no?

    Poi, per finire, quell’obiezione dell’ ‘invidia’, per favore, basta_ Va bene se uno vuole giocare, e allora vada in un asilo qualsiasi e la usi durante la ricreazione_

    Voglio dire – quindi tutte le volte che è esistito un movimento che lottava contro le rigidità sociali per avanzare, come non so la Rivoluzione Americana, le proteste operaie della prima industrializzazione, i movimenti per i diritti civili e per il welfare, per migliorare le condizioni di lavoro – insomma tutti quei cambiamenti che fanno dell’Inghilterra e della Svezia paesi più avanzati del nostro, sono sempre avvenuti perché trainati dall’invidia?? Ma questo, anche tecnicamente, è qualunquismo televisivo, via_

    L.M.

  16. utente anonimo says:

    KK 13

    Allora – io invece mi voglio addentrare in una semplificazione piuttosto pragmatica_

    Al di fuori di tutta la teoria politica, solo per un attimo, prendiamo cos’era l’Italia 30 anni fa in generale, sia localmente che globalmente, e mettiamola accanto ad altri paesi europei_ Poi prendiamo l’Italia di oggi e mettiamola accanto agli stessi paesi di oggi_

    Si nota la differenza??

    Come ci siamo arrivati??

    L.M.

  17. L.M., non so di cosa steste parlando da anni, ma io sto dicendo questo: che questi fenomeni sono complicati, e che è sbagliato SIA buttarla in caciara SIA dire che is tratta di fenomeni ‘naturali’ e quindi irrimediabili. Infatti scrivevamo su quel post che ho linkato prima: “se dobbiamo evitare di metterci subito a ululare che “c’è sotto qualcosa di losco” quando osserviamo questi fenomeni di distribuzioni esponenziali, sarebbe altrettanto sciocco decidere che, poichè le osserviamo ‘in natura’, allora dobbiamo accettarle come sono“.

    Solo che, per intervenire, bisogna prima CAPIRE. E a me pare – scusa se mi permetto – che la tua ‘teoria’ per cui si tratterebbe di “un ‘sistema’, quindi comune e diffuso, e che deriva dalle falle di questo tipo di Democrazia che stiamo usando oggi” non sia meno semplicistica di quella per cui “è naturale, e quindi non c’è nulla da fare”. Ma forse mi sbaglio.

    KK

  18. utente anonimo says:

    Miguel,

    ritvaneggio

    “Grazie della nomina :-)

    non c’è di che é tutto merito tuo :-)

    “E’ veramente difficile capirsi, quando i presupposti sono così diversi.”

    già. è non é nemmeno la prima volta che lo costatiamo

    “Tu mi sembri che ritieni che una persona “efficiente” sia meglio di una persona “inefficiente”, in funzioni che tu accetti come se fossero neutrali e per il bene di tutti, perché date dallo stato e dal sistema.”

    non è proprio cosi’.

    gli avvocati del nanetto sono stati piuttosto efficienti in parlamento a perseguire quello che a loro interessava e cio’ riconosco che non è un bene.

    sono altresi’ cosciente che le funzioni di cui parli non sono neutre (ho più di 6 anni anche se magari non si vede)

    “In secondo luogo, ti sembra che io stia conducendo una polemica individuale con Marianna Madia.”

    anche qui, so che non ce l’hai con MM

    “Io mi chiedo invece quali siano le funzioni e a cosa servono.

    “Esiste forse una matematica neutrale; ma non esiste una ricerca economia neutrale, almeno non nel momento in cui l’economista ottiene sponsor”.

    facciamo per un attimo finta che non esistaquella cosetta chiamata onestà intellettuale, il tuo discorso sarà pur vero, ma equivale a dire che non ci puo’ MAI essere ricerca economica libera, visto che senza sponsor ricerca non ne fai (e sponsor in senso lato: ti immagini quando 3monti tornerà a pavia ad insegnare? un ricercatore con delle idee vagamente sinistrose avrà vita facile in quella cattedra?)

    ” Perché l’economia è un elemento cruciale nel campo dove gli interessi sono più scoperti: nella politica e nell’economia.”

    d’accordo

    “Quando un economista ottiene molti sponsor, evidentemente è perché ciò che propone è utile agli interessi di quegli sponsor.

    A questo punto diventa interessante anche scoprire a che mondo appartengono, sia il ricercatore che gli sponsor.”

    potrei anche forse eccezionalmente essere parzialmente non troppo in disaccordo, ma non ti pare che sia più facile e soprattutto più *utile* ed interessante invece che di spettegolare su amici amanti e famiglia, leggere quello che il ricercatore scrive?

    “Viene fuori un quadro generale molto chiaro: Marianna Madia (…) è nata in un mondo molto preciso, cioè nella Casta.”

    ok , ma vedi sopra

    mannaggia devo scappare, continuo dopo

    roberto

  19. utente anonimo says:

    Miguel,

    non ci provare con me che sto affrontando il problema dei Borromeo, due Vescovi e santi per poi finire a sciacquette paratelevisive.

    C’ha ragione Cardini, c’ha, si stava meglio quando si stava peggio e si combattevano i musulmani per terra e per mare e per teologia, pure ;)

    Al momento sto con la naturalità delle elites (prova: sono diffuse in contesti sociali diversissimi). Però preferisco i Bush ai Mastella, come si selezionano le elites?

