“Luce interiore”

Autostrada, da qualche parte vicino a Orvieto. Cielo coperto, freddo.

Invece di andare alla stazione di servizio, entriamo in una specie di negozio dietro la pompa di benzina.

In un angolo, c’è uno scaffale dedicato a “Dvd, libri, Cd”, dove il cliente può sfogliare alcuni dei testi più interessanti usciti in questi anni:

ceramica-libri

Proprio accanto c’è una macchinetta del caffè, dove gli anglofoni possono riflettere su questo perentorio e misterioso ordine:

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Infine, il cliente può acquistare una lucetta molto particolare da mettere ben in vista, dentro il finestrino posteriore della macchina.

Un modo per comunicare i propri valori al resto dell’umanità che segue nella sua scia.

Mi immagino l’automobilista dietro, immerso nelle sue tonnellate di ferro, chilometro dopo chilometro, mentre fissa questa magnifica summa della filosofia contemporanea, che gli oscilla dolcemente davanti sulla sua base a molla.

Contemplo sulla confezione le parole così care alla New Age – “Luce interiore“:

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Il negozio è servito da un signore e una signora, sui quarant’anni entrambi, portati stancamente.

Parlano tra di loro ad alta voce, con un accento che mi suona una via di mezzo tra il romano e l’umbro. Sa di comari che chiacchierano mentre stendono il bucato.

Dice lui:

“Eh, ormai so’ un porello, co’ sta gamba che me fa male”.

Lunga pausa. Guardano verso le montagne e su, nel cupo cielo.

“Mi marito m’ha detto che nevica”.

“Ando’ sta?”

“Azerbaijan”.

“Che è, vicino alla Russia?”

“Mi sa”.

Usciamo.

“Miguel, ecco, ho trovato… tu hai uno sguardo coloniale sull’Occidente”.

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10 Responses to “Luce interiore”

  1. dalovi says:

    L’inglese per stranieri è uno spasso e mostra l’assoluta assenza di ogni osservazione fuori dal sol patrio eo la frequenza solo di villaggi turistici dove anche le zanzare sono importate dall’Italia in container surgelatori.

  2. utente anonimo says:

    I negozietti delle pompe di servizio sono i posti più metafisici e surrealisti che si possa immaginare visto il tipo di prodotti che si può incontrare (elenco alcune perle):

    -bottiglia di vino con l’effige di Mussolini, Hitler, Stalin o il Che

    -pupazzetti vibranti cm. 12 con annessi rumori tipo flatulenze, grugniti e simili

    -portaceneri a forma di pin-up, teschio, foglia di marihuana, fata etc.

    -statuetta di Padre Pio che cambia colore a seconda del tempo

    Sono posti che sembrano assolutamente fuori dal tempo e dallo spazio, uguali giorno e notte e lungo tutto lo stivale…

    Chavo

  3. comictadpole says:

    Dai – però sull’Azerbaijan c’hanno azzeccato, almeno questi_ E’ vero che date le dimensioni della Russia è statisticamente molto più facile beccare un paese vicino a lei che non all’Ossezia – ma quanti italiani medi saprebbero individuare l’area dove si trova l’Azerbaijan?? Quelli erano abbondantemente sopra la media_ Lei facilitata dal fatto di avere il marito là_

    In fondo però l’osservazione che hai uno sguardo ‘coloniale’ sull’Occidente è molto suggestiva_ Me lo sento anch’io un po’ quello sguardo ‘coloniale’, su tutto il mondo – forse perché non c’è nessun luogo dove mi sento ‘a casa’_

    L.M.

  4. utente anonimo says:

    …hey, hey,my, my,(into the black)…quando il raggio di sole sfiora la fotografia del cuore, la scultura ipotetica della mia anima diventa un’onda del mare od un petalo dolce di flamboyant. E’ stato il caso oppure la logica della bellezza amplificata dal buio a proiettare quella luce, non ricollegabile al sole, invisibile ad occhio nudo, ma prodotta dal pensiero nudo + vapori di nostalgia mescolati ad acqua di mare. Più si scopre di luce, più si trova il buio, più si trova d’oscurità più si ama l’amore e si trovano cuori dappertutto, contrabbandando visioni di luce pura, nascoste nei fossi di note musicali di un’altro tempo, futuro. ??? ciao jam

  5. ikalaseppia says:

    caduta di stile: “vedo una luce che mena alla retta via”…

  6. ClaudioCasaz says:

    ai dont spik inglisc…

    che figure da cioccolatai…

    un saluto,

    claudio

  7. upuaut says:

    Che si vendano di piu’ le ceramiche per turisti che i libri, nessuna sorpresa. Hanno solo preso atto dell’andamento del mercato.

    La foto della macchinetta del caffe’ starebbe bene su Botteghe Oscure>. :D

    E comunque no, non e’ uno sguardo coloniale, e’ uno sguardo da alieno. :)

  8. upuaut says:

    Che si vendano di piu’ le ceramiche per turisti che i libri, nessuna sorpresa. Hanno solo preso atto dell’andamento del mercato.

    La foto della macchinetta del caffe’ starebbe bene su Botteghe Oscure>. :D

    E comunque no, non e’ uno sguardo coloniale, e’ uno sguardo da alieno. :)

  9. upuaut says:

    Ooops, fatto casino con il link, chiedo venia. °_°

  10. utente anonimo says:

    Quindi, sei entrato in un negozietto come tanti e uscitone ci riporti i tuoi commenti snob. Interessante…

    Invece di fare il “cittadino del mondo”, torna con i piedi per terra.

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