    Grazie

    PS lo sapevo che dovevo studiare scienze politiche, però così ne saprei ancora meno di statistica e sarei ignorante uguale. Mi servono altri 15 anni, dove li compro?

    Francesco

  20. utente anonimo says:

    Non ti saprei aiutare – ma ti prego, quando scopri dove si comprano fai un fischio :-)

    Z.

  21. Dici Miguel?

    Secondo me Veltroni non si sarebbe bruciato niente anche candidando a capolista il suo gatto.

    Erika

  22. utente anonimo says:

    Bene KK #17

    Allora, possiamo iniziare piano piano a ripulire il discorso dalla caciara, dal complottismo, che sinceramente non vedo, dalla rassegnazione allineata alla Legge Naturale, e magari sarebbe bello poterlo ripulire anche dai semplicismi, ma qui, come dice l’anonimo del #11, il medium non ci aiuta_

    Io sarei felicissimo di leggere sempre gente molto più competente e analitica, e pure propositiva come dovrebbe essere un vero intellettuale, di me_ Imparerei tantissimo e mi metterei lì tranquillo da parte_ E’ per quello c he mi piace leggere certi blogs, fra cui Miguel_ Ma invece purtroppo a volte mi tocca fare il ruolo di Cerbero, la guardia che non fa filtrare almeno le banalità e i bastianismi contrari per partito preso, sterili_

    Comunque, per tornare sui limiti del medium, di cui in un certo senso parlava anche Miguel qualche post fa, non è detto che i blogs col tempo non riescano ad assomigliare un po’ a quelle ‘Riviste’ che pullulavano 100 anni fa e da cui è passata molta della critica, del dibattitto e dell’avanguardia dell’ultimo secolo_ Non si sa_ A me piacerebbe_

    Infine – la mia non era proprio una ‘teoria’, non so se ne hai avuto il sospetto, diciamo che gli indizi traboccavano_

    Era una constatazione, se vuoi anche parziale, ma soprattutto, implicitamente, una specie di esortazione a dire “Allora facciamola un po’ di critica seria, cerchiamo di capire quali sono i limiti e le falle di questo ‘sistema’ che potrebbero essere superati, mettiamoci al lavoro, discutiamone – muoviamo le acque, cambiamo, andiamo oltre”_

    Solo che, per chiudere il cerchio, ho enormi dubbi che questo discorso possa passare, o essere applicato, in futuro, da una classe dirigente come quella di oggi, a tutto raggio – quella che si riproduce da sé stessa come gli organismi unicellulari, e per gemmazione dai Lama-Napolitano nascono i D’Alema-Veltroni e poi le Madia-Melandri_

    Dubito assolutamente_

    L.M.

  23. utente anonimo says:

    Francesco

    a volte ho anch’io l’impressione che abbia ragione Cardini, quasi in toto_

    Ma ancora non capisco dove sia tutto questo ‘meglio’ di un Bush rispetto a Mastella_ Sono 2 facce di quasi un unico ‘sistema ideologico’ – una radicale e suprematista, l’altra trasformista e parassita_

    Al limite se avessi detto ‘meglio Nixon e Pompidou’ ti avrei capito, anche tappandomi il naso ma ti avrei capito_

    Eeeeeh lo dici a me – non sai quanto mi piacerebbe oggi avere una bella laurea in Economia, ambiti teorico e politico – e avere una prospettiva di vita di circa 4 secoli per prendermi e godermi altre 5, 6, 7 lauree oltre quella_

    L.M.

  24. utente anonimo says:

    Se ci fosse una istituzione con il compito di esaminare “l’eleggibilità’ ” dei candidati, credete che cambierà qualcosa, che quelli. tra i candidati alle prossime elezioni, con cariche giudiziarie pendenti non potranno entrare nelle istituzioni politiche, o che non ci sarà sempre una casta che sceglie prima che l’elettore inserisca il proprio voto nel seggio ?

    Credete che se ci fosserò i “grandi elettori”, di cui il voto vale per tantissima gente, come avviene in America , le cose saranno diverse ?

    reza

  25. Magari se reza ci spiega il senso della bizzarra espressione “con cariche giudiziarie pendenti” si può provare a fare un passo avanti verso una risposta (non che il resto della domanda sia molto chiaro, peraltro…).

    KK

  26. paniscus says:

    Noi stiamo qua ad accapigliarci per lo zio e il nonno della Madia, e intanto Veltroni annuncia la candidatura di Achille Serra, ex questore, ex prefetto ed ex deputato di Forza Italia…

    Lisa

  27. utente anonimo says:

    Lisa

    Achille Serra non era il candidato di sinistra contro la Moratti a sindaco di Milano?

    Poi non noti come Veltroni cerchi di comporre l’immagine dell’Italia seria e perbene, contro gli sterili ideologismi dei comunisti e il malaffare parolaio della destra? Come dici, è il Corriere? O forse i due lavorano di conserva?

    Cosa ha scritto Pareto sulle lotte tra elites? Ohi, secchioni, prego rispondere :)

    Reza, il vaglio dei candidati NON funziona contro i raccomandati (e di quello si parla). Invece i Grandi Elettori non c’entrano nulla. Ciao

    PS studiati il periodo ipotetico italiano, se trovi il tempo, grazie.

  28. dalovi says:

    Oltre al passato direi che possiamo

  29. utente anonimo says:

    lisa,

    il fatto di essere “ex questore, ex prefetto” di per se non mi sembra un titolo negativo….(ex forza italia si invece)

    roberto

  30. utente anonimo says:

    XKK

    Intendevo dire “quelli che hanno questioni sospense con la giustizia”, tipo ; De Gregori e Mastella…….

    Dicevo quindi, credete che se ci fosse un istituzione che esamina il curriculum dei candidati sarebbe meglio ?

    Credo che il ruolo del “grande elettore” in America sia questo cioé, che il “grande elettore” sia persona pulita per la legge.

    Aggiungo che per me il meglio ,alla fine, è quello che abbiamo qui in Italia, dove però il ruolo dei partiti dovrebbe essere ridefinito meglio.

    reza

  31. paniscus says:

    roberto: e chi l’ha detto, che questore e prefetto siano qualifiche negative? io no di certo, l’hai interpretato tu…

    semmai c’è da chiedersi come mai un navigatissimo funzionario di potere di lungo corso, nato nel 1941, e già stato in parlamento con la fazione avversa, faccia parte delle facce nuove per cambiare l’Italia, quello sì…

    Lisa

  32. controlL says:

    Le elite cambiano sempre. A volte vorticosamente ,con uomini nuovi, non con nuovi uomini, a volte lentamente e nel segno della continuità. Pure le più stabili. Anche l’urss dovette cambiare stalin per raggiunti limiti d’età. Il post di miguel mostra senza ombra di dubbio, anche agli ignorantoni e poco intelligenti come me, che questo cambio è nel segno della continuità non della rottura. Non c’è bisogno di conoscere alcuna “teoria delle élites” per vedere l’evidenza.p

  33. utente anonimo says:

    Lisa,

    – e intanto Veltroni annuncia la candidatura di Achille Serra, ex questore, ex prefetto ed ex deputato di Forza Italia… —

    Beh, dai Lisa… direi che dalla frase si capisce piuttosto bene che le prime due qualità non ti garbano particolarmente, per quanto la terza sia indubbiamente più disdicevole :-)

    Nulla di cui vergognarsi, peraltro: io farei molta fatica a votare un concessionario del recupero crediti :-)

    Z.

  34. utente anonimo says:

    Francamente non vedo il problema dei carichi pendenti.

    Se io voglio votare qualcuno che ha carichi pendenti – giudicando, si presume, che i procedimenti penali in questione siano pretestuosi o irrilevanti – perché mi dev’essere impedito?

    Se la cosa mi disgusta, semplicemente voto un altro politico e magari un altro partito.

    Non che la scelta manchi, in Italia :-)

    Z.

    p.s.: Se si trattasse di pubblicare il casellario dei candidati alle elezioni, invece, trovo che la cosa avrebbe senso.

  35. falecius says:

    Z. io metterei in campo una distinzione tra chi è indagato e chi ha una condanna in primo grado, che pur non essendo definitiva, a mio avviso getta un’ombra pesante. Sono del tutto contrario invece a stabilire l’ineleggibilità per chi ha scontato la pena.

  36. utente anonimo says:

    Scusate Z. e Falecius

    Io non so cosa preveda la Legge per tutti i normali dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, ma dubito che un condannato in via definitiva possa lavorarci_

    E se per i parlamentari usassimo lo stesso criterio?? Lo dico così, come spunto di base_

    L.M.

  37. utente anonimo says:

    andante-mosso con fuga. Pensando alla parola élites si potrebbe credere anche che questo termine che significa coloro che sono scelti per la saggezza e stanno in alto, il vertice, abbia sempre e soltanto un senso elogiativo e positivo e legittimizzante. La realtà storica ci dimostra il contrario. Le cerchie ristrette di invitati alla festa da ballo, con le loro danze bruttine hanno abbassato il significato della parola , in ogni caso élite non corrisponde assolutamente più a ‘i più intelligenti , saggi, meglio preparati’ ma piuttosto a quelli che attraverso privilegi vari riescono a manipolare l’oppinione pubblica ed abbassare il livello d’intelligenza generale. élite della mediocrità. Ma la fuga dalla loro dialettica ristretta e usurpatrice limitata e limitante che non puo soddisfare tutti gli individui, la constatazione di questa bassezza aiuta alla formazione di una più autentica élite, che non si sarebbe mai formata se non avesse incontrato tutte le mediocrità comportamentali di chi vuole dominare. siamo tutti in cammino…buon viaggio! ciao jam

  38. utente anonimo says:

    L.M.,

    – Io non so cosa preveda la Legge per tutti i normali dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, ma dubito che un condannato in via definitiva possa lavorarci_ —

    Non vorrei dirti bischerate, Leonardo. Ma a quanto ricordo ti fanno dichiarare se e quali condanne hai ricevuto, nonché se sei a conoscenza di procedimenti pendenti a tuo carico.

    Vogliamo imporre lo stesso obbligo ai politici? Mi sembra giusto. Ma vietare a Nania di candidarsi perché ha fatto (presumo) un rissone di piazza negli anni Settanta, francamente, mi parrebbe poco ragionevole (anche negargli un posto da bidello, naturalmente).

    Del resto il primo a portare avanti questa campagna è un pluriomicida che di recente ha pure impugnato un patteggiamento in Cassazione (quando si dice difendersi dal processo :-) ). E non vedo perché dovrebbe essere escluso dal parlamento, in caso decidesse di candidarsi (sì, lo so, non è così stupido da farlo).

    Z.

  39. utente anonimo says:

    Vabbe’ Z. su Grillo – non è cos’ stupido da candidars, ma se si candidasse io non lo voterei nemmeno morto, hai voglia a novità – casomai posso votare degli esponenti un po’ più ‘politici’ o ‘tecnici’ delle Liste Civiche che lui promuove, per esempio_

    Ma il fatto di essere stato condannato non vedo cosa ci possa entrare_ Escludere addirittura dal dibattito mi sembra tantino_

    Ma sulla valutazione del tipo di condanna per essere esclusi dalla Publica Ammninistrazione se ne può ragionare, mi sembra fattibile – però anche lì non vorrei che si finisse per entrare in un intrico infernale di clausole, casisitiche, obiezioni, personalismi_ Il rischio c’è – uno dovrebbe riuscire ad essere più chiaro e categorico possibile_

    G’night_

    L.M.

  40. kelebek says:

    Per il grammatico n. 27

    1) firmarsi sempre, anche con un nick qualunque

    2) la grammatica altrui, specie se di persona non nata in Italia, non è argomento di discussione su questo forum

    Miguel Martinez

  41. kelebek says:

    Per n. 34

    Sono abbastanza d’accordo, anche perché i carichi pendenti (o le condanne) possono riguardare tante cose.

    Per dire, ci può essere la concussione, che effettivamente implica la disonestà in quanto politico;

    ci può essere l’azione di protesta civile (tipo qualche deputato che si fa trascinare via dalla polizia per difendere un bosco che sta per essere abbattuto);

    ci può essere il fatto poco dignitoso ma del tutto irrilevante, tipo una rissa in discoteca.

    Infine, carichi pendenti o no, c’è anche il fatto che una grandissima parte dell’Italia si sente rappresentata solo da persone colluse con la mafia; e sarebbe moralistico e assurdo pretendere diversamente.

    Miguel Martinez

  42. utente anonimo says:

    Sono io il 27

    Francesco

    E non sperare che molli Reza :)

    Tanto lui è impermeabile ad ogni tipo di critica ;)

  43. utente anonimo says:

    Francesco

    Lo so che non ti garba sentire le mie critiche alla politica italiana, lo so che prima di riflettere su ciò che posso avere da adire, i tuoi pregiudizi ti consigliano di dirmi di pensare al’Iran, o di andarmene, se non mi piaciono le cose, non metto in dubbio che poi, ogni cosa , anche Ferrara bacia mano del papa ed atni abortista , non per vocazione laica, ma per vocazione proprio religiosa, nella religione in cui manco ci crede, ti garba comunque tanto………………., come vedi mio caro, per me sei come un libro già letto;-)) , ma se ci riesci metti da parte un attimino i tuoi pregiudizi e cerca di commentare il concetto, invece che gli errori grammatici.

    Sto dicendo che chi si candida per diventare legislatore, non dovrebbe avere problemi giudiziari e precedenti di nessun tipo, ma sto chiedendo come si può fare, visto che non esiste altro che la discrezione dei partiti, dove i partiti possono anche essere “aziende private” come lo è quello berlusconiano ?

    reza

  44. kelebek says:

    Per Francesco n. 42

    Che tu ti scontri con Reza non mi crea problemi; però non si devono fare le pulci alla grammatica altrui nei commenti, soprattutto nel caso di persone che non siano di madrelingua italiana.

    Quando si scrivono i commenti è facile fare errori di ortografia o di sintassi (io sbaglio spesso le concordanze) quando si ha fretta.

    Miguel Martinez

  45. mariak says:

    Secondo me le candidature dovrebbero essere valutate caso per caso, per evitare appunto che una rissa in discoteta possa essere uguale a una megatruffa, o a un delitto verso le persone e verso il patrtimonio come si dice.

    Stabilire una norma legislativa mi sembrerebbe abbastanza arduo proprio per la casistica che tale norma si troverebbe a dover affrontare per non essere una rozza accetta.

    Ma allora questo dovrebbe valere anche per essere assunti nella pubblica amministrazione, per evitare che un comune mortale rischi un trattamento differente a quello riservato ai politici come invece mi pare accada oggi.

    Rimane poi il fatto, e qui si entra sul terreno del discernimento politico e morale, che non tutti possono essere eletti, io per esempio avrei dei problemi a votare che sò , un promotore finanziaro che abbia fatto delle megatruffe ai danni di rispamiatori sia pure un po’ grulli, oppure qualcuno indagato o condannato per corruzione anche in caso di pena scontata. E stesso discorso vale per una condanna di primo grado riguardante alcuni temi, un esempio per tutti Cuffaro.

    Non esistono mica soltanto le istituzioni parlamentari , possono lavorare o fare la loro attività politica altrove, nella società civile, come fanno milioni di cittadini o anche aprire un blog, non sto scherzando. Tra Cusani e D’Elia io preferisco il primo anche perchè diciamola tutta fare il parlamentare risolve la vita, propria e quella dei figli, non è proprio un lavoro come un altro, è una sorta di premio con un valore simbolico notevole.

    Tutto questo sempre in linea di massima, ovviamente, io personalmente conosco delle persone con trascorsi anni settanta, che non avrei esitazione ad eleggere in ogni dove, per questo, ripeto, sono ostile a norme fisse e rigide.

  46. utente anonimo says:

    Anche io non sono d’accordo con le nomre fisse, ma almeno una base legislativa e/o una norma generale ci vuole, altrimenti nessuno è obbligato a tenere in cosiderazione la morale e l’etica, specialmente se nell’arena politica italiana (e non solo, guardiamo lo stessso Bush nelgi USA e Sarkozy in Francia)esistono tipi come berlusca il quale ha introdotto l’immoralità ovvero, liberismo selvaggio, nella politica italiana.

    I radicali direbberò che tutto ciò “è il sale della democrazia” e io posso ancora essere d’accordo su questo , ma in un democrazia compiuta come quello inglese e come le democrazia del europa del nord, mentre in Italia , come dicevo nel mio precedente commento, l’uso che si fa poi del voto del popolo, è sempre a discrezione dei partiti politici.

    Vediamo come andrà questa volta, visto che sembra che più partito si presenteranno da soli, ma rimane sempre il pericolo dell’inciuccio mentre l’ombra del premio di maggioranza della legge Marroni, che è un assurdità antidemocratica, grava su tutto.

    reza

  47. utente anonimo says:

    Sarò terra terra ma a me una sciacquetta che dichiara ““Porterò tutta la mia straordinaria inesperienza” mi pare di una cialtronaggine e di una arroganza (per me le due massime qualità italiote) che tutto il resto diventa superfluo.

    Per quanto riguarda le cosiddette élites, consiglierei la rilettura di Céline da vecchio.

    silviu’

  48. utente anonimo says:

    Sì ma Reza sta a Roma dai tempi delle Guerre Puniche e stupra la consecutio temporum che neanche in Senato fanno tanto …

    E si prova pure a leggermi nel pensiero e attribuirmi insulti di bassa lega, io che mi sforzo di elaborarne di nuovi e migliori ogni volta!

    Francesco :)

  49. utente anonimo says:

    Silviù

    non ho capito bene: la voti entusiasta?

    ;)

    Francesco

    PS Reza, pensa che Bush Jr ha la fedina penale pulita e capirai che la tua preoccupazione è inutile. Non fermi i cattivi con la Commissione di Vigilanza sulla Fedina Penale, meglio che ci sia pubblicità dei trascorsi dei candidati e poi decidiamo noi elettori (che cavolo, se voglio votare Previti mica potete impedirmelo!)

    Ciao

  50. utente anonimo says:

    Francesco, non puoi proprio fare a meno di trovare qualcosa, qualsiasi cosa, per sfuggire agli argomenti su cui , commentando o rispondendo al commento di qualcuno, potresti trovarti in difficoltà, e poi rompi a me che malgrado la difficoltà di scrivere correttamente in italiano, almeno ci provo.

    Oar però se ti va dimmi, ma secondo te Mastella (indagato con tutta la sua corte ieri, candidato oggi per il prossimo parlamento) è eleggibile, o sei vuoi, presentabile alle elezioni, perché se no ne va della compiutezza della democrazia italiana (ammesso che la si consideri tale) o perché esiste un diffetto di fondo nell’attuale sistema elettorale di cui lui approfitta per entrare nel “paradiso del tutto gratis” dei politici italiani ?

    Insomma, per te Mastella si presenta perché ha al cuore i problemi degli italiani, o perché 20.000 Euro al mese per non fare un cazzo non gliele daranno da nessun’altra parte del mondo ?

    reza

  51. utente anonimo says:

    Reza,

    secondo me semplicemente è giusto che siano gli elettori che decidano chi puo’ essere eletto e chi no.

    (e la legge elettorale che non mi permete di scegliere il mio preferito fa cagare)

    roberto

  52. comictadpole says:

    Ok Roberto,

    ma sei d’accordo che se a un certo punto si stabiliscono delle regole per cui chi ha certi curricula giudiziari non può essere dipendente della Pubblica Amministrazione, poi quelle regole debbano valere anche per i parlamentari??

    Ti leggo eventualmente più tardi, ora esco_

    L.M.

  53. utente anonimo says:

    Mi permettete un piccolo gioco/esperimento?

    senza sgooghelare, chi ha scritto questa frase (leggermente modificata)?

    “é evidente che in un paese, in cui il potere esecutivo ha sotto di sé un esercito di funzionari, e dispone quindi continuamente, in modo assoluto, di una massa enorme di interessi e di esistenze; in cui lo Stato, dalle più ampie manifestazioni della vita fino ai movimenti più insignificanti, dalle sue forme di esistenza più generali sino alla vita privata, avvolge la società, la controlla, la regola, la sorveglia e la tiene sotto tutela; in cui questo corpo di parassiti, grazie alla più straordinaria centralizzazione, acquista una onnipresenza, una onniscienza, una più rapida capacità di movimento e un’agilità che trova il suo corrispettivo soltanto nello stato di dipendenza e di impotenza e nell’incoerenza informe del vero corpo sociale, é evidente che in un paese simile il parlamento, insieme alla possibilità di disporre dei posti ministeriali, perdesse ogni influenza reale, a meno che non avesse in pari tempo semplificato l’amministrazione dello Stato, ridotto il più possibile l’esercito degli impiegati, in una parola, fatto in modo che la società civile e l’opinione pubblica si creassero i loro propri organi, indipendenti dal potere governativo.”

    roberto

  54. utente anonimo says:

    onestamente leonardo (52) non ho nessuna certezza in proposito

    roberto

  55. utente anonimo says:

    Reza

    non spetta ad altri che agli elettori di giudicare la degnità di Mastella.

    Francesco

  56. utente anonimo says:

    Roberto 53

    Montanelli?? o Jimmy Carter??

    L.M.

  57. utente anonimo says:

    Ma potrebbe essere anche una frase di marketing populista del Berlucchio, anche se lo stile non è per niente il suo_

    L.M.

  58. utente anonimo says:

    XRoberto e Francesco

    non mi convingono le vostre sottolineature, forse volutamente e perché sono risposte indirizzate a me, ma credo che avete dimenticato completamente che LA POLITICA NON VA IN ITALIA IN QUESTO MOMENTO, e io sto parlando specificamente di questo argomento e di Italia.

    Credevo che fosse chiaro, ma probabilmente cé un problema di fondo.

    reza

  59. utente anonimo says:

    Il leader del centrodestra , cavaglier silvio Berlusconi, questa mattina ha detto che il suo è un partito anarchico rispetto alle posizioni di etica e morale.

    reza

  60. falecius says:

    Roberto: non so chi sia l’autore del passo che citi, ma starebbe benissimo in bocca a Bakunin (e sono abbastanza che non sia suo).

  61. kelebek says:

    Per Roberto n. 53

    Di solito le frasi generaliste, citate così, o sono:

    1) apocrifi di Einstein oppure

    2) apocrifi di Hitler

    Scherzo. non è un giudizio sul contenuto, solo una riflessione sulle “frasi famose”.

    Miguel Martinez

  62. utente anonimo says:

    miguel,

    condivido, e infatti parlavo di “piccolo gioco”.

    il fatto è che quando l’ho letta ho pensato a ichino (anche se lo stile è evidentemente diverso), invece trattasi di marx, e volevo vedere se faceva lo stesso effetto anche ad altri

    qui trovate una citazione più estesa ed una piccola discussione

    http://urbiloquio.com/kkblog/archives/2008/02/borghesia_e_burocrazia.php

    roberto

  63. utente anonimo says:

    e complimenti a falecius che ci si è avicinato molto più di me e leonardo (e ci voleva poco :-) )

    roberto

  64. utente anonimo says:

    reza (58)

    ho capito benissimo, solo che non vedo altra soluzione che lasciare scegliere gli elettori (ma lasciarli scegliere sul serio)

    roberto

  65. utente anonimo says:

    Se le cose vanno malissime e ai gravi disagi sociali non pensa chi di dovere cioé, attuale classe politica, e poi cade un governo e si va alle nuove elezioni(con quello che costa al contribunete)e di nuovo il cittadino si trova di dovere scegliere tra gli stessi responsabili politici di prima, dimmi tu roberto, che cazzo di scelta libera è questa ?

    reza

  66. comictadpole says:

    Uelààà – ma allora è un Marx tradotto molto meglio e in forma più moderna di quello che ho studiato io_

    Ed è un perfetto esempio del Marx ‘liberale’ – per intenderci quello che ammirava con fervore gli USA di allora e si abbatteva contro il gigantismo burocratico, per esempio della sua Germania, e l’accentramento di poteri_ In realtà contro queste infezioni politiche si battevano praticamente tutti a quel tempo_

    Ma dalla prosa io avrei detto proprio si trattasse di Montanelli o di un altro intellettuale di area tradizionalista del pieno ‘900_

    L.M.

  67. utente anonimo says:

    reza

    “che cazzo di scelta libera è questa”

    tu cosa proponi? la commissione di mullah o di beppegrilli che decida chi è degno e chi no?

    roberto

  68. utente anonimo says:

    Leonardo,

    “Ed è un perfetto esempio del Marx ‘liberale’ ”

    già.

    pero’ la cosa che mi incuriosisce è come mai certe idee sono, come dire, passate di campo.

    leggendo “lotta ai burocrati parassiti” sia io che te abbiamo subito pensato a personaggi che a prima vista mi sembrano abbastanza lontani da marx…

    roberto

  69. comictadpole says:

    Eeeeh Roberto

    Ho una specie di risposta, semplicistica_

    Perché i meccanismi del potere per autoalimentarsi e mantenersi in piedi sono sempre gli stessi, si ripetono quasi in copia_ E così anche quelli che adoravano Marx, quando arrivano a prenderlo, per tenerlo sono i primi a tradire il loro profeta: è la tipica sorte dei profeti_ E può succedere che le lotte sensate e di progresso del loro profeta vengano acquistate dai loro avversari_

    Succedono molti casi simili anche sull’altra sponda_ Proprio qui, un mesetto fa, discutevo con Francesco sul fatto che Adam Smith, profeta dei liberisti, si accanisse come una belva contro i poteri delle ‘multinazionali’ mercantili di allora, e mettesse in guardia ogni 5 pagine contro la possibile aberrazione delle proprie indicazioni, se portate all’estremo senza limiti precisi ed equilibrio_

    Eppure anche i criminali impomatati che operano all’interno della Globalizzazione di oggi e tradiscono i suoi dettami lo additano continuamente come ‘guru maximus’_

    L.M.

  70. utente anonimo says:

    Io credevo fosse Einaudi … oppure Vittadini (della Compagnia delle Opere).

    Reza, allora, preghiamo tutti che dalle caserme esca un Chavez vero amico del popolo? Proposte?

    LM, sei sicuro? Su Smith, a me avevano detto che in tema di flotte mercantili il suo liberismo faceva un pò acqua. Inoltre multinazionale e libero mercato NON sono termini antitetici per definizione.

    Francesco

  71. comictadpole says:

    Francesco

    Infatti non era proprio un Iperliberista come quelli di oggi, tipo Friedman_

    Tanta della sua teoria era mirata a contrastare l’accentramento del potere, quei ‘cartelli mercantili’ di allora che potevano tendere alla monopolizzazione e all’asfissia del mercato_ E per questo metteva in guardia contro le ‘esagerazioni’ della sua visione liberista, quelle che oggi vanno abbastanza di moda per intenderci_ Dicendo che delle forme di ‘controllo’ o ‘autocontrollo’ ci vogliono per garantire il funzionamento dell’economia di libero mercato_

    Io tenderei a dire, così come delle regole ci vogliono per un miglior funzionamento della Democrazia, come parallelo_

    Certo che multinazionali e libero mercato non sono antitetici, se, stabilite delle norme, le multinazionali si comportano in modo disciplinato e non le travalicano usando il potere economico-politico che nel frattempo hanno acquisito_

    Comunque non si può negare che la tendenza a ‘mangiare i pesci piccoli’ delle multinazionali, e qundi alla monopolizzazione, tenda anche ad asfissiare gli spazi d mercato_ Non è che un monopolio statale sia necessariamente meglio di un monopolio o cartello privato_

    Friedman direbbe che se il Mercato è davvero libero, tende comunque a riequilibrare questi fenomeni automaticamente, in modo spontaneo_ Altri dicono che non è così certo e soprattutto non è detto che questo non provochi scossoni traumatici sulla società_ Io, dall’infimo della mia ignoranza, la vedo più come questi ultimi_

    L.M.

  72. utente anonimo says:

    LM

    diciamo che le difficoltà di Microsoft danno ragione (almeno un pò) a Friedman.

    Quelli sono diventati monopolisti mondiali del software “di uso generale” e ci hanno messo su il loro bel ricarico da monopolisti.

    Con almeno due risultati interessanti: una diffusione amplissima e non solo privata della pirateria e la nascita di software gratuiti (Linux, of course), un assurdo economico che esiste (a proposito, la sai la storia del calabrone?).

    Ma concordo che una pubblica autorità antitrust sia cosa buona e utile, per quanto di dubbio liberismo.

    Ciao

    Francesco

  73. utente anonimo says:

    Non so come posso spiegarvi che la mia è un critica , ne dal basso, ne dall’alto, ma dall’interno della barca in cui vivo.

    Se il discorso fosse un’pò più serio, i miei interlocutori; Roberto e Francesco, saprebberò che per avere una vera alternanza al potere, oggi nel’ 2008 e in Italia, si devono scontrare due sole forze: quella dell’apparato capitalista con le sue logiche, insieme alle classi privilegiate di professionisti, commercianti, gerarchie dello Stato, con il controllo dei media e dei poteri forti e occulti, con l’appoggio della Chiesa che è la vera destra, e il partito del lavoro che dovrebbe raccogliere la totalità del lavoro dipendente, salariato e stipendiato, i disoccupati, i precari, i pensionati, e questo partito potremmo dire che è la sinistra.

    Oggi, alla vigilia delle elezioni, la realtà italiana è che un partito di destra, con le caratteristiche che ho prima descritto, esiste, mentre il partito dei lavoratori non c’è, e la “cosa rossa” è una squallida sommatoria di sigle con gruppi dirigenti datati e rissosi che non hanno nemmeno avuto la decenza di dimettersi dopo la fallimentare partecipazione al governo Prodi.

    Come vedete e come potreste benissimo indovinare il risultato, qui non si tratta di scelta, non esiste il modo di potere scegliere, oltre e ciò che è già destinata ad essere presentata come una scelta fasulla.

    Vi è quindi, un enorme deficit di democrazia in quanto i candidati vengono scelti da un cerchio ristrettissimo, mentre dovrebbero essere gli elettori, con apposite primarie, a decidere chi si può presentare, e poi far pesare la propria preferenza nelle elezioni (cosa che l’attuale legge elettorale non consente).

    In realtà, la cultura degli italiani, quella dell’Italia profonda, è intrisa della ambiguità cattolica, di 40 anni di Democrazia Cristiana quindi, rifugge dalle posizioni nette e identitarie, e non è partecipe della “cosa pubblica” , cosa che lascia volentieri ai politicanti di professione, l’Italia vera è disinteressata al destino dell’ambiente, ammira i furbi, i ricchi, i ladri, e credo che anche questa volta vedremo le classi subalterne votare per i loro padroni.

    Se mi permettete, questo non è propriamente una democrazia compiuta.

    reza

  74. utente anonimo says:

    reza,

    la perfezione non è di questo mondo (e suggerire alternative please)

    roberto

  75. falecius says:

    Non è che un monopolio statale sia necessariamente meglio di un monopolio o cartello privato_

    Ad occhio e croce, sono dell’idea che tra un monopolio statale ed un monopolio privato, il primo sia preferibile. Il monopolista privato ah tutti i difetti del capitalismo E tutto i difetti dello statalismo burocratico, e nessuno dei vantaggi.

    Poi, dipende molto anche dal tipo di stato. Quando una dittatura o regime elitario e poco trasparente esercita un monopolio statale a scopi di arricchimento privato (mi vengono in mente diversi casi nel mondo arabo), non siamo in una situazione molto diversa da quella di un cartello monopolistico privato.

  76. utente anonimo says:

    Francesco e Falecius

    Non so, ci dovrei ragionare un po’ e non ho tempo né sufficienti mezzi di base_

    L’esempio di Francesco di Microsoft mi convince, un caso come quello ma ‘statale’ sarebbe assurdo e avrebbe portato a un stagnazione mortale_ Però il caso dei Trasporti giapponesi, per esempio, mi fa pensare che in ambiti come quello un ‘quasi’ monopolio statale, al limite anche in passivo fisso, funzioni sempre meglio_ Non so_

    Di certo sono convinto che nella stragrande maggioranza dei casi, la concorrenza e il confronto fra almeno 3, 4 imprese private faccia funzionare meglio il servizio e il mercato per tutti – tranne forse per l’ambizione di profitto dei titolari_

    Invece Francesco, sull’assurdo economico dei Free source e dei P2P – marxisticamente parlando, credo siano possibili perché in fondo la ‘quantità di lavoro’ necessaria a crearli è molto bassa, e da lì in avanti si tratta sostanzialmente di autogestione_

    Ma anche questa l’ho un po’ tirata, a naso_

    L.M. (il bracco appenninico da lepri)

  77. utente anonimo says:

    Reza

    sono un lavoratore dipendente e ti invito, fraternamente, a infilarti in quel posto la tua analisi politica.

    Primo perchè la vuoi imporre: “dovrebbero esserci una destra e il partito del popolo” (buono Ritvan, che ti vedo ringhiare :) ).

    Secondo perchè, a prescindere da chi si presenterà a sinistra, io do un voto politico al centrodestra e NON un voto di classe.

    La tua idea di come dovrebbe comportarsi il popolo italiano è – appunto – una tua idea e non puoi pensare che altri la debbano seguire.

    Per come la metti, se non c’è un partito alternativo al capitalismo, non c’è vera democrazia. Trovo questa tesi ridicola.

    Ciao

    Francesco

    PS scrivo di getto, scusa se in qualche modo sono offensivo.

  78. RitvanShehi says:

    >Se mi permettete, questo non è propriamente una democrazia compiuta. reza<
    Nessuna lo è, mio buon reza. Nemmeno quella antica di Atene, dove si riunivano tutti i cittadini nell’agorà e votavano anche per la costruzione di un cesso pubblico, lo era, visto che donne, schiavi e meteci erano esclusi dal voto.

    E’ un pessimo sistema, ma purtroppo – come disse qualcuno che non nomino per non far uscir fuori dai gangheri il tuo spirito battagliero antiimperialista inglese:-) – è il meno peggio che l’uomo sia riuscito a concepire in tutta la sua Storia.

  79. utente anonimo says:

    Titta Madia es un massone, direi un massonazifascistone, che un po’ di volte ha frequentato Loggie massoniche dell’ Uruguay ( guarda caso como Gelli, el king de esse) porque tienes contas segreta da quelle parti pure. Me hablarono che in un caso el hablo’ che se schiocca le dita tutta la mafia se mueve para el. Egli es muy amigo, infatti, de Renato Schifani el pra vent’anni, commercialista sciacqua sangue finanziario, de Toto Riina, y spesso insieme, loro, a Corleone, donde el Schifani sempre se fa elegere como distintivo di mafiosistituzionalone doc, essi han fatto summit coi Lo Piccolo, Inzerillo, Bontade junior, mafiosi italo americani varii, para saber como vanno i di loro investimenti in MAFIASET CAMORRASET NDRANGASET NAZISTSET MEDIASET, BANCA SCIACQUONA DI DANARI ASSASSINI MEDIOLANUM, MAF..INIVEST Y SO ON. PUBBLICATE QCOSA SULLE SCATOLE CHE POSSEGGONO MAF..INIVEST, LA HOLDING DE BERLUSXUXLUXCLONI, Y PORQUE EGLI NON VUOLE RIVELARNE I VERI PROPRIETARI, CHE SON MAFIOSI, CAMORRISTI, NDRNAGHETARI, SACRA CORONA UNITONI, ITALOAMERICANI, COLMBIANI, TAMBIEN ARGENTINI, RUSSI, OLTRE CHE DELLE DUE SICILIE, TRE CAMPANIE, 4 CALABRIE AND SO ON, Y POI SCRIVERO’ COSAS FORSE NON TROPPO NOIOSA. OK MUERTE, MA LO BERLUSXUXLUXCLONES NON PASERAN

    CARMELO PIGNATRACOZZA

    ROSARIO ARG

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